Ater Pordenone, a Fiume Veneto prelevano energia elettrica dal contatore condominiale. Il presidente Candido: un fatto grave che condanniamo

Sul recente caso accaduto a Fiume Veneto – in cui alcuni locatari si erano collegati al contatore energetico delle parti comuni, utilizzando così la corrente elettrica del condominio per i propri consumi – Ater Pordenone informa che periodicamente vengono effettuati controlli su tutti gli immobili di sua competenza.
«Nel corso dei controlli dei quadri elettrici – sottolinea il presidente Mauro Candido – eventuali manomissioni vengono ben presto individuate. E, come fatto immediatamente nel caso di Fiume Veneto, provvediamo alla denuncia presso le autorità competenti. Riteniamo che tali atti siano un fatto grave e agiamo a tutela dell’azienda, ma anche degli altri locatari e condomini, la stragrande maggioranza, che invece si comportano in maniera corretta. Siamo sempre pronti a intervenire per evitare conseguenze, non solo di natura economica, ma anche relative alla sicurezza delle persone, dovute a tali comportamenti».
Gli uffici Ater Pordenone fanno sapere che si sta operando la verifica di alcune altre situazioni analoghe sul territorio provinciale. Per chi compie tali atti, l’ipotesi di reato è quella di furto aggravato dalla violenza esercitata sulle cose.

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In copertina, il presidente dell’Ater Pordenone Mauro Candido.

Fiume Veneto, la Cucina delle Fratte promossa dai clienti: un pasto su due è “sociale” grazie al Piccolo Principe

Un progetto sociale che non solo fa del bene ma che è anche buono: i pasti preparati da persone con fragilità piacciono agli utenti de La Cucina delle Fratte. Sondaggio positivo per il servizio di ristorazione gestito dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe, attivo dal 2013 nei locali comunali di Fiume Veneto. Ad inizio ottobre era stato somministrato un questionario di gradimento ai clienti aziendali. Su 88 utenti intervistati, il 96,6% si è detto soddisfatto della cortesia e della disponibilità del personale, mentre il 95,5% ha promosso l’efficienza logistica, valutando positivamente puntualità e temperatura dei pasti alla consegna. Anche la qualità del cibo ottiene un’ampia approvazione, con il 73,9% di risposte positive. Un riscontro che conferma la forza di un progetto che unisce qualità del pasto e inclusione sociale.


La Cucina delle Fratte è oggi una realtà anche in espansione: ogni giorno vengono preparati e distribuiti oltre 300 pasti veicolati destinati ai Centri diurni dell’Azienda Sanitaria e ad aziende locali, con punte fino a 500 pasti al giorno nei mesi estivi per le forniture ai centri estivi. A fronte di una domanda crescente, la produzione è aumentata in modo significativo: dai 60 mila pasti annui del 2023 si è passati a 72 mila nel 2024, con una previsione di raggiungere quota 75 mila nel 2025. Un’espansione sostenuta anche da investimenti in nuove attrezzature, come un forno professionale e il sistema di cottura Ivario 4.0, che migliorano l’efficienza e la qualità del processo produttivo. A ciò si aggiunge l’impegno per la sostenibilità: dal 2024 è stato introdotto l’utilizzo di contenitori in acciaio inox riutilizzabili per le monoporzioni, una scelta orientata a ridurre i rifiuti.
Ma La Cucina delle Fratte è anche e soprattutto un progetto a forte impatto sociale. Oltre il 50% delle persone impiegate è rappresentato da lavoratori con svantaggio, inseriti attraverso percorsi di formazione e accompagnamento al lavoro. Solo negli ultimi due anni, la cooperativa ha attivato più di 20 tirocini, confermando il valore sociale del progetto, che coniuga inclusione lavorativa e servizi di qualità. Per far conoscere il servizio a nuove aziende, è stata avviata in questi giorni un’iniziativa che permette di provare gratuitamente un pasto. Il menù dimostrativo, composto da primo, secondo e contorno, può essere richiesto da gruppi fino a 10 persone, con consegna direttamente in azienda in una giornata da concordare.
«È un modo per far toccare con mano la qualità del nostro lavoro e allo stesso tempo far conoscere l’impatto sociale che ogni pasto porta con sé – spiega Luigino Cesarin, presidente della cooperativa Il Piccolo Principe -. Vogliamo far capire che la ristorazione collettiva, anche quando ha un’impronta sociale, può essere efficiente, buona e professionale”. Il servizio si rivolge sia a piccole che a medie aziende, con gruppi a partire da 4 persone. Le forniture possono essere organizzate secondo le esigenze: in porzioni singole oppure multiple, adattandosi anche a realtà che non dispongono di uno spazio mensa dedicato. “Crediamo fermamente nello sviluppo della nostra Cucina delle Fratte – conclude Cesarin – perché rappresenta uno dei contesti più accessibili per l’inserimento lavorativo, dove ogni individuo può trovare la propria realizzazione».

