Una canzone sulla disabilità tutta made in Friuli da oggi sui canali Youtube e Spotify

Una canzone sulla disabilità, tutta made in Friuli, è stata registrata nello studio di Andrea Rigonat “Il motore dell’Auto” a Fiumicello per poi essere pubblicata su due delle principali piattaforme di streaming al mondo, YouTube e Spotify. “Più di quanto immagini” è un inno all’autodeterminazione che racconta la vita, le aspirazioni e i talenti di persone con disabilità, affermando che ognuno di noi ha il diritto e la capacità di costruire il proprio futuro. Disponibile da oggi 3 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, questo progetto musicale, realizzato da Laluna Impresa Sociale e L’Arte della Musica, è un invito a riconoscere e valorizzare il ruolo attivo delle persone con disabilità nella società. La canzone è frutto di un laboratorio di scrittura creativa e musica partito nel 2023 che ha coinvolto un gruppo di persone con disabilità. Le parole, risultato di questo lavoro di gruppo, sono state poi messe in musica da professionisti.


«Si tratta di un progetto sperimentale – ha affermato Erika Biasutti, direttrice de LaLuna – in collaborazione con “L’arte della musica” che ci ha permesso di utilizzare la musica come strumento di riflessione, confronto e crescita sui temi che questi percorsi di autonomia portano con sé. Grazie al laboratorio condotto da Francesca Ziroldo, cantante professionista e insegnante di canto, e Nicola Milan, compositore e musicista, è nata questa bellissima canzone che dà voce a emozioni, fatiche e punti di vista delle persone con disabilità che tentano di farsi strada nella vita. Poi, grazie ad un contributo regionale, cinque rappresentanti dei nostri percorsi di autonomia hanno potuto cantarla ed entrare in uno studio di registrazione professionale. La data del debutto online è per noi significativa perché ci permette di comunicare attraverso la musica un messaggio importante anche a chi è lontano da certi temi e nello stesso tempo di raccogliere fondi a favore di nuovi progetti legati all’abitare inclusivo». «Più di quanto immagini” è oggi diventata – ha aggiunto il compositore Nicola Milan, presidente de L’Arte della Musica – un’opera da divulgare in forma audio e video come inno all’autodeterminazione delle persone con disabilità, un messaggio rivolto a tutti che viaggia attraverso le note e le voci, capace di unire i cuori e di creare ponti tra le persone».
Registrata nello studio di Andrea Rigonat a Fiumicello, lo stesso utilizzato da Elisa, la canzone vanta una qualità sonora professionale. Un videoclip, che accompagnerà il brano su YouTube, mostrerà le fasi della registrazione e l’entusiasmo dei giovani artisti. “Più di quanto immagini” comunica un messaggio forte con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che l’inclusione è una strada possibile.
Il progetto, sostenuto dal Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, ha coinvolto numerosi artisti e musicisti di spicco, tra cui Nicola Milan, Francesca Ziroldo, Enrico Casarotto, Luca Amatruda, Jacopo Zanette, Leonardo Zannier, il coro Seventh Note Gospel Lab di Oderzo e il fonico Francesco Marzona. A partire da oggi sarà, quindi, possibile ascoltare la canzone su YouTube e Spotify. Un’occasione per sostenere un progetto che fa la differenza.

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In copertina e all’interno i protagonisti di questa bellissima canzone sulla disabilità.

Quattro novembre, dall’omaggio ai Caduti un auspicio di pace: quello che a Nimis si era levato forte dal ricordo delle tragedie del 29 settembre 1944

di Giuseppe Longo

NIMIS – Quattro novembre, Festa dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze armate. Ma anche, e soprattutto, doveroso ricordo dei Caduti di tutte le guerre. Un omaggio unito a un auspicio sempre più pressante di pace, in un mondo attraversato da conflitti e tante inquietudini. Ma a Nimis questa celebrazione avviene tradizionalmente con un mese di anticipo, in occasione del ricordo del devastante incendio che il 29 settembre 1944 distrusse quasi completamente il paese pedemontano, intrecciandosi con «l’odissea dei profughi e l’orrore della deportazione», come aveva detto nel suo discorso celebrativo per l’80° anniversario il commissario straordinario Giuseppe Mareschi. Pesante il bilancio di quella rappresaglia nazifascista:  le vittime civili furono 22, i partigiani uccisi 40, i deportati nei Lager 86, dei quali solamente 40 fecero ritorno nelle loro famiglie. Ricordiamo, allora, quella cerimonia, avvenuta nel parco della Rimembranza che sorge accanto al Duomo.

