Quaresima, da Grado e da tutto il Decanato a Gemona nel Santuario Antoniano più antico del mondo rinato dopo il terremoto di 50 anni fa

(g.l.) Quando si parla di Sant’Antonio, il pensiero corre immediatamente a Padova e alla sua celeberrima Basilica dove riposano le spoglie del grande “Taumaturgo” e che è pure uno scrigno prezioso di arte e di storia. Non tutti sanno, invece, che il Friuli vanta il primo Santuario Antoniano del mondo: è quello di Gemona, completamente distrutto dal terremoto di mezzo secolo fa e prontamente ricostruito anche se con un’altra fisionomia che conserva, però, importanti memorie dell’antico luogo sacro. Per quanto riguarda le origini del Santuario friulano, in una nota si ricorda che è «storicamente accertata la presenza dei Frati Minori in Friuli fin dall’inizio dell’Ordine. Un documento ufficiale del patriarca di Aquileia, Bertoldo, probabilmente del 1219, fa menzione esplicita dei Frati Minori, ai quali, insieme con i Frati Predicatori (domenicani), viene riconosciuta la facoltà della predicazione in difesa della fede cattolica dagli attacchi delle eresie dell’epoca».

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Il Credo ai ragazzi

Oggi, 1 marzo, durante la Messa domenicale delle ore 11.30 nella Chiesa di San Crisogono, a Città Giardino, i ragazzi del terzo anno di catechesi (prima media) riceveranno il Credo. «È un gesto semplice, ma molto grande: non è soltanto un foglio o una formula da imparare, è la Chiesa che affida loro le parole della propria Fede, perché lentamente diventino anche le loro», afferma monsignor Nutarelli. «In un tempo in cui non è facile annunciare il Vangelo, tra distrazioni, ritmi veloci e domande nuove, sappiamo però – aggiunge don Paolo – che la Fede non nasce solo dalla nostra bravura educativa o dalle attività pastorali. Noi possiamo preparare, spiegare, accompagnare… è lo Spirito Santo che tocca il cuore».

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E sabato prossimo, 7 marzo, da Grado partirà un pellegrinaggio decanale quaresimale diretto proprio nella “capitale del terremoto” e che si appresta a diventare anche il punto di riferimento regionale delle celebrazioni ufficiali del cinquantesimo anniversario di quella immane catastrofe che soltanto a Gemona causò la morte di quattrocento persone. «Qui Sant’Antonio – scrive monsignor Paolo Nutarelli su “Insieme”, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia in distribuzione oggi – si fermò per alcuni mesi: predicò, incontrò la gente e compì segni che lasciarono nella popolazione una profonda convinzione della sua santità. È una bella occasione per mettere insieme “fede”, “cultura” , “spiritualità” ma, soprattutto, un’occasione per rimettersi in cammino nel tempo di Quaresima».
Sarà possibile raggiungere Gemona con mezzi propri oppure in corriera. Per fruire del mezzo pubblico è necessario iscriversi all’Ufficio Parrocchiale nei giorni di apertura, fino ad esaurimento posti. Come detto, il pellegrinaggio quaresimale è stato organizzato dal Decanato Aquileia-Cervignano-Visco (Arcidiocesi di Gorizia) che comprende anche le Parrocchie di Grado e Fossalon, per cui è facile prevedere una folta partecipazione a questa giornata di riflessione spirituale nel nome di Sant’Antonio di Padova nella cittadina pedemontana che fu frequentata dal “Santo dei Miracoli” e che gli ha, appunto, dedicato la Chiesa più antica del mondo, più ancora di quella patavina che, come tutti sanno, è ben più famosa. Ma sarà anche una bella occasione per compiere una importante visita in una località fra le più significative della nostra regione, depositaria di una storia antica testimoniata da tante e preziose memorie, come il Duomo di Santa Maria Assunta e il Castello medioevale, beni storici completamente rinati dopo il sisma che li aveva ridotti in macerie o poco più.

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In copertina, la statua di Sant’Antonio tra i resti della Chiesa distrutta dal terremoto di 50 anni fa; all’interno, due immagini del nuovo Santuario di Gemona del Friuli.

