Trieste domani ricorda Miran Hrovatin ucciso con Ilaria Alpi 31 anni fa. Un omaggio anche a Ronchi dei Legionari

Domani 20 marzo, a trentun anni esatti dall’omicidio, Miran Hrovatin verrà ricordato nella sua Trieste assieme alla collega Ilaria Alpi: alle ore 11, Ordine dei Giornalisti, Assostampa, Articolo21 del Friuli Venezia Giulia e la Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin invitano a portare un fiore al giardino di Barcola intitolato all’operatore video. Sempre domani, alle 12, Ilaria e Miran verranno ricordati a Ronchi dei Legionari, in via Roma, davanti alla targa che l’associazione “Leali delle Notizie” ha dedicato loro nell’ambito della Passeggiata della Libertà di Stampa e di Espressione inaugurata nel 2021 per rendere omaggio a tutti gli operatori dell’informazione che hanno perso la vita per difendere il diritto ad essere informati. Al ricordo si accompagnerà un appello per la verità e la giustizia che in tutti questi anni tante associazioni non hanno mai smesso di rilanciare, dal momento che dopo 31 anni ancora non si conoscono gli esecutori materiali e i mandanti dell’attentato.


Infine, sabato 22 marzo, alle ore 17.30, alla libreria Minerva di Trieste, in via San Nicolò, incontro con Paolo Borrometi, giornalista da anni sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia, presidente di Articolo 21, condirettore dell’Agenzia Agi, autore di “Traditori. Come fango e depistaggio hanno segnato la storia italiana”. Un libro sulla storia oscura del nostro Paese e sul dovere di raccontare per sapere da che parte stare, ma anche un omaggio ai tanti operatori della nostra Repubblica – cittadini, amministratori, giornalisti, sacerdoti – morti loro malgrado facendo il proprio dovere.

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In copertina, Miran Hrovatin con Ilaria Alpi; qui sopra, la targa che lo ricorda.

Carcerazione Oleg Orlov, dispiacere a Trieste per la “Fondazione Luchetta”

La Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin e il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta hanno espresso il loro «più profondo dispiacere» per la notizia, appena giunta, relativa alla condanna e carcerazione di Oleg Orlov, Premio Nobel per la Pace e cofondatore nonché copresidente dell’Ong Memorial International, vincitrice del Premio Speciale Luchetta 2022.
«Siamo addolorati e costernati davanti a questa ennesima palese violazione dei diritti umani», dichiara la presidente della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, Daniela Schifani Corfini, ribadendo quanto «siamo orgogliosi che la Fondazione abbia premiato Memorial, un’associazione che il regime di Putin vuole evidentemente mettere a tacere. La Fondazione continuerà a sostenere le persone e le associazioni che in Russia e in ogni parte del mondo operano per la libertà e la difesa dei diritti umani».

Info e contatti
premioluchetta.com
fondazioneluchetta.eu

Fondazione Luchetta, bilancio morale che è termometro dell’anno pandemico

Se Covid-19, dalla sua violenta irruzione agli inizi del 2020, ha fermato o rallentato a lungo sul pianeta la circolazione delle persone, è attraverso attività che hanno come mission specifica le cure sanitarie non garantite nel Paese di origine che si può misurare l’evoluzione della crisi pandemica, e la lenta ripresa verso un’auspicata normalità. Dal 1998 ad oggi la Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin ha garantito assistenza sanitaria a 795 bambini non curabili nel Paesi di provenienza, attraverso una policy che prevede l’ospitalità anche dei familiari al seguito: 1960 ad oggi accolti, per un totale di 259.182 giornate di permanenza. Sempre la Fondazione si è fatta carico di ogni spesa relativa ai viaggi, ai trasferimenti, all’accoglienza e alle cure dei bambini e dei loro familiari, direttamente o in cordata con altre associazioni, e ha erogato in questi 23 anni ben 780 mila pasti. Tre le sedi di accoglienza messe a disposizione nel tempo a Trieste, oggi con 68 posti letto complessivi – in via Valussi e via Chiadino, a Sgonico-Bristie nella ristrutturata Casa Steffè – e due le strutture sanitarie di riferimento, l’ospedale infantile Burlo Garofolo di Trieste e l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, salvo esigenze sanitarie che rendano necessaria l’individuazione di altre sedi di cura in Italia.

