La crescita economica ora è in affanno: Fvg costretto a rallentare la sua corsa

È un Friuli Venezia Giulia con ombre e luci quello si è svelato ai ricercatori di MutaMenti 2022, coordinati da Daniele Marini, professore di Sociologia dei processi economici dell’Università di Padova, caratterizzato da un costante rallentamento delle performance, seppur tendenzialmente positive. La struttura demografica è in sofferenza e, dicono i ricercatori, per mantenere costante il numero di lavoratori del Nord Est, il saldo migratorio, ogni anno, dovrà essere positivo per almeno 50 mila unità. Una questione collegata è quella del mercato del lavoro che è in crescita, ma segnala anche un assottigliamento del bacino delle forze lavoro locali e una contrazione dei flussi migratori che ha lasciato scoperte intere filiere produttive: agricoltura, costruzioni, turismo. Le esportazioni sono cresciute del 17,1 per cento rispetto al 2019 e l’aumento del Pil regionale, nel 2023, dovrebbe attestarsi sul +1,6 per cento. Nei settori produttivi inizia a farsi sentire il peso delle multinazionali sulle economie locali che, per il Friuli Venezia Giulia, creano il 12,7 per cento del valore aggiunto (-1,1 per cento) e il 15,4 per cento dei fatturati, con il tema della “bassa capacità attrattiva degli investimenti” sempre all’ordine del giorno.


Sono alcuni dei numeri e degli indicatori contenuti nel rapporto: “Friuli Venezia Giulia e Veneto, la sindrome del piano inclinato”, presentato a Codroipo, nella sala della Cantina di Rauscedo, durante un’affollata assemblea, da Confcooperative Fvg, in collaborazione con Bcc Pordenonese e Monsile e Fondosviluppo Fvg.
«Il piano inclinato rappresenta la nuova normalità dello sviluppo della società e dell’economia caratterizzata dall’instabilità, dove l’eccezionalità diventa normalità – ha spiegato Marini -. Una situazione che genera disorientamento, ma può offrire nuove opportunità. Consapevolezza, qualità ed ecosistemi territoriali sono i criteri da assumere per lo sviluppo futuro».
«Questa ricerca che Bcc Pordenonese e Monsile promuove per il secondo anno consecutivo sarà uno strumento di analisi utile e anticipatore di strategie future – ha affermato il presidente della Bcc, Antonio Zamberlan -. Abbiamo valutato interessante l’opportunità di conoscere a fondo le due regioni nelle quali la Banca opera, per focalizzarci sulle prospettive dello sviluppo e del cambiamento. In questo scenario, quindi, un’attenta e profonda analisi socio-economica può aiutarci nelle scelte che saremo chiamati a fare in ottica di assistenza alle famiglie, alle imprese e più in generale al tessuto economico e sociale del Nord Est: un territorio ricco di idee, di professionalità, ma anche di criticità prospettiche su cui intervenire».


