Terremoto 50, da oggi “Orcolat” sarà proiettato in tutt’Italia. Zilli: nel film un ponte di memoria per il Paese intero

«Questo film non è solo un racconto del passato, ma un messaggio vivo che attraversa il tempo per parlarci di chi siamo. Attraverso le voci di chi ha scritto pagine indelebili della nostra terra, restituiamo al Friuli il suo respiro più profondo, lasciando ai giovani un’eredità vibrante fatta di radici e coraggio: un’anima collettiva che oggi si svela al Paese intero». Così l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, a margine della seconda anteprima di “Orcolat” al Cinema sociale di Gemona, in collaborazione con la Cineteca del Friuli e alla presenza del regista Federico Savonitto, del produttore Marco Caberlotto e del sindaco di Gemona e presidente dell’Associazione Comuni terremotati e sindaci della Ricostruzione del Friuli, Roberto Revelant.

Barbara Zilli


Dopo il debutto a Pordenone, la pellicola — nella cornice del 50° anniversario del sisma — si appresta a raggiungere le sale di tutta Italia a partire da oggi. Oltre alle undici proiezioni già programmate in Friuli Venezia Giulia, l’opera varcherà i confini regionali con tappe previste in Veneto, Lazio, Lombardia, Piemonte e Sicilia, portando il messaggio della resilienza friulana a tutto il Paese.
Narrato dalla voce di Bruno Pizzul, il documentario raccoglie le testimonianze di icone come Dino Zoff, Manuela Di Centa e Fabio Capello, assieme a intellettuali e artisti come Paolo Rumiz, Tullio Avoledo e Davide Toffolo. Il progetto, che esplora la forza della ricostruzione e le ombre dei primi soccorsi incarnati dalla figura di Giuseppe Zamberletti, trasforma il dolore in patrimonio condiviso anche grazie alle musiche di Elisa e dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Realizzato da Kublai Film in co-produzione con Rai Cinema, il film ha beneficiato del sostegno della Regione Fvg attraverso il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, la Fvg Film Commission e la collaborazione dell’Arlef.

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In copertina, il Duomo di Venzone completamente distrutto dal terremoto di 50 anni fa e oggi mirabile simbolo della ricostruzione.

Chiandetti, grande storia dell’editoria creata dal nulla 65 anni fa da Luigi: bellissima festa a Reana anche per il mezzo secolo di Agenda Friulana segno di speranza e rinascita dopo il terremoto

di Giuseppe Longo

REANA DEL ROJALE – Volete sapere qual è un grande friulano? Non ci sono dubbi: è Luigi Chiandetti. Protagonista nella carta stampata e nell’editoria da una vita e che continua a esserlo, perché, pur alla soglia dei novant’anni portati meravigliosamente bene, non manca una giornata nella sua inseparabile Tipografia a Reana del Rojale, quella che ha costruito a piccoli passi ma senza fermarsi mai, dal nulla, con la sua amata Vilma. Lo conosco esattamente da mezzo secolo, a quell’epoca la sua era ancora un’aziendina di quindici anni di vita. E non c’era stato ancora il terremoto, ma erano gli anni in cui il Friuli, uscito dalle ferite dell’ultima guerra, cresceva in fretta e con entusiasmo. Poi, il 6 maggio 1976, la terribile mazzata del sisma, la paura di stare davanti alle macchine, con la porta era sempre aperta per darsela a gambe appena arrivava una nuova scossa. E in quel doloroso contesto, soprattutto per i mille morti che ha causato, è nata anche Agenda Friulana come segno di speranza, di quel “tigni dur e mai molà” di cui la gente friulana va fiera, tanto da realizzare in pochissimi anni una ricostruzione esemplare, conosciuta ovunque come “modello Friuli”. E anche Gigi è stato un artefice di questo miracolo – a quell’epoca era anche amministratore comunale – che ha fatto rinascere, crescere e incredibilmente progredire la nostra terra dotandola di infrastrutture pubbliche impensabili (basti pensare soltanto all’autostrada Alpe Adria e alla doppia ferrovia Pontebbana) e culturali, come l’Università di Udine o meglio del Friuli. E oggi la Cartostampa Chiandetti, capitanata dai figli Cristina e Alessandro con il prezioso apporto di Elisa, per la quale il nonno è veramente un faro di luce sempre acceso, è un’azienda fiore all’occhiello del Friuli, offrendo ogni giorno prodotti di alta qualità e precisione, grazie a tecnologie sempre più evolute, e all’alta professionalità di dirigenti e maestranze. Di cui proprio Agenda Friulana, che compie appunto mezzo secolo, è un bellissimo esempio, che meritava d’essere festeggiato nella magnifica serata che ha riempito il pur ampio auditorium “Monsignor Giovanni Pigani”, un altro grande rojalese esemplare nella storia della Chiesa e della musica nel nostro Friuli.

