“Fantats, Infants e Zovinutis”: a Tarcento oggi convegno del Teatri Stabil Furlan che sarà dedicato alle nuove generazioni

In occasione della 47ma “Fieste de Patrie dal Friûl”, ospitata quest’anno dal Comune di Tarcento, il Teatri Stabil Furlan, forte del successo del convegno organizzato lo scorso anno e del quale saranno presentati gli atti, ha organizza per oggi, 3 aprile, nella sala Diamante di palazzo Frangipane, un nuovo incontro intitolato “Fantats, Infants e Zovinutis – Teatri pes gnovis gjenerazions e lenghis minorizadis”, in collaborazione con l’Agenzia regionale per la lingua friulana e Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”. «Fra i molti compiti che una struttura come il Tsf si deve assumere rientra senz’altro quello di monitorare i vari settori che innervano il “fare teatro”, e che artisticamente sono in continua comunicazione fra loro e in continua trasformazione, e che compongono l’insieme dell’identità teatrale e artistica di una cultura e di una lingua, al fine di scoprire e se possibile attivare strategie utili a sostenere il friulano fra le nuove generazioni anche attraverso lo strumento del teatro», ha sottolineato Massimo Somaglino, direttore artistico di Tsf.

Massimo Somaglino


Questo nuovo confronto fra addetti ai lavori ha l’obiettivo di analizzare lo stato dell’arte del teatro per l’infanzia in friulano e nelle altre lingue minorizzate, ma anche individuare strategie comuni per lavorare con i più piccoli nel prossimo futuro, partendo dall’analisi di tre macroaree: Inventare, Produrre e Distribuire. Quella in programma, dalle 15 alle 18, sarà dunque una tavola rotonda ricca di interventi dalla quale senza dubbio emergeranno spunti interessanti e confronti proficui. Si comincerà con i saluti del presidente di Tsf, Lorenzo Zanon, del sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, e del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino. Quindi prenderà il via la tavola rotonda condotta da Michele Polo, coordinatore dell’evento e attore che facendo riferimento al tema trattato ha ricordato: «Lavorare con i bambini e il friulano oggi significa continuare un lavoro iniziato circa mille anni fa». A portare il loro contributo ci saranno Massimo Somaglino, direttore artistico di Tsf; Alberto Bevilacqua, direttore dell’Ente Regionale Teatrale Fvg; Elisa Braun, project manager del progetto europeo Phōnē ; Silvia Colle, curatrice e formatrice progetti per l’infanzia ed il teatro; Serena Fogolini, di Docuscuele della Societât Filologjiche Furlane; Anna Gubiani, dramaturg, associazione Matearium; Rita Maffei e Francesca Puppo, del Css Teatro Stabile d’innovazione Fvg – Contatto Tig; Danijel Malalan, direttore del Teatro Stabile Sloveno-Slovensko Stalno Gledališče; Claudio Mariotti, della compagnia Teatroalquadrato; Giorgio Parisi della Compagnia Teatro della Sete; Mario Mirasola, responsabile dei programmi italiani e friulani per la sede Rai Fvg, e Arianna Zani programmista regista della sede Rai Fvg.

TEATRI STABIL FURLAN – Fondato nel 2019 su iniziativa del Comune di Udine, il Teatri Stabil Furlan è un’Associazione Culturale, riconosciuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che ha come soci fondatori il Comune di Udine, l’Arlef – Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, la Società Filologica Friulana, la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il Css Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, la Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, e come scopo statutario l’attività di produzione e circuitazione di spettacoli teatrali professionali che valorizzino la lingua e la cultura friulane utilizzando la lingua friulana o altre minoranze linguistiche e che abbiano caratteristiche di professionalità in tutte le loro componenti artistiche, tecniche ed organizzative.

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In copertina e all’interno immagini di uno spettacolo del Tsf. (Foto Glauco Comoretto)

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L’Aquila in mosaico di Peressini

Per la ricorrenza del 3 aprile, che celebra la nascita della Patria del Friuli nel 1077, l’artista Nello Peressini, socio del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco, ha realizzato in mosaico un’originale immagine della bandiera con l’aquila patriarcale.

“Patrie dal Friûl”, due eventi per la festa a Casarsa: un concerto folk in teatro e un’antica leggenda locale per i ragazzi

