Nimis domani e lunedì alle urne, ma incombe il rischio astensione. La Pieve: un dovere civico andare a votare

di Giuseppe Longo

Nel Friuli storico occhi puntati tutti su Nimis, unico Comune della provincia di Udine ad andare al voto nel turno elettorale delle Palme per rinnovare la civica amministrazione dopo un anno di gestione commissariale. Due i candidati sindaci, Sergio Bonfini e Fabrizio Mattiuzza, entrambi ingegneri, di 69 e 47 anni, sostenuti da tre liste: “Nimis riparte” e “Chei mancul piês” per il primo; “Obiettivo Nimis” per il secondo. Ma incombe il rischio del “partito del non voto” ossia di coloro che non si recano alle urne in nessuna competizione elettorale o quasi. Un fenomeno ormai sempre più diffuso nelle consultazioni politiche, nazionali e regionali, ma che è finito per contagiare anche le elezioni comunali. Tanto che si è sentita in dovere anche la Parrocchia di Nimis di lanciare, in queste settimane pre-elettorali, ben due appelli invitando il popolo cristiano a recarsi ai seggi. Il più recente è riportato sull’ultimo numero di “In Cunfidenze”, il seguitissimo foglio informativo supplemento settimanale alla “Voce della Pieve” che ormai esce soltanto una volta all’anno in vista delle feste natalizie. «Ricordiamoci – scrive monsignor Rizieri De Tina – che è un dovere civico andare a votare e che poi il controllo, verso chi si è votato, dovrà essere accompagnato dalla critica, dalla collaborazione e dall’impegno per il bene comune».

Sergio Bonfini

Fabrizio Mattiuzza

Ma una riflessione ancora più approfondita era riportata sul notiziario uscito all’inizio della campagna elettorale che ha visto i due candidati sindaci, con i propri schieramenti, incontrare gli elettori nelle frazioni e nel capoluogo, esponendo i loro programmi e recependo richieste e suggerimenti utili a integrare quanto messo già tra gli obiettivi. «Si sa che, purtroppo, già a livello statale – osservava in quell’occasione il responsabile della pastorale di Nimis, Torlano, Ramandolo e Chialminis – si sta prospettando come partito maggioritario quello di coloro che non vanno a votare. E’ vero che il distacco tra gli uomini che esercitano il potere politico e la gente che li ha eletti è sempre più grande. Si può pensare che una delle cause possa dipendere dal fatto che il vero governo della storia attuale, a livello globale, è nelle mani del capitale e dell’economia». Per cui, aggiungeva don Rizieri: «E’ chiaro allora che coloro che sono in politica, alla fin fine, si ritrovano delle decisioni già prese alle loro spalle, ed essi sono solo nella condizione di cercare di farcele accettare. Ma questo discorso vale per la grande politica». Per cui ecco le conclusioni del pievano: «Qui, a livello comunale, si potrà sempre pensare che, chi amministra, possa fare il suo possibile per prendere delle decisioni a favore del suo popolo. Per questo il voto è più determinante che a livello statale e allora astenersi dal votare vuol dire mettersi dalla parte di chi vince e ciò obbligherà ad ad astenersi dal criticare e dal lagnarsi».
Come è noto, le operazioni elettorali si terranno nei giorni di domani e lunedì, mentre la proclamazione degli eletti avverrà martedì appena conclusa la conta dei voti che comincerà la mattina. Per cui all’ora di pranzo si dovrebbe conoscere il nome del nuovo sindaco che, con la sua Giunta, sarà chiamato ad amministrare il Comune nei prossimi cinque anni dando attuazione al programma presentato durante la campagna elettorale. Come è noto, questo turno elettorale riguarda appena quattro Comuni in tutto il Friuli Venezia Giulia. Per cui, oltre a Nimis, con meno di tremila abitanti c’è San Pier d’Isonzo. Ma ci sono anche le città di Pordenone e Monfalcone.

Il centro di Nimis.

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In copertina, monsignor Rizieri De Tina responsabile della pastorale.

