Efasce, ristrutturata a Buenos Aires la casa “Provincia di Pordenone”

Nel cuore di Buenos Aires, capitale dell’Argentina, c’è una casa intitolata alla Provincia di Pordenone: i recenti lavori di ristrutturazione (sostenuti da Fondazione Friuli) avvenuti in via Campo Salles numero 2250 sono l’occasione per raccontare la storia di questa villa nel quartiere di Nuñez, proprio ora che l’Efasce dell’Argentina, che qui ha sede, ha compiuto 40 anni dalla fondazione.

Il momento dell’acquisto…


Nel 1982 l’allora presidente di Efasce Pordenone don Emilio Alfier mandò il consigliere Piero Biasin in missione in Argentina per costituire il Segretariato. Laggiù ad accoglierlo c’era Giuseppe Perin, di Caneva, che indicò nell’ingegnere Davide Scian (originario di Cordenons, scomparso nel 2005) la persona adatta, che divenne il primo presidente argentino (e successivamente dell’intero Sudamerica). A quel punto, fu impellente la necessità di trovare una sede all’Efasce Argentina e, raccogliendo i fondi tra gli emigranti, nel 1988 si potè acquistare questa dimora. L’atto di compravendita della sede avvenne a nome del presidente Davide Scian, Odolino Boer (deceduto anch’egli) e Pietro Poletto, che anticiparono i soldi per l’acquisto in quanto l’Ente non era ancora riconosciuto. L’acquisto della casa è testimoniato da una foto d’epoca in cui si vedono Pietro Poletto, Davide Scian, Assunta Poletto e Ida Formaggin. In seguito il passaggio di proprietà avvenne con il riconoscimento dell’Ente e l’Atto di donazione all’Efasce Argentina.

… e dell’inaugurazione.


La Provincia di Pordenone, a cui fu intitolata, si assunse gli oneri relativi alla gestione e con un contributo del Comune di Pordenone e del Mobilificio Presotto di Maron, la Casa venne ampliata per ricavare un salone capace di accogliere 100 persone. Inaugurarono la casa con Scian il presidente dell’Efasce Riccardo Tomè e il senatore Bruno Giust. Con loro una decina di sindaci della Provincia, Mario Del Bosco e don Emilio Alfier. Successivamente, visitarono durante i loro mandati i presidenti della Provincia di Pordenone Alberto Rossi ed Elio De Anna.
Ora, come detto, grazie alla Fondazione Friuli, è stata intrapresa una profonda opera di ristrutturazione che ha interessato la facciata e il cortile d’ingresso, portico e giardino, salone e tetto. Non appena la situazione sanitaria lo permetterà, Efasce Argentina celebrerà con un evento i 40 anni della sua fondazione proprio nella Casa della Provincia di Pordenone.
«Siamo vicini – ha commentato il presidente di Efasce Pordenone, Gino Gregoris – ai nostri corregionali d’Argentina in questo momento celebrativo della loro storia. Confidiamo di rivederci prima possibile, quando la situazione sanitaria lo renderà possibile: ma nell’attesa plaudiamo a questi lavori, sostenuti da Fondazione Friuli, così importanti alla sede che è un centro fondamentale della cultura della Regione del Friuli Venezia Giulia non solo a Buenos Aires, ma in tutta l’Argentina».

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In copertina e qui sopra la casa di Buenos Aires dopo i lavori di restauro.

 

Artisti per il sociale, a Palmanova da domani ci sarà la mostra finale

Sarà inaugurata domani, alle 18, a Palmanova, nelle sale espositive della Loggia dei Mercanti, la mostra finale di Co.So! Artisti per il sociale 2021, ultimo importante tassello del progetto artistico curato da Rachele d’Osualdo ed Elena Tammaro dell’Associazione Culturale udinese Etrarte volto a sensibilizzare le comunità del Friuli Venezia Giulia rispetto ai temi della salute mentale, dell’inclusività e del benessere sociale. Durante la mostra, aperta ogni weekend fino al 20 marzo, verranno esposte opere, testi, immagini e video prodotti durante i workshop che hanno coinvolto studenti e persone con disabilità fisica o mentale. Inoltre, in occasione dell’inaugurazione, l’artista udinese Giulia Iacolutti realizzerà una performance aperta al pubblico con attori e attrici del Cantiere dei desideri, associazione teatrale friulana che vede la compresenza di persone diversamente abili.

