Ginnastica ritmica, l’Asu è d’argento con Tara Dragaš al Grand Prix di Thiais

Con un punteggio totale di 108.252, Tara Dragaš, neo diciottenne ginnasta dell’Associazione Sportiva Udinese, ha incantato il pubblico del Grand Prix di Thiais 2025 (Francia) conquistando la medaglia d’argento. Unica italiana presente in questa importante gara di ginnastica ritmica, la stellina bianconera è stata superata solo dall’ucraina Taisiia Onofriichuk che ha chiuso il concorso generale con 115.251 punti. Terzo posto per l’altra ucraina, Polina Karika, con 107.301. «Bravissima Tara – ha commentato il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta -. Stai raggiungendo i risultati che ti meriti. Frutto del tuo lavoro, dalla tua determinazione, dell’impegno e della passione che ci metti tutti i giorni. Continua così». Grande gioia anche nelle parole dell’allenatrice, Spela Dragaš: «Sono felice perchè Tara è riuscita a portare in pedana ciò che noi vediamo tutti i giorni durante gli allenamenti. È competitiva anche in campo internazionale».
Entrando più nei dettagli tecnici del Grand Prix, la coach ha ricordato come: «Superate alcune incertezze iniziali, ha rotto il giacchio e l’emozione ha lasciato spazio alla grinta che la contraddistingue. Un esercizio dopo l’altro è cresciuta. Dal cerchio (26,034) alla palla (26,017), dalla palla alle clavette (27,967), ha chiuso in bellezza con il nastro (28,234), attrezzo nel quale è stata perfetta e magistrale e dove ha maturato un punteggio di solo 0,10 inferiore a Onofriichuk. Nelle finali, carica di queste prime prove, è partita stanca ma consapevole e questo le ha consentito di raggiungere il secondo gradino più alto del podio», confermandosi una delle prime individualiste italiane. Prossime tappe: la terza prova di campionato di seria A1, il 12 e 13 aprile, e la coppa del mondo di Baku, fra il 18 e il 20 aprile.

Importanti nomine

L’Associazione Sportiva Udinese si conferma protagonista nel panorama schermistico nazionale, non solo in pedana: il consiglio della Federazione Italiana Scherma, in occasione del recente rinnovo delle commissioni federali nazionali e dei gruppi di lavoro per il nuovo quadriennio olimpico, ha conferito tre importanti nomine ad altrettanti componenti dell’Asu. Il presidente, ingegner Alessandro Nutta, è stato nominato componente della commissione impianti, che si occupa della valutazione e regolamentazione delle strutture e degli impianti sportivi federali. Il tecnico delle armi, Michael Pasut, è stato nominato componente della commissione Semi – Segnalazione Elettrica Materiali Installazioni, gruppo di esperti sui materiali e sulle attrezzature di scherma, incaricato di regolamentare e sorvegliare l’utilizzo dei materiali ai fini della sicurezza e del regolamento in gare nazionali e internazionali. L’atleta master Niccolò Cecchinato è stato nominato delegato regionale Gsa – Gruppo Schermistico Arbitrale per il Friuli Venezia Giulia, incaricato quindi della gestione degli ufficiali di gara del Comitato Regionale FVG, nonché della loro continua formazione. L’ennesima dimostrazione di come la società si impegni seriamente e con professionalità, sia nel campo garistico, che in ambito organizzativo.

Progetto Sicurezza

Il “Progetto Sicurezza” dell’Associazione Sportiva Udinese si consolida e si arricchisce di un’importante novità: grazie al sostegno della Fondazione Friuli e di Md Systems, nuovo sponsor della società bianconera, il PalaPrexta è stato dotato di uno sistema di videosorveglianza. Nel pieno rispetto delle normative vigenti, sono infatti state installate delle telecamere di videosorveglianza lungo il vialetto di accesso alla polisportiva e nelle zone comuni dell’impianto. L’obiettivo è quello di tutelare tutti coloro che frequentano la struttura e, in particolare, i più giovani atleti dell’Associazione Sportiva Udinese.
«Per il nostro 150° anniversario abbiamo scelto di dare concretezza a questo progetto sul quale abbiamo a lungo riflettuto – ha ricordato il direttore generale dell’Asu, Nicola Di Benedetto, riferendosi al “progetto sicurezza” -. Da tempo stiamo investendo, su più fronti, sulla sicurezza dei nostri atleti. Ricordo l’installazione dei Trox Air Purifier (Tap), ma anche, negli spogliatoi e nelle zone comuni, della presenza di un sistema professionale per la sanificazione automatica delle unità di trattamento aria (Sap-Uta) e poi la climatizzazione sanificante nelle zone comuni, nella zona scherma e nella zona studio servizio di portierato per la sicurezza dei più piccoli. In questo contesto abbiamo ritenuto che fosse oramai necessario anche dotarsi di un sistema di video sorveglianza a tutela delle tesserate e dei tesserati – ha chiuso -. Per aggiungere questo nuovo “mattoncino” dobbiamo ringraziare, per il sostegno ricevuto, la Fondazione Friuli e Md Systems, che in questi mesi ha scelto di diventare nostro sponsor, unendosi alle altre realtà che da tempo credono in noi».
Md Systems, azienda friulana con sede a Pagnacco, è un punto di riferimento nel settore della sicurezza professionale. L’azienda nasce con l’obiettivo di progettare, installare e mantenere sistemi di sicurezza avanzati, offrendo soluzioni su misura per privati, aziende e istituzioni. Ogni progetto viene realizzato con la massima attenzione ai dettagli e al cliente, offrendo un servizio completo e personalizzato, che va dalla consulenza iniziale all’assistenza post-installazione. «Collaborare con Asu – una società d’eccellenza che gestisce uno degli impianti più belli d’Italia – per una sicura permanenza dei giovani all’interno del PalaPrexta è per noi motivo di orgoglio. Md Systems Spa è da sempre vicina al mondo dello sport giovanile e garantisce la sicurezza dei ragazzi e delle loro famiglie. Pertanto – hanno sottolineato dall’azienda – abbiamo sostenuto con piacere il progetto sicurezza che non si fermerà alla videosorveglianza e ci auguriamo che possa proseguire negli anni».

