Sanità, cambiamenti climatici e social: riflessioni Efasce con i giovani in Fiera

Anche Efasce (l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone) sarà presente alla 14ma edizione di Punto d’Incontro, l’appuntamento dedicato a lavoro, formazione e orientamento in programma dal 9 al 10 novembre alla Fiera di Pordenone. In ogni giornata dell’evento di Pordenone Fiere, l’Ente terrà tre laboratori formativi dedicati ai giovani in cerca di una strada per il loro futuro, proponendo temi di grande attualità: formazione in area medico-sanitaria; sostenibilità e cambiamenti climatici; social media & web reputation. Iscrizioni aperte su www.incontropordenone.it/workshop-2022.
«A condurre questi laboratori – spiega il presidente Gino Gregoris – giovani professionisti apprezzati nel loro settore e che sono venuti in contatto con Efasce durante le proprie esperienze all’Estero. Tramite le loro esperienze e consigli, puntiamo a dare a ragazze e ragazzi del Friuli Venezia Giulia utili consigli per il proprio futuro, il quale potrebbe essere anche fuori dall’Italia ma sempre con uno stretto collegamento con la propria terra d’origine».
Il dottor Matteo Della Bianca, medico chirurgo odontoiatra di Fiume Veneto, vanta una duplice formazione accademica e un’attività professionale in Italia e all’Estero. Guiderà i partecipanti alla scoperta del proprio futuro nelle professioni mediche e sanitarie nel laboratorio “Formazione in area medico-sanitaria: studiare, lavorare all’Estero…e ritorno”.
L’ingegner Elena Biason, ingegnere civile e ambientale di Roveredo in Piano, è Climate Pact Ambassador presso la Commissione europea. Insieme a Michele Contin (entrambi lavorano nell’azienda EY Italia – Building a better working world) – aiuterà i partecipanti a conoscere gli obiettivi del Green Deal e i lavori del futuro in ambito climatico-ambientale nel laboratorio “Sostenibilità e cambiamenti climatici: i lavori del futuro per la salvaguardia del pianeta Terra”.
Matteo Maria Giordano, esperto in Media education di Pordenone, aiuterà infine i partecipanti a definire la propria presenza sui social anche dal punto di vista professionale nel delicato equilibrio tra vita privata e sfera pubblica nel laboratorio “Social media & web reputation: tutto quello che devi sapere per la gestione dei tuoi profili sociale, l’identità digitale e la privacy”.

Giordano, Biason e Della Bianca 

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In copertina, il presidente di Efasce Pordenone Gino Gregoris.

 

Confcooperative Pordenone in Istria per le collaborazioni su progetti europei

Il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli, si è recato a Verteneglio-Brtonigla, centro dell’Istria croata, ad un incontro coordinato da Umberto Ademollo dell’Agenzia di Democrazia Locale – ong di cui sono soci il Consorzio di cooperative sociali Leonardo Pordenone e la Regione Istriana – ospiti del sindaco del Comune istriano, Nes Sinozic. Erano presenti la vicepresidente della Regione Istriana, Jessica Acquavita, l’assessore regionale alla Cultura, Vladimir Torbica, il vice-assessore regionale al Turismo, Davor Dobrila, e il presidente del Consorzio nazionale italiano Idee in rete, Marco Gargiulo.
«È stata un’occasione – ha affermato Piccoli – molto utile a rinsaldare rapporti di collaborazione ormai decennali basati sulle buone pratiche cooperative, anche in vista dell’uscita di nuovi bandi europei, in particolare l’Interreg Italia-Croazia». In precedenza, c’erano stati contatti pure con gli assessorati regionali istriani all’Agricoltura e alla Sanità e Politiche sociali anche in base a rapporti comuni con la Fiera di Pordenone.
L’Agenzia di democrazia locale di Verteneglio-Brtonigla agisce all’interno di Alda, organismo promosso dal Consiglio d’Europa e che è uno stakeholder chiave nel campo della democrazia locale, della cittadinanza attiva e della cooperazione. In essa operano le Agenzie della Democrazia Locale (Adl), che sono Ong auto-sostenibili, registrate a livello locale che agiscono come promotori del buon governo e dell’autogoverno locale.