Co.So!, finanziato dalla Regione Friuli Venezia-Giulia e supportato dalla Fondazione Friuli, nasce attraverso il coinvolgimento di una fitta rete di professionisti che, per l’edizione 2021-2022, hanno indagato il tema della “cura”: infatti, da fine ottobre si sono susseguiti diversi laboratori che hanno avuto come principale obiettivo l’incontro degli artisti con le comunità locali e le organizzazioni che operano nell’ambito della salute mentale e della disabilità. Tre sono stati gli appuntamenti principali: dal laboratorio di performance e fotografia dell’udinese Iacolutti con l’associazione teatrale Cantiere dei Desideri “Dopamina. Uno studio visivo sugli ormoni dell’amore”, al percorso di avvicinamento alla pittura dell’artista bulgara Anastasiya Parvanova con gli utenti della Comunità Casa Teresa di Aiello sul tema dei “Sogni”. Ultimo, il laboratorio di pittura e scultura dall’artista sloveno Enej Gala dal titolo “Avvistamento”, che ha messo in gioco i ragazzi dell’Istituto Isis Pertini di Monfalcone e Collettiva Giovani (Collettiva 48) sul tema del confine, tra leggende e mitologia, seguendo la tradizione che unisce la comunità italiana e quella slovena. Co.So! ha generato numerosi consensi anche fuori regione, tanto da venir scelto dal Centro Ocse di Trento come best practice in occasione della quarta edizione della Summer School sulle industrie culturali e creative e lo sviluppo locale, spiccando rispetto a progetti diversi provenienti da tutto il mondo.

«Sono orgogliosa delle collaborazioni territoriali che Co.So! ha costruito e consolidato dal 2018 ad oggi – afferma Elena Tammaro, curatrice del progetto e vicepresidente di Etrarte -; la sfida è quella di rafforzare le reti relazionali di piccole comunità mettendo al centro il ruolo attivo dell’artista. La conferma del raggiungimento di questo obiettivo arriva dai feedback di amministratori, cooperative, artisti e tutti i partecipanti alle attività, sia sul territorio regionale che nella vicina Slovenia. La pandemia ha reso ancor più evidente la necessità di realizzare progetti come questo, che diventano strumenti attivi di partecipazione e cultura. Ci poniamo ora l’obiettivo di estendere questo partenariato anche a soggetti privati che possano supportare un’ulteriore crescita».

Tra gli obiettivi più importanti, la necessità di abbattere pregiudizi sociali, il contrasto alla solitudine e all’isolamento delle persone, attraverso un percorso ad “alto impatto sociale ed emotivo”, come lo ha definito Thomas Trino, assessore al Benessere del Comune di Palmanova: «Sono moltissime le persone che stanno affrontando difficoltà emotive, psicologiche e sociali. Questo progetto è riuscito a ripristinare occasioni di condivisione per cittadini e cittadine e ha coinvolto le comunità in veste di protagoniste, soprattutto nella costruzione di significati emotivi. L’educazione all’emotività attraverso l’arte, unita al coinvolgimento dell’intera comunità a partire dalle generazioni più giovani, è un potentissimo strumento di interazione sociale». Oltre alle opere, l’esposizione includerà un’attività dinamica e ludica per i visitatori, a cura di MateâriuM – laboratorio di nuove drammaturgie (progetto dell’Associazione Culturale Servi di Scena di San Daniele).

MOSTRA Co.So! Artisti per il sociale
Quando: dal 4 al 20 marzo, tutti i sabati e le domeniche, 10.30-12.30 e 15- 18
Dove: nelle sale espositive della Loggia dei Mercanti, in Piazza Grande a Palmanova
Ingresso libero senza prenotazione
Come previsto dalle norme vigenti, per i maggiori di 12 anni sarà obbligatorio esibire la Certificazione verde CovidD-19 (Super Green Pass).
Per maggiori informazioni: www.associazionetrarte.it

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini dell’attività artistica.

