Midollo osseo, dal 26 novembre in Fvg ritornerà “Un Panettone per la Vita”

Torna anche in Friuli Venezia Giulia “Un Panettone per la Vita” l’iniziativa natalizia targata Admo – Associazione Donatori di Midollo Osseo. Dal 26 novembre e sino all’11 dicembre, i volontari saranno presenti in diverse piazze della regione con delle postazioni presso le quali sarà possibile acquistare il proprio regalo solidale: un panettone (o un pandoro) elegantemente confezionato. Il ricavato sarà utilizzato per la gestione organizzativa e amministrativa di tutte le attività, per l’acquisto dei kit salivari, la gestione dei donatori, dei sanitari e moltissime altre iniziative indispensabili per continuare a informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza del dono di midollo osseo.
«Torniamo nelle piazze della regione sempre carichi di entusiasmo e sicuri che la risposta sarà positiva come quella riscontrata in occasione del “Match It Now” – ha spiegato Paola Rugo, presidente dell’Associazione donatori di midollo osseo Fvg -. In questa nuova attività pubblica, accanto alla sensibilizzazione sull’argomento, i volontari lavoreranno per una raccolta fondi indispensabile per la buona riuscita di tutte le nostre attività. Quello che mi preme sottolineare è che chi deciderà di aderire all’iniziativa, come singolo o anche come azienda (seguendo l’esempio di molte realtà locali, che ringrazio), non si limiterà ad acquistare un panettone o un pandoro, ma aderirà a un progetto, abbraccerà un sogno. Quest’anno, peraltro, abbiamo deciso anche di allargare l’offerta. Sarà possibile acquistare, oltre ai prodotti Maina anche quelli Bauli». Sarà inoltre attivo lo shop online dove si potrà sostenere la campagna scegliendo i prodotti da ricevere direttamente a casa. Sempre sul portale dell’associazione sarà possibile effettuare una donazione libera a fronte della quale sarà inviata una e-card.
“Un Panettone per la Vita” ha permesso in questi anni di informare la popolazione sulla donazione di midollo osseo, aumentando sensibilmente il numero dei donatori italiani iscritti al registro. Un numero che purtroppo non è sufficiente perché, in caso di donatore non consanguineo, la compatibilità con la persona malata in attesa di trapianto si verifica in 1 caso su 100 mila e in questo momento storico, l’associazione sta attraversando un‘emergenza mai vista negli ultimi 20 anni a causa del blocco degli eventi di iscrizione sul territorio negli ultimi due anni. Tutte queste attività vengono svolte grazie alla generosità di tante persone che sono al fianco dell’associazione nella lotta alla leucemia e altre patologie del sangue.

L’elenco delle postazioni è disponibile sul sito www.admo.it nella pagina dedicata alla campagna del Natale 2022.

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In copertina e all’interno volontari impegnati nella iniziativa benefica in Fvg.

 

Imprese femminili e divario di genere: sono al via iniziative di Cooperazione Fvg

Le imprese femminili in Friuli Venezia Giulia sono il 22,4 per cento, ma la percentuale sale al 28,8 per cento per le cooperative aderenti a Confcooperative Alpe Adria. I numeri sono stati illustrati in occasione del Consiglio di presidenza dell’Associazione, riunitosi a Udine, che ha dedicato i suoi lavori al tema della parità di genere. Approfondendo l’analisi del peso della dimensione aziendale, poi, si può vedere come la media nazionale concentri il 96,7 per cento delle imprese femminili nella classe delle microimprese (0-9 dipendenti) e il 3,1 per cento tra le piccole (10-49 dipendenti). Dati che nella cooperazione vedono uno “slittamento” verso dimensioni maggiori, con il 57,8 per cento delle imprese femminili che si colloca nella classe delle medie imprese e il 4,8 per cento tra quelle medie e grandi.

Paola Benini


«Le donne cooperatrici si stanno progressivamente approcciando verso organizzazioni aziendali più strutturate e “dimensionalmente” importanti rispetto agli altri modelli societari», commenta Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria, che associa 275 imprese cooperative di tutti i comparti.
Il settore maggiormente rappresentato dalle cooperative femminili è quello dei servizi alla persona che comprende il 54,9 per cento delle imprese considerate. E, a caratterizzare le cooperative femminili, è anche la longevità: il 57,3 per cento ha almeno vent’anni.
«Anche se tra le cooperative i dati sono superiori a quelli delle altre imprese, il divario di genere è ancora elevato e le donne presidenti di cooperative sono ancora solamente il 25 per cento – sottolinea però Mirella Berdini, coordinatrice della Commissione regionale Dirigenti cooperatrici – ancora troppo poco, anche se facciamo meglio dell’insieme delle imprese». Proprio con l’obiettivo di far crescere una cultura imprenditoriale attenta alla parità di genere, Confcooperative Alpe Adria ha deciso di introdurre un servizio di consulenza per la certificazione di genere nelle cooperative aderenti: assai importante pure per partecipare alle tante progettualità previste dal Pnrr.

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In copertina, Mirella Berdini coordinatrice della Commissione regionale Dirigenti cooperatrici.