«Oggi ricordiamo – aveva esordito il funzionario regionale incaricato di guidare il Comune fino alle amministrative della prossima primavera – l’ottantesimo anniversario dell’incendio e della distruzione di Nimis. Pur nella mancanza di una rigorosa ricostruzione storica, i fatti sono noti e chiari nella loro crudeltà ed efferatezza. L’esasperazione della popolazione friulana alle violenze e angherie nazifasciste ha portato a una ricerca di liberà a cui hanno fatto seguito bestiali operazioni di rappresaglia, che per questa comunità hanno significato l’eccidio di Torlano, le uccisioni di Nongruella e appunto la distruzione di Nimis. Come in Carnia anche qui era stata realizzata la Zona libera del Friuli orientale e la distruzione di Nimis è stata la risposta alla legittima aspirazione di affrancamento e di pace della popolazione. E ancor più disumano, al di la della distruzione di abitazioni ed edifici, è stato il disegno di disgregare una intera comunità. Volontà però – aveva aggiunto il dottor Mareschi – che non ha impedito agli abitanti di Nimis di ricostruire, oltre agli edifici, la propria comunità, grazie alla tenacia, alla volontà e all’amore per la propria terra e identità. Oggi gli strumenti per preservare e mantenere vivi questi ideali e senso di comunità sono il ricordo e la memoria. Ricordo che è richiamare e tenere presente nell’animo e nel sentimento fatti e persone; memoria che nascendo dal ricordo è azione che sorregge e puntella il nostro essere umani e concorre a creare la nostra identità».
«Ed è per questo che ricordo e memoria – aveva sottolineato ancora il commissario – devono essere patrimonio di tutti e specialmente dei giovani, di chi non avendo vissuto direttamente gli eventi, solo attraverso il ricordo e la memoria possono veramente capire quanti sacrifici sono stati fatti, quanto vite sacrificate per la loro libertà di oggi. E quindi operare per rafforzare lo spirito di comunità e volere la pace. Ed è con questo sentimento che a nome di tutti i cittadini di Nimis onoro i Caduti e quanti hanno sofferto e ancora oggi portano su di loro la tragica eredità dell’incendio e della distruzione di Nimis di 80 anni fa. E che questo onore non sia solo testimonianza ma strumento di impegno per il bene della intera comunità di Nimis».


Il commissario straordinario, concludendo il suo intervento commemorativo e interpretando i sentimenti della popolazione di Nimis, aveva quindi avuto parole di riconoscenza per tutte quelle comunità che ospitarono i profughi in seguito a quel “tragico San Michele” – come ebbe a definire quel 29 settembre 1944 monsignor Beniamino Alessio, indimenticato pievano del tempo -, a cominciare da Tarcento, che assicurò un tetto per alcuni mesi a ben 1800 persone, a Reana del Rojale e Tavagnacco, ma anche le più lontane comunità rivierasche di Ruda, Terzo d’Aquileia, Fiumicello e Villa Vicentina che accolsero soprattutto i bambini delle famiglie rimaste senza casa. «Un grazie a Voi tutti qui presenti – aveva concluso Mareschi -, a tutte le autorità, gruppi e associazioni a tutte le personalità civili e militari, che con la loro presenza hanno onorato questa comunità. Portiamo nei nostri cuori questo momento e questi valori, ma che siano cuori che li portano a tutti».
Il discorso ufficiale del commissario era stato preceduto dalla tradizionale deposizione di corone d’alloro dinanzi al monumento ai Caduti di tutte le guerre e a quello delle vittime dei Lager nazisti, la cui costruzione fu promossa dal commendator Bruno Fabretti, presidente della locazione sezione Ex internati, scomparso centenario poco più di un anno fa: a ogni cittadino di Nimis morto nei campi di concentramento è stato dedicato un rintocco dell’unica campana della Chiesa di Centa risparmiata dal terremoto del 1976. E prima ancora della cerimonia civile c’era stato un momento di riflessione e preghiera con la Messa di suffragio celebrata in Santo Stefano da monsignor Rizieri De Tina: davanti all’altare, una originale interpretazione dell’Incendio di Nimis da parte dei bambini della Scuola materna. All’omelia, il sacerdote aveva insistito sui valori della fratellanza e del rispetto reciproco, nelle differenze e diversità di ognuno, gli unici sentimenti che possono assicurare quella pace di cui abbiamo beneficiato per ottant’anni, ma che oggi potrebbe essere messa a rischio da quei conflitti e da quelle inquietudini che, come detto, purtroppo sono in atto anche a poche centinaia di chilometri da questa nostra terra. Che i valori del 4 novembre, ma anche di quel 29 settembre, continuino ad avere vittoriosa affermazione!

