Artigianato e violenza economica, a Udine domani un convegno e poi l’apertura di uno sportello dedicato

“Violenza economica, questa sconosciuta”. Un incontro per smascherare una delle forme più insidiose e silenti della violenza di genere. A organizzarlo, domani 12 dicembre, alle 18, nel salone del Popolo del Comune di Udine, è il Movimento Donne Impresa di Confartigianato-Imprese Udine con l’intento di far conoscere meglio questo fenomeno sommerso e poco indagato e per offrire alle donne degli strumenti concreti a loro supporto. Tra questi uno sportello dedicato che vedrà la luce a breve, nella sede di Confartigianato Persone in via Ronchi 20, a Udine, grazie alla firma di un protocollo d’intesa tra il Movimento Donne Impresa di Udine e l’Associazione “IDI Iotunoivoi Donne Insieme” che sarà siglato al termine dell’evento informativo.
«La violenza economica si basa su atti di controllo nei confronti delle donne con l’obiettivo di limitare l’accesso all’indipendenza economica impedendone l’emancipazione, la crescita personale e culturale – spiega la presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine, Filomena Avolio -. Si tratta di una forma subdola e potente di sopraffazione che le porta a dipendere economicamente dagli altri».
Ai saluti dell’assessore alle Pari opportunità del Comune di Udine, Arianna Facchin, e della stessa Avolio, seguiranno gli interventi di Roberta Nunin, docente di Diritto del lavoro all’Università di Trieste e presidente della commissione Pari opportunità del Comune di Udine, e di Gianluca Loffredo, responsabile della filiale di Udine di PerMicro, per poi finire con le conclusioni affidate al presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti.
Durante la serata verrà presentato il progetto pilota di educazione finanziaria, empowerment e accompagnamento all’imprenditoria per donne vittime di violenza intitolato “Women to be free”. E come detto verrà siglato un protocollo d’intesa per l’apertura di uno sportello espressamente dedicato alla violenza economica. «Obiettivo dello sportello – spiega Filomena Avolio – è quello di accogliere e sostenere donne che subiscono o hanno subito ogni forma di violenza, avviando percorsi di orientamento al lavoro e incoraggiandole a realizzarsi libere dalla violenza, in un’autonomia economica e lavorativa e in percorsi di empowerment che le aiutino a rafforzare la loro posizione sia nel mondo del lavoro che nella vita privata».
«Io come presidente, con le mie collaboratrici e volontarie del Centro Antiviolenza di Udine siamo molto soddisfatte di questa nuova collaborazione propositiva – commenta dal canto suo la presidente dell’associazione I “IDI Iotunoivoi Donne Insieme”, Alice Boeri -: un segnale concreto che il territorio è attento, sensibile e soprattutto pronto a fare rete e agire per affrontare, gestire ed eliminare la violenza di genere. Il primo passo fondamentale per conseguire la libertà femminile è sicuramente l’ascolto e la prossima apertura dello sportello con Confartigianato va in questa direzione».

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In copertina, Filomena Avolio presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine.

Confartigianato, nel Castello di Udine premi all’innovazione di 8 imprenditrici

Questo pomeriggio, alle 18, nel salone del Parlamento in Castello a Udine, il Movimento Donne e Impresa di Confartigianato-Imprese Udine celebrerà i suoi 25 anni di attività con un evento dedicato alle imprenditrici friulane. Nell’occasione, la presidente del Movimento Donne Impresa, Filomena Avolio, e il presidente di Confartigianato Udine e Fvg, Graziano Tilatti, consegneranno 8 riconoscimenti ad altrettante imprenditrici che si sono distinte per capacità di innovazione e per il contributo dato a crescita e occupazione dalle donne. Donne che hanno reagito alla pandemia e che si sono messe in proprio, donne che hanno dovuto e saputo conciliare le esigenze della propria famiglia con il lavoro, donne che hanno portato in dote idee innovative generando aziende di successo.
Ospite della serata, moderata dalla giornalista del Messaggero Veneto, Elena Del Giudice, e organizzato con il sostegno della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, sarà Azzurra Rinaldi, economista femminista, docente di Economia politica all’Università Unitelma Sapienza di Roma e direttrice della School of Gender Economics, che affronterà temi quali l’empowerment femminile e il gender gap, la transizione verde e quella digitale. Il suo intervento seguirà il racconto delle storie delle 8 imprenditrici premiate, le più stimolanti – tra le 27 che si sono candidate – in termini di welfare, innovazione, digitalizzazione, resilienza, sostenibilità, longevità e conciliazione vita-lavoro.

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In copertina, la presidente del Movimento Donne Impresa Filomena Avolio.