«Nessuno si salva da solo, hanno ribadito i ricercatori e, dunque, anche se la cooperazione non è esente dalla situazione d’instabilità che si prolunga nel tempo, l’agire cooperativo può far parte della soluzione in una visione del necessario lavoro in rete», ha aggiunto Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg.
«Dire che nei momenti di cambiamento esistono difficoltà, ma pure molte opportunità, non è una banalità – ha sottolineato nelle sue conclusioni, Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative -. Per quanto riguarda le nostre imprese, penso alle cooperative energetiche, alle cooperative di comunità che possono rappresentare un contributo allo spopolamento della collina e della montagna, a quelle che si occupano del welfare (in affiancamento al pubblico) e all’agroalimentare di qualità».
Alla presentazione della ricerca (pubblicata da Marsilio), sono anche intervenuti: Chiara Gargiulo (Università di Padova), Monica Cominato (Università di Vicenza), Maurizio Rasera (di Veneto Lavoro) e Gianluca Toschi (Università di Padova). Alla tavola rotonda coordinata dalla giornalista Elena Del Giudice, hanno partecipato anche Alessia Rosolen (assessore regionale al Lavoro), Walter Lorenzon (Associazione regionale delle Bcc) e Cristiana Compagno (Università di Udine).
«L’emergenza demografica e il fenomeno migratorio sono stati spesso gestiti e circoscritti alle campagne elettorali e per anni si è assistito ad un’inerzia politica. Si tratta di temi che devono essere affrontati con il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse: una sfida che richiede iniziative trasversali da mettere in campo su tutti i settori e con la collaborazione di tutti gli attori del territorio che vada oltre le prossime annualità», ha detto Alessia Rosolen. «L’emergenza demografica incide su molti aspetti della nostra vita – ha aggiunto -: dal punto di vista previdenziale, scolastico, occupazionale e dei servizi alla persona. Accanto a questo tema vi è quello migratorio dove è mancata una politica capace di controllare e gestire arrivi e permanenza collegandoli alla collaborazione e alla crescita del territorio come avviene in Germania, ad esempio. È necessario puntare su chi arriva nel nostro Paese per vivere, lavorare e formarsi».
«Si tratta di una sfida – ha osservato ancora l’esponente della Giunta Fedriga – che l’Amministrazione regionale considera centrale per il nostro territorio. I cosiddetti Paesi giovani, in espansione, che presentano livelli di preparazione e formazione alti sono quelli dell’Est Europa: dobbiamo osservarli con attenzione non solo per l’esigenza di manodopera di cui abbiamo bisogno ma per rendere sempre più attrattivo un sistema regionale che deve essere in grado di mantenere sul territorio i giovani».
Rosolen ha poi evidenziato rispetto ai molti dati presentati, come il Friuli Venezia Giulia sia una delle poche regioni in cui è migliorato il gap tra occupazione femminile e maschile, frutto anche delle importanti risorse immesse dalla Regione nel sistema e incrementate rispetto al 2018 per favorire famiglia, istruzione, occupazione. «In questi anni abbiamo voluto dare un’impostazione – ha concluso l’assessore – costruendo una rete integrata rispetto ai servizi legati al lavoro, ai percorsi di formazione, al sistema dell’istruzione, alla famiglia, incentrata sulla consapevolezza che senza l’uno l’altro non c’è. Un patto rilevante per crescita e sviluppo riguarda quello con il tessuto economico e produttivo: l’alleanza con le aziende non deve venire meno anche sul fronte formativo». Da un lato Rosolen ha quindi ricordato il superamento di una metodologia praticata nel passato con cui venivano attivati percorsi di formazione all’interno di politiche attive sul lavoro senza un monitoraggio a monte delle reali possibilità di impiegare chi usciva da quei percorsi formativi, dall’altro la necessità delle aziende di investire sul capitale umano, «un patto importante su cui basare l’alleanza tra la politica e i portatori di interesse per un coordinamento costante fra politiche e territorio».

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini del convegno tenutosi a Codroipo.

 

Confcooperative e instabilità, a Codroipo domani la sindrome del “piano inclinato”

S’intitola “MutaMenti 2022. Friuli Venezia Giulia e Veneto: la sindrome del piano inclinato”, la seconda edizione del progetto di ricerca voluto da Bcc Pordenonese e Monsile, con il supporto di FondoSviluppo Fvg. Daniele Marini (professore di Sociologia dei processi economici all’Università di Padova) ha coordinato una trentina di ricercatori, professionisti, imprenditori e giornalisti per produrre una fotografia dell’evoluzione delle prospettive delle due regioni, comparate con l’Italia. Un’analisi completa (dall’economia alla demografia; dall’occupazione alla crescita; dall’istruzione ai flussi migratori) che intende essere uno strumento utile a quanti il territorio lo vivono e contribuiscono a farlo vivere.
Su iniziativa di Confcooperative Fvg, i risultati del lavoro di ricerca (edito da Marsilio) verranno illustrati nella mattinata di domani 2 febbraio, a partire dalle ore 10,, nella sala convegni della Cantina di Rauscedo, a Codroipo (via Zompicchia 10). Dopo i saluti di Antonio Zamberlan, presidente della Bcc Pordenonese e Monsile, e un’introduzione di Marini, sono in programma gli interventi di Chiara Gargiulo (Università di Padova), Monica Cominato (Università di Vicenza), Maurizio Rasera (di Veneto Lavoro) e Gianluca Toschi (Università di Padova). A seguire, una tavola rotonda coordinata dalla giornalista Elena Del Giudice, con Alessia Rosolen (assessore regionale al Lavoro), Daniele Castagnaviz (presidente regionale di Confcooperative), Walter Lorenzon (Associazione regionale delle Bcc) e Cristiana Compagno (Università di Udine). In conclusione sono previsti gli interventi del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e di Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative.
«Il piano inclinato rappresenta la nuova normalità dello sviluppo della società e dell’economia caratterizzata dall’instabilità, dove l’eccezionalità diventa normalità – spiega Marini -. Una situazione che genera disorientamento, ma che può offrire nuove opportunità. Consapevolezza, qualità, ed ecosistemi territoriali sono i criteri da assumere per lo sviluppo futuro».