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In copertina, la campana della Chiesa di Centa durante i rintocchi dedicati alle vittime dei Lager; all’interno, la cerimonia commemorativa presieduta dal commissario Giuseppe Mareschi dinanzi ai due monumenti, l’altare del Duomo di Santo Stefano con la raffigurazione delle case incendiate fatta dai bambini della Scuola materna parrocchiale e i familiari di Bruno Fabretti davanti al monumento voluto dal loro congiunto scomparso nel 2023.

Scultura rinascimentale in Friuli: a Corno di Rosazzo una mostra dedicata all’artista Carlo da Carona

Carlo da Carona fu il maggiore degli artisti lombardi che operarono in Friuli nel ‘500: una tradizione che affonda le radici in epoca patriarcale e che successivamente fu favorita anche dalla Serenissima. Protagonista assoluto di questa lunga stagione friulana dei maestri cosiddetti “comacini”, l’opera di Carlo da Carona è ancora conservata in tanti luoghi di culto delle diocesi di Udine, Gorizia e Pordenone. Proprio in uno di questi luoghi, la Chiesa di San Michele Arcangelo nella frazione di Sant’Andrat del Judrio, a Corno di Rosazzo, venerdì 27 settembre, alle ore 18, verrà inaugurata la mostra fotografica che la Società Filologica friulana ha realizzato sull’opera dello scultore lombardo unitamente ad un ponderoso catalogo (“Carlo da Carona in Friuli. Guida alle opere”, 312 pagine), in collaborazione con la Regione Fvg e la Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia. Sarà proprio uno degli autori della pubblicazione, Vieri Dei Rossi, ad illustrare la figura e il patrimonio artistico attribuito allo scultore lombardo nella chiesetta che conserva una sua opera, la statua di San Michele, proprio a ridosso della festa liturgica dedicata all’Arcangelo che sarà celebrata nello stesso tempietto domenica 29 settembre dalla Parrocchia di Corno di Rosazzo.
La mostra sarà visitabile nei pomeriggi del 28 e 29 settembre, dalle 15 alle 18, sotto la guida del volontari del gruppo Fai di Cividale. La statua di San Michele di Visinale risale al 1545 ed è un manufatto emblematico dell’opera del Carona in Friuli. La Basilica di Aquileia, le Pievi di Moggio e Rosazzo, il Duomo di Udine e la Chiesa di Fiumicello sono alcuni dei tanti luoghi di culto che conservano importanti testimonianze dell’artista lombardo. L’iniziativa è promossa dal Circolo culturale Corno e dalla stessa Filologica Friulana con il patrocinio del Comune e della Parrocchia di Corno di Rosazzo.

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In copertina, la statua di San Michele Arcangelo a Sant’Andrat del Judrio.

