Teatro della Sete, al via oggi a Udine la rassegna Passaggi con teatro, musica e storie per “sentirsi al riparo”

Con il tema “storie e altri ripari”, torna a Udine la rassegna Passaggi, giunta alla sua quarta edizione, ideata e realizzata da Teatro della Sete con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Udine nell’ambito del programma di UdinEstate. Ben cinque appuntamenti estivi, nei luoghi simbolo della città, tutti a ingresso gratuito e senza prenotazione. «”Passaggi” è una rassegna in cui ciascun evento è pensato come occasione per sentirsi al riparo sotto la cura che l’esperienza artistica sa portare, in modo umano e profondo, alla persona e alla comunità», spiega Caterina Di Fant, attrice e autrice fondatrice del Teatro della Sete.
Il primo appuntamento è fissato per oggi, 10 luglio, alle 21 al Parco Sant’Osvaldo con la prima regionale di Umanità Nova – cronaca di una mancata rivoluzione, monologo finalista al Premio Dante Cappelletti 2023. In scena Giuseppe Carullo, con la regia di Cristiana Minasi e drammaturgia di Fabio Pisano, per una produzione Carullo-Minasi e Sciara Progetti Teatro. Lo spettacolo riporta alla memoria i Moti di Reggio del 1970-71 e i destini di cinque giovani anarchici travolti da una storia che forse li ha dimenticati, ma che ancora interroga il presente. Il titolo richiama il celebre settimanale anarchico e diventa occasione per riflettere sull’importanza della memoria come atto di resistenza, come ricorda la citazione di Luis Sepúlveda: «Narrare è resistere». In caso di pioggia lo spettacolo si terrà alla Comuità Nove, all’interno del Parco.
La rassegna prosegue, poi, giovedì 17 luglio alle 21 all’Accademia Nico Pepe con Distinti saluti, in anteprima, spettacolo vincitore al Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2024. Prodotto da Teatro della Caduta, interpretato da Sara Baldassarre e diretto da Letizia Buchini con tutoraggio artistico di Niccolò Fettarappa, lo spettacolo indaga la spirale del burnout e della dipendenza da lavoro, per poi aprirsi a un respiro liberatorio e necessario, tra le contraddizioni della società della performance.
Si continua giovedì 31 luglio, ancora al Parco Sant’Osvaldo, con La vita resistente, tragicommedia di e con Andrea Collavino e Marcela Serli; martedì 5 agosto nella Corte di Palazzo Morpurgo con Diva all’opera, teatro musicale comico e clown di e con Valentina Musolino; e si conclude giovedì 21 agosto, sempre nella Corte di Palazzo Morpurgo, con il concerto post folk della one-man band Phill Reynolds. Anche quest’anno Passaggi invita il pubblico a ritrovarsi in alcuni dei luoghi più simbolici della città, per serate che intrecciano teatro, musica e narrazione come strumento per favorire momenti di coesione collettiva.
Per maggiori informazioni sugli eventi e per restare aggiornati, è possibile consultare il sito web e i canali social di Teatro della Sete.

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Teatro della Sete dal 2000 produce spettacoli teatrali di drammaturgia sia contemporanea sia originale, prediligendo per soggetto le tematiche sociale e per stile un linguaggio ironico, al contempo poetico. Realizza letture con musica dal vivo, contenuti multimediali, organizza rassegne ed eventi, cura l’allestimento di mostre e scenografie. Propone progetti culturali rivolgendosi al pubblico di tutte le età, con particolare attenzione al territorio, al patrimonio storico, etnografico e linguistico.

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In copertina, il team del Teatro della Sete che ripropone “Passaggi”.

Pordenone, i discendenti dei protagonisti dell’emigrazione storica alla scoperta del Friuli Venezia Giulia terra degli antenati

Pordenone accoglie in questi giorni i discendenti dei protagonisti dell’emigrazione storica (quella sviluppatasi tra Ottocento e Novecento) e i moderni expat partiti dagli anni Duemila in poi. Ad accoglierli l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo che fino al 17 luglio organizzerà per loro due momenti significativi, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e del Comune di Pordenone e in collaborazione con la Diocesi di Concordia Pordenone. Si tratta delle visite dei progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” e della prima Consulta dei Segretariati di Efasce. Ieri incontro in Municipio, a Pordenone, con il sindaco Alessandro Basso e l’assessore Walter De Bortoli. Presenti, accompagnati dal presidente di Efasce Angioletto Tubaro, una quarantina di partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.