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In copertina e all’interno, immagini della Cucina delle Fratte con il suo staff al completo.

Fiume Veneto, la Cucina delle Fratte promossa dai clienti: un pasto su due è “sociale”. Quest’anno oltre 75 mila pasti con metà personale svantaggiato

Un progetto sociale che non solo fa del bene ma che è anche buono: i pasti preparati da persone con fragilità piacciono agli utenti de La Cucina delle Fratte. Sondaggio positivo per il servizio di ristorazione gestito dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, attivo dal 2013 nei locali comunali di Fiume Veneto. Recentemente, è stato somministrato un questionario di gradimento ai clienti aziendali. Su 88 utenti intervistati, il 96,6% si è detto soddisfatto della cortesia e della disponibilità del personale, mentre il 95,5% ha promosso l’efficienza logistica, valutando positivamente puntualità e temperatura dei pasti alla consegna. Anche la qualità del cibo ottiene un’ampia approvazione, con il 73,9% di risposte positive. Un riscontro che conferma la forza di un progetto che unisce qualità del pasto e inclusione sociale.


La Cucina delle Fratte oggi è anche una realtà in espansione: ogni giorno vengono preparati e distribuiti oltre 300 pasti veicolati destinati ai Centri diurni dell’Azienda Sanitaria del Pordenonese e ad aziende locali, con punte d’estate fino a 500 pasti al giorno per le forniture ai centri estivi. A fronte di una domanda crescente, la produzione è aumentata in modo significativo: dai 60 mila pasti annui del 2023 si è passati a 72 mila nel 2024, con oltre 75 mila che saranno conteggiati a consuntivo del 2025. Un’espansione sostenuta anche da investimenti in nuove attrezzature, come un forno professionale e il sistema di cottura Ivario 4.0, che migliorano l’efficienza e la qualità del processo produttivo. A ciò si aggiunge l’impegno per la sostenibilità: dal 2024 è stato introdotto l’utilizzo di contenitori in acciaio inox riutilizzabili per le monoporzioni, una scelta orientata a ridurre i rifiuti.
Ma La Cucina delle Fratte è anche e soprattutto un progetto a forte impatto sociale. Oltre il 50% delle persone impiegate è rappresentato da lavoratori con svantaggio, inseriti attraverso percorsi di formazione e accompagnamento al lavoro. Solo negli ultimi due anni, la cooperativa ha attivato più di 20 tirocini, confermando il valore sociale del progetto, che coniuga inclusione lavorativa e servizi di qualità. E per far conoscere il servizio a nuove aziende, è stata avviata un’iniziativa che permette di provare gratuitamente un pasto. Il menù dimostrativo, composto da primo, secondo e contorno, può essere richiesto da gruppi fino a 10 persone, con consegna direttamente in azienda in una giornata da concordare.


«È un modo per far toccare con mano la qualità del nostro lavoro e allo stesso tempo far conoscere l’impatto sociale che ogni pasto porta con sé – spiega Luigino Cesarin, presidente della cooperativa Il Piccolo Principe – Vogliamo far capire che la ristorazione collettiva, anche quando ha un’impronta sociale, può essere efficiente, buona e professionale». Il servizio si rivolge sia a piccole che a medie aziende, con gruppi a partire da quattro persone. Le forniture possono essere organizzate secondo le esigenze: in porzioni singole oppure multiple, adattandosi anche a realtà che non dispongono di uno spazio mensa dedicato. «Crediamo fermamente nello sviluppo della nostra Cucina delle Fratte – conclude Cesarin – perché rappresenta uno dei contesti più accessibili per l’inserimento lavorativo, dove ogni individuo può trovare la propria realizzazione».

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In copertina e all’interno personale al lavoro nella Cucina delle Fratte.