“Grado si sta progressivamente svuotando”: monsignor Nutarelli fa una preoccupata analisi all’inizio del nuovo anno commentando il calo dei residenti. “L’Isola non sia solo una meta turistica ma una Comunità abitata e abitabile”

di Giuseppe Longo

Centododici funerali, ripartiti esattamente a metà fra uomini e donne, contro 34 Battesimi (16 maschietti e 18 femminucce): è l’immagine che “fotografa” con nitidezza la situazione demografica di Grado. nell’ambito della Parrocchia di Sant’Eufemia, ma con proporzioni che di certo non dovrebbero discostarsi di molto se raffrontate con i dati anagrafici dell’intera comunità civile, comprese anche le realtà agricole rivierasche. Una situazione che viene affrontata e commentata con preoccupazione, all’inizio del nuovo anno, sul numero odierno di “Insieme”, il bollettino settimanale della Chiesa isolana.
«I dati demografici – scrive monisgnor Paolo Nutarelli – confermano una realtà ormai evidente: Grado si sta progressivamente svuotando. Il calo costante della popolazione non è episodico ma strutturale e, porta con sé, conseguenze sociali, lavorative ed ecclesiali sempre più marcate». Infatti, negli ultimi quattro anni i residenti sono passati dai 7861 del 2021 agli attuali 7389, di cui 6752 a Grado e 637 a Fossalon.

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Il ricordo di Arianna a Barbana

Nello scorso novembre si spegneva, a 88 anni, Arianna Cutti Nutarelli. Era la madre di don Paolo che, nella ricorrenza del suo compleanno, sarà ricordata oggi, alle 14.30, nel Santuario mariano di Barbana, dove sarà celebrata una Messa di suffragio. Parenti e amici si ritroveranno alle 13.45 all’imbarcadero di fronte all’Isola della Schiusa. Al termine del rito, alle 15.30, ci sarà il ritorno a Grado.

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«Tra le cause principali – analizza l’arciprete – vi è il costo elevato delle abitazioni e la quasi totale assenza di affitti annuali accessibili. Questo rende difficile, se non impossibile, per molte giovani coppie e famiglie costruire un progetto di vita stabile sull’Isola. A ciò si aggiunge la progressiva riduzione dei servizi basilari, che spinge molte famiglie a trasferirsi in centri vicini, più organizzati e vivibili tutto l’anno. Il rischio concreto è che Grado diventi sempre più e solo una città stagionale, vissuta come luogo di vacanza estiva più che come Comunità stabile». E poi il parroco aggiunge: «Un ulteriore elemento di riflessione riguarda il diffondersi delle convivenze. Sempre più coppie scelgono di non sposarsi, né religiosamente né civilmente, spesso non per mancanza di valori ma per ragioni economiche: oggi vivere il matrimonio comporta costi maggiori rispetto alla semplice convivenza. Su questo tema la società è chiamata ad una riflessione seria e non ideologica».
In qualità di responsabile della vita religiosa sull’Isola, monsignor Nutarelli trae poi delle conclusioni che riguardano direttamente la Chiesa. «Questa situazione – osserva, – ha ricadute dirette sulla vita pastorale. La Comunità cristiana, infatti, è chiamata a non limitarsi alla constatazione dei numeri, ma a rispondere con una pastorale di prossimità: accompagnando le giovani coppie, sostenendo le famiglie, dialogando con le nuove forme di vita affettiva e custodendo il senso di appartenenza. In un contesto fragile, la Chiesa è chiamata ad essere presenza viva e generatrice di speranza, perché Grado – conclude don Paolo – resti non solo una meta turistica, ma una Comunità abitata ed abitabile».
Concludendo l’analisi dei dati parrocchiali, “Insieme” ricorda che nell’anno passato ci sono state 17 Prime Comunioni e 24 Cresime (rispettivamente 30 e 28 nel 2024). E appena nove matrimoni, che nell’anno precedente erano stati quindici. Tornando invece ai funerali e ai Battesimi, nel 2024 gli addii cristiani erano stati 93 (per cui nel 2025 sono aumentati di ben diciannove unità), mentre 30 volte era stato amministrato il primo sacramento. Questo dimostra che nell’anno appena concluso, e salutato con il tradizionale Te Deum, c’è stato un piccolo incremento, l’unico dato positivo del panorama demografico della Parrocchia di Sant’Eufemia. Ma, evidentemente, troppo poco per poter arrestate quel costante spopolamento dell’Isola sottolineato da monsignor Nutarelli.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante la benedizione epifanica dei bambini nella Basilica di Sant’Eufemia.