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In copertina, Daniele Marini  professore di Sociologia dei processi economici all’Università di Padova.

 

Aviano, la coop Gekobar per poter gestire il bar didattico della Scuola alberghiera

Al Convitto dello Ial Scuola alberghiera di Aviano è stata costituita l’impresa cooperativa simulata Gekobar, per la gestione di un bar didattico progettato e gestito dagli stessi ragazzi ospiti del convitto. Un’iniziativa resa possibile dalla collaborazione instauratasi tra l’Istituto e Confcooperative Pordenone, nell’ambito dei progetti di educazione all’imprenditorialità condotti nelle scuole di tutto il territorio regionale. L’iniziativa ha il sostegno di Fondosviluppo Fvg di Confcooperative regionale.
Questa esperienza vede i ragazzi, in qualità di soci fondatori, impegnati nelle fasi propedeutiche di avvio di un’attività di impresa e nella gestione quotidiana del bar interno al convitto, aperto nelle ore serali per permettere ai ragazzi di ritrovarsi dopo le ore di scuola. Soddisfatta la direttrice e responsabile regionale IeFP IAL, Patrizia Castenetto, che ha sottolineato come questa sia «un’iniziativa molto interessante, che vuole precorre un progetto a più ampio spettro. Si tratta di un’esperienza che permette ai ragazzi di sviluppare le proprie capacità imprenditoriali e, nel contempo, di mettere in pratica le competenze acquisite in un contesto stimolante. In questi ultimi anni abbiamo compreso che la scuola è più che mai luogo di aggregazione e di scambio e questo è il modo di fare scuola più adatto all’era contemporanea».
Nel progetto sono stati coinvolti 25 studenti delle classi 1a, 2a, 3a indirizzi cameriere di sala e bar, cuoco e pasticciere. Prima dell’inaugurazione ufficiale del bar interno, gli studenti hanno simulato la costituzione della loro impresa, sottoscrivendo lo Statuto e l’Atto costitutivo alla presenza del presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli, il quale ha osservato che «l’attività del settore “Educazione Cooperativa” cresce di anno in anno e testimonia una partnership con il mondo scolastico regionale che è fondamentale per il dinamismo e la competitività e allo stesso tempo per diffondere un modello di fare impresa sostenibile, democratico, e che trova la propria radice nel legame con il territorio e nelle relazioni sociali. La diffusione dei valori d’impresa cooperativi nelle giovani generazioni rappresenta una parte importante del nostro impegno sul territorio e un modo di contribuire a formare nuove generazioni di cooperatori».

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In copertina e all’interno due immagini della costituzione della cooperativa avianese.

 

“Sottobanco”, a Udine il bar cooperativo dello Stringher tutto gestito da studenti

Nasce a Udine un bar cooperativo tutto gestito da studenti. È stato infatti inaugurato ieri, all’Isis “Bonaldo Stringher”, il “bar didattico”, progettato e gestito dagli stessi allievi della scuola friulana. Un’iniziativa resa possibile dalla collaborazione instauratasi tra l’Istituto e Confcooperative, nell’ambito dei progetti di educazione all’imprenditorialità che l’associazione cooperativistica conduce nelle scuole di tutto il territorio regionale e che vede lo “Stringher” in prima fila. L’esperienza del “bar didattico” pone infatti l’Istituto all’avanguardia a livello regionale: qui l’attività di “simulazione d’impresa” vede gli studenti, in qualità di soci fondatori della “cooperativa scolastica”, gestire il bar interno – “Sottobanco” il suo nome -, che resterà aperto fino a inizio luglio. Soddisfatta la dirigente scolastica dello “Stringher”, Monica Napoli: «Sono particolarmente orgogliosa e soddisfatta di questa iniziativa, che vuole essere precursore di un progetto a più ampio spettro. Si tratta di un’esperienza che permette ai ragazzi di sviluppare le proprie capacità imprenditoriali e, nel contempo, di mettere in pratica le competenze acquisite in un contesto stimolante. In questi mesi abbiamo compreso che la scuola è più che mai luogo di aggregazione e di scambio e questo è il modo di fare scuola più adatto all’era contemporanea». Nel progetto sono stati coinvolti 18 studenti, delle classi 3^ A, 3^ B e 4^ A dell’indirizzo “Servizi di sala e di vendita”.