“Patrie dal Friûl”, nei 150 Comuni Aclif la storica bandiera dello Stato patriarcale

La “Fieste de Patrie dal Friûl” – oltre che negli appuntamenti ufficiali a partire da quello di Sacile del 6 aprile – sarà celebrata in maniera diffusa pure in 150 Comuni dell’area friulanofona tra Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale. Si tratta dei Comuni aderenti all’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, in cui domani 3 aprile non mancheranno di essere esposte le bandiere del Friuli storico in ricordo di quando nel 1077 l’imperatore Enrico IV concesse a Sigeardo, Patriarca d’Aquileia, la signoria temporale dei suoi domini ecclesiastici.
«Nasceva così – commenta il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – lo Stato patriarcale, simbolo dell’autonomia della nostra terra e delle sue genti. A distanza di 948 anni siamo chiamati non solo il 3 aprile ma ogni giorno a ricordarci e a lavorare per questa autonomia che trae forza in particolare dall’aspetto linguistico. Sono tante le sfide che ci aspettano per promuovere sempre più l’uso della lingua friulana, dalla maggiore presenza sulla radiotelevisione pubblica all’insegnamento nelle scuole fino a progetti legati a vari aspetti meno tradizionali, come quello sportivo. Ma siamo pronti a lavorare tutti uniti, come 150 Comuni Aclif, per rafforzare la nostra identità collaborando anche con le altre minoranze linguistiche regionali, quella slovena e tedesca. Intanto, il 3 aprile, esporremo con orgoglio la bandiera del Friuli storico, guardando al futuro».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon che è anche sindaco di Capriva.

Lingua friulana, Cinto Caomaggiore nell’Aclif: tre i Comuni veneti. Entrano anche Manzano, Pocenia e Buja

Salgono a 145 i Comuni aderenti all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, sorta nel 2015 e unica realtà istituzionale che unisce le comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. Tra i nuovi aderenti anche Cinto Caomaggiore, Comune della Città metropolitana di Venezia facente parte del Friuli storico. Una presenza che si va ad aggiungere a quelle di altri due municipi di fuori regione, ovvero San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto. Inoltre, sono entrati i Comuni di Manzano, Pocenia e Buja.

Il presidente Daniele Sergon.


«Diamo il benvenuto a questi Comuni che hanno aderito di recente. Adesioni – sottolinea il presidente dell’Assemblea Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – che testimoniano come la lingua friulana sia ancora un forte elemento identitario per le comunità che risiedono sul nostro territorio, non solo in Friuli Venezia Giulia ma anche in quella parte di Friuli storico, compreso nel fu Mandamento di Portogruaro, che ora fa parte del Veneto. Come non ci stancheremo mai di ricordare, far parte dell’Aclif è una libera scelta dei Comuni, una decisione che nasce e cresce dal basso. Questa dimensione interregionale allarga ulteriormente i nostri orizzonti di promozione e tutela dell’uso della lingua friulana. Coinvolgeremo i nuovi aderenti nei nostri vari progetti: convegni e corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, iniziative per aiutare i Comuni a diffondere l’uso della lingua friulana e la conoscenza della cultura, sostegno a programmi radiotelevisivi ecc.».
Per coinvolgere tutti i territori friulanofoni, l’Aclif riunisce il suo consiglio direttivo in modalità itinerante. «E uno dei prossimi consigli – conclude Sergon – sarà in programma proprio in uno dei 7 Comuni del Veneto in cui la lingua friulana è tutelata. Sarà un importante momento d’incontro e dialogo». Oltre a San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto e Cinto Caomaggiore, infatti, fanno parte dell’area tutelata pure i Comuni di Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro e Portogruaro: tutti e quattro potranno liberamente, con una decisione dei rispettivi consigli comunali, aderire all’Aclif.

I Comuni aderenti all’Aclif sono Aiello del Friuli, Amaro, Aquileia, Arba, Arta Terme, Artegna, Aviano, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buja, Buttrio, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino Casarsa della Delizia, Cassacco, Castelnovo del Friuli, Castions di Strada, Cavasso Nuovo, Cavazzo Carnico, Cercivento, Cervignano del Friuli, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Cinto Caomaggiore, Claut, Clauzetto, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Comeglians, Cordovado, Cormòns, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Dogna, Dolegna del Collio, Fagagna, Fanna, Farra d’Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Frisanco, Gemona del Friuli, Gonars, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Lauco, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Majano, Maniago, Manzano, Mariano del Friuli, Martignacco, Medea, Meduno, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Moimacco, Monfalcone, Montenars, Moraro, Morsano al Tagliamento, Mortegliano, Moruzzo, Mossa, Muzzana del Turgnano, Osoppo, Ovaro, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Paluzza, Pasian di Prato, Paularo, Pavia di Udine, Pocenia, Pontebba, Porpetto, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Ragogna, Raveo, Reana del Rojale, Remanzacco, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano Teor, Romans d’Isonzo, Ronchis, Ruda, Sagrado, San Daniele del Friuli, San Giorgio della Richinvelda, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Lorenzo Isontino, San Martino al Tagliamento, San Michele al Tagliamento, San Quirino, San Vito al Tagliamento, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sauris, Sedegliano, Sequals, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Teglio Veneto, Terzo di Aquileia, Tolmezzo, Torviscosa, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Trasaghis, Travesio, Treppo Ligosullo, Treppo Grande, Tricesimo, Udine, Valvasone Arzene, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Villesse, Visco, Vito d’Asio, Zoppola, Zuglio.

