“I fùrlans dal Frìul” che Dino Persello racconta oggi online con Treppo Grande

di Giuseppe Longo

«Un popolo non muore con il crollo delle case, e il Friuli è vivo, perché sono ancora vivi i valori che ne costituiscono… l’anima». Lo disse Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario per la ricostruzione di questa terra devastata dai terremoti del 1976. E, proprio con questo spirito, Dino Persello darà vita all’odierno incontro-spettacolo online (ovviamente, a causa della perdurante emergenza sanitaria) dal titolo “I fùrlans dal Frìul”, organizzato dal Comune di Treppo Grande in collaborazione con l’Arlef nell’ambito delle celebrazioni per la “Fieste de Patrie dal Friûl” che ricorreva sabato scorso, 3 aprile. L’evento si terrà proprio questa sera, alle ore 20.30, sulla piattaforma GoToMeeting, alla quale ci si può collegare dal proprio smartphone, tablet o Pc (sotto il link).
“I Fùrlans dal Frìul”, dunque. «Ovvero: esperienze, osservazioni, costumi, riflessioni, ironia, autoironia, ricerche… risate! Il Teatro – anticipa l’attore-regista di San Daniele, ma originario della vicina Dignano – è un fantasma in carne ed ossa, l’ultima barriera di una esperienza umana dove si incrocia il respiro degli attori a quello degli spettatori. Un monologo teatrale quando è interessante cattura l’attenzione del pubblico, diversamente diventa barboso. Se il monologo “funziona” si caratterizza soprattutto per la sconfinata libertà di raccontare, di rendere vivi e presenti i fantasmi dell’immaginazione. “…Il monologo teatrale è il regno dell’incontro, di quella seducente e non facilmente inimitabile intercettazione del senso, di quel senso che al di là dei significati che pure produce, aleggia per la scena, sul pubblico, e nel carisma dell’interprete, che assume su di sé il non comune compito di esprimere viva energia!”, diceva Pier Paolo Pasolini».
«Massima attenzione e rispetto – prosegue Persello – di fronte a questa elevata dimensione pasoliniana, ma non timore, nell’avventurarmi a scrivere questo “I Fùrlans dal Frìul”. Una serie di osservazioni sul nostro popolo, con i suoi difetti e le sue qualità, alla pari degli altri popoli di questo mondo. Da ultrasettantenne che ha visto abbastanza acqua passare sotto i ponti del Friuli sono andato a sfruculiare colori e sfumature, interpretando le radiografie di questa nostra gente. Non mi sono avventurato in ecografie, tac o risonanze magnetiche, non ne sarei stato all’altezza nel… “leggerle”. Non per questo l’analisi sarà superficiale (non amo per niente il pressapochismo), ma l’obiettivo è stato quello di bramare nello stesso tempo, di poter continuare a vivere la nostra vita di friulani possibilmente con dignitoso profilo, e perché no, anche con leale e genuina… ironia!”. Proprio perché, appunto come disse l’indimenticabile Zamberletti, il Friuli è vivo «perché sono ancora vivi i valori che ne costituiscono… l’anima».

