Casarsa è orgogliosa dei suoi arcieri: oltre 130 atleti in gara al torneo indoor

Grazie alla società degli Arcieri della Fenice Asd, Casarsa è sempre più un centro di riferimento per l’arco e le frecce. Il sodalizio ha infatti organizzato al PalaRosa la quarta edizione del Torneo indoor Città di Casarsa della Delizia, al quale hanno partecipato non solo arcieri del Friuli Venezia Giulia ma anche provenienti da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. In totale hanno tirato oltre 130 atleti, con le gare che sono valse anche come qualificazione ai campionati italiani Fitarco che a febbraio si svolgeranno a Pordenone.

Gli arcieri con l’assessore Mastracco.


“Siamo orgogliosi dei nostri arcieri – ha commentato l’assessore comunale allo sport, Samuele Mastracco, presente alla gara – che sono in continua crescita di praticanti, tanto da avere oggi 134 iscritti che pongono la Fenice tra le maggiori realtà d’Italia come numero di tesserati. Complimenti al presidente Bruno Vetere, al direttivo e a tutti i volontari che fanno divertire e praticare un’attività sana ai nostri ragazze e ragazzi. Insieme al sindaco Claudio Colussi siamo convinti del valore educativo e formativo dello sport, finalità positive di cui il tiro con l’arco è un valido esempio”.
Nella gara al palazzetto casarsese i partecipanti si sono sfidati in tutte le tipologie di archi (arco nudo, olimpico e compound) sulla distanza di 18 metri dal bersaglio. Per i padroni di casa nell’olimpico Allieve medaglia d’argento per Valeria Feletto, nelle Giovanissime oro per Endya Odorico. Nel compound bronzo per Bernard Lee junior Marshall nel Senior maschile, per Giulia Vetere nel Senior femminile, per Daniele De Nadai nel Master maschile. Nell’arco nudo bronzo per Amadio Patrick nella categoria Senior maschile, argento nel Master maschile per Alberto Versolato e bronzo per Taddeo Lazzarotto. Ori per Fiorella Salatin (Master), Sebastiano Trevisan (Junior), Gaia Calaone (Junior), Gabriele Pizzutto (Allievi), Juan Jose Vedovato (Ragazzi) e nelle Ragazze oro per Monica Pizzutto e argento per Giada Desiderà. Infine le gare a squadre: argento nel Compound Master maschile (Daniele De Nadai, Umberto Raffin e Scott Matthew Bingham) e oro nel Nudo Master Maschile (Alberto Versolato, Taddeo Lazzarotto, Ennio Versolato).

Udine, trenta Eccellenze del commercio che hanno saputo superare le difficoltà

«Ai nostri piccoli e grandi imprenditori che continuano ad avere fiducia e ad investire anche nei momenti difficili, va il grazie dell’Amministrazione regionale. Il contesto produttivo del Friuli Venezia Giulia ha mostrato una notevole reattività dopo la pandemia e sa reagire anche ora in un periodo difficile come quello attuale grazie allo spirito imprenditoriale delle nostre realtà produttive». Così il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, alla presentazione delle trenta Eccellenze di Confcommercio Udine che si è tenuta nell’ex chiesa di San Francesco a Udine a cui hanno partecipato fra gli altri, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, il presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, il presidente nazionale Carlo Sangalli e il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni. «Dobbiamo continuare a sostenere il nostro tessuto produttivo, valorizzare anche le piccole e medie imprese che ne sono l’ossatura portante, accompagnandole sui mercati internazionali dove il sistema produttivo del Friuli Venezia Giulia gode di una certa riconoscibilità; stiamo lavorando in modo inteso per potenziare ulteriormente questo aspetto», ha rimarcato Fedriga.

Durante l’evento le aziende hanno ricevuto una targa e vi è stata la proiezione di un cine-racconto che ha avuto come protagoniste le stesse aziende nel ruolo di testimoni delle trasformazioni e dei caratteri più profondi di un’identità nel fare impresa. Nel docufilm anche l’assessore Bini. «Le aziende del Terziario hanno scritto pagine meravigliose della storia imprenditoriale della nostra regione – ha riferito a margine l’assessore regionale -. Turismo, commercio e servizi rappresentano non solo realtà trainanti dell’economia del Friuli Venezia Giulia, ma anche importanti presidi di socialità per i nostri paesi. Negozi, bar e ristoranti sono infatti imprescindibili esempi di welfare sociale e garantiscono la vitalità dei nostri centri. Per questo la Regione non ha fatto e non farà mancherò loro la propria riconoscenza e il proprio sostegno».


