“Fieste de Patrie dal Friûl 2026”: ecco il bando dell’Arlef per sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali. Ci sono quasi 70 mila euro

In previsione della 49ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, che sarà ospitata domenica 12 aprile a Montenars e Artegna, onorando il cinquantesimo anniversario del terremoto, l’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, come previsto dalla legge regionale 6 del 2015, ha pubblicato il bando volto a sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali per celebrare la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano, il 3 aprile 1077. Per il 2026 l’Agenzia, secondo quanto deliberato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ha messo a disposizione 67.500 euro.
Potranno accedere ai fondi gli enti locali aventi la propria sede legale nei territori delle ex province di Gorizia, Pordenone, Udine e i sette Comuni friulani della Regione Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto). Come stabilito dal bando – disponibile, unitamente alla modulistica per la presentazione della domanda, nella sezione Pubblicità Legale del sito istituzionale dell’Agenzia www.arlef.it – saranno finanziate le attività che intendono celebrare la “Fieste de Patrie dal Friûl 2026”.
In particolare: eventi di qualità volti a far conoscere e/o approfondire le lingue, la storia e la cultura del Friuli; ma anche la realizzazione di libri, pubblicazioni, audiovisivi o prodotti musicali che abbiano il medesimo obiettivo; infine, l’allestimento di spettacoli teatrali o musicali in lingua friulana. Saranno escluse le domande il cui contributo richiesto sia di importo inferiore a 500 euro, oltre a quelle la cui spesa ritenuta ammissibile sia di importo inferiore a 555,56 euro. Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni di enti locali. Le domande dovranno pervenire entro il termine perentorio del 24 febbraio 2026, esclusivamente mediante invio via Pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it

Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432 555812, o scrivere a: arlef@regione.fvg.it

“Patrie dal Friûl”, per la Festa Dignano riapre la vecchia latteria e Dino Persello torna nel paese che l’ha visto bambino

(g.l.) Dino Persello vive da tanti anni a San Daniele, ma il suo cuore è rimasto a Dignano. Nel vicino paese in riva al Tagliamento è infatti nato e cresciuto, giocando tra i ciottoli del grande fiume alpino. E più volte gli ha dedicato i suoi spettacoli che ci parlano con tanto affetto e trasporto della storia e delle tradizioni del nostro Friuli, e quindi anche del “suo” Dignano. E lo farà anche domani, 5 aprile, quando alle 20.45, in occasione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, nella ex latteria proporrà uno dei suoi monologhi più belli, “Jo i soi di paîs”, con il quale l’attore e regista, ma appunto anche scrittore, aveva qualche anno fa realizzato pure un bellissimo libro. Per l’occasione riaprirà la storica turnaria, oggetto di un recente e ben riuscito restauro che il Comune ha deciso di destinare a tutt’altro scopo, visto che la lavorazione del latte è ormai soltanto un ricordo, come è avvenuto purtroppo per la stragrande maggioranza delle latterie friulane, dalle quali uscivano formaggi indimenticabili.

«Una condizione spirituale e sociale che me la sento sempre più forte e ben modellata addosso. E ne vado fiero, perché tutto ciò mi regala ancora, energia, senso di appartenenza e di pulizia, coerenza, parole date e… mantenute. Non ho detto nostalgia, di cui diffido, perché non porta né alla conoscenza né alla crescita!», scrive Dino Persello in una riflessione buttata giù proprio in vista della serata di domani. Aggiungendo: «E la voglia di raccontare, questo mio dapprima costante sentire, è cresciuta nel tempo, a tal punto che il desiderio è diventato felicemente incalzante, fino a… “non poterne più”. E così ho deciso di descriverlo e da umile artigiano e manutentore della passione di narrare storie… di raccontarlo questo mio “Sei di paîs”».
«In questo spettacolo – anticipa l’autore – mi trasferisco dagli improbabili campetti di calcio ai cortili delle canoniche, agli alberi di ciliegio, alla latteria, ai misteriosi angoli del Tagliamento, alle buie e gelide, ma affascinanti sale teatrali, ai crocicchi dei borghi, alle piazzette e contrade del mio paese, Dignano (che sono poi quelle di tutti i nostri paesi), attraverso lo sguardo di un gruppo di amici nati e cresciuti nelle Comunità della provincia Friulana». E ancora: «Racconto memoria, non retorica, dopo aver imparato molte cose e prendendomi l’autorità e la soddisfazione di illustrarle come un bambino di oggi, senza concedermi facili ipocrisie, ma mettendomi nei panni di un osservatore che, all’interno della sua consapevolezza, ormai da tempo adulto, desidera mostrare al pubblico ciò che era ed è il bambino Friulano, coi passaggi di crescita, le difficoltà che subisce e gli incanti che prova di fronte al nuovo mondo che gli si spalanca davanti, quello del gioco sì, ma anche quello castissimo dei primi amori. Racconto di infanzia – conclude Dino Persello – non protetta da cordoni sanitari di adulti, racconto di un bambino di 12-13 anni e della sua fretta di crescere, racconto per divertimento, per chi c’era già e si ricorda le sfumature e per chi è nato dopo e si diverte alle circostanze!».

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In copertina e all’interno, Dino Persello adulto e bambino. E la restaurata latteria.

Il Piccolo Teatro Città di Sacile celebra la “Fieste dal Friûl” con le poesie di confine

Ci sarà anche il Piccolo Teatro Città di Sacile tra le numerose Associazioni del territorio impegnate nella celebrazione ufficiale della Festa della Patria del Friuli / Fieste de Patrie dal Friûl che nel weekend dal 3 al 6 aprile, giorno della grande festa popolare, si ritroveranno nella città del Livenza, scelta quest’anno dall’Arlef per ospitare questo importante evento ufficiale, in sinergia con l’Amministrazione cittadina.