I Consigli comunali dei ragazzi del Friuli riuniti a Pozzuolo: molto importante l’appartenenza alla propria terra

Confronto sull’impegno personale e civico per quasi 200 ragazzi dai 10 ai 14 anni, provenienti da molte parti del Friuli, che si sono dati appuntamento all’Auditorium comunale di Pozzuolo per la quarta “Giornata dei Consigli comunali dei ragazzi del Friuli” promossa dall’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana (realtà che riunisce 150 Comuni friulanofoni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto orientale). All’evento sono intervenuti per i saluti istituzionali il vicepresidente di Aclif Franco D’Altilia, sindaco di Palazzolo dello Stella (che ha portato i saluti del presidente Daniele Sergon, primo cittadino di Capriva) e il sindaco di Pozzuolo Gabriele Bressan, che fa parte del direttivo dell’Assemblea.

Negli interventi – ringraziando la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e l’Arlef per il supporto – è stata espressa la felicità di avere ospiti i Consigli comunali dei ragazzi e un auspicio che possano continuare a impegnarsi per le proprie comunità. Questo perché il Friuli ha un futuro se i giovani si riconoscono nella sua appartenenza e non hanno paura di diventarne protagonisti. Presenti anche i membri del direttivo di Aclif e il segretario Claudio Romanzin. Rappresentati 15 Comuni con i propri Ccr: Basiliano, Carlino, Fiume Veneto, Gemona, Muzzana del Turgnano, Palazzolo dello Stella, Paularo, Porpetto, Pozzuolo del Friuli, Ragogna, Rivignano Teor, San Daniele del Friuli, San Giorgio di Nogaro, Talmassons e Tricesimo.
Nel corso della mattinata i rappresentanti dei Ccr hanno partecipato a due laboratori: uno con Marco Anzovino sul tema dell’impegno e delle scelte che i ragazzi sono chiamati ad affrontare; l’altro curato dal Teatri Stabil Furlan sul modo di relazionarsi in pubblico. Presenti anche diversi sindaci e amministratori dei Comuni aderenti all’Assemblea. Ragazze e ragazzi al termine si sono confrontati su possibili iniziative da portare avanti, legate alla lingua e alla cultura friulana. Alla fine a tutti sono stati donati gadget dell’Aclif.
Negli scorsi anni la Giornata annuale si è tenuta nel 2022 a Fiumicello Villa Vicentina, nel 2023 a Udine, nel 2024 a Codroipo e Gemona del Friuli. Aclif dalla sua fondazione avvenuta 10 anni fa si impegna a tutelare e promuovere l’identità culturale e linguistica friulana, anche attraverso il rapporto con le scuole e gli enti che si occupano di giovani, in particolare i Consigli comunali dei ragazzi.

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In copertina e all’interno immagini dell’incontro dei ragazzi a Pozzuolo.

Go!2025, il Giro d’Italia è in arrivo nell’Isontino: stasera Manzano vivrà il clima d’attesa con Dino Persello

(g.l.) Il Giro d’Italia, finalmente, sta per arrivare in Friuli Venezia Giulia con la mitica tappa che sabato 24 maggio si concluderà a Nova Gorica e Gorizia, quale omaggio degli sportivi del pedale alla Capitale europea della Cultura, la prima a carattere transfrontaliero contraddistinta dal logo Go!2025. Un clima d’attesa non da poco, davvero elettrizzante, e che sarà bello poterlo vivere questa sera con Dino Persello, il quale a Manzano – località, appunto, di passaggio dei “girini” – propone la sua terza puntata di “Aspettando il Giro…”, dopo le riuscitissime serate di Clauiano e Talmassons. L’appuntamento, con ingresso libero, è alle 20.30 all’antico Foledor Boschetti della Torre di via Natisone ed è sostenuto dal Comune di Manzano. «La catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi», afferma Dino Persello che, come è noto, propone anche lo spettacolo odierno nell’ambito dell’ormai collaudato programma “Ciclismo è poesia”. L’ultima serata sarà sabato a Sacile a commento dell’arrivo della carovano rosa nell’Isontino italo-sloveno, ma anche in vista della tappa che il giorno successivo, domenica 25 maggio, andrà da Fiume Veneto ad Asiago, quindi dal Pordenonese al Vicentino.

# Oggi 22 maggio, ore 20.30 – Antico Foledôr Boschetti-della Torre, Manzano
# Sabato 24 maggio, ore 20.30 – Ex Chiesa di San Gregorio, Sacile
Gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

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In copertina, l’attore e regista sandanielese Dino Persello atteso stasera a Manzano.