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In copertina, la Chiesa parrocchiale di Cinto Caomaggiore nel Veneziano.

Il Friuli storico e i diritti, domani una “maratona” con Radio Onde Furlane

Nel calendario friulano da un po’ di anni a questa parte la giornata del 27 febbraio è segnata con un colore speciale. In particolare per Radio Onde Furlane questa data corrisponde a un giorno di festa, per sé e per l’intero Friuli. Si tratta dell’anniversario dell’avvio, nel 1511, della più grande rivolta popolare friulana, passato alla storia con il nome di “riviel de Joibe Grasse”. Quella sollevazione, soprattutto nelle campagne, assunse un carattere di rivendicazione degli “antichi diritti” delle comunità rurali friulane. Per questa ragione è diventata ormai una consuetudine per l’emittente celebrare il 27 febbraio come “Zornade Furlane dai Dirits (Giornata Friulana dei Diritti)”.  Anche nel 2023 l’anniversario della rivolta sarà l’occasione per ricordare quei fatti e per stimolare la riflessione sui diritti fondamentali e sulle battaglie in atto per difenderli con una programmazione speciale, tra selezioni musicali a tema e rubriche di approfondimento, sui 90 Mhz, sui 90.2 Mhz, sui 105.6 Mhz e in streaming all’indirizzo www.radioondefurlane.eu


La giornata sarà introdotta alle 9 da Carli Pup, presidente di Informazione Friulana cooperativa editrice di Onde Furlane, e Margherita Cogoi, coordinatrice della redazione della radio. Il punto della situazione sulla sanità e sull’esercizio del diritto alla salute sarà proposto, alle 9.30, da Giorgia Zamparo, curatrice nel corso della programmazione ordinaria dell’emittente di trasmissioni dedicate a questi temi, insieme a Ezio Beltrame, medico e ex assessore regionale. Seguirà alle 10 una rubrica a cura di Margherita Cogoi sul diritto all’istruzione al quale prenderanno parte Beatrice Bertossi del Movimento studentesco per il futuro e Giovanni Duca di Priorità alla scuola. Alle 10.30 si aprirà un altra finestra particolare su lavoro e diritti, con Marianna Tonelli alla conduzione di una rubrica dedicata alle lavoratrici del sesso, dialogando con Pia Covre del Comitato per i dirtti delle prostitute e con Lucia Gasti della rivista “Frute”, mentre alle 11 sarà Paolo Cantarutti a condurre uno speciale sui nuovi friulani: le tematiche inerenti a diritti e migranti saranno oggetto di un confronto con Guglielmo Pitzalis. Dalle 11.30 alle 13 l’attenzione sarà puntata sui diritti linguistici: Carli Pup affronterà, rispettivamente con Donato Toffoli del Comitato tecnico scientifico dell’ARLeF e con Antonio Banchig della SKGZ, la situazione delle comunità linguistiche friulana e slovena, mentre Piero Cargnelutti raccoglierà la testimonianza di Ivan Buzzi, sindaco di Pontebba e componente dell’Assemblea della Comunità linguistica tedesca, in merito alla realtà delle popolazioni germanofone del Friuli.
La programmazione pomeridiana si aprirà alle 14 con una lettura storica dei fatti della Joibe Grasse del 1511. A seguire dalle 14.30 alle 16 saranno riproposti i tre spazi dedicati ai diritti linguistici delle comunità friulana, slovena e germanofona. Dalle 16 alle 18 il tema dei diritti e quello delle rivolte e delle mobilitazioni sarà trattato, in musica, con due puntate speciali di Gerovinyl e Indigo, al termine delle quali ci sarà la possibilità di riascoltare gli approfondimenti su “nuovi friulani”, lavoratrici del sesso, scuola e salute. La Zornade Furlane dai Dirits continuerà sino alla mezzanotte con la musica “cence confins” di Onde Furlane.

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In copertina, una vecchissima bandiera del Friuli storico patriarcale.