Oggi 3 aprile ricorre la “Fieste de Patrie dal Friûl” (in ricordo della stessa data del 1077 in cui fu costituito lo Stato del Patriarcato del Friuli): una data simbolo dell’identità friulana che sarà celebrata anche a Casarsa della Delizia, cittadina in cui si usa ancora la lingua friulana e la cui parlata è stata alla base di varie opere di Pier Paolo Pasolini. Il Comune, attraverso l’assessorato alla cultura e con il contributo dell’Arlef, propone un concerto aperto alla cittadinanza e una rappresentazione teatrale dedicata alle scuole.
«Un’occasione – afferma il sindaco Claudio Colussi, che ha anche il referato alla cultura – per celebrare le nostre radici friulane e l’identità linguistica del nostro territorio, sia con la musica folk che con un’antica leggenda casarsese, quella delle fate Agane. Abbiamo scelto due proposte di cultura popolare che possano essere accessibili a tutti, anche a chi non è friulano di origine, ma ha interesse a conoscere maggiormente le specificità di questa lingua e cultura, sia per i grandi che per i più piccoli».
Pertanto, sabato 6 aprile, alle 20.45 nel Teatro Pier Paolo Pasolini il programma inizierà con il concerto “Barlums – Canti d’inchiostro”, con l’esecuzione per la prima volta dei brani del nuovo album del complesso folk Braul: ingresso libero. L’album contiene nove brani originali ispirati alle opere di scrittori non necessariamente friulani, ma che narrano storie e vicende che hanno come teatro il Friuli o personaggi friulani, sia in terra friulana che altrove. Brani che per le linee melodiche si ispirano alla tradizione più antica del Friuli e che danno voce ad alcune delle tante storie che hanno contribuito a definire la nostra ricca identità culturale. Fondato nel 1993, il complesso musicale dei “Braul” è riconosciuto da tempo come il principale gruppo folk del Friuli Occidentale e sicuramente tra i più innovativi in regione. Claudio Mazzer, leader del gruppo, è stato recentemente insignito a Roma, in Campidoglio, del Premio nazionale “Salva la tua lingua locale 2023”, indetto dall’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia.
Lunedì 15 aprile, in orario scolastico, gli alunni delle scuole primarie di Casarsa e San Giovanni assisteranno, invece, alla rappresentazione scenica per ragazzi “Li fadis da li miriscis e altri contis”, a cura dell’Associazione Culturale Molino Rosenkranz con Roberto Pagura, Paolo Forte e Massimiliano Gosparini. Si tratta di un’antica leggenda casarsese, ambientatata nelle roggia detta delle “miris’cis” e recuperata nel secondo Dopoguerra dal maestro sangiovannese Riccardo Castellani assieme ad altre “contis” ovvero racconti popolari. Il volume è stato stampato poi nel 2008 dal Comune di Casarsa della Delizia e dalla Società Filologica Friulana. La lettura scenica, ideata per l’occasione e condotta da Roberto Pagura si avvale dell’accompagnamento musicale di Paolo Forte e del prezioso contributo pittorico di Serena Giacchetta, che creerà una suggestiva illustrazione estemporanea proiettata su grande schermo. Insegnante, filologo, scrittore, traduttore e poeta, il compianto maestro Castellani è stato anche autore de “Il Friulano Occidentale”, primo tentativo di analisi organica del friulano concordiese.

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In copertina, la bandiera del Friuli storico con l’aquila patriarcale.

Dino Persello sul palco col “Trio nus vuardi” (Meni Ucèl, Lelo e Il Pup) domani sera per la Patrie dal Friûl a Tarcento

«Dio nus vuardi dai Predis ca si ocupin di afârs… lu fasin cun dute la lôr… fede!». Parola di Riedo Puppo, uno del “Trio nus vuardi”, il lavoro teatral-musicale che verrà presentato domani – “Fieste de Patrie dal Friûl”- alle ore 20.30 al Teatro Margherita di Tarcento. Appuntamento voluto dall’amministrazione comunale nell’ambito delle celebrazioni della ricorrenza del 3 aprile, che vede quest’anno proprio nella “Perla del Friuli” la Comunità di riferimento.

Aurelio Cantoni, Otmar Muzzolini e Riedo Puppo.

Alcuni mesi fa era stata la Pro Billerio ad incaricare lo scrittore, attore e regista teatrale Dino Persello per la costruzione di questa importante rappresentazione e la “prima” si era tenuta proprio nello stesso paese in quella storica sala teatrale della Pro Loco, dove sessant’anni prima si erano esibiti i tre protagonisti del “Trio nus vuardi”. E cioè Otmar Muzzolini (“Meni Ucèl”) di Magnano in Riviera, Aurelio Cantoni (“Lelo”) di Udine e Riedo Puppo (“Il Pup”) di Martignacco, per Persello appunto “Il Trio nus vuardi” del nostro ‘900 letterario. Tre artisti all’avanguardia che con le loro innumerevoli opere trasmettono ancora oggi messaggi di pregiata attualità e, che secondo lo stesso autore sandanielese, è un dovere non dimenticare.
«Profondo osservatore “Lelo” – sottolinea Dino Persello -, che ha “radiografato” il Friuli e i Friulani con grande sensibilità e insuperabili sfumature… “I sin in Friûl a vivi, dulâ che lis cretis e scoltin le vôs de marine clare e lontane…”. Stile elengantissimo e acuto per “Riedo”, che ha scritto tanto in merito a usanze e costumi della nostra terra. Enorme e grandiosa satira, ironia, autoironia e saggezza per “Meni”».
La rappresentazione accompagnata dai violini e dalle fisarmoniche de “I Petris” si annuncia originale, con notevoli riflessioni e sorprese, che ci arriveranno anche dalla viva voce degli stessi protagonisti – Otmar Muzzolini (1908-1987), Aurelio Cantoni (1922-2009), Riedo Puppo (1920-2002) -, grazie alle registrazioni audio conservate nel prezioso archivio della Pro Billerio, associazione che ha da sempre riservato al settore culturale una ragguardevole attenzione. «A proposito del fatto che “Lelo” e “Riedo” venivano frequentemente premiati e citati sui media a differenza di “Meni”, quest’ultimo – racconta infine Dino Persello -, a fronte delle rimostranze della bella ed elegante moglie, così si giustificava: “Licia, par plasè, no sta rabiati, jo i fâs e chei doi la, si dan da fâ!”. Erano e lo saranno, per sempre, grandi amici!», conclude il regista e autore dello spettacolo che invita tutti appunto domani sera, alle 20.30, a Tarcento, la cittadina scelta, quest’anno, come palcoscenico della “Fieste de Patrie dal Friûl.