«Per noi – ha affermato il presidente Tubaro, ringraziando il sindaco Basso per l’accoglienza – è importante avere i nostri corregionali ogni anno ospiti in questi soggiorni, perché il rapporto con loro è fondamentale: sono i nostri ambasciatori nel mondo e siamo orgogliosi di poterli aiutare nel tenere vive le radici friulane e italiane, facendo visitare i paesi da cui sono partiti i loro avi e il resto della regione. A nome del direttivo Efasce ringrazio, oltre al Comune di Pordenone, la Regione e la Fondazione Friuli per il prezioso sostegno. Insieme ai partecipanti ai progetti per giovani e famiglie accoglieremo anche i rappresentanti dei Segretariati per la Consulta loro dedicata: ci attendono una decina di giorni intensi e ricchi di spunti, non solo a livello umano ma anche culturale».
«È un grande onore avervi a Pordenone – ha sottolineato il sindaco Basso -. I vostri avi sono andati all’estero portando con sé la grande etica del lavoro e del sacrificio propria del Friuli e di questa nostra terra, che è diventata grande nel mondo anche grazie a pionieri dell’Industria come Savio, Zanussi e Locatelli, persone illuminate che hanno saputo far nascere proprio nel pordenonese un grosso tessuto imprenditoriale. Oggi Pordenone si appresta ad essere Capitale italiana della cultura 2027, una cultura che non è fatta soltanto d’opere d’arte e monumenti, ma che è costituita anche da un patrimonio basato su lavoro, identità, tradizioni e radici. Invito tutti voi e i vostri cari a visitare la nostra città proprio in occasione di Capitale 2027, sentendovi benvenuti a Pordenone, una città che vi saprà sorprendere se non addirittura sbalordire». Nel palazzo municipale presenti anche il segretario di Efasce, Claudia Viol, e i consiglieri Daniela Francescutto e Giuseppe Gaiarin, oltre al delegato del vescovo per Efasce don Alessandro Tracanelli.


I corregionali (tra nuclei familiari e giovani) provengono da Argentina, Brasile, Canada, Francia, Usa ed Uruguay. Questi i paesi friulani di provenienza dei loro avi: Arzene di Valvasone Arzene, Bannia di Fiume Veneto, Caneva, Casarsa della Delizia, Cordenons, Gradisca di Spilimbergo, Orcenico Superiore di Zoppola, Pasiano di Pordenone, Poffabro, Prata di Pordenone, Rivarotta di Pasiano di Pordenone, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo e Tramonti di Sotto. Gli anni di espatrio vanno dal 1887 al 1964 (qualcuno ha avuto i trisnonni e oltre, altri i genitori o i nonni quali emigranti).
La visita nel capoluogo del Friuli occidentale ha fatto seguito a quella del giorno prima a Trieste in Consiglio regionale. Partendo dalla città in riva al Noncello ora vivranno un’intera settimana alla scoperta del territorio regionale e dei suoi costumi e tradizioni, visitando anche i borghi da cui partirono i loro antenati. Tappe successive – fino alla partenza del 18 luglio – a Sacile, Polcenigo, Gorizia, Villa Manin, Vajont-Barcis-Andreis, Spilimbergo, Maniago, San Vito, Valvasone, Aquileia e Grado. Con loro la vicepresidente Efasce Luisa Forte assieme alla consigliera Elena Marzotto e alla guida Simonetta De Paoli.
Nel fine settimana questi partecipanti incroceranno i rappresentanti del centinaio di Segretariati (articolazione dell’Efasce all’Estero) che si danno appuntamento a Pordenone dall’11 al 13 luglio per il secondo momento in programma: la prima storica riunione della Consulta dei Segretariati di Efasce, organismo nato con l’ultima revisione dello statuto dell’Ente. Qui ci saranno anche i rappresentanti dell’emigrazione più recente. Attesi delegati da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Germania, Romania, Svizzera, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Usa, Uruguay, Sudafrica e Venezuela. Dopo l’accoglienza il venerdì e il sabato – con il titolo “La Consulta a confronto” – saranno dedicati ai lavori nella sala giunta del Municipio di Pordenone, con focus su passato, presente e futuro dell’emigrazione dal Friuli occidentale. Infine, domenica la Messa nella Chiesa del Beato Odorico e le conclusioni prima del commiato.

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In copertina e all’interno alcune immagini dell’incontro avvenuto sotto la Loggia del Municipio di Pordenone.

Federico (e Jacopo) Rampini domani a Udine con l’economista Luigi Buttiglione: quali prospettive ci aspettano?

Geopolitica ed economia globale sotto la lente domani, 4 luglio, a Udine. Dalle 15, la Sala Valduga della Camera di Commercio di Pordenone-Udine ospiterà, infatti, l’incontro “Evoluzione geoeconomica tra instabilità e opportunità”, un’occasione di confronto sui grandi scenari internazionali e sulle prospettive per l’economia, organizzato dalla Cciaa stessa in collaborazione con Fondazione Friuli. Il programma si aprirà alle 15.30 (registrazioni e welcome coffee dalle 15), con le introduzioni del presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo e di Bruno Malattia, nuovo presidente della Fondazione Friuli.