(Foto Laura Marocco)

Natura e relax, tra Grado e dintorni: escursioni nella Riserva di Valle Cavanata e corsi di golf per principianti

Grado sorge su un’isola immersa nella natura. E sono sempre molti gli eventi e gli appuntamenti, durante l’anno, che vengono proposti all’apprezzamento e al piacere degli ospiti, come quelli di questo fine settimana. Domenica 28 settembre, infatti, a partire dalle ore 15.30 e per una durata di circa un paio d’ore, accompagnati dal botanico naturalista Pierpaolo Merluzzi, sarà possibile passeggiare gratuitamente lungo i sentieri interni della Riserva naturale Valle Cavanata, estesa per 341 ettari nella zona di Fossalon. La camminata, adatta a tutti, si focalizza sul tema: “Nel legno morto, la vita del bosco” e prevede, in particolare, l’osservazione degli alberi ormai morti, talvolta già caduti, altre volte ancora in piedi. Un modo per comprendere quanto il legno “a fine carriera” sia un vero e proprio scrigno di biodiversità e non segno di trascuratezza. Per informazioni: Tel. 340.4005752; info.educazionecavanata@gmail.com


Nella stessa giornata, ma alle ore 10, al Golf Club Grado (Tenuta Primero, via Monfalcone 27), con un’offerta promozionale (150 euro a persona), prenderà avvio il corso collettivo studiato apposta per i principianti. Il corso comprende: 10 ore di lezioni di gruppo con un maestro professionista; il noleggio dell’attrezzatura; la possibilità di frequentare il campo pratica del Circolo anche al di fuori delle lezioni e per un ulteriore mese, dopo la fine del corso. Non sono comprese le palline del campo pratica. Per informazioni e iscrizioni: Tel. 0431.896896; golfgrado@clubdelsole.com
Per tutti i fine settimana di settembre, ottobre e novembre, inoltre, è possibile visitare gratuitamente il Museo della Pesca e della Civiltà Lagunare (via Orseolo 22). Il sabato dalle ore 16.00 alle 18.00 e la domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 18. Per ricevere tutte le informazioni aggiornate su appuntamenti ed eventi, è consigliata la navigazione del sito: www.grado.it/it/eventi-ed-escursioni.

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In copertina, un suggestivo scorcio di Valle Cavanata e all’interno il Golf Club Grado.

(Foto De Nardo)

Solstizio d’Estate, Messa e concerto nella bora dell’alba sul Lungomare di Grado. L’arcivescovo ai turisti e agli operatori: “Costruite legami di umanità e dialogo”

(g.l.) «Cari amici e ospiti della nostra terra, vi accolgo, con gioia, con le Comunità cristiane della nostra Diocesi, che in questo tempo si apre con rinnovato entusiasmo a chi, come voi, cerca insieme ad un meritato riposo, bellezza, cultura e spiritualità. Siete arrivati in un luogo in cui la meraviglia del creato incontra l’arte dell’uomo, dove le colline, il mare e le montagne sembrano cantare insieme la lode del Creatore». Si apre con queste parole il messaggio che l’arcivescovo metropolita, monsignor Carlo Redaelli, ha voluto rivolgere agli ospiti che in questo inizio d’estate cominciano a frequentare l’Isola di Grado e in particolare a coloro che stamane all’alba, nonostante il vento di bora impetuoso, non hanno voluto mancare al suggestivo incontro sul Lungomare Nazario Sauro dove era in programma l’annunciato e ormai tradizionale Concerto del Solstizio, preceduto dalla Messa per invocare dal Cielo una positiva stagione turistica, fatta di soddisfazioni economiche ma soprattutto di buona salute. Il rito è stato celebrato da monsignor Paolo Nutarelli che aveva accanto monsignor Mauro Belletti, amministratore parrocchiale di Fossalon e coadiutore nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia.

