Da 30 anni a San Giovanni di Casarsa LaLuna impresa sociale pioniera nella tutela della disabilità in Fvg

LaLuna Impresa sociale compie 30 anni e festeggia il traguardo con un pranzo comunitario aperto a tutti. L’appuntamento è fissato per domani 9 giugno, a mezzogiorno, all’interno della “Fiesta di San Zuan” al centro comunitario parrocchiale di San Giovanni di Casarsa (ex Zuccheri). Sarà l’occasione per raccontare tutti i traguardi raggiunti dell’associazione sangiovannese tra le realtà pioniere in Friuli Venezia Giulia per quanto riguarda l’autonomia abitativa di persone con disabilità e il loro diritto ad avere una vita adulta. Inoltre, recentemente, ha inaugurato anche un laboratorio di pasticceria secca Scur di Luna Lab con l’obiettivo di promuovere l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità. «Questa festa sarà un bel momento di condivisione con la comunità – ha spiegato Antonella Bertoia, volontaria e responsabile dell’organizzazione della festa – per celebrare questi 30 anni insieme a tutti gli utenti, le loro famiglie, i tantissimi volontari che ne Laluna sono come una grande famiglia».


Nata nel 1994 con l’intento di far sì che le persone con disabilità possano avere una “vita buona” e una piena integrazione, fu fondata da un gruppo di giovanissimi volontari, con l’obiettivo iniziale di proporre una serie di attività per le persone con disabilità. Nel 1998 dà vita alla prima comunità alloggio in provincia di Pordenone (la comunità Cjasaluna Paola Fabris, che porta il nome di una volontaria scomparsa) che oggi ospita dieci persone con disabilità. Poi Laluna negli anni si è trasformata, fino a diventare un riferimento sul territorio per i progetti di vita a forte spinta evolutiva con un’attenzione particolare al tema della vita indipendente. Nel 2019 inaugura il progetto Lalunanuova 2.0 e prende avvio anche il co-housing. Nel 2019 si mette in rete e dà il via, in collaborazione con Fondazione Down di Pordenone, all’innovativo progetto Sistema Abitare, la rete di appartamenti per l’autonomia abitativa più grande d’Italia.
«Laluna è nata proprio dal bisogno di un gruppo di giovani – ha spiegato il presidente Francesco Osquino – di considerare le persone con disabilità al di là delle loro difficoltà e dalla necessità di trovare soluzioni al dopo di noi». Come detto, il compleanno de Laluna si terrà domani, alle 12, al centro comunitario parrocchiale con un pranzo comunitario a cui è possibile iscriversi.
«Ricordo che nel 1994 c’era Celso, un ragazzo con una grave disabilità, non era autonomo in nulla, stava solo seduto in carrozzina senza potersi esprimere, ma quando noi giovani volontari suonavamo la chitarra, lui sorrideva e si muoveva a tempo. Per noi ragazzi – ha aggiunto Osquino – era un’emozione riuscire ad interagire in modalità diverse con le persone con disabilità, ci siamo sempre sentiti amici, coetanei, persone che assieme volevano fare un percorso, condividendo i bisogni e le difficoltà, la più grande quella legata al dopo di noi, da dove poi sono partiti i progetti di abitare, la Comunità Cjasaluna Paola Fabris, i progetti di propedeutica all’abitare (le palestre dove si impara a vivere da soli) ed infine i progetti di vita autonoma che coronano questo percorso e permettono a persone con disabilità di vivere da soli con un minimo di supporto da parte del Laluna».
Ad oggi, Laluna ha 40 dipendenti e può contare sul supporto di oltre una sessantina di volontari con l’associazione OltreLaluna. Gestisce: la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita una decina di persone con disabilità, l’appartamento a bassa soglia di protezione per adulti e persone che invecchiano e diversi progetti di “abitare sociale” tra cui i percorsi di propedeutica all’autonomia abitativa “Via Colombo” a Sacile e Casa Facca a Fiume Veneto ideati per allenare alla vita indipendente ragazzi con disabilità intellettiva. In totale, ad oggi, sono 13 le persone che risiedono negli appartamenti di vita indipendente de Laluna. Gestisce, inoltre, l’Unità Educativa Territoriale Nuovi Orizzonti con sede nella struttura di Casa Facca a Fiume Veneto. Tra le soluzioni abitative Laluna annovera nel contesto di San Giovanni il progetto di cohousing “Lalunanuova”. Oltre a questo l’associazione sangiovannese si occupa di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi e iniziative di promozione e sensibilizzazione rispetto al diritto all’autodeterminazione delle persone con disabilità. Negli anni ha organizzato 16 edizioni della manifestazione musicale Musikemate e 18 edizioni di Maratoluna, la passeggiata pensata ad hoc per le famiglie e le persone con disabilità.

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In copertina, la sede dell’impresa sociale LaLuna a San Giovanni; all’interno, il sindaco di Casarsa Claudio Colussi con un gruppo di disabili e dirigenti.

Il Pollicino, oggi ci sarà una grande festa a San Giovanni di Casarsa per celebrare i bellissimi vent’anni del Centro gioco