 

Un progetto della Cooperativa Thiel per i ragazzi della Bassa friulana

Favorire esperienze di socializzazione e rapporto con i pari tramite attività di gruppo e laboratori: il “fare” e il “fare assieme” come strumenti di un percorso di crescita personologica, confronto e maturazione per i giovani. Questo uno degli obiettivi del progetto: “Ritorno al futuro… che vorrei”, rivolto ai preadolescenti e adolescenti del territorio della Bassa friulana e realizzato dalla Cooperativa sociale Thiel in collaborazione con il Servizio di Neuropsichiatria infantile territoriale della Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale. In tale contesto, nei mesi scorsi, a Cervignano e San Giorgio di Nogaro, sono già stati realizzati laboratori incentrati sulla conoscenza ed esperienza di varie forme artistiche: mosaico, teatro, pittura, scultura, riciclo.

Attualmente, a Palmanova sono in corso anche delle attività che si rivolgono a ragazze e ragazzi adolescenti afferenti al servizio di Neuropsichiatria Infantile della Bassa friulana, che presentano alcune problematiche di socializzazione, ritiro sociale e/o che stanno attraversando un periodo di difficoltà relazionale. I percorsi laboratoriali prevedono attività manuali che sperimentano l’uso di diversi materiali: lana, carta, feltro, tessuti e stoffe.
Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione Friuli (nell’ambito del Bando Welfare), proseguirà con un laboratorio di fotografia condotto dal fotografo Francesco Cecconi nella sede della Thiel, a Fiumicello (in via Libertà 13). Gli incontri sono rivolti a preadolescenti e adolescenti e si terranno il giovedì pomeriggio, dalle 16 alle 18, a partire dal 24 febbraio per un totale di 4 appuntamenti (Info: 320.6512012 – anna.sabatti@coopthiel.it).
«La nostra esperienza ci conferma l’efficacia abilitativa e riabilitativa delle attività laboratoriali perché consentono di sviluppare consapevolezza, competenze e partecipazione attiva, valorizzano le risorse personali di ognuno e sono degli strumenti adatti a coltivare interessi, sviluppare relazioni e progetti, impiegando il tempo libero in modo creativo», dice Luca Fontana, presidente della Cooperativa Thiel.
La pandemia, purtroppo, ha portato con sé anche una riduzione degli spazi aggregativi e dei momenti di socialità e molti adolescenti ne hanno pesantemente risentito, con ripercussioni sulla sfera privata, familiare, relazionale e scolastica. I laboratori della Thiel, quindi, vogliono essere una sorta di palestra in cui potersi riallenare all’interazione con l’altro in un ambiente protetto e in un contesto di piccolo gruppo.

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In copertina e all’interno due immagini dei laboratori alla cooperativa Thiel.

 

A San Giovanni di Casarsa per i disabili arrivano le mediatrici di comunità Laluna