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In copertina, un’immagine di Verteneglio e qui sopra un momento dell’incontro con la delegazione pordenonese di Confcooperative del presidente Piccoli.

Case popolari, oltre 4.500 alloggi in mezzo secolo nel Pordenonese

L’Ater di Pordenone in mezzo secolo di vita ha dato risposta all’esigenza abitativa primaria dei cittadini, con particolare riguardo verso coloro che non hanno la possibilità di accedere al mercato privato delle case. L’importante compleanno è stato celebrato, alla Fiera di Pordenone, con un convegno dedicato proprio ai 50 anni dell’istituto. Nato, in seguito alla costituzione della Provincia di Pordenone, con legge regionale il 21 aprile 1971 con il nome di Iacp provinciale (Istituto Autonomo per le Case Popolari), nel 1999 ha assunto, come nel resto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il nome di Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale.

Tassan Zanin e Novacco.

Il presidente dell’Azienda, Giovanni Tassan Zanin, ha ricordato come dal 1971 siano stati realizzati oltre 4mila 500 alloggi in gran parte dei 50 Comuni del Friuli occidentale e, sottratti quelli che nel corso di questi anni sono stati ceduti a inquilini che ne avevano diritto, attualmente Ater Pordenone gestisce 3.832 alloggi. «Anche quelli ceduti agli inquilini – ha aggiunto – sono un segnale positivo di come la qualità della vita delle famiglie in questi anni sia aumentata. Le sfide del futuro sono spendere bene i soldi del Pnnr e case moderne anche dal punto di vista energetico, come già stiamo facendo». Negli alloggi più recenti, infatti, grande attenzione all’abbattimento delle barriere architettoniche e al risparmio energetico, con alloggi in classe energetica A4, con impianto fotovoltaico e pompa di calore, a conferma di un’attenzione all’ambiente che l’Azienda ha avuto, prima in Italia nell’edilizia pubblica, fin dalla sua nascita.

Al microfono De Bortoli.

All’evento è intervenuto anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio, Graziano Pizzimenti: «Un ente che ha alle spalle mezzo secolo di vita, ma che è sempre all’avanguardia sapendo proporre scelte innovative che coniugano la necessità di nuove residenze con le evoluzioni della società», ha detto portando anche i saluti del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga. Per quanto riguarda il futuro, l’assessore ha individuato due grandi sfide. «La prima – ha detto Pizzimenti – è quella legata all’opportunità messa in campo con il Pnrr, che assegna alle Ater del Friuli Venezia Giulia quasi 63 milioni di euro da investire. Dovremo essere in grado di mettere in campo progetti già cantierabili, poiché i fondi a disposizione dovranno essere spesi entro il 2026. Servirà quindi compiere un lavoro di squadra con le amministrazioni pubbliche della regione per utilizzare al meglio le risorse a nostra disposizione. La seconda sfida – ha concluso Pizzimenti – è quella invece legata al ruolo delle Ater. Ci dobbiamo interrogare per capire se l’ente sia deputato solamente alla realizzazione infrastrutturale degli edifici abitativi oppure se, accanto a questo aspetto, debba essere nel contempo impegnato anche a studiare l’evoluzione della società per capire quali siano le nuove esigenze degli inquilini».

Bertolo e Pielli.


L’assessore del Comune di Pordenone, Walter De Bortoli, portando i saluti del sindaco Alessandro Ciriani e consegnando una targa al presidente Tassan Zanin, ha ricordato come l’Ater Pordenone sia stata tra i motori dello sviluppo cittadino e di come le sue case siano sempre state fatte con cura, mentre il presidente nazionale di Federcasa, Riccardo Novacco, ha analizzato il quadro delle residenze pubbliche nella penisola, spiegando che è in atto un dialogo costruttivo con il Governo. Monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia Pordenone, ha poi ricordato come la casa sia un elemento essenziale per il benessere della comunità.