di Dino Persello

Eco ca il popul Furlàn: ancjemô uè, no sin ne piês ne miôr dai tanç atris popui di chistu mont.
Nô Furlàns , i sin nô cu la nestra storia, cu la nestra cultura , la nestra lenga, i nestris difiets e les nestres cualitats!
Sôl che sciaguratamenti ancjemô massa spess, a samea chi si vergognini di chel chi sin, fin al punto di sintisi inferiôrs, debui e puers devant dal mont e a les atres cultures.
Chistu a me modest parê, parceche ancjemò no si conoscìn avonda: i savìn cuasi dùt riguart al mont, ma pôc o nuja da la nestra storia e da la nestra cjera.
E cussì cuant chi si confrontìn cun chei atris, i vin simpri puntos di riferiment, ca no son i nestris, e ca no fevelin mai di nò!
A lè cussì che par chei atris massa dispèss i deventìn i: “Fùrlans dal Frìul!?!”.
Il grant e periculosisim riscjo a lè chel che se i no cambìn di corsa diresiòn, la nestra cultura, la butin una volta par dutes tal fossâl, pierdint tal stess timp, ancja la nestra personâl identitât ca appartèn a duta l’umanitât, parceche ancja no, tant che duç i popui da la cjera, i sin part impuartant da la storia dal omp!
Pobèn a e ora di finila cul nestri orgoglio smisurât, cu la nestra stravagant agressivitât, e il nestri sei massa spess incomprensibilmenti…permalôs.
Ma ancja silensiôs, modesc, dignitos, in positîv chista volta.
No i sin chei dal’understaitment – low profile, profîl bass…una vora spess ancja massa!
No, no sin mai stâs boins di sglonfâ la nestra “bufula”, dulâ che a diferensa di atres bufules plenes di fun, la nestra a contèn ta la magjoransa dai câs, un arost squisît e profumât!
I ai scrìt chistu lavôr “Il Frìul dai Fùrlans”, cul gust di provâ a fa i ragios, no una tac o una risonança magnetica (no mi soi sintût al’alteça, al moment di interpretales) a chistu nestri popul, analizant i sie colors e les sfumadures, cirint tal stess timp di no cjapassi massa sul serio (e chi a nol sarà par nuja facil!), e fa in môt di podè continuà a vivi la nestra vita cul just profil e parcè no ancja cun tuna inteligjent…ironia!

Ci si può collegare dal proprio smartphone, tablet o Pc utilizzando il seguente link: https://global.gotomeeting.com/join/414215509

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In copertina e qui sopra Dino Persello durante uno spettacolo dedicato, come oggi, all’identità friulana.

 

Dj Tubet in linea col Piemonte. E poi venerdì con i giovani di Pozzuolo

di Mariarosa Rigotti

Nuovo viaggio virtuale, questa sera, per il Dj Tubet. Infatti, l’artista di Nimis a pochi giorni dalla “trasferta” in Argentina, “volerà” in Piemonte. Mentre, a fine settimana, esattamente venerdì prossimo, parteciperà, online, a un evento in Friuli, esattamente a Pozzuolo.
Ma procediamo con ordine. Come si ricorderà, il 3 aprile, in occasione della Festa del Friuli, Mauro Tubetti aveva partecipato a un evento organizzato dalla Società friulana di Buenos Aires, dal titolo “Discorint par furlan”. Mentre, quest’oggi, dalle 21, l’appuntamento è con una proposta firmata da un sodalizio piemontese. Il rapper nimense, infatti, sarà ospite dell’associazione “Gilberto Oneto” di Belgirate, località sul lago Maggiore. Titolo dell’incontro “ll Canto della Terra”, le musiche dei territori dalla tradizione all’innovazione. Si tratta di un appuntamento che si colloca nell’ambito del ciclo “Le serate del drago”.
Dunque, questa sera, Sardegna, Friuli, Piemonte e Lombardia discuteranno di musica dei territori. Infatti, anticipano dal sodalizio piemontese, «parleremo di musica e di identità, e lo faremo con Rinaldo Doro, dal Piemonte, ricercatore e polistrumentista nonché direttore del Centro Etnologico Canavesano, con il musicista Gianluca Dessì, dalla Sardegna, con il rapper e produttore musicale Dj Tubet, dal Friuli, e con Maurizio Feregalli, dalla Lombardia, fondatore e frontman degli F.B.A. Ferebandaperta». A condurre ci sarà Giovanni Polli. Sono annunciati, poi, altri ospiti che interverranno durante la conferenza. Per partecipare in diretta streaming basta andare dalla pagina Facebook dell’associazione: https://www.facebook.com/www.associazionegilbertooneto.org
Mentre, venendo a venerdì, alle 20.30, ci sarà una proposta legata alle celebrazioni per la “Fieste de patrie dal Friûl”. Organizzata con la collaborazione del Progetto giovani di Pozzuolo, vuole essere una serata «par celebrà la lenghe, la storie e la culture furlanis». Nell’occasione, Dj Tubet proporrà un laboratorio musicale interattivo. L’appuntamento è rivolto a tutta la cittadinanza, ma è pensato soprattutto per i giovani e pure per i bambini che desiderano sperimentare e imparare attraverso la musica. Facile la modalità di partecipazione: tramite il link di Google Meet, per tutti i bambini dell’Istituto comprensivo di Pozzuolo https://meet.google.com/trh-hjmz-qrt. Diretta Facebook sulla pagina Pg Pozzuolo o su Comune di Pozzuolo del Friuli. Come sottolinea lo stesso artista di Nimis, anticipando la serata, si tratterà di un live in diretta web dove si potrà interagire commentando e dando spunti per le improvvisazioni rap freestyle.
Nuove proposte, dunque, da non farsi scappare per tutti i fan di Tubet e per coloro che vogliono approfondire la cultura di questa terra.