Ecco la sede dell’Istituto scolastico.

Prima dell’inaugurazione ufficiale del bar interno, gli studenti hanno siglato l’atto costitutivo della cooperativa scolastica, simulando la costituzione di un’impresa vera e propria. A fare le veci di “notaio”, il presidente di Fondosviluppo Fvg (Fondo mutualistico della cooperazione), Giuseppe Graffi Brunoro. Attraverso la simulazione d’impresa, gli studenti dello “Stringher” hanno avuto la possibilità di selezionare la tipologia di servizi e prodotti da offrire, definire il brand del bar, valutarne la sostenibilità economica e impostarne un programma di promozione e marketing. Il tutto è avvenuto attraverso laboratori che hanno visto gli studenti accompagnati in questo percorso da formatori di Confcooperative. Presenti al taglio del nastro numerose autorità, oltre ai rappresentanti della cooperazione: il Commissario dell’Ente di decentramento regionale di Udine, Augusto Viola; l’assessore all’Istruzione del Comune di Udine, Elisabetta Marioni; nonché i rappresentanti di Orocaffè, sponsor e fornitore del bar didattico, e della Brigata alpina Julia, con cui lo “Stringher” ha instaurato una proficua collaborazione.

L’impegno di Confcooperative nelle scuole del Friuli Venezia Giulia è significativo, con 5.000 studenti coinvolti nell’ultimo anno scolastico: «L’attività del nostro settore “Educazione Cooperativa” cresce di anno in anno e testimonia una partnership con il mondo scolastico regionale che, per noi, è fondamentale per dinamismo e la competitività regionale e allo stesso tempo diffondere un modello di fare impresa sostenibile, democratico, e che trova la propria radice nel legame con il territorio e nelle relazioni sociali», ha commentato il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà. «La collaborazione con lo Stringher è motivo di soddisfazione per Confcooperative: la diffusione dei valori d’impresa cooperativi nelle giovani generazioni rappresenta una parte importante del nostro impegno sul territorio e un modo di contribuire a formare nuove generazioni di cooperatori», è il commento di Paola Benini, presidente di Confcooperative Alpe Adria.

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In copertina e qui sopra due immagini della cerimonia inaugurale allo Stringher.

 

Cooperative pordenonesi in festa nel ricordo di monsignor Giuseppe Lozer

Un regalo a tutta la comunità da parte del mondo della cooperazione: in occasione dei suoi 70 anni dalla fondazione, Confcooperative Pordenone propone a ingresso gratuito lo spettacolo “Un prete ruvido” con I Papu nel parco del Castello di Torre, a Pordenone, venerdì 10 settembre alle 21 (in collaborazione con Fondosviluppo Fvg). L’opera teatrale è dedicata a monsignor Giuseppe Lozer, parroco di Torre e figura carismatica del cooperativismo cattolico del Friuli occidentale. Un secolo fa fondò diverse cooperative per il sostegno non solo economico ma anche sociale dei suoi parrocchiani che lavoravano negli opifici pordenonesi.

Luigi Piccoli


«Un’eredità la sua – ha affermato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – che ancora oggi è viva e che insieme a tante altre esperienze nate tra fine Ottocento e primo Novecento, come la prima latteria cooperativa di Maniago nel 1882, ha reso fertile il terreno culturale per la grande ripresa del cooperativismo del Secondo dopoguerra dopo il fascismo. Infatti, il 15 settembre 1951 nacque la nostra realtà, chiamata L’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, ancora prima dell’istituzione della Provincia di Pordenone nel 1968. Una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali, che fu resa possibile grazie alla grande tradizione cooperativistica del nostro territorio. Per questo celebrare con lo spettacolo Lozer, e con lui tutti i cooperatori storici, è stata la nostra scelta per iniziare le celebrazioni del nostro 70mo anniversario che culminerà nel convegno del prossimo novembre».
Prima dello spettacolo interverrà proprio Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone, che parlerà con don Giosuè Tosoni, titolare della Parrocchia dei Santi Ilario e Taziano di Torre. Saranno intervistati da Lucia Roman per ricordare proprio la figura del prelato cooperatore.
Il proprio posto gratuito, fino a esaurimento di quelli disponibili, si può prenotare inviando una mail con: 1. Nome e cognome, 2. Numero di posti da riservare, 3. Un numero di telefono all’indirizzo e.mail: lucia.ortoteatro@gmail.com. Segreteria organizzativa Ortoteatro 348.3009028. In caso di pioggia l’evento si terrà all’auditorium Aldo Moro Via Traversagna, 4 – Cordenons. Saranno rispettate le norme anti Covid-19 e per accedere sarà necessario il Green Pass.