Confcommercio Udine ha reso note le eccellenze storiche emerse sulla base di precisi criteri indicati nel bando di selezione dello scorso luglio. Si tratta di Acer di Udine, Alle Griglie di Latisana, Arteni di Tavagnacco, Bortolin Gioielli di Udine, C.D.A. Cattelan di Talmassons, Caselli Group di San Giovanni al Natisone, Cooperativo di Consumo di Premariacco, Cumini Casa di Gemona, Polleria Romeo di Codroipo, Galleria d’Arte Marchetti di Udine, Grand Hotel Gortani di Arta Terme, Hotel là di Moret di Udine, La Boutique della Frutta di Udine, Hotel Patriarchi di Aquileia, Grande Albergo Marin di Lignano Sabbiadoro, Molino Milocco di Fiumicello Villa Vicentina, Mira Mode di Tricesimo, Al Monastero di Cividale, Panificio Vinicio Petris di Moggio Udinese, Da Pozzo Casa di Tolmezzo, Ristorante Willy di Lignano Sabbiadoro, Dok Dall’Ava di San Daniele, Albergo Al Sole di Forni Avoltri, Vitello d’Oro di Udine, Sincerotto di Buttrio, Profumeria Formentini di Latisana, Osteria Alle Volte di Udine, Stilmoda di Lignano Sabbiadoro, Reporter’s di Tarvisio, Zagolin di Udine.

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In copertina e all’interno due momenti delle premiazioni con il governatore Fedriga e l’assessore Bini; e due immagini della cerimonia tenutasi ieri a Udine.

Maltempo Fvg, frane con gravi danni a Tarcento e nell’Alta Val Torre: Regione vicina con Riccardi e la Protezione civile

«Stiamo entrando in una nuova allerta meteo con previsioni di nuovi allagamenti sulla costa. Un’emergenza nell’emergenza: sono giorni difficili per le comunità del Friuli Venezia Giulia colpite dall’ennesima ondata di maltempo che ha martoriato le Coste e la Pedemontana. Lo stato è di continua attenzione per un susseguirsi di allerta meteo gialle e arancio, l’ultima delle quali diramata dalla Protezione civile regionale proprio questo pomeriggio, per criticità idraulica costiera per acqua alta, in particolare nella zona giuliana e fino alla Pedemontana». Lo ha sottolineato l’assessore con delega alla Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che ieri, dopo aver seguito l’evolversi delle condizioni meteo e gli effetti al suolo dell’ondata di maltempo del giorno precedente sulle coste, ha raggiunto di prima mattina Tarcento e l’Alta Val Torre, con i funzionari e i tecnici della Protezione civile regionale, per eseguire alcuni sopralluoghi in punti critici del territorio.

In Alta Val Torre con il sindaco Paoloni.

Prima un incontro con il sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, in Municipio: «Il territorio, la cui fragilità conosciamo da decenni, per la sua particolare conformazione, ha visto in questi giorni ulteriori smottamenti, frane di fango con interruzione della viabilità e cedimenti dei versanti che rendono pericolosa la percorrenza in particolare lungo alcune strade che conducono e collegano zone abitate», ha riferito Riccardi. Le aree che hanno registrato i maggiori danni sono quelle di Coja di Levante, dove una larga parte di un versante adiacente a un pubblico servizio, è franata e con essa ha ceduto una buona parte della carreggiata. Sempre a Tarcento, Riccardi ha eseguito un sopralluogo nella borgata di Zomeais, dove nelle ultime ore una frana di fango ha invaso letteralmente la carreggiata: «Fortunatamente non ci sono stati feriti e la viabilità ha incanalato il “fiume” di detriti provenienti dalla montagna. Un problema storico, che in questi giorni ha mostrato la sua emergenza. In entrambi i casi i nostri tecnici sono al lavoro per risolvere entrambe le problematiche».
Lungo la viabilità che porta al Forte del monte Bernadia, in via Useunt, le condizioni meteo avverse hanno causato il cedimento di una parte di versante, creando una situazione di pericolosità per il transito: si tratta della strada che conduce alla borgata di Useunt e quindi, superato il piazzale del Faro della Julia, porta sia l’abitante che il turista alla frazione di Villanova delle Grotte, nel vicino Comune di Lusevera, appunto in Alta Val Torre.
«Anche in questa zona – ha sottolineato Riccardi – le condizioni meteo avverse hanno causato diversi danni: una parte di versante mai ceduto prima è stato al centro di uno smottamento significativo che mette in pericolo la viabilità di una zona frequentata non solo per lavoro, ma anche per turismo, per la vicinanza con le cavità carsiche di Villanova. Con il primo cittadino di Lusevera, Luca Paoloni, abbiamo poi raggiunto una viabilità secondaria ma non meno importante per le comunità di questa vallate, dove un rio particolarmente ingrossato per le forti piogge ha scaricato una grande quantità di materiale incoerente, compresi ghiaie e massi, compromettendo la viabilità».

Una  delle frane lamentate dal Tarcentino.