 

L’Efasce di Pordenone a Londra per festeggiare i 10 anni dell’E-segretariato

C’è chi è a capo di una società di investimenti e chi si sta affermando come musicista e songwriter. C’è chi opera nel mondo fashion luxury e chi propone specialità friulane come street food agli inglesi. Queste sono solo alcune delle storie dei giovani corregionali originari della provincia di Pordenone che vivono e lavorano a Londra. Efasce, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, li ha voluti incontrare in occasione dei 10 anni dalla costituzione dell’E-segretariato della capitale britannica. La vicepresidente Luisa Forte, assieme a Michele Morassut della segreteria dell’Ente, ha potuto dialogare con i giovani pordenonesi a Londra al termine di una tre giorni che ha visto svolgersi alla Casa Italiana San Vincenzo Pallotti (in Clerkenwell Road) il seminario sui corregionali in Europa. Un seminario dedicato al centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini e che ha visto coinvolte assieme alla Regione Fvg tutte le Associazioni che si occupano degli emigranti del Friuli Venezia Giulia. Conclusi i lavori, la rappresentanza pordenonese si è ritrovata per un brunch al noto The Table caffè di Southwark Street.
«Abbiamo voluto questo momento di incontro informale – ha spiegato Luisa Forte – per ascoltare direttamente i protagonisti dell’emigrazione, rispondendo al loro desiderio di incontrarsi e mantenere rapporti con Pordenone e il Friuli Venezia Giulia in occasione del decennale dalla costituzione dell’E-segretariato. C’è molto entusiasmo per il prossimo futuro».
I segretariati sono gli storici organismi di collegamento dei corregionali nel mondo con Efasce e il Friuli Venezia Giulia, ai quali per raggiungere i protagonisti della più recente emigrazione si sono affiancati proprio gli E-segretariati, di cui quello di Londra è stato il primo nel 2012.
Guidato al momento della costituzione da Luigi Bernardis, Enrico Cristante e Silvia Casagrande, ora vede il passaggio di testimone alla nuova “leva” di pordenonesi nel Regno Unito con Miriam Ferrarin originaria di Maniago, che a Londra lavora in una grande multinazionale del settore musicale e nel tempo libero è una seguita travel blogger con il suo blog Mary Giramondo; Luca Marin di Prata di Pordenone, responsabile della gestione di servizi finanziari nella City da 13 anni; Roberto Ortolan, originario di Pasiano di Pordenone, ingegnere meccanico che vive a Coventry nelle West Midlands e da sette anni lavora per il settore automotive.

Tra i partecipanti al brunch anche Massimo Vendramini, pordenonese, nel Regno Unito da 10 anni ora vicepresidente di una società di consulenza nel settore dei fondi di investimento, e Valeria Pozzo, di Cordenons, a Londra da 11 anni, violinista ed affermata songwriter con un nuovo album in uscita il prossima anno. E inoltre Francesca Cantarutti, di Spilimbergo, da cinque anni a Londra, manager per lo sviluppo commerciale e le previsioni di mercato nei settori fashion luxury e Alessandra Muin, maniaghese, che con la sua attività Friuliamo propone nelle strade di Londra le specialità friulane, a partire dal frico. Nel mondo accademico lavora invece Anna Cupani, di Pordenone, a Londra da oltre otto anni, scienziata e innovation manager all’University College London. Da 6 anni a Londra, invece, Miriam Maniago originaria di Arzene, che lavora come assistente manager e contrattualista nel settore hospitalty e da 3 anni Isabella Gaspardo, di Morsano al Tagliamento, linguista che opera nel settore museale.

Come detto, a Londra Efasce ha partecipato – assieme agli altri rappresentanti dei corregionali all’estero Ente Friuli nel Mondo (capofila), Giuliani nel Mondo, Clape nel mondo, Eraple, Slovenci Po Svetu/Unione Emigranti Sloveni del Fvg – ai lavori del 2° seminario sull’emigrazione dei giovani corregionali dal titolo “La nuova emigrazione promuove il Friuli Venezia Giulia in Europa”, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia – Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero. Al centro dei lavori il ricordo del centenario pasoliniano, con gli interventi delle professoresse Rosa Mucignat ed Emanuela Patti. C’è stata anche la visione del documentario di Roberta Cortella “La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del Giovane Pasolini” con la presenza della stessa regista. Hanno partecipato giovani da diverse città europee. «Dal seminario – ha concluso Luisa Forte – è emerso chiaramente il desiderio da parte dei nostri giovani corregionali di creare un progetto continuativo che possa unirli a livello europeo, attraverso forme dirette e con la collaborazione di tutti gli enti che supportano i corregionali».

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In copertina e all’interno la vicepresidente Luisa Forte con pordenonesi a Londra.

 

“Capovolgere all’Infinito” all’ultimo step: oggi a Mortegliano si parla di Inclusione

Oltre tremila persone – dai bambini agli anziani – coinvolte attivamente su sei territori della regione Friuli Venezia Giulia (Fagagna, Lignano Sabbiadoro, Mortegliano, Pasian di Prato, Pozzuolo, Romans d’Isonzo), per dieci mesi, con un calendario di 60 iniziative, le più varie, realizzate per le comunità, ma soprattutto con le comunità, comprese oltre venti scuole. In occasione della conferenza stampa, ospitata dalla sede udinese della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Mara Fabro, presidente di Damatrà Società Cooperativa Sociale Onlus, Claudia Cantarin, curatrice del percorso formativo, e Francesco Rossi, project manager, alla presenza di Alessia Rosolen, assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, hanno tracciato il bilancio di “Capovolgere all’Infinito”, ma anche presentato il ciclo di sei conferenze in programma da oggi, 21 ottobre, e nelle prossime settimane.

L’incontro in Regione a Udine.

