Il friulano (anche nella variante di Nimis) con Dj Tubet va in onda sulla Tv austriaca

di Mariarosa Rigotti

La lingua friulana, anche nella variante di Nimis, grazie a Dj Tubet è stata applaudita protagonista in un recente programma della Tv austriaca: si tratta del documentario intitolato “La diversità linguistica nella regione alpino-adriatica” (Sprachenvielfalt im Alpen-Adria-Raum” ) proposto sul canale della televisione pubblica Orf 2, prodotto dalla sede di Klagenfurt, il capoluogo della Carinzia, e curato da Iris Hofmeister. Un lavoro che ha focalizzato l’attenzione anche sull’uso della “marilenghe” in Friuli e a Udine in particolare.

Una ricca carrellata sui Paesi contermini in questo documentario che ha dedicato la parte finale proprio alla lingua friulana, rilevata in molti aspetti della vita quotidiana quali: istituzioni, cartellonistica, media, editoria e musica. Così, a rappresentare la “marilenghe” ci sono William Cisilino (direttore dell’Agenzia regionale per la lingua friulana), Roberto Buttus (artigiano esperto di produzione e riparazione di strumenti a fiato a San Vito al Torre) e appunto il nimense Dj Tubet – al secolo Mauro Tubetti – con il suo rap friulano. E a tale proposito va sottolineato che la decisione dell’Orf di inserire un segmento dedicato alla lingua friulana nasce dall’interesse per il progetto didattico “Un glimuç di peraulis”, condotto nel 2023 dal Museo etnografico del Friuli con l’ufficio per la lingua friulana del Comune di Udine, che vedeva protagonista proprio il rapper ed educatore di Nimis. Va aggiunto che nel documentario di Orf 2 ci sono anche Daria Miani e Federica Angeli di “Maman”, la nota trasmissione per l’infanzia che va in onda su Telefriuli; Stefania Garlatti-Costa, consigliere delegato a identità friulana e plurilinguismo del Comune di Udine; i periodici “La Patrie dal Friûl” e “La Vôs dai Furlans”, All’Allegria, famosa osteria di via Grazzano, a Udine, oltre a scorci del capoluogo friulano e dei fiumi Tagliamento e Fella. Va anche ricordato che le riprese udinesi sono state girate nella primavera scorsa al Museo etnografico del Friuli, grazie alla collaborazione tra Orf, Civici Musei e il citato l’Ufficio per la Lingua Friulana della città capoluogo.


Questa produzione dell’Orf Landesstudio Kärnten ha avuto l’obiettivo «mettere al centro le esperienze delle persone che vivono all’incrocio di tre culture e che apprezzano i vantaggi di questa vicinanza multiculturale». Cosi, con la telecamera, Iris Hofmeister «visita persone che, per vari motivi, hanno trovato una “nuova” casa nelle regioni vicine e che condividono le loro esperienze. Per molti, il plurilinguismo è parte della vita quotidiana, indipendentemente dalle loro radici linguistiche e culturali. La lingua unisce, muove e apre nuove opportunità in un mondo del lavoro senza confini».
Il documentario ha avuto anche lo scopo di esplorare «come la lingua dell’amore porti alcuni a stabilirsi altrove e a fondare una famiglia, mentre la lingua dei ricordi rende indimenticabili le vacanze d’infanzia al mare. La lingua delle tradizioni facilita la trasmissione culturale». E «anche dal punto di vista culinario, la regione è influenzata da diverse culture, facendo sì che l’amore per le regioni vicine passi anche attraverso il cibo. Infine, la lingua delle immagini e della musica spesso unisce le persone senza bisogno di parole».
Infine, una sottolineatura legata al contemporaneo: «La regione dell’Alpe Adria ha una storia comune ricca e non sempre pacifica, ma le crisi attuali in altri Paesi fanno emergere l’importanza della non violenza per una “regione di pace Alpe-Adria” come proposto dagli scienziati». Anche dal punto di vista gastronomico, la regione è influenzata da diverse culture, facendo sì che l’amore per le regioni vicine passi anche attraverso il cibo. Infine, la lingua delle immagini e della musica spesso unisce le persone senza bisogno di parole. Da aggiungere che il documentario è disponibile online su Orf On al link: https://on.orf.at/video/14237294/unterwegs-beim-nachbarn-sprachenvielfalt-im-alpen-adria-raum

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In copertina, Dj Tubet durante la registrazione; all’interno, altre immagini delle riprese avvenute a Udine.