Il trio protagonista domani a Sacile.

Grazie alla collaborazione della Biblioteca Civica “Romano Della Valentina”, il Piccolo Teatro ha scelto di proporre una serata di spettacolo con un reading poetico-musicale che andrà in scena domani, 5 aprile, alle ore 20.45 nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni (ingresso libero), di cui sarà protagonista un trio di artisti formato dalle attrici Caterina Comingio e Serena Ervas, con il musicista Romano Todesco alla fisarmonica. Il titolo “Poesie di confine. Tra Veneto e Friuli, tra ieri e oggi” restituisce già il senso di questo progetto, che ha ritrovato e in parte rielaborato una pièce che aveva visto il suo primo debutto qualche anno fa, quando la Regione Friuli Venezia Giulia ha puntato l’attenzione sull’anniversario del passaggio delle terre friulane dal Patriarcato di Aquileia alla Serenissima (1420/2020), aprendo nuovi ambiti di riflessione sul significato della Storia e sui rimandi tra il passato e il presente. A questo si aggiunge anche l’idea di giocare sull’idea del “confine” che proprio il territorio lungo il Livenza traccia ancora tra due regioni, ma che in realtà, come tutti i confini, fu sempre permeabile non solo a eserciti e popoli, ma anche a tradizioni, lingue e influenze culturali. Tutto ciò sta alla base di una ricerca letteraria che ci ha guidato a creare un ponte tra generazioni lontane, eppure legate proprio a quel territorio veneto-friulano che ancora oggi riconosciamo come forte segno di appartenenza.
L’idea del reading, che è partita da un confronto prima di tutto sulla lingua – il friulano e il dialetto veneto – ha così recuperato dall’oblio alcune poesie di Giovanni Battista Donato, un letterato del Cinquecento nato a Venezia, che, trasferitosi in Friuli nell’area tra Sesto al Reghena e Gruaro, non esitò a scrivere proprio in friulano testi che trovano corrispondenza emotiva tra il paesaggio agreste circostante, con le sue stagioni, e lo scorrere delle stagioni umane. Accanto a queste liriche, altre rime scelte di Ercole Carletti, scrittore e linguista vissuto a Udine tra Otto e Novecento, tra i fondatori della Società Filologica Friulana, di padre originario di Pordenone e madre istriana. E infine l’oggi, con i componimenti di Fabio Franzin, poeta contemporaneo dalla notevole, e pluripremiata, produzione, nato a Milano da famiglia veneta, che proprio nella parlata trevigiana tipica dell’area tra Oderzo e Motta di Livenza (sempre lungo lo stesso “confine”) trova il suo ideale mezzo espressivo. Dalle sue raccolte sono state scelte alcune poesie dove ancora una volta il territorio e la vita campestre, insieme alle riflessioni più personali sull’esistenza, lasciano nell’animo echi non distanti da quelli dei secoli precedenti. Segno che i poeti, al di là del Tempo e delle lingue, sanno sempre quali corde toccare per far vibrare ciò che di più profondo l’uomo custodisce dentro di sé.

Info sul web:
www.piccoloteatro-sacile.org – Facebook: @piccoloteatrosacile

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In copertina, Palazzo Ragazzoni fulcro di cultura che sorge dalle acque del Livenza.

“Marcho. L’ultima bandiera”, evento al Visionario di Udine con Franco Cardini per la Fieste de Patrie dal Friûl

Sarà una grande serata-evento quella ospitata dal Visionario di Udine il 3 aprile, dalle 19.30. In occasione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, celebrata proprio in quella data, è infatti in programma la proiezione speciale di “Marcho. L’ultima bandiera” – alle 19.30 nella versione in friulano e alle 21.30 nella versione in italiano – arricchita dall’intervento del professor Franco Cardini, uno dei più importanti storici medievisti italiani, volto noto del piccolo schermo e saggista di fama.

Franco Cardini


Il professore ha infatti dato voce agli approfondimenti presenti nel docufilm co-prodotto dall’Agenzia regionale per la lingua friulana e da Artevideo, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Fondo per l’audiovisivo del Friuli Venezia Giulia. Il film è stato girato in otto diverse location del Friuli con il coinvolgimento di oltre duecento persone. La pellicola vede inoltre gli importanti contributi di Alberto Travain, autore e curatore di vari saggi sulla figura di Marcho; Flavia Maria De Vitt, docente di Storia medioevale all’Università degli Studi di Udine; William Cisilino, direttore dell’Arlef e autore del soggetto assieme a Enrico Maso e al regista; Gianfranco Ellero, autore di numerose monografie sulla storia del Friuli.
Andato in onda su Rai Storia, in prima serata, all’interno della trasmissione “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, il docufilm del regista Marco Fabbro ha subito riscosso un ampio successo. Lo stesso conduttore della trasmissione, Giorgio Zanchini, lo ha definito come un’occasione straordinaria per scoprire aspetti poco noti della storia del Friuli che si è incrociata con importanti eventi europei. La vicenda narrata è quella di Marco di Moruzzo, l’ultimo portabandiera dello Stato patriarcale di Aquileia, l’unico nobile che si è opposto all’invasione di Venezia, attorno al 1420. Un avvenimento rimasto celato per 500 anni e tornato alla luce solo nel recente passato, nel 1986, durante un restauro, grazie a una lettera rinvenuta tra le pagine di un libro, conservato nella biblioteca della casa-forte Brunelde, a Fagagna.
In occasione delle giornate di celebrazione della “Fieste de Patrie”, anche molti studenti delle scuole superiori di primo e di secondo grado del Friuli assisteranno alla proiezione del docufilm e riceveranno in omaggio un opuscolo appositamente realizzato per loro, che illustra il contesto, i protagonisti e la storia di Marco di Moruzzo. Alcuni di loro avranno anche l’opportunità di conoscere dal vivo il professor Cardini in occasione del matinée loro riservato, sempre il 3 aprile, al Visionario.
Nei giorni che seguiranno la ricca giornata del 3 aprile, il film sarà nelle sale del Friuli, da Tolmezzo a Pordenone, da San Daniele a Gorizia, Codroipo e in molte altre, e anche a Roma, con una proiezione speciale in collaborazione con il Fogolâr Furlan.