Ex presidenti e amministratori.

Tra gli ospiti della giornata – condotta dal direttore Lorenzo Puzzi e realizzata assieme al dirigente settore amministrativo e direttore sostituto Angioletto Tubaro – anche il primo presidente Giuseppe Bertolo (che ricoprì la carica fino al 1994) e il primo dipendente Francesco Pielli (vicedirettore fino al 1978 e poi direttore dal 1979 al 2005). I due hanno ricordato i primi anni di vita dell’ente, staccatosi dall’omologo udinese dopo la nascita della provincia di Pordenone. Con loro hanno ricevuto un diploma di ringraziamento anche altri ex amministratori presenti in sala (il commissario Davide Sartor, i presidenti Alberto Scotti e Claudio Serafini e l’amministratore unico Monica Pase) e dirigenti (i direttori Antonio Ius e Aldo Bello e lo stesso Angioletto Tubaro). Sono stati anche ricordati con un momento commemorativo gli ex presidenti scomparsi Sergio Peressutti, Giancarlo Luisa Vissat e l’ex direttore Giorgio Garau. Presenti in sala pure consiglieri regionali, sindaci e amministratori del territorio.

La sala presente il vescovo Pellegrini.

I DATI

La ricorrenza ha fornito anche l’occasione per una “fotografia” del servizio che Ater Pordenone offre al territorio del Friuli occidentale. Nei 3832 alloggi gestiti vivono oltre 8 mila persone, per il 91% di nazionalità italiana. Il 60% degli alloggi sono assegnati a persone che hanno un reddito Isee tra zero e 10 mila euro, un dato che evidenzia come l’Ater Pordenone dia un bene primario come la casa a persone che altrimenti avrebbero difficoltà a reperire un’abitazione sul mercato privato. Tra questi soprattutto gli over 65, anziani che rappresentano il 41% degli intestatari. La composizione dei nuclei famigliari è per il 40% di una persona, del 29% di 2 persone, del 22% di 3-4 persone e del 9% di più di 4 persone.  La struttura di Ater Pordenone è composta da 50 persone tra dirigenti, quadri e impiegati. Neanche negli anni della pandemia ha smesso di seguire le sue finalità: nel 2020 sono stati consegnati 118 alloggi, nel 2021 fino a ottobre 176. Quest’anno in particolare si contraddistingue per l’inaugurazione di 28 nuovi alloggi tra Caneva, Casarsa della Delizia, San Quirino e Spilimbergo.  Tra i Comuni con il maggior numero di alloggi attualmente, oltre al capoluogo Pordenone con 1307, ci sono Azzano Decimo (111), Casarsa della Delizia (151), Cordenons (151), Fiume Veneto (109), Fontanafredda (1339, Maniago (182), Porcia (125), Sacile (245), San Vito al Tagliamento (293), Spilimbergo (141).

I PRIMATI

In questo mezzo secolo di attività, l’Ater Pordenone ha messo agli archivi una serie di “prime volte”. La prima serie di alloggi a essere stata costruita – dopo l’uscita dall’omologa azienda di Udine in seguito alla nascita della Provincia di Pordenone – vide il taglio del nastro il 28 agosto 1973 a Sesto al Reghena con una serie di villette a schiera in via Giotto di Bondone. Poco dopo, nel 1974, a Fiume Veneto in via Tavella, il primo intervento di edilizia pubblica in tutta Italia a installare un impianto solare.

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Graziano Pizzimenti.

