Opi Trieste, torna il Premio nel ricordo di Valentina Sossi

In un anno decisamente particolare, il 2020 flagellato dalla pandemia Covid-19, riparte un Premio che da sette anni si propone di favorire l’incontro e la vicinanza fra infermieri e cittadini,nonché di festeggiare i professionisti che, attraverso la loro esperienza, hanno saputo unire le doti di competenza, umanità, capacità di empatia con il paziente. È infatti ai nastri di partenza la 7a edizione del Premio “Infermiere dell’anno” promosso dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste, l’iniziativa che ogni estate incontra la simpatia dei cittadini per “incoronare” l’infermiere che meglio abbia saputo esprimere lo spirito proprio del “take care” infermieristico: il prendersi cura a 360 gradi, dalla salute dei cittadini in carico. C’è tempo fino al 30 luglio, quest’anno, per inviare la propria segnalazione e partecipare, utilizzando il modulo scaricabile dal sito www.opitrieste.it

Valentina Sossi


Il Premio è dedicato alla memoria dell’infermiera Valentina Sossi, scomparsa prematuramente sei anni fa, esempio notevole di ottima professionista, capace di instaurare un rapporto empatico con le persone prese in carico. Cresce dunque l’attesa per conoscere la terna finalista 2020: sulla base delle segnalazioni ricevute, per qualità e non solo per quantità di preferenze, la selezione spetta alla Commissione del premio, composta da componenti del Consiglio direttivo OPI ovvero Franca Masala (tesoriera), Cecilia Trotto, Giulia Gerebizza, Stefano Grisan, Sara Petri. Il vincitore sarà proclamato e premiato dal presidente di Opi Trieste, Flavio Paoletti, appena le condizioni generali consentiranno di prevedere in presenza l’evento annuale di solidarietà aperto alla partecipazione degli iscritti e dei cittadini di Trieste, come sempre legato al bando di solidarietà Opi per Trieste, che riconosce e premia i progetti socio-sanitari promossi sul territorio.
«Quest’anno doloroso e speciale, tristemente memorabile per la nostra salute e per la vicinanza in corsia fra infermieri e cittadini – spiega il presidente Paoletti – ci rafforza nel desiderio di fare squadra con la città per dare nuove risposte ai bisogni emergenti sanitari e sociali della popolazione, anche attraverso i progetti meritevoli di solidarietà socio-sanitaria, che ci proponiamo di riconoscere e sostenere il prossimo autunno. Nel frattempo, nel corso dell’estate annunceremo la terna finalista, attraverso una inedita proclamazione digitale, online sul sito e i social dell’Ordine Opi di Trieste».
Nel 2019 il Premio è andato all’infermiera triestina Beatrice Virginia di Gioia, e nelle edizioni precedenti l’albo d’oro del contest annovera le infermiere Reanna Simsig, Sarah Bradassi, Rosa Mingrone, Lucia Sambo, Giulia Gerebizza.

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In copertina e qui sopra Paoletti premia le infermiere Reanna Simsig e Beatrice Virginia di Gioia (2019).

I dettagli e il bando per votare “L’infermiere dell’anno” sul sito www.opitrieste.it

 