Arrivano a San Giovanni di Casarsa le mediatrici di comunità per il progetto di cohousing sociale avviato da Laluna. Si tratta di nuove figure professionali che avranno il compito di guidare alla creazione di una rete sociale di reciproco sostegno e aiuto attorno alle persone con disabilità, un sistema di relazioni che è stato particolarmente minato dalla pandemia. L’introduzione di questa figure innovative è solo uno dei primi step del progetto “Io Resto a Casa”, assegnatario di un contributo del bando welfare 2021 di Fondazione Friuli, che mira a studiare nuove soluzioni e supporti per la vita autonoma di persone con disabilità.
«Grazie al sostegno di Fondazione Friuli – ha spiegato Francesco Osquino, presidente de Laluna – riusciremo ad introdurre due mediatrici di comunità le quali avvieranno un percorso formativo dedicato agli abitanti del cohousing e ai volontari de Laluna proprio per improntare le strategie di reciproco sostegno e far nascere un nuovo modello di abitare sociale che possa essere esportato anche in altri ambiti di fragilità». Il progetto “Io resto a casa” ha durata annuale e prevede diversi piani d’azione, tra cui la ricerca sul tema dell’anzianità e l’acquisizione di strumenti di teleassistenza per un monitoraggio costante della salute e un contatto diretto con il personale medico.
«Si tratta di un progetto importante – ha aggiunto Osquino – che vuole dare risposte a breve e a lungo termine, rispetto la necessità di supportare le persone con disabilità costruendo, sostenendo e alimentando la rete sociale intorno a loro. Un sistema particolarmente minato dalla pandemia da Covid-19 che ha interrotto bruscamente legami e relazioni tra le persone determinando un peggioramento della qualità della vita delle persone che sulla rete sociale contano come supporto alle loro difficoltà. Inoltre, allungando lo sguardo sul lungo termine dei progetti di abitare si avverte un forte bisogno di progettare l’anzianità delle persone con disabilità, la cui aspettativa di vita aumenta in maniera direttamente proporzionale al resto della popolazione».
All’interno del progetto “Lalunanuova”, nel 2019 è stato così avviato il progetto di cohousing sociale, un nuovo modo di abitare collaborativo e sostenibile con costi agevolati, in cui le persone coinvolte condividono spazi comuni e dove il reciproco sostegno diventa pratica quotidiana. Sono sei gli appartamenti assegnati non solo a persone con fragilità, ma anche a famiglie e giovani coppie in cerca di un nuova modalità abitativa improntata all’inclusività.
«Chi ha scelto di partecipare al nostro progetto di cohousing – ha concluso il presidente Osquino – ha accettato valori come solidarietà, accoglienza, reciproco sostegno e rispetto dell’ambiente e per questo siamo felici possano intraprendere questo percorso formativo che andrà a dare sostanza a questo nuovo modello di abitare rivolto a persone con fragilità e non, a chiunque voglia fare una scelta abitativa innovativa, in un contesto di socialità, tra orti e vita all’aria aperta».

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In copertina e qui sopra due immagini delle attività di cohousing Laluna.

Il Panathlon Club Udine in visita all’Asu: sempre più urgente ampliare la sede

L’attività dell’Associazione Sportiva Udinese è cresciuta nonostante le pesanti limitazioni imposte per il contenimento dei contagi Covid, per cui è ormai urgente poter disporre di una sede più ampia: un’esigenza che è stata sottolineata durante un incontro della società con con il Panathlon Club Udine. Al riguardo, va ricordato che nel marzo 2020 era tutto pronto per la serata con la delegazione del sodalizio cittadino guidata dal presidente Massimiliano Pittilino. Ma l’emergenza sanitaria e i successivi lockdown hanno costretto gli organizzatori a posticipare tutto, fino a quasi due anni di distanza, perciò «questa serata è particolarmente significativa – ha spiegato il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta -, non solo perché si parla di sport, ma perché è per noi il primo evento, seppur ristretto nei numeri, che ospitiamo nella nostra sede dopo il Covid». «Abbiamo pensato di dedicare l’appuntamento al racconto di “Asu 2021, la ripartenza; progetti, programmi e iniziative”, ha detto Pittilino aprendo l’incontro a cui ha partecipato anche l’assessore allo sport del Comune di Udine, Antonio Falcone. «Asu è senz’altro un’eccellenza trasversale, l’evidenza è sotto gli occhi di tutti. Credo siano poche le realtà di questo tipo e analizzare le modalità con cui ha affrontato e sta affrontando un periodo tanto complesso, sarà certamente interessante».

LA TENACIA – «È strano a dirsi, ma nella gestione Covid c’è stato da parte di tutti un atteggiamento positivo e propositivo», ha chiarito Nutta. Cercare di riassumere la fase pandemica, che ancora non si è conclusa, è spettato al direttore generale di Asu, Nicola Di Benedetto: «È stata una crisi grave e sconvolgente, una rivoluzione per il mondo dello sport, che si è sentito l’ultima ruota del carro, e che ne è uscito massacrato. In regione sono “rimaste sul campo” tante associazioni sportive», ha ricordato.