Il calendario completo delle proiezioni è consultabile sul sito www.arlef.it

Con l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine.

“Patrie dal Friûl”, nei 150 Comuni Aclif la storica bandiera dello Stato patriarcale

La “Fieste de Patrie dal Friûl” – oltre che negli appuntamenti ufficiali a partire da quello di Sacile del 6 aprile – sarà celebrata in maniera diffusa pure in 150 Comuni dell’area friulanofona tra Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale. Si tratta dei Comuni aderenti all’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, in cui domani 3 aprile non mancheranno di essere esposte le bandiere del Friuli storico in ricordo di quando nel 1077 l’imperatore Enrico IV concesse a Sigeardo, Patriarca d’Aquileia, la signoria temporale dei suoi domini ecclesiastici.
«Nasceva così – commenta il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – lo Stato patriarcale, simbolo dell’autonomia della nostra terra e delle sue genti. A distanza di 948 anni siamo chiamati non solo il 3 aprile ma ogni giorno a ricordarci e a lavorare per questa autonomia che trae forza in particolare dall’aspetto linguistico. Sono tante le sfide che ci aspettano per promuovere sempre più l’uso della lingua friulana, dalla maggiore presenza sulla radiotelevisione pubblica all’insegnamento nelle scuole fino a progetti legati a vari aspetti meno tradizionali, come quello sportivo. Ma siamo pronti a lavorare tutti uniti, come 150 Comuni Aclif, per rafforzare la nostra identità collaborando anche con le altre minoranze linguistiche regionali, quella slovena e tedesca. Intanto, il 3 aprile, esporremo con orgoglio la bandiera del Friuli storico, guardando al futuro».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon che è anche sindaco di Capriva.

“Fieste de Patrie dal Friûl”, l’Arlef ha pubblicato il bando per gli enti locali

Iniziato il conto alla rovescia per la 48ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, come previsto dalla legge regionale 6 del 2015, ha pubblicato un bando volto a sostenere le manifestazioni culturali realizzate dagli enti locali per celebrare la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano, il 3 aprile 1077. Per il 2025 l’Agenzia, secondo a quanto deliberato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ha messo a disposizione 50 mila euro.
Potranno accedere ai fondi gli enti locali aventi la propria sede legale nei territori delle ex province di Gorizia, Pordenone, Udine e i sette Comuni “friulani” della Regione Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto). Come stabilito dal bando – disponibile, unitamente alla modulistica per la presentazione della domanda, nella sezione Pubblicità Legale del sito istituzionale dell’Agenzia www.arlef.it – saranno finanziate le attività che intendono celebrare la “Fieste de Patrie dal Friûl”. In particolare: eventi volti a far conoscere e/o approfondire le lingue, la storia e la cultura del Friuli; ma anche la stampa e diffusione di pubblicazioni, libri, audiovisivi o prodotti musicali che abbiano il medesimo obiettivo; infine, l’allestimento di spettacoli teatrali o musicali in lingua friulana. Saranno escluse le domande il cui contributo richiesto sia di importo inferiore a 500 euro, oltre a quelle la cui spesa ritenuta ammissibile sia di importo inferiore a 555,56 euro.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire entro il termine perentorio del 12 febbraio 2025, esclusivamente mediante invio via pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it; per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432 555812, o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

Lingua friulana a scuola – Con il nuovo anno torna puntuale l’appuntamento con l’iscrizione a scuola dei bambini. Proprio in quel frangente, si tratti di adesione alla scuola dell’infanzia, alla primaria oppure alla secondaria di primo grado, fino al 10 febbraio, i genitori potranno decidere di aderire all’insegnamento del friulano per i propri figli, per tutta la durata del ciclo scolastico. Una scelta che, lo scorso anno, è stata presa da ben il 78% delle famiglie, grazie a una sempre maggiore consapevolezza sui vantaggi linguistici, cognitivi e culturali di un’educazione plurilingue. Un’opportunità vera e propria in Friuli, se si pensa che una bambina o un bambino che studia il friulano impara meglio anche la lingua inglese, acquisisce maggiori abilità logico-matematiche e creative. Non è dunque un caso se la scuola, e la formazione in generale, sono uno dei nodi centrali del “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”.
Il percorso didattico del friulano è di almeno 30 ore di studio all’anno e non sottrae ore ad altre materie. La legge prevede infatti che sia inserito nel 20% del curriculum individuato dalle scuole in autonomia. La scelta da parte dei genitori di avvalersi dell’insegnamento della lingua friulana andrà espressa al momento dell’iscrizione online sul portale del MIUR www.istruzione.it/iscrizionionline (nel caso della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado) o su un modulo cartaceo (nel caso della scuola dell’infanzia). Ma le segreterie dei singoli istituti sono sempre a disposizione per maggiori delucidazioni.
A supporto dell’attività didattica in classe c’è Anìn!, il manuale che accompagna gli alunni della scuola primaria alla scoperta della lingua e della cultura friulana. Un investimento per il futuro della lingua promosso dall’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana e dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, donato a tutti gli alunni che scelgono di imparare il friulano a scuola. Per le classi 1a e 2a, è stato realizzato un volume di avvicinamento graduale alla lingua. Per le 3a, 4a e 5a uno con approfondimenti sulla storia e geografia friulana, sulla lingua e sulla letteratura. Il tutto in una dimensione plurilingue, grazie all’inserimento dell’inglese e delle altre lingue parlate sul territorio regionale.
A chi ancora si chiede perché l’insegnamento del friulano a scuola sia un’opportunità, va ricordato che a dircelo è la scienza, la quale sostiene come crescere con più lingue, già dalla tenerissima età, permetta di imparare con maggiore facilità altri idiomi, come, appunto, l’inglese, ma non solo. Insomma, una vera e propria risorsa cognitiva di cui fare tesoro. Le evidenze scientifiche dimostrano, inoltre, come i bambini bilingui maturino una più alta capacità di apprendimento e velocità di comprensione, maggiori abilità logico-matematiche e creative, e ancora, si adattino con più naturalezza ai cambiamenti, oltre ad avere una più ampia apertura verso l’altro. E poi c’è la salute del cervello: utilizzando più lingue si mantiene giovane ed elastico, rallentando i rischi di demenza e Alzheimer.