Da Opi nazionale 37mila mascherine filtranti per gli operatori Fvg

Trentasettemila mascherine filtranti FFP2 sono arrivate, nella mattinata di ieri, alla sede di Trieste dell’Opi, Ordine delle Professioni Infermieristiche, da parte della Federazione Nazionale Fnopi nell’ambito del progetto avviato con il Ministero della Salute e con il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus: una mobilitazione che mira a garantire a livello nazionale e capillare l’approvvigionamento dei dispositivi personali di protezione per gli operatori sanitari impegnati in queste settimane in prima linea negli ospedali, nelle case di cura, nelle residenze per anziani e nelle case.
«Si tratta del quantitativo inviato da Fnopi per l’intera regione Friuli Venezia Giulia – ha precisato il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti –. Ci siamo quindi immediatamente mobilitati per coordinare la distribuzione con invio anche alle sedi di Gorizia (5.000), Udine (15.000) e Pordenone (8.500). Sono 8.500 le mascherine FFP2 che resteranno a Trieste, e saranno così distribuite: un migliaio all’Ircss Materno Infantile Burlo Garofalo, 7.000 ad Asugi Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina, che provvederà a distribuirle internamente, e 500 resteranno nella nostra sede per coordinare l’approvvigionamento destinato ai liberi professionisti che fanno capo ad Opi. È importante sottolineare, come ci ha indicato la Federazione nazionale, che la distribuzione è stata operata sulla base del contesto e delle necessità del territorio, ma non a copertura di eventuali carenze nelle strutture ospedaliere, o in sostituzione degli obblighi dei datori di lavoro: si tratta di risorse da utilizzare con cura, e parsimonia, per gli operatori sanitari impegnati nelle situazioni di maggiore rischio ed esposizione sul territorio, a cominciare dalle strutture residenziali. Sarà proprio Asugi, infatti, a garantire la consegna degli opportuni quantitativi alle residenze per anziani convenzionate delle province di Trieste e Gorizia». «Asugi – ha comunicato il direttore generale, Antonio Poggiana – ringrazia sentitamente Fnopi e Opi di Trieste per il supporto e l’impegno profuso per aiutare l’Azienda in questo particolare momento. Ribadisce, altresì, un caloroso grazie a tutti gli operatori sanitari costantemente impegnati in questa difficile battaglia».

Dettagli sul sito www.opitrieste.it
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In copertina, il presidente di Opi Trieste Flavio Paoletti.

Opi Trieste, le prime adesioni al progetto “cure perse”

Prime importanti adesioni, a Trieste, al progetto pilota nazionale sulle Missed Nursing care, ovvero le “cure perse” nel contesto del sistema sanitario. Come già riferito, un tavolo di lavoro si è già costituito con l’Assemblea generale 2020 dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche del capoluogo regionale. E al board  si sono già associati Opi Gorizia, i Sindacati dei pensionati Spi Cgil, Uil, Cisl Trieste, il nuovo Ordine Professionale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione Fvg e l’Associazione In Prospettiva.
«Le cure perse – ha spiegato il presidente di Opi Trieste, Flavio Paoletti – sono qualsiasi intervento infermieristico necessario al paziente eppure omesso, completamente o parzialmente, o rimandato. Sono importanti indicatori di qualità dei ricoveri ospedalieri e impattano sulla salute dei pazienti, per questo vanno urgentemente studiate in modo da attivare policy adeguate che riducano il fenomeno e i tanti contenziosi medico legali ad esso collegati».
Come già riferito, nell’occasione Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale della Federazione nazionale Ordine delle Professioni Infermieristiche, aveva illustrato a Trieste i dati collegate alle cure perse: «A livello internazionale pediatrico per il 10% di attività infermieristiche mancate, il rischio di mortalità cresce del 16% a 30 giorni dal ricovero. La media di cure perse in Italia è di circa il 5%, che si traduce in un rischio di mortalità dell’8% in più. Sommando questo dato con quello della carenza di infermieri si ha un aumento del rischio di mortalità del 25-26%. Fnopi ha evidenziato che rispetto alla domanda dei cittadini ci sono circa 30.000 infermieri in meno che diventeranno 58.000 in meno nel 2023».

Aggiornamenti sul sito www.opitrieste.it Info tel 040 371244.

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In copertina, Flavio Paoletti con la presidente Barbara Mangiacavalli all’assemblea di Op Trieste.

“Cure perse”, un grave fenomeno: Trieste osservatorio privilegiato

Trieste come osservatorio privilegiato sulle Missed Nursing care, ovvero le “cure perse” nel contesto del sistema sanitario, il fenomeno al centro della prima Assemblea generale 2020 di Opi, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste che ha ospitato nella Sala Xenia un convegno dedicato al tema. «In pratica – ha spiegato il presidente di Opi Trieste, Flavio Paoletti – le missed care sono qualsiasi intervento infermieristico necessario al paziente eppure omesso – completamente o parzialmente – o rimandato. Si tratta di casi, reali e potenziali, all’ordine del giorno a causa di una molteplicità di fattori, primo fra tutti la carenza negli organici infermieristici. Le cure perse sono veri e propri indicatori di qualità dei ricoveri ospedalieri e di come queste possono impattare sugli uotcomes di salute dei pazienti, per questo vanno urgentemente studiate in modo da attivare policy adeguate che riducano il fenomeno e i tanti contenziosi medico legali ad esso collegati».