Confartigianato, oggi a Udine un docufilm per dire no alla violenza economica contro le donne

Oggi, 12 aprile, farà tappa a Udine il percorso di Libere di… VIVERE, il progetto socioculturale sull’inclusione sociale e le pari opportunità realizzato da Global Thinking Foundation per diffondere il contrasto e la prevenzione alla violenza economica di genere, attraverso eventi itineranti sul territorio. Alle ore 18 al Cinema Visionario di Udine (Via Fabio Asquini, 33) ci sarà la proiezione gratuita del docufilm “Libere di… VIVERE” alla presenza di Claudia Segre, presidente e fondatrice di Global Thinking Foundation nonché ideatrice del docufilm. Un’importante iniziativa di sensibilizzazione realizzata in collaborazione con il Movimento Donne Impresa di Confartigianato-Imprese Udine, che rappresenta un’opportunità di riflessione e condivisione nell’ambito di un tema particolarmente cruciale per la comunità e il territorio: l’uguaglianza di genere e l’indipendenza economica. Seguirà dibattito dedicato all’importanza di sensibilizzare alla prevenzione e al contrasto della violenza economica.
Claudia Segre afferma: “In un intervento al Senato, l’allora presidente Mario Draghi dichiarò che una “vera parità di genere richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi”. La stessa parità di genere è un fattore di competitività e trova evidenti riscontri nei risultati aziendali, come comprovato da numerose ricerche partendo da quella di McKinsey. Gli indicatori a livello italiano mostrano ancora evidenti gap tra la partecipazione femminile e maschile al mercato del lavoro, il tasso di occupazione femminile è inferiore di 18 punti percentuali a quello maschile e permangono ostacoli di accesso alle posizioni apicali, per non dimenticare la mancata attuazione della Convenzione 190 della ILO per l’eliminazione della violenza sul posto di lavoro. Impegnarci con le donne e per le donne ad eliminare la barriera culturale che alimenta discriminazioni vuol dire liberare opportunità e talento, fondamentale per il progresso economico del Paese”.
Filomena Avolio, presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato-Imprese Udine, aggiunge: “La violenza economica, come tutte le forme di violenza, è devastante. Colpisce molte donne e vogliamo ricordare a tutte che non sono sole e che la violenza non è un destino inevitabile. Le donne hanno il potere di emanciparsi attraverso il lavoro. Apprendere un mestiere, trovare occupazione nell’artigianato utilizzando e accrescendo le proprie competenze e passioni può servire a creare una vita indipendente, lontana dalla violenza. Il Movimento Donne Impresa si batte per contrastare questo fenomeno e sostiene le donne nel loro empowerment, nella formazione e nell’attività lavorativa, imprenditoriale e dipendente, favorendone crescita e sviluppo e creando opportunità. Grazie alle botteghe scuola e ai percorsi formativi e professionalizzanti le donne possono imparare e sviluppare le proprie competenze in ambienti positivi e inclusivi, in cui sentirsi sicure e valorizzate, riacquisire fiducia nelle proprie capacità, acquisire autonomia. Siamo fermamente convinte che si può rompere il ciclo della violenza economica e che le donne possono creare una vita indipendente e soddisfacente per loro stesse e per le altre donne. Uscirne è possibile, nessuna si senta sola”.
“Libere di… VIVERE” è il primo docufilm che affronta il fenomeno esteso, sottile e ancora poco noto della violenza economica e trae origine (e titolo) dalla mostra-rassegna del fumetto e dell’arte disegnata itinerante, che in tre anni ha coinvolto più di 6.000 visitatori in 35 tappe, ed oltre 84.000 partecipanti digitali tra Italia e Francia. Tra interviste reali e storie cinematografiche, interpretate dalle attrici protagoniste Stefania Pascali e Giulia Cappelletti, il regista Antonio Silvestre porta avanti oltre un’ora di racconto coraggioso ed emotivamente coinvolgente, supportato dalla produzione di Mario Tani per MAC film, la sapiente fotografia di Nicola Saraval, dal montaggio ritmico di Daniele Tullio e dalle straordinarie musiche del Maestro Matteo Sartini. A fare da metafora alla narrazione, infine, c’è il tango, il ballo per eccellenza, rappresentato nelle coreografie di Laura Borromeo, con Tabata Caldironi e Julio Alvarez, e sulle note della Hyperion Ensemble.
Il docufilm è un’opera corale, alla quale hanno preso parte anche le professioniste che ogni giorno lavorano in Global Thinking Foundation, portando la testimonianza di chi vive queste tematiche nella propria quotidianità professionale e che vuole anche riassumere agli occhi del pubblico tre intensi anni dell’omonima mostra. La storia si snoda attorno alla vita di Stella, che dopo il matrimonio e la nascita della prima figlia, si vede costretta a lasciare il lavoro; col passare degli anni l’idillio familiare si trasforma in un inferno, con un marito che le fa pesare ogni giorno di essere l’unica fonte di sostentamento economico. Ma Stella saprà trovare la forza di cambiare quello che pare un destino già tracciato, lanciando un messaggio di speranza e rinascita. Alla sua storia si intrecciano quattro storie vere, storie di donne e violenza economica, psicologica, fisica, quattro storie che hanno – pur con esiti di diversa gravità – come comune denominatore e primo grilletto scatenante della spirale della violenza la sopraffazione economica.