Da Iacp ad Ater, da mezzo secolo a Pordenone garantisce una casa

Domani, 26 novembre, alle 12, nella sala Zuliani della Fiera di Pordenone, si terrà il convegno per i 50 anni dell’Ater Pordenone. Nato, in seguito alla costituzione della Provincia, con legge regionale il 21 aprile 1971 con il nome di Iacp provinciale (Istituto Autonomo per le Case Popolari), nel 1999 ha assunto, come nel resto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il nome di Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale. In questo mezzo secolo di vita ha dato risposta all’esigenza abitativa primaria dei cittadini, con particolare riguardo verso coloro che non hanno la possibilità di accedere al mercato privato delle abitazioni. Dal 1971 ha infatti realizzato oltre 4mila 500 alloggi in gran parte dei 51 Comuni del Friuli occidentale e, sottratti quelli che nel corso di questi anni sono stati ceduti a inquilini che ne avevano diritto, attualmente ne gestisce 3.832.
All’evento interverranno il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Graziano Pizzimenti, il rappresentante del Comune di Pordenone e il presidente nazionale di Federcasa Riccardo Novacco, accolti dal padrone di casa, il presidente dell’Ater Pordenone Giovanni Tassan Zanin.
“Un momento ufficiale – ha spiegato Tassan Zanin – che abbiamo voluto organizzare per raccontare come siamo nati, come ci siamo sviluppati e quali obiettivi abbiamo in futuro, sempre tenendo presente quanto il nostro ruolo sia fondamentale sul territorio, visto che garantisce alle persone un bene primario come la propria abitazione. C’è ancora l’abitudine a chiamarle, con una definizione ormai superata, case popolari: ma le nostre sono case di edilizia residenziale pubblica, sempre più attente ai bisogni di chi ci abita”.
“L’emergenza Covid-19 – ha aggiunto il direttore di Ater Pordenone, Lorenzo Puzzi – ha reso ancora più indispensabile il bene casa, luogo che ci ha anche preservati nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria e luogo, altresì, che ora ha un ruolo fondamentale pure nella ripartenza. Attualmente i nostri alloggi sono sempre più strutturati seguendo i criteri per l’efficienza energetica e il rispetto dell’ambiente. La giornata per il cinquantesimo anniversario sarà una preziosa occasione di riflessione sugli impegni che stiamo portando avanti e di cui dialogheremo con i nostri ospiti”.
E tra gli ospiti interverranno anche il primo presidente Giuseppe Bertolo (che ricoprì la carica fino al 1994) e il primo dipendente Franco Pielli (vicedirettore fino al 1978 e poi direttore dal 1979 al 2005). A loro il gruppo organizzatore della giornata – guidato dallo stesso direttore Lorenzo Puzzi assieme al dirigente settore amministrativo e direttore sostituto Angioletto Tubaro – ha affidato a inizio del convegno un momento per ricordare i primi passi dell’ente, compresa la particolarità storica dell’avvio in due riprese. Infatti, prima della legge regionale del 1971, ci fu una prima istituzione portata dalla delibera della giunta regionale a luglio 1970, che però fu bloccata alla fine di quell’anno dopo un ricorso dell’Istituto Autonomo per le Case Popolari di Udine da cui Pordenone si staccò.

L’evento rispetterà le norme anti contagio e a esso si entrerà con il Green Pass. Accesso su invito e prenotazione: info 0434.23357 – ater50@ater.pn.it

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In copertina, da sinistra Tubaro, Bertolo, Tassan Zanin e Pielli.

 

Pordenone, chi si è fatto strada all’estero sarà “maestro” in Fiera con l’Efasce

Anche l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti è tra i protagonisti di “Punto d’Incontro”, evento sul futuro didattico e professionale per i giovani che si terrà il 27 e 28 ottobre alla Fiera di Pordenone. «Un importante momento dedicato a chi cerca la propria strada nella vita – spiega il presidente dell’Efasce, Gino Gregoris – a cui siamo molto felici di partecipare portando le esperienze dei nostri corregionali che si sono fatti strada all’estero e che sono pronti a condividere quanto hanno vissuto e imparato con i giovani della propria terra d’origine». L’Ente proporrà tre laboratori con altrettanti Pordenonesi nel mondo che metteranno a disposizione dei partecipanti le proprie esperienze lavorative e di vita oltre confine.