«Chiandetti rappresenta uno dei migliori esempi di impresa artigiana del Friuli Venezia Giulia: una realtà familiare capace di attraversare le generazioni, innovare senza perdere le proprie radici e valorizzare, attraverso il lavoro artigiano, la cultura e la memoria del territorio», ha sottolineato, infatti, anche l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, intervenuto alla serata celebrativa per i 65 anni di attività della Tipografia Chiandetti e per il mezzo secolo di Agenda Friulana, presentata nell’occasione dalla giornalista Paola Treppo.
L’evento ha ripercorso la storia dell’azienda fondata nel 1960 da Luigi Chiandetti e il valore simbolico della pubblicazione annuale, nata nel 1976, appunto l’anno del terremoto, come strumento di speranza e custodia dell’identità locale, divenuta negli anni un vero e proprio scrigno di memoria collettiva. L’edizione 2026 prosegue questa missione culturale, arricchita anche da una rubrica dedicata all’Ente Friuli nel Mondo, guidato dal concittadino e sindaco emerito Franco Iacop. Nel suo intervento, l’assessore Bini – che ha voluto omaggiare Luigi Chiandetti con una targa ricordo che l’ha commosso – ha sottolineato anche l’impegno della Regione a sostegno del comparto artigiano del Friuli Venezia Giulia, «riconosciuto a livello nazionale per le proprie eccellenze locali e per l’abilità delle proprie maestranze». Inoltre, l’esponente della Giunta Fedriga ha rimarcato l’importanza del passaggio generazionale e il forte legame con la comunità di Reana e con il Friuli, che «hanno reso questa azienda un simbolo della friulanità in Italia e anche all’estero, vera e propria custode di tradizioni, storia e paesaggi del nostro territorio».


Alla bellissima serata, presentata con garbo e proprietà da Elisa Mauro (amministrazione e pubbliche relazioni) assieme a Gabriele Marcuzzi (settore commerciale), e impreziosita dagli “stacchi” musicali di flauto e violoncello “prestati” per l’occasione dai Filarmonici Friulani, sono intervenuti il sindaco di Reana del Rojale, Anna Zossi, il presidente di CrediFriuli Stefano Fruttarolo, il presidente di Confartigianato Imprese Udine, Graziano Tilatti, e il citato presidente di Friuli nel mondo. Tutti, pur con accenti diversi sintonizzati sulle rispettive competenze, si sono soffermati sulla vita e sugli indiscutibili successi collezionati in 65 anni di vita dall’azienda di Luigi Chiandetti. Il quale ne ha fatta veramente tanta di strada da quando l’ho conosciuto nel lontano 1975, quando riforniva di carta e buste intestate l’allora Centro regionale per il potenziamento della viticoltura e dell’enologia del Friuli Venezie Giulia, nel quale ero stato appena assunto, e veniva personalmente a portare quelle scatole, che rivedo ancora, man mano che le scorte si esaurivano. E un anno dopo Gigi, da sempre inesauribile fucina di idee e iniziative, dava vita proprio ad Agenda Friulana, alla quale tutti auguriamo almeno altri cinquant’anni di vita. Tutto è stato possibile grazie al suo entusiasmo e alla sua grandissima dedizione al lavoro assieme alla sua cara Vilma, che purtroppo non c’è più (l’avrebbe sicuramente commossa la festa di sabato), ma anche ai tanti, bravissimi, collaboratori di ieri e di oggi che alla fine sono saliti sul palco per una magnifica foto ricordo con il loro Gigi.