Mafie, malaffare e legalità: oggi a Udine giornata di dibattiti

Legalità come parola chiave al festival vicino/lontano 2019 nella giornata odierna a Udine: si parlerà del contagio delle mafie e del sistema del malaffare, che si è diffuso come una pestilenza nel tessuto economico e sociale dell’intero pianeta. Appuntamento alle 21.30 nella ex chiesa di San Francesco (in collaborazione con il Laboratorio Internazionale della Comunicazione) dove si confronteranno Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro da 30 anni in prima linea contro la ‘ndrangheta e sotto scorta; la giornalista di Repubblica Federica Angeli, anche lei sotto scorta per le sue indagini sulla mafia di Ostia; e Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali e tra i massimi esperti di ‘ndrangheta e globalizzazione delle mafie, con la moderazione del giornalista Giorgio Zanchini, conduttore per Rai Radio 1 della trasmissione “Radio anch’io”.  Da tempo la criminalità organizzata ha imparato a investire i soldi della droga e delle altre attività malavitose nell’economia legale: nell’edilizia, nel terziario, nell’eolico, nei rifiuti, nel turismo, nel lusso, e nei centri di accoglienza. È la corruzione l’ossatura del potere mafioso, che sfrutta una miriade di alleanze strategiche con funzionari pubblici, bancari, avvocati, commercialisti, broker senza scrupoli.

Federica Angeli

Nella mattinata, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine dalle 8.15 Federica Angeli sarà fra i protagonisti anche della 12ma edizione del progetto “Il piacere della legalità?”, coordinato da Liliana Mauro, momento conclusivo di un percorso formativo incentrato sui temi dell’etica e della responsabilità individuale. Gli studenti degli istituti superiori della città presenteranno i risultati del lavoro di un intero anno scolastico, confrontandosi con testimoni che difendono valori di coerenza, libertà e legalità. Tra gli ospiti, oltre a Federica Angeli, anche il docente Francesco Barone, portavoce del Nobel per la Pace Denis Mukwege, Pierluigi Di Piazza, testimone di solidarietà del Centro Balducci, l’ingegnere informatico John Mpaliza, originario della Repubblica Democratica del Congo e messaggero di pace, Beppe Pagano, fondatore della cooperativa Nco-Nuova Cucina Organizzata di Aversa e il rapper friulano dj Tubet.

Ed è uscito in questi giorni il libro-inchiesta della giornalista Floriana Bulfon, vittima di molte intimidazioni e adesso sotto vigilanza: per Bur Rizzoli ha pubblicato “Casamonica, la storia segreta. La violenta ascesa della famiglia criminale che ha invaso Roma”. Porta Furba, Vermicino, Tor Vergata, Cinecittà, Quadraro e poi Tor Bella Monaca, fino al confine dell’autostrada per Napoli. Dalla cronista che prima e meglio di tutti ha indagato – anche da infiltrata – sulla “Famiglia”, un documento importante che ripercorre una storia criminale che ha inizio negli anni Settanta e che coincide in modo inquietante con la storia di Roma degli ultimi trent’anni. Floriana Bulfon presenterà il libro a vicino/lontano domani alle 18, nella Libreria Moderna Udinese in dialogo con la giornalista Luana De Francisco. Pure di grande attualità il libro-intervista pubblicato a 15 anni dalla scomparsa del gesuita belga Jacques Dupuis,“Il mio caso non è chiuso. Conversazioni con Jacques Dupuis”, edito da EMI – Editrice missionaria italiana, scritto dal giornalista irlandese Gerard O’Connell tra il 2002 e il 2004. Un faccia a faccia con l’ultimo “eretico”: Jacques Dupuis fu sostenitore della teologia del pluralismo religioso e per questo messo sotto indagine dalla Congregazione per la dottrina della fede di Joseph Ratzinger e dai suoi consulenti – gli attuali cardinali Bertone, Amato, Ladaria, ma anche monsignor Fisichella, monsignor Crociata e altri – per le «ambiguità dottrinali» e «opinioni pericolose» che oggi sembrano invece assonanti con la visione del dialogo interreligioso di papa Francesco, gesuita come Dupuis. Il libro sarà presentato alle 17.30 nella Libreria Einaudi da Pierluigi Di Piazza in dialogo con Giancarlo Bosetti, direttore dell’associazione Reset Dialogues on Civilizations e autore della prefazione.