Foto Alice Durigatto

NUMERI – È stato necessario partire dai numeri per rendere l’idea della complessità e delle molte sfumature di questo progetto che è nato dopo il Covid come percorso di scoperta e valorizzazione dei luoghi e delle persone che li vivono. «Il progetto Capovolgere all’Infinito – ha sottolineato Rossi – ha visto un network interrogarsi su come, in fase post-Covid, l’educazione possa uscire dagli ambiti più formali e coinvolgere la comunità con le modalità più diverse». Si tratta infatti di un progetto ambizioso e importante che è stato finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia (presidenza del Consiglio dei Ministri) nell’ambito del bando “Educare insieme”, e ha ricevuto anche il sostegno di Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini e il patrocinio del Comune di Fagagna e che vede Damatrà come capofila di una lunga cordata di partner e collaboratori. Insieme hanno lavorato unendo energie, idee e competenze per attivare numerosi laboratori, esperienze educative, formative e relazionali: mappe di comunità, laboratori di peer education (educazione tra pari) nelle scuole; di murales nei quartieri; di autocostruzione; di lettura; di narrazione; esplorazioni nella natura ma anche multimediali; percorsi di co-progettazione con i territori; feste di comunità; e un ciclo di conferenze che si svolgerà fra fine ottobre e i primi di novembre e andrà idealmente a chiudere un ciclo che è durato quasi un anno.

BILANCIO – A fare il punto su quanto fatto fin’ora, è stata Mara Fabro, la quale ha spiegato: «Abbiamo cominciato da Cjase di Catine (sede gestita proprio da Damatrà, a Villalta di Fagagna) che è stato un incubatore attraverso il quale capire come riattivare le comunità. Quanto realizzato lì, in parte è stato replicato sugli altri territori, che non abbiamo scelto a caso, ma in cui sappiamo esserci realtà che culturalmente, li presidiano». È emerso qualcosa di interessante. A prescindere dalle attività proposte, e dall’età delle persone coinvolte «la cosa migliore da fare è dare i contenuti e lasciarli maneggiare a chi in quel territorio vive, perché possa adattarli, come un vestito fatto su misura». I risultati sono stati positivi e il riscontro entusiasta: «Credo che il progetto abbia centrato l’obiettivo di rimettere in moto la comunità intorno a loro stesse e per questo bisogna sottolineare il grande intervento da parte delle associazioni, davvero attente ai territori in cui abitano».
«Nel corso di questi anni mi sono resa conto, ed è probabilmente anche uno dei punti di partenza da cui è nato questo progetto, che fino ad ora abbiamo pensato all’educazione come a qualcosa che avviene solo all’interno del sistema scolastico. Ma mai come durante il Covid e come sta avvenendo in questo periodo – ha sottolineato l’assessore Rosolen – ci stiamo rendendo conto che, in realtà, tutto il sistema educativo e formativo non esiste se non esistono i territori e le comunità. Comunità è una di quelle parole che fino a qualche anno fa sembrava una cosa limitativa, ma in realtà è la capacità di valorizzare e integrare, il che significa far avere a tutti le stesse possibilità e conoscenze, gli stessi punti di partenza. Vi ringrazio perché avete portato una visione diversa di educazione. Ritengo infatti che per educare un bambino sia importante il contesto nel quale cresce e le opportunità che gli vengono date a fare la differenza. Per questo grazie per quanto fatto e farete».

EDUCAZIONE – «Sono stati mesi impegnativi e coinvolgenti – ha proseguito Cantarin -, in cui abbiamo cercato di dare risposta a molte domande come: Cosa vuol dire essere una comunità educante? Cosa vuol dire lavorare per il benessere e la crescita di ragazze e ragazzi attraverso metodologie diverse da quelle formali? Perché è fondamentale creare delle reti territoriali forti? Capovolgere all’infinito ha provato a rispondere in sei modi diversi. Ora con gli incontri in programma, che affronteranno il tema della comunità educante attraverso l’inclusione, la creatività, il territorio, l’esplorazione, la danza e il gioco, cercheremo ulteriori spunti di riflessione».
«La Fondazione Pietro Pittini – ha spiegato poi Linda Carello – è felice di sostenere questo progetto che rientra nelle sue finalità istituzionali. “Capovolgere l’infinito” infatti si muove in continuità con il nostro programma “didattica 4.0” che ha lo scopo di rafforzare le conoscenze e competenze degli insegnanti e della comunità educante nel suo complesso per garantire ai bambini un apprendimento innovativo, efficace e al passo con le più nuove evidenze pedagogiche. “Capovolgere l’Infinito” si muove in questa direzione proponendo occasioni di stimolo e apprendimento su tematiche che sono oggi più che mai centrali per i ragazzi. Damatrà si conferma un’importante realtà del nostro territorio per il mondo dell’infanzia e adolescenza, con proposte (ludiche, di intrattenimento e formative) sempre nuove e coinvolgenti per bambini e ragazzi».
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il vicesindaco di Fagagna, Sandro Bello, che portando i saluti dell’Amministrazione ha sottolineato quanto sia importante, oggi, avere la possibilità di fermarsi, rivolgere lo sguardo anche a ciò che è stato, e andare a fondo di un concetto tanto importante come quello dell’educazione, coinvolgendo soprattutto i più giovani.

DOMANI – «Quest’esperienza che ci ha mostrato quanto sia necessario e importante che continui a esserci, sul territorio, un presidio in cui i tanti soggetti che operano nell’ambito formativo, continuino a domandarsi come si può innovare, che cosa questo voglia dire. Cosa significhi fare formazione, educazione, comunità. Per cui – ha chiuso Rossi – con questo ciclo di conferenze vorremmo anche aprire una strada che rappresenti un’ideale prosecuzione del progetto e che anche in futuro possa continuare a offrire questo spazio di riflessione che riteniamo fondamentale per il territorio».