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In copertina, l’assessore regionale Sergio Emidio Bini mentre consegna la targa a Luigi Chiandetti; all’interno, la foto ricordo con tutti i dipendenti di ieri e di oggi, Paola Treppo che presenta Agenda Friulana numero 50, i musicisti dei Filarmonici Friulani, il saluto del sindaco Anna Zossi, le foto ricordo con Confartigianato e Friuli nel mondo, il saluto di Stefano Fruttarolo per CrediFriuli, il “patriarca” Gigi con la sua famiglia, con i figli Cristina e Alessandro e con l’amata nipote Elisa.

I Consigli comunali dei ragazzi del Friuli riuniti a Pozzuolo: molto importante l’appartenenza alla propria terra

Confronto sull’impegno personale e civico per quasi 200 ragazzi dai 10 ai 14 anni, provenienti da molte parti del Friuli, che si sono dati appuntamento all’Auditorium comunale di Pozzuolo per la quarta “Giornata dei Consigli comunali dei ragazzi del Friuli” promossa dall’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana (realtà che riunisce 150 Comuni friulanofoni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale). All’evento sono intervenuti per i saluti istituzionali il vicepresidente di Aclif Franco D’Altilia, sindaco di Palazzolo dello Stella (che ha portato i saluti del presidente Daniele Sergon, primo cittadino di Capriva) e il sindaco di Pozzuolo Gabriele Bressan, che fa parte del direttivo dell’Assemblea.

Negli interventi – ringraziando la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e l’Arlef per il supporto – è stata espressa la felicità di avere ospiti i Consigli comunali dei ragazzi e un auspicio che possano continuare a impegnarsi per le proprie comunità. Questo perché il Friuli ha un futuro se i giovani si riconoscono nella sua appartenenza e non hanno paura di diventarne protagonisti. Presenti anche i membri del direttivo di Aclif e il segretario Claudio Romanzin. Rappresentati 15 Comuni con i propri Ccr: Basiliano, Carlino, Fiume Veneto, Gemona, Muzzana del Turgnano, Palazzolo dello Stella, Paularo, Porpetto, Pozzuolo del Friuli, Ragogna, Rivignano Teor, San Daniele del Friuli, San Giorgio di Nogaro, Talmassons e Tricesimo.
Nel corso della mattinata i rappresentanti dei Ccr hanno partecipato a due laboratori: uno con Marco Anzovino sul tema dell’impegno e delle scelte che i ragazzi sono chiamati ad affrontare; l’altro curato dal Teatri Stabil Furlan sul modo di relazionarsi in pubblico. Presenti anche diversi sindaci e amministratori dei Comuni aderenti all’Assemblea. Ragazze e ragazzi al termine si sono confrontati su possibili iniziative da portare avanti, legate alla lingua e alla cultura friulana. Alla fine a tutti sono stati donati gadget dell’Aclif.
Negli scorsi anni la Giornata annuale si è tenuta nel 2022 a Fiumicello Villa Vicentina, nel 2023 a Udine, nel 2024 a Codroipo e Gemona del Friuli. Aclif dalla sua fondazione avvenuta 10 anni fa si impegna a tutelare e promuovere l’identità culturale e linguistica friulana, anche attraverso il rapporto con le scuole e gli enti che si occupano di giovani, in particolare i Consigli comunali dei ragazzi.

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In copertina e all’interno immagini dell’incontro dei ragazzi a Pozzuolo.