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In copertina, Dino Persello regista e autore dello spettacolo di domani sera a Tarcento.

Anche l’Aclif interverrà a Tarcento per la “Patrie dal Friûl”: l’invito a esporre il 3 aprile la bandiera con l’aquila patriarcale

Anche l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana invita a esporre la bandiera della Patria del Friuli in occasione del 3 aprile, giornata in cui ricorre la Fieste de Patrie dal Friûl. Non solo: quest’anno l’Aclif sarà anche tra i protagonisti dell’evento ufficiale per la Fieste organizzato dall’Arlef a Tarcento il 7 aprile assieme all’amministrazione comunale. L’Assemblea avrà un suo punto informativo in cui racconterà i suoi progetti e obiettivi.

Daniele Sergon


«Siamo una realtà – spiega il presidente dell’Aclif, Daniele Sergon, sindaco del Comune di Capriva del Friuli – che racchiude 145 Comuni del Friuli Venezia Giulia e del vicino Veneto, nell’area del Friuli storico, dove è consuetudine parlare friulano. Da questa prospettiva interregionale invitiamo amministrazioni comunali e cittadini a esporre la bandiera con l’aquila patriarcale: un modo per ricordare il giorno del 3 aprile che nel 1077 vide la costituzione dello Stato del Patriarcato del Friuli e per omaggiare l’identità friulana che da allora è ancora viva nei nostri territori. Ma attenzione, non diamola mai per scontata: le lingue, per continuare a vivere, vanno coltivate. Da qui l’impegno dell’Aclif tutti i giorni dell’anno per promuovere e valorizzare l’utilizzo della lingua friulana non solo in ambito familiare ma anche istituzionale. Confidiamo presto di poter andare a Roma per incontrare, rappresentando 145 Comuni friulanofoni, il Governo ed esporre le nostre proposte riguardanti la presenza in Rai di programmi in lingua friulana: programmazione che va aumentata non solo per quanto riguarda l’intrattenimento e l’approfondimento ma anche l’informazione. Le emittenti private lo fanno già da tempo; ma ora il momento è maturo per un tg in friulano anche sulla rete istituzionale».

Riecco la “Fieste de Patrie dal Friûl”: bando dell’Arlef a favore dei Comuni

Si avvicina la 47ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl” e, come previsto dalla legge regionale 6 del 2015, l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane ha pubblicato un bando volto a sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali per celebrare la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano, il 3 aprile 1077. Per l’anno 2024 l’Agenzia, in base a quanto deliberato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ha messo a disposizione 57.500 euro.
Potranno accedere ai fondi i Comuni aventi la propria sede legale nei territori delle ex province di Gorizia, Pordenone e Udine, oltre ai sette Comuni “friulani” della Regione Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto).
Come stabilito dal bando – disponibile sul sito istituzionale dell’Agenzia www.arlef.it – saranno finanziate le attività tese a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. In particolare: eventi volti a far conoscere e/o approfondire le lingue, la storia e la cultura del Friuli; ma anche la stampa e diffusione di pubblicazioni che abbiano il medesimo obiettivo; infine, l’allestimento di spettacoli teatrali o musicali in lingua friulana. Saranno escluse le domande il cui contributo richiesto sia di importo inferiore a 500 euro, oltre che le domande la cui spesa ritenuta ammissibile sia di importo inferiore a 555,56 euro.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire entro il termine perentorio del 12 febbraio prossimo, esclusivamente mediante invio via pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it. Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432 555910, o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

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In copertina, la bandiera del Friuli storico in piazza Libertà a Udine.

A Capriva la nuova Bandiera del Friuli che ricorda quella storica del Patriarca Bertrando: la conserverà per un anno

È stata davvero una grande festa – con un’alta partecipazione di pubblico e autorità – quella andata in scena stamane, a Capriva del Friuli, in occasione “Fieste de Patrie dal Friûl”. Le celebrazioni della 46ma edizione hanno visto protagonista la nuova Bandiera del Friuli: l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” e l’Agenzia regionale per la lingua friulana hanno infatti incaricato l’artista marchigiano Francesco Pellegrini di realizzare una fedele riproduzione dello storico vessillo del Patriarca Bertrando. La copia è stata presentata ufficialmente durante la cerimonia civile. A partire da questa edizione, sarà questo il “testimone” che i sindaci ospitanti la Fieste si scambieranno di anno in anno.