Proprio a Trieste, Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale Fnopi, Federazione nazionale Ordine delle Professioni Infermieristiche, ha illustrato i dati collegate alle cure perse: «Una recente ricerca promossa dall’Associazione degli ospedali pediatrici italiani ha dimostrato a livello internazionale che, per il 10% di attività infermieristiche mancate, le missed care appunto, il rischio di mortalità cresce del 16% a 30 giorni dal ricovero dei piccoli pazienti: la media di missed care rilevata dallo studio in Italia è di circa il 5%, che si traduce in un rischio di mortalità dell’8% in più. Sommando questo dato con quello della carenza di infermieri si ha un aumento del rischio di mortalità del 25-26%, inaccettabile se legato a queste cause. Ma le missed care riguardano tutte le età e uno studio pilota ha evidenziato in 10 Rsa piemontesi 57 missed care, circa 5 per Rsa. Venticinque sono state giudicate medio-gravi: 14 riguardavano la somministrazione di terapia e 5 il monitoraggio di un parametro vitale. Il livello di organici inadeguato sembra avere un ruolo chiave tra i fattori potenzialmente modificabili: elemento determinante al momento della scelta delle politiche di programmazione, perché abbiamo una carenza di infermieri in costante aumento. La Fnopi ha evidenziato che rispetto alla domanda dei cittadini ci sono circa 30.000 infermieri in meno che diventeranno 58.000 in meno nel 2023; circa 71.000 in meno nel 2028 e quasi 90.000 in meno nel 2033. Per questo con la collaborazione di tutte le professioni sanitarie – ha concluso Mangiacavalli – vogliamo sviluppare tematiche indicate come priorità anche dal rapporto Ocse 2019, quali la modifica della composizione professionale del personale e l’evidenza alle missed care, consolidando il contribuito dell’assistenza infermieristica nel percorso di cura del paziente».

«Trieste si attiva come progetto pilota per trovare soluzioni adeguate che riducano il fenomeno delle cure perse – ha annunciato il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti -. Dal convegno di oggi è nato un tavolo permanente che affronterà in modo sinergico il fenomeno delle cure compromesse. Saranno coinvolti gli stakeholder che in varie forme, titolo e responsabilità, impattano con il fenomeno e in particolare gli Ordini professionali, le Associazioni di cittadini, i sindacati dei pensionati, le organizzazioni sanitarie. Al board hanno già aderito anche Opi Gorizia, i Sindacati dei pensionati SPI CGIL, UIL, CISL Trieste, il nuovo Ordine Professionale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione del Friuli Venezia Giulia e l’Associazione In Prospettiva».

Al convegno di Trieste sulle “Missed Nursing Care” sono intervenuti anche Livia Bicego, direttore ff S.C. Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Burlo Garofolo, Trieste; Barbara Brainjk, vicepresidente Opi Trieste; Consuelo Consales, ASUGI – Dirigente Referente Direzione Infermieristica ed Ostetrica di Trieste; Franca Masala, Tesoriera OPI Trieste; Alvisa Palese, Professore associato di Scienze Infermieristica Università di Udine; Giuliana Pitacco, Infermiera Pediatrica Direzione Servzi Sanitari ASUGI.

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In copertina, Flavio Paoletti con la presidente nazionale Barbara Mangiacavalli.

Buone pratiche: Opi Trieste premia il Baskin Muggia

Va all’Associazione Sportiva Dilettantistica Interclub Muggia la 7ma edizione del Bando per le Buone Pratiche di cittadinanza attiva promosso da Opi, Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste: un riconoscimento rivolto ad Enti, Associazioni o altre realtà promotrici di progetti di supporto ai cittadini della provincia di Trieste, in ambito sanitario, socio-sanitario o sociale.
«Vogliamo essere accanto ai cittadini e attenti nel quotidiano alle necessità socio-sanitarie del nostro tempo – spiega il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti –. La 7ma edizione del Bando ha voluto guardare a un progetto che stimola l’inserimento e l’inclusività anche nel tempo libero: fra le candidature pervenute ci ha colpito la pratica attiva del Baskin, un’attività sostenuta e promossa da Interclub Muggia, per la sua capacità di stimolare insieme l’aspetto ludico-motorio e quello psico-motorio, le abilità comunicative e quelle organizzative e di ruolo, favorendo il gioco di squadra e quindi l’inclusività di giocatori con varie topologie di disabilità».
La premiazione è in programma oggi 7 febbraio, alle 17.15, nella Sala Xenia di Riva 3 Novembre, nell’ambito della prima assemblea generale 2020 di Opi, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste che prenderà il via alle 14, e del successivo convegno dedicato a “Le Missed Nursing Care: cure perse e Sistemi sanitari”.