Aclif, stamattina a Pozzuolo i Consigli comunali dei ragazzi del Friuli. Sergon: “Dipenderà da loro il nostro futuro”

Il Friuli ha un futuro se i giovani si riconoscono nella sua appartenenza e non hanno paura di diventarne protagonisti: con questo intento la mattina di oggi, 11 dicembre, l’auditorium comunale di Pozzuolo ospiterà la quarta “Giornata dei Consigli comunali dei ragazzi del Friuli” promossa dall’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana. Questa realtà – che riunisce 150 Comuni friulanofoni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale – dalla sua fondazione avvenuta 10 anni fa si occupa di tutelare e promuovere l’identità culturale e linguistica friulana, anche attraverso il rapporto con le scuole e gli enti che si occupano di giovani, in particolare i Consigli comunali dei ragazzi. Negli scorsi anni la Giornata annuale si è tenuta nel 2022 a Fiumicello Villa Vicentina, 2023 a Udine, 2024 a Codroipo e Gemona.


«Questo progetto – spiega il presidente di Aclif, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – si prefigge lo scopo di far incontrare i rappresentanti dei Consigli comunali dei ragazzi per mettere a confronto le loro esperienze in una visione di crescita generale di questa istituzione. I componenti dei Consigli, infatti, in considerazione del loro ruolo, ricoprono un incarico di interesse pubblico, comparabile a quello dei colleghi adulti che siedono nei Consigli comunali “dei grandi”. Su di loro l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana ha deciso di investire, per il futuro del nostro territorio». Nel corso della mattinata i rappresentanti dei Ccr avranno l’occasione di animare due laboratori: uno sarà curato da Marco Anzovino sul tema dell’impegno e delle scelte che i ragazzi sono chiamati ad affrontare; l’altro sarà curato dal Teatri Stabil Furlan sul modo di relazionarsi in pubblico.

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In copertina, il presidente di Aclif Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli.

Attimis è in festa per Sant’Andrea e questa sera invita a un grande concerto con i Fisarmonicisti di Massimo Pividori e il violino di Daniel Longo

(r.s.) L’Ensemble del Gruppo Fisarmonicisti Tarcento porta il nome di Flocco Fiori, grande virtuoso del mantice che in Friuli fu uno dei primi, se non addirittura l’unico, a dimostrare ancora tanti anni fa quanto il popolare strumento si prestasse, grazie a opportune trascrizioni, anche per l’esecuzione di brani della cosidetta “musica colta”: memorabile un suo concerto di pochi anni dopo il terremoto, quando nel Duomo di Nimis aveva letteralmente incantato il pubblico. Flocco Fiori era il suo nome d’arte, perché al secolo il famoso fisarmonicista si chiamava Belfiore Flocco ed era nato ad Attimis. Ed è proprio nel paese attraversato dal Malina che questa sera, 29 novembre, l’Ensemble che ne perpetua il nome terrà un concerto in suo onore, sotto la direzione di Massimo Pividori, alle 21 nella Chiesa di Sant’Andrea, con ingresso libero. Perché la manifestazione è inserita proprio nel programma della “due giorni” della festa patronale, organizzata dalla Pro Loco Alta Val Malina, dalla Parrocchia intitolata all’Apostolo e dal Comune di Attimis, con l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine.


Per i fisarmonicisti del maestro Pividori si tratterà, dunque, di un nuovo, importante appuntamento dopo la recentissima rassegna internazionale che hanno proposto, per la decima volta, con rinnovato successo al Teatro Margherita di Tarcento, dove sono stati applauditi da una folta platea. Con loro ci sarà il violinista Daniel Longo che si era già esibito con il Gruppo l’8 settembre scorso nel Santuario delle Pianelle, a Nimis, con un programma che aveva entusiasmato tutti. Cosa che sicuramente si ripeterà questa sera al Concerto di Sant’Andrea perché per l’occasione è stata messa a punto una scaletta di prim’ordine che attinge ad opere di eccelsi autori della grande musica come Johann Sebastian Bach e Georg  Friedrich Händel – saranno eseguiti il famosissimo “Jesus bleibet meine Freude” e la “Pastoral Symphony” dal celeberrimo Messiah -, passando per nomi prestigiosi che hanno scritto brani proprio per lo strumento a mantice, fino a concludere con un grande del nostro tempo, che ci ha lasciato diversi capolavori rimasti legati anche a film che hanno contribuito a scrivere la storia del cinema italiano: Ennio Morricone. Otre che nella esecuzione orchestrale d’insieme, alcuni brani potranno essere gustati anche nelle interpretazioni solistiche di Gianni Passon e Valentino Novelli, oltre che dello stesso Massimo Pividori. Il quale eseguirà in duo proprio con il maestro Longo un coinvolgente brano, “Czardas”, di Vittorio Monti (1868-1922).