L’esponente dell’Esecutivo Fedriga si è dichiarato pronto a mettere in campo tutte le azioni necessarie per rimediare ai danni causati dall’andata di maltempo: le problematiche sollevate e messe in evidenza dai primi cittadini saranno prese in esame nei prossimi giorni dai tecnici e dai funzionari della Direzione centrale della Protezione civile della Regione Fvg.
I sopralluoghi di ieri hanno fornito anche l’occasione per fare il punto sullo spiegamento di uomini e donne (e mezzi) della Protezione civile e l’impegno di volontari e funzionari nella giornata precedente, in regime di allerta meteo arancio: oltre 300 i volontari di Protezione civile attivi da 45 gruppi comunali di tutto il Friuli Venezia Giulia; oltre 115 automezzi di PcrFvg: «Una “macchina” – ha aggiunto Riccardi – che come sempre ha agito in sincrono e con il migliore tempismo, facendo sistema e operando in sistema, a tutela della comunità e del territorio, con un impegno straordinario. Deve essere sempre ricordato che gli interventi che vengono regolarmente svolti sul territorio della nostra regione contengono gli effetti al suolo delle continue ondate di maltempo alle quali ci troviamo costantemente a fare fronte».

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi con il sindaco Steccati ieri a Zomeais.

Una bella festa a Trieste per i “110 anni” di Maria Carpatachi la donna più anziana del Friuli Venezia Giulia

«Da parte dell’Amministrazione regionale e del governatore Massimiliano Fedriga, sono orgoglioso di porgere un augurio di buon compleanno alla signora Maria Carpatachi, che con i suoi 110 anni è la persona più anziana della nostra regione. Un abbraccio di cuore alla signora, di origine greca, che si è trasferita a Trieste dopo aver sposato una ufficiale di Marina e che fino a qualche anno fa viveva ancora da sola». Lo ha detto l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, in occasione della festa per i 110 anni di Maria Carpatachi, ospite di una residenza per anziani del capoluogo regionale, la quale avendo raggiunto questo non comune traguardo anagrafico il 14 ottobre è la persona più anziana del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, Maria Carpatachi con i suoi invidiabili 110 anni; all’interno, la bella festa con la torta celebrativa presente l’assessore regionale Roberti.

Admo Fvg compie 30 anni e oggi festeggia in piazza a Pordenone

L’Admo – Associazione donatori di midollo osseo del Friuli Venezia Giulia compie 30 anni e per festeggiare, in occasione della campagna di sensibilizzazione “Match It Now”, invita tutti, oggi 14 ottobre, a Pordenone in piazza XX Settembre dalle 9 alle 21. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i giovani tra i 18 e i 35 anni sull’importanza di questo gesto, tanto semplice quanto essenziale. Quella in programma sarà l’occasione per celebrare questo importante compleanno e ricevere tutte le informazioni necessarie per l’iscrizione al Registro Italiano donatori di midollo osseo e cellule staminali emopoietiche (Ibmdr), possibile con un semplice e indolore prelievo di sangue o la raccolta di un campione salivare.

I DATI DEL FVG – In Friuli Venezia Giulia, nel corso del 2022, sono stati ben 1179 nuovi donatori iscritti al registro Ibmdr. Un dato importante che inserisce il Fvg al terzo posto in termini di reclutamento tra le regioni italiane. «Nel corso del 2023 siamo abbiamo già circa 900 iscritti, in regione. Numeri che ci fanno ben sperare per il superamento degli iscritti registrati lo scorso anno. Questo soprattutto in vista dell’inizio dell’anno scolastico e, di conseguenza, del nostro ritorno nelle scuole per l’attività di sensibilizzazione» ha chiarito Paola Rugo, presidente dell’Associazione donatori di midollo osseo Fvg.

I GIOVANI DONATORI – Possono diventare donatori solo coloro che sono in buona salute, hanno un’età compresa fra i 18 e i 35 e un peso superiore ai 50 kg. In questo modo la permanenza nel registro è maggiore, visto che è possibile donare fino ai 55 anni. Inoltre studi hanno dimostrato «che quando i donatori sono più giovani il trapianto ha maggiori possibilità di dare esiti positivi», come ha ricordato ancora Rugo.

IL MIDOLLO – Da precisare poi che la donazione di midollo osseo e quella di midollo spinale sono due cose differenti, anche se spesso vengono confuse. Il midollo osseo (da cui hanno origine le componenti del sangue) viene raccolto attraverso due procedure mediche che consistono nel prelievo delle cellule staminali emopoietiche dalle creste iliache o da sangue periferico. Quanto raccolto dal donatore viene poi trasfuso alla persona malata.

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In copertina e all’interno ecco un gruppo di volontari dell’Admo di Pordenone.