Ota, Luchetta, D’Angelo e Hrovatin

Bilancio morale

«I primi dati del Bilancio morale 2021 della Fondazione Luchetta – annuncia la presidente, Daniela Luchetta – confermano la tendenza verso una cauta ripresa della normalità per gli interventi di assistenza sanitaria internazionale: il viaggio a Trieste ha restituito la speranza, e la possibilità concreta di sopravvivere nel corso dell’anno a 19 bambini provenienti da Afghanistan, Costa d’Avorio, Eritrea e Iraq, accompagnati da 29 familiari, con permanenza media di 84 giorni per ogni nucleo familiare, e quindi per 4042 giorni complessivi di ospitalità a Trieste». Nei confronti degli assistiti sono state effettuate, da parte dei volontari, 1.101 attività, con 293 accompagnamenti da e per ospedale di cura; 22 accompagnamenti da e per aeroporto/stazione; 786 ulteriori attività legate a cure e assistenza.

Vaccino e solidarietà

La pandemia 2020-2021 ha avuto molte altre implicazioni sulle attività della Fondazione Luchetta: a cominciare dal tema “vaccino”. Il costante contatto con persone fragili, bambini in cura e spesso immunodepressi, ha determinato l’inserimento dell’istituzione nella categoria prioritaria per accedere alla vaccinazione. Nei mesi di marzo e aprile 2021 tutto il personale della Fondazione è stato invitato quindi a vaccinarsi, inclusi i volontari autisti. Nei casi di mancata adesione al vaccino sono state modificate le mansioni degli operatori, oppure attivate ferie o cassa integrazione (sulla base delle posizioni personali di ogni dipendente), in modo da evitare il contatto con i minori e le famiglie da parte dei non vaccinati. Nel frattempo, sono state costantemente presidiate le misure di sanificazione in tutti i luoghi di operatività della Fondazione, case, ufficio, automezzi, negozio e microarea, e così via.

Povertà in aumento

Ulteriore conseguenza della pandemia è stato l’aumento delle povertà alimentari e del “food divide” a livello internazionale e naturalmente anche in Italia e sul territorio. Nel corso del 2021 l’impegno della Fondazione Luchetta sul versante della solidarietà sociale si è tradotto nel sostegno a 120 famiglie con minori di Trieste segnalate dai Servizi sociali, nell’ambito dei progetti curati dal Banco Alimentare. La Fondazione ha così contribuito al recupero di oltre 17 tonnellate di cibo a ridosso di spreco, in cordata con la grande distribuzione (gastronomia), con Trieste Recupera (ortofrutta) e con Bofrost (surgelati). Contestualmente, e sempre sul fronte dell’impegno per il contrasto al disagio sociale, attraverso il Centro di raccolta “Elide” la Fondazione Luchetta ha sostenuto oltre 1800 nuclei familiari italiani e stranieri per il recupero e redistribuzione di vestiario e articoli per la casa. Ogni famiglia, tramite le associazioni di assistenza, ha avuto la possibilità di accedere settimanalmente al centro di raccolta, che si è aperto anche ai migranti di passaggio e richiedenti asilo appena arrivati in città. “Elide” si alimenta delle donazioni dei cittadini, con oltre 1000 consegne al mese fra vestiti e oggetti per l’infanzia, biancheria per la casa, piccoli elettrodomestici che sono sistematicamente valutati e sanificati, qualora adeguati al riutilizzo.

Progetti all’estero

Nel 2021 è proseguito il progetto in Albania di collaborazione con la clinica sanitaria “Salus” di Tirana, per l’accoglienza di bambini con patologie. Si è invece interrotto il progetto di collaborazione con Atmo (Fundacion para el Transplante de Medula osea) in Venezuela, in ragione delle condizioni critiche del Paese.

Sensibilizzazione

Nel corso del 2021 il Premio Luchetta, storico impegno della Fondazione per la sensibilizzazione sui temi dell’infanzia nel mondo, ha cambiato format, con le Giornate del Premio Luchetta dal 15 al 17 ottobre nella sala Luttazzi al Magazzino 26, Porto Vecchio. In occasione delle Giornate si è celebrata la premiazione dei vincitori 2021, incastonata in cinque panel di approfondimento sui temi dei lavori premiati. Sabato 31 ottobre la messa in onda su Rai1 del programma “I Nostri Angeli”, come sempre dedicato ai temi del Premio Luchetta, girato in suggestive location della città di Trieste.