I NUMERI – In quanto ad Asu, a febbraio 2020 gli abbonati frequentanti erano 931; a ottobre 2021, 939. E questo nonostante le rigide regole Covid (Asu ha peraltro stilato subito uno stringente protocollo interno che ha bloccato eventuali possibili contagi), i numeri contingentati, i timori e il green pass. «A livello organizzativo abbiamo apportato una vera e propria rivoluzione, creando piccoli gruppi ed estendendo gli orari, sabato compreso. Ha funzionato. Anche le attività estive, sia nel 2020 che nel 2021, sono state un successo e ci hanno consentito anche di restituire i crediti dovuti ai soci a causa delle chiusure forzate. È stata dura, lo è ancora, ma ce la stiamo facendo perché abbiamo sempre ragionato come squadra. E questo ci ha consentito di proseguire anche con l’Accademia di ritmica, per esempio, ma soprattutto di pensare al futuro».

LA SEDE – Perché i programmi non mancano, ma diversei progettualità necessitano di maggiori spazi: «Il nostro è un impianto che ha pochi eguali, in Italia e all’estero. Grazie a Coni Fvg e a Fondazione Friuli, negli ultimi mesi è anche dotato di un sistema di purificazione d’aria all’avanguardia. Non finiremo mai di ringraziare il Comune per aver creduto in questo progetto, ma come già detto in passato, abbiamo la stringente necessità di ampliare la sede. La nostra richiesta non è cosa nuova, ma è un’istanza che muoviamo da anni, che però non ha ancora ricevuto risposta», ha sottolineato il presidente Asu. In questa maniera potrebbero crescere i corsi per bambini e anziani, ma anche i progetti (one-to-one) di disabilità grave, già in corso da anni, e parte di un ramo dell’associazione che si chiama “Asu per il sociale”. Quello stesso filone che già prevede l’inserimento dei tecnici Asu nelle scuole, che grazie al sostegno di Csen Fvg (al momento sospeso con il Covid) si mettono a disposizione con dei corsi gratuiti; lo sviluppo di attività in appoggio ad associazioni di disabili; e l’attività integrata (a partire dal 2022) grazie alla quale i ragazzi con disabilità più o meno grave, verranno inseriti nei corsi ma affiancati da un tutor dedicato.

ASU 1875 | Associazione Sportiva Udinese | via Lodi 1 | 33100 Udine |
0432.541828 | Facebook | www.associazionesportivaudinese.it | polisportiva@asu1875.it

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In copertina, ecco un momento della visita del Panathlon Udine all’Asu.

 

Ok la missione Efasce all’Expo di Dubai: aperto un Segretariato per i conterranei

Bilancio positivo all’Expo di Dubai per “Connected for a new start – Connessi per un nuovo inizio”, l’evento organizzato dall’Efasce che nella città degli Emirati Arabi Uniti ha incontrato i corregionali del Friuli Venezia Giulia aprendo nel contempo il nuovo Segretariato a loro dedicato, il quale sarà punto di riferimento nel rapporto con la terra d’origine (i Segretariati sono gli organi di rappresentanza dei corregionali che aderiscono a Efasce nelle varie parti del mondo).
Al Dubai Exhibition Center di Expo si è svolto il meeting – grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli – incentrato su idee, stimoli e “best practice” che possano fungere da motore di sviluppo per il Friuli Venezia Giulia. Presente il presidente di Efasce, Gino Gregoris, assieme alla vicepresidente Luisa Forte e a Michele Morassut della segreteria. Con l’occasione è stato ricordato anche un progetto Made in Pordenone che ha avuto successo negli Emirati Arabi Uniti, ovvero quello della Cimolai, azienda dalla fama internazionale che ha costruito la “piazza” centrale dell’Expo.
«Un’esperienza davvero preziosa – ha commentato il presidente Gregoris – che ci ha permesso di rinsaldare i legami con i nostri corregionali in una zona di recente ma sempre più intensa emigrazione. Si è trattato della prima trasferta ufficiale dell’Efasce dopo l’emergenza sanitaria e siamo felici di aver potuto portare anche noi un pezzo di Friuli Venezia Giulia ai nostri amici, con cui i contatti ora saranno ancora più stretti tramite il nuovo Segretariato».
Non solo: la trasferta ha permesso la realizzazione di una serie di videointerviste in cui i corregionali raccontano le proprie esperienze di vita e lavoro nel Golfo Persico. Approfondimenti video che saranno ora pubblicati lungo i giorni natalizi sui canali Facebook, Instagram e YouTube “EFASCE Pordenonesi nel mondo”.