Anniversario ventennale per il Centro gioco Il Pollicino, spazio di socializzazione pensato appositamente per i bambini fino ai 3 anni, ospitato da lungo tempo nella palestra dell’Associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa e nel giardino di fronte agli spazi di Ortoattivo. Il traguardo verrà celebrato oggi, 20 dicembre, alle 17 con una piccola festa organizzata nella Sala polifunzionale di via Runcis: si tratta di un momento aperto a tutti i frequentanti e i simpatizzanti per celebrare i 20 anni di attività e ringraziare tutti i referenti che in questi anni si sono succeduti, l’Amministrazione comunale che ha sostenuto fin da subito il gruppo, così come tutte le associazioni, enti e attività che negli anni hanno aiutato il centro gioco.
”Il centro Il Pollicino è uno spazio di aggregazione importante – fa sapere Nadia Casonato, la referente del gruppo -, permette ai bambini che ancora non frequentano gli asili e le scuole dell’infanzia di socializzare. Ma non solo è un momento importante per i più piccoli, lo è anche per gli accompagnatori cioè i genitori o i nonni di questi bambini che così possono ritrovarsi, fare gruppo e confrontarsi, passando qualche ora serenamente, il tutto nei bellissimi spazi messi a disposizione da Laluna che ringraziamo di cuore”.
Partito nel 2003, il centro oggi accoglie più di una trentina di bambini con i loro genitori che si trovano due volte alla settimana (il lunedì e il mercoledì pomeriggio) negli spazi messi a disposizione da Laluna, per giocare, intrattenersi e approcciarsi alle prime relazioni di amicizia. “Siamo davvero onorati, come associazione Laluna, di ospitare il centro gioco Il Pollicino – afferma Francesco Osquino, presidente dell’Associazione Laluna- e ringraziamo Nadia Casonato e i volontari del centro per il lavoro e l’impegno che mettono nel portare avanti questa iniziativa che ci permette di contribuire con un servizio importante che coinvolge i piccolissimi e le loro famiglie”. Nel corso di questi vent’anni, il Centro ha ospitato tantissimi bambini (arrivando anche a 60 bambini) e sono state realizzate anche numerose attività come laboratori, corsi di propedeutica musicale, pet therapy, feste di halloween piuttosto che di Natale e il gruppo ha anche partecipato attivamente a numerose iniziative locali: dai mercatini natalizi alle sfilate di Carnevale. “Siamo davvero felici di poter festeggiare questo importante traguardo – ha concluso Casonato – augurandoci che la storia del centro gioco Il Pollicino possa proseguire nel tempo perché è un bellissimo luogo d’incontro per sviluppare relazioni e favorire una rinnovata socializzazione. Rappresenta un’esperienza positiva, pensata in modo particolare per i piccoli che non hanno occasione di frequentare il nido d’infanzia. Un gruppo sostenuto nel tempo da tantissime persone, enti e associazioni a cui vorremmo dire un grande grazie”.

Una nuova rimessa
per le bici speciali

Un posto attrezzato dove mettere le proprie bici speciali che possono essere usate da persone con disabilità, anche in carrozzina. Si avvera il sogno del Centro socio-occupazionale della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa, grazie alla ditta Eredi Querin, attiva sul territorio sanvitese, che ha scelto di finanziare il progetto “Chi va piano va sano e lontano” a favore del servizio semi-residenziale per giovani e adulti con disabilità medio-gravi. L’azienda ha stanziato 10 mila euro. Della collaborazione con Eredi Querin è artefice il Consorzio di Cooperative Leonardo che ha lanciato nel 2021 questa idea di progetto di responsabilità sociale di impresa che ha coinvolto negli anni precedenti anche le cooperative Futura e Il Granello di San Vito al Tagliamento. Da alcuni mesi, infatti, al Cso si va anche in bici. Una volta a settimana alcuni utenti con disabilità utilizzano speciali biciclette a tre ruote per uscire dal centro e fare attività motoria. “Andare in bicicletta fa bene alla salute, anche di chi presenta una disabilità motoria. Il nostro progetto è pensato proprio nell’ottica di combattere l’obesità e contrastare il processo di invecchiamento – ha spiegato Sara Lenarduzzi, educatrice e referente del progetto – promuovere l’attività fisica e il benessere tra i nostri utenti, soprattutto quelli che gradiscono pedalare per il paese ed essere più attivi”.
Al momento, al centro casarsese di via Vittorio Veneto, le speciali biciclette sono parcheggiate nel sottoportico del centro ma c’è bisogno di un riparo protetto e sicuro per non lasciare i tricicli alle intemperie. “Si tratta di tricicli speciali – fa sapere Stefania Pavan, responsabile del Cso – ad esempio una bicicletta è studiata per permettere il movimento in sicurezza di una nostra utente che è in carrozzina. Quindi necessitiamo di costruire un posto attrezzato dove riporre comodamente le bici e facilmente tirarle fuori al bisogno. In futuro vorremmo potenziare questo progetto sperimentando ad esempio l’andare a fare la spesa in bicicletta. Per questo – ha aggiunto Luigi Cesarin, presidente della Cooperativa Il Piccolo Principe – ringraziamo di cuore Eredi Querin che grazie a questa cospicua donazione di 10 mila euro ci permetterà di potenziare questo progetto pensato anche nell’ottica di una mobilità più inclusiva”.
Attualmente al Cso partecipano una ventina di utenti a cui vengono proposte diverse attività manuali, ricreative e socializzanti per valorizzare le risorse di ciascuno e incrementare l’autonomia personale. Oltre alla bicicletta, viene proposta loro anche la passeggiata settimanale, le gite alla scoperta del territorio circostante, i laboratori di ceramica e cartonaggio, la cucina e molto altro. Alcuni prodotti realizzati nei laboratori del Cso, vengono venduti dalla Bottega Il Piccolo Principe di via Vittorio Veneto e sono perfetti come idee regalo etiche e solidali.

Riconoscimento nazionale
all’associazione Laluna

L’associazione Laluna Impresa sociale di San Giovanni di Casarsa è stata invitata a Roma all’evento per i 60 anni di Iccrea Banca. All’interno della tavola rotonda “Storie di ordinaria eccezionalità: il ruolo delle Bcc nel sostegno all’imprenditoria italiana” l’associazione friulana è stata chiamata a presentare la propria attività insieme ad altre cinque eccellenze imprenditoriali italiane. Una presenza che si traduce in un riconoscimento a livello nazionale per il prezioso lavoro svolto in ambito sociale, riguardo i temi della disabilità e dell’inclusione.
“Abbiamo da sempre l’obiettivo di supportare le persone con disabilità – ha spiegato Erika Biasutti, direttrice de Laluna durante la cerimonia – per permettere loro di raggiungere il maggior grado di autonomia possibile e in questo cammino siamo stati affiancati da subito dalla BCC Pordenonese Monsile e dal Gruppo BCC Iccrea. Il sostegno della banca è stato fondamentale per le iniziative più strategiche, come Lalunanuova 2.0 che ha riguardato l’acquisto e la ristrutturazione di immobili per progetti di autonomia abitativa e cohousing. Per il futuro contiamo di consolidare questa forte partnership per continuare a essere presenti e incisivi sul territorio e promuovere innovazione sociale a beneficio della comunità”.
L’evento, tenutosi in Fiera a Roma, dal titolo “Il Gruppo Bancario Cooperativo: le opportunità e le sfide di un nuovo modello bancario. I 60 anni ‘differenti’ di Iccrea, da Istituto Centrale delle Casse Rurali e Artigiane a Capogruppo” ha voluto celebrare i 60 anni di operatività di Iccrea Banca, nata nel 1963 per assolvere il ruolo di Istituto Centrale delle Casse Rurali e Artigiane e dal 4 marzo 2019 Capogruppo del Gruppo Bcc Iccrea.