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In copertina, Filomena Avolio, presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato-Imprese Udine.

 

In Fvg artigiana un’impresa femminile su quattro: Comune leader è Pasian di Prato

Al 31 dicembre 2022 erano 20.174 le imprese a gestione femminile in Friuli Venezia Giulia, il 23,1% deltotale, una quota che scende al 19,3% per le imprese artigiane e cresce invece al 24,9% per le non artigiane. Le prime contano a livello regionale su 5.261 aziende, di cui 2.518 (il 48%) attive in provincia di Udine. L’incidenza di imprese artigiane sul totale delle imprese femminili in regione è pari al 26%, la stessa percentuale si riscontra anche in provincia di Udine.
A dirlo è il report elaborato dall’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese alla vigilia dell’8 marzo che fotografa lo stato di salute delle imprese artigiane femminili, particolarmente florido in provincia di Udine e soprattutto in alcuni dei suoi Comuni. L’ufficio studi ha infatti stilato una classifica regionale dei comuni (con almeno 10 imprese femminili), 191 in tutti, partendo dalla presenza di realtà artigiane tra le imprese gestite da donne. A guidare la top ten è il comune di Pasian di Prato dove quasi un’impresa femminile su due (il 44,55%) è artigiana, seguono Torviscosa (43,48%) e Villesse (42,86%). Tra i Comuni capoluogo, la posizione migliore in classifica è invece di Udine (29,10% le imprese artigiane tra le femminili), che si piazza al 54° posto.
A commentare i dati è la presidente del Movimento donne impresa di Confartigianato Udine, Filomena Avolio, ricordando che quest’anno “l’anima femminile” dell’associazione taglia i 25 anni di attività, un anniversario che si prepara a celebrare con diversi eventi. Tra questi, la proiezione del docufilm “Libere di Vivere”, il 12 aprile al Visionario di Udine, un progetto della Global Thinking Foundation per diffondere la conoscenza della violenza economica di genere e le sue conseguenze devastanti, attraverso testimonianze reali di donne vittime di questi abusi, e il Convegno dedicato alle storie delle imprese femminili, con testimonianze delle dirette protagoniste negli ambiti di welfare, innovazione, sostenibilità e valore artigiano, che sarà ospitato il 19 maggio nel salone del Parlamento in Castello a Udine.
«Quella dell’8 marzo – commenta la presidente Avolio – è una ricorrenza importante, che ci ricorda sia le conquiste sociali, economiche e politiche sia le discriminazioni di cui le donne sono state e sono ancora vittime. Il Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine ha in programma per il 2023 una serie di eventi e iniziative, in occasione del 25° anniversario dalla sua fondazione, volti alla valorizzazione delle imprese a conduzione femminile, capaci di generare innovazione, occupazione e crescita». Obiettivo degli eventi in programma è quello di «approfondire i temi specifici del Movimento: empowerment femminile, sviluppo dell’imprenditorialità, conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, oltre a riportare l’attenzione sull’equilibrio di genere nel processo decisionale e politico» continua Avolio. «Vogliamo puntare i riflettori sulla capacità imprenditoriale delle donne – conclude la presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine – per valorizzare e far conoscere le eccellenze aziendali del territorio».

GRADUATORIA REGIONALE

1 PASIAN DI PRATO 44,55%
2 TORVISCOSA 43,48%
3 VILLESSE 42,86%
4 FORNI DI SOPRA 42,11%
5 MUZZANA DEL TURGNANO 38,71%
6 SAN LORENZO ISONTINO 38,46%
7 SAN PIETRO AL NATISONE 38,24%
8 CAMPOLONGO TAPOGLIANO 37,50%
9 BUJA 37,39%
10 CORDENONS 37,35%

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In copertina, la presidente del Movimento donne impresa di Confartigianato Udine, Filomena Avolio.

Artigianato Fvg, le donne pagano il prezzo più alto. «Un piano per ripartire»

Pronte a ripartire, ma con cautela e con tanti punti di domanda. E’ questo lo spirito che accompagna verso la riapertura di lunedì prossimo, 18 maggio, le 2.624 imprese artigiane guidate da donne in Friuli Venezia Giulia che a tutt’oggi sono sospese. Ancora una volta sono queste ultime ad aver pagato il prezzo più alto all’emergenza. Lo dicono i numeri dell’ultimo report elaborato dall’ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine a partire dai dati di Unioncamere-Infocamere. Un report che mette a fuoco l’impatto di genere del lockdown svelando come siano appunto le imprese femminili ad aver patito di più. Numeri alla mano.