INCONTRI – Si comincerà dunque oggi, a Mortegliano (aula magna delle scuole medie, alle 18) con “Comunità educante è INCLUSIONE”, incontro con Franco Santamaria, già docente di area pedagogica all’Università di Trieste. Esperto di politiche giovanili. Il secondo appuntamento si terrà sabato 29 ottobre a Lignano Sabbiadoro (Terrazza a Mare, alle 15). Il workshop “Comunità educante è CREATIVITÀ” sarà condotto da Le Gang Creatif, del progetto di Intercultura. Venerdì 4 novembre a Romans d’Isonzo, (sala Candussi Pasiani, dalle 18) sarà la volta di “Comunità educante è TERRITORIO”, un incontro con Carlo Tamanini e Giorgio Camuffo, coordinatore dell’area educazione-mediazione del Mart (Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto) il primo; grafico e art director, professore ordinario di comunicazione visiva all’Università di Bolzano, il secondo. Al CAG di Pasian di Prato (dalle 15) sabato 12 novembre si svolgerà il workshop con Gruppo Immagine “Comunità educante è ESPLORAZIONE”. Gruppo Immagine è un’associazione di Trieste accreditata al MIUR per la formazione in ambito artistico, che dal 1987 propone laboratori secondo la metodologia “giocare con l’arte”. Sabato 19 novembre ci si sposterà a Pozzuolo del Friuli, al palazzetto dello Sport (dalle 15) per “Comunità educante è DANZA”, workshop di Monica Francia con il metodo CorpoGiochi®, un esperimento strutturato di trasmissione della danza che parte da una concezione politica del corpo e del suo potere di trasformazione e cambiamento. L’ultimo appuntamento di conferenze targate Capovolgere all’Infinito si terrà invece a Fagagna, a Cjase di Catine (dalle 18) venerdì 25 novembre, dove si parlerà di “Comunità educante è GIOCO”, un incontro con Roberto Papetti, uno dei più famosi mastri giocattolai italiani.

PROGETTO – Capovolgere all’infinito è stato dunque un percorso di scoperta e valorizzazione di ogni luogo e delle persone che lo vivono. Ma anche una scoperta per le persone stesse che abitano questi territori, a volte considerati periferici, ma che possono essere portatori di nuove centralità, rovesciando punti di vista consolidati per aprirsi in maniera creativa al cambiamento. Lasciarsi capovolgere all’infinito. Un progetto promosso da Damatrà e realizzato con il contributo del Dipartimento per le politiche della famiglia nell’ambito del bando “Educare insieme” (Presidenza del Consiglio dei Ministri), il sostegno di Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini, e con il patrocinio del Comune di Fagagna, in collaborazione con: Murice Società Cooperativa Sociale, APS Minoranza Creativa, O.I.Ko.S onlus, Istituto Statale d’Istruzione secondaria superiore “E. Mattei”, Istituto comprensivo di Pozzuolo del Friuli, Wild Routes APS, Puntozero Società Cooperativa e Associazione Menti Libere.

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In copertina, un’immagine di Mortegliano dove oggi si terrà il primo degli incontri.

 

Festa delle castagne e del miele da oggi a Valle di Soffumbergo

La Pro Loco di Valle di Soffumbergo, in Comune di Faedis, è pronta ad accogliere i visitatori nella sua “Festa delle castagne e del miele di castagno”, uno degli appuntamenti tradizionali dell’autunno in Friuli Venezia Giulia giunto alla 41ma edizione. Tanti eventi per tre week-end consecutivi di ottobre: l’8 e il 9 ottobre, il 15 e 16 e il 22 e il 23. In programma la raccolta delle castagne nei boschi, musica, buon cibo (a partire dalle specialità a base di castagne) e buon vino (come la Ribolla) e tante escursioni guidate alla scoperta della bellezza della valle. Per i più piccoli, il brivido della zip line, laboratori di pasticceria e il divertimento con i pony. Novità di quest’anno i laboratori di pasticceria per bimbi. Il caratteristico borgo (che in lingua slovena viene chiamato Podcirku) si appresta così a celebrare il frutto “povero” dei suoi boschi con una kermesse che permetterà di scoprire l’incantevole panorama che da qui si gode (da qui il soprannome di Balcone sul Friuli) per i tanti visitatori che di anno in anno qui si danno appuntamento.
“Siamo felici – afferma il presidente della Pro Loco, Gianfranco Specia – di accogliere tante persone: non ci siamo mai fermati in questi anni di emergenza sanitaria, rispettando i protocolli di sicurezza in essere, ma ora non vediamo l’ora di festeggiare senza limitazioni. I nostri volontari sono al lavoro da oltre un mese per offrire una Festa d’eccellenza in cui passare momenti sereni e in compagnia. In questi oltre 40 anni di attività la Pro Loco ha dimostrato come si possa riscoprire il proprio passato e tradizioni attraverso un frutto semplice ma duttile come la castagna”.
La Festa vede il patrocinio del Comune di Faedis e la collaborazione del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale Pro Loco e del Consorzio Pro Loco Torre Natisone. Gode del marchio Sagra di Qualità dell’Unpli, di quello di Ecofesta e del marchio regionale Io sono Friuli Venezia Giulia – PromoturismoFvg. Sostegno da parte di Bcc Credifriuli e collaborazione della Julia Marmi con l’accesso al suo bosco per la raccolta delle castagne.