Emergenza Afghanistan

«L’attività della Fondazione Luchetta – osserva ancora Daniela Luchetta – è spesso una cartina di tornasole anche degli scenari geopolitici in evoluzione: nel corso del 2021 alcune storie si sono intrecciate con un denominatore comune, la provenienza afghana dei bambini presi in carico insieme ai loro familiari. Vicende umane per le quali un positivo sviluppo, con l’intervento della Fondazione Luchetta, è stato propiziato da giornalisti sensibili alle questioni sociali e umanitarie». Nel gennaio 2021, su segnalazione del giornalista Rai Nico Piro – Premio Speciale Luchetta 2021- e grazie all’intervento della comunità di Sant’Egidio, si è finalmente sbloccata la storia di una giovane madre afghana, bloccata nel campo migranti sull’isola greca di Lesbo insieme al figlio gravemente malato. Insieme erano partiti dall’Iran in cerca di possibilità di cura, ma l’arrivo a Lesbo aveva drammaticamente impedito di proseguire nella ricerca di un approdo di assistenza sanitaria. Oggi madre e figlio si trovano al sicuro nella Fondazione per ricevere le cure necessarie all’ospedale di Udine. Ulteriore storia è quella segnalata dalla giornalista Monika Bulaj, relativa ad una famiglia residente a Kabul, composta da madre e 7 figli, due dei quali maggiorenni e con una bambina affetta da grave patologia. La famiglia aveva perso il padre 4 anni fa per mano talebana e dopo la presa del potere del regime nell’agosto scorso era in procinto di evacuare dal Paese, ma l’attentato in aeroporto aveva impedito l’imbarco. Con l’assistenza dell’Ambasciata italiana e attraverso complesse vicissitudini la famiglia è infine riuscita a lasciare l’Afghanistan e si è riunita a Trieste, nella casa di accoglienza della Fondazione Luchetta. La bambina adesso è in cura al Cro di Aviano.

Casa Steffè a Bristie

«L’impegno per la risoluzione di alcune difficili storie di famiglie afghane con minori gravemente ammalati si lega strettamente ai progetti 2022 – anticipa la presidente Daniela Luchetta –. All’accoglienza di ulteriori bambini che non possono curarsi in Afghanistan, insieme alle loro famiglie, potrebbe essere dedicata la struttura di Casa Steffè a Bristie-Sgonico. Ma a seguito della chiusura del progetto SAI-Siproimi e della rinuncia del Comune di Sgonico ai finanziamenti Spar erogati a seguito dell’aggiudicazione del bando del Ministero degli Affari esteri, sono venuti meno i fondi utili al sostegno di qualsiasi progettualità. Al momento solo due famiglie sono tuttora accolte a Casa Steffè, in base alle attività avviate per i titolari di protezione internazionale e i minori stranieri non accompagnati (Sai-Siproimi). Riteniamo che l’esperienza di Bristie rappresenti un riferimento importante per l’attività di solidarietà sanitaria – osserva ancora la presidente Daniela Luchetta – e che Casa Steffè sia un patrimonio potenziale di accoglienza che non va sprecato». E arriva intanto il video che racconta l’impegno della Fondazione Luchetta, con le testimonianze di tre amici: tre importanti nomi del giornalismo italiano, che a Fondazione Luchetta hanno dedicato un saluto speciale, a cominciare da Riccardo Iacona, volto notissimo di tante inchieste e conduttore di Presa Diretta su Rai3, Premio Speciale Luchetta 2019. E altri due volti altrettanto familiari al grande pubblico: Nico Piro, Premio Luchetta 2009 e Premio Speciale Luchetta 2021, e Alessio Zucchini, anchor del Tg1 e conduttore della Serata “I nostri Angeli” nel 2018. Il video sarà online sul sito e i social della Fondazione, dettagli fondazioneluchetta.eu

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In copertina e all’interno Daniela Luchetta presidente della Fondazione umanitaria.

Link sigla un patto fra industria e sindacato per far crescere l’Italia

di Gi Elle

Ormai, in piazza Unità d’Italia, a Trieste, non c’è più traccia del maxi-tendone che ospitava Link 2019. Il Festival del buon giornalismo del Premio Luchetta si è infatti chiuso ieri sera con un bilancio altamente positivo, non solo per la qualità dei relatori e la foltissima partecipazione del pubblico ma anche per l’importanza dei temi trattati, che hanno portato addirittura – nel dialogo fra Giuseppe Bono, Ad Fincantieri (che sponsorizzava l’importante iniziativa culturale), e Maurizio Landini, segretario generale Cgil – a siglare un importante patto fra industria e sindacato per lo sviluppo del Paese.

Oltre 15 mila presenze per trenta appuntamenti nell’arco di tre giorni, preceduti da una partecipatissima serata inaugurale affidata a Riccardo Iacona, Premio Speciale Luchetta 2019, e a Beppe Severgnini con il “Diario sentimentale di un giornalista”: si è dunque conclusa con questo bilancio la 6a edizione di Link, quest’anno un vero sold out nella Fincantieri Newsroom di piazza Unità.
Link festival, promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con il pieno sostegno di Fincantieri e l’apporto della Regione Fvg, ha offerto una linea diretta con l’attualità: nell’arena di piazza Unità si sono alternate le grandi voci del giornalismo: il citato Riccardo Iacona, Premio Speciale Luchetta 2019, Gian Antonio Stella, premio FriulAdria Crédit Agricole Testimoni della Storia; Diego Bianchi ‘Zoro’, premio Luchetta 2019 per il miglior reportage; Enrico Mentana, premio Unicef ‘I nostri Angeli’; e ancora Alberto Matano, Antonio Di Bella, Emma D’Aquino, Claudio Pagliara, Virman Cusenza, Gennaro Sangiuliano, Barbara Schiavulli, Nico Piro, Maria Concetta Mattei, Franco Di Mare e moltissimi altri.