La fase due, scattata lo scorso 4 maggio, non ha infatti interessato tutti e in particolare ha tagliato fuori gran parte delle imprese individuali guidate da donne. Sul totale delle imprese artigiane tornate in attività, quelle femminili rappresentano appena il 10,4%, 1.829 su 15.842, al contrario, balzano oltre il 71% se si considerano quelle sospese. Sul totale delle imprese individuali artigiane con titolare femmina il 58,9% è ancora fermo, 2.624 su 4.453, il quadruplo del dato complessivo (15,2%), dieci volte tanto la percentuale di sospensioni tra le imprese individuali con titolare maschio (6,1%). A livello territoriale paga il prezzo più alto l’ex provincia di Gorizia, dove sono sospese il 63,5% delle imprese individuali con una donna alla guida, seguita da quelle di Pordenone con il 59,9%, Udine con il 58,1% e infine Trieste con il 57,2%. «Ante Covid – commenta la presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine, Filomena Avolio – l’imprenditoria femminile cresceva, ora invece ci ritroviamo a fare i conti con una nuova battuta d’arresto e con le conseguenze che ne deriveranno. Se da un certo punto di vista, infatti, la ripartenza di lunedì non può che essere considerata una buona notizia per le imprese, dall’altro porterà in dote nuovi problemi a meno non la si accompagni con adeguati strumenti». Il rischio, infatti, è che a pagarne il prezzo siano proprio le donne, che la marcia sulla strada dei diritti si arresti e che il conto finale sia salatissimo, con aziende costrette ad abbassare le serrande.

Welfare. Il problema principe che si pone per molte realtà a guida femminile con la riapertura di lunedì è legato alla cura della famiglia: dai figli ai genitori anziani. Al riavvio praticamente completo delle attività economiche non corrisponderà infatti una riapertura delle scuole. Se a questo si aggiunge l’impossibilità di contare sulle reti di protezione familiare ecco che la ripartenza per le imprenditrici rischia di trasformarsi in un nuovo momento di difficoltà. «Per far fronte a queste situazioni – dichiara Avolio – non basteranno le misure di contenimento e vari bonus, spesso insostenibili se consideriamo che ci vorrà tempo per recuperare i livelli di reddito pre-Covid e che in ogni caso ci sono 2/3 mesi di perdita netta di fatturato. Abbiamo bisogno di un piano, di indicazioni chiare, di strumenti che non scarichino gli oneri solo sulle imprese”.

Previdenza. L’incidenza femminile delle domande per il bonus di 600 euro transitate dal patronato di Confartigianato Udine è del 20,7% tra i titolari, ma sale al 37,7% tra i collaboratori. «Per questi ultimi il calo di fatturato aziendale potrebbe mettere particolarmente a rischio la regolarità della contribuzione previdenziale e più in generale la possibilità di ottenere una retribuzione – sottolinea ancora Avolio – in altre parole questa fascia di lavoratrici autonome appare ancora più esposta ai contraccolpi negativi dell’emergenza Coronavirus. Ogni intervento sulla sostenibilità del peso contributivo a carico di tutte le artigiane, e in particolare di queste figure, risulterebbe dunque particolarmente positivo per la salvaguardia del relativo reddito e del percorso contributivo verso la pensione. Buona – continua la presidente del Movimento donne impresa – è l’idea di riconoscere contributi figurativi a fronte del lavoro di cura che spesso resta a carico del femminile».

Futuro. Particolarmente importante sarà stimolare l’avvio di nuove iniziative da parte delle donne, in nuovi settori e con nuovi modelli di business, specie se, come prevedibile, si restringeranno le possibilità di fare impresa in modo sostenibile nel terziario tradizionale (servizi alla persona, ristorazione-ospitalità). «Dovranno essere incoraggiate le iniziative nel terziario avanzato, oltre che in settori manifatturieri con prospettive di sviluppo – conclude Avolio – A questo proposito, speriamo che in Fvg possa prender corpo una misura ad hoc per sostenere, incentivare e far crescere le imprese femminili. Il tutto, non dimentichiamolo, con la massima attenzione che il momento impone sul fronte delle misure di sicurezza. Anche in questo senso chiediamo alle istituzioni che ci diano indicazioni chiare, che nulla sia lasciato al caso. Per l’artigianato, specie femminile, un’altra emergenza avrebbe effetti devastanti».

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In copertina, Filomena Avolio, presidente del Movimento Donne Impresa Confartigianato Udine.