“Il mio Carso”, anche oggi a Muggia ci sarà una visita multisensoriale

Rivivere attraverso i sensi il territorio, il Carso e le sue peculiarità: questo l’intento delle visite guidate speciali multisensoriali alla mostra “Il mio Carso” allestita al Museo d’Arte moderna “Ugo Carà”, un’esposizione organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Muggia e dalla Fondazione CRTrieste. Attraverso un percorso multisensoriale, i visitatori sono guidati alla riscoperta di profumi, colori, forme del Carso, in dialogo costante con le opere esposte. Studiato appositamente per permettere una migliore fruizione della mostra anche alle persone con disturbi neurocognitivi, il percorso sollecita piacevolmente ricordi, sensazioni e memorie legati alla storia del territorio e all’identità di ciascuno. Dopo la prima visita organizzata la scorsa settimana per gli ospiti della Casa di riposo comunale di Muggia, una nuova visita multisensoriale aperta a tutto il pubblico interessato è adesso programmata per stamane a partire dalle 11. É consigliabile la prenotazione, telefonando ai numeri di CasaViola (040.362766) o dell’Ufficio Cultura del Comune di Muggia (040.3360340). Le visite speciali multisensoriali sono realizzate all’interno del progetto “Muggia città amica della demenza”, grazie a una collaborazione tra l’Associazione de Banfield e l’Ufficio Cultura del Comune di Muggia.
La mostra, ideata per celebrare i 110 anni dalla pubblicazione del romanzo “Il mio Carso” di Scipio Slataper, raccoglie opere scelte di venticinque artisti del Novecento custodite nella Collezione d’Arte della Fondazione CRTrieste. L’esposizione, curata da Alessandro Del Puppo, attraversa i passi salienti dell’opera di Slataper per accompagnare il visitatore nel ricostruire l’immagine mitica del Carso come luogo dell’anima, territorio rusticamente poetico e problematicamente identitario. Uno spazio della memoria, dell’idillio e non di rado del dolore: una geografia che si rispecchia nella storia e che dalla storia è segnata.

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In copertina e all’interno due immagini delle visite alla mostra allestita a Muggia.

“Il mio Carso”, due visite multisensoriali con De Banfield e Comune di Muggia

Rivivere attraverso i sensi il territorio, il Carso e le sue peculiarità: questo l’intento di due visite guidate speciali alla mostra “Il mio Carso” allestita al Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà” di Muggia, un’esposizione organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia e dalla Fondazione CRTrieste. Attraverso un percorso multisensoriale, i visitatori saranno guidati dalla dottoressa Gena Esposito alla riscoperta di profumi, colori, forme del Carso, in dialogo costante con le opere esposte.
Studiato appositamente per permettere una migliore fruizione della mostra anche alle persone con disturbi neurocognitivi, il percorso sollecita piacevolmente ricordi, sensazioni e memorie legati alla storia del territorio e all’identità di ciascuno. La prima visita multisensoriale è organizzata per oggi, 9 novembre, appositamente riservata agli ospiti della Casa di riposo comunale di Muggia. La seconda invece, sabato 19 novembre alle 11, è aperta al pubblico. É consigliabile la prenotazione, telefonando ai numeri di CasaViola (040.362766) o dell’Ufficio Cultura del Comune di Muggia (040.3360340).
La mostra, ideata per celebrare i 110 anni dalla pubblicazione del romanzo “Il mio Carso” di Scipio Slataper, raccoglie opere scelte di venticinque artisti del Novecento custodite nella Collezione d’Arte della Fondazione CRTrieste. L’esposizione, curata da Alessandro Del Puppo, attraversa i passi salienti dell’opera di Slataper per accompagnare il visitatore nel ricostruire l’immagine mitica del Carso come luogo dell’anima, territorio rusticamente poetico e problematicamente identitario. Uno spazio della memoria, dell’idillio e non di rado del dolore: una geografia che si rispecchia nella storia e che dalla storia è segnata.
Le visite speciali multisensoriali sono realizzate all’interno del progetto “Muggia città amica della demenza”, grazie a una collaborazione tra l’Ufficio Cultura del Comune di Muggia e l’Associazione de Banfield.