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In copertina, Tara Dragaš stella dell’Asu sul podio con la medaglia d’argento.

“La grande linea”, questa sera a Corva il docufilm su Bartolomeo da Panigai

Approda al Centro sociale di Corva di Azzano Decimo “La grande linea”, docufilm che racconta la vita dello studioso e religioso Bartolomeo da Panigai. Appuntamento questa sera, alle 21. L’opera audiovisiva è stata ideata da Diego Comuzzi, Mara Gobbo e Loris Tesolin. Gli autori hanno voluto riportare alla luce questo personaggio oggi quasi dimenticato, le cui idee e azioni hanno avuto influenze sulla storia dell’Europa, dell’America Latina e in generale della civiltà occidentale.
La serata è organizzata grazie alla collaborazione tra Comune di Azzano Decimo, Accademia San Marco di Pordenone, Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti e Circolo culturale di Corva, con l’importante sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni, Unsic Fvg, Villa Maria Spumanti e Unipromos Ets. La prima proiezione era avvenuta a Pravisdomini, Comune in cui si trova Panigai, lo scorso ottobre.
«Siamo lieti – ha affermato il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro, ringraziando anche tutti gli altri partner della serata – di essere parte di questo progetto anche in questa fase successiva che dopo la prima si apre al territorio provinciale con una serie di successive proiezioni. Il docufilm non si limita a raccontare la storia di Bartolomeo da Panigai, ma offre anche uno spaccato del contesto storico e culturale in cui ha vissuto, valorizzando le sue radici friulane. È un patrimonio inestimabile che in questo modo possiamo custodire e tramandare alle nuove generazioni».
«Un progetto – aveva sottolineato al momento della prima Alvaro Cardin, presidente dell’Accademia San Marco – di vasto respiro che abbiamo sostenuto con piacere e che ripercorre avvenimenti di un periodo fondamentale nella costruzione della civiltà occidentale. La vita di padre Bartolomeo fu anche un primo contatto tra le nostre terre e il Sudamerica, poi punto di arrivo per molti nostri corregionali i cui discendenti ancora oggi vivono laggiù».
Originario dell’omonima località di Pravisdomini – caratterizzata dal celebre palazzo della nobile famiglia e dove la piazzetta è a lui dedicata (con il nome di Bortolo) -, Bartolomeo è stato una personalità poliedrica del 18mo secolo. Fu infatti gesuita, matematico, fisico, cartografo, geografo, astronomo, naturalista, diplomatico, giurista, retore, filosofo e teologo. Il suo massimo incarico nel 1750, quando tracciò in Sudamerica i confini (la grande linea per l’appunto) tra Impero spagnolo e Impero portoghese.

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In copertina, la chiesetta di Panigai località di Pravisdomini della quale era originario padre Bartolomeo.

Al via a Udine gli Open Dialogues: due intensi giorni di dibattito sull’economia Fvg nel contesto internazionale

Il sipario sulla terza edizione di Open Dialogues for the future si è appena alzano stamane, a Udine, nella Chiesa di San Francesco, con la regia del presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, ideatrice dell’evento, Giovanni Da Pozzo, e del vicepresidente Michelangelo Agrusti. Via, quindi, agli interventi di apertura dei rappresentanti delle istituzioni che, assieme all’ente camerale, sostengono e appoggiano il forum e che sono Regione Fvg, Comune di Udine, Fondazione Friuli, Università di Udine, con il patrocinio di Unioncamere e Ministero delle imprese e del Made in Italy. Per la Giunta Fedriga sono annunciati gli interventi dell’assessore alle attività produttive, Sergio Emidio Bini, e per il Comune ospitante del sindaco Alberto Felice De Toni; atteso anche il discorso del presidente Unioncamere, Andrea Prete. Quindi, il via ufficiale ai dibattiti, diretti dal direttore scientifico di Odff, Federico Rampini, e con il coordinamento di Filippo Malinverno di The European House – Ambrosetti, assieme a cui la Cciaa cura la manifestazione fin dall’inizio. La parola andrà a Sylvie Goulard, docente di Global affairs and geopolitics Sda Bocconi, Nathalie Tocci direttrice dell’Istituto Affari Internazionali, Orietta Moscatelli analista di Limes, Arduino Paniccia presidente dell’Asce Venezia e Ana Palacio, già Ministra degli esteri della Spagna e oggi docente alla Walsh School of Foreign Service, Georgetown University.