Primo weekend

Il primo week-end di festeggiamenti a Valle di Soffumbergo tra zip-line per bambini, raccolta delle castagne, escursioni e buona musica ha inizio oggi, 8 ottobre, quando, dalle ore 12 si aprono i chioschi enogastronomici (anche al coperto). Alle 14.30 la tradizionale passeggiata guidata nel bosco con raccolta gratuita delle castagne. Per parteciparvi è necessario presentarsi in piazza Clemencig a Valle (fronte Chiesa), da cui poi si partirà in auto (4 km) verso i boschi della Julia Marmi, dove c’è disponibilità di ampi parcheggi nel bosco. Si consigliano calzature adatte, guanti e cestini/zaini per la raccolta (la presenza di castagne dipende da fattori ambientali e meteo). In caso di maltempo le attività nel bosco saranno annullate. Dalle 16.30 fino a sera, musica e allegria con il “Trio Matajur”.
La festa continua anche domani 9 ottobre. Alle 8.30 apertura chioschi e ritrovo per i partecipanti alla escursione guidata “dal Monte San Lorenzo allo Joanaz” nell’ambito del progetto Montagna 365 di PromoTurismoFvg, in collaborazione con Consorzio Pro Loco Torre Natisone. Si tratta di un’escursione sui sentieri curati e mantenuti dalla Pro Loco Valle di Soffumbergo per scoprire tradizioni e angoli nascosti del territorio. Il percorso prevede la partenza dal borgo di Valle per poi salire verso il monte San Lorenzo e raggiungere la dorsale del Monte Joanaz dove ammirare il panorama su tutta la pianura friulana. Si tratta di un’escursione di media difficoltà, della durata di 6 ore, adatta ai bambini a partire dai 10 anni d’età (12 km per 500m di dislivello).
Per parteciparvi è necessario essere equipaggiati con vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, pranzo al sacco, crema solare, cappello/foulard, bastoncini da trekking (consigliati). La prenotazione è obbligatoria entro le ore 18 di oggi (telefono 333.4564933-342.6229259 -torrenatisone@virgilio.it) e il costo è di 20 euro (intero) e 10 euro (ragazzi 12-18 anni accompagnati), gratis per i minori di 12 anni accompagnati.
Alle ore 11 si terrà l’inaugurazione ufficiale della 41ma Festa delle castagne e del miele di castagno e dalle 13 alle 17 i bambini potranno provare il brivido della zip-line con gli amici speleologi. Dalle 13 ha inizio anche il pomeriggio di divertimento con i pony del Fabietto Fans Club. A seguire, dalle 14 fino a sera, musica e allegria con “René e la sua orchestra”. Alle 16, una novità, il laboratorio di pasticceria per bambini con “Mamma Laura” (partecipazione gratuita).

Secondo weekend

Un calendario fitto di eventi anche per il secondo week-end. Sabato 15 ottobre alle ore 12, l’apertura dei chioschi enogastronomici (anche al coperto) e alle 14.30 la passeggiata guidata nel bosco con raccolta gratuita delle castagne. In caso di maltempo le attività nel bosco saranno annullate. Dalle 16.30 fino a sera Musica e allegria con il “Trio Matajur”. Domenica 16 i chioschi apriranno già alle 8.30 per accogliere i partecipanti all’escursione “Immersione nella foresta” che partirà alle 9. La camminata della durata di due ore e mezza, è adatta a tutti. Si potrà vivere un’esperienza immersiva sensoriale tra i suoni e i profumi del bosco accompagnati dal Paolo Pischiutti, medico, e da Gianpaolo Bragagnini, naturalista, per ritrovare l’antica connessione con la Natura e ottenere notevoli benefici psicofisici. Pre-iscrizione obbligatoria via mail o telefono entro il giorno prima ( info@prolocovalledisoffumbergo.it), costo 10 euro per gli adulti, gratis per minori di 14 anni. Dalle 13 ha inizio anche il pomeriggio di divertimento con i pony del Fabietto Fans Club. A seguire, dalle 14 fino a sera, musica e allegria con “René e la sua orchestra”. Alle 16, il laboratorio di pasticceria per bambini con “Mamma Laura” (partecipazione gratuita).

Terzo weekend

Anche il terzo e ultimo weekend di festa a Valle di Soffumbergo è scandito dai tradizionali appuntamenti. Alle ore 12, l’apertura dei chioschi enogastronomici (anche al coperto) e alle 14.30 la passeggiata guidata nel bosco con raccolta gratuita delle castagne. In caso di maltempo le attività nel bosco saranno annullate. Dalle 16.30 fino a sera Musica e allegria con il “Trio Matajur”. Si prosegue domenica 23 ottobre con l’apertura ai chioschi e il ritrovo per l’escursione guidata alla grotta Foran di Landri. Nell’ambito del progetto Montagna365 di PromoTurismoFvg, in collaborazione con Consorzio Pro Loco Torre Natisone, sarà possibile vivere una magica avventura alla scoperta del carsismo e delle grotte della Val Chiarò. Si visiterà il “Foran di Landri”, sede di un importante sito archeologico, addentrandosi nella grotta per ammirare il millenario lavoro dell’acqua. La camminata ha una difficoltà media, dura circa 3 ore ed è consigliata a partire dai dieci anni d’età.

È necessario un adeguato equipaggiamento: vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, bastoncini da trekking (consigliati). Per partecipare è necessaria la prenotazione entro le ore 18 del giorno precedente l’escursione (tel. 342 6229259 / 333 4564933 / torrenatisone@virgilio.it). Il costo è di 15 euro, 7,50 euro per ragazzi dai 12 ai 18 anni accompagnati e gratis per i minori di 12 anni o con Fvg card. Alle ore 11 la Santa Messa e dalle 13 pomeriggio di divertimento con i pony del Fabietto Fans Club. A seguire, dalle 14 fino a sera, musica e allegria con “Alvio & Elena”. Alle 16, il laboratorio di pasticceria per bambini con “Mamma Laura” (partecipazione gratuita).