Dispersione scolastica
e disagi giovanili

Il rischio di dispersione scolastica e l’emarginazione dei minori non è più solo un problema presente nelle grandi metropoli, ma esiste anche nelle cittadine di provincia come Casarsa. Per evitare ciò ed essere al fianco dei minori a rischio è partito il progetto pilota Dritti a Zig Zag, avviato dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa con il sostegno di Fondazione Friuli. L’intento è sostenere ragazze e ragazzi in particolare nel secondo ciclo delle primarie e nelle secondarie di primo grado per contrastare il fenomeno del disagio collegato al mondo della scuola. “Il progetto – spiega Luigino Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe – prevede un supporto scolastico integrato ad altre attività. L’obiettivo è lavorare per costruire quella relazione di aiuto essenziale per favorire l’incremento dell’autostima e delle autonomie personali. Inoltre – aggiunge – si rileva come spesso i minori fragili che cominciano a manifestare situazioni di disagio sono anche quelli meno inseriti in contesti extrascolastici, nell’associazionismo della comunità sia esso sportivo, ricreativo, parrocchiale, andando così ad incrementare forme di esclusione e isolamento. Quello che il progetto Dritti a Zig Zag vuole fare è promuovere forme di socialità aperte al territorio e favorire la dimensione dell’appartenenza alla comunità, prendendosi cura anche delle famiglie”.
Ad oggi il progetto, che è stato avviato lo scorso 25 settembre, coinvolge 30 minori dagli 8 ai 13 anni. Tra le attività che sono partite: il supporto scolastico e socio educativo per evitare il rischio di dispersione scolastica, la promozione dell’inclusione dei minori a rischio in diversi contesti e della conoscenza del territorio, il supporto a famiglie e/ o genitori in base alle possibilità e nel riconoscimento delle diversità culturali ma anche del sistema scolastico del nostro Paese.
“Il progetto si chiama così perché – precisa Cesarin – “Dritti” sta ad indicare la possibilità di scoprire la strada, il percorso, il cammino possibile e più adatto ad ogni singolo destinatario. Mentre a “Zig-Zag” indica le “sbandate” che ci possono essere e che possono essere superate con l’apporto e l’affiancamento di adulti significativi e di una comunità attenta e capace di sostenere giovani e giovanissimi a riprendere il proprio percorso di vita. Si tratta di un progetto con una forte valenza preventiva che cerca il sostegno delle istituzioni e del territorio perché siamo fermamente convinti – conclude Cesarin – che “serve un intero villaggio per educare un bambino” per questo ringraziamo Fondazione Friuli che ci sostiene pensando al benessere delle nuove generazioni”. Il progetto si realizza nel territorio di Casarsa della Delizia che conta circa 1.061 minori, di cui, quelli riferiti all’età scolare, limitatamente alle primarie e secondarie di 1° grado è di 680 unità. Sul territorio si rileva anche una significativa presenza di alunni con bisogni educativi speciali, disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione e iperattività o disturbi comportamentali. Da qui la necessità del progetto Dritti a Zig Zag che prevede un’azione preventiva nei confronti di tutti quei minori ad alto rischio di emarginazione.

Sacile, vita indipendente
per tre adulti disabili

Avviato a Sacile il nuovo progetto di vita indipendente per persone con disabilità cognitiva dell’associazione Laluna Impresa sociale di San Giovanni di Casarsa in partnership con Fondazione Well Fare di Pordenone. La collaborazione dei due enti permette di facilitare il reperimento di appartamenti idonei a prezzi calmierati, ma soprattutto garantisce le risorse necessarie per sostenere economicamente le persone con disabilità che intraprendono questo percorso verso l’autonomia abitativa, per il primo periodo di residenza. Ad entrare nel nuovo appartamento di Sacile di cui da poco è stato firmato il contratto, sono tre adulti con disabilità che così realizzeranno il loro sogno di vivere da soli dopo aver completato il proprio percorso di propedeutica dell’abitare avviato da Laluna.
“Un risultato che ci gratifica e per il quale dobbiamo ringraziare la determinazione e l’impegno di Fondazione Well Fare e dello staff del progetto “Vite da vivere” – afferma Erika Biasutti, Direttrice dell’Associazione Laluna – che hanno creduto e credono nella qualità dell’iniziativa intrapresa e, attraverso un grande lavoro direzionato sul territorio, hanno creato le condizioni perché questo specifico progetto potesse essere avviato con un abbattimento sensibile dei costi di locazione che per il primo triennio saranno a carico del progetto e del Comune di Sacile, che ringraziamo per il supporto”. “Siamo felici di aver realizzato il sogno di una vita indipendente per tre persone con disabilità – aggiunge Dino Del Savio direttore Fondazione Well Fare – e con convinzione continueremo ad impegnarci per il Fondo Vite da Vivere così da permettere a sempre più persone di poter avere una vita autonoma felice, sicura e appagante, credendo fermamente che un nuovo modo di abitare sociale sia possibile davvero per tutti”. L’associazione Laluna sviluppa progetti di autonomia che sfociano spesso nella vita indipendente, soluzioni abitative per persone con disabilità che scelgono di andare a vivere in autonomia e che lo posso fare grazie ad un percorso che ha fatto acquisire loro le capacità necessarie ad una vita indipendente. Al fine di raggiungere obiettivi sempre più concreti, Laluna è entrata a far parte del Progetto Vite da Vivere, promosso da Fondazione Well Fare con l’obiettivo di reperire risorse finanziarie ed immobili per agevolare questi percorsi.
Il Fondo Vite da Vivere, nato nel 2022, a cui viene affiancata l’omonima campagna di raccolta fondi, ha come obiettivo primario quello di aiutare a rendere disponibile una casa all’anno per le persone con disabilità in uscita dai percorsi formativi. Poi vi è il Tavolo Vita Indipendente e Abitare Sociale che si propone di coordinare le disponibilità abitative per le persone con disabilità coinvolte nei progetti di vita indipendente, ma non solo. Si adopera anche per tutelare i diritti essenziali della persona quali il diritto ad un abitare dignitoso, così come il diritto a vivere significative opportunità ed esperienze di inclusione formativa, lavorativa e sociale.
Ad oggi, Laluna di San Giovanni di Casarsa gestisce: la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita una decina di persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna e diversi progetti di “abitare sociale” tra cui i percorsi di propedeutica all’autonomia abitativa “Via Colombo” a Sacile e “Casa Facca” a Fiume Veneto, ideati per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva, e i progetti di vita indipendente. Nel corso del 2023 questi progetti di vita indipendente sono aumentati: sono infatti 17 le persone che hanno intrapreso questo percorso tra Casarsa, Porcia e Sacile con 12 appartamenti abitati. Nella sede di San Giovanni è stato inoltre avviato il progetto di cohousing “Lalunanuova” in cui sono state introdotte due mediatrici di comunità. Oltre a questo l’associazione sangiovannese si occupa di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi.