Luigi Buttiglione


Si entrerà, così, nel vivo della discussione con gli interventi di due ospiti: Federico Rampini, editorialista del Corriere della Sera, e Luigi Buttiglione, economista con un’esperienza che spazia dal mondo accademico alla banca centrale, dall’investment banking agli hedge fund. A moderare sarà Luca Piana, vicedirettore con delega all’economia del Gruppo Nem, che guiderà poi il confronto sugli equilibri geopolitici, le sfide economiche globali e le prospettive per le imprese in un contesto segnato da instabilità e trasformazioni profonde.
Federico Rampini, dopo aver ricoperto per anni il ruolo di corrispondente per La Repubblica da New York, Pechino, San Francisco e Parigi, è oggi uno dei più autorevoli analisti dei rapporti tra Cina, Stati Uniti ed Europa. Autore di numerosi bestseller su geopolitica, economia e società globale, ha tenuto lezioni e conferenze in importanti Università italiane e straniere e collabora con trasmissioni radiofoniche e televisive. Luigi Buttiglione, prima di fondare nel 2018 LB Macro – società internazionale di consulenza macroeconomica e finanziaria – è stato partner di Brevan Howard Asset Management (2008–2017) e ha ricoperto ruoli di vertice in altri fondi di primaria importanza e in Barclays Capital. In precedenza, era stato senior economist nel Dipartimento Ricerca della Banca d’Italia, dove ha svolto attività di consulenza diretta al governatore in materia di politica monetaria. È stato membro del comitato previsioni della Banca d’Italia e del working group on forecasting della Banca Centrale Europea. Ha inoltre insegnato nelle Università di Milano e Bologna, è stato visiting scholar all’Università di Harvard ed è autore di numerosi articoli accademici in ambito di economia monetaria e internazionale.
Dopo gli interventi, seguirà il dibattito, che offrirà l’occasione per presentare, con l’interno anche di Jacopo Rampini, “Il gioco del potere”, romanzo scritto a quattro mani con il padre Federico e pubblicato da Mondadori. «Un thriller geopolitico – si legge sul sito della casa editrice – che intreccia fiction e realtà», ambientato tra Stati Uniti, Cina e Vaticano, e che rappresenta «una riflessione sulle tensioni globali e sulle derive autoritarie che minacciano la democrazia». Jacopo Rampini, «è attore e sceneggiatore – riporta ancora Mondadori -, ha lavorato in produzioni internazionali come I Borgia, Medici – Masters of Florence, Catch-22, Law & Order e Fbi. È laureato alla Sorbona di Parigi e ha studiato recitazione alla Stella Adler Academy di Los Angeles».

Giovanni Da Pozzo

L’ingresso all’evento è libero previa registrazione. Tutte le informazioni e il programma dettagliato sono disponibili sul sito della Camera di Commercio Pordenone-Udine: https://www.pnud.camcom.it/agenda/convegno-evoluzione-geoeconomica-tra-instabilita-e-opportunita.

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In copertina, il giornalista Federico Rampini durante un intervento in sala Valduga.

Guide e portatrici sulle Prealpi Clautane: oggi alla Storica Somsi di Pordenone protagonista il libro di Mario Tomadini

Nell’ambito del progetto dedicato a Julius Kugy (Gorizia, 1858 – Trieste, 1944), alpinista, scrittore, botanico e umanista mitteleuropeo, dal titolo “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio”, la Storica Società Operaia di Pordenone ospita nella sua sede di Palazzo Gregoris oggi, alle 17, il primo evento di presentazione del volume “Guide alpine, portatori e portatrici nelle Prealpi Clautane (1874-1915)”, edito dallo stesso sodalizio, a firma di Mario Tomadini, già presidente della Somsi e oggi ancora membro della direzione sociale, ma soprattutto appassionato ricercatore storico e scrittore, oltre che socio Cai dal 1972 e Accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.
L’evento, che sarà condotto da Lucia Bassan, è sostenuto da Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni e GSM Gestione Servizi Mobilità, con il patrocinio di numerosi enti del territorio: i Comuni di Andreis, Barcis, Cimolais, Claut, Erto e Casso, Forni di Sopra, il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, la Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane, Cavallo, Cansiglio, la Società Alpina Friulana, le sezioni Cai di Cimolais, Claut, Forni di Sopra e il Cai – Sezione di Pordenone Aps (centenario 1925-2025).

Luigi (Carlo) Giordani “Begarèli”

Giovanni Battista De Santa detto “Barbe”

Francesco Filippin “Checo de Costantina”