 

Covid, prorogate le mascherine in Sanità. Fimmg: ok, ma anche durante l’influenza

Proroga fino al 31 ottobre dell’uso della mascherina in ambito sanitario: la scelta del Governo trova il plauso anche della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), maggiore sindacato del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti. «Una decisione – commenta il dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg in Fvg – che tutela operatori sanitari e pazienti, a partire da quelli fragili, nonché i frequentatori delle strutture sanitarie. Un contrasto al contagio non solo del Covid-19 ma di tutte le malattie trasmissibili per via aerea come l’influenza, le malattie respiratorie da batteri o da virus e anche il semplice raffreddore». Dal sindacato arriva anche l’auspicio che l’obbligo duri per tutta la stagione influenzale.

Fernando Agrusti

«Apprezziamo profondamente l’ordinanza con cui il ministro Roberto Speranza ha prorogato al 31 ottobre l’obbligo di indossare le mascherine nelle strutture sanitarie. Si tratta di un atto di sanità pubblica che serve a tutelare la salute degli operatori sanitari, oltretutto in grave carenza di organico, tanto che malattie – o peggio – diventano un grave problema. Indossare la mascherina protegge soprattutto i pazienti fragili, che sono i principali frequentatori delle strutture sanitarie, a cominciare dagli studi professionali della medicina di famiglia», afferma Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, esprime la sua condivisione per l’ordinanza emanata dal ministro Roberto Speranza che, nelle more di un prossimo avvicendamento al dicastero della Salute, proroga l’obbligo di «indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie ai lavoratori, agli utenti e ai visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali comprese le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali di cui all’articolo 44 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017».

Silvestro Scotti

«Auspichiamo che la stessa decisione possa essere presa in continuità anche per il futuro – dice Scotti – nell’ambito delle azioni che competeranno al prossimo Governo. L’uso delle mascherine, soprattutto quando ci si trova in strutture sanitarie, aiuta infatti ad evitare la diffusione del contagio, non solo da Covid, che nei confronti di pazienti fragili può essere molto pericoloso, ma di tutte le malattie trasmissibili per via aerea come l’influenza, le malattie respiratorie da batteri o da virus e anche il semplice raffreddore. Usare dispositivi di protezione individuale e disinfettare le mani sono comportamenti di buon senso e di responsabilità, comportamenti che dovrebbero persistere a prescindere dal perdurare della pandemia e soprattutto essere mantenute nei periodi epidemici, limitando così le infezioni che spesso, per sintomi ed evoluzione, possono confondersi o mascherare una infezione da Covid».

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In copertina, una ormai notissima rappresentazione grafica del virus portatore del Covid-19.

 

Il weekend con “Castelli Aperti in Fvg”: da oggi un invito a visitare 19 dimore

Oggi e domani torna Castelli Aperti Fvg con la 38ma edizione dell’appuntamento più atteso per scoprire il Friuli Venezia Giulia attraverso manieri, dimore e parchi privati e pubblici, normalmente chiusi al pubblico. Sono 19 le dimore che apriranno le porte grazie al lavoro del Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia con due novità: Villa Ottelio Savorgnan (Ariis) di proprietà del Comune di Rivignano Teor che aprirà i magazzini del sale, e il Castello Valentinis di Tricesimo, proprietà della Diocesi di Udine dato in gestione al Comune di Tricesimo.

Tricesimo

Spilimbergo

Villalta


“I proprietari privati hanno sostenuto per secoli gli oneri della conservazione di questi impegnativi complessi, unitamente alle amministrazioni comunali – sottolinea il presidente del Consorzio Roberto Raccanello – grazie a Castelli Aperti, lavorano per la valorizzazione, la diffusione della conoscenza e la rianimazione di tali monumenti, proponendo anche eventi collaterali con degustazione di prodotti locali che promuovono il legame col territorio. Queste proprietà sono matrici dello sviluppo territoriale storico della nostra Regione e costituiscono un grande, insostituibile, sostegno per l’azione che fa il Ministero nella tutela del patrimonio culturale nazionale.”
Durante le visite, è possibile scoprire i dettagli più interessanti della storia di ogni castello: a far da guida sono gli stessi castellani che condurranno il pubblico in un viaggio all’insegna dell’arte e dell’architettura, unito alle curiosità sulla dimora e sugli aneddoti che si tramandano di generazione in generazione.
Sono quattordici i manieri in provincia di Udine: Castello di Aiello, Castello di San Pietro di Ragogna, Castello di Strassoldo di Sopra, Castello di Strassoldo di Sotto, Castello di Villalta (Fagagna), Castello Savorgnan di Brazzà, Casaforte la Brunelde (Fagagna), Rocca Bernarda (Premariacco), Palazzo Steffaneo Roncato (Crauglio di S. Vito al Torre), Castello di Flambruzzo (Rivignano Teor), Palazzo Romano (Manzano), Castello di Ahrensperg (Pulfero) e i già citati Castello di Tricesimo e Villa Ottelio Savorgan (Rivignano Teor).
Tre in provincia di Pordenone: Palazzo Panigai Ovio (Pravisdomini), Castello di Cordovado e il Castello di Spilimbergo
Due in provincia di Gorizia: Castello di San Floriano (S. Floriano del Collio) e la Rocca di Monfalcone.
Grazie all’opera del Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia e all’impegno dei singoli proprietari, la sicurezza del pubblico sarà sempre garantita.