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In copertina, al Pollicino di San Giovanni di Casarsa s’insegna la musica giocando.

Come si cucina e si ricevono gli ospiti: a Laluna di San Giovanni di Casarsa questa sera il libro di Cristina Amirante

Autunno di eventi per l’Associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia. Dopo il successo della Maratona 2023 che ha visto la partecipazione record di oltre 700 persone alla camminata, stasera alle ore 20.30, nella Sala polifunzionale dell’Associazione (in via Runcis 59), verrà presentato il libro di Cristina Amirante “Primavera – Cucinare, organizzare e ricevere gli ospiti”, edito dalla Biblioteca dell’Immagine (ingresso libero). Sarà presente l’autrice, che è anche assessore regionale a Infrastrutture e Territorio, la quale dialogherà di cucina, ricette e bon ton del ricevimento assieme all’editrice Paola Tantulli. Un’occasione da non perdere per tutti gli amanti della gastronomia e per chi desidera conoscere i segreti di un’ospitalità più inclusiva.

Francesco Osquino


“Siamo felici di ospitare nella nostra sala polifunzionale – ha afferma Francesco Osquino, presidente de Laluna – la presentazione del libro dell’assessore Cristina Amirante, la quale oltre a scrivere tante ricette offre spunti interessanti su come si intrattengono gli ospiti. È anche questo un modo per parlare di inclusione e ospitalità. D’altra parte, Laluna da sempre apre le sue porte per organizzare eventi, raccolte fondi, come la nostra iniziativa Gusto Solidale che ci porta a fare il giro dell’Italia in tavola e che ora arriverà alla sua terza tappa con una cena dedicata alla regione della Calabria in programma per venerdì 27 ottobre, un evento che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per la nostra associazione”.
“Sono orgogliosa di poter presentare al pubblico di Casarsa e San Giovanni il mio libro – ha aggiunto Cristina Amirante -, e di poter farlo proprio qui a Laluna che non solo si occupa di autonomia e dignità delle persone con disabilità, ma che ha anche un forte legame con il tema del cibo visto che grazie ad un laboratorio di pasticceria inclusiva si producono i biscotti Scur di Luna realizzati dalle mani di persone con disabilità”.
Scur di Luna è un progetto di pasticceria artigianale etica e sociale che promuove la sostenibilità e l’inclusione sia nella scelta delle materie prime sia nel processo produttivo incentrato sulla persona. Infatti, fin dalla sua nascita, l’associazione Laluna impresa sociale si contraddistingue per l’approccio innovativo al tema della disabilità: al centro delle progettazioni educative c’è la visione della persona in quanto tale, nel suo complesso, senza negarne le fragilità ma investendo con un approccio metodologico mirato su mantenimento e sviluppo dei punti di forza e delle abilità.

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In copertina, Cristina Amirante con il suo libro ci insegna le regole del bon ton a tavola.

Casarsa, via le barriere architettoniche alla stazione ferroviaria: da Salvini risposta positiva all’associazione Laluna

Una serie di interventi risolutori la cui progettazione si concluderà entro il 2024 e nel frattempo atti mitigatori che possano nel breve periodo ridurre i disagi: questa la risposta di Rfi riguardo alle barriere architettoniche nella stazione ferroviaria di Casarsa della Delizia. Il gestore è stato, infatti, interpellato dal ministro alle infrastrutture e trasporti, senatore Matteo Salvini, il quale ha poi riferito ai deputati Gerolamo Cangiano ed Emanuele Loperfido che avevano presentato un’interrogazione in Parlamento. Soddisfazione da parte dell’associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa – con il presidente Francesco Osquino – che per prima si era mossa per segnalare il problema trovando il sostegno del Comune con il sindaco Claudio Colussi, prima, e a seguire dei due onorevoli, ringraziati dal sodalizio.

Disabile in stazione a Casarsa.


Nella sua risposta all’interrogazione, il ministro Salvini ha sottolineato come Rfi stia realizzando un programma pluriennale di interventi di ristrutturazione e di adeguamenti strutturali e tecnologici mirati a favorire la fruizione quanto più possibile in autonomia degli spazi e dei servizi da parte delle persone a ridotta mobilità. Tra gli interventi, inclusi l’innalzamento dei marciapiedi da 25 a 55 centimetri sul piano del ferro, per permettere l’accesso a raso ai treni e consentire alle persone con disabilità motoria su sedia a ruote di muoversi in modo il più possibile autonomo; l’installazione di ascensori e rampe fisse, per consentire l’accessibilità ai binari e abbattere le barriere architettoniche; l’installazione di scale mobili e tappeti mobili, per migliorare la mobilità all’interno delle stazioni; la creazione di percorsi tattili e la collocazione di mappe tattili per persone con disabilità visiva; l’adeguamento di sportelli di biglietteria e di servizi igienici pubblici e accessibili; l’installazione di monitor e diffusori sonori per le informazioni in tempo reale di arrivo e partenza dei treni. In merito alla pianificazione degli interventi nella stazione casarsese, la fase di progettazione è prevista entro il 2024.
“Al riguardo – ha concluso il ministro Salvini – Rfi si è impegnata ad individuare interventi transitori, atti alla mitigazione dei disagi correlati all’abbattimento delle barriere architettoniche, da realizzare nel breve periodo”.
“Avere delle date certe e un’indicazione degli interventi è un risultato importantissimo – affermano i deputati Loperfido e Cangiano – che avvicina di un passo ulteriore la conclusione positiva della vicenda, che tutti auspichiamo vista l’importanza dello snodo ferroviario di Casarsa non solo per la provincia di Pordenone, ma per l’intero Friuli Venezia Giulia. Siamo soddisfatti dell’attenzione che il Governo ha dato a questo fondamentale intervento: porre attenzione all’inclusione delle persone con disabilità e alla loro indipendenza è un dovere e allo stesso tempo un segno di rispetto”. Soddisfazione, come detto, da parte de Laluna, per questo ulteriore passaggio verso una completa fruibilità della stazione ferroviaria da parte di tutti.