Al via il Da Pozzo bis alla Cciaa Pn-Ud per puntare a un nuovo sviluppo. Il benvenuto al nuovo prefetto di Udine

(g.l.) «Cinque anni complessi, ma importanti per favorire lo sviluppo anche nei prossimi cinque»: ecco le parole di Giovanni Da Pozzo appena riconfermato alla guida della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Ieri, infatti, si è insediato il nuovo consiglio dell’ente camerale con all’ordine del giorno, appunto, l’elezione del nuovo presidente. E per acclamazione è stato confermato al vertice proprio il tolmezzino Da Pozzo, che ha già traghettato la Camera di Commercio nel delicato primo mandato dopo l’accorpamento tra le due realtà di Pordenone e Udine. A tenere a battesimo il nuovo corso, anche il segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli e l’assessore alle attività produttive della Regione Fvg, Sergio Emidio Bini.

Bini tra Agrusti e Da Pozzo.


Dopo un primo mandato «in cui abbiamo portato alla piena integrazione i servizi e le strutture delle realtà camerali dei due territori – ha commentato il presidente –, compito non facile, ma che siamo riusciti a realizzare con efficacia grazie all’impegno di tutto il nostro personale, e nonostante abbiamo operato in condizioni eccezionali determinate da eventi come il Covid e la situazione geopolitica internazionale quanto mai complessa, ci apprestiamo ad affrontare un secondo mandato con maggiore esperienza e consapevolezza sulle spalle, con ottime relazioni intessute tra i portavoce dell’economia di entrambi i territori e la Regione, nonché con fiducia nelle capacità di un sistema che è arrivato a oggi con preparazione, intelligenza e determinazione». Da Pozzo ha anche preannunciato la decisione di accorpare in un’unica realtà societaria le due strutture camerali che si occupano della promozione, ossia I.Ter scrl a Udine e Concentro a Pordenone, «ulteriore segno della capacità e della volontà di fare sintesi, per offrire sempre migliori servizi al territorio, alle imprese e ai cittadini».
«La conferma alla guida della Camera di commercio di Pordenone-Udine del presidente Giovanni Da Pozzo è una garanzia anche per i prossimi cinque anni. Ha saputo, con il vicepresidente Michelangelo Agrusti e l’intera Giunta, affrontare sfide molto difficili negli scorsi cinque anni di fronte ad avversità – non solo economiche – impensabili. Inoltre, ha dimostrato la capacità di mettere assieme dei territori che rappresentano una parte molto significativa delle imprese della regione, pari a circa il 76% per cento, e di garantire il cammino di questa Camera di commercio unica e unita. La Regione ha lavorato molto bene in collaborazione con l’Ente camerale e continuerà a farlo, mettendo a disposizione del sistema delle imprese ingenti risorse», ha dichiarato l’assessore Bini, a margine della rielezione di Da Pozzo. L’esponente della Giunta Fedriga ha quindi rimarcato: «Ci sono tutte le migliori condizioni per proseguire nella proficua collaborazione tra l’Amministrazione regionale e la Camera di commercio, che dal 2019 ad oggi ha portato a conseguire importanti risultati». L’ente – è stato ricordato – ha concesso quasi 89 milioni alle imprese tramite la gestione dei bandi su delega e fondi regionali, cui si sommano i 4,5 milioni circa con i bandi di fondi propri camerali e oltre 2,5 milioni di sostegni alle iniziative del territorio. Gli interventi economici per lo sviluppo del territorio, invece, sono passati dai 5,9 milioni del 2019 agli 8,1 del 2023. «Anche nei prossimi anni – ha assicurato Bini – proseguirà il percorso di dialogo e confronto attivo con una realtà che oggi rappresenta una larga fetta dell’economia regionale”. In precedenza, Bini aveva ricordato le sfide affrontate nell’ultimo lustro di mandato – sia dalla stessa Amministrazione regionale che dall’Ente camerale presieduto da Da Pozzo – e aveva sottolineato come “lo strumento che ha permesso al Friuli Venezia Giulia di superare indenne le enormi difficoltà del passato quinquennio è stata la capacità di fare sistema, di affrontare le difficoltà con spirito di squadra, mettendo a fattor comune le migliori personalità, strumenti e risorse. L’unione degli istituti camerali e la collaborazione tra Pordenone e Udine rappresenta uno dei migliori esempi del sapere fare sistema».
Riferendosi ancora alla collaborazione che proseguirà con l’accorpamento delle due Aziende speciali – Concentro e I.Ter Scrl – l’esponente della Giunta regionale ha usato anche una metafora. «I ponti uniscono e i campanili custodiscono le peculiarità del territorio. Abbiamo bisogno degli uni e degli altri, con la consapevolezza che, sull’esempio di quanto avvenuto in questi anni, è fondamentale evitare dualismo e conflittualità per ottenere risultati positivi per imprese e comunità di cittadini».
Prossimo step in termini di completamento delle procedure di avvio del nuovo mandato sarà ora l’elezione della giunta e la nomina del vicepresidente: la data in agenda è venerdì 27 ottobre, alle 18, quando sarà votato e ufficializzato l’esecutivo camerale, formato dal presidente più sette componenti. Il consiglio camerale è formato da 25 esponenti: Michelangelo Agrusti (industria), Cesare Bertoia (servizi alle imprese), Edo Billa (consumatori), Fabiana Bon (commercio pmi), Paolo Candotti (industria), Francesca Comello (artigianato), Giovanni Da Pozzo (commercio, rieletto appunto presidente), Roberto De Marchi (sindacati), Marco De Munari (agricoltura), Denis Durisotto (trasporti e spedizioni), Andrea Maestrello (commercio) , Filippo Meroi (commercio), Gilberto Noacco (credito e assicurazioni), Massimo Paniccia (industria pmi), Silvano Pascolo (artigianato), Piero Petrucco (industria), Fabio Pillon (turismo), Silvia Radetti (servizi alle imprese), Eva Seminara (artigianato), Micaela Sette (professionisti), Alessandro Tollon (turismo), Luca Tropina (servizi alle imprese), Chiara Valduga (industria), Gino Vendrame (agricoltura) e Michela Vogrig (cooperative).