Flocco Fiori


Daniel Longo, con “radice” paterna a Nimis, si è laureato in violino al Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, dove ora sta sostenendo un nuovo corso di specializzazione in musica da camera. Il giovane professionista, 28 anni, ha già al suo attivo una importante esperienza orchestrale maturata all’interno della sinfonica regionale Fvg Orchestra e dell’Orchestra “Thomas Schippers” del maestro Carlo Grandi. Ma il musicista, che risiede nel capoluogo giuliano, ha suonato anche con altre formazioni, tra le quali emergono la Sinfonietta Fvg di Luisa Sello, l’Orchestra da camera di Pordenone e l’Ensemble Audimus che domenica scorsa, con la direzione di Francesco Gioia, ha offerto un applauditissimo concerto per l’Avvento a Venzone e altri sono in programma nei prossimi giorni a Udine, Pasian di Prato e Pradamano. In agosto, il violinista ha suonato anche a Cividale nell’ambito dei Corsi internazionali di perfezionamento musicale “Sergio Gaggia”, nella formazione guidata dall’olandese Daniel Rowland, e alla fine dello stesso mese ha fatto parte dell’orchestra di Operaprima-Wien, diretta da Tiziano Duca, che a Pozzuolo del Friuli ha proposto con grande successo “Turandot”, una fra le più famose opere di Giacomo Puccini. E ora si cimenterà in questo nuovo avvincente programma con i Fisarmonicisti di Tarcento.
Il concerto di questa sera sarà preceduto, alle 20, nella stessa parrocchiale, da una commemorazione di Padre Tristano d’Attimis a 300 anni dal noviziato. Domani mattina, invece, alle 10.30 ci sarà un suggestivo concerto di campane in attesa della Messa solenne delle 11. Quindi, la “due giorni” di festa sarà coronata alle 12.30, nell’edificio delle scuole elementari, dal Pranzo di Sant’Andrea, il cui menù è molto invitante; seguiranno divertenti giochi popolari.

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In copertina e all’interno Massimo Pividori e Daniel Longo con il Gruppo Fisarmonicisti Tarcento durante il bellissimo concerto dell’8 settembre scorso nel Santuario della Madonna delle Pianelle a Nimis.

Dal terremoto alla rinascita, a Udine martedì un incontro scientifico e filosofico in vista del cinquantesimo

S’intitola “Dal terremoto alla rinascita: il Friuli 1976-2024” un incontro in programma per martedì 18 novembre, a partire dalle 17.15, nel Salone d’Onore della Società Filologica Friulana, a Udine: nell’imminenza, ormai, del cinquantesimo anniversario del dramma, Carla Barnaba e Alessio Compagno proporranno una conversazione a impronta scientifica sul sisma del 1976, appunto, e poi sulla ricostruzione, interpretata come esempio di resurrezione comunitaria.

Carla Barnaba

La conferenza svilupperà un parallelo tra aspetti filosofici e pratici, evidenziando come dalla tragedia abbiano avuto genesi la ricerca sismologica friulana, con il Centro di ricerche sismologiche, e le attuali attività di monitoraggio. L’evento sarà preceduto dalla mini-anteprima di un nuovo progetto a fumetti incentrato sul tema del terremoto e pensato per le nuove generazioni. La partecipazione è libera, previa prenotazione all’indirizzo federicasansevero@gmail.com.
L’appuntamento, finanziato dal Comune di Udine, si inserisce nella terza edizione del festival sul tema del doppio “Dos doi Due in uno”, promosso dal Teatro del Silenzio di Udine e focalizzato stavolta sul binomio “Nascita e Morte”, concetti che non vengono posti in contrapposizione, ma letti come due facce della stessa medaglia. Mostrando come da ogni rottura possa prendere forma una trasformazione, e da ogni alterità un nuovo senso, il progetto tocca qualcosa di profondamente necessario nel nostro tempo, offrendo ai giovani una narrazione alternativa al nichilismo: il messaggio è che non siamo vittime passive delle circostanze, ma co-creatori del nostro divenire.