La manifestazione – organizzata dal Comune del Friuli orientale con il sostegno della Regione Fvg e dell’Arlef, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” – ha preso avvio con l’esposizione della Bandiera del Friuli, accompagnata dalla banda “Città di Cormons”. La Santa Messa in friulano, con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco, è stata accompagnata dai canti del “Polifonico Caprivese” e, all’uscita, dalle campane suonate a festa dagli “Scampanotadôrs del Goriziano”. Le celebrazioni si sono quindi spostate al Centro civico caprivese, per la cerimonia civile, che è stata preceduta dalle danze dei gruppi folcloristici “Michele Grion” e “Primavera” e dall’arrivo di una delegazione di cicloturisti della Fiab regionale, simbolicamente partita in mattinata da Aquileia. La cerimonia civile si è snodata secondo il tradizionale programma della Fieste: la lettura della bolla imperiale, quest’anno a cura del gruppo storico “Città di Palmanova”, lo scambio della bandiera tra Giuseppina Gerometta, consigliere del Comune di Vito d’Asio che aveva ospitato la Festa nel 2022, e il sindaco di Capriva Daniele Sergon, oltre che dai saluti delle autorità. La giornata è stata simbolicamente arricchita dall’intervento di Francesco Pellegrini che ha spiegato al pubblico lo studio e il lavoro che ne è seguito per realizzare la riproduzione del vessillo del Beato Bertrando, una tra le bandiere più antiche d’Europa, custodita al Museo del Duomo di Udine. Nel corso della cerimonia, inoltre, è stato consegnato un riconoscimento a Lucia Follador, direttrice del coro giovanile “VocinVolo – Ritmea” di Udine, interprete, assieme al pianista Alessio Domini, dell’Inno ufficiale del Friuli nel nuovo video diffuso sul web in occasione del 3 aprile scorso e girato a Villa Gallici Deciani.
Molti i sindaci e i rappresentanti dei Comuni friulanofoni che hanno partecipato alla giornata di festa. Insieme al padrone di casa, il sindaco Sergon, a portare il saluto nel corso della cerimonia civile sono stati Paolo Paron, presidente facente funzione dell’Arlef; Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan; Ornella Comuzzo, in rappresentanza dell’Aclif, Assemblea di comunità linguistica; Dorino Favot, presidente dell’Anci Fvg, Associazione Nazionale Comuni Italiani; Walter Bandelj, presidente di SSO Sveta slovenskih organizacij, e Alfredo Sandrini, presidente di KKV Kanaltaler Kulturverein. In particolare, la presenza dei rappresentanti delle altre minoranze linguistiche ha sottolineato come la Festa che celebra il Friuli e la sua lingua sia significativamente anche un momento importante per celebrare il valore e la ricchezza del plurilinguismo della nostra regione. Presenti anche Diego Bernardis, Antonio Calligaris, Elia Miani, Massimo Moretuzzo, Barbara Zilli. Fra gli intervenuti anche la senatrice Francesca Tubetti, che ha portato un saluto, e l’eurodeputata Elena Lizzi, che rivolgendo agli organizzatori della Fieste ha ricordato: «Il lavoro di costruzione dell’Europa è complesso. È necessario essere sempre presenti e partecipativi. Pertanto, vi propongo di venire a far conoscere in Europa quello che è lo spirito di tutto ciò che fate, ogni anno, e ogni giorno, per tenere alta la bandiera e promuovere l’identità e l’orgoglio di essere friulani».

«Ritengo sia importante creare momenti di riflessione sulla storia del Friuli, – ha sottolineato il presidente facente funzione dell’Arlef, Paolo Paron -, pertanto le celebrazioni della Fieste e la ricorrenza del 3 aprile sono fondamentali, in quanto ci consentono di andare alle nostre radici, ma con un occhio sempre rivolto al futuro e alle nuove generazioni. Oggi il 76% delle famiglie sceglie di far studiare a scuola il friulano ai propri figli, e così facendo anche di consentire ai più piccoli di conoscere il passato e le tradizioni del territorio in cui vivono». Paron ha utilizzato una metafora per sottolineare l’importanza e la ricchezza che portano tutte le minoranze: «Pensando alla nostra storia, tradizioni e lingua come a un grande albero, fatto di rami più giovani che crescono forti e di altri più vecchi, è facile immaginarci anche un grande bosco che raccoglie gli alberi raffiguranti tutte le minoranze d’Europa. È così che immagino il futuro dei nostri ragazzi, cittadini di un’Europa fatta di tanti popoli che coesistono nella loro unicità».
Anche Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, ha posto l’accento sull’alta percentuale di famiglie che scelgono il friulano a scuola per i propri figli, esprimendo la volontà di «una gestione nostra della scuola più autonoma». Ha poi sottolineato l’importanza di celebrare la Santa Messa in friulano e posto l’accento sulla predica durante la quale è stata espressa l’importanza dell’uso delle lingue minoritarie. Gomboso ha quindi ricordato due importanti anniversari: i 50 anni dalla morte di Tiziano Tessitori, uno dei padri della Friuli e i 60 anni dalla nascita della Regione Fvg.