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In copertina, il ministro delle Infrastrutture e trasporti Matteo Salvini: soddisfazione per la sua risposta riguardante la stazione.

Casarsa, alla stazione ferroviaria presto spariranno le barriere architettoniche

Da Casarsa della Delizia fino al Governo: la segnalazione di barriere architettoniche alla stazione ferroviaria di Touhami Outbaazit, costretto con la sua sedia a rotelle a grandi difficoltà per raggiungere i binari – grazie anche al sostegno dell’associazione LaLuna, del Comune e dei deputati Emanuele Loperfido e Gerolamo Cangiano – ha raggiunto Roma. E dalla Capitale la viceministro Vannia Gava ha dato l’annuncio che Rete ferroviaria italiana procederà con le opere per rendere la stazione di Casarsa, importante snodo ferroviario, a misura di persone con disabilità ma non solo, visto che il problema riguarda anche anziani, persone con ridotta mobilità e famiglie con passeggini.


“Una conquista per tutti quelli che come me si muovono su una carrozzina – ha commentato Touhami Outbaazit che per primo aveva segnalato a Laluna e al Comune le difficoltà presenti in stazione -, molti saranno felici della notizia: finalmente potremmo prendere un treno senza accompagnatori e ostacoli”. Come Giovanna De Caro, utente de Laluna che risiede in uno degli appartamenti di vita indipendente in via Runcis, a San Giovanni. “Finalmente potrò anche io – ha spiegato – prendere un treno a Casarsa in autonomia, prima avevo sempre rinunciato perché sapevo che la stazione per me era totalmente inaccessibile”. Infatti, a Casarsa per raggiungere i binari non vi sono sollevatori, rampe, scivoli o pendenze che permettano a chiunque si muova con il supporto di una carrozzina di fruire in autonomia dei servizi offerti dal Gruppo Rfi. Alla persona con disabilità risulta a tutti gli effetti impedito l’accesso in autonomia ai binari (tutti tranne che il primo, che però vede un ridotto passaggio di treni, mentre sui successivi passa il grosso dei convogli passeggeri soprattutto sulla tratta Venezia-Udine e poco oltre su quella Casarsa-Portogruaro).
Per questo l’associazione Laluna si era fatta portavoce di alcune testimonianze dirette di persone con difficoltà motorie – coinvolgendo l’amministrazione comunale – e aveva inviato due lettere, una a Rete Ferroviaria Italiana e l’altra a Trenitalia per chiedere lumi su quali fossero gli interventi previsti per la rimozione delle barriere architettoniche in stazione. Alle due missive, si era aggiunta l’interrogazione parlamentare presentata da Loperfido e Cangiano all’indirizzo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in cui si chiedeva di risolvere le criticità esistenti.
Grazie a questo gioco di squadra e alla sensibilità dimostra dal Governo, finalmente la risposta è arrivata. Presto tutte le persone con disabilità o con scarsa mobilità potranno beneficiare di una stazione ferroviaria accessibile. Infatti la stazione casarsese è stata inserita nel piano commerciale di Rfi 2022-2026 per la rimozione delle barriere architettoniche e lo scalo sarà inserito nel circuito Sala Blu di Rfi che consentirà ai viaggiatori con disabilità o ridotta mobilità di ricevere assistenza diretta ed immediata. “Un risultato importantissimo – affermano i deputati Loperfido e Cangiano -: siamo davvero soddisfatti per l’attenzione che il Governo ha dato a questo fondamentale intervento in uno snodo ferroviario così importante come quello di Casarsa. Un obiettivo raggiunto grazie al dialogo tra gli enti, ciò dimostra che una buona collaborazione tra le parti permette di ottenere ottimi successi per il bene di tutti. Porre attenzione all’inclusione delle persone con disabilità e alla loro indipendenza è un dovere e allo stesso tempo un segno di rispetto. Siamo vicini a Laluna e alle altre realtà che operano per le persone con disabilità e felici di aver contribuito a migliorare l’accessibilità ed inclusione non solo per la città di Casarsa ma per tutto il territorio della provincia di Pordenone, le cui necessità insieme al Governo ascoltiamo con costanza”.
“Abbiamo messo molta energia nel denunciare la situazione delle barriere architettoniche in stazione a Casarsa, interdetta alle persone con disabilità – ha spiegato Francesco Osquino, presidente de Laluna -. Una denuncia nel segno della civiltà che abbiamo condotto anche, con il sostegno dell’amministrazione comunale di Casarsa della Delizia, con il sindaco Claudio Colussi che ha dato un impulso decisivo per lo sblocco della vicenda e agli onorevoli Loperfido e Cangiano che ci hanno sostenuti con convinzione, portando la problematica all’attenzione del Governo, in cui la viceministro Vannia Gava ha infine completato questo lavoro di squadra per il bene di un’intera comunità. Siamo davvero soddisfatti che i nostri appelli per l’eliminazione delle barriere architettoniche siano andati a buon fine perché la mobilità sostenibile e inclusiva può davvero fare la differenza per permettere alle persone con disabilità di condurre una vita autonoma e indipendente. Continueremo a batterci al fianco di tutte le persone con disabilità per sensibilizzare sull’importanza dell’inclusività e accessibilità di tutti i servizi”.

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In copertina, un utente disabile in difficoltà alla stazione ferroviaria di Casarsa.

Via quelle barriere alla stazione di Casarsa! Il caso adesso arriva anche in Parlamento

Il caso delle barriere architettoniche nella stazione ferroviaria di Casarsa della Delizia – sollevato dall’associazione Laluna Impresa Sociale che si batte quotidianamente per permettere alle persone con disabilità di condurre una vita autonoma e indipendente e ripreso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Claudio Colussi – arriva ora tramite interrogazione parlamentare anche sul tavolo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.