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In copertina, il Dj Mauro Tubetti, in arte “Tubet”, rapper di Nimis.

 

La “Fiêste de Patrie” ridotta a Udine. Poi a Friuli Doc tutte le celebrazioni ufficiali

Quest’anno la “Fiêste de Patrie dal Friûl”, giunta alla sua 44a edizione, si sarebbe dovuta tenere a Udine con numerose iniziative culturali. Ma l’emergenza pandemica, per il secondo anno consecutivo, ha imposto un rinvio delle iniziative in programma a settembre, in occasione di Friuli Doc. Il Comune di Udine e l’Arlef hanno tuttavia convenuto sull’importanza di organizzare un incontro breve, ma simbolico, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin; dell’assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli, di Markus Maurmair, presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana; oltre che del sindaco di Udine, Pietro Fontanini; e del presidente dell’Agenzia Regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino.

Eros Cisilino, presidente Arlef.


Le autorità si sono incontrate prima sul piazzale del Castello di Udine, dove hanno assistito all’alzabandiera sulla specola, poi si sono spostate al salone del Parlamento, «uno dei primi d’Europa, quello del Friuli, anche se questi aspetti della storia locale restanto sconosciuti a troppi friulani, non venendo insegnati a scuola – ha detto Cisilino -. Ciò su cui vorrei porre l’accento è il grande senso di identità del popolo friulano. Un sentimento che quest’anno abbiamo cercato di raccontare con un video che ha già superato un milione e 200 mila visualizzazioni. Voglio però ricordare il valore fondamentale della trasmissione intergenerazionale, perché “dipende da noi”, come abbiamo detto in una campagna di qualche tempo fa. Oltre alle istituzioni sta a noi, singoli friulani, impegnarci, ogni giorno, a far crescere e vivere la nostra lingua. Per fare questo, dobbiamo insegnarla ai nostri figli. Sono i bambini e i ragazzi il nostro futuro. È a loro che dobbiamo guardare».

La bandiera del Friuli.


Quella di ieri è stata «una cerimonia molto contenuta», come sottolineato da Fontanini. Il sindaco ha ricordato l’importanza di celebrare la giornata del 3 aprile, che nel 1077 decretò la nascita dello Stato Patriarcale friulano, l’istituzione che riunì fino al 1420 il Friuli e molti altri territori in un unico organismo statuale, che per l’epoca raggiunse forme di organizzazione civile molto avanzate. «Per noi friulani questa data è significativa – ha precisato -. Rappresenta l’inizio di una storia e l’identità di un popolo, che ha mantenuto, per tanti secoli, i tratti distintivi della sua identità che sono in primis la lingua friulana – che è ancora, parlata, tutelata, insegnata e, io dico, anche amata – e poi la storia».
Un sentimento identitario che supera anche i confini del Friuli e che si ritrova anche nei Comuni, come Sappada, che hanno chiesto di entrare a far parte della Regione Fvg, come ricordato da Maurmair. Il presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana ha fatto sapere che «con Arlef stiamo lavorando affinché tutte le risorse che la Regione mette a disposizione della nostra Comunità vengano utilizzate per far crescere sempre più la coesione economica e sociale dei friulani».
Anche Zanin ha ricordato che «questa lingua va tutelata, essa ci unisce dentro il Friuli, ma anche in giro per il mondo perché è veicolo di identità, di valori e di sentirsi una cosa sola. Non c’è Friuli senza friulano». Ricordando la complessa fase che stiamo attraversando, l’assessore Zilli ha poi concluso invitando tutta la popolazione «a superare assieme questo difficile momento sotto questa bandiera che è fatta di solidarietà, lavoro e impegno. Ed è con questo spirito che dobbiamo dare insegnamento ai nostri ragazzi continuando a parlare friulano e, come istituzioni pubbliche, sostenendone la sua divulgazione e la sua conoscenza, a partire dalle scuole».