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In copertina, le suggestioni del Carso sono grandi protagoniste anche nell’arte.

 

L’assistenza sanitaria a chi è in difficolà con DonK e Rotary Trieste Nord

È dedicato alle cure diffuse nei luoghi estremi, e per le persone in difficoltà sprovviste di tessera sanitaria – perché provenienti per esempio da Paesi al di fuori dell’Unione europea, lungo la rotta balcanica –, il primo service del Rotary Club Trieste Nord, presieduto da Fedra Florit. «Linee guida essenziali improntano il mandato di questo anno rotariano – spiega la presidente – nel segno di valori come la prevenzione e la sostenibilità sociale. Per questo abbiamo subito deciso di appoggiare l’azione dell’Associazione di Volontariato Don Kisciotte, dallo scorso marzo ribattezzata Donk Humanitarian Medicine, attiva a Trieste dal 2012 per offrire assistenza sanitaria gratuita a chiunque ne abbia necessità, in particolare agli indigenti, ai senza fissa dimora ed ai migranti che non riescono ad avere accesso alle cure mediche nella città di Trieste.

L’associazione copre quelle zone in cui la Sanità pubblica non riesce ad agire ed è composta da medici, studenti neo-laureati, infermieri e operatori sanitari. L’obiettivo è dotarla di un pulmino attrezzato per visite e prima emergenza, in modo che DonK possa operare anche nei punti più difficili ed estremi di Trieste, incluso il Carso. Quest’anno, anche a seguito dell’irrompere della pandemia Covid-19, consideriamo una priorità importante garantire l’assistenza e la prevenzione sanitaria alle persone che attraversano il confine o che si trovano in attesa di completare il processo di registrazione al Servizio Sanitario Regionale (Ssr): persone spesso in condizioni di estrema povertà che non beneficiano di alcun tipo di accoglienza strutturata e sono senza fissa dimora. Ed è questa azione anche un’iniezione di tranquillità per chi, come noi triestini, si trova in una zona di passaggio di persone provenienti da Paesi meno controllati sul versante Covid-19 ripetto all’Italia».

Il Rotary Trieste Nord si pone dunque come capofila di un progetto sostenuto anche da Fondazione Casali, Beneficentia Stiftung e Fondazione CRTrieste. Ogni anno DonK visita più di 2.000 persone, fornendo loro assistenza medica sia nei primi momenti di accoglienza, sia continuativamente quando è necessario: lo ha ricordato il cardiologo Stefano Bardari, fondatore dell’associazione, in occasione della conviviale Rotary Trieste Nord alla quale ha preso parte, per avviare il progetto in vista dell’acquisto del pulmino attrezzato per assistenza sanitaria sul campo. Nel 2019 DonK ha stipulato una convenzione gratuita con l’Asugi per la cura dei richiedenti asilo a Trieste. Attualmente DonK è impegnata con i suoi medici quotidianamente nell’assistenza sanitaria e psicologica per indigenti, con piccoli punti di visita presso Casa Malala, Campo Scout di Prosecco, Villa Nazareth, Hotel Transilvania in stretta collaborazione con ICS, Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Comunità di San Martino al Campo e Fondazione Luchetta.

Informazioni e sostegno all’iniziativa presso DonK – Seminario Vescovile di via Besenghi – info: www.donkisciotte.org – cell 349.2904431.

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In copertina il cardiologo Stefano Bardari e qui sopra una riunione di sanitari di DonK.