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Domani il Corpus Domini

E domani mattina Grado celebrerà solennemente la ricorrenza del Corpus Domini, festività soppressa che, come è noto, era in calendario giovedì scorso. In tutta la mattinata nella Basilica di Sant’Eufemia sarà celebrata soltanto la Messa cantata delle 9 perché al termine si snoderà la tradizionale processione eucaristica per le vie dell’Isola con la benedizione finale al rientro nella Chiesa patriarcale.

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L’arciprete ha celebrato l’Eucarestia davanti al mare increspato e sotto un cielo aperto, già illuminato dal sole mattutino. «Un gesto semplice e profondo – ha raccontato don Paolo – per affidare al Signore l’Isola, i suoi abitanti e i tanti ospiti che la abitano in questi mesi». Le parole del sacerdote hanno ricordato che «la bellezza del creato non è solo uno sfondo, ma una chiamata: siamo parte dell’universo, non padroni ma custodi. All’uomo è stato affidato il creato – con le sue meraviglie, le sue fragilità, i suoi ritmi – perché lo custodisca, lo contempli, e ne riconosca il Creatore. Oggi davanti al mare che riflette il cielo – ha sottolineato -, riscopriamo che pregare all’aperto è anche un modo per rimettere Dio al centro del mondo. Un’estate benedetta comincia così: con gratitudine, stupore e responsabilità».
Al termine della Messa e prima dell’annunciato concerto è stato distribuito il citato messaggio dell’arcivescovo di Gorizia per l’estate 2025. Rivolgendosi ai turisti il presule ha detto: «Vi invito a lasciarvi toccare dalla bellezza dei nostri paesaggi, ma anche delle nostre Chiese, che non sono solo testimonianze artistiche e storiche, ma segni vivi di una Fede che attraversa i secoli e ci spinge, oggi e sempre più, ad attualizzare il Vangelo di Cristo. Ogni pietra, ogni affresco, ogni silenzio tra le navate è un anelito verso il Trascendente, un invito ad alzare lo sguardo, ad aprire il cuore». E ha aggiunto: «Quest’anno, Nova Gorica e Gorizia (Slovenia ed Italia) sono insieme Capitale Europea della Cultura: un evento che richiama l’anima profonda di questa terra di confine, dove i popoli si incontrano, i linguaggi si intrecciano e le culture si abbracciano. In questo contesto, la Fede cristiana continua ad offrire un contributo prezioso: quello della fraternità, della pace e della speranza che nasce dalla Risurrezione di Cristo. Un pensiero speciale va anche a tutti gli operatori del turismo, che con passione e dedizione accolgono, accompagnano e fanno conoscere le ricchezze del nostro territorio. Il loro lavoro è prezioso e contribuisce a costruire legami di umanità e dialogo». Monsignor Redaelli ha, quindi, concluso: «Vi auguro che questo tempo sia per tutti occasione di incontro, di arricchimento reciproco e di autentica gioia. L’anno giubilare alimenti nei nostri cuori la Speranza per un futuro di pace».

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In copertina e qui sopra due immagini della Messa celebrata all’alba davanti al mare di Grado da monsignor Nutarelli; all’interno, l’arcivescovo Redaelli.

Mentre Grado era invasa dai primi turisti Barbana ha festeggiato l’apertura della “porta santa” ricordando quella tremenda notte dei pescatori un secolo fa