Entusiasta il sindaco Sergon: «Le nostre splendide colline oggi hanno fatto da cornice a una giornata importante e questo è motivo di orgoglio per la nostra piccola comunità. Siamo felici di poter rappresentare l’identità friulana, molto forte in questo territorio. Un testamento culturale che abbiamo ricevuto e che stiamo portando avanti con determinazione. Dico forte, perché una comunità di 1600 abitanti che esprime un gruppo folcloristico quasi centenario (95 anni nel 2024), un coro polifonico che ha un repertorio anche in lingua friulana, scrittori, artisti e varie personalità che in questi anni hanno portato avanti la valorizzazione della cultura e della lingua friulana, per noi non è poco. È anche per tutte queste ragioni che siamo felici di ospitare qui, oggi, la Fieste de Patrie dal Friûl». Il primo cittadino, in chiusura, mostrando un lavoro fatto dai bambini della scuola dell’infanzia, ha anche ricordato: «Se noi istituzioni non tramandiamo l’identità e l’appartenenza ai bambini, facciamo qualcosa di sbagliato».

Walter Bandelj, presidente SSO, ha sottolineato: «È un onore aver ricevuto questo invito. Ritengo che l’incontro fra le comunità di minoranza sia l’unica via percorribile per ottenere i migliori risultati. C’è molto da fare, lo sappiamo, ma facendolo insieme sarà certamente meno complicato e ogni risultato – anche questo è bene ricordare – andrà a favore dell’intera la comunità del Friuli-Venezia Giulia».
Alfredo Sandrini, presidente KKV, ringraziando per l’invito e portando i saluti di tutte le comunità di lingua tedesca della regione, ha infine posto l’accento sull’unità del territorio che non è particolare solamente per «le sue caratteristiche morfologiche, ma anche perché riunisce tre culture e tre lingue base d’Europa. Queste tre comunità hanno un’unica missione, quella di trasmettere, per l’appunto, la lingua e la cultura alle nuove generazioni, affinché ci sia una continuità». AIl programma della Fieste è proseguito poi nel pomeriggio, dopo il tradizionale pranzo, offrendo agli ospiti la possibilità di visitare Villa Russiz e il Castello di Spessa.

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In copertina, il sindaco di Capriva Daniele Sergon mostra la nuova Bandiera del Friuli; all’interno, altre immagini della festa.

“Patrie dal Friûl”, la nuova bandiera domani alla grande festa di Capriva

Il 3 aprile, che ricorda la nascita della Patria dal Friuli (lo Stato Patriarcale friulano) nel 1077, è già passato da una dozzina di giorni. Ma nel frattempo è venuta crescendo l’attesa delle celebrazioni della 46ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Domani la manifestazione sarà ospitata da Capriva del Friuli, che riceverà il “testimone” da Vito d’Asio, dove si era tenuta nel 2022. Quest’anno la Bandiera sarà l’importante protagonista delle celebrazioni: l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” e l’Arlef – Agenzia regionale per la lingua friulana hanno incaricato l’artista marchigiano Francesco Pellegrini di realizzare una fedele riproduzione dello storico vessillo che sarà presentata per l’occasione e che a partire da questa edizione diverrà il “testimone” che i sindaci ospitanti si scambieranno di anno in anno.
Il programma delle celebrazioni ufficiali per la Fieste de Patrie dal Friûl 2023 – organizzata dal Comune di Capriva con il sostegno della Regione Fvg e dell’Arlef, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” – prenderà il via alle 9.30 con l’esposizione della Bandiera del Friuli, in via Dante Alighieri. Ad accompagnare il momento solenne ci sarà la banda “Città di Cormons” che suonerà “Incuintri al doman”, l’Inno ufficiale del Friuli. Alle 10, nella Chiesa parrocchiale di Capriva sarà poi celebrata la Messa in lingua friulana, con letture e preghiere anche nelle lingue slovena e tedesca. La liturgia sarà accompagnata dai canti del “Polifonico Caprivese”, mentre a precedere e a concludere il momento religioso sarà il gruppo degli “Scampanotadôrs del Goriziano”. I festeggiamenti si sposteranno quindi al Centro civico di Capriva, dove è previsto l’arrivo di una delegazione di cicloturisti della Fiab regionale, simbolicamente partita in mattinata da Aquileia e, a seguire, le esibizioni dei gruppi folcloristici “Michele Grion” e “Primavera”.
La cerimonia civile della Fieste si aprirà alle 11.30 con l’Inno ufficiale del Friuli cantato dal “Polifonico Caprivese”, cui seguiranno la lettura della bolla imperiale a cura del gruppo storico “Città di Palmanova”, lo scambio della bandiera che rappresenterà, come detto, la grande novità di questa edizione, e i saluti delle autorità. La mattinata si chiuderà con la consegna di un riconoscimento a Lucia Follador, direttrice del coro “VocinVolo – Ritmea” di Udine, protagonista del video 2023 dell’Inno ufficiale del Friuli, diffuso sul web proprio nei giorni scorsi e girato a Villa Gallici Deciani.
Dopo il pranzo nella storica cornice di Villa Russiz, sono previste due visite guidate: alle 15 alla Fondazione Villa Russiz e alle 16.30 al Castello di Spessa. Chi non avrà modo di partecipare alla Fieste di persona potrà seguirla in diretta su Telefriuli (canale 11 dtt), a partire dalle 10. Sarà trasmessa la Messa in lingua friulana e, a seguire, lo speciale della trasmissione “Il campanile della domenica”.
Da segnalare infine due eventi collaterali che hanno anticipato a Capriva le celebrazioni di domani. Venerdì, il presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” ha presentato ai bambini della scuola primaria il fumetto “3 di Avrîl 1077”. Stamane, la sala del Centro civico ha invece ospitato il convegno sugli stati generali del Teatri Furlan. Le celebrazioni della Festa del Friuli proseguono su tutto il territorio friulano grazie a un ricco calendario di eventi culturali promossi dagli oltre 60 Comuni che hanno aderito al bando dell’Arlef, in attuazione alla Legge n. 6/2015 per il sostegno delle manifestazioni che accompagnano la ricorrenza.