Il nuovo consiglio camerale.


Da ricordare, infine, che in questi giorni il presidente Da Pozzo ha dato il benvenuto in Cciaa al nuovo prefetto Domenico Lione, insediato a Udine lunedì 2 ottobre. Un primo incontro nel quale è stata confermata la massima collaborazione tra Camera di Commercio Pn-Ud e Prefettura. «Il mondo dell’economia è unito sul fronte udinese e pordenonese – ha evidenziato il presidente Da Pozzo – e si presenta molto articolato, con realtà differenziate per settori e per territori. Complessa anche l’organizzazione del lavoro ed è forte l’impegno dell’ente camerale sul fronte della formazione di imprenditori e dipendenti e sull’orientamento dei giovani alle professioni e all’occupazione dopo gli studi, per contribuire al potenziamento del tanto ricercato matching tra domanda e offerta, operazione che in questi anni risulta particolarmente sfidante, in quanto tante figure professionali sono di difficile, dove non impossibile, reperibilità. Assicuriamo convintamente – ha concluso – la massima cooperazione al prefetto, in quanto la tutela della legalità è l’unico modo per permettere alle imprese di operare con chiarezza, correttezza e successo sul mercato».

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In copertina, il presidente Giovanni Da Pozzo con il nuovo prefetto di Udine dottor Domenico Lione.

“Caregiver Day”, prima giornata Fvg dedicata (a Trieste) a quanti offrono la propria assistenza ai malati gravi

Si festeggia oggi, 6 ottobre, il primo “Caregiver Day” del Friuli Venezia Giulia, una Giornata dedicata a quei cittadini “invisibili” chiamati caregiver (“curacari” si potrebbe direi in italiano), persone, in prevalenza familiari, che si prendono cura di chi è affetto da patologie invalidanti. Il 6 ottobre, già storicamente Giornata Europea del caregiver, era stato istituito per sensibilizzare le istituzioni e la collettività sul valore sociale di chi dedica il proprio tempo alla cura delle persone più fragili.


La giornata regionale è stata adesso introdotta a seguito dell’approvazione della legge regionale n. 08/2023 “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari”. E proprio per spiegare i contenuti della nuova legge sul riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari, la Regione Fvg, con la fondamentale collaborazione dell’Associazione de Banfield – attiva da oltre 35 anni sul fronte del sostegno agli anziani fragili e ai caregiver di persone con demenza e Alzheimer, a cui ha dedicato una specifica struttura come CasaViola – ha organizzato per oggi, a partire dalle 8.30 al Trieste Convention Center Magazzino 27 (Viale Miramare, 24/2), il convegno “Caregiver Day”. L’evento pubblico dedicato ai caregiver familiari della nostra regione, per riconoscerne il ruolo chiave nel supporto assistenziale e mettere a confronto esperienze e buone pratiche nazionali e regionali, è aperto a tutta la città con partecipazione libera (previa iscrizione al link https://eventi.regione.fvg.it/Eventi/iscrizione.asp?evento=21701
Ad aprire il convegno sarà l’intervento dell’assessore regionale alla salute, politiche sociali e disabilità, Riccardo Riccardi, che si soffermerà proprio sul valore aggiunto derivante dalla nuova legge regionale. «Dopo quella sull’Invecchiamento attivo e sulla Disabilità, quella sul Caregiver fa parte di un pacchetto di norme regionali che tiene conto, nella concretezza, di quelli che sono i fenomeni del nostro tempo, in particolare la cronicità, strettamente connessa all’allungamento della vita e a una realtà sociale e demografica profondamente mutata rispetto a solo pochi decenni fa», spiega Riccardi. «Un traguardo importante – aggiunge l’esponente della Giunta Fedriga -, tagliato la scorsa legislatura, con determinazione e chiarezza di intenti, superando tutte quelle che sono state le enormi difficoltà degli ultimi 5 anni, segnati da continue emergenze che ci hanno visto impegnati su più fronti. È stato un lungo percorso, non semplice e non scontato, che ha permesso alla Regione di fare un passo avanti importante per la civiltà della sanità, per dare risposte appropriate alla cittadinanza».