Ogni dimora potrà gestire gli accessi con diverse modalità a seconda delle esigenze e degli spazi e alcune saranno visitabili su prenotazione. Sul sito www.consorziocastelli.it sono pubblicate le regole per l’accesso e per l’eventuale prenotazione per ogni dimora.
Il prezzo varia dai 7 ai 10 euro (3,5 per i bambini dai 7 ai 12 anni) a seconda di ogni castello e delle attività proposte ai visitatori.
È possibile chiedere informazioni telefonando ai numeri 0432-288588 e 328 6693865, o scrivendo una mail a visite@consorziocastelli.it

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In copertina e qui sopra due immagini di Villa Ottelio Savorgnan in riva al fiume Stella. (Foto Roberto Pighin)

In Fvg mancano oltre 100 medici, ma con un decreto 2.500 borse di formazione

Carenza di medici di medicina generale in Friuli Venezia Giulia, dove ne mancano oltre 100 per coprire le esigenze della popolazione: arriva però una buona notizia da Roma. La Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), maggiore sindacato del settore, accoglie positivamente il decreto del ministro della Salute, Roberto Speranza, che istituisce 2 mila 500 borse di formazione aggiuntive per i futuri medici di medicina generale grazie al Pnrr.

Fernando Agrusti


«In virtù di un recente accordo – ha commentato il dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg che in Fvg conta più di 300 iscritti – firmato da parte della Commissione salute delle Regioni a cui abbiamo dato il nostro contributo, ogni giovane medico che sarà ammesso alla formazione potrà infatti prendere in carico sin da subito, con un medico tutor, fino a mille pazienti o incarichi orari di assistenza primaria, alleggerendo così il problema della carenza dei medici nei vari territori. In Friuli Venezia Giulia già adesso mancano oltre 100 medici di base e con pensionamenti all’orizzonte la situazione peggiorerà a breve. Basti pensare che per ovviare a questa carenza in alcuni casi i medici del territorio devono prendere in carico in deroga 1800 pazienti a fronte dei 1570 massimi previsti. Da ricordare come nella nostra regione già adesso grazie all’autonomia le borse per la formazione sono state raddoppiate da 20 a 40 l’anno e grazie a quanto previsto dal Pnrr diventeranno 56 dal prossimo anno. Ma ora dopo il decreto ministeriale attendiamo il nuovo bando regionale, oltre a quello nazionale per il concorso unico, per avviare queste borse aggiuntive e coprire le carenze nelle zone disagiate».

Silvestro Scotti

«Ringraziamo il ministro Roberto Speranza – ha sottolineato Silvestro Scotti, segretario generale nazionale Fimmg – per un decreto chiave che imprime una spinta determinante nell’ottica di un aumento delle borse di studio per l’accesso alla formazione dei medici di medicina generale. Un decreto che consente di definire i bandi regionali e il conseguente bando nazionale con la data del concorso unico». Scotti ha plaudito al traguardo raggiunto al termine di settimane di silenzioso e impegnativo lavoro svolte assieme allo staff del Ministero della Salute ed in particolare del Capo della Segreteria Tecnica Antonio Gaudioso, con il prezioso supporto e l’appoggio del ministro Speranza, nell’ottica di disporre il decreto che permette oggi di sfruttare a pieno le borse rese disponibili da provvedimenti finanziari diversi, ovvero dal Fondo Sanitario Nazionale (FSN) e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Risorse differenti che il decreto rende utilizzabili in un bando unico fino al 2025.

Un lavoro, quello portato avanti dal Ministero della Salute e seguito quotidianamente dalla Federazione italiana dei medici di medicina generale, che ha visto un determinante apporto nei passaggi necessari con il Ministero dell’Economia e la Programmazione sanitaria rispetto all’impiego delle risorse del Pnrr, che sono legate a procedure diverse dal comune utilizzo dei fondi del Fsn. Di qui l’appello di Scotti alle Regioni affinché «adesso, non si perda neanche un minuto nella pubblicazione dei bandi e si arrivi in tempi strettissimi alla definizione di una data di inizio per il bando nazionale». Il leader della Fimmg ammonisce: «Nessuno si potrà lamentare della carenza di medici se non si sarà capaci di sfruttare subito queste 2.500 borse. Alla luce delle leggi vigenti e dell’ultimo Accordo siglato – ricorda Scotti – ogni giovane medico che sarà ammesso alla formazione potrà infatti prendere in carico sin da subito, con un medico tutor, fino a 1.000 pazienti o incarichi orari di assistenza primaria, alleggerendo così il problema della carenza dei medici nei vari territori. A cominciare da quelli più disagiati».
Infine, un appello ai sindaci. «Ci supportino – ha concluso Scotti – in quest’azione di comune interesse. Adesso qualcuno deve una risposta ai cittadini, ai giovani medici e ad una medicina generale che possa continuare ad esistere per poter evolvere verso modelli assistenziali potenziati, ma di vera prossimità. Modelli che si fanno con gli uomini non con i mattoni».

 

Coop Casarsa dona materiali didattici ai ragazzi di 24 scuole in tre province

Nell’anno scolastico appena iniziato, gli studenti di 24 scuole del territorio hanno trovato ad attenderli in classe nuovi materiali didattici donati dai soci di Coop Casarsa, la più grande realtà della cooperazione di consumo tra quelle con sede centrale in Friuli Venezia Giulia. Il tutto grazie al progetto “Cari soci fate i buoni scuola”, con i quali i soci della cooperativa hanno trasformato i propri punti fedeltà in donazioni per le scuole delle comunità che fanno riferimento ai supermercati del gruppo, presenti nelle province di Udine, Pordenone e Treviso. Donazioni che sono state integrate dalla stessa Coop Casarsa per rendere ancora più corposa la dotazione tra confezioni di pennarelli, tempere, colle, risme di carta, altoparlanti wireless, schermo per proiezioni, chiavette usb, mouse, televisore led e altro ancora. In totale sono state 305 le confezioni donate.