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Interclub Muggia è nata nel 1968 e ha al suo attivo nove scudetti giovanili. Il Baskin è l’innovativa attività sportiva che si ispira al basket ma ha caratteristiche particolari ed innovative. Dieci regole ne governano il gioco conferendo caratteristiche ricche di dinamicità e imprevedibilità. Uno sport, quindi, che permette sia ai giovani normodotati che ai disabili di giocare nella stessa squadra, composta da ragazzi e ragazze. Il Baskin mantiene gli obiettivi del basket, ma ne modifica le regole adattandole ai bisogni dei giocatori. Viene superato l’atteggiamento assistenziale verso i diversamente abili e ciascuno, nel suo, contribuisce in modo responsabile all’esito del gioco. Il progetto Baskin possiede uno staff organizzativo e professionale composto da esperti, clinici e psicologici, che operano attivamente, insieme ad infrastrutture speciali e costose, canestri adattati e altro materiale specifico, che potranno giovarsi del contributo messo a disposizione attraverso il Bando Opi per le Buone Pratiche. La menzione speciale della 7ma edizione è andata all’associazione Le Buone Pratiche Onlus, che promuove modalità di azione concreta nel campo delle politiche sociali, per il progetto “Quando il silenzio non è d’oro” dedicato al mutismo selettivo come disturbo d’ansia sociale che riguarda principalmente i bambini e i soggetti in età evolutiva. Il progetto è finalizzato a migliorare la conoscenza del problema per una presa in carico globale, dalla diagnosi all’inclusione sociale e scolastica, attraverso la creazione di un percorso condiviso.

Le precedenti edizioni del Bando per le Buone Pratiche Opi sono andate nel 2013 alla onlus Scricciolo per le famiglie e i bambini nati prematuri, nel 2014 all’Associazione Stelle sulla Terra (2014) a sostegno dei bambini con dislessia, nel 2015 all’Associazione I Girasoli onlus per il reinserimento sociale delle persone disabili (2015), nel 2016 all’Associazione Il Buon Pastore per le persone con disagio psichico e le loro famiglie, nel 2017 alla Comunità di Sant’Egidio per il progetto di supporto ai cittadini e alle famiglie in difficoltà economica e nel 2018 alla onlus triestina “Oltre quella sedia”, di sostegno ai disabili e di sensibilizzazione culturale intorno alla disabilita’ fisica e intellettiva.

Ulteriori dettagli sul sito OPI Trieste www.opitrieste.it Info, telefono 040.370122.

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In copertina e all’interno tre immagini del Baskin di Muggia che oggi sarà premiato dall’Opi a Trieste.