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In copertina, la bandiera del Friuli (la prima a destra) esposta nel Municipio di Udine.

Sono già caldi i motori per il Giro d’Italia: Dino Persello dà il via alle nove tappe del suo Tour che intreccerà ciclismo e poesia

(g.l.) Dalla “Fieste de Patrie dal Friûl” al Giro d’Italia, 107ma edizione. E così ben nove saranno gli appuntamenti inerenti al passaggio della “carovana rosa” in Friuli che il regista, attore e scrittore Dino Persello si appresta a presentare nelle località della provincia udinese interessate da questo evento sportivo di caratura internazionale. Il tutto ruoterà attorno alla 19ma tappa, la Mortegliano-Sappada, di venerdì 24 maggio che attraverserà i comprensori territoriali di ben 24 Comuni, tutti in Provincia di Udine.
Da settimane, dunque, Dino Persello sta scaldando i motori – anzi, li ha già ben caldi! – per la nuova edizione di “Ciclismo è poesia”, questo attesissimo Tour primaverile che riaccende la sua grande passione per per uno sport, il ciclismo appunto, nel quale – come osserva – «Chi cade non è per finta!». I primi appuntamenti: venerdì 3 maggio a Rodeano Alto (Rive d’Arcano) a villa Minini, in via Carpacco, alle ore 20.45 e sabato 4 maggio a Comeglians, sala teatrale Alpina, in piazza De Antoni, alle 20.30.
«Era l’estate del 1958 avevo 9 anni – racconta l’autore sandanielese nato tra i sassi del Tagliamento -, e mio padre Pompeo da grande cultore di questo sport, mi porta con lui alla storica osteria “Da Egle” (oggi purtroppo chiusa) a Dignano, il mio paese, a vedere in televisione, una delle prime in loco, il Campionato mondiale di ciclismo professionisti su strada. Il televisore era lassù, su un alto supporto come era solito a quei tempi, e a me ancora piccolo sembrava ancora più… in alto! I fotogrammi in bianco e nero di quelle immagini li ho ancora perfettamente a fuoco nella mia mente, al pari della grande scritta “Abbasso Coppi – Viva Bartali”, che campeggiava su una parete di casa nostra. Trasmissione della passione perfettamente riuscita quindi fin da bambino, che mi accompagna tutt’oggi, dopo incontri, avventure, partecipazioni, circostanze innumerevoli. Il ciclismo per me, soprattutto oggi, è una meravigliosa, affascinante metafora di vita. Un grande, grandissimo affresco popolare, in una società, come quella attuale, che “macina” ogni cosa alla velocità della luce. Ma secondo il mio parere, nello sport della bicicletta, la memoria è insieme passato e futuro!».
All’interno di “Ciclismo è Poesia”, Dino Persello aprirà un’importante e sobria finestra su chi in questi ultimi vent’anni ha portato per ben 18 volte il Giro nella nostra regione: Enzo Cainero, il Capitano che ha conosciuto e con il quale ha collaborato, tracciandone prestigio e personalità. Nel contempo, darà merito anche al suo successore, il gemonese Paolo Urbani, che con grinta e saggezza sta portando avanti l’eredità del grande Enzo. E al riguardo degli ormai prossimi spettacoli Persello anticipa che “Ciclismo è Poesia” sarà una combinazione di ricordi, emozioni, passioni, affetti per uno sport di enorme e storica valenza socio-culturale. «Ad accompagnarmi – conclude l’attore-regista friulano – durante la rappresentazione le fisarmoniche e i violini de “I Petris”, con brani inerenti lo scorrere del racconto emozionale, tenendo conto che la catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi!».
E dopo i primi appuntamenti di venerdì e sabato prossimi, appunto a Rodeano Alto e a Comeglians, ecco tutto il programma che vedrà protagonisti Dino Persello e i Petris nei successivi sette incontri:
# Sabato 11 maggio – San Giacomo di Ragogna, Biblioteca Comunale, Via Roma – ore 20.45.
# Mercoledì 15 maggio – Variano (Basiliano), Casa ex Vicinia, Piazza Patriarcato – ore 20.45.
# Venerdì 17 maggio – Cavazzo Carnico, Area retro Municipio (In caso di cattivo tempo Sala Consiliare), ore 20.45.
# Sabato 18 maggio – Alesso (Trasaghis), Piazza I° Maggio – ore 18 (In caso di cattivo tempo, Sala Consiliare Trasaghis).
# Martedì 21 maggio – Cussignacco (Udine), Sala Teatrale “Criscuolo”, Via Veneto – ore 20.45.
# Mercoledì 22 maggio – Barazzetto (Coseano) Parco ex Collegio (In caso di cattivo tempo, interno ex Collegio), Via del Collegio – ore 20.45.
# Sabato 25 maggio – San Daniele del Friuli, Monte di Pietà – ore 20.45.

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In copertina, l’attore e regista Dino Persello che ora si tuffa nel suo amato ciclismo.

 

Identità della “Patrie” sempre più forte nel corale appello levatosi da Tarcento. Barbara Zilli: la lingua friulana sia ufficiale alle manifestazioni di Go!2025

Un cielo celeste, come la bandiera del Friuli, e un sole dorato, come la sua aquila patriarcale, hanno accompagnato l’affollata 47ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, ospitata ieri da Tarcento. L’evento – organizzato da Comune di Tarcento, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” – è cominciato con la deposizione, da parte delle autorità, di un omaggio floreale al cippo commemorativo dedicato a Chino Ermacora, sul colle di Sant’Eufemia, nella frazione di Segnacco: scrittore e giornalista tarcentino, Ermacora è  stato il fondatore dell’Ente Friuli nel Mondo e della rivista “La Panarie”, nonché promotore del Premio Epifania (prima edizione nel 1956); a lui è dedicato il gruppo folcloristico di Tarcento. Giunte, poi, in piazza Libertà hanno assistito al tradizionale innalzamento della bandiera del Friuli, accompagnato dalla Banda musicale degli alpini di Coia che ha suonato “Incuintri al doman”, l’Inno del Friuli. Il corteo si è quindi mosso verso il Duomo, dove è stata celebrata la Messa in friulano – all’altare, il vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine monsignor Guido Genero, don Moris Tonso e don Italico Gerometta -, accompagnata dal Coro “San Pietro Apostolo”, con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco.


Terminata la funzione religiosa, è stata la volta dell’esibizione all’esterno della Chiesa arcipretale del citato Gruppo folcloristico “Chino Ermacora”. Dato il benvenuto alla delegazione dei cicloturisti della Fiab regionale, tutti hanno quindi raggiunto il Teatro Margherita di viale Marinelli per le celebrazioni civili, con l’esecuzione dell’Inno del Friuli, la lettura della Bolla imperiale del 1077 e il tradizionale scambio della bandiera tra i sindaci. A seguire è stato trasmesso il nuovo video del canale YouTube in lingua friulana, YouPalTubo, “La bandiere furlane tal spazi”, in cui si racconta l’incredibile storia dell’astronauta di origini friulane, Gregory Thomas Linteris, che ha portato il vessillo del Friuli proprio nello Spazio. Per l’occasione era presente anche Desiree Chiappo Debegnach, youtuber che ha raccontato la vicenda, e il protagonista dell’avventura “spaziale” è intervenuto in un video messaggio. A chiudere la mattinata l’esibizione del soprano Maria Giovanna Michelini, accompagnato all’arpa da Serena Vizzutti.
A Tarcento era presente una nutrita delegazione di sindaci e di rappresentanti del territorio friulanofono, accolti dal padrone di casa, il primo cittadino Mauro Steccati. A portare il saluto nel corso della cerimonia civile, assieme a lui, sono stati Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan; Walter Bandelj, presidente di SSO Sveta slovenskih organizacij, e Raimondo Domenig, vicepresidente di KKV Kanaltaler Kulturverein (due presenze, queste ultime, che confermano, ancora una volta, come la Fieste sia un momento importante per celebrare il valore e la ricchezza del plurilinguismo della nostra regione); Claudio Violino, vicepresidente dell’Aclif – Assemblea della comunità linguistica friulana; Dorino Favot, presidente dell’Anci Fvg – Associazione Nazionale Comuni Italiani; Federico Vicario, rappresentante dell’Università degli Studi di Udine e presidente della Società Filologica Friulana; Eros Cisilino, presidente dell’Arlef; l’onorevole Emanuele Loperfido; Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle autonomie locali; Barbara Zilli, assessore regionale alle finanze. Presenti, inoltre, il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, con il consigliere delegato Stefania Garlatti Costa; Maurizio Negro, assessore del Comune di Gorizia; Paola De Giorgi, consigliere delegato del Comune di Pordenone.
L’assessore regionale Roberti, impossibilitato a partecipare, è intervenuto in un videomessaggio augurando a tutti una buona Festa della Patria del Friuli. «Questo – ha affermato – è il momento per riflettere su quello che è lo stato di salute delle nostre lingue minoritarie. In questi anni, grazie al supporto decisivo e fondamentale dell’Arlef, l’Amministrazione regionale ha fatto tanto, portando a casa risultati importanti. Penso all’attuale Piano generale di politica linguistica, all’istituzione del Teatro stabile friulano, alla convenzione Rai che ha introdotto per la prima volta i programmi televisivi in lingua friulana. Però è anche il momento per guardare avanti e vedere cosa c’è da fare. Cominciando proprio dalla Rai, che ha un’offerta ancora insufficiente. Fino al prossimo piano di politica linguistica, che dovrà compiere ulteriori passi avanti per trasmettere un messaggio fondamentale: quando parliamo di friulano non parliamo di una lingua che deve essere usata solo in casa, ma di una lingua veicolare da utilizzare dappertutto».

La collega Barbara Zilli ha quindi sottolineato: «La “Fieste de Patrie dal Friûl” rappresenta un momento importante per rinnovare l’impegno a mantenere vivo e alto l’orgoglio di appartenenza alla comunità friulana. Il nostro è un popolo che ha radici profonde e lontane, composte da valori e principi, da cultura e identità che sono arrivate fino a noi con la forza dei nostri padri e che noi, oggi, dobbiamo rendere attuali e forti per guardare al futuro. In questo momento particolare della nostra storia, guardare alle radici e riscoprirle è un modo per non perdere la strada e non farla perdere nemmeno ai giovani. Il popolo friulano è forte della sua storia, è orgoglioso delle sue tradizioni e deve trovare maggiore coraggio dalla sua cultura, dai valori semplici, che nel corso del tempo hanno dato forma a una comunità capace di cadere e di risollevarsi anche nei momenti più bui. Abbiamo uno strumento meraviglioso per raccontare tutto questo e per vivere appieno la nostra friulanità: la nostra marilenghe». «Abbiamo di fronte a noi – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – un appuntamento di grande rilievo: “Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della cultura 2025” e dire che la lingua ufficiale di questa manifestazione sarà la lingua friulana è un impegno che riconosce le radici del nostro territorio, un impegno al quale lavoriamo per dare dignità al grande lavoro che il popolo friulano ha fatto anche a Gorizia».
A parlare anche l’onorevole Loperfido il quale ha riferito che, intervenendo in Parlamento, ha fatto menzione del 3 di aprile e del suo valore. Portando il Friuli come esempio di coesistenza pacifica di differenti identità. In chiusura, si è inoltre fatto portavoce delle istanze del friulano. Il sindaco di Tarcento, Mauro Steccati aveva aperto i lavori complimentandosi e ringraziando tutti coloro che, a qualsiasi titolo, hanno collaborato per la buona riuscita dell’evento. Si è quindi detto «onorato e orgoglioso di ospitare idealmente tutto il popolo friulano in questo luogo che ha dato i natali a tante altre personalità di rilievo che hanno contribuito, in modo significativo, a costruire la nostra storia. L’auspicio è che questa giornata sia un’occasione per porci delle domande, riflettere sulla nostra realtà e su come vorremmo fosse vissuta la nostra specialità, ragionando in termini contemporanei». In chiusura, ha fatto un passaggio parlando dei giovani: «Dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni questo patrimonio».

Il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, ha ricordato come Tarcento sia uno dei luoghi simbolo dell’identità friulana, avendo dato i natali a Chino Ermacora, abbracciato l’attività di don Duilio Corgnali e che vede suo cittadino Giorgio Jus, tra i fondatori del Movimento Friuli e padre del riadattamento che, negli anni ’70, venne fatto della bandiera, oggi simbolo indiscusso del Friuli e dei friulani in tutto il mondo. Il presidente ha quindi sottolineato l’importanza delle nuove generazioni per la salvaguardia della lingua friulana: «La “Fieste de Patrie dal Friûl” si è distinta, quest’anno, per il suo carattere propositivo, soprattutto nell’ambito di tutte le manifestazioni collaterali (che hanno raggiunto un vero record, in termini numerici). Mi piace sottolineare soprattutto il coinvolgimento dei più giovani. Sono sempre di più i ragazzi e le ragazze che, a vario titolo, si stanno dimostrando coinvolti nella tutela del friulano. Questo è senz’altro il risultato di un’attività di squadra che lavora nel quotidiano e su più livelli. Credo, pertanto, che la strada intrapresa sia quella giusta, anche se gli obiettivi da raggiungere ancora non mancano».
Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, è tornato invece su un argomento che ha particolarmente a cuore: «È necessaria una gestione della scuola più autonoma. Questo consentirebbe di strutturare un piano di studi per insegnare la nostra storia. Non in ultimo, è urgente che il friulano venga insegnato in forma curricolare anche alle scuole medie, dove invece l’insegnamento si svolge per singoli progetti». Gomboso ha rimarcato anche la delusione per la mancata approvazione del Messale romano in lingua friulana. Chiudendo, ha sottolineato l’importanza delle sempre migliori relazioni tra le minoranze linguistiche friulana, slovena e tedesca, che stanno lavorando assieme e facendo squadra: «L’esempio che siamo Europa».
Per l’Aclif è intervenuto, infine, il vicepresidente Claudio Violino ricordando l’importanza della Fieste, ma sottolineando soprattutto la necessità di guardare al futuro. Il presidente, Daniele Sergon, impossibilitato a essere presente, in una nota, ha posto l’accento sull’importanza dell’unità identitaria friulana: «Dobbiamo cogliere, dallo spirito di questa Festa, anche un’unità di intenti. Se restiamo uniti in questo momento, possiamo far valere i nostri diritti su alcune tematiche molto importanti come il friulano in Rai, e in particolare sul tg serale in lingua; ma anche sull’autonomia decisionale scolastica, per salvaguardare e valorizzare il friulano».
Il programma della Fieste è proseguito, nel pomeriggio, dopo il tradizionale pranzo, offrendo a tutti gli ospiti di Tarcento la possibilità di partecipare agli itinerari culturali di Palazzo Frangipane.

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In copertina e qui sopra, l’omaggio al cippo che ricorda Chino Ermacora a Segnacco; all’interno, immagini della festa a Tarcento alla quale ha preso parte anche l’assessore regionale Barbara Zilli.

Grande festa di friulanità oggi a Tarcento anticipata dal ricordo di monsignor Corgnali alla serata dedicata agli indimenticabili Meni Ucel, Lelo e Il Pup

di Giuseppe Longo

TARCENTO – Grande giornata di friulanità oggi a Tarcento che ospita la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Una manifestazione che, dopo la Messa solenne in “marilenghe” nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo, avrà il suo culmine nella cerimonia civile che seguirà al Teatro Margherita. E nella bella sala di viale Marinelli la Fieste odierna ha avuto un prologo, bello e sentito, proprio la sera del 3 aprile, quando ricorreva l’anniversario della nascita dello Stato patriarcale avvenuta nel lontano 1077. Sul palco una gigantografia di tre grandi della cultura friulana del Novecento, vale a dire Otmar Muzzolini, Aurelio Cantoni e Riedo Puppo, rievocati da Dino Persello con uno spettacolo riuscitissimo dal titolo significativo “Il trio nus vuardi” dedicato, appunto, a “Meni Ucel”, “Lelo Cjanton” e “Il Pup”.

Parla il sindaco Steccati.

I Petris

Ma prima di loro, Persello e I Petris – tutti brillanti come sempre e compensati da calorosi applausi – hanno reso omaggio a monsignor Duilio Corgnali, l’arciprete di Tarcento mancato lo scorso gennaio in seguito a una malattia rivelatasi ben presto senza speranze. Il prete-giornalista, direttore per tanti anni de La Vita Cattolica, era infatti noto per il suo impegno a favore della salvaguardia della lingua, della storia, della cultura e delle tradizioni del nostro Friuli. Un impegno che manifestava quotidianamente e ogni settimana con la sua arguta rubrica, appunto in friulano, proprio sul periodico diocesano. Una pagina che ha curato anche dopo aver lasciato la direzione dello storico foglio della Chiesa udinese e fino a quando le forze glielo hanno consentito. Sul palco con Dino Persello – che ha raccontato anche un curioso aneddoto ricordando l’amico sacerdote – anche il sindaco Mauro Steccati, che ha avuto parole di riconoscenza per quanto don Duilio ha fatto per la comunità tarcentina durante il suo lungo apostolato. In sottofondo, le note di “Stelutis alpinis”, l’intramontabile canzone di Arturo Zardini alla quale monsignor Corgnali era molto affezionato.
Quindi via all’omaggio ai tre personaggi-pilastri della friulanità, con appropriate rievocazioni che hanno visto risuonare nella sala teatrale anche le voci degli stessi intellettuali commemorati che vennero registrate, all’inizio degli anni Sessanta, nella vicina Billerio – il paese natale di Muzzolini – durante una festa friulana che ebbe l’onore di essere la prima in Friuli, anticipando la stessa “Fieste de Patrie dal Friûl” che oggi rende protagonista Tarcento in una manifestazione che, grazie al tanto atteso ritorno del bel tempo, sarà sicuramente indimenticabile.

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In copertina, Dino Persello mentre ricorda monsignor Duilio Corgnali a Tarcento.

“Fieste de Patrie dal Friûl”, Tarcento è pronta ad accogliere la giornata dedicata al ricordo dello Stato patriarcale

Sarà Tarcento a ospitare, il 7 aprile, la 47ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, con cui si celebreranno i 947 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato il 3 aprile 1077. Il ricco programma della festa – organizzata quest’anno da Comune di Tarcento, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” – è stato presentato ieri nella sede di Udine della Regione Fvg, alla presenza dell’assessore alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, del sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, e del presidente dell’Istitût Ladin Furlan, Geremia Gomboso.

Gli intervenuti alla presentazione.

LA BANDIERA NELLO SPAZIO – La presentazione della Fieste nella “Perla del Friuli” è stata anche l’occasione per lanciare il nuovo video del canale YouTube in lingua friulana, “YouPalTubo”, La bandiere furlane tal spazi in cui si racconta l’incredibile storia dell’astronauta di origini friulane Gregory Thomas Linteris, che ha portato la bandiera del Friuli nello Spazio. Linteris, oggi ingegnere meccanico all’Istituto per gli standard e la tecnologia degli Stati Uniti, informato dell’iniziativa, ha accettato di intervenire alla presentazione inviando un video in cui ha raccontato di come, nel 1997, è riuscito a portare in orbita sullo Shuttle l’aquila friulana, sottolineando il suo grande legame col Friuli.

LA REGIONE FVG – «Sono particolarmente soddisfatto – ha sottolineato l’assessore Pierpaolo Roberti, ringraziando l’Arlef per l’importante lavoro che sta svolgendo -. La Regione ha investito molto in questi ultimi anni nella promozione della lingua friulana e per il rafforzamento dell’identità friulana lungo tutto l’arco dell’anno: oggi veniamo a premiati anche dal territorio che ha scelto di portare avanti numerose iniziative di valorizzazione proprio in concomitanza con la nascita dello Stato Patriarcale, il 3 aprile del 1077. Sono 70 i Comuni del Friuli Venezia Giulia che ospiteranno gli eventi calendarizzati per il 2024 con ben 122 appuntamenti. Un’edizione da record, quindi, che si preannuncia già molto partecipata e apprezzata. Se il Friuli Venezia Giulia è una ragione così ricca e poliedrica dal punto di vista culturale e delle tradizioni – ha proseguito – lo è anche grazie alle sue peculiarità linguistiche, partendo dal friulano per arrivare fino allo sloveno e al tedesco». L’esponente dell’Esecutivo Fedriga si è soffermato anche sull’importanza di mantenere l’asticella alta sulla qualità: «Solo due anni fa abbiamo presentato con l’Arlef il nuovo canale YouTube dedicato ai giovani e alla lingua friulana. Oggi quel canale ha raggiunto quasi 2 milioni di visualizzazioni, raggiungendo e unendo friulani che risiedono non solamente nella nostra regione, ma anche nel resto del mondo. Un canale che parla alle nuove generazioni, nella loro lingua madre e attraverso la loro modalità di espressione: un ulteriore successo, un passo avanti importante per il rafforzamento della nostra identità con uno sguardo imprescindibile al futuro».

L’ARLEF – Ringraziando tutti i presenti il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, ha sottolineato come quest’anno «il cuore delle celebrazioni per i 947 anni dalla nascita della Patria del Friuli sarà proprio Tarcento, uno dei luoghi simbolo dell’identità friulana, avendo dato natali al geniale Chino Ermacora e avendo abbracciato la lodevole attività di don Duilio Corgnali: saranno in molti a celebrare assieme a noi i valori culturali e linguistici in cui il popolo friulano si riconosce pienamente». Cisilino ha inoltre ricordato, con soddisfazione la varietà di eventi in programma in tutto il Friuli: «Superare quota 100 eventi collaterali è un grande successo e testimonia il forte interesse delle amministrazioni comunali, con le associazioni, verso la cultura friulana celebrata nella Fieste. Si tratta di un dato significativo, tanto quanto il fatto che siano omogeneamente distribuiti su tutto il territorio friulano, sia nella nostra Regione che in Veneto, dove i Comuni del mandamento di Portogruaro hanno impreziosito il calendario con interessanti attività. Elemento altrettanto indicativo è che tutti questi eventi sono connotati da una grande freschezza e da uno sguardo rivolto verso il futuro. Ciò è ben percepibile nella tipologia delle iniziative, spesso attente al coinvolgimento e alla partecipazione attiva delle nuove generazioni».