“30 anni di World-wide Web. Sarai tu a scrivere un pezzo di futuro?” sarà condotto da Andrea Mucignat. Ingegnere di Architetture Software, inventore di 37 brevetti, Mucignat è da poco rientrato in Italia dopo una carriera in California tra Cupertino, Paolo Alto e San Francisco in colossi come Apple e Nest. Guiderà i partecipanti al laboratorio (che si svolgerà il 27 ottobre dalle 10.45 alle 11.30 e il 28 ottobre dalle 12 alle 12.45) attraverso una entusiasmante storia del www e di Internet per scoprire i trend e le prospettive lavorative del prossimo futuro.

“Nel mezzo del cammin di nostra vita: come trasformare le passioni in un vero lavoro” sarà condotto da Paolo Bergamasco. Cosa c’entrano una laurea in Scienze e biologia forestali, un’esperienza decennale come educatore ed una carriera nel mondo della ristorazione? Bergamasco, head chef in Svezia con esperienza in importanti ristoranti, con la passione che lo contraddistingue aiuterà i partecipanti a costruire una visione del proprio futuro per trasformare le passioni in un vero lavoro e indirizzare i propri talenti lungo il tortuoso percorso chiamato vita. Laboratorio il 27 ottobre dalle 12 alle 12.45 e il 28 ottobre dalle 14 alle 14.45.

“Social media & Web reputation: tutto quello che devi sapere per la gestione dei tuoi profili social, l’identità digitale e la privacy” sarà condotto da Matteo Maria Giordano. Colloqui di lavoro su LinkedIn, controllo dei profili social, rispetto della privacy… tutto il processo di selezione del personale, interviste e application, oggi, passa per l’online. Riveste sempre più importanza pertanto la gestione della propria identità digitale e della web reputation. Giordano, esperto in Media education, aiuterà i partecipanti al laboratorio (27 ottobre dalle 14 alle 14.45 e il 28 ottobre dalle 10.45 alle 11.30) a definire la propria presenza sui social anche dal punto di vista professionale nel delicato equilibrio tra vita privata e sfera pubblica.

I tre relatori saranno anche protagonisti del mini convegno “Restare o Partire?” che concluderà la manifestazione alle 15.30 giovedì 28 ottobre. Con loro ci sarà in sala il violoncellista Riccardo Pes, che nel Regno Unito si esibisce con successo oltre ad altri corregionali del Friuli Venezia Giulia in varie parti del mondo. Tutti i momenti si svolgeranno all’interno dell’area fieristica dedicata a “Punto d’Incontro”, a cui si accede con Green Pass. La frequenza dei laboratori è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Bergamasco, Giordano e Mucignat.

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In copertina, il presidente dell’Efasce di Pordenone Gino Gregoris.

Confcooperative Pordenone ha 70 anni: ora un nuovo logo e poi tanti eventi

Confcooperative Pordenone, realtà composta da oltre 150 associate e oltre 50 mila soci, è pronta a celebrare il suo 70mo anniversario dalla fondazione e per farlo ha presentato il suo nuovo logo elaborato per l’occasione: l’annuncio ha dato il via agli eventi celebrativi che a partire dal 10 settembre e fino al 27 novembre coinvolgeranno non solo le cooperative aderenti, ma anche i cittadini del Friuli occidentale, a testimonianza di come i valori della cooperazione siano ancora validi dopo sette decenni.

LA RICORRENZA

La Provincia di Pordenone nacque “solo” nel 1968, ma Confcooperative Pordenone ora compie 70 anni. Infatti, l’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, che poi assunse il nome di Confcooperative Pordenone, sorse il 15 settembre 1951. “L’essere nati prima ancora della Provincia – spiega il presidente Luigi Piccoli – fu reso possibile dal fatto che questo territorio già da fine Ottocento aveva dato vita a diverse esperienze cooperativistiche, nel credito con le casse rurali e in ambito agricolo, come la prima cooperativa in assoluto a Maniago nel 1882, e del consumo. Una presenza talmente forte che in quel 1951 si ottenne addirittura una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali. Da queste forti radici ripartiamo oggi per guardare al futuro, cogliendo l’occasione del 70mo anniversario per trovarci e riflettere anche sulle prove a cui la pandemia ci ha sottoposto, evidenziando ancora una volta come passione e resilienza dei nostri cooperatori abbiano permesso di risolvere molti problematiche negli ultimi mesi”.