Gerolamo Cangiano (Fratelli d’Italia, membro della commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei Deputati) e il collega di partito pordenonese Emanuele Loperfido hanno, infatti, deciso di portare all’attenzione del Parlamento il problema della stazione di Casarsa dove l’assenza di un ascensore o di altre strutture idonee impedisce alle persone con disabilità, ma anche ad anziani e famiglie con carrozzine, di raggiungere in autonomia il binario di partenza dei treni. Il problema è urgente, visto che la stazione di Casarsa è uno snodo ferroviario importante, è tra quelli con il maggior traffico ferroviario nella provincia di Pordenone, nonché tra i più importanti del Friuli Venezia Giulia con una novantina di treni passeggeri – tra quelli in partenza e in arrivo – nei giorni feriali e 700 mila passeggeri all’anno. Sebbene i continui appelli dell’associazione sangiovannese con le numerose missive inviate all’indirizzo del Gruppo Rfi a cui hanno fatto coro gli appelli del sindaco Claudio Colussi abbiano portato a una presa di coscienza del problema da parte del Gruppo ferroviario, purtroppo nulla è ancora stato fatto per rimuovere le barriere architettoniche e piani di ristrutturazione alla mano pare che fino al 2026 non ci siano in programma interventi per eliminarle. Di questo, proprio tramite l’interrogazione dei due deputati, è stato ora informato il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini.
“Siamo felici che il nostro appello per rendere accessibile la stazione di Casarsa – ha sottolineato il presidente de Laluna, Francesco Osquino – sia arrivato in Parlamento grazie agli onorevoli firmatari: le esigenze specifiche delle persone con disabilità non possono venire trascurate. Non è accettabile che in un mondo moderno come il nostro, alle persone con disabilità sia ancora impedito l’accesso ai binari in autonomia e che ancora manchino sui treni di Trenitalia dei sistema di carico per le carrozzine. Grazie anche all’amministrazione comunale che si è unita alla nostra richiesta di interventi rapidi”.
“Siamo vicini a LaLuna e alle altre realtà che operano per le persone con disabilità nonché al fianco della cittadinanza per un servizio che Casarsa attende da tanto tempo – ha aggiunto il sindaco Colussi -: grazie agli onorevoli Cangiano e Loperfido e al ministro Salvini per l’attenzione che sapranno porre a questa vicenda che come amministrazione comunale ci sta molto a cuore. Lo scorso 13 gennaio Rfi aveva cortesemente risposto alla mia lettera di segnalazione confermando l’inserimento della stazione di Casarsa nel perimetro delle 620 stazioni che in Italia vedranno svolgersi lavori di superamento delle barriere architettoniche, anche se tali interventi è scritto nella missiva avverranno dopo il 2025. Ma la nostra comunità non può attendere ulteriormente”.
“La stazione ferroviaria di Casarsa – si legge nell’interrogazione parlamentare – non è dotata di alcuna struttura idonea che consenta alle persone con disabilità e in carrozzina di raggiungere il binario di partenza o di arrivo; tale mancanza costringe gli accompagnatori a faticosi trasporti per scendere o salire le scale che conducono al tunnel di collegamento dei vari binari; problema che si presenta anche per le persone anziane in carrozzina o per chi ha bimbi nel passeggino; l’impianto è stato inserito nel progetto delle 620 stazioni della Rete Ferroviaria Italiana – prosegue -, ma sebbene nella breve corrispondenza tra il Comune di Casarsa e Rfi veniva garantito da quest’ultima un piano di interventi strutturali per abbattere le barriere architettoniche contenute nel Piano Commerciale 2022-2026 da una attenta lettura di tale Piano pubblicato nel sito di Rfi non vi è traccia di questi interventi nella stazione in questione; il Piano Commerciale prevede nella parte dedicata al Friuli Venezia Giulia come azioni da realizzarsi nel periodo 2022-2026 solamente l’elettrificazione della linea Casarsa–Portogruaro e non c’è nulla sull’abbattimento delle barriere architettoniche o di quanto paventato dalla stessa Rfi al Comune di Casarsa; Casarsa resta uno snodo ferroviario estremamente importante per la Provincia e la Regione con una media di circa 90 fermate giornaliere e una media di circa 26 treni al giorno; nel territorio comunale sono presenti diversi Enti ed associazioni che si occupano di progetti a favore delle persone con disabilità con particolare attenzione allo sviluppo dell’autonomia che avviene anche attraverso una mobilità sostenibile ed accessibile a tutti.
Si chiede se e quali iniziative il ministro interrogato intenda assumere affinché Rete Ferroviaria Italiana affronti e risolva le criticità esistenti presso la stazione ferroviaria di Casarsa e se intenda interrogare Rete Ferroviaria italiana in merito al mancato inserimento nel Piano Commerciale 2022-2026 di opere strutturali di abbattimento delle barriere architettoniche nella suddetta stazione, nonostante le ripetute sollecitazioni già effettuate dalle Associazioni interessate e dal Sindaco del Comune di Casarsa”.

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In copertina, barriere architettoniche alla stazione ferroviaria di Casarsa (qui sopra); all’interno, parla il presidente Osquino.

 

Laluna a San Giovanni di Casarsa: Open Day domenica per due appartamenti

Due appartamenti liberi per chi vorrà provare un’innovativa esperienza di cohousing sociale: nuova iniziativa dell’associazione Laluna, a San Giovanni di Casarsa, che, prima di affidarli tramite bando, ne aprirà le porte in una giornata speciale rivolta a tutti. Durante l’Open day, in programma il 22 gennaio dalle 15 alle 18, si potranno visitare gli appartamenti e conoscere il cohousing de Laluna nello stabile de Lalunanuova in via Runcis. Gli appartamenti sono attrezzati anche per ospitare persone con disabilità: sarà l’occasione per farsi guidare dall’attuale gruppo di cohousers che spiegherà, ai visitatori interessati, il senso di questo nuovo modo di abitare collaborativo e sostenibile con costi agevolati, in cui si condividono spazi comuni e dove il reciproco sostegno diventa pratica quotidiana. L’open day sul co-housing a Laluna è sostenuto da Friulovest banca nell’ambito del bando “Progetti Innovativi”.

Un incontro col presidente Osquino.