«Riteniamo fondamentale – ha affermato la presidente di Coop Casarsa, Sabrina Francescutti – compiere questo gesto che di fatto è un investimento nell’educazione dei giovani e quindi un investimento sul futuro di noi tutti. Un grazie alla sensibilità dimostrata dai nostri soci, che ancora una volta hanno ricordato a tutti come il valore della mutualità cooperativistica sia ben vivo nella famiglia Coop Casarsa».
Il progetto “Cari soci fate i buoni scuola” ora proseguirà con l’ottava edizione, per la quale i soci possono già richiedere i buoni da consegnare agli istituti scolastici che, successivamente, li riconsegneranno alla cooperativa per ottenere la donazione in materiale scolastico. «Un’iniziativa in cui crediamo molto – ha aggiunto Sabrina Francescutti – per la quale sarà data comunicazione in tutti i punti vendita in modo da raggiungere più scuole possibili. Nel frattempo, anche noi di Coop Casarsa auguriamo a tutti gli studenti e ai loro insegnanti delle scuole attive sul nostro territorio di riferimento un anno didattico ricco di idee, riflessioni, confronti».

Queste le scuole beneficiarie della settima edizione. Casarsa della Delizia: scuola dell’infanzia Sacro Cuore, scuola dell’infanzia Monsignor Jop San Giovanni, scuola primaria Da Vinci. Azzano Decimo: scuola dell’infanzia Sacro Cuore di Tiezzo, scuola dell’infanzia Giovanni Paolo II, scuola primaria Battisti, scuola secondaria 1° grado Luzzatti. Faedis: scuola primaria Alighieri, scuola secondaria 1° grado Istituto comprensivo di Faedis. Fiume Veneto: scuola infanzia Angelo Custode, scuola infanzia Maria Immacolata Bannia, primaria Cesare Battisti, scuola infanzia Baschiera Pescincanna. Cordovado: scuola primaria Nievo. Codroipo: scuola infanzia Ricordo ai caduti Goricizza. Sequals: primaria Marconi Lestans. Pravisdomini: scuola infanzia Sant’Antonio abate, scuola primaria Buodo. Porpetto: scuola dell’infanzia Maria Immacolata, scuola primaria Corridoni. Ruda: scuola primaria Turoldo. San Quirino: scuola primaria Foscolo, scuola dell’infanzia e Nido integrato San Quirino. Valvasone Arzene: scuola dell’infanzia Giovanni XXIII.

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In copertina, Sabrina Francescutti presidente di Coop Casarsa; qui sopra, la sede centrale.

L’Afds Udine al Congresso di Gemona sempre esemplare nel dono del sangue

Come è emerso in occasione del suo 63° Congresso provinciale, l’Afds Udine ha contribuito con 52 donazioni di sangue ogni 1000 abitanti rispetto a una media nazionale di 40; sono dati importanti e il grazie va ai donatori e al prezioso lavoro di tanti volontari. I numeri testimoniano che l’associazione è presente sul territorio con un ottimo lavoro di sensibilizzazione e che la rete trasfusionale risponde, mettendo a disposizione un numero di accessi e di servizi adeguato alle richieste dei donatori. Lo ha sottolineato il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia che domenica ha preso parte al 63° Congresso provinciale dell’Associazione friulana donatori sangue, tenutosi a Gemona.
E’ stato sottolineato che i temi che si vanno ad affrontare oggi in sanità, con decisione e chiarezza, sono quelli di appropriatezza e prossimità: operare per il cittadino con efficacia e laddove serve. Il dono, gratuito e anonimo, è un valore assoluto. Testimonia l’immensa generosità di una terra che ha ricevuto grande solidarietà dopo il sisma del 1976 e che, nel silenzio, da allora, sempre, continua in ogni forma a ricambiare. Nella capitale del terremoto del Friuli, Gemona appunto, che ha ospitato il Congresso Afds, questi valori assumono un significato se possibile ancora più fondante.
L’esponente della Giunta regionale ha rimarcato come sia sempre più necessario essere flessibili e adeguare la realtà della raccolta fissa con quella del centro mobile per aver una gestione ottimale delle risorse e agevolare i nostri donatori a proseguire nel percorso di solidarietà e altruismo che ogni giorno testimoniano con la loro presenza. Il membro dell’Esecutivo ha sottolineato anche l’importanza di mantenere una salda sinergia tra rete trasfusionale e associazioni, per garantire donazioni che soddisfino la programmazione annuale, mettendo in sicurezza la trasfusione regionale e nazionale, con una risposta concreta alle esigenze dei cittadini-donatori: persone che in modo virtuoso si mettono sempre a disposizione e permettono alla nostra regione di raggiungere indicatori che la inseriscono nel gruppo delle 5 regioni italiane più virtuose (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Valle d’Aosta).
Il vicegovernatore ha ricordato, poi, che la rete trasfusionale del Fvg garantisce tutte le richieste degli ospedali regionali e che mantiene le convenzioni extra regionali (5000 inviate alla Regione Lazio e Sardegna ad agosto) con un sistema in perfetto equilibrio. Tra tutte le regioni, il Fvg si è distinto negli ultimi anni come la più virtuosa in Italia con un invio di plasma ai poli di lavorazione farmaceutica di 24,4 Kg/1000 abitanti contro una media nazionale di 14 Kg/1000 abitanti.
La raccolta sangue e plasma in Friuli Venezia Giulia ha complessivamente un numero di unità raccolte per 1000/abitanti con le aree udinese e pordenonese che hanno raggiunto indicatori virtuosi superiori alla media nazionale; le autoemoteche, che rappresentano una preziosa risorsa per la nostra regione, hanno incrementato la raccolta rispetto ai centri fissi rispondendo ai nuovi bisogni dei donatori di sangue e la nuova autoemoteca donata all’Afds di Udine è una potenzialità che non ha confronti in altre regioni.

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In copertina, il labaro dell’Associazione friulana donatori di sangue.