La pubblicazione, edita con prefazione firmata dal giornalista e scrittore “di frontiera” Maurizio Bait, ricorda le guide alpine della Val Cellina e Val Vajont che dalla seconda metà dell’Ottocento e fino allo scoppio della Grande Guerra accompagnavano gli alpinisti italiani, tedeschi e austriaci nelle salite sulle vette di quelle che in quell’epoca erano definite Prealpi Clautane, ovvero “Die Clautanischen Voralpen”, poi chiamate Dolomiti d’Oltre Piave e oggi divenute Dolomiti Friulane – Patrimonio Unesco. La prima parte del volume è relativa all’attività intrapresa dai soci della Società Alpina Friulana, primo e importante passo per l’esplorazione delle montagne solcate dai torrenti Vajont, Cellina, Settimana e Cimoliana. Segue il ricordo delle prime guide alpine friulane autorizzate dalla Sezione di Tolmezzo del Club Alpino Italiano, in seguito trasferitasi a Udine come Sezione Friulana e infine assumendo l’attuale denominazione di Società Alpina Friulana. Quindi alcuni capitoli che offrono uno spaccato delle condizioni socio-economiche delle valli Cellina e Vajont, definite tra l’altro dall’isolamento causato dalla mancanza di rotabili da una parte verso la pianura pordenonese e dall’altra verso la Valle del Piave; l’accoglienza offerta nei paesi dove non mancavano locande e la presenza all’interno delle valli di numerose casere che potevano dare ricetto ad alpinisti e guide. Si tratteggia quindi il profilo delle tre guide locali che esercitavano nelle valli Cellina e Vajont, primo tra tutte il clautano di Massurìe Alessandro Giordani detto “Sandro Nazio”, il nipote Luigi (Carlo) Giordani “Begarèli” e l’ertano Francesco Filippin “Checo de Costantina”. Infine, passando al territorio dell’Alto Tagliamento, Giovanni Battista De Santa detto “Barbe”, prima e storica guida di Forni di Sopra. Nel volume ampio spazio è riservato a sottolineare l’apporto dato dai portatori e specialmente dalle portatrici, giovani donne che per poche lire portavano i bagagli degli alpinisti fin sotto le pareti. L’ultimo capitolo ricorda le guide ampezzane, cadorine, svizzere, tedesche e austriache che hanno accompagnato fin dal 1874 i loro clienti nelle vette delle Clautane.
L’autore della pubblicazione, che ha richiesto quattro anni di meticolose ricerche, è appunto Mario Tomadini, dal 2002 consigliere della Storica Società Operaia di Pordenone e già presidente del sodalizio dal 2021 al 2025. Appassionato studioso del territorio e scrittore, ha al suo attivo sedici pubblicazioni, molte delle quali aventi come soggetto la montagna pordenonese. Già collaboratore di “Piancavallo Magazine”, oggi ha una rubrica fissa nel Magazine “Esplora&Ama”. I suoi articoli si trovano anche nel periodico “Le Dolomiti Bellunesi”. Socio dal 1972 della Sezione Cai di Pordenone, oggi è iscritto alla Società Alpina Friulana di Udine. È stato uno dei promotori della realizzazione del Museo dell’Alpeggio nella Malga Capovilla, Piano del Cavallo.
Con le sue 480 pagine, 105 testi in bibliografia, un indice di 512 nomi e 700 località citate, il volume si propone già come una guida fondamentale per la ricostruzione storica di un periodo e di un contesto sociale e paesaggistico, oltre che un omaggio ai valligiani che contribuirono all’esplorazione di queste montagne, frequentate anche da Julius Kugy, che fu tra l’altro il primo a salire sul monte Cridola con la guida auronzana Pacifico Zandegiacomo Orsolina, e il primo a scalare il Monte Duranno con la guida Andreas Komac di Plezzo, ma avendo come accompagnatore l’ertano Giacomo Sartor.

L’incontro è a ingresso libero.
Info nel sito web www.somsipn.it o sulle pagine social della Somsi

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In copertina, lo scrittore Mario Tomadini autore del libro e già presidente della Storica Somsi di Pordenone.

“Fiatone… io e la bicicletta”, oggi a Dardago teatro e mobilità sostenibile

Oggi, alle ore 18, l’area verde di Ciampore a Dardago di Budoia si trasformerà in un suggestivo palcoscenico naturale per ospitare lo spettacolo “Fiatone… io e la bicicletta”, della compagnia Luna e Gnac Teatro. L’evento, a ingresso gratuito, rientra nella programmazione della undicesima edizione del festival I Teatri dell’Anima, il primo festival teatrale a basso impatto ambientale.
Sul palco (e su due ruote), gli attori Michele Eynard e Federica Molteni – diretti da Carmen Pellegrinelli – racconteranno la storia di Italo, un uomo come tanti, prigioniero della routine quotidiana e dell’“eterno ingorgo” automobilistico. Un imprevisto lo costringe però a riscoprire la sua vecchia bicicletta, sepolta in cantina. Da qui prende vita un racconto comico, tenero e brillante che si trasforma in una vera e propria educazione sentimentale alla lentezza, alla mobilità sostenibile e al cambiamento personale. Lo spettacolo prende ispirazione da una frase di Mauro Parrini – “La bicicletta non sta in piedi da sola. Ha bisogno di qualcuno che la sorregga. Questo fa di essa una macchina commovente” – e si inserisce perfettamente nel tema di quest’anno del festival: Eco-Logiche, un percorso tra arte, natura e consapevolezza.
In linea con il messaggio dello spettacolo, il festival propone anche un modo alternativo e sostenibile per raggiungere il luogo dell’evento. Grazie alla collaborazione con FIAB Pordenone – Aruotalibera, nasce l’iniziativa “A teatro con la bici”, che prevede due partenze in gruppo: alle ore 15 da Pordenone (Ponte di Adamo ed Eva) e alle ore 16.45 da Budoia (Piazza Umberto I). Per informazioni sul percorso: 347 8941720 In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà al coperto, presso il Teatro di Dardago (via Castello 1).

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Ecco la musica-giocattolo

Domani, alle ore 18.30, il Parco Colonia di San Giorgio della Richinvelda si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più divertenti dell’estate teatrale friulana. Nell’ambito del festival I Teatri dell’Anima, giunto alla sua 11ma edizione e organizzato da EtaBeta Teatro con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, arrivano gli Jashgawronsky Brothers con lo spettacolo “Toyboys”, un’esplosione di musica giocattolo, comicità surreale e creatività musicale per tutte le età. Sarà uno spettacolo fuori dagli schemi, capace di sorprendere il pubblico grazie a un’inconsueta orchestra di strumenti costruiti interamente con giocattoli e materiali riciclati. In scena, tre giovani studenti della “Scuola di Musica Jashgawronsky”, guidati da un eccentrico direttore, daranno vita a un bizzarro saggio di fine corso dove le note dei Beatles e di altri classici immortali si mescolano al suono inaspettato di trenini, xilofoni, bambole e oggetti comuni, reinventati in chiave musicale. In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà all’Auditorium della Biblioteca Civica di San Giorgio della Richinvelda. L’ingresso è gratuito. Gli spettatori potranno accomodarsi su sedute predisposte nel parco oppure portare con sé una coperta, un cuscino o una seggiola personale. Si consiglia anche l’utilizzo di spray antizanzare, che sarà comunque disponibile in loco.

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“I Teatri dell’Anima” è un festival che da undici anni porta il teatro in contesti naturali di grande valore: risorgive, biotopi, parchi, boschi e borghi antichi. L’obiettivo è offrire un’esperienza teatrale immersiva che stimoli una riconnessione autentica con il territorio, promuovendo al contempo la riflessione su temi urgenti come la sostenibilità ambientale, il rispetto per la biodiversità e il cambiamento degli stili di vita. Il festival I Teatri dell’Anima è reso possibile grazie all’organizzazione di EtaBeta Teatro con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, in partenariato con Erbamil, Associazione Naturalistica Cordenonese, Scuola Sperimentale dell’Attore, Servi di Scena, Mulino ad Arte. Con il patrocinio dei Comuni di Polcenigo, Talmassons, Budoia, Sagrado, San Giorgio della Richinvelda, Cordenons. In collaborazione con Ass. La Marculine, Borgo Creativo, Fiab Pordenone – Aruotalibera, Cooperativa Controvento, Terrae’, NOplanetB, Climax, Associazione Pro Loco Sagrado. Gli spettacoli saranno ad ingresso gratuito e si terranno in spazi liberi all’aria aperta ove saranno disponibili delle sedute “da prato”. Se lo desidera il pubblico potrà portare con sé una coperta, un cuscino o la propria seggiola preferita su cui accomodarsi. Si consiglia di dotarsi di spray antizanzare che comunque verranno messi a disposizione. Per info cell. 333.6785485 – info@iteatridellanima.it oppure www.iteatridellanima.it

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In copertina, ecco gli attori che andranno in scena oggi a Dardago di Budoia.

Julius Kugy, una cultura senza confini: oggi Maurizio Bait e Valentina Randazzo a Gorizia per il progetto Somsi Pordenone

Si intitola “Julius Kugy, profeta della frontiera aperta” la conferenza che si terrà oggi, alle 18, al Kulturni Dom di Gorizia nell’ambito del progetto “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio” che la Storica Società Operaia di Pordenone propone quest’anno nel quadro delle iniziative ispirate ai temi “borderless” di GO!2025. Un progetto realizzato con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni e Gsm Gestione Servizi Mobilità, per la direzione artistica di Eddi De Nadai.

Maurizio Bait


L’incontro di Gorizia, realizzato in partnership con il Kulturni Dom, vedrà anche la partecipazione di Valentina Randazzo della Fondazione Coronini-Cronberg, istituzione presso la quale si occupa di visite e progetti didattici e dove ha curato lo scorso anno un percorso espositivo dedicato proprio all’alpinista (esploratore di nuove vie sulle Alpi Giulie, ma anche nelle Dolomiti Friulane), scrittore, botanico e, per diletto, musicista Julius Kugy (1858-1944). Una figura emblematica di una cultura “senza confini” già a partire dalla sua origine familiare e formazione, essendo nato a Gorizia (proprio a Palazzo Coronini) da madre slovena e padre austriaco, vissuto a Trieste e intriso di quell’educazione mitteleuropea (linguistica, artistica e umanistica), che oggi, nell’anno della Capitale Europea della Cultura, torna alla ribalta in tutti i suoi aspetti.
Maurizio Bait, giornalista triestino di famiglia austro-italo-slovena, vive a Valbruna. Da sempre attento esploratore del “mondo di confine” verso Est, per “Il Gazzettino” ha curato per anni la pagina culturale “Frontiere”. Molti i suoi saggi e libri, tra i quali: “Federico “Tavan. La strega sulla testa” (Biblioteca dell’Immagine, 1999), la raccolta di scritti “La frontiera leggera” e i racconti “Per dire domani” (entrambi per Olmis, 2004), “Il fiume degli abissi. Storia, uomini e leggende attorno al Timavo” (Morganti, 2019), “Alpi d’Oriente. Storie di uomini, donne, foreste e animali” (Ediciclo, 2024). Da alcuni anni pubblica con cadenza periodica i “Quaderni di Valbruna” (racconti sulle Alpi Giulie) con le Edizioni Saisera.

L’incontro è a ingresso libero.
Info sul web: www.somsipn.it e sulle pagine social della Somsi.

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In copertina, Julius Kugy a Valbruna nel 1936 (Archivio Cai XXX Ottobre Trieste).

A Udine oggi gran finale per Terminal: il Cirque Inextremiste incanterà con Exit la mongolfiera-teatro tra cielo e terra

Quest’anno Terminal regala a Udine uno spettacolo straordinario. Sarà un evento unico, quello che chiuderà la nona edizione del Festival Terminal, questa sera alle 21, nella bellissima cornice del parco Moretti. Nessun palco, nessun grande attrezzo. Tutti gli spettatori dovranno volgere lo sguardo al cielo e lasciarsi guidare dal Cirque Inextremiste, compagnia francese celebre per la sua energia visionaria e le sue acrobazie fuori da ogni schema. Circo all’inCirca e cooperativa Puntozero – con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, del Ministro Italiano della Cultura, di Fondazione Friuli e Promoturismo Fvg – hanno voluto sorprendere la città portando, in prima nazionale, Exit. Al centro della scena ci sarà una mongolfiera di 3400 metri cubi che trasformerà lo spazio in un grande teatro all’aperto sospeso tra cielo e terra. Un gruppo di personaggi eccentrici e irresistibili si troverà intrappolato in un mondo governato da regole assurde, e tenterà di liberarsi attraverso un’avventura aerea carica di tensione, poesia e ironia. Le acrobazie vertiginose, la scenografia in continuo movimento e l’energia contagiosa degli artisti daranno vita a uno spettacolo coinvolgente, capace di parlare a tutte le età (adatto dai 6 anni in su, ingresso gratuito). Exit sarà un viaggio potente verso la libertà, un inno all’immaginazione e alla forza liberatoria del corpo e della mente. Sarà un finale indimenticabile, da vivere con il naso all’insù.
Oggi, in attesa del gran finale con Exit, si inizierà dalle 10 alle 12 con due laboratori: uno creativo a cura di CipArt e Comunità Nove e uno di psicologia e movimento con Laura Garbelotto (su prenotazione). Dalle 15.30 alle 18 si terrà il laboratorio di arteterapia “Preparati per la festa!” (su prenotazione), mentre dalle 16 alle 18 si giocherà con “Scopri il cricket” e alle 17 ci sarà un nuovo laboratorio di circo per bambini (4-12 anni). La serata inizierà alle 18.30 con “Bakéké”, proseguirà alle 19.30 con “Eccezione n. 21” di Magdaclan Circo e si concluderà con “Exit”. Gli spettacoli all’aperto saranno a ingresso gratuito e senza bisogno di prenotazione (salvo quando indicato). Si consiglia di portare un asciugamano per distendersi sull’erba.


Quest’anno Terminal, ideato da Circo all’inCirca e Puntozero, ha ricevuto il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, MiC – Ministro Italiano della Cultura, Fondazione Friuli e Promoturismo FVG; ospita un evento che ha ricevuto anche il sostegno Interreg – Italia-Slovenija. Il progetto di sviluppo artistico è realizzato in collaborazione con numerose realtà nazionali e locali e fa parte della rete regionale “Intersezioni” e di quella nazionale “Talea. L’illustrazione di Terminal25 è stata realizzata da Jacopo Riccardi.
Info su: www.terminal-festival.com, Facebook, Instagram

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In copertina e all’interno la grande mongolfiera di Exit protagonista a Udine.

“Los Putos Makinas” tornano a Udine e aprono Terminal 25 con “Tutti Frutti”

È tutto pronto per la nuova edizione del Festival Terminal, organizzato da nove anni da Circo all’inCirca e cooperativa Puntozero con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, del MiC – Ministro Italiano della Cultura, di Fondazione Friuli e Promoturismo FVG. Il primo fine settimana si preannuncia un’esplosione di energia, spettacolo e divertimento, ancora una volta al parco Moretti di Udine, dove tutti i giorni sarà presente anche l’area food&drink grazie alla collaborazione con CasAupa e Menti Libere. Da oggi a domenica 15 giugno, (primo weekend del Festival che poi proseguirà fino al 22 giugno) Parco Moretti si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove si incontreranno circo contemporaneo, musica dal vivo, laboratori, arte e convivialità. Un mix coinvolgente, pensato per tutte le età.

OGGI TORNANO I LPM – Si entrerà in tendone alle 20, per i saluti di benvenuto, a seguire saranno i “Los Putos Makinas” ad aprire il festival. Il collettivo francese torna a Udine con un nuovo spettacolo e addirittura tre repliche, dopo il successo del 2023: Tutti Frutti – ospitato dal tendone, con i biglietti disponibili online e in loco – sarà un mix vivace e vorticoso. Lo spettacolo è una sorta di insalata di ingredienti improbabili, ben cosparsi di spontaneità e logica assurda. Una formula esplosiva per far ridere e allo stesso tempo digrignare i denti. Una satira sociale del potere e del dominio tra protagonisti, ognuno più megalomane ed egocentrico dell’altro. Ossessionati dalla giocoleria e dalla manipolazione di oggetti di ogni tipo, si lasceranno andare a una buffoneria euforica! A seguire, alle 21.30, nell’arena del parco Moretti, prenderà il via il grande concerto di apertura con i ritmi vibranti della North East Ska*Jazz Orchestra, un’esibizione gratuita che promette di far muovere anche i più timidi.

DOMANI LABORATORI ED EVENTI – Domani 14 giugno il festival prenderà il via già dal pomeriggio. Dalle 15.30 inizierà il “Disco Soup Day”, una giornata dedicata alla sostenibilità alimentare in collaborazione con Slow Food Friuli, tra laboratori creativi, come Disco Dye (alle 16), incontri sullo spreco alimentare (Soup-erare lo spreco, alle 17) e un aperitivo gratuito (alle 18), il pomeriggio unirà gusto e sostenibilità. Dalle 16 adulti e bambini si immergeranno nell’universo del circo con “Scopri il cricket”, esperienza interattiva a cura di Circo all’inCirca. Il parco Moretti ospiterà anche il Circolo del circo: un innovativo salotto culturale itinerante ideato dall’associazione Madame Rebiné in collaborazione con l’associazione DOCC – Documentazione per il Circo Contemporaneo, nato con l’obiettivo di valorizzare il lavoro di divulgazione che l’associazione DOCC svolge a Torino dal 2022. Lì sarà possibile visitare la mostra-biblioteca “Hugo & The Flying Zacchini”: un viaggio poetico nella storia del primo “uomo cannone” italiano. Alle 18.30, la compagnia spagnola Planeta Trampolí porterà in scena “Back to classic”, spettacolo acrobatico adatto a tutti. Alle 19.30, sotto il tendone, tornerà l’energia di Tutti Frutti con Los Putos Makinas (biglietti online o in loco). La serata poi continuerà alle 20.30 con Ákri, performance di ricerca intensa e suggestiva firmata da Manel Rosés, per chiudersi alle 21 con il dj set di Breakatonia, nel cuore del parco.

DOMENICA – La giornata del 15 giugno comincerà, dalle 10, con un Silent Reading che inviterà a una lettura collettiva e silenziosa all’aria aperta, mentre nello stesso orario prenderà il via il laboratorio di fotografia narrativa, “Foto-acrobazie dentro di me”, con Chiara Turco (su prenotazione). Il pomeriggio sarà un susseguirsi di attività: laboratori creativi per riutilizzare vecchie magliette con la Sartoria Sociale “Il Fîl” (alle 15:30), il mercatino vintage Pan&Gaban a cura di Caritas (16.30-18), letture per bambini (Impronte di voce, alle 16:30) e proseguirà la mostra “Hugo & The Flying Zacchini”. Torneranno anche i viaggi onirici di Audiobus (14.50, 15.50 e 16.50). A chiudere il pomeriggio sarà un doppio appuntamento acrobatico: alle 18 ritorneranno i salti e le evoluzioni di Back to classic. Alle 19, per chi se lo fosse perso o vorrà rivederlo, ci sarà l’ultima replica del vulcanico “Tutti Frutti”, sotto il tendone. Infine, alle 20, tornerà Ákri, e a seguire, dalle 21, si ballerà ancora con il dj set di Railster, per chiudere in bellezza.

INFO SUGLI SPETTACOLI – Gli spettacoli all’aperto saranno a ingrIn copertina, ecco “Tutti Frutti” lo spettacolo di Los Putos Makinas.esso gratuito e senza bisogno di prenotazione (salvo quando indicato). Si consiglia di portare un asciugamano per distendersi sull’erba. Quelli sotto al tendone saranno a pagamento (intero 8 euro; under 30, 5 euro). I biglietti potranno essere acquistati da un’ora prima dello spettacolo alla biglietteria al Parco Moretti, oppure online su VivaTicket (su www.terminal-festival.com nelle schede relative a ogni spettacolo). Maggiori informazioni sono disponibili su www.terminal-festival.com oppure all’infopoint aperto da lunedì a venerdì dalle 17; sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 21. In caso di maltempo, quando possibile, gli spettacoli si terranno nel tendone del Circo all’inCirca situato all’interno di Parco Moretti. Qualora non fosse possibile, gli spettacoli saranno riprogrammati nei giorni seguenti. Le comunicazioni avverranno attraverso le pagine social di Terminal.

Quest’anno Terminal, ideato da Circo all’inCirca e Puntozero, ha ricevuto il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, MiC – Ministro Italiano della Cultura, Fondazione Friuli e Promoturismo FVG; ospita un evento che ha ricevuto anche il sostegno Interreg – Italia-Slovenija. Il progetto di sviluppo artistico è realizzato in collaborazione con numerose realtà nazionali e locali e fa parte della rete regionale “Intersezioni” e di quella nazionale “Talea. L’illustrazione di Terminal25 è stata realizzata da Jacopo Riccardi.
Info su: www.terminal-festival.com | Facebook | Instagram

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In copertina, ecco “Tutti Frutti” lo spettacolo di Los Putos Makinas.

Dal Secolo Breve al Secolo Tormentato, domani a Udine una riflessione con Mitteleuropa. Petiziol: e ora quale futuro?

L’Europa occidentale attraversa una profonda crisi politica ed economica, l’area del Mediterraneo non finisce di sconvolgere l’opinione pubblica per brutalità e barbarie e stiamo assistendo allo stravolgimento geo-politico più rilevante dalla fine del secondo conflitto mondiale. Con queste premesse l’Associazione Mitteleuropa dà appuntamento per domani, 12 giugno, in Fondazione Friuli a Udine con il 21° Forum Internazionale dell’Euroregione Aquileiese, dal titolo “Dal Secolo Breve al Secolo Tormentato”. «L’obiettivo del Forum di quest’anno – spiega il presidente Paolo Petiziol – è di porci le domande fondamentali per riflettere realmente sul futuro di questa nostra Europa. Per questo abbiamo coinvolto relatori internazionali di alto profilo e di grande competenza nei temi dell’attualità. Anche il parterre degli ospiti comprende personalità politiche e diplomatiche di altissimo livello, segno che in oltre 50 anni di attività, abbiamo costruito una serie di relazioni privilegiate e una sorprendente credibilità internazionale».
Al tavolo dei relatori, oltre a Petiziol, Gianandrea Gaiani, direttore della rivista on line “Analisi Difesa” e più volte consulente dei Ministeri della Difesa e degli Interni, Fausto Biloslavo, corrispondente di guerra che ha vissuto e raccontato i peggiori scacchieri di guerra degli ultimi 40 anni, l’ambasciatore Lamberto Zannier, già segretario generale dell’Osce e grande esperto dell’area balcanica, Georg Meyr, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e professore di Storia delle relazioni internazionali all’Università di Trieste, e Adriano Segatori, psichiatra, giornalista e consulente del Tribunale di Gorizia e anche autore del libro “Mitteleuropa ed Euroregione. Un destino, una vocazione, un carattere” che racconta l’Europa di oggi come un’entità estranea a se stessa, deprivata del suo passato e di un suo destino futuro, forzata nel meccanismo consumistico e indifferenziante della globalizzazione.
Suddiviso in due panel dai titoli molto evocativi, “Guerra e Pace” e “Europa senza Europa”, il Forum vedrà la presenza di decine tra i più qualificati diplomatici europei, consoli ed ambasciatori. Per citarne alcuni, dall’Ungheria, Ferenc Kalmar, incaricato del Ministero Esteri per le relazioni internazionali, e Katalin Szilin, consulente del Primo Ministro, e poi Miloš Prica, coordinatore nazionale della Bosnia Erzegovina presso la Central European Initiative, e l’ambasciatore per la cooperazione internazionale Philippe Voiry che arriva dal Quai d’Orsay, Ministero degli Esteri della Francia.

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In copertina, il presidente dell’Associazione Mitteleuropa Paolo Petiziol.

“La stella che restò”, ecco a Palmanova l’opera teatrale dei ragazzi della Zorutti animati dall’idea della cooperativa Thiel

Si intitola “La stella che restò” lo spettacolo di chiusura del Laboratorio teatrale che Manuel Buttus, attore del Teatrino del Rifo, dal novembre scorso ha tenuto negli spazi della scuola secondaria di I grado “Pietro Zorutti” di Palmanova. Il Laboratorio appena conclusosi è una delle attività ideate dalla cooperativa Thiel, in collaborazione con il Comune e l’Istituto Comprensivo di Palmanova, l’Asufc e con il sostegno economico della Fondazione Friuli (Bando Welfare 2024) nell’ambito della terza edizione del progetto “Passo dopo passo. Palestre d’inclusione”.
«“La stella che restò” è un racconto corale sull’inizio della vita adulta, sull’importanza di scegliere di non scappare, di rimanere e di lottare per migliorare ciò che ci appartiene – spiega Manuel Buttus -. È uno spettacolo che parla di futuro, di identità, di coraggio, rivolgendosi con delicatezza e forza alle nuove generazioni, ma anche agli adulti che hanno dimenticato la forza di un sogno». Un’opera teatrale capace di far sorridere, emozionare e riflettere, che trasforma Palmanova non solo in uno spazio fisico, ma in un potente simbolo di scelta e di speranza.
Le ragazze e ragazzi delle classi seconde e terze, nella realizzazione del racconto, sono stati accompagnati dalla professoressa Elena Bernardis e parteciperanno alla XXVIII Rassegna Regionale Teatro della Scuola del Friuli Venezia Giulia con ben due spettacoli, in Sala Bison, a Fiumicello: la mattina di domani, 10 maggio, per le scolaresche e martedì 13 maggio, la sera, aperto a tutti. Inoltre, i ragazzi presenteranno il loro lavoro ai compagni della “Zorutti” nella mattinata di venerdì 16 maggio al Teatro Gustavo Modena di Palmanova.
Sempre in maggio, il progetto della Thiel prevede la realizzazione di un Laboratorio di street art con l’artista Michele Nardon. Sono cinque gli appuntamenti previsti, nei venerdì 9, 16, 23, 30 maggio e 13 giugno, dalle ore 16.30 alle 19. Grazie alla collaborazione con il Comune di Palmanova, è già stato individuato un muro della città stellata che verrà abbellito dal lavoro dei ragazzi. La partecipazione al Laboratorio è gratuita, ma i posti sono limitati. Per informazioni e iscrizioni: telefono e WhatsApp: 320 6512012; e-mail: anna.sabatti@coopthiel.it

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In copertina, un momento del laboratorio teatrale animato da Manuel Buttus.