«Chi sceglie di partecipare al nostro progetto di cohousing – ha specificato Francesco Osquino, presidente de Laluna – accetta valori come solidarietà, accoglienza, reciproco sostegno e rispetto dell’ambiente. Si tratta di un nuovo modello di abitare rivolto a persone con fragilità e non, a chiunque voglia fare una scelta abitativa innovativa, in un contesto di socialità, tra orti e vita all’aria aperta».
In totale sono sei appartamenti che fanno parte di questo progetto e che sono abitati sia da persone con disabilità che da persone esterne a Laluna che hanno aderito a questo progetto di abitare collaborativo, inclusivo e sostenibile. Un progetto che abbraccia anche l’accoglienza, visto che tra gli ospiti c’è pure una famiglia ucraina fuggita dalla guerra. E prossimamente, grazie a un nuovo progetto di abitare possibile che verrà avviato anche grazie al sostegno di Fondazione Friuli, saranno coinvolte altre quattro persone con disabilità.
Per partecipare all’Open day domenica 22 gennaio, la prenotazione è raccomandata telefonando alla segreteria de Laluna al numero 371.3260103 oppure inviare una email a segreteria@lalunaimpresasociale.it. A breve sarà aperto un bando, aperto a tutti i cittadini (famiglie o singoli) e la candidatura sarà selezionata da un’apposita commissione a cui poi seguirà la consegna delle chiavi degli appartamenti.

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In copertina e qui sopra due immagini dello stabile Laluna a San Giovanni di Casarsa.

Si chiude un anno tutto da ricordare per Laluna a San Giovanni di Casarsa

Una grande squadra di volontari (sono oltre 60), dodici persone con disabilità coinvolte in progetti di vita indipendente tra Casarsa, Porcia e Sacile, una trentina di soci e altrettanti dipendenti. Questi sono solo alcuni dei numeri dell’associazione Laluna impresa sociale per questo 2022 che sta per concludersi. L’associazione si è recentemente fatta in tre: infatti, al sodalizio è stata affiancata un’organizzazione di volontariato “Oltre Laluna – Odv” che si dedica allo sviluppo e supporto delle attività di volontariato e un’associazione sportiva dilettantistica “Attivamente” che concentra le sue attività in ambito sportivo con particolare attenzione all’integrazione delle persone con disabilità. In totale, sono stati realizzati oltre una trentina tra progetti e attività. Con la fine dell’anno, il sodalizio ha voluto ringraziare coloro che collaborano con essa e la sostengono, dai tanti volontari alla Fondazione Friuli, Friulovest Banca e anche molti privati del territorio per i finanziamenti e le donazioni.
«Siamo una grande squadra con tanti progetti in mente – ha spiegato Francesco Osquino, presidente de Laluna – da sempre attenti al tema dell’autonomia, della dignità e inclusione delle persone con disabilità. Il 2022 è stato l’anno della ripresa delle attività sociali, dopo gli anni difficili della pandemia. Infatti, ad ottobre abbiamo tenuto una due giorni di studio ed incontro sui temi di cittadinanza attiva e disabilità in una società in trasformazione aperti al pubblico che è stata l’occasione per un confronto tra operatori, volontari e cittadini sui temi legati al cambiamento sociale e alla disabilità, con anche tante riflessioni sul territorio e la cittadinanza attiva, con anche il tema dell’anzianità che ci sta particolarmente a cuore».

Il presidente Francesco Osquino.

Ad oggi, Laluna gestisce: la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita una decina di persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna con quattro persone e diversi progetti di “abitare sociale” tra cui i percorsi di propedeutica all’autonomia abitativa “Via Colombo” a Sacile con tre persone e “Casa Facca” a Fiume Veneto con tre persone, ideati per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva, e i progetti di vita indipendente. Nel corso del 2022 questi progetti di vita indipendente sono aumentati: ad oggi, sono 12 le persone che hanno intrapreso questo percorso tra Casarsa, Porcia e Sacile con 9 appartamenti abitati. Nella sede di San Giovanni è stato, inoltre, avviato il progetto di cohousing “Lalunanuova” in cui sono state introdotte due mediatrici di comunità. Oltre a questo l’associazione sangiovannese si occupa di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi. Vi è poi il progetto di Ortoattivo Pet che ha offerto attività nel corso dell’anno alle scuole del territorio, grazie anche al contributo dell’Otto per Mille alla Chiesa Valdese. Un successo è stata la proposta di gift card Ortoattivo Pet per regalare un’ora di attività con gli asini Dalia, Iris e Marcello ai bambini. Sono stati, inoltre, proposti degli interventi alla scuola superiore Le Filanderie di San Vito al Tagliamento e al Progetto Giovani del Comune di Casarsa della Delizia. «Ringraziamo gli oltre 60 volontari – ha aggiunto Osquino – che dedicano con passione il loro tempo e le loro risorse a sostenerci. In particolare gli scout di San Giovanni che vengono per delle ore di volontariato e alcune classi di catechismo di San Giovanni. Inoltre, ringraziamo Fondazione Friuli, Friulovest Banca e anche molti privati del territorio per i finanziamenti e le donazioni a nostro favore che ci permettono di realizzare tanti sogni».

Il giardino nella sede Laluna.

Ma Laluna è anche aggregazione. Infatti, con Attivamente Asd, affiliata a Libertas e a Uisp, sono stati organizzati corsi di yoga, micromovimenti e stretching, ginnastica antalgica, tai chi e calcio camminato. Nel corso del 2022 è nato anche un nuovo progetto in seno a Laluna: Scur di Luna, progetto di pasticceria artigianale etica e sociale all’insegna dell’inclusione sociale nato dalla collaborazione con l’Oste Scur ovvero con due professionisti nel campo dei prodotti da forno da sempre attenti al tema dell’autonomia, della dignità e inclusione delle persone con disabilità. «Scur di Luna è un progetto che parla di dignità, inclusione e umanità – ha concluso Osquino -, Tutti i prodotti Scur di Luna sono realizzati da persone con disabilità inserite nei progetti della nostra associazione. Grazie a questo progetto, alcune persone con disabilità hanno potuto sperimentare la propria autonomia ed imparare nuove competenze». I primi biscotti sono stati venduti durante la Sagra del Vino di Casarsa, ad aprile e durante i mercatini di Natale dell’8 dicembre a San Giovanni.

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In copertina e qui sopra ragazzi impegnati nella preparazione dei biscotti.