Le autorità intervenute in Castello.

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In copertina, un momento della semplice cerimonia presenti Zanin, Zilli e Fontanini.

“Fieste de Patrie”, un video dell’Arlef dedicato al senso d’identità dei friulani

«In ogni parte del mondo, la nostra aquila ci tiene sempre uniti». È questa la frase di chiusura scelta per il nuovo video con cui l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane ha deciso di celebrare la odierna ricorrenza del 3 aprile, la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Un filmato che, in meno di due minuti, accompagna gli spettatori in un vero e proprio giro del mondo: Udine, New York, Parigi, Los Angeles e poi di nuovo il Friuli, con le sue meravigliose montagne (https://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il filhttps://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il filo rosso che conduce da un luogo all’altro del globo è Lei, la bandiera del Friuli: uno dei simboli inconfondibili di questa terra, oltre che la settima più antica d’Europa.

Eros Cisilino, presidente di Arlef.


Il video, per la regia di Giorgio Milocco (Quasar), ci fa vedere scorci di vita quotidiana soprattutto dei giovani friulani che si trovano a vivere lontani dalla terra d’origine, alla quale restano però uniti da un legame potente e indissolubile. «Un video breve e intenso – ha spiegato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – che riesce a narrare bene l’importanza delle radici, della storia e delle relazioni famigliari. Anche se lontani fisicamente, i suoi protagonisti sono vicini al Friuli, e questo legame è metaforicamente rappresentato proprio dalla bandiera della Patrie», la celebre aquila dorata su campo azzurro.
L’origine della bandiera risale ai tempi dello Stato patriarcale, che governò il Friuli dal 1077 al 1420 e istituì uno dei primi Parlamenti d’Europa (e la Fieste si riferisce proprio all’istituzione di quello Stato, il 3 aprile 1077). L’esemplare più celebre e antico del vessillo (XIV secolo) si può ammirare ancora oggi al Museo del Duomo di Udine. La bandiera friulana è stata ufficialmente riconosciuta con la legge regionale 27 del 2001.
La manifestazione principale della Fieste, inizialmente programmata per l’11 aprile nel capoluogo friulano, sarà invece rimandata. Una decisione sofferta ma inevitabile, quella presa di concerto fra l’Arlef e il Comune di Udine. L’appuntamento è per settembre, in occasione di Friuli Doc. «Anche quest’anno festeggeremo la Fieste de Patrie dal Friûl in modalità “virtuale” – ha concluso Eros Cisilino -. L’impennata nella curva dei contagi ci ha imposto, per il secondo anno consecutivo, di cambiare i nostri piani. Abbiamo però deciso di fare un regalo a tutti i friulani, con questo video. Inoltre, nelle scorse settimane, è stata effettuata la distribuzione della bandiera a tutti i Comuni friulani che ne hanno fatto richiesta. Le Amministrazioni potranno così spiegare le bandiere il prossimo 3 aprile, colorando di azzurro e giallo i luoghi simbolo del Friûl. Un invito che naturalmente Arlef rivolge anche a tutti i friulani».

E ora in lingua friulana:

«In ogni bande dal mont, la nestre acuile nus ten simpri dongje». E je cheste la frase che e siere il gnûf video che la Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane – ARLeF e à decidût di doprâ par celebrâ il 3 di Avrîl, Fieste de Patrie dal Friûl. Un filmât che, in mancul di doi minûts, al compagne i spetatôrs intun zîr dal mont fra Udin, New York, Parîs, Los Angeles e po dopo di gnûf in Friûl, cu lis sôs monts maraveosis (https://www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0). Il fîl ros che al mene di un puest a chel altri in chest viaç al è la bandiere dal Friûl: un dai simbui inconfondibii di cheste tiere, che e je ancje la setime plui antighe in Europe.
Il video, cu la regjie di Giorgio Milocco (Quasar), nus mostre tocs de vite di ogni dì soredut di zovins furlans che si cjatin a vivi lontan de lôr tiere di divignince, ma che dut câs a restin simpri leâts a jê in maniere fuarte e insolubile. «Un video curt e penç – al à marcât il president de ARLeF, Eros Cisilino – che al rive a contâ ben la impuartance des lidrîs, de storie e des relazions familiârs. Ancje se lontans cul cuarp, i protagoniscj a son dongje cul cûr al Friûl, e chest leam al è rapresentât in maniere metaforiche propit de bandiere de Patrie», la innomenade acuile di aur in cjamp celest.
Lis origjins de bandiere a rimontin ai timps dal Stât patriarcjâl, che al guviernà il Friûl dal 1077 al 1420 e che al istituì un dai prins parlaments in Europe (e la Fieste si riferìs propit ae istituzion di chel Stât, ai 3 di Avrîl dal 1077). L’esemplâr plui cognossût e antîc dal standart (secul XIV) si pues amirâ inmò vuê intal museu dal Domo di Udin. La bandiere furlane e je stade ricognossude in maniere uficiâl cu la leç regjonâl 27 dal 2001.
La manifestazion principâl de Fieste, programade intun prin moment ai 11 di Avrîl a Udin, e je rimandade. Une decision grivie ma che no si podeve evitâ, cjapade in cunvigne fra la ARLeF e il Comun di Udin. L’apontament al è par Setembar, in ocasion di Friuli Doc. «Ancje chest an o fasarìn la Fieste de Patrie dal Friûl in modalitât “virtuâl” – al à sierât Eros Cisilino -. La fuarte incressite de curve des infezions nus oblee, pal secont an di file, a cambiâ i nestris plans. O vin dut câs decidût di fâ un regâl a ducj i furlans, cun chest video. Cun di plui, intes setemanis passadis, o vin distribuît la bandiere a ducj i Comuns furlans che le vedin domandade. Lis aministrazions a podaran cussì meti fûr lis bandieris ai 3 di Avrîl cu ven, piturant di celest e zâl i lûcs simbul dal Friûl. Un invît che, clâr, la ARLeF e indrece ancje a ducj i furlans».

Il video è su: https//www.youtube.com/watch?v=H_-xi1UPcm0

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In copertina, la bandiera del Friuli oggi sventola per la festa del 3 aprile.

“Fieste de Patrie dal Friûl”: bando Arlef per i Comuni, domande entro l’8 marzo

L’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane – Arlef sosterrà, per una somma totale di 25 mila euro, gli enti locali che vogliano realizzare eventi collaterali alla celebrazione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Giunta alla sua 44a edizione, la “Fieste” ricorre il 3 aprile e ricorda la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano nel 1077. Quest’anno l’evento principale si svolgerà l’11 aprile e vedrà quale sede principale Udine. Potranno accedere ai fondi gli enti aventi la propria sede legale nei territori delle ex Province di Gorizia, Pordenone e Udine, ma – per la prima volta – anche i Comuni “friulani” del Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto) in forza di un accordo sottoscritto tra Regione Friuli-Venezia Giulia e Regione Veneto lo scorso 17 settembre.
Come previsto dal bando, disponibile su www.arlef.it, sezione “Bandi, gare e avvisi 2021”, saranno finanziate le attività tese a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. In particolare: eventi di qualità, da realizzarsi online, che rendano partecipi soprattutto le generazioni più giovani e volti a far conoscere e/o approfondire la lingua, la storia e la cultura friulane; così come stampa e diffusione di pubblicazioni che abbiano il medesimo obiettivo; infine realizzazione e posa in opera di lastre, targhe o insegne turistiche allo scopo di commemorare personalità che hanno contribuito in modo determinante alla conservazione e allo sviluppo dell’identità friulana.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire, entro il termine perentorio dell’8 marzo prossimo, esclusivamente mediante invio via Pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it. Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432.555910 o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

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In copertina e qui sopra la bandiera del Friuli che sventola sulla specola del Castello di Udine.

(Foto Petrussi)