Cure perse, domani un’assemblea di Opi a Trieste

E’ in programma domani, venerdì,dalle 14 alle 19 nella Sala Xenia di Riva III Novembre, la prima assemblea generale 2020 di Opi, l’Ordine delle professioni infermieristiche di Trieste. Per l’occasione si avvierà una riflessione in forma di convegno sulle cosiddette “Missed nursing care”, ovvero le “cure perse” nel contesto del sistema sanitario. Interverrà anche la presidente nazionale Fnopi, Federazione nazionale Ordine delle professioni infermieristiche, Barbara Mangiacavalli.
«In pratica – spiega il presidente di OpiTrieste, Flavio Paoletti – le missed care sono qualsiasi intervento infermieristico necessario al paziente eppure omesso – completamente o parzialmente – o rimandato. Si tratta di casi, reali e potenziali, all’ordine del giorno a causa di una molteplicità di fattori, primo fra tutti la carenza negli organici infermieristici: quindi un rapporto infermieri/pazienti inadeguato per mancanza di personale o per eccessivi carichi di lavoro, che rende più difficile l’erogazione delle cure infermieristiche pianificate. In un’ottica di assoluta trasparenza e di totale sinergia ed empatia con le persone prese in carico, gli infermieri hanno deciso di approfondire questo tema e Opi Trieste, in particolare, progetta la realizzazione del “Rapporto” sulle Missed Nursing Care, da presentare entro fine anno per trovare soluzioni rapide ed adeguate. Al progetto hanno già aderito anche Opi Gorizia, i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Uil, Cisl Trieste, il nuovo Ordine professionale dei tecnici sanitari di Radiologia medica e delle Professioni sanitarie tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione del Friuli Venezia Giulia e l’Associazione In Prospettiva». “Le Missed Nursing Care: cure perse e Sistemi Sanitari” prevede gli interventi di Livia Bicego, Direttore ff S.C. Direzione delle Professioni Sanitarie Ircss Burlo Garofolo, Trieste; Barbara Brainjk, vicepresidente Opi Trieste; Consuelo Consales, Asugi – dirigente referente Direzione infermieristica ed Ostetrica di Trieste; Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi; Franca Masala, Tesoriera Opi Trieste; Alvisa Palese, professore associato di Scienze infermieristica Università di Udine; Flavio Paoletti, presidente Opi Trieste; Giuliana Pitacco, infermiera pediatrica Direzione servzi sanitari Asugi.

COSA SONO LE “CURE PERSE”
Negli ultimi anni il dibattito sulle missed nursing care è diventato emergente sia all’interno delle realtà sanitarie internazionali, che nel contesto italiano: si tratta di un vero e proprio indicatore della qualità delle cure offerte. Le cure perse con maggiore frequenza sono la deambulazione, la mobilizzazione passiva, l’igiene e la cura del cavo orale. È dimostrato che la mancata erogazione di alcune cure infermieristiche rappresenta un forte predittore negativo dell’outcome del paziente. È chiaro che i cambiamenti demografici ed epidemiologici, in atto da alcuni decenni, hanno portato ad un progressivo invecchiamento della popolazione e quindi ad un aumento del numero dei pazienti complessi, ai quali vanno erogate cure articolate per le quali ci si trova sempre più spesso sotto organico. Questo perché non è solo il numero delle persone prese in carico da parte di ciascun infermiere, ad aumentare, ma anche il numero di attività e interventi assistenziali collegati. Un numero elevato di cure perse è tra le principali cause di eventi avversi e rischi per la sicurezza dei pazienti, nonché tra i fattori che aumentano la demotivazione, l’insoddisfazione e il distress morale degli infermieri che non riescono ad erogare un’assistenza secondo gli standard definiti dalle evidenze e dalla professione. L’agenzia Americana per la Ricerca e la Qualità della Salute (AHRQ), ha identificato due tipi di errore: gli errori correlati agli atti di commissione e gli errori correlati agli atti di omissione: le cure perse ricadono sotto quest’ultima categoria e quindi rappresentano un grosso problema per la pratica clinica.

L’evento è aperto agli infermieri ed infermieri pediatrici iscritti all’Albo Opi Trieste fino ad esaurimento dei posti disponibili, attraverso le indicazioni disponibili sul www.opitrieste.it Info tel 040371244.

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In copertina, scorcio delle Rive a Trieste.

 

Fedriga a Opi Trieste: “Sintonia d’intenti con gli infermieri”

“C’è sintonia di intenti con l’Ordine degli Infermieri di Trieste: l’obiettivo è lavorare insieme per il bene del cittadino”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliaano Fedriga, intervenendo ai lavori del convegno “Il nuovo codice deontologico: l’infermiere quale garante dei diritti del cittadino” promosso nella sala Xenia da Opi Trieste. Fedriga, nell’occasione, aveva parlato anche dell’imminente emendamento alla legge sanitaria regionale, affermando che “i suggerimenti indicati da Opi sono stati apprezzati. La collaborazione proseguirà successivamente alla approvazione della Legge che vogliamo possa essere più trasversale possibile perché si occupa di un tema importante e necessariamente inclusivo, qual è la salute».
«Anche il nuovo Codice deontologico degli infermieri va in questa direzioneha sottolineato il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti – professionalità e umanità sono le linee direttrici per il nostro lavoro, e per tutelare la promessa di prendersi cura fatta da sempre ai cittadini».
Al convegno si è parlato di “Etica e deontologia nel complesso sistema sanitario”. Della “Responsabilità infermieristica alla luce del nuovo Codice deontologico” con il giurista Francesco Bilotta, e a seguire la tavola rotonda con i relatori, moderata dal presidente dell’Ordine regionale dei Giornalisti Fvg, Cristiano Degano. Al confronto hanno preso parte anche Giovanna Pacco, direttrice Associazione Goffredo de Banfield Trieste.