I Papu

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In copertina, una rara immagine di monsignor Giuseppe Lozer.

Pianificazione finanziaria per il futuro: webinar di Confcooperative e Bcc Fvg

“La pianificazione finanziaria per un futuro sereno”, sarà il tema del webinar organizzato da Confcooperative Fvg e Federazione delle Bcc del Fvg con il sostegno di Fondosviluppo Fvg, in occasione della 9a edizione internazionale della Global Money Week (Gmw), promossa dall’Ocse. Al webinar si può partecipare in diretta sul canale Youtube di Confcooperative Fvg. Oggi 24 marzo, a partire dalle ore 14, sono previsti gli interventi di Luca Occhialini, presidente della Federazione delle Bcc del Fvg, e di Stefano Miani, professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Udine.
«Quando si tratta di gestire le proprie finanze personali, pensare a una strategia a lungo termine è importantissimo – spiega Occhialini -. Prevedere cosa ci riserva il futuro è difficile: avere un piano, quindi, può essere di grande aiuto per tutelare i nostri soldi e la sicurezza dei risparmi. La corretta gestione del denaro e, dunque, la pianificazione finanziaria della propria esistenza, ci porta a conseguire con maggiore efficacia i nostri obiettivi personali e professionali».
La Gmw ha raggiunto, dal 2012, oltre 40 milioni di giovani in 175 Paesi. In Italia, per la prima volta le attività che animeranno questa edizione, sono coordinate dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria e Confcooperative Fvg, forte di quasi vent’anni nella promozione dell’educazione finanziaria nelle scuole regionali di ogni ordine e grado, sarà protagonista della settimana con l’organizzazione di questa iniziativa, unica in Friuli Venezia Giulia.
«Nel 2020, nonostante la pandemia – spiega Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg – abbiamo sviluppato un’intensa attività progettuale nell’ambito dell’educazione economico-finanziaria, realizzata in remoto, con 2.471 studenti raggiunti in 369 scuole primarie; 1.001 nelle scuole secondarie di I grado e 1.101 nelle scuole secondarie di II grado».
La Gmw terminerà il 28 marzo. Il tema ufficiale di questa edizione: “Prenditi cura di te stesso, abbi cura dei tuoi soldi”, è un invito rivolto ai giovani e ai bambini sull’importanza di acquisire gradualmente le conoscenze e i comportamenti che sviluppino abitudini di risparmio intelligenti e responsabili e che gli consentano, nel futuro, di assumere decisioni finanziarie coerenti con le proprie esigenze di vita.

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In copertina, Luca Occhialini, presidente della Federazione delle Bcc del Fvg.

Pordenone, il “Regalo sospeso” per aiutare a Natale famiglie in difficoltà

Dopo il caffè e il pane, arriva a Pordenone e provincia, per il Natale 2020, anche il “Regalo sospeso”: il meccanismo è lo stesso dei due illustri precedenti (offrire qualcosa a chi non può permettersela) e punta a rafforzare i legami solidali messi a dura prova dal Covid-19. L’emergenza sanitaria si è inoltre abbattuta pesantemente sul settore della cultura, spettacolo e turismo (si parla a livello locale, tra lockdown e altre restrizioni, di una perdita di fatturato nel 2020 di oltre il 70% in media, con punte singole anche superiori). Il comparto nel Friuli occidentale vede attive 22 coop associate a Confcooperative Pordenone.  Proprio quest’ultima ha, così, deciso di avviare questo progetto che ha trovato la collaborazione della Caritas Diocesana e il contributo di Fondosviluppo Fvg. Il “Regalo sospeso” sarà avviato durante questo periodo natalizio per poi durare fino a quando ci sarà la necessità. Per aderirvi basta cliccare il nuovo sito dedicato all’iniziativa www.iniziativeconfcooperativepordenone.it inserito in www.pordenone.confcooperative.it e acquistare dei “buoni cultura” del valore di 50 o 80 euro che potranno poi essere sia donati ai propri cari come anche assegnati in forma anonima a famiglie in difficoltà segnalate proprio dalla Caritas.