Federico Rampini


Nel pomeriggio, il palco sarà quello della sede della Fondazione Friuli in via Gemona, dove ad accogliere relatori e ospiti sarà il presidente Giuseppe Morandini. Il programma del pomeriggio sarà ricchissimo e prevede in apertura, alle 14.15, anche l’intervento del presidente di Ice Matteo Zoppas. Quindi il dibattito su Europa e Italia di fronte alle sfide della competitività, con Riccardo Crescenzi della London School of Economics, Brunello Rosa senior executive fellow di Economics, Sda Bocconi School of Management, Marco Martella, professore e già direttore della Banca d’Italia a Trieste, seguiti da una conversazione fra il direttore Rampini ed Enzo Mattioli Ferrari, ceo di Ferrari Family Investments. Il dibattito si sposterà quindi sul Friuli Venezia Giulia nello scacchiere internazionale e assieme a Rampini dialogherà il presidente della Regione Massimiliano Fedriga (orario previsto attorno alle 15.30/15.45). Concluderà il pomeriggio un confronto sul ruolo di Italia, Francia e Germania e sarà introdotto da Martin Briens, ambasciatore di Francia in Italia (in videocollegamento) e da Benjamin Hanna, viceambasciatore di Germania in Italia. A discutere in sala assieme a Rampini saranno quindi Paolo Mieli, storico, saggista ed editorialista, Gilles Gressani, direttore di Le Grand Continent, e Wolfgang Munchau, direttore di Eurointelligence.
Domani, i lavori si apriranno alle 10 nella Sala Valduga della Camera di Commercio. Con la moderazione di Malinverno di Ambrosetti, il dibattito verterà su “Comprendere gli Stati Uniti: strategie internazionali e dinamiche interne della superpotenza americana”. La panoramica iniziale sarà offerta da Rampini, che introdurrà il videocommento, realizzato appositamente per Odff, dell’ex direttore della Cia David Petraeus. Quindi la discussione in sala Valduga proseguirà con il politologo e saggista Robert D. Kaplan e, in collegamento, Benedetta Berti, director of Policy Planning della Nato e Alessandro Terzulli, chief economist di Sace. Alle 12, il focus sui rapporti economici Fvg-Usa, con gli interventi di Robert Allegrini, presidente del Niaf, Camilla Benedetti, vicepresidente di Danieli, e Lydia Alessio – Vernì direttrice Agenzia Lavoro & SviluppoImpresa della Regione.
Nel pomeriggio, il gran finale, all’auditorium Sgorlon dell’Università, in via Margreth. Comincerà alle 14.45 il dibattito conclusivo su giovani e innovazione per la competitività delle imprese. Padrone di casa il rettore dell’ateneo udinese, Roberto Pinton, che dopo il suo intervento passerà il microfono ad Alec Ross, docente alla Bologna Business School, imprenditore ed esperto di politiche tecnologiche, Elena Alberti, ad di Penske Automotive Italy, Angelo Montanari, professore di Computer Science all’Università di Udine e Alessandro Piol presidente di Epistemic Ai. A chiudere l’edizione 2025 di Open Dialogues saranno infine il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, e il direttore scientifico, Federico Rampini.

L’ente camerale di Udine.

Media partner dell’evento 2025 sono Corriere della Sera, Gruppo Nem, Rai Fvg e Ansa Fvg.

Le prenotazioni per partecipare in presenza restano aperte solo per l’incontro conclusivo di domani pomeriggio, mentre per gli altri dibattiti sono chiuse. Chi si non è riuscito a iscriversi può comunque seguire tutto l’evento in diretta streaming, su www.opendialogues.eu, sito ufficiale della manifestazione, o iscrivendosi al canale YouTube della Camera di Commercio Pn-Ud, https://www.youtube.com/@upeconomia. I video resteranno online anche a manifestazione conclusa.
Sul sito è sempre disponibile il programma aggiornato in tempo reale e per raccontare l’evento sui social network attraverso si potrà usare l’hashtag dedicato #Odff2025.
I canali ufficiali sui cui si parlerà dell’evento sono questi:
Camera di Commercio di Pordenone-Udine: UP! Economia – YouTubeInstagramFacebook, e LinkedIn
The European House-Ambrosetti: X e LinkedIn

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In copertina, il presidente della Cciaa Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo.

“Piazza Novecento”, disponibili online le mappe interattive di dieci città Fvg. “Altrememorie” invita a Campoformido

Sono online, su www.bottegaerrante.it, le mappe interattive, la linea del tempo e i podcast realizzati da Bottega Errante nell’ambito di “Piazza Novecento”, progetto firmato della stessa associazione culturale e realizzato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. «Siamo arrivati alla tappa finale del progetto – hanno spiegato da Bottega Errante -. Dopo dieci passeggiate in dieci città del Friuli Venezia Giulia (Monfalcone, Venzone, Gorizia, Trieste, Aquileia, Udine, Pordenone, Torviscosa, Cividale, Tolmezzo) – grazie alla consulenza storica del professor Enrico Folisi e agli scatti del fotografo Paolo Brisighelli – abbiamo ora concluso anche la mappa interattiva (una per ogni piazza), e una linea del tempo, che siamo entusiasti di rendere disponibili per tutti sul nostro sito, assieme ai podcast».

MAPPE INTERATTIVE – L’utente, entrando sul sito, accedendo alla pagina dedicata, troverà dieci mappe per le dieci piazze che i cittadini hanno imparato a conoscere grazie a delle passeggiate gratuite condotte da storici, giornalisti e scrittori: guide d’eccezione che li hanno accompagnati, nei mesi scorsi, a visitare le città con gli occhi del Novecento, riscoprendone i luoghi significativi che ne hanno fatto la storia. All’interno di ciascuna tappa sarà possibile consultare foto d’archivio, video, immagini, testi scritti ad hoc dal professor Folisi che sintetizzano alcuni accadimenti avvenuti nella singola location nel secolo passato. Il visitatore potrà muoversi all’interno dello spazio della piazza e fermarsi virtualmente su un palazzo, una fontana, un teatro e consultare contenuti inediti che raccontano le principali vicende storiche e sociali.
LINEA DEL TEMPO – «Con lo stesso principio, ma partendo dalla prospettiva del tempo, a disposizione degli utenti ci sarà anche una linea del tempo interattiva dove, alle singole date chiave del Novecento, saranno associati materiali d’archivio, immagini e video in una sorta di cronologia storica che testimonia come il Friuli Venezia Giulia sia sempre stato al centro di avvenimenti globali», hanno raccontato ancora gli ideatori del progetto.
PODCAST – Nella stessa sezione del sito sarà disponibile anche il podcast “Piazza 900”: in quattro puntate, realizzate in collaborazione con Radio Onde Furlane, e scritte, curate e raccontate da Monica Mosolo, a partire da una piazza simbolica di ciascuno dei capoluoghi del Fvg, attraverso una narrazione più soggettiva, le piazze prenderanno voce, fornendo informazioni storiche ma anche suggestioni, emozioni e punti di osservazione nuovi. Dopo gli appuntamenti di Gorizia, Pordenone e Trieste, l’ultimo sarà a Udine martedì 4 marzo, alle 8.30.
Il progetto è stato realizzato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli; con i contributi di Pro loco Venzone, Caffaro industrie spa, Pro Loco Aquileia; grazie al partenariato dei Comuni di Udine e di Pordenone, dell’Università degli Studi di Udine DIUM, dell’Associazione èStoria, dell’Associazione Tiere Motus; con la collaborazione dei Comuni delle singole città e della casa editrice Bottega Errante Edizioni srl oltre alle sopracitate realtà.

Monica Mosolo

Altrememorie 2025 prosegue con tre nuove restituzioni pubbliche di altrettanti progetti di residenza. Tre punti di vista e di analisi differenti che trovano il loro incontro nella location che ospiterà gli appuntamenti con il pubblico: lo spazio Le(Serre a Campoformido (strada delle Betulle 21/12). Il 2 marzo, alle 11, il duo Scartoni/Donati rifletterà sul rapporto tra individuo e contesto urbano, analizzando come la percezione dello spazio cambi a seconda dello sguardo.
SCARTONI/DONATI – A cura di duepunti in collaborazione con C.A.G. Pozzuolo del Friuli, attraverso l’intermedialità dei linguaggi e la decostruzione di pratiche relazionali, rifletteranno sul rapporto tra individuo e contesto urbano, analizzando come la percezione dello spazio cambi a seconda dello sguardo. Durante la restituzione si assisterà a un momento di confronto sul processo attivato nei luoghi stessi in cui hanno operato e con le persone coinvolte.
MONTESANTO/SORANZIO – Federica Montesanto e Ilaria Soranzio, protagoniste di un’altra residenza curata sempre da duepunti, trasformeranno elementi visivi e simbolici della periferia in strutture grafiche e compositive, tra astrazione e riconoscibilità. Il tutto sarà esposto e raccontato allo spazio Le(Serre il 16 marzo alle 11. La periferia, spesso percepita come margine, si trasformerà, nel loro lavoro, in una piattaforma di indagine dove il linguaggio dell’arte genererà nuove letture e possibilità di appartenenza. Grazie all’incontro tra le pratiche di stampa serigrafica e graphic design, che caratterizzano il lavoro delle due artiste, ci si potrà interrogare sul rapporto tra memoria, segni e stratificazioni visive del territorio.
SUL TORRE – A chiudere l’edizione del 2025 di Altrememorie sarà il lavoro di Giovanni Chiarot e Matteo Carli portato al pubblico il 21 marzo, alle 18, una nuova esposizione. I due artisti si occuperanno di una ricerca a più livelli sul bacino idrografico ed emozionale del fiume Torre, una residenza a cura di Zeroidee APS. Un punto di vista in ascolto di chi il fiume lo abita e lo vive. Attraverso il medium della fotografia, dell’intervista e della cartografia, sarà esposto un processo di ricerca che è ai suoi inizi e che intende crescere e svilupparsi nel tempo. “Sul Torre” è un’attività di indagine artistica multidisciplinare che indaga il fiume con l’obiettivo di restituirne una geografia complessa e stratificata.
Il progetto è realizzato dall’omonima associazione grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Turismo Fvg e Fondazione Friuli e in collaborazione con Zeroidee APS, duepunti APS, Damatrà onlus, Kulturno Izobrazevalno Drustvo PiNa, HEKA, Menti Libere. Info: Facebook, leserre.co

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In copertina, Benito Mussolini a Torviscosa nel 1938; all’interno, piazzale XXVI Luglio nel 1920 a Udine: foto della collezione di Enrico Folisi e Paolo Brisighelli.

Qui sopra, infine, due opere di Altrememorie: crediti di Donati-Scartoni.

Emergenze idrogeologiche, oggi a Pordenone confronto con Teatro Verdi e Cai per R-Evolution Green

Un nuovo appuntamento al Teatro Verdi Pordenone con R-Evolution Green, la rassegna ideata e organizzata assieme al Club Alpino Italiano, e curata dal docente di Geografia all’Università degli Studi di Padova Mauro Varotto, che chiama a raccolta esperti, scrittori, climatologi e storici per riflettere su una nuova idea di Montagna. In cartellone oggi, alle 18, al Ridotto del Verdi un incontro che affronta uno dei temi di maggiore attualità di questi ultimi anni in relazione ai cambiamenti climatici: quello delle emergenze idrogeologiche.

Sofia Farina

Andrea Zannini


A dialogarne assieme la fisica dell’atmosfera Sofia Farina e lo scrittore e docente di Storia dell’Europa all’Università di Udine, Andrea Zannini, che si confrontano su “Acqua che spacca il monte, che affonda terra e ponte: risorse idriche e cambiamenti climatici tra storia e futuro”. Al centro del dialogo una riflessione sul fatto che eventi estremi e alluvioni a cadenza pluridecennale aumenteranno la loro frequenza nei prossimi decenni a causa del riscaldamento globale, alternandosi a periodi di siccità sempre più intense e prolungate. La gestione dell’acqua e dei deflussi avrà dunque un ruolo centrale nella montagna del futuro: in particolare il ruolo delle dighe e degli invasi idroelettrici (vecchi e nuovi) è destinato ad assumere una valenza strategica all’interno dei piani di adattamento e mitigazione.
Il confronto tra una climatologa e uno storico consentirà di approfondire il ruolo passato, presente e futuro dei bacini idroelettrici, invitando ad un ripensamento della loro funzione e gestione a partire dai contestati progetti in corso: montagna e pianura possono salvarsi soltanto insieme. L’ingresso è libero. Per info e prenotazioni www.teatroverdipordenone.it
R-Evolution Green è organizzata dal Teatro Verdi Pordenone con il Club Alpino Italiano con la partnership di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Comune di Pordenone, con il sostegno particolare di Fondazione Friuli e Camera di Commercio Pordenone Udine e il patrocinio di Uncem, Fondazione Dolomiti Unesco, Comunità di Montagna della Prealpi Friulane Orientali e Parco Naturale Dolomiti Friulane e con la media partnership del portale web L’AltraMontagna.

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In copertina, un’immagine del bellissimo lago di Sauris originato da un bacino idroelettrico.

(Foto blog_magicsauris@maxranchi)

Asu, 150 anni di sport in Friuli: da domani una mostra in Galleria Modotti a Udine

Il 10 gennaio scorso ha preso il via un anno intero di eventi che suggelleranno il secolo e mezzo di storia di una delle società sportive più longeve non solo del Friuli Venezia Giulia, ma dell’Italia intera: l’Associazione Sportiva Udinese. Seconda tappa di queste celebrazioni, in ordine di tempo, sarà la mostra che verrà ospitata alla Galleria Tina Modotti di Udine (via Sarpi), grazie alla collaborazione con il Comune di Udine.
L’esposizione, intitolata “Asu 150 anni di Sport in Friuli” sarà inaugurata domani, 21 febbraio, alle 18, alla presenza degli assessori Federico Pirone e Chiara Dazzan oltre che del presidente dell’Asu, Alessandro Nutta. In mostra i cittadini e i turisti troveranno un racconto per immagini dei 150 anni di storia dell’Asu, assieme a qualche cimelio.

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Disabilità, corso di successo

Un vero successo. Il “Corso per istruttore multisport di base e di alta specializzazione per tecnici che trattano la disabilità fisica e intellettiva”, organizzato dall’Associazione Sportiva Udinese – in collaborazione con Csen Fvg – grazie al sostegno di partner fondamentali come la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, attraverso l’Ente di Promozione Sportiva Eisi, la Fondazione Pietro Pittini e la Fondazione Friuli – si è chiuso fra l’entusiasmo generale. «I corsisti si sono distinti per l’interesse e la passione per il tema della disabilità nello sport, tanto da rendere i relatori particolarmente entusiasti e desiderosi di trasmettere al meglio non solo le competenze teoriche, ma anche la loro esperienza sul campo. Speriamo che questo corso sia il seme per lo sviluppo di tante collaborazioni, per lo scambio di informazioni e per la costruzione di un lavoro in rete. Senz’altro nuova occasione di incontro sarà la “Festa dello sport inclusivo” in previsione a fine marzo», ha spiegato Chiara Candelotto, coordinatrice del progetto e portavoce degli organizzatori. Il corso era rivolto non solo a tutti i lavoratori dell’ambito sportivo, ma anche a educatori o insegnanti di sostegno delle scuole, persone che, per esperienza e formazione, hanno la giusta predisposizione all’accompagnamento e alla formazione di disabili. Gli oltre 60 iscritti hanno partecipato a cinque giornate di lezioni frontali e sei ore di corso online durante le quali professionisti del settore li hanno formati su area medica, fisiologica, psicologica, tecnica; con attività anche sul campo. Tutti hanno ricevuto il brevetto che consentirà di lavorare in ambito sportivo con persone con disabilità fisica o intellettiva.

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Per chi ancora non la conoscesse sarà così possibile vedere come la società friulana sia cresciuta e cambiata assieme alla città di Udine e al Friuli. Un rapporto indissolubile con il territorio testimoniato anche dalle sedi che l’hanno ospitata. Una storia fatta di uomini visionari (Cavalier conte Antonino Di Prampero; cavalier Angelo De Girolami; conte Francesco Caratti; avvocato Carlo Luigi Schiavi; Giovan Battista Tellini; Francesco Braida; Lanfranco Morgante; Carlo Facci; avvocato Adolfo Centa; Enrico del Fabbro; avvocato Giovan Battista Antonini; professor Giovanni Marinelli; Luigi Marchesetti; avvocato Giacomo Baschiera) che hanno creduto in un’idea: fondare una società sportiva a favore dei giovani udinesi. Uomini che forse non avrebbero creduto di dare forma a una polisportiva che oggi conta quasi duemila tesserati, dopo aver superato tutte le sfide che la storia gli ha posto. Una polisportiva che a 150 anni è proiettata ancora verso il futuro. La mostra, a ingresso gratuito, resterà visitabile fino al 2 marzo, nei fine settimana: nelle giornate di venerdì dalle 15 alle 18.30; il sabato dalle 10 alle 19; la domenica dalle 10-18.30.

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In copertina, ginnasti e schermidori della società udinese nel lontano 1886.

Altrememorie, oggi appuntamento con Vicente Yanez a Campoformido

Nuova edizione per Altrememorie: progetto realizzato dall’omonima associazione grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Turismo Fvg e Fondazione Friuli, in collaborazione con Zeroidee Aps, duepunti Aps, Damatrà onlus, Kulturno Izobrazevalno Drustvo PiNa, Heka, Menti Libere. La prima residenza artistica in programma nel 2025 – Inside the noise – si sta svolgendo fra Capodistria e Udine, in collaborazione con PiNa.
Il protagonista è Vicente Yanez: artista del suono, compositore, produttore, ingegnere di missaggio e chitarrista nato in Cile ma trapiantato a Berlino, dove sta completando un master in Sound Arts. Per scoprire il risultato della sua indagine artistica l’appuntamento è allo Spazio Le Serre (strada delle Betulle 21/12, Campoformido), oggi, alle 18, quando è in programma la sua restituzione pubblica. Il suo progetto cerca di indagare il potenziale del lavoro con il suono spaziale, concentrandosi sui temi della specificità del sito, del rumore e delle relazioni interpersonali e ambientali. Il progetto esamina l’acustica degli spazi pubblici ed esplora l’interazione tra i suoni percepiti come naturali o piacevoli e le soglie di ciò che viene comunemente definito “inquinamento acustico”.
Altrememorie, che intende sviluppare una nuova narrazione e interpretazione del territorio, attraverso i diversi linguaggi dell’arte contemporanea, anche nel 2025 promuoverà e ospiterà residenze ed esposizioni artistiche, fino alla primavera.

E tre! A Udine torna “Open Dialogues” e il Fvg si ritrova al centro dei nuovi scenari geopolitici e degli impatti socioeconomici

È di nuovo il momento di “Open Dialogues for the Future”. Udine torna al centro del dibattito sugli scenari geopolitici internazionali e sui loro impatti socioeconomici. È stata, infatti, presentata ieri la nuova edizione del forum voluto dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine in collaborazione con The European House-Ambrosetti e con la direzione scientifica di Federico Rampini: dopo il successo delle prime due edizioni, nel 2023 e nel 2024, e l’anteprima milanese dello scorso dicembre alla presenza dell’ambasciatrice italiana a Washington Mariangela Zappia, l’evento è pronto ad “andare in scena” giovedì 6 e venerdì 7 marzo prossimi, confermandosi piattaforma di confronto che coinvolge esperti, accademici, leader d’impresa e responsabili istituzionali.


Alla conferenza stampa di lancio sono intervenuti, ospiti in regione dell’assessore alle attività produttive Sergio Emidio Bini, il presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, in videocollegamento da New York il direttore Rampini e Filippo Malinverno di The European House-Ambrosetti, in qualità di coordinatore del programma del forum. Ad aprire i lavori, i saluti dei partner: il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi, il presidente della Fondazione Friuli Giuseppe Morandini e il prorettore vicario dell’Università di Udine, Andrea Cafarelli. «Il futuro nasce dalla conoscenza e, in tempi particolarmente complessi e di veloce cambiamento come quelli nei quali viviamo, che ci impongono una riflessione concreta e un approfondimento costante rispetto alle dinamiche della geopolitica e della geoeconomia del nostro pianeta, Open dialogues for the future ci fornisce importanti possibilità di confronto. Si configura come un utile e attuale strumento di orientamento, una bussola per la navigazione in una dimensione sociale ed economica che ha un impatto sulla vita di tutti i cittadini, delle istituzioni e della realtà imprenditoriale. Per questo la Regione Friuli Venezia Giulia sostiene questa intensa due-giorni con esperti, accademici, leader di impresa e responsabili istituzionali», ha osservato Bini che ha portato l’adesione della Giunta guidata da Massimiliano Fedriga.
Se il 2024 è stato un anno di grandi elezioni, il 2025 si presenta a sua volta come cruciale per la “messa a terra” dei programmi elettorali, in particolare – ma non solo – di quegli Stati Uniti che proprio a inizio 2025 hanno visto l’insediamento del nuovo governo Trump. Un fatto già di per sé in grado di incidere in modo significativo sulla situazione internazionale e specialmente sui tanti fronti caldi aperti, a partire dal perdurante conflitto in Ucraina fino al più recente e profondamente incerto fronte in Medio Oriente. Non solo: si pensi all’emergere di nuove alleanze e strategie commerciali e alle chiusure (spesso brusche) di rotte e relazioni che apparivano consolidate da decenni, alle nuove potenze economiche che si affacciano sulla scena o ancora a una Germania, storico punto fermo, oggi in difficoltà sulla scia dell’esposizione verso la Cina, e alle conseguenze che si ripercuotono sull’economia italiana e del Fvg in particolare.
Come nelle scorse edizioni, il collegamento con la realtà istituzionale e imprenditoriale locale sarà centrale. Il sistema-regione è infatti da sempre vocato all’export e all’innovazione per competere sui mercati internazionali e in particolare su quegli Stati Uniti che saranno oggetto di un approfondimento specifico, in quanto mercato su cui il Friuli Venezia Giulia sta puntando in questi anni. E la Regione Fvg è infatti uno dei partner di Open Dialogues: assieme a essa, a sostenere il forum della Cciaa Pn-Ud ci sono Comune di Udine e Fondazione Friuli, unite al patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle imprese e del Made in Italy. Quest’anno, Odff vede anche la partecipazione dell’Università di Udine.
GLI INTERVENTI – «Si consolida con il 2025 il nostro Open Dialogues, contando anche sul supporto di Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli, che assieme alla partecipazione dell’Università ci garantiscono una condivisione istituzionale davvero importante: grazie a questa collaborazione, offriremo tutti insieme un evento partecipato e diffuso nel cuore della città di Udine, storicamente crocevia di popoli e culture e con una spiccata apertura verso tutto il mondo. Un luogo ideale per un confronto a più voci tra autorevoli esperti internazionali, analisti e imprenditori, utile ad aiutare tutti noi a leggere e interpretare meglio questa complessa realtà geopolitica e geo-economica globale in cui siamo immersi, con le nostre imprese, le nostre economie e più in generale con le nostre vite», ha affermato Giovanni Da Pozzo, presidente Camera di Commercio Pordenone-Udine.


«L’America di Trump sorprende, sconcerta, spaventa molti europei. La Germania apre un nuovo capitolo politico e di governo. Due conflitti rimangono aperti alle porte dell’Europa. L’uscita della Cina dalla sua crisi rimane incerta. Il Forum Open Dialogues for the future è l’appuntamento ideale per diradare il polverone, uscire dalla modalità del panico permanente, andare in profondità. Il mondo delle imprese, in particolare, ha bisogno di uno sguardo lucido e nervi saldi, per affrontare il nuovo scenario», gli ha fatto eco da New York Federico Rampini.
«In tre anni di attività siamo riusciti, grazie al costante e importante lavoro di tutti i partner dell’iniziativa, a consolidare Open Dialogues come la principale piattaforma in Italia per l’analisi delle dinamiche geoeconomiche e geopolitiche, garantendo un solido legame con il territorio del Friuli-Venezia Giulia e il suo tessuto produttivo, fortemente votato all’export e quindi esposto a shock esogeni di portata storica. Il programma della terza edizione, di alto livello e intensità, ci guiderà ancora una volta in un’analisi approfondita dello scenario globale odierno, sempre più ricco di sfide ma anche di opportunità», ha poi osservato Filippo Malinverno.
«Siamo felici di essere partner di questa iniziativa insolita, insolita perché ci permette di guardare al mondo e proietta la nostra città in uno scenario più ampio. Grazie a tutti i partner: non è scontato riuscire a costruire una collaborazione così ramificata ed è bello essere seduti insieme al tavolo», ha detto invece- Alessandro Venanzi, vicesindaco di Udine, portando il saluto del primo cittadino Felice De Toni.
«A questa iniziativa ci siamo affezionati da subito e si è rivelata immediatamente eccezionale per gli addetti ai lavori, ma è risultata attrattiva per un pubblico più ampio. Sul tema della geopolitica tutti i noi, imprese e cittadini, dobbiamo imparare ad accorciare le distanze, perché la velocità delle ricadute è oggi estrema, ricadute che ci troviamo nei bilanci delle nostre aziende e nelle famiglie. Dunque questa iniziativa ha anche un importante valore sociale», ha quindi sottolineato Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli. Gli ha fatto seguito Andrea Cafarelli, prorettore Università di Udine: «Abbiamo accolto senza esitazione la chiamata alla collaborazione del presidente Da Pozzo per Odff, che affronta temi di frontiera di grande attualità. Un’iniziativa che ha già fatto il suo rodaggio e si proietta nel futuro come evento stabile e di grande importanza nel suo rivolgersi in particolare ai giovani e soprattutto agli studenti, che coinvolgeremo direttamente».
Infine, la Regione Fvg. «Il programma di Open Dialogues è strategico e non solo per le imprese e questo territorio. Il Fvg è crocevia d’Europa e regione votata all’export, Germania e Usa in primis, su cui continueremo a puntare per lo sviluppo della nostra economia. Personalmente, pur essendo un europeista convinto, sono anche critico nei confronti delle non-politiche industriali che l’Europa sta mettendo in piedi. Quello che mi preoccupa è una certa timidezza da parte dei vertici europei ad affrontare seriamente temi della competitività del continente, che influenzano fortemente il nostro Paese. Sarà dunque interessante ascoltare i dibattiti che Open Dialogues propone, perché ci portano al centro degli eventi in cui tutti siamo coinvolti in prima persona», ha affermato l’assessore alle attività produttive, Sergio Emidio Bini.

LA STRUTTURA – “Open Dialogues for The Future” si articola su due giornate suddivise ciascuna in due moduli (mattina e pomeriggio), ognuno in una sede diversa, sempre nel centro città, con più panel costruiti a seconda dei temi trattati. Il primo giorno è dedicato ad introdurre “il mondo che cambia: scenario geopolitico fra due guerre e tre continenti”, mentre in pomeriggio lo scenario geo-economico sarà al centro dei dibattiti, concentrandosi anche in particolare sulla situazione di Italia, Francia e Germania e con un videocollegamento con l’ex direttore della Cia David Petreus. La seconda mattinata sarà concentrata a comprendere meglio gli Stati Uniti, fra strategie internazionali e dinamiche interne della superpotenza americana, con un focus sui rapporti economici tra Nord America e Friuli Venezia Giulia, mentre il pomeriggio conclusivo sarà come sempre dedicato ai giovani, con un dibattito che porrà al centro le opportunità date dall’innovazione e dall’iniziativa imprenditoriale.

I LUOGHI – Oltre alla sede della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, la terza edizione si apre nuovamente agli attori della vita economica e sociale della città, grazie alla collaborazione dei partner istituzionali. Pertanto, per il 2025, il sipario si alzerà giovedì 6 mattina nella Chiesa di san Francesco, attigua alla sede camerale, e quindi il forum proseguirà giovedì 6 pomeriggio nella sede storica della Fondazione Friuli. La mattina della seconda giornata si terrà invece proprio in Cciaa, in sala Valduga (piazza Venerio), mentre l’evento conclusivo del venerdì 7 pomeriggio sarà a poca distanza, all’Auditorium Sgorlon dell’Università di Udine, in via Margreth.

I panel di Open Dialogues for The Future saranno a ingresso libero su prenotazione, che andrà effettuata tramite modulo online dal sito www.opendialogues.eu, sito ufficiale della manifestazione, dove sarà disponibile il programma aggiornato in tempo reale e da dove si potranno anche vedere in streaming le dirette dei dibattiti.
È possibile seguire l’evento sui social network attraverso l’hashtag dedicato #Odff2025 e sui seguenti canali:
Camera di Commercio di Pordenone-Udine: UP! Economia – YouTube, Instagram, Facebook, e LinkedIn
The European House-Ambrosetti: X e LinkedIn

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo con l’assessore regionale Sergio Emidio Bini e in collegamento il direttore scientifico Federico Rampini; all’interno, tutti i partecipanti alla presentazione di “Open Dialogues”, il saluto del leader camerale e altre due immagini dell’incontro.

Da Nimis protagonista a Udine, l’arte di Adriana Bassi in vetrina al Cfap con quelle macchine dismesse rimaste sole

(g.l.) “La solitudine delle macchine dismesse” è il suggestivo titolo della mostra che Adriana Bassi propone in questi giorni a Udine nell’ambito della manifestazione “In arte con il Cfap”, attività curata nello spazio espositivo della Fondazione Friuli proprio dal Centro Friulano Arti Plastiche presieduto dall’architetto Bernardino Pittino, figlio di quel grande Fred che realizzò nei primi anni Sessanta anche il mosaico che fa da sfondo all’altare dell’antica Pieve di Nimis. Ed è proprio residente nel paese pedemontano – anche se le sue origini portano nel vicino Rojale – l’artista che in via Gemona ha dato vita alla ricca esposizione visitabile fino al 16 febbraio, nella quale sono presenti una serie di incisioni di grande formato realizzate da Adriana Bassi alla celebre stamperia di Corrado Albicocco.

Le tecniche utilizzate spaziano dall’acquatinta al carborundum ed alla cera molle, rispettando comunque quelli che sono i suoi principi nel fare arte, cioè, come dice lei stessa, «andare oltre quello che è il reale, oltre quello che si vede superficialmente, per esplorare la memoria, il vissuto che può essere raccontato attraverso i colori, le forme e i materiali che di volta in volta vengono assemblati secondo una certa armonia o disarmonia». E ancora: «Qualsiasi forma, un fiore, un volto, una macchia sul muro, qualsiasi materiale, un sasso, una radice, un pezzo di legno, pezzi di ferro arrugginito possono suscitare emozioni e suggerire movimenti infiniti e dare vita a forme artistiche nuove e irripetibili, diverse dall’immagine originale».
Infatti, dopo l’iscrizione all’Accademia di Brera, dove ha seguito corsi di nudo, artefici e figura, apprendendo proporzioni, prospettiva e conoscenza dei rudimenti di educazione artistica, Adriana Bassi si è staccata da tutto ciò che è accademia per una personale ricerca indirizzata sulla tecnica e sulla forma in una continua sperimentazione e rinnovamento lavorando con molteplici materiali e su diversi supporti. In mostra, accanto alle incisioni, sono esposte, infatti, anche alcune opere a tecnica mista su carta che sono parte integrante della stessa ricerca formale, ed utilizzano come base fondi realizzati a carborundum poi rielaborati. Nell’androne esterno sono esposte, invece, tre sculture dettate da emozioni provocate da episodi di momenti particolari, che comunque non si discostano dai lavori su carta.

Adriana Bassi

Con questa mostra procedono, dunque, le attività di questo spazio espositivo, fortemente voluto e sostenuto dalla Fondazione Friuli, che per il 2025 prevedono un calendario di ben sedici mostre, una ogni tre settimane, in cui, accanto ad alcuni nomi “storici”, ci saranno artisti contemporanei, giovani e meno giovani, per cercare di portare o riportare in luce una produzione artistica del nostro territorio, con un occhio anche oltre confine. Come detto, la mostra è visitabile, nella nuova sede della Fondazione Friuli, in via Gemona 3 a Udine, fino al 16 febbraio, il venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.
Tornando, infine, all’aggancio con Nimis, ricordiamo che era stata proprio Adriana Bassi – moglie di Gianni Paganello – con il Centro Friulano Arti Plastiche ad allestire la scorsa estate la tanto apprezzata mostra dedicata a Tita Gori – con le bellissime tele a olio salvate dopo il terremoto -, proponendo assieme ad altri artisti del Cfap una “lettura” contemporanea delle opere del grande pittore di Nimis.

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In copertina, le sculture di Adriana Bassi che introducono alla mostra di Udine e all’interno alcune immagini della ricca esposizione alla Fondazione Friuli.

Cooperativa Thiel, tra adolescenza e prevenzione: domani a Palmanova due incontri con Marco Anzovino

Dopo la pausa natalizia, riparte il progetto “Passo dopo passo. Palestre di inclusione #3”, che ha ottenuto un crescente riscontro nelle sue prime due edizioni con oltre 140 beneficiari diretti. Ideato e realizzato dalla cooperativa sociale Thiel, in collaborazione con Asufc, Comune di Palmanova, Istituto Comprensivo di Palmanova e con il sostegno della Fondazione Friuli nell’ambito del Bando Welfare 2024, mira a offrire concrete opportunità di inclusione dei minori con disabilità e delle loro famiglie attraverso l’attuazione di laboratori ludico-ricreativi, artistici e creativi aperti a tutti, con l’intento di intervenire sulle fragilità individuali ma, al tempo stesso, creare benessere e miglioramento sociale per tutta la popolazione.
Per questa terza edizione, è stata potenziata la collaborazione con l’Ic di Palmanova, all’interno del quale viene realizzato un laboratorio teatrale con Manuel Buttus, di Teatrino del Rifo, per le classi seconde e terze della scuola secondaria di I grado. Alle stesse classi terze è dedicato anche un incontro incentrato sul tema del benessere: “Accorgersi e dedicarsi, la prevenzione in adolescenza”. Così l’educatore, scrittore e musicoterapeuta Marco Anzovino, alle ore 11 di domani, 6 febbraio, alla Polveriera di Contrada Garzoni, incontrerà i ragazzi e, alle 20.30, i genitori degli alunni dell’Ic e chiunque sia interessato al tema (con partecipazione gratuita fino a esaurimento posti.
L’intervento dell’educatore vuole sollecitare una riflessione sulle scelte che ogni adolescente compie quotidianamente e quanto queste possano essere condizionate dal gruppo, ponendo l’attenzione non sull’analisi dei fattori di rischio, ma sulla promozione della salute e del benessere e sull’individuazione dei fattori di protezione, presenti nell’ambiente di vita e nell’adolescente stesso, nella consapevolezza che sia preferibile lavorare per prevenire il coinvolgimento nei comportamenti che mettono a repentaglio salute e benessere, anziché intervenire quando questi comportamenti sono già comparsi o, peggio, consolidati.

Per info: telefono e WhatsApp 320.6512012; e-mail: anna.sabatti@coopthiel.it).

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In copertina, il musicoterapeuta Marco Anzovino che interverrà a Palmanova.