Partito il Giro d’Italia. E oggi parte a Clauiano anche il “tour” di Dino Persello con il suo collaudato Ciclismo è poesia

Il Giro d’Italia è appena partito e con l’arrivo in Friuli Venezia Giulia della 108a edizione della carovana rosa mediante le due tappe Treviso-Gorizia e Fiume Veneto-Altopiano di Asiago, rispettivamente di sabato e domenica 24 e 25 maggio, anche il lavoro teatrale di e con Dino Persello “Ciclismo è Poesia”, annualmente in evoluzione e aggiornamento, verrà presentato a partire da oggi in quattro località regionali (sempre con ingresso libero) attraversate da questo speciale ed stupendo territorio, alla storia popolare, all’anedottistica, con curiose sfumature goliardiche, e momenti di importanti riflessioni.
“Il ciclismo, un magnifico, crudele, avvincente simbolo di vita – afferma Persello -. Un grande grandissimo quadro popolare, all’interno di questa nostra società, che oggi macina tutto alla velocità della luce, ma che nello sport della bicicletta, la memoria è un insieme di passato e…futuro. E allora l’evento Giro d’Italia diventa veramente un teatro viaggiate, dove tutti i protagonisti, gregari compresi, hanno la stessa dignità”. E ancora: “Vi farò vivere la volata che è un attimo; la salita un’eternità, una sofferenza senza tempo; la discesa un brivido; il rifornimento una resurrezione. E ancora, la borraccia è acqua, l’acqua è vita, è amicizia come dimostra la magica, storica e poetica borraccia fra Fausto Coppi e Gino Bartali (in questi giorni il 25° anniversario della sua scomparsa). La catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi!”. Ecco, dunque, i quattro appuntamenti di “Ciclismo è poesia”:

# Oggi 11 maggio, ore 18 – Azienda agricola Borgo Claudius – Clauiano di Trivignano Udinese
# Sabato 17 maggio, ore 20.30 – auditorium Tomadini, Talmassons
# Giovedì 22 maggio, ore 20.30 – Antico Foledôr Boschetti-della Torre, Manzano
# Sabato 24 maggio, ore 20.30 – Ex Chiesa di San Gregorio, Sacile
Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero

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In copertina, Dino Persello impareggiabile animatore di Ciclismo è poesia.

Un Natale inclusivo a Fiume Veneto da oggi con i volontari di Oltrelaluna

Natale all’insegna dell’inclusione a Fiume Veneto (nel capoluogo e a Pescincanna): Oltrelaluna Odv, in collaborazione con Laluna Impresa Sociale, ha organizzato infatti due eventi aperti al pubblico tra cinema e musica per celebrare le feste natalizie invitando a riflettere sull’importanza della condivisione e della cittadinanza attiva.
“Grazie ai volontari di Oltrelaluna Odv – ha affermato Erika Biasutti, direttrice de Laluna – possiamo proporre a Fiume Veneto e Pescincanna, dove siamo attivi, due eventi di qualità che promuovono l’inclusione sociale. Invitiamo tutti a partecipare per conoscere la nostra realtà, le persone che ne fanno parte, la sede in cui operiamo, Casa Facca, luogo che sempre più intendiamo mettere a disposizione della comunità, e soprattutto per vivere insieme dei momenti di intrattenimento, ma anche di riflessione”.
In occasione della Giornata internazionale per la Disabilità, oggi 5 dicembre, alle ore 20.45, al Teatro di Pescincanna si terrà la proiezione gratuita del film “Non ci resta che vincere (Campeones)”, una commedia spagnola di Javier Fesser che racconta la storia di un allenatore di basket che, dopo una serie di sfortunati eventi, si ritrova a preparare una squadra di ragazzi con disabilità intellettiva. Un’occasione per riflettere sull’importanza dell’inclusione e per trascorrere una serata all’insegna dell’emozione e del divertimento. La serata è ad ingresso libero. Il secondo appuntamento è in programma per giovedì 12 dicembre. Alle ore 18.30, Casa Facca (in viale Trento 42, Fiume Veneto) aprirà le sue porte per un evento dedicato al Natale: Christmas Songs. Nicola Milan, fisarmonica, e Francesca Ziroldo, voce e percussioni, accompagneranno gli spettatori in un viaggio musicale tra le più belle melodie natalizie. La serata, ad ingresso libero, sarà inoltre l’occasione per inaugurare e mostrare il Presepe realizzato dalle persone con disabilità che fanno parte del servizio Unità Educativa Territoriale (Uet) “Nuovi Orizzonti” che ha sede proprio in Casa Facca.
Entrambi gli eventi rientrano nel progetto “Fusioni Lunatiche”, realizzato grazie al contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo del progetto è promuovere l’inclusione sociale e culturale attraverso iniziative artistiche e culturali.