Per la Regione Fvg interverranno anche Sergio Boscarol, del Servizio programmazione e sviluppo dei servizi sociali, Alfredo Perulli e Antonino Riolo del Servizio assistenza distrettuale e ospedaliera. Attesa la partecipazione della nuova pPresidente di Federazione Alzheimer Italia, Katia Pinto, così come i contributi delle associazioni che operano a diretto contatto con i malati e i familiari (come Loredana Ligabue, segretaria di Carer Aps) e testimonianze dirette di caregiver, come nel caso di Olivio Stocchi. La direttrice generale dell’Associazione de Banfield, Giovanna Pacco, anche per il Coordinamento Regionale Associazioni Alzheimer, interverrà su “Dare voce ai caregiver: il lavoro delle Associazioni”. «La legge, da noi molto sostenuta, è stato l’avvio di un impegno concreto verso il riconoscimento dei bisogni e dei diritti dei familiari che si prendono cura di una persona fragile – sottolinea Giovanna Pacco -. Una legge che inizia il suo percorso di confronto e messa a terra proprio da questo primo importante caregiver day, che auspichiamo possa essere un laboratorio per parlare dei bisogni e delle difficoltà di questi cittadini invisibili che curano bambini, persone con disabilità, anziani non autosufficienti, per anni o per una vita intera, subendo un pesante impatto sulla propria esistenza, la propria salute, le proprie aspettative personali, di lavoro, di relazioni. L’impegno delle Associazioni è anche quello di dar voce ai loro bisogni. Auspichiamo che da questo luogo di confronto possano iniziare a definirsi gli obiettivi e le linee d’azione previste dalla legge».
Previsto anche l’intervento di Christina Sponza, sempre della de Banfield, che anticiperà i primi risultati di un’indagine realizzata a livello regionale su “Essere caregiver e lavoratori”.

Piccoli paesi senza medici anche in Fvg. Agrusti (Fimmg): sostegno ai sanitari che sono disposti ad aprire ambulatori