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In copertina, emblematica immagine del terremoto: il Duomo di Gemona distrutto.

Vivere bene con gli altri, oggi a Codroipo in festa per San Simone il nuovo messaggio (in friulano) di Dino Persello

(g.l.) Proprio senza soste l’attività sul palcoscenico di Dino Persello. Il quale oggi, 25 ottobre, dà appuntamento a Codroipo che in questi giorni è in festa per la popolare Fiera di San Simone, nella quale attenzione speciale viene da sempre riservata anche alla cultura, alla lingua e alle tradizioni del nostro Friuli. Tanto che “Par vivi bisugna sta cun chei atris” s’intitola anche lo spettacolo odierno – che fa seguito a quello recentissimo, e di grande successo, sulla “vite di pais” ospitato a Pagnacco -. E come lascia intendere il titolo stesso sarà tutto in friulano, come lo sono la stragrande maggioranza degli appuntamenti con l’attore e regista sandanielese e dignanese d’origine. Ad accompagnare le sue parole saranno le fisarmoniche e i violini de I Petris.
Il racconto teatrale-emozionale di e con Dino Persello si terrà alle 18 (come sempre con ingresso libero) nello Spazio Terra di Acque, nella centralissima piazza Garibaldi, di fronte al palazzo municipale. E cosa porterà in scena il “nostro”? Ma naturalmente l’associazionismo di ieri e oggi – tema che gli è molto caro – tra riflessioni, messaggi e goliardia. Anche perché lui è fermamente convinto che “par vivi bisugna sta cun chi atris” (tradotto: per vivere bene bisogna saper stare anche con gli altri). E come dargli torto?

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In copertina, l’attore friulano Dino Persello oggi invita a Codroipo.

Il Folk Club Buttrio invita questa sera al TeatrOrsaria per la “Scottish Night”: va in scena la tradizione delle isole scozzesi

Dalle isole scozzesi al Friuli di Premariacco. Questa sera, 13 ottobre, al TeatrOrsaria ci sarà, infatti, la 18ma “Scottish Night”, con quattro giovani in arrivo dalle Ebridi con tecnica, cuore e amore per la loro terra. Tema della serata, che comincerà alle 20.45 ed è stata organizzata dal Folk Club Buttrio guidato da Marco Miconi, “Sounding Islands”: melodie e canti in Gàidhlig, il gaelico di Scozia.
Non stupisce più la bravura dei giovani musicisti scozzesi e il motivo è l’ottimo lavoro delle loro Scuole e Università. Ecco, allora, talenti come Mairi McGillivray, la cui voce, con Sean Gray alla chitarra, incanterà il pubblico! E poi spazio ai Sòlás Collective, con il giovane maestro delle small pipes scozzesi Fionnlagh Mac A’ Phiocar e la virtuosa violista Sarah Hannify, in un repertorio raramente ascoltato dalle nostre parti e proveniente dalle remote e selvagge isole atlantiche delle Ebridi Esterne, in particolare dall’isola di North Uist, culla di suoni ipnotici di grande fascino.
Come detto, inizio alle 20.45 con biglietti interi a 18 euro e ridotti (soci Fcb e residenti a Premariacco) a 15 euro; ingresso libero per gli under 15. Informazioni e prenotazioni al 348.8138003 e info@folkclubbuttrio.it

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In copertina e all’interno i quattro artisti  scozzesi in arrivo a Orsaria di Premariacco.

Ragogna e le sue due Pro Loco nei racconti di Dino Persello tra le note della fisarmonica di Pasqualino Petris

(g.l.) Dino Persello, come sanno tutti i suoi estimatori, ha una grossa passione per il ciclismo, sport che pratica personalmente e che interpreta nei suoi lavori teatrali, soprattutto in occasione dell’arrivo in Friuli del Giro d’Italia. O anche attraverso i recenti omaggi al grande Ottavio Bottecchia. Ma grandi sono la passione e l’attaccamento anche alla vita dei nostri paesi, animata spesso, e lodevolmente, dal lavoro di tante Pro Loco che si prodigano per il bene delle proprie comunità. E del lavoro di queste benemerite associazioni ha anche una notevole conoscenza professionale, avendo ricoperto per anni il ruolo di segretario del Comitato regionale Pro Loco d’Italia che ha sede a Villa Manin di Passariano. Ma che ha trattato anni fa anche in un suo bel libro dal titolo “Jo i soi di paîs”.
Un settore importantissimo, dunque, e sul quale il nostro attore e regista “indagherà” con lo spettacolo in programma oggi, 5 ottobre, alle 18.30, nella sede della Biblioteca comunale “Luca Petris” di Ragogna. A pochi chilometri da casa – vive a San Daniele, ma è originario della vicina Dignano – Dino Persello proporrà infatti “Ragogna Pro Loco’s”, un “racconto emozionale teatral-musicale tra generosità, profilo civico, aggregazione, volontariato e cultura del bello”. Come spesso avviene, sarà accompagnato dalle note calde e gioiose della fisarmonica di Pasqualino Petris. “Si tratta – anticipa lo stesso protagonista – del secondo appuntamento dell’importante progetto “Racconti di Comunità in… Collina”. Il soggetto peculiare sarà l’associazionismo, con centrali le due Pro Loco operanti all’interno della dinamica Comunità di Ragogna. Ne sentirete delle belle!”.
Ricordiamo, infine, che lo spettacolo rientra tra le iniziative della Comunità Collinare del Friuli ed è stato organizzato con la collaborazione del Comune di Ragogna. Per cui non resta che accogliere l’invito dei due enti locali e partecipare alla serata che si annuncia davvero promettente. Dino Persello, come sempre, non deluderà le attese!

EVENTO RINVIATO PER INDISPOSIZIONE

Kitesurf, acrobazie sul mare di Grado con trenta atleti in gara per tutto il giorno nella sesta tappa del campionato Big Air

Approda per la prima volta in Friuli una tappa di Campionato Italiano Kitesurf Fiv, specialità Big Air. I 30 migliori atleti italiani si stanno, infatti, sfidando a Grado nella disciplina più spettacolare ed adrenalinica del kitesurf: salti fino a 20 metri d’altezza e acrobazie al limite della fisica sono per questi ragazzi gli elementi di valutazione. In palio il titolo di Campione Italiano Big Air.
Il kitesurf è un elegante sport acquatico, nato nel 1999, che sfrutta la potenza del vento per farsi trainare su una tavola mentre si è collegati a un grande aquilone, chiamato kite. Si utilizza una barra, collegata al kite tramite dei cavi, per manovrare l’aquilone e generare la spinta necessaria a planare e fare evoluzioni sull’acqua. È uno sport che combina elementi di vela, surf, windsurf e wakeboard, adatto a chi cerca libertà, velocità ed emozioni sull’acqua.
A Grado, tra l’altro, imparare il kitesurf è un gioco da ragazzi, visto che onde e correnti non esistono e, grazie ai bassi fondali sabbiosi e ai costanti venti primaverili, ci si può divertire in massima sicurezza partecipando alle lezioni degli insegnanti della Kite Life Fvg Asd che è la stessa Associazione che organizza la tappa del Campionato italiano. La manifestazione, in partnership con Sogit Grado e Git e con il patrocinio della Regione Fvg e del Comune di Grado, ha preso il via stamane, 1 ottobre, a partire dalle ore 9 e si protrarrà fino alle 18. sul tratto di mare antistante il camping Al Bosco (Strada della Rotta 4).

Strutture ricettive convenzionate: Camping Al Bosco; Hotel Atlantic e Aparthotel Zefiro.
Per maggiori informazioni: www.kitelifefvg.it

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In copertina e all’interno gare di kitesurf sul mare di Grado. (Foto Max Tassotto)