Enrico Mentana con Giovanni Marzini.

Nella giornata conclusiva di Link, il primo bilancio degli organizzatori è decisamente positivo: «Link come motore di progetti che non solo narrano l’attualità, ma la producono – ha spiegato la curatrice del festival, Francesca Fresa –. Lo ha dimostrato sabato sera l’affollatissimo dialogo di cartello fra Giuseppe Bono, Ad Fincantieri, e Maurizio Landini, segretario generale Cgil: Link ha siglato un importante patto fra industria e sindacato per lo sviluppo del Paese, nel segno della formazione e di un’alleanza costruttiva che punta a traghettare l’Italia oltre l’emergenza, con sguardo lungimirante. Per il nostro festival questo è un valore che va oltre l’approfondimento dei temi, ed entra nel vivo del nostro tempo».

«Qualità degli incontri e innovatività come parole chiave di Link 2019, attestate dal grande consenso del pubblico e degli operatori – ha spiegato il direttore editoriale, Giovanni Marzini – Il festival come un vivacissimo rotocalco tv grazie ai mezzi tecnologici messi in campo, con grandi protagonisti che il pubblico ha potuto avvicinare a fine incontro. E quest’anno il festival del buon giornalismo si è compenetrato al Premio Luchetta, che riconosce e valorizza la stampa in prima linea di tutto il mondo. Un evento di caratura internazionale, nella 16ma edizione del Premio e nella 6a edizione di Link festival».
La portata internazionale del festival per i temi, i contenuti, i protagonisti e il grande successo dell’evento è stata sottolineata da Paola Bulgarini, direttore centrale di Fincantieri, partner storico di Link, a conferma di un sostegno convinto al festival del buon giornalismo, e dal capo ufficio stampa della società Antonio Autorino, che ha prospettato per la futura edizione il consolidamento della formula 2019 in cui si sono integrati Link e il Premio.
Lo stretto legame di Link festival con la Fondazione Luchetta, allo scoccare dei suoi 25 anni di attività è stato infine sottolineato dall’organizzatore Federico Prandi, che ha ringraziato il Comune di Trieste per la disponibilità di una piazza straordinaria, evidenziando le potenzialità di un “teatro naturale” messo a disposizione del pubblico anche fuori dall’agorà di Link grazie allo schermo esterno che rilanciava in presa diretta gli incontri del festival.

Marzini con i suoi collaboratori.

Nella mattinata di ieri un vero bagno di folla per l’incontro con Enrico Mentana, Premio Unicef ‘I nostri Angeli’ 2019. Sul caso Altaforte – Salone di Torino ha dichiarato il direttore del Tg La7: «Restano comunque diverse contraddizioni: l’editore di Casapound è fuori dal Salone del libro, ma Casapound è presente nelle competizioni elettorali italiane». E sull’ipotesi censimento dei rom ha osservato che «non si puo’ censire un sottogruppo di italiani che appartiene a una stessa etnia. Anche le altre volte, nella storia, è cominciato cosi’ e abbiamo visto com’è finita…».

L’appuntamento è adesso rinnovato a sabato 8 giugno su Rai1, quando, in seconda serata, andrà in onda il programma “I nostri angeli” in un format totalmente rinnovato. Sarà la giornalista Emma D’Aquino, volto noto dell’edizione serale del Tg1, a condurre “I nostri angeli” 2019, e nel venticinquesimo anniversario della Fondazione Luchetta, dopo quindici anni tra piazza e teatri, l’ormai noto programma di Rai1 diventerà un racconto del buon giornalismo, in dialogo con i vincitori del Premio Luchetta, e avrà come set la città di Trieste.

Il maxi-tendone sempre affollato.

Link Festival 2019, promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con il pieno  sostegno di Fincantieri e l’apporto della Regione Fvg, è stato sostenuto da Crédit Agricole FriulAdria e dalla Fondazione CRTrieste in coorganizzazione con il  Comune di Trieste. Realizzato a cura di Francesca Fresa, per la direzione editoriale di Giovanni Marzini, il festival è stato organizzato da Prandicom, con la collaborazione della Fnsi e dell’Ordine dei Giornalisti. Media partnership la Rai e delle sue testate Rainews24 e Rai Tgr e la sede Rai Friuli Venezia Giulia con il quotidiano Il Piccolo che ha garantito la diretta streaming degli incontri in programma sul proprio sito.

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In copertina, Giuseppe Bono, Fincantieri, e Maurizio Landini, Cgil.