Spopolamento sanitario in avanzamento anche in Friuli Venezia Giulia, con sempre più piccoli centri che non possono più contare sul medico di famiglia. Urgono iniziative per far si che i medici di medicina generale siano incentivati a garantire la loro presenza nei piccoli paesi soprattutto delle zone considerate disagiate o disagiatissime e nel contempo fornire ai medici strumenti di diagnostica di primo livello e la possibilità di utilizzare la telemedicina, come chiede dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg Fvg (Federazione italiana medici di medicina generale – maggiore sindacato del settore che in regione conta più di 300 iscritti).
Della problematica si sta discutendo al Congresso Nazionale Fimmg in corso di svolgimento in Sardegna a Villasimius: con l’occasione è stato chiesto di creare un fondo per incentivare i medici di medicina generale a lavorare nelle aree del Paese definite disagiate o disagiatissime e sbloccare i fondi già destinati a portare negli studi dei medici la tecnologia diagnostica e la telemedicina.
“L’intervento di Agnese Carletti sindaco di San Casciano dei Bagni in provincia di Siena – spiega Agrusti che si trova anch’egli al Congresso -, che lamenta la fine dell’assistenza sanitaria al momento in cui l’ultimo medico presente andrà in pensione, mi ha fatto pensare a una lettera, pubblicata recentemente sui quotidiani locali del Friuli Venezia Giulia, di un cittadino di Ravascletto che lamentava le stesse criticità, a partire dalla difficoltà per gli anziani di recarsi in altri paesi per essere visitati in assenza del medico di medicina generale a Ravascletto. Per risolvere il problema, come Fimmg Fvg proponiamo che all’interno degli accordi regionali siano previsti incentivi per quei colleghi che vogliano garantire l’apertura di un ambulatorio, magari anche solo per uno o due giorni alla settimana possibilmente presso strutture messe a disposizione dai Comuni”.
L’altro punto è quello della diagnostica di primo livello e della telemedicina. “Vorremmo essere dotati – aggiunge Agrusti – di strumenti quali a esempio elettrocardiografi, spirometri, ecografi per evitare di spostare dal proprio paese i pazienti fragili o semplicemente anziani. Con la telemedicina si potrebbe poi monitorare nel tempo i pazienti che necessitano di particolare attenzione per poter intervenire tempestivamente in caso di necessità”.
A Villasimius, alla tavola rotonda “Italia: 7901 Comuni, 196 abitanti/km². Accesso alle cure, appropriatezza, efficacia e territorio”, hanno partecipato anche Marco Bussone (presidente Nazionale Uncem), Eleonora Gerbotto (Fondazione per l’Architettura) e Gilberto Gentili (direttore generale Ast Fermo). “Quando tra pochi anni andrà in pensione l’ultimo medico di San Casciano, qui potrebbe mancare del tutto l’assistenza di un medico di famiglia – spiega Agnese Carletti, sindaco di un piccolo paese che conta circa 1500 abitanti –. Non possiamo affidare i nostri anziani ai medici di altri Comuni che distano decine di chilometri, così come la casa della Salute. Possiamo offrire a un nuovo medico spazi e altri benefit, ma non è corretto che questo tipo di oneri, solo nei piccoli comuni, ricadano sulle amministrazioni”. “L’Italia non ha mai fatto una seria programmazione per creare rete e offrire soluzioni per i piccoli Comuni e le Comunità montane – sottolinea Bussone di Uncem, l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, che rappresenta più di un terzo dei Comuni italiani che occupano più del 50% del territorio –. E’ giunto il momento di fare squadra per garantire che il medico di medicina generale, punto di riferimento di ogni cittadino e garante dell’universalità del nostro Servizio Sanitario Nazionale, non scompaia dalle aree più disperse dell’Italia. Dove manca il medico di medicina generale, manca lo Stato”.
Le aree a più ampia dispersione di popolazione sono moltissime in un Paese rurale e montano come l’Italia, e sono le prime a subire la grave carenza di medici la cui drammaticità si aggraverà ulteriormente nei prossimi anni.
“Il Governo e le Regioni devono intervenire per la costituzione di fondi ad hoc per le aree disagiate e disagiatissime – aggiungono i medici Curatola e Dabbene, dell’Esecutivo Fimmg – con risorse a tale scopo finalizzate e vincolate, che chiediamo vengano previste già dalla prossima legge di bilancio. Non è più tempo di esitare, a maggior ragione in un momento storico in cui il Governo da un lato parla di prossimità come fondamento del rilancio della medicina territoriale, dall’altro non ha ad oggi programmato alcun intervento per fermare lo spopolamento sanitario di gran parte del territorio stesso”. “Se un medico di medicina generale si sentisse supportato dalla telemedicina e dalla disponibilità di strumenti di diagnosi, sarebbe ulteriormente incentivato a lavorare in aree più periferiche – concludono –, ma i 235 milioni di euro a questo destinati giacciono ancora, dopo 4 anni dalla legge che li ha stanziati, nelle casse delle Regioni, del tutto inutilizzati”.

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In copertina, il dottor Fernando Agrusti segretario regionale Fimmg Fvg.

Madonna del Rosario, grande festa oggi a Grado che conclude la stagione estiva: processione con la Benedizione del mare

(g.l.) A Grado oggi ci sarà la Benedizione del mare, fonte di vita, sotto tutti i suoi aspetti, per la comunità. E la cerimonia avverrà durante la processione pomeridiana, con la statua della Madonna degli Angeli, che attraverserà oltre alle vie principali della città balneare anche il Lungomare Nazario Sauro.
Anche Grado oggi, come tante altre località in Friuli Venezia Giulia, festeggia infatti la Madonna del Rosario, ma anche la Giornata del Ringraziamento per la stagione estiva, come ha annunciato domenica scorsa monsignor Paolo Nutarelli, quando ha accolto solennemente in Chiesa la venerata statua. «Vogliamo, quindi, dire grazie per questa stagione – ha scritto l’arciprete su “Insieme”, il foglio informativo della Parrocchia isolana – fatta di incontri e di relazioni, di lavoro e di riposo, di sogni realizzati ma, anche, di difficoltà che dovrebbero aiutarci a crescere nel senso di Comunità e solidarietà».
Festa grande, dunque, che comincerà con la Messa solenne celebrata stamane, alle 10, nella Basilica di Santa Eufemia e che sarà animata per l’importante occasione dalla Corale Orchestrale “Santa Cecilia”. Quindi, nel pomeriggio, la seconda parte della tradizionale ricorrenza con la processione, alle 15, con l’antica immagine della Madonna degli Angeli che per tutta la settimana è stata esposta nel presbiterio per l’omaggio dei fedeli. La quale si snoderà al termine della Supplica alla Madonna di Pompei. Punto centrale del rito sarà, come detto, il passaggio del corteo sulla diga dove avverrà la Benedizione del mare suggellando così, dal punto di vista religioso, la stagione estiva che ormai anche a Grado si è appena conclusa.

 

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In copertina, l’antica immagine della Madonna degli Angeli e qui sopra il suo arrivo in Basilica domenica scorsa.