di Giuseppe Longo

GRADO – Mentre Grado era impegnata nelle iniziali “prove” d’estate – veramente un pienone per il Primo Maggio che, come sempre, dà avvio alla nuova stagione turistica! -, a Barbana si è vissuta ieri mattina una giornata speciale con un triplo evento: l’apertura della “porta santa” nel Santuario mariano in occasione dell’anno giubilare e della ricorrenza di San Giuseppe Lavoratore, il rinnovo del voto dei pescatori a un secolo da quella tempesta in mare che li risparmiò, il ricordo del giovane Egidio Bullesi. Nel contempo, non potevano mancare un omaggio alla memoria di Papa Francesco e una preghiera per l’elezione del suo successore. Una mattinata che ha anticipato di un paio di mesi il tradizionale “Perdon” della prima domenica di luglio, ma che ha offerto una simile emozione per la bella opportunità, in una magnifica giornata di sole, di raggiungere l’isoletta in mezzo alla Laguna tanto cara ai gradesi e a tutto il Friuli. Come pure ai turisti, anche stranieri, soprattutto di lingue tedesca, presenti ieri in gran numero.


Lasciato il porto mandracchio, alcuni pescherecci – presente anche l’arcivescovo di Gorizia, Carlo Redaelli -, hanno raggiunto in località Pampagnola la briccola con la statua della Madonnina del Mare che volle innalzare l’indimenticato monsignor Silvano Fain. E dopo il “saluto” alla Beata Vergine, hanno attraversato il ponte girevole, la cui breve chiusura aveva tuttavia creato lunghe file di autovetture in entrata e in uscita dall’Isola del sole, tanto era il movimento turistico di ieri mattina e poi per tutta la giornata. Tanto che la stessa cosa si è ripetuta al rientro del corteo di barche, prima del nuovo omaggio alla Vergine in Pampagnola.
I pellegrini con una folta rappresentanza dei pescatori di Grado e dell’Associazione marinai d’Italia, presente anche il sindaco Giuseppe Corbatto, sono quindi arrivati a Barbana dove, con una processione guidata dallo stesso presule, presenti l’arciprete di Grado Paolo Nutarelli, intervenuto con monsignor Mauro Belletti, che si occupa soprattutto della comunità di Fossalon, altri sacerdoti della zona, tra cui il parroco di Cervignano Sinuhe Marotta, e i benedettini brasiliani che da qualche anno si occupano del complesso monastico con il loro priore, Ângelo Alves de Oliveira. Dinanzi al portale del Santuario, proclamato Chiesa giubilare, è avvenuta, appunto, la suggestiva cerimonia di apertura della “porta santa” da parte dell’arcivescovo Redaelli. Poi, all’interno, è seguito il rinnovo della devozione dei pescatori gradesi per lo scampato pericolo di cent’anni fa. È stato Leonardo Tognon, con la consueta efficacia, a rievocare quella drammatica notte in mare raccontata dal grande quadro che venne realizzato dal pittore secessionista Joseph Maria Auchentaller: dopo aver invocato la Madonna di Barbana, ebbero salva la vita tutte le 315 persone che facevano parte della flotta di 56 barche da pesca. Un altro quadro dedicato al centenario è stato donato al Santuario dalla Cooperativa pescatori di Grado. Quindi, la celebrazione della Messa solenne, non solo per ricordare quella tremenda esperienza rinnovando il grazie a Maria, ma appunto per celebrare l’inizio dell’Anno Santo isolano che durerà, con la concessione delle indulgenze, fino a settembre, quindi tutti i mesi estivi che registrano il maggior afflusso di pellegrini e turisti.
Al termine del rito – accompagnato dalla Corale Santa Cecilia che, con la direzione di Anello Boemo, oltre a cantare la sempre bella Messa gregoriana, ha eseguito vari inni tra cui il Regina Coeli post-pasquale e il tanto amato Madonnina del Mare – sul sagrato è seguita, come detto, una breve ma significativa cerimonia per commemorare il venerabile Egidio Bullesi, il giovane marinaio di Pola, dell’Ordine francescano secolare, morto ad appena 23 anni nel 1929 a causa di una grave malattia.

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In copertina, l’arcivescovo Carlo Redaelli e monsignor Paolo Nutarelli al rito sul sagrato presente il sindaco Giuseppe Corbatto; all’interno,  la processione a Barbana, l’apertura della “porta santa”, l’arciprete di Grado, Leonardo Tognon durante la rievocazione, il rappresentante della Cooperativa pescatori e l’omaggio all’altare della Vergine Maria; infine, la Madonnina del Mare in Pampagnola.