Confcooperative Pordenone, obiettivo puntato sulla tutela dei diritti del lavoro

Con 120 cooperative aderenti che occupano 2800 persone, in prevalenza soci delle stesse, il mondo della cooperazione che fa capo in Friuli occidentale a Confcooperative Pordenone ha celebrato il 1° maggio Festa dei lavoratori con un importante momento di tutela dei diritti. «I quali – spiega Fabio Dubolino, presidente di Confcooperative Pordenone – vanno non solo difesi ma anche rafforzati. Dal diritto di avere un lavoro a quello di svolgerlo in sicurezza. Per questo come Confcooperative stiamo seguendo con attenzione gli importanti tavoli per il rinnovo del contratto delle cooperative sociali, dei servizi e dello spettacolo-cultura. Contratti che dovranno tenere presente del reale potere d’acquisto della famiglie, mai come ora sotto erosione tra inflazione e dinamiche economiche incerte a causa delle tensioni internazionali. Questo tema per noi è fondamentale data la caratteristica principale del sistema cooperativistico, che è il mutualismo: il nostro lavoratore è, infatti, anche socio della cooperativa in cui opera. Quindi è la stessa società cooperativa che tutela il diritto al lavoro dei propri soci, i quali partecipano al processo decisionale nella governance dell’impresa».

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In copertina, il presidente di Confcooperative Pn Fabio Dubolino.

Domani “Concerto per la Pace” a Castelmonte con i GreenTea inFusion

In occasione del 1° maggio, Festa dei Lavoratori, il gruppo musicale GreenTea inFusion terrà il “Concerto per la Pace” sul Piazzale di Castelmonte, sotto il Santuario della Beata Vergine, a partire dalle ore 11. Attivi da anni nel panorama della musica strumentale, con oltre 100 concerti dal vivo e tre album già pubblicati (il quarto è di prossima uscita), i GreenTea inFusion propongono un linguaggio crossover che unisce blues, jazz, progressive e ritmi latini in una fusion travolgente, dove ogni brano nasce come un racconto sonoro, capace di evocare luoghi, memorie e incontri, riflettendo il valore universale della pace come incontro tra le diversità.
Il repertorio propone composizioni originali e arrangiamenti curati dal gruppo ispirati a tradizioni musicali di diverse parti del mondo, per una proposta artistica che inviti a riflettere sul senso della pace in tempi segnati da divisioni e conflitti, in un momento sospeso in cui lasciarsi toccare dalla bellezza e ricordare insieme che la pace è possibile, e che può germogliare anche grazie alla musica. Il gruppo è composto da: Franco Fabris, piano Fender Rhodes, tastiere; Gianni Iardino, sax, flauto traverso, tastiere; Pietro Liut, basso elettrico; Maurizio Fabris, percussioni, batteria, voce.

A Grado il Primo maggio i pescatori torneranno pellegrini a Barbana ricordando il ciclone di un secolo fa

(g.l.) Dopo la grande festa di ieri pomeriggio, quando nella Basilica di Sant’Eufemia monsignor Armando Zorzin – l’ex parroco, oggi vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia, tornato per un giorno nell’Isola – ha amministrato il sacramento della Cresima a 28 ragazzi, la comunità di Grado vivrà un’altra giornata importante mercoledì prossimo – Primo maggio, Festa dei Lavoratori -, quando sarà rinnovato il Pellegrinaggio votivo dei pescatori a Barbana. Al tradizionale rito sarà presente una delegazione della Cooperativa Pescatori e tutta la comunità – annuncia “Insieme”, il settimanale della Parrocchia arcipretale – è invitata a partecipare. Il ritrovo sarà in porto alle ore 8.30 e, dopo la preghiera iniziale, risalendo il canale per andare proprio a Barbana, monsignor Paolo Nutarelli benedirà i pescherecci e le barche posizionati lungo le banchine, per cui sono invitati a partecipare tutti i possessori di natanti.
Con questo pellegrinaggio si ricorda uno scampato pericolo di quasi cent’anni fa. La notte del 3 giugno 1925 la flottiglia di pesca gradese, composta da ben 56 barche, venne infatti sorpresa al largo e travolta da un furioso ciclone. I marinai invocarono proprio la Beata Vergine di Barbana e tutti poterono fare ritorno incolumi alle proprie case, riabbracciati dalle loro famiglie. L’episodio è raccontato ancora oggi nell’ex voto pubblicato da don Paolo e che vi riproponiamo.
Una volta giunta a Barbana, la sicuramente folta comitiva assisterà alla celebrazione della Messa accompagnata dalla Corale “Santa Cecilia”. Il rientro dall’isoletta in mezzo alla laguna è fissata per le ore 12. Una bella manifestazione, dunque, che sarà soltanto un “assaggio” del grande pellegrinaggio del Perdon che si ripete ogni anno la prima domenica di luglio, quando Grado rinnoverà i suoi voti per la superata pestilenza del 1237.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli sulla barca diretta a Barbana durante il pellegrinaggio dei pescatori del 2023.