GLI EVENTI

Il nuovo logo riprende gli elementi della comunicazione coordinata di Confcooperative evidenziando l’importante traguardo temporale raggiunto. L’esordio della nuova veste comunicativa è solo il primo degli appuntamenti in programma nelle prossime settimane. “La cooperazione – aggiunge il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – costituisce un patrimonio economico-imprenditoriale del Friuli occidentale spesso poco conosciuto, a volte considerato obsoleto o ignorato da un clima culturale che mette l’accento in misura maggiore sulla dimensione individuale, più che su quella collettiva. I valori che guidano la nostra associazione sono però sempre più attuali e tramite questi eventi vogliamo renderli più accessibili a tutti”. Finale il 27 novembre alla Fiera di Pordenone con il convegno sui 70 anni alla presenza dei massimi rappresentanti di Confcooperative, a partire dal presidente nazionale Maurizio Gardini. In mezzo altri eventi, da uno spettacolo dei Papu sulla figura del prete cooperatore di Torre monsignor Giuseppe Lozer al tradizionale appuntamento a Pordenonelegge fino al ricordo del senatore, e già presidente di Confcooperative Pordenone, Bruno Giust, passando per eventi curati dalle Donne cooperatrici e dai settori delle Cooperative agricole, sanitarie, sociali e dei Giovani cooperatori.
“Dopo questi eventi – conclude Piccoli – ripartiremo con ancora più energia verso i prossimi 70 anni. Siamo fortemente convinti che la vera sfida per il prossimo futuro sia che la cooperazione diventi il punto di riferimento per chi vuole fare impresa creando valore nel territorio, per coloro che coltivano gli ideali di solidarietà, inclusività e collaborazione”.

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In copertina, Piccoli e Bagnariol con il nuovo logo di Confcooperative Pordenone per i settant’anni.

 

Efasce Pordenone, ecco la seconda stagione di “4 chiacchiere con…”

Nonostante le limitazioni ai viaggi dovute all’emergenza Coronavirus in tutto il mondo, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone continua a mantenere vivo il legame con i corregionali all’estero. Non potendo esserci incontri in presenza, l’attività si è strutturata online già la scorsa primavera durante il primo lockdown grazie al progetto “4 chiacchiere con…” che ora vede partire la sua seconda stagione in diretta sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sui canali YouTube e LinkedIn “Pordenonesi nel mondo”. Previsto anche uno speciale sul Regno Unito, meta negli ultimi 15 anni di moltissimi giovani originari del Friuli Venezia Giulia: con i nostri emigranti si parlerà di come vivono Oltremanica e di cosa si attendono dalla Brexit.
“La prima parte di video incontri – spiega il presidente dell’Efasce, Gino Gregoris – era stata dedicata principalmente alla “nuova emigrazione”, ovvero chi è partito negli ultimi 10-15 anni. Ripartenza, futuro e innovazione sono le tre parole chiave che avevamo chiesto di commentare agli intervistati ottenendo idee per il Friuli Venezia Giulia del prossimo futuro che poi abbiamo sviluppato lo scorso 25 luglio nel 43° incontro dei corregionali all’estero svoltosi in presenza alla fiera di Pordenone. Ora siamo pronti a ripartire, inserendo nel programma anche uno speciale dedicato all’emigrazione friulana nel Regno Unito, che oltre agli effetti della pandemia dovrà anche muoversi tra quelli della Brexit”. Dopo questo primo round non mancheranno delle puntate dedicate ai discendenti dei nostri emigranti, corregionali di terza e quarta generazione.
Condotte da Michele Morassut, della segreteria Efasce, e con ospiti sia il presidente Gregoris che la vicepresidente Luisa Forte, le interviste che si sono iniziate il 17 novembre, alle 20, saranno nella prima parte dedicate proprio alla Gran Bretagna (le dirette rimarranno poi visibili anche nei prossimi giorni in archivio). Tra i protagonisti di questi primi dialoghi digitali Massimo Vendramini, originario di Pordenone, vicepresidente di un’importante società di investimento capitali; Luca Marin, di Prata di Pordenone, responsabile della gestione di servizi finanziari nella City; e poi Guglielmo Biason, di Roveredo in Piano, nella duplice veste di direttore per un colosso bancario nonché vlogger e viaggiatore con esperienze in tutto il mondo.