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In copertina e qui sopra il governatore Fedriga con il presidente Flavio Paoletti.

Infermieri, da Collegio a Ordine: a Trieste la nuova deontologia

Dopo 10 anni il Codice deontologico degli infermieri si rinnova nel passaggio da Collegio a Ordine: oggi la Federazione nazionale delle professioni infermieristiche è strutturata in Ordini provinciali che sono veri e proprio organi sussidiari dello Stato. «Il nuovo Codice, che a Trieste si presenta venerdì 29 novembre, esprime la competenza e umanità della professione infermieristica – spiega il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti -, il saper curare e saper prendersi cura. È una regola e al tempo stesso una Guida per garantire la dignità della professione, tutela la promessa di prendersi cura fatta da sempre ai cittadini».

Flavio Paoletti

Appuntamento quindi, per gli iscritti Opi Trieste, venerdì dalle 14.30 nella sala Xenia in Riva 3 Novembre 7. “Il nuovo codice deontologico: l’infermiere quale garante dei diritti del cittadino” titola il convegno, accreditato Ecm per gli iscritti all’Ordine, scandito da molti autorevoli contributi: all’introduzione del presidente Flavio Paoletti seguiranno gli interventi della segretaria Fnopi Beatrice Mazzoleni e di Edoardo Manzoni, dg Istituto Suore delle Poverelle, su “Etica e deontologia nel complesso sistema sanitario”. Della “Responsabilità infermieristica alla luce del nuovo Codice deontologico” tratterà il giurista Francesco Bilotta, dalle 17 la tavola rotonda con i relatori, moderata dal presidente dell’Ordine regionale dei Giornalisti Fvg Cristiano Degano. Al confronto prenderà parte anche Giovanna Pacco, direttrice Associazione Goffredo de Banfield Trieste.

L’accreditamento è a cura del Provider Policlinico Triestino SPA, sede legale via Bonaparte 4 -34123 Trieste, con il codice POLITS_16100. Il convegno conferisce 4 crediti formativi Ecm.

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In copertina, la professione infermieristica cambia: venerdì il nuovo codice deontologico.

 

Trieste, solidarietà socio-sanitaria: via al bando Opi

Al via l’edizione 2019 del Bando che nel Triestino promuove le buone pratiche socio-sanitarie sul territorio: l’iniziativa è promossa ancora una volta dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche, ed è rivolta ad Enti, Associazioni o altre realtà promotrici di progetti di supporto ai cittadini della provincia giuliana, in ambito sanitario, socio-sanitario o sociale. È il cittadino, infatti, al centro dell’azione di sensibilizzazione di Opi in tema di prevenzione e sostegno alla salute: una priorità che scandisce l’azione dell’Ordine, a Trieste, nel triennio in corso.

Il Bando nasce come progetto di crowdfunding e supporto socio-sanitario del valore di 1000 euro: è stato avviato nel luglio scorso attraverso l’annuale Serata di solidarietà che ha permesso di raccogliere i fondi utili. I progetti sottoposti alla Commissione Opi avranno come motivo ispiratore le politiche di tutela della salute e potranno consistere in azioni educative, attività di tutela civica, di prevenzione e di pubblica utilità, progetti di sviluppo e approfondimento di contenuti di promozione sociale e culturale, promozione e sviluppo delle economie locali con ricadute in termini di salute, ed altre iniziative accomunate da analoghe finalità.