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In copertina, ecco un’immagine di Casa Facca in viale Trento a Fiume Veneto.

A Fiume Veneto oggi Casa Facca apre al pubblico: invitante aperitivo in musica

Casa Facca a Fiume Veneto, struttura recentemente data in gestione all’Associazione Laluna con la Uet Nuovi Orizzonti, apre le sue porte alla cittadinanza per un evento musicale. Oggi, 27 settembre, alle ore 18.30 nella struttura di viale Trento, si terrà l’evento “Aperitivo in Musica – Fusioni Lunatiche”, organizzato dall’associazione Oltrelaluna Odv in collaborazione con Laluna. Destinata ad accogliere persone con disabilità in percorsi di crescita e autonomia, Casa Facca mira a diventare un punto di riferimento per tutta la comunità con i suoi spazi polifunzionali.

Un momento dell’inaugurazione.


«Siamo entusiasti di organizzare eventi come questi a Casa Facca – ha affermato Angelo Fabris, presidente di Oltrelaluna -, un luogo che vorremmo trasformare in un punto di riferimento per l’inclusione, offrendo servizi e attività per l’intera comunità. L’evento di oggi rappresenta un’occasione unica per conoscere da vicino le attività di Laluna e comprendere l’importanza di una rete di volontari attiva e solidale».
L’iniziativa, che si inserisce in un calendario di eventi che culminerà con una proiezione di film a Pescincanna tra ottobre e novembre, nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della disabilità e dell’inclusione sociale, ma anche per presentare alla comunità la nuova realtà di Casa Facca. La serata sarà animata dalla musica live dei Magg (Music Always Gives Goosebumps) – Marco Bianchet alla chitarra e voce, Andrea Portolan al piano e cori, Gianni Costantini al basso e Guido De Santis alla batteria -, che proporranno un repertorio di brani cantautorali italiani e internazionali. Non mancherà un chiosco bevande gestito dai volontari di Oltrelaluna. «Invitiamo tutti a passare – conclude Fabris -, a conoscere il nostro progetto e siamo contenti di entrare nella comunità aperta e accogliente di Fiume Veneto. Siamo convinti che solo insieme possiamo creare nuovi orizzonti per tutti».
L’evento – che è inserito nell’ambito dell’iniziativa “Fusioni Lunatiche” che coinvolge sia la sede di San Giovanni di Casarsa che quella di Fiume Veneto – è realizzato con il patrocinio del Comune di Fiume Veneto e il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Oltre a Casa Facca, Laluna ha in atto anche un progetto di propedeutica all’abitare indipendente a Fiume Veneto dal giugno 2020.

 

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In copertina, un’immagine di Casa Facca a Fiume Veneto che oggi ospiterà un concerto.

Mattmark, nella tragedia di 59 anni fa perirono anche tre friulani. Il superstite Ilario Bagnariol al ricordo con Efasce

Non solo Marcinelle. C’è, infatti, anche un’altra tragedia che colpì gli italiani emigrati in cerca di lavoro nel secondo dopoguerra: successe a Mattmark, in Svizzera (valle di Saas, Canton Vallese), il 30 agosto del 1965. Il distacco di un fronte del ghiacciaio Allalin colpì il sottostante cantiere della diga che si stava costruendo in materiali naturali come roccia e terra. Nella valanga perirono 88 lavoratori tra cui 56 italiani. Tra loro anche degli emigranti dal Friuli Venezia Giulia: Mario De Celia di Gorizia, Alessio Ceccon e Luciano Specogna di Torreano.