 

Alzheimer, tre anni di CasaViola a Trieste: lunedì il punto

A tre anni dall’apertura a Trieste di CasaViola – la struttura che l’Associazione de Banfield, da oltre 30 anni in prima linea nel sostegno e l’ascolto delle persone anziane non autosufficienti, ha espressamente pensato e dedicato a chi si prende cura dei malati di Alzheimer – un incontro pubblico (in programma alle 11.30 di lunedì 4 novembre a palazzo Gopcevich, sala Bobi Bazlen) vuole fare il punto sul primo triennio di attività, illustrando alla cittadinanza i risultati conseguiti e la vita “sconosciuta” di una parte dei concittadini: i “caregiver” dei malati di demenza e Alzheimer.
Attiva in via Filzi dall’ottobre del 2016, CasaViola è stata al centro di una ricerca durata tre anni – una delle più imponenti mai effettuate su questo argomento – sulla profilazione di 200 “caregiver”, la misurazione del loro carico di stress, la “customer satisfaction” sui servizi erogati. Prendersi cura di persone con malattia di Alzheimer e anziani affetti da demenza implica, infatti, la gestione di dinamiche complesse, è fonte di elevato stress e disagio psicologico, procura ansia, depressione, deterioramento della salute e isolamento sociale: un fenomeno definito “Caregiver Burden”. In tre anni di attività, sono passate da CasaViola più di 650 persone, di cui oltre 400 caregiver, a cui sono state offerte occasioni di formazione/informazione per il proprio benessere. Esaminando i dati, si è ottenuta una rappresentazione fedele del profilo del caregiver: soprattutto donna, over 50, con uno stretto grado di parentela (figlia o moglie). Lo scopo della ricerca era – ed è – quello di monitorare la salute dei “caregiver”, individuando delle soluzioni che rendano meno difficile prendersi cura della persona con demenza.

Nell’incontro pubblico di lunedì – organizzato dall’Associazione De Banfield con la civica amministrazione, la Fondazione CRTrieste, la Federazione Alzheimer Italia e il Coordinamento associazioni Alzheimer Fvg – sarà anche data notizia dei primi passi del percorso sulla “Dementia Friendly Community”, che si propone di coinvolgere il Comune di Trieste, quelli di Muggia e San Dorligo della Valle, Coop Alleanza 3.0 e AsuiTs. Già avviato a Muggia, il progetto sta prendendo forma con Alleanza 3.0 che ha deciso di formare i 200 dipendenti dei punti vendita della città, considerato che chi lavora nei supermercati spesso si trova in contatto con anziani fragili o disorientati. La costruzione di una “comunità amica” è un percorso civico molto lungo che la Fondazione CrTrieste – già impegnata sulle attività formative di CasaViola – ha scelto di sostenere.

L’appuntamento sarà aperto dai saluti di Emilio Terpin, presidente dell’Associazione Goffredo de Banfield, a cui seguirà l’intervento dell’ospite d’onore della giornata, il professor Marco Trabucchi, direttore scientifico del Gruppo di ricerca geriatrica di Brescia, docente nella facoltà medica nell’Università di Roma – Tor Vergata, presidente dell’Associazione italiana di psicogeriatria, con una relazione su “L’importanza delle città solidali”. Ancora, Antonella Deponte, responsabile di CasaViola, e la ”caregiver” Luana Parolari presenteranno la ricerca “La salute dei caregiver dei malati di demenza a Trieste”. Attesi, poi, gli interventi dell’assessore comunale alle Politiche sociali Carlo Grilli, della presidente di Fondazione CrTrieste Tiziana Benussi, del vicecommissario area sociosanitaria AsuiTs Mara Pellizzari, del direttore Sc Geriatria AsuiTs Giuliano Ceschia, del consigliere d’amministrazione Coop Alleanza 3.0 Domenico Costa, dell’assessore alle Politiche sociali di Muggia Luca Gandini e del referente del Coordinamento Associazioni Alzheimer Fvg Dorotea De Paoli. Modererà l’incontro Maria Teresa Squarcina, vicepresidente Associazione Goffredo de Banfield.

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In copertina, la preziosa attività di CasaViola, aperta da tre anni.