Il Mosaico, ci sono 23 posti di Servizio civile nelle sedi cooperative: le domande

Le cooperative del Consorzio “Il Mosaico” svolgono un lavoro continuativo di supporto alle comunità, per rendere la società più inclusiva e ospitale. Hanno un’esperienza ultraventennale nell’accoglienza dei volontari a cui vengono dedicati un percorso formativo specifico e un accompagnamento durante tutto il Servizio Civile Universale. Ci sono diversi luoghi dove si può svolgere il Servizio per “Il Mosaico”: dall’assistenza all’affiancamento nella gestione delle strutture residenziali dove gli utenti sono accolti. C’è la possibilità di accompagnare le persone nei luoghi di socializzazione o ricreativi e nelle attività sportive svolte sul territorio.
Le varie attività sono sviluppate anche nelle piccole “imprese” che le cooperative nel corso degli anni hanno attivato e sono utili per inserire le persone deboli e fragili nel mondo lavorativo. In questo caso, si tratta di un servizio di affiancamento degli utenti in attività quali ad esempio maneggio, aziende agricole, laboratori di artigianato artistico, grafica, riparazione e vendita di materiale informatico. Le sedi accreditate ad accogliere gli operatori volontari si trovano a Gorizia, Monfalcone, Mossa, Ronchi dei Legionari, Villesse, Staranzano, Udine, Aiello, Fiumicello, Latisana, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone e San Vito al Torre.
Fare un’esperienza nel Terzo Settore può dare ai giovani la possibilità concreta di imparare un lavoro e crearsi reali possibilità di impiego, in questa regione o altrove. La disponibilità è di 23 posti; l’impegno è di 25 ore settimanali, con flessibilità (con un monte ore annuo di 1.145 ore), per 12 mesi, a partire da luglio 2023. Gli orari si concordano direttamente con la struttura dove si svolge il Servizio Civile. Sono previsti 20 giorni di permesso nell’arco dell’anno, e giorni di permesso straordinario in particolari occasioni. Sono consentiti fino a 15 giorni di malattia dietro presentazione di un certificato medico. I giovani operatori volontari ricevono un trattamento economico di 444,30 euro mensili.
Entro il nono mese dall’avvio, è previsto un percorso formativo di 12 ore con lo Ial Fvg al termine del quale viene rilasciato un attestato che certifica le competenze acquisite durante il Servizio civile. Negli ultimi tre mesi, sempre con il supporto dello Ial, sarà strutturato un percorso di orientamento al lavoro che si articolerà in 17 ore di formazione svolte in aula con i tutor.

I candidati dovranno presentare la domanda entro il 10 febbraio prossimo (https://www.consorzioilmosaico.org/servizio-civile-universale-2/). Per ulteriori informazioni: Arianna Novello, Telefono 0432 997320; e-mail segreteria@consorzioilmosaico.org

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In copertina, Luca Fontana presidente del Consorzio di cooperative Il Mosaico.

 

Fiumicello, stasera fiaccolata e musica per ricordare Giulio Regeni e i Diritti

Giulio Regeni è scomparso dal Cairo, in Egitto, il 25 gennaio 2016. Il suo corpo è stato ritrovato, con evidenti segni di tortura, il 3 febbraio successivo ai bordi dell’autostrada Il Cairo-Alessandria. Da quel giorno la famiglia Regeni cerca e pretende verità e giustizia.
Oggi, 25 gennaio, nel settimo anniversario dalla morte del giovane ricercatore friulano, è prevista una serie di iniziative a Fiumicello per ricordarlo e ribadire valori quali la libertà, i diritti umani e il rispetto delle differenze culturali, interpretando il comune sentimento di rispetto e di vicinanza ai suoi familiari. Il programma della giornata inizia già stamane nelle scuole con il Laboratorio “Parole e Diritti” e con la firma del Protocollo d’Intesa sul Comitato di Coordinamento Permanente del Governo dei Giovani. Alle 18.15 parte la Camminata dei Diritti, assieme al Governo dei Giovani.
Le Vie dei Diritti sono frutto di un’iniziativa dello stesso Gdg che dal 2016, superando non poche difficoltà burocratiche, ha installato accanto ai nomi ufficiali di piazze e vie del paese di Fumicello 14 cartelli riferiti ad altrettanti diritti. Nel febbraio del 2022 alcune Vie dei Diritti sono state inaugurate anche nella vicina località di Villa Vicentina.
Come ogni anno, la camminata giunge al Piazzale dei Tigli dove, alle 19.41, si tiene la Fiaccolata silenziosa con il tradizionale minuto di raccoglimento. A seguire, alle 20.15 in Sala Bison, “Parole, immagini, musica per Giulio” con Paola e Claudio Regeni, Alessandra Ballerini e la partecipazione di Massimo Carlotto, Ascanio Celestini, Alessandro De Marchi, Roberto Fico, Giuliano Foschini, Fabio Geda, Beppe Giulietti, Carlo Lucarelli, Matteo Macor, Marco Paolini, Pif, Massimiliano Riva, Davide Romagnoni, Lorenzo Terranera, Luigi Maria Vignali, con interventi musicali di Massimo De Mattia, flautista di fama nazionale, e Alessio Velliscig, cantante dei Quintorigo, alla chitarra e voce.
La serata sarà trasmessa anche in diretta streaming dal canale youtube “Giulio Siamo Noi” https://youtube.com/@giuliosiamonoi4726 e, ad accesso libero (sino ad esaurimento dei posti), nella sala consiliare del Municipio e la Sala A del complesso Bison.

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In copertina, Giulio Regeni: il giovane ricercatore friulano che fu ucciso in Egitto.

Un progetto della Cooperativa Thiel per i ragazzi della Bassa friulana

Favorire esperienze di socializzazione e rapporto con i pari tramite attività di gruppo e laboratori: il “fare” e il “fare assieme” come strumenti di un percorso di crescita personologica, confronto e maturazione per i giovani. Questo uno degli obiettivi del progetto: “Ritorno al futuro… che vorrei”, rivolto ai preadolescenti e adolescenti del territorio della Bassa friulana e realizzato dalla Cooperativa sociale Thiel in collaborazione con il Servizio di Neuropsichiatria infantile territoriale della Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale. In tale contesto, nei mesi scorsi, a Cervignano e San Giorgio di Nogaro, sono già stati realizzati laboratori incentrati sulla conoscenza ed esperienza di varie forme artistiche: mosaico, teatro, pittura, scultura, riciclo.

Attualmente, a Palmanova sono in corso anche delle attività che si rivolgono a ragazze e ragazzi adolescenti afferenti al servizio di Neuropsichiatria Infantile della Bassa friulana, che presentano alcune problematiche di socializzazione, ritiro sociale e/o che stanno attraversando un periodo di difficoltà relazionale. I percorsi laboratoriali prevedono attività manuali che sperimentano l’uso di diversi materiali: lana, carta, feltro, tessuti e stoffe.
Il progetto, realizzato con il contributo della Fondazione Friuli (nell’ambito del Bando Welfare), proseguirà con un laboratorio di fotografia condotto dal fotografo Francesco Cecconi nella sede della Thiel, a Fiumicello (in via Libertà 13). Gli incontri sono rivolti a preadolescenti e adolescenti e si terranno il giovedì pomeriggio, dalle 16 alle 18, a partire dal 24 febbraio per un totale di 4 appuntamenti (Info: 320.6512012 – anna.sabatti@coopthiel.it).
«La nostra esperienza ci conferma l’efficacia abilitativa e riabilitativa delle attività laboratoriali perché consentono di sviluppare consapevolezza, competenze e partecipazione attiva, valorizzano le risorse personali di ognuno e sono degli strumenti adatti a coltivare interessi, sviluppare relazioni e progetti, impiegando il tempo libero in modo creativo», dice Luca Fontana, presidente della Cooperativa Thiel.
La pandemia, purtroppo, ha portato con sé anche una riduzione degli spazi aggregativi e dei momenti di socialità e molti adolescenti ne hanno pesantemente risentito, con ripercussioni sulla sfera privata, familiare, relazionale e scolastica. I laboratori della Thiel, quindi, vogliono essere una sorta di palestra in cui potersi riallenare all’interazione con l’altro in un ambiente protetto e in un contesto di piccolo gruppo.

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In copertina e all’interno due immagini dei laboratori alla cooperativa Thiel.

 

Nimis ricorda l’incendio del 1944: “Giovani siate attivi nella comunità”

di Gi Elle

«E’ pensando al futuro che ogni anno celebriamo questa commemorazione, affinché la data che ha segnato profondamente la storia di Nimis non sia solo parte del passato, ma diventi l’occasione per creare un ponte che, attraversando il presente, porti ad un futuro dove non ci sia spazio per simili tragedie. Ed è, proprio per quel futuro, che ora voglio rivolgermi ai nostri bambini e ragazzi i quali oggi hanno partecipato alla commemorazione chi in presenza, chi con le proprie riflessioni, rivolgendo loro un messaggio particolare. Noi adulti abbiamo un fondamentale dovere nei vostri confronti: abbiamo l’importante compito di onorare la memoria dei Caduti innocenti insegnandovi a non avere paura, a non delegare ad altri scelte ed azioni che potreste fare voi, a non seguire individualismi, a promuovere il dialogo e la collaborazione, ad essere membri attivi della comunità in tutte le sue sfaccettature». E’ questo il passo più intenso del discorso che il sindaco di Nimis, Gloria Bressani, ha pronunciato durante la commemorazione dell’incendio che, nell’ultima guerra mondiale, il 29 settembre 1944, distrusse l’intero paese. «La società – ha infatti aggiunto – ha bisogno di uomini e donne coraggiosi che siano proiettati verso il futuro con uno sguardo teso al passato, che siano pronti a mettere al primo posto il bene della comunità, che siano convinti che la pace e il rispetto dei diritti fondamentali siano la base su cui costruire la vera società civile».

Il sindaco durante il discorso.

Bambini e ragazzi, a cominciare dalla scuola materna per proseguire con le elementari e medie, hanno avuto quest’anno un ruolo molto attivo nel ricordo della tragedia di 76 anni fa, con elaborati e riflessioni significativi e apprezzati. La cerimonia, collocata nel suo esatto anniversario, come al solito, ha avuto due momenti: quello religioso con la Messa di suffragio celebrata nel Duomo di Santo Stefano da monsignor Rizieri De Tina e quello civile nel vicino Parco della Rimembranza, dinanzi al monumento ai Caduti di tutte le guerre e a quello che ricorda le vittime nei Lager tedeschi voluto dalla sezione ex internati di Nimis guidata dal cavalier Bruno Fabretti. Il quale, nonostante i suoi 97 anni appena compiuti, ha voluto essere presente per testimoniare un dramma incancellabile vissuto sulla propria pelle in vari campi di concentramento della Germania, ma che tuttavia deve spronare al perdono nella contestuale ricerca e affermazione di quel bene prezioso che è appunto la pace. Alla cerimonia commemorativa, aperta dall’Inno nazionale, hanno partecipato numerose autorità civili e militari, a cominciare dal consigliere regionale Mariagrazia Santoro – che ha portato il saluto e l’adesione della Regione Fvg -, associazioni combattentistiche e d’arma, sindaci e amministratori locali e dei Comuni vicini, ma anche di quello più lontano di Terzo di Aquileia. In questo paese della Bassa Friulana, come pure a Ruda, Fiumicello e Villa Vicentina, furono infatti molte le famiglie che nel ’44 ospitarono bambini di Nimis proprio in seguito al devastante incendio scatenato dalla rappresaglia nazista.

Parla Mariagrazia Santoro.

«Cos’è la memoria? È forse qualcosa da vivere passivamente o qualcosa da coltivare e da far crescere? In questi giorni – ha osservato il primo cittadino di Nimis – mi sono fermata a riflettere su questa parola ormai usuale che a volte utilizziamo con superficialità. Ho trovato in una frase della senatrice Liliana Segre, testimone vivente di ciò che è accaduto durante quei terribili anni, una risposta chiara e attuale che voglio condividere con voi: “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”. Ed è proprio in questo momento storico, in cui i tragici fatti che oggi commemoriamo sembrano essere lontani, che abbiamo il doveroso compito di non permettere che le vittime dei nostri paesi, di Nongruella, Torlano e oggi in particolare quelle di Nimis, siano morte invano! Il passato che ha colpito così duramente il nostro territorio deve essere monito a perseguire con forza le vie del dialogo e della riconciliazione”. Proprio come ammonisce la targa apposta sul monumento che ricorda le vittime dell’internamento: “Ricordare perdonando perché viva la pace”.

Un momento della cerimonia.

Ma la riflessione del sindaco ha riguardato anche il presente. “In questi ultimi mesi – ha detto – siamo stati duramente messi alla prova da una pandemia, da un piccolo virus che improvvisamente e con una forza inaspettata ha messo in ginocchio intere Nazioni. Dopo una lotta così dura, e purtroppo non ancora vinta, non si può non fermarsi a riflettere su come le distinzioni di colore della pelle, di idee politiche o di religione siano state annullate in un batter d’occhio di fronte a un nemico invisibile, che invece, distinzioni non fa”. E quindi ha aggiunto: “Ancora oggi, come ogni anno, ci sentiamo di rimarcare con forza che l’odio e l’intolleranza non devono trovare spazio nelle nostre comunità e che solo uniti in uno spirito di pace e collaborazione si possa lavorare ad un futuro prospero e sereno per noi e per le generazioni future. Concludo leggendovi l’epitaffio scritto sulla lapide posta nel “Giardino delle Rose” ad Amburgo nella sezione staccata del Momoriale di Neuengamme: “Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani Parla”».

Il pannello della scuola materna.

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In copertina, l’intervento del cavalier Bruno Fabretti, 97 anni, ex internato.

(Foto di Claudio Marchiondelli)

 

Federsolidarietà Fvg e servizio civile: 66 posti disponibili

Sessantasei posti disponibili in 34 diverse cooperative sociali del Friuli Venezia Giulia. Mancano pochi giorni e il Servizio civile 2019-2020 sta per partire. «Il Servizio civile universale è stato istituito nel 2017, seguendo l’esempio di molti Paesi europei dove era già attivo da tempo. Si tratta di un’esperienza che molti giovani hanno già avuto e che sta portando l’energia e le motivazioni di una nuova generazione in molte realtà del sociale, anche in Friuli Venezia Giulia», spiega Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative Fvg, con 168 cooperative sociali aderenti su tutto il territorio regionale. Cooperative sociali che mettono a disposizione, nel dettaglio: 8 posti disponibili a Trieste; 13 in provincia di Gorizia (4 a Gorizia, 4 a Ronchi dei Legionari, 2 a Monfalcone e 3 a Mossa); 17 in provincia di Pordenone, distribuiti sull’intero territorio del Friuli Occidentale e, infine, ben 28 in provincia di Udine (4 a Udine, 4 a San Giorgio di Nogaro, 6 a San Vito al Torre, e poi Aiello, Fiumicello, Codroipo, Latisana, Palazzolo dello Stella).

I candidati devono avere tra i 18 e i 28 anni. Il Servizio civile ha una durata di 12 mesi e il compenso mensile riconosciuto ai giovani volonterosi è di 439.50 euro netti mensili, per un impegno minimo di 25 ore settimanali. «Il Servizio Civile ha una forte valenza educativa e formativa, dà un’occasione di crescita personale, un’opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, fornendo uno strumento per aiutare le fasce più deboli delle nostre comunità contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Per tanti giovani, inoltre, è stata l’occasione per conoscere un ambito che, poi, a volte, si è tramutato – successivamente a un adeguato percorso di studio – in una autentica professione», aggiunge Fontana.

La scadenza ultima per candidarsi sono le ore 14.00 del prossimo 10 ottobre. Quest’anno la candidatura – avvertono gli sportelli del Servizio civile – potrà essere fatta esclusivamente on-line grazie a Spid, “Sistema Pubblico d’Identità Digitale”, la piattaforma che assicurerà maggiore trasparenza delle procedure. Per richiedere lo Spid con un livello di sicurezza 2, i candidati devono entrare nel sito AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid dove trovano tutte le informazioni necessarie. Le informazioni sui progetti di Servizio civile disponibili, invece, possono essere rintracciate su www.infoserviziocivile.it e su www.serviziocivile.coop, il portale di Confcooperative entro il quale si può navigare alla ricerca delle candidature ancora aperte.

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In copertina, Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative Fvg.