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In copertina, il padiglione Italia a Dubai e qui sopra la delegazione pordenonese di Efasce all’Expo.

 

Pordenone, sipario su Punto d’incontro con i consigli di “eccellenze” nel mondo

Il convegno organizzato da Efasce, intitolato “Restare o Partire?”, ieri ha concluso Punto d’Incontro, evento sul futuro didattico e professionale per i giovani a Pordenone Fiere. Con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e della stessa Pordenone Fiere, il momento di approfondimento ha permesso di aiutare studenti e partecipanti a trovare e tracciare il proprio futuro grazie alle indicazioni di alcune “eccellenze” pordenonesi nel mondo che hanno testimoniato la loro esperienza professionale e di vita.
In collegamento Gianluca Pilot, già capomeccanico Ferrari a stretto contatto con il sette volte campione del mondo di Formula 1 Schumacher, ora direttore della pista di Motorsport di Abu Dhabi; e Martina Del Ben in Germania è designer esperta in gestione degli spazi sociali. Presenti in sala invece tre relatori: Andrea Mucignat, ingegnere di architetture Software è inventore di 37 brevetti, appena rientrato dagli Usa; Paolo Bergamasco, chef e imprenditore in Svezia; Matteo Maria Giordano, esperto in Media education. Con loro anche il violoncellista Riccardo Pes, che nel Regno Unito si esibisce con notevole successo.
Per Efasce, i saluti sono stati portati dal presidente Gino Gregoris e dalla vice Luisa Forte, mentre la parte organizzativa e la presentazione sono state curate da Michele Morassut.

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In copertina, il collegamento con Martina Del Ben; all’interno, altre quattro immagini dell’incontro a Pordenone Fiere:  il saluto di Gregoris, i relatori, il collegamento con Gianluca Pilot e pubblico.

 

 

Restare o partire? Si raccontano i pordenonesi di successo all’estero

Dall’ingegnere di architettura software che dopo aver lavorato in California, alla Apple, ha deciso di rientrare a Pordenone per insegnare sul territorio l’innovazione digitale al corregionale capo meccanico Ferrari ai tempi dei mondiali vinti da Schumacher che ora è direttore pista del Motorsport di Abu Dhabi, portando un pezzo di passione per il lavoro tipica del Friuli Venezia Giulia negli Emirati Arabi Uniti: sono solo due delle storie al centro del convegno organizzato da Efasce intitolato “Restare o Partire?”, che domani 28 ottobre, alle 15.30, concluderà Punto d’Incontro, evento sul futuro didattico e professionale per i giovani a Pordenone Fiere (accesso con Green Pass, ingresso libero fino a esaurimento posti). Con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Pordenone Fiere.
“Un momento – spiega il presidente di Efasce, Gino Gregoris – pensato per aiutare studenti e partecipanti a trovare e tracciare il proprio futuro grazie all’esperienza di alcune eccellenze pordenonesi nel mondo. Inoltre, proporremo tre laboratori con alcuni dei nostri corregionali per approfondire le tematiche del lavoro per i giovani, sempre nella due giorni della fiera il 27 e 28 ottobre”.

IL CONVEGNO – A raccontare la propria avventura professionale da remoto due corregionali di successo. Gianluca Pilot, già capomeccanico Ferrari a stretto contatto con il 7 volte campione del mondo di Formula 1 Schumacher, è ora direttore della pista di Motorsport di Abu Dhabi. Recentemente è stato intervistato nello speciale documentario Netflix sulla vita del campione tedesco. Martina Del Ben, in collegamento dalla Germania, racconterà invece la sua esperienza di designer esperta in gestione degli spazi sociali. Presenti in sala saranno invece tre relatori.

Andrea Mucignat, ingegnere di architetture Software è inventore di 37 brevetti. Da poco è rientrato in Italia dopo una carriera in California tra Cupertino, Paolo Alto e San Francisco in colossi come Apple, Google e Nest. Svelerà ai presenti i trend e le prospettive lavorative del prossimo futuro.