 

Violenza di genere ormai un grave problema: il Piccolo Principe di Casarsa vuol coinvolgere sempre più le scuole

Violenza di genere: anche in Friuli Venezia Giulia un problema d’attualità. Per contrastare il fenomeno, la lotta alle violenze deve iniziare già a scuola. Da questo spunto prosegue l’attività del progetto educativo “La differenza fra me e te” realizzato dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia in collaborazione con l’associazione “In prima persona – Uomini contro la violenza sulle donne”. Partito lo scorso anno con il coinvolgimento di cinque scuole secondarie del Pordenonese, il progetto formativo punta ad aumentare il numero degli studenti coinvolti in questo anno scolastico 2023-24. Il percorso è sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia. La fase di adesioni degli Istituti scolastici è partita. Per informazioni è possibile contattare la cooperativa all’e-mail e.paiero@ilpiccoloprincipe.pn.it oppure al telefono 340 3421265.
“Di violenza di genere è importante parlare soprattutto alle giovani generazioni – ha spiegato Elisa Paiero, responsabile dei Servizi per i Giovani della cooperativa casarsese e referente del progetto -. È per questo siamo partiti con il progetto dedicato alle scuole. Ciò a cui miriamo è offrire ai ragazzi occasioni in cui confrontarsi fra loro su aspetti relazionali, di gestione delle emozioni e di stereotipi di genere”. Nell’attesa delle nuove adesioni, si stanno analizzando i risultati emersi dallo scorso anno scolastico. A conclusione del percorso, era emersa la necessità di lavorare in prevenzione su ragazzi dai 15 ai 17 anni perchè gli stereotipi di genere sono ancora molto presenti. “Ciononostante alla fine del progetto – ha sottolineato la responsabile -, nelle classi in cui abbiamo svolto gli incontri abbiamo registrato un significativo cambiamento nella consapevolezza rispetto agli stereotipi di genere, alle aspettative sociali e culturali e alle diseguaglianze conseguenti”.
“Abbiamo inoltre riscontrato – ha concluso Elisa Paiero – che gli stereotipi che riguardano i ruoli di genere e l’immagine subalterna della donna nella società sono ancora radicati, ma che in generale i ragazzi credono e sono favorevoli a un’uguale libertà fra uomini e donne. La forma di violenza meno tollerata da tutti, indipendentemente dal genere, sembra essere quella fisica, in particolare da parte di un ragazzo verso la propria compagna e il tema della gelosia sembra molto presente nei giovani, come emerge anche dalle altre ricerche italiane. Viene addirittura individuata tra i primi motivi che giustificano la violenza. Per questo riteniamo sia importante agire in prevenzione con finalità educativa per mettere in discussione gli stereotipi e prevenire i fattori di rischio. Il nostro auspicio – ha concluso – è che questo progetto possa coinvolgere un numero sempre maggiore di scuole e studenti. La scuola può e deve diventare un luogo di prevenzione rispetto alla violenza e capace di sostenere i ragazzi nella ricerca della propria identità”.

LE SCUOLE COINVOLTE – L’anno scorso il progetto è stato accolto da 5 istituti scolastici di istruzione superiore del pordenonese: Istituto Flora, Isis di Sacile Brugnera, Liceo Galvani e Ipsia Zanussi per un totale di 10 classi coinvolte e 201 ragazzi e ragazze in totale.

IL PROGETTO – Il percorso fa riferimento al progetto transnazionale “Youth4Youth: promuovere la sensibilizzazione nella prevenzione della violenza di genere tramite l’educazione tra pari” cofinanziato dal Programma Daphne III della Commissione Europea e coordinato dall’Istituto mediterraneo di studi di genere e ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza delle diverse forme di violenza di genere e riconoscerle, di rafforzare la conoscenza sui ruoli di genere e su come influenzano la vita, di stimolare una maggiore fiducia nel poter esprimere la propria individualità, di incrementare il rispetto per sé e per gli altri, di offrire strumenti per contrastare gli episodi di violenza di genere e favorire strategie di assunzione di responsabilità per migliorare la qualità etica nelle relazione all’interno del gruppo, della comunità scolastica e del territorio.

I DATI RACCOLTI – In tutte le classi sono stati introdotti dei questionari anonimi pre e post percorso, per raccogliere una fotografia rispetto agli atteggiamenti sugli stereotipi di genere, ai vissuti riconducibili a comportamenti di violenza di genere e infine ai cambiamenti avvenuti a fine percorso. “Alla fine del progetto – fa sapere Paiero -, nelle classi in cui abbiamo svolte le lezioni, abbiamo registrato un significativo cambiamento nella consapevolezza rispetto agli stereotipi di genere, alle aspettative sociali e culturali e alle diseguaglianze conseguenti. In particolare si registra un cambiamento in positivo nel riconoscere i campanelli d’allarme in una relazione o di un comportamento violento, basato sul genere, segno della positività del progetto”.