Laluna, a San Giovanni di Casarsa tra cittadinanza attiva e disabilità

L’associazione Laluna impresa sociale e Oltrelaluna Odv hanno organizzato per il 14 e il 15 ottobre una due giorni di studio ed incontro sui temi di cittadinanza attiva e disabilità in una società in trasformazione. Il convegno è realizzato con il patrocinio del Comune di Casarsa della Delizia, con il contributo di Fondazione Friuli nell’ambito del progetto “Io Resto a Casa”* e con la partecipazione della Parrocchia di San Giovanni Battista e sarà un’occasione di confronto tra operatori, volontari e cittadini sui temi legati al cambiamento sociale e alla disabilità, con anche tante riflessioni sul territorio e la cittadinanza attiva. Si toccheranno infatti i temi del cohousing e dell’amministratore di sostegno.
L’appuntamento è in via Runcis, 59 a San Giovanni di Casarsa nella sede dell’associazione. “Questi stati generali de Laluna in programma per il 14 e il 15 ottobre prossimi – hanno annunciato Francesco Osquino, presidente de Laluna impresa sociale, e Daniele Ferraresso, progettista educativo dell’associazione Laluna – saranno due giornate aperte a tutta la comunità e saranno l’occasione per riflettere sul nostro territorio in una società in trasformazione. Si tratteranno diverse tematiche importanti come: sessualità e genitorialità nei processi di inclusione, la qualità della vita delle persone con disabilità, l’invecchiamento della popolazione e quali possono essere i nuovi modelli di sostegno e di abitare. Ci sarà anche spazio per riflettere sul volontariato, sul cohousing e sull’amministratore di sostegno quale figura chiave nei progetti di autonomia. Un’occasione importante non solo di approfondimento ma anche di conoscenza del territorio e di come poter partecipare attivamente alla propria comunità. Ringraziamo il Comune di Casarsa e Fondazione Friuli che ci sono sempre vicini e supportano le nostre iniziative”.
Alle due giornate parteciperanno: Massimo Di Grazia psicoterapeuta e sessuologo, Mario Zatta educatore, Giampiero Licinio presidente Fish Fvg, Anna Volzone medico chirurgo, neuropsichiatra-psicoterapeuta, Carlo Giacobini giornalista, operatore sociale e divulgatore, Azzurra Lanfranconi mediatrice di comunità, Luca Fabrizi amministratore di sostegno e Irene Pellegrini assistente sociale dell’ambito territoriale Tagliamento quale referente per il Comune di Casarsa della Delizia.
“Sarà anche l’occasione – aggiungono Angelo Fabris presidente di Oltrelaluna Odv e Erika Biasutti, direttrice de Laluna – per presentare Laluna dalle origini ad oggi, mostrando la sua evoluzione, gli obiettivi raggiunti, l’attenzione costante al tema dell’autonomia e in particolare a quello della casa che ha permesso di promuovere nuove forme di abitare innovativo basate sul cohousing e l’inclusione comunitaria”.

L’iscrizione alle due giornate è gratuita ma obbligatoria, per info e iscrizioni: segreteria@lalunaimpresasociale.it oppure visita il sito www.lalunaimpresasociale.it

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In copertina, la sede dell’associazione Laluna a San Giovanni di Casarsa.

 

Ferrovie e disabilità, nuovo appello per adeguare la stazione di Casarsa

Restano ancora giù dai treni in stazione, a Casarsa della Delizia, le persone con disabilità. Mentre ha destato scalpore la vicenda delle 27 persone con disabilità che hanno dovuto rinunciare al posto prenotato sul Genova-Milano, l’associazione Laluna Impresa Sociale di San Giovanni sottolinea ancora una volta la situazione problematica della stazione ferroviaria di Casarsa dove nulla è ancora stato fatto per rimuovere le barriere architettoniche che impediscono, a chiunque si muova con il supporto di una carrozzina, di raggiungere i binari e quindi di poter fruire in autonomia dei servizi offerti da Rfi. Dal Gruppo ferroviario è arrivata una prima risposta in merito, ma per l’associazione occorre accelerare sulle tempistiche degli interventi, al momento programmati entro il 2026.
«Siamo indignati – ha spiegato il presidente Francesco Osquino – per quanto accaduto a Genova ai danni di persone con disabilità, ma lo siamo ancora di più per la poca considerazione per le esigenze specifiche delle persone con disabilità. Questo spiacevole episodio deve aprirci gli occhi per capire che è necessario lavorare all’inclusione, soprattutto a livello culturale. Crediamo sia fondamentale fare un cambio di rotta per ripensare ad una mobilità davvero accessibile per tutti. Non è accettabile – ha affermato – che in un mondo moderno come il nostro, alle persone con disabilità sia ancora impedito l’accesso ai binari in autonomia e che ancora manchino sui convogli di Trenitalia dei sistemi di carico per le carrozzine. Noi auspichiamo che, come risposto già da Trenitalia, i lavori alla stazione di Casarsa vengano fatti, ma sollecitiamo anche che si acceleri sulle tempistiche».
Alcuni mesi fa l’associazione Laluna si era fatta portavoce di alcune testimonianze dirette di persone con difficoltà motorie e aveva scritto alcune lettere per chiedere lumi sugli interventi in programma per sanare la situazione, che non solo rende impossibile l’autonomia per le persone con ridotta mobilità, ma costringe le associazioni del nostro territorio all’assistenza continua di operatori ed educatori. Nell’ultima missiva Laluna sollecitava Rfi a dare risposte sulle tempistiche e sulla tipologia di lavori di riqualificazione previsti in stazione a Casarsa. «A questo ulteriore appello – ha concluso Osquino – Rete Ferroviaria Italiana ci ha comunicato che gli interventi per l’adeguamento alle norme STI PRM, previsti nell’ambito degli interventi Easy e Smart Station, sono programmati entro l’anno 2026 e che tali interventi prevedono l’adeguamento di tre marciapiedi con l’installazione di percorsi tattili, la realizzazione degli ascensori a servizio dei suddetti marciapiedi, la riqualificazione delle tre pensiline con la sostituzione dell’impianto di illuminazione, il restyling del sottopasso e scale ed infine la riqualificazione dell’intero Fabbricato Viaggiatori». Per l’associazione Laluna quanto accaduto a Genova ha fatto scalpore, ma purtroppo non si tratta di un’eccezione: bisogna lavorare alla sensibilizzazione della comunità sulle tematiche dell’accessibilità ed inclusione.

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In copertina e qui sopra la stazione ferroviaria di Casarsa dove persistono i problemi per le persone disabili.