Paolo Bergamasco è in arrivo dalla Svezia; cosa c’entrano una laurea in Scienze e biologia forestali, un’esperienza decennale come educatore ed una carriera nel mondo della ristorazione? Head chef nel Paese scandinavo e imprenditore nella ristorazione, aiuterà i partecipanti a costruire una visione del proprio futuro per trasformare le passioni in un vero lavoro e indirizzare i propri talenti lungo il tortuoso percorso chiamato vita.

Matteo Maria Giordano è invece esperto in Media education. Colloqui di lavoro su LinkedIn, controllo dei profili social, rispetto della privacy; tutto il processo di selezione del personale, interviste e application, oggi, passa per l’online. Riveste sempre più importanza pertanto la gestione della propria identità digitale e della web reputation e Giordano lo spiegherà ai giovani.

Con loro ci sarà in sala anche il violoncellista Riccardo Pes, che nel Regno Unito si esibisce con notevole successo.

I LABORATORI – L’Ente proporrà tre laboratori con altrettanti Pordenonesi nel mondo che metteranno a disposizione dei partecipanti le proprie esperienze lavorative e di vita all’Estero.

“30 anni di World-wide Web. Sarai tu a scrivere un pezzo di futuro?” sarà condotto da Andrea Mucignat. Guiderà i partecipanti al laboratorio (che si svolgerà oggi dalle 10.45 alle 11.30 e domani dalle 12 alle 12.45) attraverso una entusiasmante storia del www e di Internet per scoprire i trend e le prospettive lavorative del prossimo futuro.

“Nel mezzo del cammin di nostra vita: come trasformare le passioni in un vero lavoro” sarà condotto da Paolo Bergamasco. Laboratorio oggi dalle 12 alle 12.45 e domani dalle 14 alle 14.45.

“Social media & Web reputation: tutto quello che devi sapere per la gestione dei tuoi profili social, l’identità digitale e la privacy” sarà condotto da Matteo Maria Giordano. Giordano, esperto in Media education, aiuterà i partecipanti al laboratorio (oggi dalle 14 alle 14.45 e domani dalle 10.45 alle 11.30) a definire la propria presenza sui social anche dal punto di vista professionale nel delicato equilibrio tra vita privata e sfera pubblica.

Tutti i momenti si svolgeranno all’interno dell’area fieristica dedicata a Punto d’Incontro, a cui si accede con Green Pass. La frequenza dei laboratori è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

 

Alla Volpe sotto i Gelsi di San Vito ritorna da domani la “Festa della Zucca”