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In copertina, il centro di Capriva del Friuli con la Chiesa parrocchiale.

Domani a Udine c’è la Festa del rugby con oltre 200 giovani atleti della palla ovale

di Silvio Bini

Due anni di pandemia hanno spesso messo in crisi lo sport, in particolare quello mini, dei bambini che giocano, delle famiglie che partecipano, della gente che ama l’espressione più genuina della competizione. Quando si parla dello sport del rugby, viene spontaneo apprezzarne lo stile, rude e e possente di omoni che sembrano darsele di santa ragione, ma che invece si rispettano e si stimano, fino a riconoscere la sportività come valore fondante. I ragazzini che giocano con la palla ovale imparano soprattutto a diventare veri sportivi.
Il Rugby Udine Fvg è una società che ha dato molte soddisfazioni ai suo fan, con la sua partecipazione ai campionati di Serie A, ma è fortemente legata al suo settore giovanile e per questo collabora intensamente anche con le squadre regionali. Domani 3 aprile, ore 10, nella ricorrenza de la “Fieste de Patrie dal Friûl”, ritorna la Festa del rugby a Udine. Sui campi di via XXV aprile si aspetteranno oltre 200 giovani atleti provenienti da San Vito, Gemona, Monfalcone, Gorizia, Codroipo e ovviamente Udine per una giornata di divertimento all’insegna della palla ovale. In questa occasione diventa importante la partecipazione fattiva dei genitori, che quest’anno si sono impegnati anche per la ristrutturazione della club house della struttura sportiva.
Il ritorno della Festa del minirugby udinese appare in effetti una speciale occasione, non solo per il futuro dello sport agonistico, ma soprattutto per il senso di comunità che infonde, di sentimenti di amicizia e condivisione di passioni comuni. «La Rugby Udine non solo promuove lo sport del rugby, ma sensibilizza i propri atleti allo studio ed alla laboriosità», dichiarò a suo tempo il presidente Romanello: «è una questione etica, lo sport deve essere un completamento per la formazione degli atleti e non l’unica attività da questi praticata, un giovane sportivo deve essere diligente a scuola, nello sport ed anche ben educato verso le persone e le cose con cui si relaziona».

La Bandiera del Friuli, simbolo d’identità: i valori riaffermati nella “Fieste” di Udine

Mentre l’Inno ufficiale del Friuli risuonava in piazza Libertà, cantato da ArteVoce Ensemble, una bandiera lunga 9 metri e larga oltre 4 è stata srotolata lungo la Torre dei Due Mori che sovrasta la loggia di San Giovanni. È cominciata così, ieri mattina a Udine, la cerimonia civile per la 44a edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Per sistemare sulla torre il grande drappo celeste con l’Aquila d’oro araldica, simbolo per Friulani di tutto il mondo, il Comune di Udine, che ha voluto l’iniziativa, ha fatto intervenire una squadra specializzata.