Ancora li ricorda ogni anno, affinché la memoria di questa tragedia non si affievolisca, un loro compagno di lavoro che invece, in quella triste giornata, riuscì a salvarsi e a prestare i primi soccorsi. Si tratta di Ilario Bagnariol, nato a Fiume Veneto nel 1942, che ancora vive in Svizzera con la famiglia. Presidente del Segretariato Efasce di Ins/Lyss anche in questo 2024 – 59° anniversario dalla tragedia – come ogni anno si è recato alla cerimonia commemorativa ufficiale. Ad accompagnarlo questa volta due nipoti, terza generazione di friulani nel Paese elvetico: Christelle e Krebs Larissa Bagnariol.
“Ritengo doveroso non mancare – afferma Ilario Bagnariol – perché la memoria dei nostri concittadini italiani e in particolare dei tre friulani, va onorata”. Furono oltre un milione i metri cubi di ghiaccio che si abbatterono sul cantiere, situato a quota 2200 metri d’altitudine. Il ricordo di quel giorno è ancora vivo per Bagnariol, che era uno degli addetti ai bulldozer, sui quali stava lavorando. “E il rumore della macchina – ricorda – copriva tutto, tanto che non mi stavo accorgendo di nulla. Ad un tratto sentii un picchiettio: era un capocantiere che attirava la mia attenzione tirandomi dei sassi sul mezzo e grazie a questo, infine, vidi l’enorme massa di ghiaccio che scendeva a valle a una velocità spaventosa”. Un attimo, ma decisivo: Bagnariol si mise in salvo, però vide una scena straziante. “La valanga – aggiunse – travolse tutto, uomini, macchine e baracche seppellendole sotto 20/50 metri, arrestandosi infine in un silenzio assordante”.
Alla cerimonia 2024, alla quale Bagnariol è intervenuto come testimone dei fatti con Maria Testa (95 anni) che all’epoca operava come infermiera, erano presenti per rendere omaggio alle vittime anche l`ambasciatore d`Italia a Berna Gian Lorenzo Cornado, la console generale d’Italia a Ginevra Nicoletta Piccirillo, l’onorevole Antonio Ricciardi, presidente del gruppo interparlamentare Italia-Svizzera, Gennaro Praticò, presidente delle Colonie italiane di Briga Vallese. E, inoltre, Domenico Messiano, presidente del Comites Vallesano e nuovo presidente del comitato commemorativo in vista del sessantesimo anniversario, Filippo Ciavaglia, presidente della III Commissione del Cgie svizzero, Michele Scalo, coordinatore Intercomites svizzero, Alwin Zurbriggen, sindaco di Saas Almagell. Padre Costante e padre Giovanni di Bergamo, assieme ad altri sacerdoti, hanno celebrato la Messa in suffragio delle vittime.

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In copertina, Ilario Bagnariol con Maria Testa e padre Costante; all’interno, durante la Messa e con le nipoti.

Ater Pordenone, da oggi bandi per alloggi di edilizia sovvenzionata a Fontanafredda e a Porcia. Ma anche in altri nove Comuni

Nuovi bandi di concorso per l’assegnazione di alloggi di edilizia sovvenzionata Ater Pordenone a partire da oggi, 17 aprile. Si tratta dei bandi per la formazione delle graduatorie degli aspiranti locatari nei Comuni di Fontanafredda e Porcia. Inoltre, sono aperti anche tre bandi di concorso comprensoriale: Aviano e Budoia; Azzano Decimo e Fiume Veneto; Andreis, Barcis, Cimolais, Claut, Erto e Casso.

Giovanni Tassan Zanin

La necessità di aprire bandi per le località citate è nata dal fatto che le precedenti graduatorie erano andate a scorrimento man mano che si liberavano alloggi, fino all’esigenza attuale di definire nuovi elenchi di locatari. «Attraverso questi nuovi bandi – ha commentato il presidente di Ater Pordenone, ingegnere Giovanni Tassan Zanin – avremo delle graduatorie definite a livello territoriale, attraverso le quali individuare rapidamente i locatari di alloggi ogni volta in cui questi si rendono di nuovo disponibili nelle diverse località. In tale modo rispondiamo al nostro scopo istituzionale, ancora più importante in questi periodi di crisi abitativa: dare una casa a chi ne ha bisogno e necessità».
Le domande dovranno pervenire entro venerdì 19 luglio alla sede dell’Ater – via Candiani, 32 – 33170 Pordenone. Vanno redatte su apposito modulo fornito dall’Ater stessa, da ritirarsi anche nelle sedi dei suddetti Comuni, o scaricandolo dal sito web www.pordenone.aterfvg.it. L’ufficio Assegnazioni dell’Ater Pordenone consiglia di non attendere gli ultimi giorni per la consegna dei moduli e della relativa documentazione. Per questo è preferibile prendere appuntamento utilizzando il servizio elimina code CODAQ disponibile nella home page del sito dell’Ater o telefonando allo 0434.223354. L’ufficio Assegnazioni è aperto al pubblico dalle 10 alle 12.45 nei giorni feriali (escluso il sabato) ed il lunedì anche dalle 16 alle 17.45. Per partecipare ai bandi, gli aspiranti dovranno dichiarare anche il proprio Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) che non deve essere superiore ai 20 mila euro.

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In copertina, la sede di Ater Pordenone dove vanno presentate le domande.