Luigi Piccoli

 

I buoni daranno la possibilità di usufruire subito di servizi online oppure potranno essere spesi anche più avanti, quando la situazione sanitaria permetterà nuovamente le attività in presenza. Quattro le tipologie di bonus: le esperienze turistiche nella natura (visite guidate o enogastronomiche, soggiorni in alberghi diffusi, sport e simili); le esperienze musicali (corsi per strumenti online, esibizioni canore a richiesta); esperienze teatrali (rappresentazioni online e laboratori); esperienze audio-video (foto, realizzazioni video e live streaming).

“In questo modo – spiega il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli – chi vuole con un unico gesto solidale potrà rendere più felice il Natale sia per le famiglie in difficoltà che per le imprese che hanno dovuto sospendere l’attività. Durante questi mesi segnati dal Coronavirus, siamo diventati sempre più consapevoli di come da questa emergenza ne usciremo, con forza, se sapremo far prevalere il senso compiuto di una cooperazione solidale. In primavera, durante il primo lockdown, il progetto Solidarietà cooperativa ha visto molte cooperative di vari settori collaborare tra di loro nell’offrire servizi alle persone chiuse in casa. Ora questo nuovo progetto per un comparto specifico come quello della cooperazione attiva nella cultura, turismo e spettacolo, per aiutarla a risollevarsi”.
Come detto, sono 22 le cooperative del settore cultura, turismo e sport aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 4 mila soci. Danno lavoro a 3 mila 450 persone. Il loro fatturato pre Covid-19 era di oltre 12 milioni di euro.

Salvare la montagna e i piccoli borghi con le cooperative di comunità

La montagna e i piccoli borghi del Friuli Venezia Giulia rinasceranno con le cooperative di comunità. Ne è convinta Confcooperative Fvg che ha deciso di sostenere finanziariamente la nascita di questa forma di imprese locali, una realtà pionieristica che sta emergendo in molte comunità del nostro Paese: cooperative che forniscono servizi diversi in piccoli Comuni dove, spesso, negozi e servizi sono assenti. Un progetto considerato strategico per il futuro di molti territori della nostra regione: «Il nostro obiettivo è quello di fermare lo spopolamento delle piccole comunità e dare servizi di qualità anche ai cittadini dei centri minori o isolati», spiega Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg. «Per questo motivo – prosegue – vogliamo favorire la nascita di nuove cooperative di comunità nei Comuni più piccoli e in quelli di montagna. Si tratta di imprese cooperative che erogano una pluralità di servizi e dove sono i cittadini stessi a diventare parte attiva per far rinascere il proprio paese, in contesti dove la ridotta dimensione demografica o l’isolamento rendono, spesso, molte attività poco redditizie: paesi dove magari tante attività hanno chiuso i battenti e dove, per ripartire, serve una nuova visione». Servizi che possono andare dalla consegna di farmaci o giornali ai servizi alla persona, dal negozio di alimentari, all’organizzazione di attività ricreative.
«Cittadini ed enti locali cercano il modo di rendere sostenibili servizi fondamentali anche nel contesto di comunità di piccole dimensioni – continua Castagnaviz – e, attraverso le cooperative di comunità, i cittadini prendono assieme l’iniziativa per dare risposte ai propri bisogni: non sono più solo beneficiari, ma anche attori. Al centro delle cooperative di comunità, dunque, c’è la partecipazione dei cittadini alla gestione di servizi di interesse generale».
A finanziare l’iniziativa sarà Fondosviluppo Fvg, il fondo mutualistico di riferimento per le società aderenti a Confcooperative Fvg. Diversi gli interventi previsti per supportare lo start-up delle iniziative cooperative: un contributo economico, un abbattimento totale degli interessi su finanziamenti da parte della locale Banca di Credito Cooperativo o, in alternativa a questo, un contributo per servizi di consulenza e accompagnamento allo start up.
Tutte le informazioni per partecipare sono reperibili sul sito www.fondosviluppofvg.it

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In copertina, Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg.