Efasce, oggi prima giornata dell’Incontro (a Pordenone) dei corregionali all’estero

Tutto pronto, oggi, per la prima giornata dell’Incontro dei corregionali all’estero dell’Efasce (l’Ente friulano assistenza sociale culturale emigranti), giunto alla sua 44ma edizione: a partire dalle 17 dal Ridotto del Teatro Verdi di Pordenone si terrà con un’innovativa formula tra pubblico in presenza, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online con persone collegate da varie parti del mondo. Una formula già sperimentata con successo lo scorso anno, quando è stato lanciato il tema “Connessi per creare il futuro” che verrà sviluppato pure in questo 2021 sempre mettendo al centro le esperienze dei corregionali all’Estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia.

Filippo Trevisan

S’inizia, dunque, oggi alle 17 con i discorsi di apertura, a partire dal presidente Efasce, Gino Gregoris. A seguire Filippo Trevisan, professore associato di Comunicazione pubblica all’American University di Washington Dc, viene intervistato su “La politica Usa dopo la pandemia: dialogo sul sogno americano”. Poi speech di Anna Cupani, responsabile comunicazione Istituto di Data Science, Imperial College London su “Numeri per ripartire, la scienza al servizio della popolazione”. Alle 21, evento riservato ai corregionali all’estero, concerto di Cristina Zavalloni “Parlami di me”: le canzoni di Nino Rota per il cinema italiano.

Filippo Trevisan – Originario di Codroipo, è professore associato di Comunicazione pubblica all’American University, Washington Dc. La sua ricerca esplora l’impatto dei media digitali su attivismo e comunicazione politica. Studia come sia i “movimenti dal basso” che i partiti politici usano le piattaforme digitali, in combinazione con metodi più tradizionali di protesta e comunicazione strategica, per indirizzare i dibattiti su questioni controverse e influenzare importanti decisioni politiche. Autore di numerosi libri, articoli e pubblicazioni su riviste internazionali di scienza politica e comunicazione.

Anna Cupani – Originaria di Pordenone, è responsabile comunicazione e collaborazioni esterne Istituto di Data Science Imperial College London. Una formazione scientifica che passa per una laurea in chimica all’Università di Padova, un master in scienze molecolari e un dottorato di ricerca in ingegneria chimica. Il suo interesse per il trasferimento tecnologico, per il tradurre le scoperte scientifiche in innovazione che raggiunga la collettività e per il lavoro interdisciplinare, l’ha portata a sviluppare attività che aiutano i ricercatori. Dal sostegno nella promozione della loro ricerca accademica in varie sedi, dal World Economic Forum al Parlamento britannico, a collaborare con le istituzioni per definire nuove leggi e regolamenti, a stabilire collaborazioni tra industria e ricerca accademica.

Gino Gregoris

L’Incontro è realizzato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Con il contributo di Bcc Pordenonese e Monsile e con il patrocinio del Comune di Pordenone e Camera di Commercio Pordenone – Udine. Tutti gli interventi saranno trasmessi in diretta streaming (e poi successivamente a disposizione per essere rivisti) sul sito www.efasce.it,sulla pagina Facebook e sul canale YouTube di Efasce – Pordenonesi nel Mondo.

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In copertina, Anna Cupani, responsabile comunicazione Istituto di Data Science, Imperial College London.

Bilancio ok per “Il Giglio On Demand” servizio per i disabili del primo lockdown

Bilancio positivo, a un anno dal suo avvio, per il progetto “G|Share: Il Giglio On Demand”, opera della cooperativa Il Giglio di Porcia, associata a Confcooperative Pordenone. Un’azione, sostenuta dalla Fondazione Friuli e patrocinata dal Comune di Pordenone, che è nata in occasione del primo lockdown della primavera 2020 per fornire servizi socio-educativi a distanza agli utenti con disabilità. Un servizio innovativo che non si è concluso con il ritorno alle attività in presenza, ma che anzi ha contribuito ad arricchirle, tanto che a oggi i video alla base del progetto, contando tutte le visualizzazioni, hanno di fatto permesso 1200 servizi a distanza gratuiti in 12 mesi.

«Quello che abbiamo creato in questi mesi – spiega Mattia Galli, direttore generale della cooperativa – è una videoteca on demand ad hoc per le persone con disabilità dove vengono caricati vari video istruttivi e tutorial realizzati dai nostri professionisti, talvolta con l’ausilio di alcuni utenti in carico ai nostri servizi tramite convenzioni con l’Azienda sanitaria Friuli Occidentale. Essi condividono il know-how acquisito in aula e sul campo, così da permettere ai familiari di avere a disposizione tutte le informazioni necessarie per poter gestire al meglio i propri cari anche quando sono a casa. Questo si è verificato ovviamente in diversi periodi legati alla recrudescenza della situazione sanitaria, ma anche ora che le nostre attività sono pienamente in presenza, i video sono ancora utilizzati dalle famiglie per esempio nei momenti di vacanza che trascorrono con i nostri utenti. Ci tengo a ringraziare la Fondazione Friuli per il sostegno fondamentale, il Comune di Pordenone per il patrocinio e Confcooperative Pordenone per il supporto operativo: un progetto di cui andiamo molto orgogliosi».

Il metodo ed il linguaggio utilizzati durante i video (accessibili all’indirizzo www.ilgiglioporcia.it/g-share/) sono comprensibili e fruibili anche per le persone con disabilità che, volendo, possono seguire il tutto da casa in autonomia o, ove necessario, con l’aiuto di un proprio caro.
G|Share è suddiviso in 7 aree tematiche: Prendersi cura di se stessi; Cura di ambienti e oggetti personali; Area affettivo-relazionale; Area motoria e psicomotricità; Area operativo-espressiva; Training di mantenimento e sviluppo; Prevenzione in tempo di Covid-19. Per fare qualche esempio: ci sono video che supportano nelle attività di tutti i giorni, come prepararsi un caffé o un panino, video dedicati ai laboratori manuali espressivi, tutorial su come farsi un trucco perfetto e molti altri.
«Uno degli obiettivi principali di G|Share – conclude Galli – è quello di promuovere l’autodeterminazione delle persone con disabilità, oltre che supportare le famiglie. Nella realizzazione del progetto sono stati fondamentali l’apporto e l’entusiasmo dimostrati da tutti i colleghi coinvolti».
«Una storia che ci permette di guardare al futuro con fiducia – sottolinea Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone -: Il Giglio, come altre cooperative sociali, durante questa emergenza sanitaria è riuscita con successo a ideare soluzioni innovative per proseguire nella propria attività anche a distanza. Strumenti che ora sono ancora utili e che possono aiutare a generare nuovi servizi, sempre per la crescita degli utenti, delle loro famiglie e delle comunità».

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In copertina e qui sopra due immagini del servizio erogato a favore dei disabili a Porcia.

Progetti educativi personalizzati, quale futuro? Post-Covid nel webinar Laluna

Il settore sociale guarda al futuro dopo la fase più acuta dell’emergenza Covid-19, con le buone pratiche emerse durante la pandemia, tra innovazione e resilienza, che sono ora base per la gestione della prossima attività. Tutti spunti che faranno parte dell’evento formativo digitale proposto dall’associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa: domani 16 giugno, dalle 14 alle 17, si terrà infatti un webinar sulle risorse dell’approccio multidisciplinare nei progetti educativi personalizzati, a libera partecipazione previa prenotazione. Interverranno le varie figure professionali de Laluna che analizzeranno le diverse metodologie coinvolte nel lavoro su uno stesso caso mostrando la funzionalità della loro integrazione nel lavoro di equipe. Presente anche Simone Zorzi, dirigente dei Servizi per la disabilità nell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale, che offrirà una sintesi esterna sul tema. Il momento formativo si inserisce nel più ampio progetto finanziato dal Bando Welfare 2020 della Fondazione Friuli.

Francesco Osquino


«Rimettere al centro la persona – ha spiegato Daniele Ferraresso, progettista educativo pedagogista clinico de Laluna – utilizzando un approccio globale con un’équipe multidisciplinare e definire un progetto individuale con l’obiettivo di includere e di valorizzare ciascuno secondo le proprie capacità e aspirazioni, questo il tema del nostro appuntamento formativo che si svolgerà in modalità digitale ed è aperto tutti: educatori, pedagogisti, operatori socio-sanitari, familiari di persone con disabilità. Il nostro intento è mettere a disposizione la nostra esperienza e mostrare l’efficacia dell’approccio multidisciplinare nei progetti educativi personalizzati». «Ringraziamo ancora una volta la Fondazione Friuli e il presidente Giuseppe Morandini – aggiunge Francesco Osquino, presidente de Laluna – per il sostegno grazie al quale possiamo lavorare ad una nuova frontiera del welfare».
Al webinar in programma domani interverranno Daniele Ferraresso, Alice Spagnol educatrice professionale, Alessandra Presicce terapista occupazionale, Maria Maniago operatrice socio-sanitaria, Nicoletta Cattaruzza psicologa e Simone Zorzi dirigente dei servizi per la disabilità nell’Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale. La partecipazione è gratuita. Per ricevere il link del webinar è sufficiente scrivere a segreteria.laluna@gmail.com

 

Cooperativa Nascente, inaugurata la nuova sede a Pasian di Prato

Inaugurazione, a Pasian di Prato, della nuova sede della cooperativa Nascente. Una cooperativa sociale di tipo B, fondata nel 1987 e presieduta da Flavio Sialino, impegnata in attività di inserimento lavorativo di lavoratori svantaggiati. La Nascente ha un fatturato annuo di 1,6 milioni di euro e impiega 80 lavoratori, incluse le borse lavoro per finalità di inserimento lavorativo. I soci sono una quarantina e il parco mezzi annovera 28 veicoli aziendali. La cooperativa si occupa, principalmente, di lavori di giardinaggio, pulizie, traslochi ed edilizia “leggera”, oltre che raccolta di abiti usati.

Sialino con l’assessore Riccardi.

Il parco mezzi.

«Per noi – ha detto Sialino prima del tradizionale taglio del nastro – questi nuovi spazi rappresentano un punto di partenza e non di arrivo. Guardiamo al futuro con ottimismo e cerchiamo di cogliere le opportunità che questo momento, anche se difficile, ci presenta. Non è un caso, dunque, che nei giorni scorsi abbiamo siglato l’accordo per una rete d’impresa con un’altra cooperativa sociale, la CPI di Monfalcone, per mettere a sistema l’attività di edilizia svolta dalle due imprese. L’obiettivo è quello di ampliare l’offerta sul mercato dei servizi, riducendo anche i costi di approvvigionamento inerenti l’attività edile e razionalizzando e migliorando le procedure sia amministrative che di supporto ai soci svantaggiati». «Con la Nascente e tutta la cooperazione sociale – ha aggiunto il vicepresidente regionale Riccardo Riccardi – esiste un ottimo rapporto che abbiamo significativamente approfondito durante i lunghi mesi della pandemia. Un rapporto con continuerà con profitto avendo come riferimento Federsolidarietà Fvg che funge da raccordo fra tutte queste significative esperienze cooperative».

La nuova sede di Nascente si sviluppa su 1.600 metri quadrati coperti, costituiti da un’area capannoni e un’area uffici. In una prima fase sono stati rinnovati i capannoni e i depositi; in una seconda fase sono stati realizzati, sostanzialmente ex novo, gli uffici aziendali della cooperativa. Al taglio del nastro, tra gli altri, erano presenti il sindaco di Pasian di Prato, Andrea Pozzo; Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli che ha sostenuto la ristrutturazione degli uffici e il presidente di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz.

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In copertina e qui sopra due immagini della cerimonia inaugurale.

 

Laluna, piena intesa con Fondazione Friuli. E ora serve un nuovo furgone

Inclusione, sostenibilità, multidisciplinarietà: tre parole orientate al futuro, anche per la ripartenza post Covid-19, su cui si stanno sviluppando altrettanti progetti dell’onlus Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia. Progetti che per la loro innovazione, e per le ricadute sociali che hanno, sono stati sostenuti dalla Fondazione Friuli attraverso il suo bando Welfare. Un aiuto, quello della Istituzione, prezioso e che Laluna ha deciso di raccontare nel nuovo numero del suo notiziario “Oltre L’Ostacolo”. «All’interno delle iniziative di Lalunanuova 2.0, nostro “contenitore” progettuale di tutte queste iniziative, in questi anni abbiamo lavorato – spiega Francesco Osquino, presidente de Laluna -, grazie al sostegno di Fondazione Friuli e del presidente Giuseppe Morandini, ad una nuova frontiera del welfare». «L’associazione Laluna rappresenta un’eccellenza per quanto riguarda lo sviluppo di progetti a favore di tutta la comunità e in particolare delle persone con fragilità – ha affermato Morandini -: ci auguriamo che iniziative come queste portate avanti a San Giovanni, possano diventare un punto di riferimento per l’intero territorio friulano. Ci piace sostenere una realtà capace di garantire alle persone con disabilità indipendenza e qualità della vita non solo attraverso un supporto assistenziale, ma lavorando anche sul benessere psicologico e spirituale».


Un modo di tracciare il primo bilancio dei progetti, mettendo in luce la positività di alcune esperienze. Il progetto “Gravitiamo a casa nostra”, sul tema dell’abitare indipendente delle persone con disabilità gravi, che raccoglie la sfida del “dopo di noi” declinandola in una proposta alternativa alle Comunità alloggio. Esempio positivo è l’indipendenza abitativa acquisita da Giovanna che, da circa un anno, convive con Sonia, la sua assistente personale, capace di sostenerla non solo nel suo bisogno di supporto fisico ma nella totalità della sua persona.
«L’idea di fondo di questo progetto – spiega Erika Biasutti, direttrice de Laluna – è che anche chi ha una disabilità grave possa portare avanti il proprio progetto di vita indipendente, contando su risorse mirate e in linea con le proprie aspirazioni. I bisogni assistenziali diventano inter-dipendenze scelte, volute, organizzate secondo le proprie abitudini e necessità». Nel caso di Giovanna e Sonia, due ragazze con cui è stato avviato il progetto Gravitiamo a casa nostra, inserito tra l’altro nel progetto di cohousing sociale, si tratta di una convivenza mirata: Sonia riveste per alcune ore al giorno (nei momenti quotidiani in cui Giovanna necessita di aiuto) il ruolo di “assistente personale” (guidata e “preparata” dagli educatori a interpretare e comprendere i bisogni di Giovanna, senza diventare una figura meramente assistenziale ma di supporto trasversale), mentre per il resto del tempo è la coinquilina di Giovanna, con cui avviene un interscambio che va a sostegno di entrambe visto che hanno aderito a un progetto di vita su basi comuni.


Vi è poi il progetto “Coltivare l’autonomia” con cui la onlus ha cercato di costruire una “filiera domestica” che parte dall’orto e dal pollaio e arriva alla tavola de Laluna. «Questo specifico progetto – ha continuato Biasutti – è dedicato all’impiego diurno e alla valutazione e sperimentazione delle abilità nel contesto dello spazio verde di Ortoattivo, e in particolare nella filiera che produce sostentamento per la Comunità Cjasaluna. Il lavoro negli orti, anche rialzati da terra per rendere più agevole l’opera, nel pollaio e nella cucina industriale ha appunto la funzione di valutare e sviluppare le abilità delle persone coinvolte, anche in vista di un futuro impiego, sempre nella cornice dell’autonomia che è l’obiettivo trasversale dei progetti de Laluna».
In fase di realizzazione, vi è poi “I Progetti personalizzati e il sistema di intervento multidisciplinare”, un progetto che riguarda lo sviluppo degli strumenti e delle metodologie a supporto del comparto “professionale” de Lalunanuova 2.0. «Con questo si prevede ad esempio – aggiunge Daniele Ferraresso, progettista educativo per Laluna – l’introduzione di nuove figure, come la terapista occupazionale e psicologa, che sono così entrate a far parte di un’equipe sempre più multidisciplinare, arricchita cioè di competenze specifiche, diversificate e flessibili. L’altra grossa novità è l’acquisizione di un software gestionale chiamato Atl@ante che consentirà l’aggiornamento quotidiano dei contenuti relativi agli utenti come il registro educativo, le schede personali, dati e rilevazioni, supportando così l’equipe di professionisti nell’obiettivo della flessibilità delle metodologie e dell’uso simultaneo di strumenti condivisi».

E ora una doppia campagna di raccolta fondi per raggiungere i 15 mila euro necessari per acquistare un nuovo furgone attrezzato per persone con disabilità: non un semplice automezzo, ma un vero e proprio “motore” di socialità e relazioni con il territorio, fondamentale per i suoi utenti, che andrà a sostituire il vecchio mezzo di trasporto ormai datato e non adatto allo spostamento di persone con esigenze di mobilità specifiche. Questa l’iniziativa appena lanciata dall’associazione di volontariato Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia. Per aiutare la Onlus a raggiungere l’obiettivo è possibile donare il proprio 5 per mille con la dichiarazione dei redditi oppure accedere alla piattaforma di fundraising benefico Wishraiser. Per fare la propria donazione è sufficiente cliccare su www.wishraiser.com/en/memberships/associazione-di-volontariato-laluna-onlus-impresa-sociale e oltre a donare, si potrà addirittura partecipare ad un’estrazione che ha come premio un viaggio da sogno. Mentre per devolvere il 5 per mille a Laluna è sufficiente firmare nell’apposito spazio sulla dichiarazione dei redditi indicando il codice fiscale 91036070935. Entrambe le campagne andranno a finanziare l’acquisto di un furgone attrezzato che aiuterà nei loro spostamenti gli utenti della Comunità Cjasaluna.

«Acquistare un nuovo furgone – fa poi sapere Francesco Osquino – è diventata una necessità perché l’attuale mezzo, oltre ad essere datato, non è adatto allo spostamento di persone arrivate da poco in Cjasaluna, con esigenze specifiche. Ma non si tratta solo di un bisogno, il nuovo furgone è qualcosa in più di un mezzo di trasporto che permette ad utenti e operatori di spostarsi, è anche un importante strumento che permette alle persone con ridotte capacità motorie, di sentirsi parte della comunità e delle iniziative che la animano. Infatti, per Laluna la vera inclusione delle persone con disabilità è fatta anche di relazioni quotidiane col territorio». «Quest’anno – aggiunge Erika Biasutti, direttrice della Onlus – abbiamo pensato di affiancare alla tradizionale campagna del 5 per mille la nuova raccolta fondi benefica attraverso la piattaforma Wishraiser, che garantisce visibilità e dà la possibilità a chi dona di vincere dei premi. Il nostro obiettivo è l’acquisto di un automezzo attrezzato, una necessità concreta che chi sceglie di aiutarci potrà poi “toccare” con mano una volta raggiunto l’obiettivo».

Laluna è attiva come associazione di volontariato dal 1994 a San Giovanni di Casarsa della Delizia. Fondata da un gruppo di giovani volontari, con l’obiettivo iniziale di proporre una serie di attività per le persone con disabilità, negli anni l’Associazione si è trasformata fino a diventare un riferimento sul territorio per i progetti di vita a forte spinta evolutiva con un’attenzione particolare al tema della vita indipendente. Ad oggi, Laluna gestisce: la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita 8 persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna, il progetto di cohousing “Lalunanuova” sempre a San Giovanni, il progetto “Gravitiamo a casa nostra” che si propone di sviluppare un’autonomia possibile per persone per persone con disabilità gravi, il progetto di “Abitare sociale” in casa Facca a Fiume Veneto e il progetto di “Propedeutica all’abitare” a Sacile, ideato per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva. Vi è poi il progetto “Coltivare l’autonomia”, dedicato all’impiego diurno e alla valutazione e sperimentazione delle abilità di persone con fragilità nel contesto dello spazio verde di Ortoattivo, e in particolare nella filiera che produce sostentamento per la Comunità Cjasaluna.
Oltre a questi, ha all’attivo, come si diceva, un progetto di cohousing sociale con sette appartamenti abitati sia da persone con disabilità che da persone estranee a Laluna che hanno sposato il progetto che ha come principi ispiratori la solidarietà, il vicinato attivo e il sostegno reciproco. Inoltre, si occupa di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi.

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In copertina, il leader di Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, con il presidente Francesco Osquino.

A San Giovanni di Casarsa le chiavi di 4 appartamenti di “cohousing sociale”

Tutti assegnati a San Giovanni di Casarsa della Delizia i quattro appartamenti del progetto di cohousing sociale dell’associazione Laluna: si tratta di un nuovo modo di abitare collaborativo e sostenibile con costi agevolati, in cui si condividono spazi comuni e dove il reciproco sostegno diventa pratica quotidiana. A scegliere il cohousing una famiglia con figli, una giovane coppia, una madre con bambino e utenti del progetto dell’associazione sull’autonomia abitativa. Il secondo bando aperto a novembre (relativo a tre appartamenti, mentre uno era già stato assegnato con il primo bando), per gli spazi disponibili attorno alla comunità Cjasaluna all’interno del progetto “Lalunanuova”, ha visto in questi giorni, dopo la valutazione delle candidature da parte di una commissione, la sua conclusione con la consegna delle chiavi degli appartamenti, realizzati di recente e progettati per essere accessibili e funzionali all’autonomia abitativa delle persone con disabilità.

“Siamo felici di poter assegnare anche questi tre appartamenti – commenta il presidente de Laluna, Francesco Osquino – a persone che condividono i principi del cohousing stesso ovvero: solidarietà, vicinato attivo e sostegno reciproco. Gli appartamenti verranno abitati da due nuclei familiari: si tratta di una famiglia composta da una coppia con due figli e di una giovane coppia del territorio. Un altro appartamento verrà occupato da due ragazzi che hanno partecipato ai progetti di propedeutica dell’abitare e hanno scelto di vivere insieme in autonomia. Il quarto appartamento era invece già stato assegnato ad una mamma con bambino, con il primo bando che avevamo aperto”.
Il bando, aperto a tutti i cittadini (famiglie o singoli), prevedeva l’accettazione di valori come solidarietà, accoglienza, reciproco sostegno e rispetto dell’ambiente. “Il cohousing de Laluna è stato pensato come un modello di abitare rivolto a persone con fragilità e non – ha specificato Osquino -. Perché vivere in cohousing è accomunarsi al di là della diversità. Quando abbiamo progettato questo nuovo contesto di cohousing attorno alla comunità Cjasaluna, l’abbiamo proprio pensato per le famiglie che vogliono fare una scelta abitativa innovativa, in un contesto di socialità, tra orti e vita all’aria aperta in un contesto inclusivo”. A selezionare le candidature è stata una commissione formata dallo stesso Francesco Osquino in rappresentanza del Consiglio di amministrazione de Laluna, da Erika Biasutti direttrice de Laluna, dal progettista educativo de Laluna, Daniele Ferraresso, da Claudia Tomba assessore alle politiche sociali di Casarsa (rappresentante delegato dal sindaco Lavinia Clarotto) e da Pamela Franceschetto, delegata per l’AsFo e responsabile per il Coordinamento dell’area Abitare. Il progetto complessivo de Lalunanuova 2.0, inaugurato nel settembre 2019, è stato realizzato con un investimento dell’Associazione Laluna e in parte con un sostegno economico da parte della Regione Fvg. Sono poi intervenuti negli anni i contributi della Fondazione Friuli a sostegno delle progettazioni avviate.

Laluna è attiva come Associazione di Volontariato dal 1994 a San Giovanni di Casarsa. Fondata da un gruppo di giovani volontari, con l’obiettivo iniziale di proporre una serie di attività per le persone con disabilità, negli anni l’associazione si è trasformata fino a diventare un riferimento sul territorio per i progetti di vita a forte spinta evolutiva con un’attenzione particolare al tema della vita indipendente.
Ad oggi, Laluna gestisce in provincia di Pordenone: la Comunità alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita 8 persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna, il progetto di cohousing “Lalunanuova” sempre a San Giovanni, il progetto “Gravitiamo a casa nostra” che si propone di sviluppare un’autonomia possibile per persone con disabilità gravi, il progetto di “abitare sociale” in casa Facca a Fiume Veneto e il progetto di “Propedeutica all’abitare” a Sacile, ideato per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva. Oltre a questi, Laluna si occupa anche di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi. Parte di queste progettazioni è gestita tramite AtsS (Associazione temporanea di scopo) costituita in collaborazione con la Fondazione Down Friuli Venezia Giulia.

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In copertina il complesso edilizio di San Giovanni di Casarsa e all’interno tre momenti delle firme degli assegnatari.

Efasce Pordenone, online o in presenza ma sempre a contatto con gli emigranti

Sguardo al futuro con un’ottica ricca di speranza: nell’attesa che il Coronavirus, anche grazie ai vaccini, allenti la sua morsa permettendo la ripresa dell’attività di rappresentanza anche all’estero, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone annuncia le linee guida del suo 2021, in cui diversi progetti partiranno nei primi mesi a livello digitale per poi, si spera, poter avere anche una prosecuzione in presenza. Una serie di attività che abbraccia tutti i corregionali all’estero, sia quelli di seconda, terza o più generazione che quelli partiti di recente per nuove avventure professionali.
“La dimensione digitale – ha spiegato il presidente Gino Gregoris – è stata fondamentale lungo il 2020 per mantenere i contatti con i nostri segretariati e anche quando si tornerà, si spera presto, a una nuova normalità contiamo di proseguire in alcune iniziative online che tanto sono state apprezzate. Dopotutto, che sia in presenza o in streaming, la nostra mission rimane immutata: l’assistenza ai nostri corregionali che dall’estero hanno bisogno di un contatto costante con la terra d’origine, in uno scambio che arricchisce sia loro che noi. In tal senso, fondamentale il prezioso sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli che credono nei nostri progetti”.
Gennaio, fin da lunedì 11,  sarà dunque il mese della ripresa, dopo la pausa natalizia, del progetto “4 chiacchiere” con, dedicato alle interviste ai giovani corregionali di recente emigrazione, al quale però si aggiungerà qualche puntata “spin-off” dedicata ai discendenti degli emigrati del Novecento. Per questi ci sarà anche la seconda edizione del corso didattico online (Area Fad) di lingua italiana e cultura regionale, che nella prima edizione ha visto 40 partecipanti. Non solo: allo studio anche un progetto culinario denominato Sapori a Nord-Est e un documentario sulla vita dello storico viaggiatore e scienziato Padre Bartolomeo di Panigai (attuale Comune di Pravisdomini), al servizio del re del Portogallo nel 1500.
Ma il 2021 è anche l’anno dell’Expo di Dubai al quale l’Efasce si è idealmente collegato a partire dal suo annuale incontro dei corregionali all’estero che è avvenuto lo scorso luglio. “L’Expo – aggiunge Gregoris – sarà una piattaforma di ulteriore rilancio della nostra attività. La storia dell’emigrazione friulana nel mondo offre l’opportunità di comprendere la storia di uomini e donne che sono stati capaci di aprire i propri orizzonti guardando al futuro con tanti desideri e sogni. Connecting Minds, Creating the Future, tema attorno al quale ruoterà la prossima Esposizione universale negli Emirati Arabi Uniti, si sposa quindi perfettamente con l’esperienza di tutti coloro che dalla nostra Patria sono partiti”. Allo studio una presenza pordenonese nel Paese del Golfo, mentre a luglio ci sarà la 44ma edizione del citato Incontro dei Corregionali all’estero con la seconda tappa del percorso iniziato l’anno scorso e incentrata sul tema “Connessi per creare il futuro. L’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia”. “Anche quest’anno – conclude il presidente – in un evento in presenza con collegamenti video in varie parti del mondo, chiederemo ai nostri corregionali spunti per la ripartenza della nostra regione dopo l’emergenza Covid-19”.

La prima puntata del 2021, in programma come detto lunedì prossimo, condurrà alle 18 a Singapore, dove opera da quattro anni Andrea Rossetto, 30enne di Prata di Pordenone, export area manager nel settore arredamento e design per una nota azienda veneta del settore. Rossetto sarà intervistato da Michele Morassut della segreteria Efasce assieme al presidente Gregoris. Sarà anche l’occasione per capire come il Made in Italy, soprattutto nel settore dell’arredamento, continui a essere molto richiesto all’estero. Il tutto potrà essere seguito online sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sui canali YouTube e LinkedIn “Pordenonesi nel mondo”.

 

Che cos’è l’Efasce?

L’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, fondato nel 1907, è il punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Ha Segretariati attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela. L’ultima edizione dell’incontro tra corregionali “in presenza”, quella del 2019, si era svolta a Caneva con un grande piacere di incontrarsi per i 150 partecipanti. La speranza è quella di potersi ritrovare nel 2021.

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In copertina e qui sopra l’intervento del presidente Gino Gregoris.

Le Pro Foco Fvg ripartono e Valter Pezzarini sarà ancora il loro leader

di Gi Elle

Tutte d’accordo le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia: Valter Pezzarini resti presidente! Riunite ieri mattina in assemblea, a Casarsa della Delizia, lo hanno infatti riconfermato per acclamazione e Pezzarini, con senso di responsabilità ma anche con gratitudine per la generale attestazione di stima, ha risposto affermativamente alla loro richiesta. Essendo quindi avvenuta l’elezione del leader e di tutti gli altri componenti della compagine dirigenziale, il Comitato regionale dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia ha pertanto iniziato ufficialmente, proprio con l’assemblea tenutasi al Teatro comunale Pier Paolo Pasolini, il nuovo mandato 2020-2024. Contestualmente è stato infatti rinnovato anche il consiglio, nonché una serie di altre cariche, eleggendo altresì il nuovo Organo di controllo, previsto dalla riforma del Terzo settore. Al riguardo c’è un record significativo: il Comitato del Friuli Venezia Giulia è il primo a livello nazionale, cioè tra quelli dell’Unpli, ad averlo eletto. La riunione, grazie all’impegno prezioso del personale della segreteria del Comitato regionale assieme a quello della Pro Casarsa, è avvenuta nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19, per cui, proprio dalla fase post-emergenziale, dopo un’estate in cui sono stati annullati o ripensati circa l’80% degli eventi, ora ripartono le Pro Loco Fvg. Insomma, dall’assemblea generale è arrivata quella iniezione di fiducia che ci voleva per progettare quella ripresa tanto inseguita dopo i disastri causati dalla pandemia.

“Durante il periodo del lockdown abbiamo più volte ripetuto che nulla sarebbe stato come prima – ha affermato Pezzarini nel suo discorso programmatico -: ora occorre ricostruire lo spirito di comunità e la forza delle relazioni. È una sfida difficile, ma allo stesso tempo interessante: non dobbiamo sopravvivere alla crisi, ma trasformarla in opportunità. Programmazione, formazione, unione sul territorio e coinvolgimento dei giovani sono le linee guida di questo nuovo mandato, per costruire il nostro futuro, sempre all’insegna del volontariato a favore delle comunità, da quelle delle grandi città fino ai piccoli borghi”.
Infatti, le Pro Loco hanno non solo un impegno nell’organizzazione di eventi ma anche un ruolo sociale, come evidenziato dallo studio commissionato dall’Unpli nazionale alla Cgia di Mestre. La ricerca testimonia anche come il Comitato del Friuli Venezia Giulia sia al primo posto nazionale per la formazione e che in era pre Coronavirus con i suoi 23 mila soci attivi organizzava 1400 eventi annuali per un milione di partecipanti e un indotto di 200 milioni di euro. “Ora stiamo ripartendo – ha concluso Pezzarini – con eventi rinnovati, rispettosi delle disposizioni anti-contagio, puntando ancora di più sulle eccellenze enogastronomiche tipiche, su attività all’aria aperta e sulla cultura”.
“Le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia – ha osservato, a sua volta, il presidente dell’Unpli nazionale, Antonino La Spina, nel suo videomessaggio di saluto – sono ormai una realtà d’eccellenza, in grado, da un lato, di organizzare eventi ed iniziative sempre di maggiore successo, dall’altro, di rappresentare, con le molteplici attività avviate, un insostituibile punto di riferimento per le singole comunità”.

Sono intervenuti i padroni di casa Lavinia Clarotto, sindaco di Casarsa, Flavia Leonarduzzi, presidente del Centro studi Pier Paolo Pasolini, e Antonio Tesolin, presidente della Pro Loco, il quale ha annunciato che il prossimo anno nell’ambito della locale Sagra del Vino si terrà per la prima volta, come simbolo di ripartenza, un incontro tra tutte le Sagre di Qualità, marchio certificato dell’Unpli, che ci sono in Friuli Venezia Giulia. Per tutti i partecipanti un omaggio della Pro Casarsa con le bollicine degli spumanti La Delizia e libri del Centro studi Pasolini.
Hanno portato i loro saluti anche Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli (per il quale lo studio della Cgia è un biglietto da visita da esibire con orgoglio in giro per l’Italia per raccontare cosa sono le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia), ed Edy Morandini, consigliere della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (il quale ha invitato a guardare al futuro, a quando si potranno nuovamente tenere le sagre come una volta, avendo anche importanza a livello di rapporti personali), enti il cui sostegno è prezioso per il Comitato regionale. I lavori, condotti come presidente dell’assemblea dal responsabile della Pro Aquileia, Paolo Orfeo, assieme al segretario del Comitato regionale Marco Specia e al presidente dei revisori dei conti Maurizio Rosa, hanno visto anche la presentazione di due nuove convenzioni con Acqua Dolomia e Bluenergy Group.

Questi, infine, gli esiti delle elezioni. Presidente regionale e consigliere nazionale Unpli Valter Pezzarini. Consiglio regionale: Alessandro Plozner, Giovanni Rodaro, Francesco Pattanaro, Marco Bendoni, Anna Lisa Ballandini, Alberto Bevilacqua, Elisabetta Basso, Lucia Morandini, Loris Florean, Raffaele Bortoli, Fausto Damiani, Elisa Fantino, Pietro De Marchi, Matteo Trigatti, Flavio Gon.
Organo di controllo: Luigino Ganzini, Veronica Panigutti, Maurizio Rosa.
Collegio regionale dei probiviri: Cristina Simeoni, Paolo Abramo, Umberto Carcò.
Sono stati inoltre eletti i delegati all’assemblea nazionale Unpli che si terrà a novembre: Valter Pezzarini, Elisabetta Basso, Antonio Tesolin, Gianfranco Specia, Tiziana Foschiatto, Marino Zanchetta, Marco Bendoni, Matteo Trigatti, Fausto Damiani, Aldo Di Bernardo e Steno Ferluga.

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In copertina, Valter Pezzarini durante la sua relazione; all’interno altre immagini dell’assemblea: il tavolo della presidenza, Pezzarini con l’Organo di controllo, ancora il presidente e un settore della sala.

(Foto Petrussi)

Udine, a Terminal doppio appuntamento con Città domestica

A “Terminal – Festival dell’arte in strada” – organizzato da Circo all’inCirca e Puntozero grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, l’assessorato alla Cultura del Comune di Udine, PromoturismoFvg e Fondazione Friuli e parte della rete culturale Intersezioni – arriva un doppio appuntamento con A+AUD Architetti Alumni Udine: oggi è in programma un’esplorazione urbana (alle 17, poi alle 18, sarà necessario presentarsi 15 minuti prima all’info point di piazza Venerio) dal titolo “Città domestica”; domani un’omonima tavola rotonda alle 18. L’ingresso sarà gratuito ma la prenotazione obbligatoria su https://www.terminal-festival.com . In caso di maltempo gli appuntamenti saranno annullati. Per aggiornamenti si consiglia di visitare la pagina Facebook o scrivere una mail a terminal@circoallincirca.it .

Il programma:

SABATO 29 AGOSTO – Ricchissima di appuntamenti la giornata di oggi. Si comincia alle 15.50 con Audiobus Linea 2 (l’orario indica il ritiro cuffie in via Ciconi 4, il pubblico verrà poi accompagnato alla fermata di partenza in Stazione). Una seconda corsa è in programma alle 16.50. Dalle 17 alle 20 ci sarà poi Terminal³ e sempre dalle 17 alle 20 è in programma un tour guidato (con partenza alle 17 e poi alle 18) della città con A+AUD, dal tema “caduta del Patriarcato di Aquileia per mano della Serenissima Repubblica di Venezia” e intitolato “Città domestica/esplorazione urbana”.
Alle 19.30, ancora in piazza Venerio, il pubblico si potrà confrontare con la malinconica risata zingara degli spagnoli Davaii Sasha y Agranov. Questo spettacolo teatrale di circo è per tutte le età, le razze e i sessi. Due amici d’infanzia gitani invitano il pubblico ad aiutarli a sistemare la propria casa viaggiante e i propri cuori sulla strada. Un invito a partecipare ad un assurdo mix di umorismo, circo acrobatico e poesie visive.
Alle 20 e alle 21 torna Audiobus Linea 4 (l’orario indica il ritiro cuffie in via Ciconi 4, il pubblico verrà poi accompagnato alla fermata di partenza in Stazione). Mentre alle 21.30, in piazza Venerio, andrà in scena “Facchin Show” con Alessandro di Pauli e Tommaso Pecile.

DOMENICA 30 AGOSTO – La giornata conclusiva, domani, aprirà alle 16.25 con Audiobus Linea 2 (l’orario indica il ritiro cuffie in via Ciconi 4, il pubblico verrà poi accompagnato alla fermata di partenza in Stazione) e con Terminal³. Dalle 17.25 nuova tappa per Audiobus Linea 2. Alle 18 nuovo appuntamento in piazza Venerio con “Città domestica/tavola rotonda” (conferenza pubblica sul tema della città con A+AUD). Alle 21gran finale con gli artisti di Circo all’inCirca che in piazza Venerio, alle 21, proporranno “0quadro32”, uno spettacolo di cabaret ammiccante e comico, basato sul rischio e sulla voglia di stare insieme, cercando di curare le ferite invisibili che il lungo periodo di distanziamento sociale ha causato nel modo di stare in compagnia. Il cabaret è un omaggio ai circensi italiani ed esteri che scelgono il Friuli come punto di riferimento per la propria crescita umana e artistica. L’edizione 2020 di Terminal ha scelto di privilegiare i lavoratori dello spettacolo locali e questi artisti di conseguenza hanno deciso di omaggiare la scelta costruendo insieme uno spettacolo ad hoc per l’occasione. Gli artisti porteranno in scena le discipline e i numeri su cui stanno lavorando con uno stile leggero.

IL FESTIVAL Arte e spazio pubblico, grazie a Terminal, si contamineranno, il dialogo fra le diverse espressioni che vanno dal circo contemporaneo alle arti visive, dall’arte urbana fino a quella performativa, consentirà di percorrere strade inedite, anche grazie alle performance itineranti di Audiobus. Quest’anno Terminal, ideato da Circo all’inCirca e Puntozero, ha ricevuto il sostegno della Regione Fvg, dell’assessorato alla Cultura del Comune di Udine, di PromoturismoFVG e della Fondazione Friuli. Per la SUA realizzazione hanno collaborano: associazione Brocante, associazione Magdaclan, Lés Décomposés, Cefd Centro Edile, associions architetti Alunni Udine, Cirqueon ops, asp Arsmotus, Comune di Buttrio, Muja Buskers Festival, rete culturale Intersezioni.

A+AUD – L’associazione A+AUD nasce con lo scopo di promuovere e diffondere la cultura architettonica intervenendo con approccio multidisciplinare, senso critico, stimolando connessioni tra il mondo della professione, della ricerca, dell’arte e la società. Lo facciamo tramite due azioni che segnano le diverse, ma fra loro interconnesse, direzioni che percorriamo. DIRE è dibattere, è mostrare, è imparare. Ci occupiamo dell’organizzazione di eventi culturali e di formazione, di mostre e di concorsi di idee. FARE è un laboratorio creativo, è un’officina di idee per la città, è fare con le mani, è fare con le persone, è una FAbbrica di RElazioni.

Ingresso gratuito con prenotazioni obbligatoria su https://www.terminal-festival.com

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In copertina e qui sopra ecco due immagini degli spettacoli.

 

Agosto, ma si riparla di presepi: al via il corso sospeso per il virus

Si riparla già di presepi, anche se questi sono i giorni ferragostani e Natale sembra ancora lontano. Ma alla grande festa cristiana mancano una ventina di settimane. Dopo lo stop imposto dal lockdown per il Coronavirus riprendono, infatti, i corsi sulle tecniche presepistiche a Villa Manin, vero e proprio polo regionale dell’arte di creare Natività: il 22, 23 e 29 agosto partirà il 1° corso di costruzione di un ulivo da inserire nel proprio presepe. Le lezioni, a cura del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia, con la collaborazione del gruppo Presepisti Udinesi e della Pro Loco Passariano, nonché con il prezioso sostegno di Fondazione Friuli, saranno tenute dal maestro Claudio De Lucchi, membro del gruppo Presepisti Friulani.

“Siamo davvero felici di poter riprendere con i corsi sulle tecniche presepistiche – ha detto il presidente delle Pro loco regionali, Valter Pezzarini – che purtroppo avevamo dovuto rimandare a causa dell’emergenza sanitaria. Riprendere ora ci pare anche un augurio di rinascita, perché il presepe nè è proprio uno dei simboli: un buon auspicio per il futuro. Ancora una volta ribadiamo quanto riteniamo importante tramandare le tradizioni, come quella bellissima del presepe. Il nostro grazie va anche alla Fondazione Friuli e al presidente Giuseppe Morandini per essere ancora una volta al nostro fianco in un’iniziativa così importante”.
Le lezioni si terranno appunto a Villa Manin, nella sede della Pro Loco di Passariano, in via Quarnic nell’area parcheggi ovest. Il corso è gratuito e, così come i successivi, si terrà nel rispetto delle normative vigenti di contenimento del contagio da Covid-19. Per questo si prevede un numero limitato di partecipanti, per permettere un’adeguata organizzazione degli spazi.
La tre giorni sarà una vera e propria full immersion, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, nelle tecniche di vegetazione presepistica: l’udinesse Claudio De Lucchi insegnerà le tecniche base di lavorazione professionale del timo e l’utilizzo della teloxis aristata per riprodurre gli elementi vegetali di un presepe, nello specifico un ulivo.
I corsi proseguiranno poi a settembre con il recupero della 2ª edizione del Corso base di tecnica presepistica (rimandato proprio a causa del lockdown) e continueranno a ottobre e novembre con la 3ª edizione del Corso base di tecnica presepistica.

Info: telefonare al numero 0432.900908 oppure scrivere una email a eventi@prolocoregionefvg.it

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In copertina, uno dei presepi tradizionali realizzati dal maestro De Lucchi in una foto di Diego Petrussi.