Organizzata quest’anno dal Capoluogo friulano, con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia e dell’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la manifestazione è cominciata di buon mattino con l’esposizione della bandiera del Friuli sulla specola del Castello, a cui è seguita la celebrazione della messa in friulano, nella Cattedrale. In piazza Libertà, concluso l’Inno ed esposto il grande drappo celeste, è stata letta la Bolla dell’Imperatore Enrico IV, l’atto fondativo della Patria. A seguire, Stefano Ceretta, vicesindaco di Gorizia, città che aveva ospitato la Fieste nel 2019, ha simbolicamente consegnato la bandiera del Friuli nelle mani del primo cittadino di Udine, Pietro Fontanini, che parlando della manifestazione ha precisato: «Il fatto che questa edizione della Fieste de Patrie dal Friûl si tenga a settembre, anziché il 3 aprile, data della fondazione dello stato Patriarcale del 1077, dimostra chiaramente la determinazione del popolo friulano e la volontà di non arrendersi alla pandemia che ancora, seppur vedendo la luce in fondo al tunnel, stiamo attraversando. Anzi, l’idea di far confluire questa celebrazione all’interno di Friuli Doc rappresenta la nostra capacità di trasformare le difficoltà in opportunità, come fatto all’indomani del terremoto del Settantasei. Oggi la situazione è certamente diversa, non fosse altro per il fatto che la crisi è globale, ma credo che il popolo friulano possa ancora una volta fare la sua parte, insegnando al mondo come uscirne e dando ancora una volta una lezione di organizzazione, serietà ed efficienza attraverso la definizione di un nuovo modello Friuli. Con questa immagine rivolgo a tutti il mio più sincero augurio: buine Fieste de Patrie dal Friûl!».
Con questa edizione della Fieste gli organizzatori hanno voluto porre l’attenzione proprio sull’importanza della Bandiera del Friuli. E con l’obiettivo di valorizzare questo «simbolo di una condivisione di valori», come ha spiegato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, proprio nella mattinata di celebrazioni, è stata inaugurata, nel Museo del Duomo, una riproduzione tattile del vessillo di Bertrando, il più antico conservato proprio nella struttura museale adiacente alla Cattedrale, ulteriormente valorizzata anche grazie a un testo descrittivo in Braille e a un nuovo allestimento, interno ed esterno. «La bandiera è un simbolo in cui tutti i friulani si riconoscono, ovunque si trovino nel mondo. La sua importanza, così come l’importanza che riveste la nostra lingua, devono essere quotidianamente preservati e certamente i sindaci, gli amministratori regionali, i componenti delle associazioni culturali, e soprattutto dei nostri insegnanti stanno facendo molto in tal senso. Ma la tutela arriva dall’iniziativa del singolo. Perché finché parleremo in friulano, potremo sentirci sempre più friulani. Il friulano è, metaforicamente, quel paio di occhiali, che ci permette di vedere la realtà a nostro modo, che è sicuramente prezioso, tanto quanto lo è quello degli altri, perché ci arricchisce, ci rende unici».


Hanno, poi, posto l’accento sull’importanza della lingua anche Markus Maurmair, presidente dell’Aclif, Assemblea delle comunità linguistiche friulane, e Roberto Pinton, rettore dell’Università di Udine, mentre Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, ha posto l’accento sull’importanza della bandiera, che vediamo sventolare ovunque, anche alle recenti Olimpiadi di Tokyo. Accorati anche gli interventi del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, e dell’Assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli.

Il presidente Zanin ha ringraziato il sindaco di Udine per la scelta di issare la bandiera friulana sul Castello della città capoluogo, ricordando come quella del Friuli sia una storia da conoscere e insegnare, sulle orme di don Francesco Placereani, e un’identità culturale da trasmettere, nelle aule dell’Università ma anche a teatro. L’assessore regionale alle finanze, invece, ha invitato con forza le famiglie a riappropriarsi della lingua friulana, insegnandola ai bambini, perché mantenere in vita il friulano significa dare valore a ciò che c’è stato nella storia e nella tradizione di questa terra, ma soprattutto potergli dare una certezza del futuro.
La cerimonia si è conclusa con la premiazione del concorso “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale e dall’Arlef, e rivolto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, seguito dalla proiezione dei video “Lamps di Friûl”, realizzati dai bambini che hanno preso parte ai Centri estivi del Comune di Udine.

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In copertina, la sistemazione della Bandiera del Friuli sulla Torre dei Due Mori; all’interno, due immagini della cerimonia in piazza Libertà a Udine.

Riecco la “Fieste de Patrie dal Friûl” che domani a Udine ritrova il suo splendore

La “Fieste de Patrie dal Friûl” torna finalmente in presenza, domani 12 settembre, nell’ambito di Friuli Doc. Sarà una festa nella festa, lungamente attesa, poiché lo scorso aprile era stato possibile organizzare solo una cerimonia simbolica e nel 2020 i festeggiamenti erano stati soltanto virtuali. Un’occasione per celebrare, in comunità, i valori culturali e linguistici in cui il popolo friulano si riconosce quotidianamente e attraverso i quali afferma la propria identità. Perché la Fieste, oltre a ricordare le origini del Patriarcato di Aquileia e della Patria del Friuli (istituita il 3 aprile 1077), fa proprio questo, sin dalla sua prima edizione, festeggiata ad Aquileia nel 1977 su iniziativa di don Francesco Placereani, da tutti conosciuto come “Pre Checo”. Organizzata quest’anno dal Comune di Udine, con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia e dell’Arlef – Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la manifestazione dal 2015 è riconosciuta ufficialmente dalla Regione Fvg, con Legge regionale 6, per ricordare e valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano.

Eros Cisilino

«La Fieste – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – quest’anno si terrà nel cuore della capitale del Friuli, che racchiude due importanti simboli per il popolo friulano. Il primo è l’esemplare più celebre della Bandiera del Friuli, settimo vessillo più antico d’Europa, ufficialmente riconosciuto con la legge regionale nel 2001 e conservato nel Museo del Duomo. Il secondo è il Castello, con il Salone del Parlamento, in cui si riuniva il parlamento della Patria del Friuli, uno dei primi esempi al mondo. L’iniziativa celebra il concetto di autonomia che tutt’oggi è un valore per il nostro territorio e i suoi cittadini. E la festa in cui i friulani di tutto il mondo si riconoscono, è un momento di confronto e di arricchimento».
«Il fatto che questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl” venga svolta di nuovo in presenza, dopo l’edizione virtuale dello scorso anno, rappresenta non solo una ripartenza, ma una vera e propria rivincita del popolo friulano nella sua battaglia per il ritorno alla normalità – ha aggiunto Pietro Fontanini, sindaco di Udine –. Ma c’è di più, perché quest’anno la Fieste si svolgerà, arricchendolo, nell’ambito di uno degli appuntamenti più sentiti da parte della nostra comunità e maggiormente attrattivi nei confronti delle altre Regioni e dei Paesi a noi vicini: Friuli Doc. In questo modo, si creerà un binomio capace di unire due simboli del nostro territorio e di gettare un ponte ideale tra l’epoca d’oro del Patriarcato e un presente nel quale il Friuli sia sempre più proiettato nel futuro e centrale, non solo geograficamente, a livello europeo».

IL PROGRAMMA – L’edizione 2021 della Fieste de Patrie prenderà avvio in Piazza Libertà, alle 9.45, con l’esposizione della bandiera del Friuli sulla specola del Castello di Udine. Il Gruppo bandistico “Società Filarmonica di Pozzuolo del Friuli”, diretto dal maestro Paolo Frizzarin, accompagnerà poi il corteo verso la Cattedrale. Le Autorità renderanno quindi omaggio all’antica Bandiera del Friuli, esposta nel Museo del Duomo. Alle 10.30, sarà poi celebrata la messa in friulano dai delegati delle diocesi di Gorizia, Pordenone e Udine, con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco. La celebrazione sarà accompagnata dal coro della “Cappella Musicale”, diretta da Davide Basaldella. Alle 11.45, sul terrapieno di piazza Libertà, la cerimonia civile sarà aperta dall’Inno del Friuli “Incontro al domani”, eseguito da ArteVoce Ensemble. Seguirà lo scambio della bandiera del Friuli, consegnata al sindaco di Udine da un rappresentante del Comune di Gorizia, che aveva ospitato la “Fieste de Patrie dal Friûl” nel 2019. Verrà quindi data lettura della Bolla dell’Imperatore Enrico IV, l’atto fondativo della Patria del Friuli. Dopo gli interventi delle autorità, la cerimonia si concluderà con la premiazione del concorso “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, promosso dall’Ufficio scolastico regionale e dall’Arlef, e rivolto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, seguito dalla proiezione dei video “Lamps di Friûl”, realizzati dai bambini che hanno preso parte ai Centri estivi del Comune di Udine.

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Dal 2015, in occasione dell’anniversario del 3 Aprile, Festa della Patria del Friuli, l’Ufficio scolastico regionale, assieme all’Arlef e – in origine anche alla ex Provincia di Udine -, indice il concorso a premi “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, per valorizzare e promuovere il patrimonio storico-artistico-culturale-naturale del Friuli. Il concorso è aperto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado delle ex province di Gorizia, Pordenone e Udine. Le scuole vincitrici ricevono in premio dei buoni per l’acquisto di materiale didattico, messi a disposizione dall’Arlef, e diversi strumenti e sussidi didattici in lingua friulana. Queste le scuole vincitrici e segnalate della X edizione del concorso, che saranno premiate nel corso della cerimonia civile della “Fieste de Patrie dal Friûl 2021”, in programma domani a Udine:

Vincitori
Primo premio – sezione Scuola dell’Infanzia: Scuola dell’Infanzia di Lignano Sabbiadoro
Primo premio – sezione Scuola Primaria: Scuola “Cristoforo Colombo” di Pantianicco
Primo premio – sezione Scuola Secondaria di primo grado: Rete di scuole “Collinrete”

Segnalati
Sezione Scuola dell’Infanzia: Scuola “Monsignor Beniamino Alessio” di Nimis
Sezione Scuola Primaria: Scuola “Maria Forte” di Avilla di Buja e Scuola “Collegio della Provvidenza” di Udine
Sezione Scuola Secondaria di primo grado: Scuola “Jacopo Pirona” di Faedis e Scuola “Pellegrini da San Daniele” di San Daniele

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In copertina, la bandiera storica del Friuli conservata nel museo del Duomo di Udine.