Floriana Bulfon

La giornata odierna si apre con due eventi inseriti nel programma del festival, a cura dei media partner 2019 di vicino/lontano, Radio1 Rai e Radio Rai1 Friuli Venezia Giulia, che proporranno le loro dirette integrate dai collegamenti della redazione Tgr Rai Fvg. Appuntamento, anche per il pubblico, nella Sala Stampa del festival (Galleria Antivari) alle 7.35 con la diretta di “Radio Anch’io” condotta da Giorgio Zanchini insieme a Nicole Ramadori, e alle 11.45 con lo “Speciale vicino/lontano” condotto da Gioia Meloni. In studio moltissimi protagonisti del festival, per affrontare in presa diretta i temi in programma. Molti incontri di vicino/lontano 2019 sono promossi in sinergia con l’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, con accreditamento Ecm per gli iscritti.

L’attualità entra nel vivo del programma della seconda giornata a vicino/lontano: alle 18.30 nella ex chiesa di San Francesco si proietta il film “Isis, Tomorrow” (distribuzione ZaLab) della giornalista Francesca Mannocchi e del fotografo Alessio Romenzi, che hanno dato voce alle donne di Mosul, mogli e madri di uomini del Califfato, e ai loro bambini. Tutti educati per far sopravvivere quell’ideologia e farla rinascere dalle ceneri dei loro figli, mariti e padri. Gli autori ne discuteranno, dopo la proiezione, con il sociologo esperto di islam Stefano Allievi, con la moderazione di Riccardo Costantini di Cinemazero.  In clima di elezioni e democrazia, è quanto mai opportuna una domanda: siamo sicuri che se il “popolo” potesse esercitare direttamente il potere, senza mediazione o rappresentanza, tutto andrebbe meglio? Ne parleranno, a partire dal saggio Uno non vale uno, Massimiliano Panarari, che ne è l’autore, e il giornalista Giorgio Zanchini (oggi, ore 18, Oratorio del Cristo). E sempre alle 18 (alla Fondazione Friuli) riflettori sull’economia del dono nella presentazione del Quaderno di “Edizione” 2018, con Beatrice Bonato, presidente della Sezione Fvg della Società Filosofica Italiana, Francesca Scaramuzza, tra i fondatori della Sezione, e Nicola Gasbarro.

Alle 20.30, sempre all’Oratorio del Cristo, la guerra nei Balcani e l’assedio di Sarajevo faranno da sfondo alla presentazione, in anteprima nazionale, del primo romanzo edito in italiano (da Bottega Errante) dello scrittore bosniaco Božidar Stanišić, “La giraffa in sala d’attesa”, un libro fatto di relazioni familiari, dialoghi serrati che raccontano un universo altro, il rapporto con la lingua madre e con la terra d’origine, l’accoglienza e l’integrazione. L’autore dialogherà con la docente e traduttrice Alice Parmeggiani e con il poeta Maurizio Mattiuzza. Anche il Salone del Popolo di Palazzo D’Aronco ospita un intenso calendario di incontri di approfondimento del festival. Domani si parlerà, in positivo, di contagi e contaminazioni tra le lingue, alle 18, in un focus a cura dell’ARLeF, che vedrà coinvolti i linguisti Giorgio Cadorini, esperto di lingua friulana e latino protoromanzo, la docente di linguistica all’Università di Udine Fabiana Fusco e lo scrittore Gaston Dorren, con la moderazione del giornalista Walter Tomada. A un’altra forma di contagio, quello della figura dello zombie nel cinema, nella letteratura e in politica, è dedicato l’appuntamento che vedrà coinvolti il docente di Storia dei media Massimo Scaglioni, il docente di forme audiovisive della cultura popolare Giacomo Manzoli e il docente di filosofia politica Damiano Palano, moderati dal presidente dell’associazione Territori delle Idee Damiano Cantone (Salone del Popolo, ore 19.30).
Il programma completo di vicino/lontano 2019 sul sito www.vicinolontano.it. Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Božidar Stanišić

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In copertina, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.