«L’indizione del bando conferma gli obiettivi che Opi si è dato nell’ottica di una sensibilizzazione condotta a vasto raggio, internamente fra i colleghi ed esternamente nel dialogo costante con i cittadini – ha spiegato il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti, presentando l’iniziativa -. Vogliamo consolidare il ruolo del cittadino quale interlocutore fondamentale, motore di un circolo virtuoso legato alle necessità socio-sanitario del nostro tempo. In questi anni abbiamo sostenuto i progetti della onlus Scricciolo per le famiglie e i bambini nati prematuri (2013), dell’associazione Stelle sulla Terra (2014), a sostegno dei bambini con dislessia e disturbi specifici dell’apprendimento; dell’associazione I Girasoli onlus per il reinserimento sociale delle persone disabili (2015) e dell’associazione Il Buon Pastore per le persone con disagio psichico e le loro famiglie (2016). Nel 2017 è stata premiata la Comunità di Sant’Egidio per il progetto di supporto ai cittadini e alle famiglie in difficoltà economica e nel 2018 la onlus triestina “Oltre quella sedia”, di sostegno ai disabili e di sensibilizzazione culturale intorno alla disabilità fisica e intellettiva».

La domanda di partecipazione dovrà pervenire entro il 13 dicembre prossimo nella sede dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste. Tutte le informazioni e le modalità per la presentazione della domanda sono disponibili sul sito www.opitrieste.it, segreteria@opitresite.it. Info, telefono 040370122.

La onlus “Oltre quella sedia”.

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In copertina, nel 2017 è stata premiata da Opi Trieste la Comunità di Sant’Egidio.

Appello dei presidenti Opi su Sores Fvg: “Serve sicurezza”

Sulla situazione alla Sores Friuli Venezia Giulia abbiamo ricevuto una nota dei presidenti Opi – Ordine professioni infermieristiche delle province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine che volentieri pubblichiamo:

Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine esprimono profonda preoccupazione per i recenti avvenimenti che hanno portato alle dimissioni del Direttore della SORES e per la profonda crisi che si è consolidata all’interno di uno dei centri nevralgici nel sistema dell’emergenza urgenza del Friuli Venezia Giulia. In particolare il Presidente OPI di Trieste dr. Flavio Paoletti, pur consapevole della difficoltà di trovare personale già inserito nel sistema emergenza/urgenza, afferma che «aver proposto di acquisire risorse umane attraverso un’agenzia interinale che nel suo annuncio ricerca “infermieri professionali con funzioni di back office e lo smistamento di ambulanze tramite centralino” concorre ad alimentare incertezza e una possibile riduzione della qualità del servizio».
La Presidente OPI di Gorizia dr.ssa Gloria Giuricin, condivide l’importanza della Centrale unica regionale, ma chiede un intervento organico, strutturato e che tenga nel tempo. Non si dovrebbe togliere personale dalle strutture aziendali per rinforzarne altre. Così si spostano i problemi senza risolverli.
Sono estremamente preoccupato, ribadisce il Presidente di Pordenone dr. Luciano Clarizia, per questa condizione e come OPI intraprenderemo ogni interlocuzione al fine di riportare il tutto all’interno di un alveo di maggior tranquillità.Secondo il Presidente di Udine dr. Stefano Giglio, le preoccupazioni ci portano a pensare che oltre gli importanti problemi che gravitano nella gestione delle risorse umane, anche il cittadino ne potrebbe risentire. La sicurezza operativa che il professionista infermiere, obbligatoriamente formato ed esperto, comporta nella gestione di importanti eventi, determina l’apporto qualitativamente necessario a far sì che si raggiungano ottimi risultati nella soluzione degli interventi in emergenza/urgenza.
I Presidenti degli OPI del Friuli Venezia Giulia si oppongono fortemente a quanti ritengono che il sistema emergenza- urgenza non si riduca ad una banale attività di centralino di smistamento ambulanze. Se poi le competenze infermieristiche e la professionalità le lasciamo giudicare ad un’agenzia interinale. «Ci impegneremo affinché ci si renda definitivamente conto che l’infermiere esperto non può essere sostituito da qualsiasi professionista, anche inesperto, soprattutto in quelle realtà ove la qualità, le competenze maturate con appositi percorsi formativi, sono determinanti nella risoluzione dei problemi di salute in regime di emergenza urgenza. Auspichiamo la pronta presa di posizione da parte delle amministrazioni regionali ed aziendali affinché si possa riportare l’attività operativa della SORES entro margini di assoluta certezza e piena sicurezza delle operatività».

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In copertina, un’ambulanza impiegata negli interventi di emergenza e urgenza.