Emigranti, ripartire innovando: a Pordenone connessi con il futuro

Le voci di chi sta coniugando ripartenza e innovazione nella nuova era determinata dal Coronavirus: rappresentanti del mondo industriale, rimasti in Friuli Venezia Giulia ma che dialogano con il mondo o da qui partiti per esperienze professionali di livello pur rimanendo legati alla terra di origine, sono i protagonisti del 43° Incontro dei corregionali all’estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che domani, 25 luglio, alla Fiera di Pordenone si svolgerà con un’innovativa formula tra pubblico presente, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online. Appuntamento pertanto alle 18, in sala Zuliani, con ingresso su invito e rispetto delle distanze e misure sanitarie anti Covid-19 per un numero contingentato di persone, mentre sarà garantita la diretta streaming multipiattaforma sul sito web www.efasce.it e sulla pagina Facebook @efascepordenonesinelmondo con collegamenti da tutta Europa, Usa, Canada, Sudamerica, Australia e altri Paesi. Il tutto con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, e il patrocinio del Comune di Pordenone, della Camera di commercio di di Pordenone-Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Gino Gregoris

Paolo Vernier

Michelangelo Agrusti

“Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia” è il titolo scelto per la serata condotta da Massimo De Bortoli e che si aprirà con il saluto del presidente dell’Efasce Gino Gregoris. “Reduci da settimane impegnative – ha affermato Gregoris -, in cui però abbiamo mantenuto i contatti con i nostri corregionali, siamo pronti a fare il punto su quanto svolto nell’ultimo anno e a guardare al futuro, coma da oltre un quarantennio facciamo ogni ultimo fine settimana di luglio. Essere riusciti a realizzare comunque il nostro Incontro, senza rimandarlo al 2021, è un primo concreto segnale di fiducia verso nuovi traguardi, superando le difficoltà dettate dal Coronavirus. Sarà interessante ascoltare le visioni di futuro che porteranno i nostri ospiti, con spunti che andremo a concretizzare nei prossimi mesi. E sarà infine bello ritrovarsi e condividere di nuovo un pezzo di strada insieme”.

Anna Bortolussi

Il keynote di apertura dei lavori sarà affidato al presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, sul tema “Accompagnare il Friuli Venezia Giulia fuori dall’emergenza: realismo e innovazione”. Case study della giornata sarà quello del Sas Labs, il laboratorio interno di start up della Scandinavian Airlines, al cui capo c’è il pordenonese Massimo Pascotto. Poi due interviste ad altrettante persone del territorio che gestiscono realtà dalla spiccata internazionalizzazione: a Paolo Vernier, presidente della Midj Spa, azienda del settore arredamento di Cordovado, che racconterà come “Progettare il futuro”, e ad Anna Bortolussi, pordenonese general manager di Amazon Europe Market Place, che racconterà “Trasformazione digitale e corporate startup innovation”.

Laura Bortolotto


Inoltre, l’Incontro vedrà la straordinaria partecipazione della virtuosa del violino Laura Bortolotto, originaria di Prata di Pordenone e attualmente accademista all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese. Con centinaia di concerti internazionali, nel 2016 è stata proclamata Alfiere della Repubblica dal presidente Giorgio Napolitano. Regalerà alla platea alcuni dei pezzi principali del suo repertorio.

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In copertina, Massimo Pascotto della Scandinavian Airlines.