L’ISTITUT LADIN FURLAN – «Siamo onorati e orgogliosi di ospitare a Tarcento questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Anche la nostra “Perla del Friuli” sarà finalmente, per un giorno, la capitale del Friuli, accogliendo, il prossimo sette aprile, il popolo friulano per ricordare i 947 anni dalla nascita della Patria nei cui principi e valori anche la nostra comunità si riconosce tutt’oggi», ha ricordato il sindaco Steccati. Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” ha ricordato, invece, che «assistiamo a un recupero delle relazioni tra le minoranze linguistiche friulana, slovena e tedesca, che stanno lavorando assieme e facendo squadra. Ritengo che questo sia un dato significativo e da sottolineare proprio in questo frangente di celebrazioni. Una nota sicuramente positiva, a fronte di altre che lo sono meno. Come la mancata approvazione del messale romano in una lingua friulana. Ma anche il molto lavoro, ancora da fare, nelle scuole e all’Università, luoghi deputati a insegnare la nostra storia ai giovani. Senza ciò le ragazze e i ragazzi non sapranno mai il ruolo che abbiamo avuto e abbiamo in Europa, sia dal punto di vista politico che religioso».

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA – Le celebrazioni partiranno da piazza Libertà, alle 9.30, dove è previsto il ritrovo dei partecipanti e il tradizionale alzabandiera della bandiera del Friuli, che per l’occasione sarà accompagnato dalla Banda musicale ex alpini di Coia. Alle 9.45 il corteo si muoverà verso il Duomo (attraverso via Roma) dove alle 10 avrà inizio la Messa in friulano, celebrata dai rappresentanti delle tre diocesi del Friuli e con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco. La funzione sarà accompagnata dal Coro San Pietro Apostolo di Tarcento. Proprio dalle 10 andrà in onda lo speciale “Fieste de Patrie” su Telefriuli (canale 11) che trasmetterà in diretta la liturgia e, a seguire, la cerimonia civile nella trasmissione “Il campanile della domenica”. Terminato il rito, alle 11, in piazza Roma, ci sarà l’esibizione del gruppo folcloristico “Chino Ermacora”. Alle 11.30, in sala Margherita (viale Olinto Marinelli), prenderanno avvio le celebrazioni civili: sarà eseguito l’Inno del Friuli e data lettura della Bolla imperiale. Dopo il tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco del Comune che ha ospitato la manifestazione l’anno precedente (Capriva del Friuli) e quello ospitante, seguiranno i saluti delle molte autorità partecipanti. Nel pomeriggio, dalle 15.30, palazzo Frangipane si aprirà agli itinerari culturali: sono previste le visite guidate alla mostra e laboratorio permanente dei Mascarârs; al Museo del Gruppo Folcloristico “Chino Ermacora”; alla Mostra “Universo Donna”, del Circolo Fotografico Grandangolo. Chi vorrà pranzare a Tarcento, potrà farlo con menu a prezzo concordato e previa prenotazione, al Ristorante “Costantini” (a Collalto, 0432.792372), alla pizzeria ristorante “Al Sole 2” (a Tarcento, 0432.785056), e al ristorante pizzeria “Al Tarcentino” (a Tarcento, 0432.785354).

Steccati e Persello ricordano  don Corgnali.

GLI EVENTI COLLATERALI – Ad anticipare le celebrazioni del 7 aprile, il Comune di Tarcento ha programmato una serie di eventi collaterali. Ieri, nella sala Diamante di Palazzo Frangipane, si è tenuto l’interessante convegno “Fantats, infants e zovinutis. Teatro per nuove generazioni e lingue minorizzate”, organizzato in collaborazione con Teatri Stabil Furlan. Mentre, in serata, nella sala Margherita, è andato in scena con grande successo lo spettacolo teatrale e musicale di e con Dino Persello: “Il trio nus vuardi”, dedicato a Otmar Muzzolini (“Meni Ucel”), Aurelio Cantoni (“Lelo Cjanton”) e Riedo Puppo (“Il Pup”). La serata è cominciata con un omaggio a monsignor Duilio Corgnali, mancato nello scorso gennaio, che molto si impegnò per la difesa e la valorizzazione della linga friulana, della cultura, della storia e delle tradizioni di questa terra. Domani, alle 11, l’auditorium della scuola primaria “Olinto Marinelli” ospiterà un incontro con gli allievi delle classi quarte, a cura dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, con la presentazione del fumetto “3 di Avrîl 1077”. Sempre domani, alle 18, alla Biblioteca Civica “Pierluigi Cappello” è invece in programma la presentazione del libro “Quando le montagne si colorano di rosso”, di Stefania P. Nosnan.

Come ogni anno, la celebrazione della Festa della Patria del Friuli sarà arricchita, su tutto il territorio friulano, da un nutrito calendario di eventi culturali collaterali, quali spettacoli teatrali, eventi musicali, presentazione di libri, etc. Saranno più di cento gli eventi promossi da oltre 60 Comuni che hanno aderito al bando per il sostegno delle manifestazioni che accompagnano la ricorrenza, promosso dall’Arlef in attuazione alla Legge n. 6/2015.

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In copertina, uno scorcio di Tarcento che accoglierà la grande manifestazione.