Doppio appuntamento quest’anno per la tradizionale “Festa della Zucca”, in programma sabato 16 e domenica 17 ottobre a La Volpe sotto i Gelsi, la fattoria sociale e didattica de Il Piccolo Principe, che ha sede in località Comunali a San Vito al Tagliamento. I festeggiamenti sono organizzati dalla cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa all’interno del progetto Orto Forti nato per stimolare l’attività fisica e l’incontro tra le persone con disabilità, le famiglie e la comunità, grazie al sostegno di Fondazione Friuli e del Progetto di Sviluppo Rurale.
“È bello ritrovarsi finalmente insieme – fanno sapere Marco Cepparo, responsabile di La Volpe sotto i Gelsi e Luca Leon, responsabile progetto Orti Forti – dopo lo stop dettato dalla pandemia che ha fermato questi momenti di condivisione tra le persone. Lo facciamo con una due giorni ricca di appuntamenti – hanno annunciato – in particolare dedicati ai bambini: ci saranno laboratori creativi, attività con asinelli e alpaca e un bellissimo spettacolo con le bolle di sapone. Il tutto per festeggiare l’autunno, stare di nuovo insieme e conoscere questo nuovo progetto Orti Forti con cui intendiamo offrire alle persone un nuovo modo di conoscere la natura, le sue stagioni, l’orto e gli alimenti in momenti di esperienze condivise e facendo “mescolare” le persone”. Per accedere all’area festeggiamenti, oltre ad esibire il Green Pass, è richiesta la prenotazione.
La festa dalla zucca inizia domani dalle 10 alle 11 e dalle 16 e alle 17 con laboratori di riciclo per bambini e famiglie con presentazione di alcuni lavori creativi realizzati a La Volpe sotto i Gelsi. Ma il clou dei festeggiamenti sarà invece domenica. Dalle ore 14 sarà possibile gustare ottimo pane di zucca dolce e salato, torte di zucca e sorseggiare una selezione di tisane mentre si ammireranno le esposizioni di artisti e artigiani con le loro sculture di legno, gli scarpets (pantofole friulane), i fiori di carta di Nicole e vi sarà anche uno spazio della Bottega Il Piccolo Principe con una selezione di suoi prodotti. Dalle 14.30 alle 16, laboratori per bambini e famiglie su prenotazione. Il primo è “Decoriamo la zucca”, un laboratorio artistico creativo con la zucca e il secondo “La zucca sfiziosa”, un laboratorio di cucina con la zucca. Dalle ore 14 alle 17, altri laboratori per bambini di face painting a tema zucca e giochi con il gruppo Team Smile. In contemporanea, vi saranno anche attività con gli asini e gli alpaca della cooperativa sociale Il Ponte.
Per i più grandi, alle 15.30 si potrà incontrare un esperto sul tema “Zucca: alimentazione e coltivazione tra teoria e pratica” e alle 16.30 invece di potrà incontrare Flavio D’andrea sul tema “Creatività e regola. Il teatro come laboratorio di crescita”. Dalle 16, buona musica con il concerto di Armando Battiston Hight Dimensions Quartet e per finire alle 17 lo spettacolo per tutti con le Bolle di sapone di Elga Fun Lab.
Tutti i laboratori sono gratuiti e aperti a bambini, genitori e persone con disabilità (solo su prenotazione). Per accedere all’area festeggiamenti è necessario esibire il green pass ed inviare un messaggio di prenotazione al n. 350 1636553. All’interno dell’area saranno rispettate tutte le normative anti Covid-19 vigenti.

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In copertina e qui sopra una bella mostra di zucche alla Volpe sotto i Gelsi di San Vito al Tagliamento.

Ora un’aria più pulita all’Asu di Udine grazie alla Fondazione Friuli

È anche grazie al contributo della Fondazione Friuli che l’Associazione Sportiva Udinese (Asu) ha potuto installare altri cinque purificatori d’aria di nuova generazione, i Trox Air Purifier (Tap), che vanno a sommarsi agli altri sei in funzione già da alcuni mesi grazie ai contribuiti del Coni Fvg.
I nuovi impianti contribuiranno a sanificare l’aria della sala ritmica (4) e della reception (1) del PalaFiditalia, come hanno avuto modo di chiarire il presidente di Asu, Alessandro Nutta, e il direttore generale, Nicola Di Benedetto, al presidente di Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, in visita all’impianto di via Lodi. «Con questi due nuovi impianti, in previsione dalla prossima stagione sportiva, potremo garantire un continuo ricircolo d’aria in tutte le palestre – ha chiarito Nutta -. I purificatori garantiscono un’efficienza del 99,95% sul particolato in sospensione».
Durante l’incontro il presidente Morandini ha avuto modo di vedere in prima persona l’impianto all’avanguardia che Asu ha scelto di installare per tutelare i suoi atleti e tutti i collaboratori: «Siamo lieti di aver potuto mostrare al presidente come il contributo di Fondazione Friuli sia stato speso e illustrare quali sono i nostri prossimi obiettivi di sicurezza», ha proseguito Nutta. L’Associazione Sportiva Udinese, infatti, doterà, nelle prossime settimane, gli spogliatoi e le zone comuni di un impianto di sanificazione centralizzata. Ma è allo studio anche la possibilità di un’attività costante di sanificazione industriale delle superfici. «Oltre al nostro rigido protocollo interno, da subito abbiamo compreso la necessatà di fare un ragionamento più ampio che andasse oltre la fase emergenziale», ha concluso Nutta.
E proprio la logica di investire per il futuro è stata apprezzata dal presidente Morandini: «Lavorare guardando al domani e anticipando le necessità future è certamente un approccio costruttivo, che consente di fronteggiare anche le difficoltà, come quella attuale, del tutto imprevedibile, in maniera proattiva».

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In copertina, Di Benedetto, Morandini e Nutta durante l’incontro.