Confcooperative Fvg celebra i suoi 50 anni: oggi grande festa a Fagagna dopo la presentazione del nuovo logo Civiform

Per Confcooperative Fvg il 2025 è d’oro. Infatti, oggi 5 luglio festeggerà il cinquantesimo compleanno dalla sua nascita. E lo farà, in occasione dell’assemblea annuale, con un importante momento celebrativo, a Fagagna, nei locali di Cjase Cocèl.

La premiazione di Annamaria Pirvu.

IL LOGO UFFICIALE – Intanto l’altro giorno, al Civiform di Cividale, è avvenuta la presentazione del logo ufficiale che accompagnerà tutte le iniziative, i materiali e le comunicazioni ufficiali legate al cinquantenario di Confcooperative Fvg: il nuovo logo è stato creato da Annamaria Pirvu, studentessa del secondo anno del corso per operatore grafico di Civiform Trieste. Alla breve cerimonia di consegna erano presenti, oltre al presidente di Confcooperative Fvg Daniele Castagnaviz e al segretario generale, Nicola Galluà, anche il presidente di Civiform (che quest’anno compie 70 anni), Roberto Molinaro, la direttrice Chiara Franceschini, i coordinatori Davide Carboni ed Emiliano Campo, il docente Giuseppe Rossi e il tutor Alex Imperato.
Il lavoro di Annamaria Pirvu si è distinto per l’approccio professionale e consapevole alla progettazione grafica, basato su una comprensione profonda dell’identità del committente e delle finalità dell’intera operazione comunicativa. Dopo un’attenta fase di ricerca e studio del contesto, Annamaria ha sviluppato un logo essenziale e immediato, capace di rappresentare in modo originale e distintivo l’importante traguardo dell’Associazione. Il logo premiato si distingue infatti per la sua coerenza stilistica con l’identità di Confcooperative Fvg, con una sua cifra originale. «Questo progetto è il frutto di un lavoro accurato, maturo e professionale – ha sottolineato Molinaro -. È un esempio concreto di come la formazione professionale, se ben guidata, possa generare risultati di grande valore per il mondo delle imprese e delle istituzioni.»

L’ASSEMBLEA – Nutrito il programma dei festeggiamenti odierni a Cjase Cocèl a Fagagna: l’assemblea sociale prenderà avvio alle ore 10 con un intervento del presidente regionale, Daniele Castagnaviz, e i saluti istituzionali del direttore del Museo Cjase Cocèl, Elia Tomai, del Sindaco di Fagagna, Daniele Chiarvesio, dell’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini. Ci sarà spazio pure per un intervento dell’assessore al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia del Fvg, Alessia Rosolen; per la premiazione degli studenti che hanno vinto la 2a edizione del “Premio Regionale Sostenibilità” e per l’assegnazione dello stesso riconoscimento (conferito da Confcooperative Fvg e dall’Associazione delle Bcc del Fvg) a una importante personalità del territorio. Gli intermezzi musicali saranno a cura della cooperativa Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani; la moderazione sarà affidata al giornalista Lorenzo Padovan e le conclusioni al presidente nazionale di Confcooperative, Maurizio Gardini.

Maurizio Gardini

Anche il presidente di Confcooperative Fvg, Castagnaviz, ha espresso apprezzamento per la collaborazione con Civiform: «I 50 anni di Confcooperative rappresentano un traguardo importante che abbiamo voluto celebrare anche grazie alla creatività dei nostri associati, come il Civiform, per valorizzare la nostra identità cooperativa e il rapporto con il territorio che contraddistingue il movimento cooperativo». E in vista dell’Assemblea di sabato, Castagnaviz sottolinea i traguardi raggiunti dalla cooperazione: «In 50 anni la cooperazione è cresciuta costantemente e oggi le 500 cooperative associate a Confcooperative in Fvg contano 155 mila soci con più di 22 mila di lavoratrici e lavoratori».

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In copertina, il presidente regionale di Confcooperative Fvg Daniele Castagnaviz.

“Conversazioni in Osteria” a Cjase Cocèl: stasera a Fagagna con Floriana Nativo quel labirinto che racconta mille storie

Con la presentazione del nuovo libro di Floriana Nativo, “Il filo del labirinto”, tornano all’Ecomuseo Il Cavalîr, proprio questa sera alle 20.30, le “Conversazioni in Osteria”, appuntamenti con il pubblico e gli autori che hanno come sede, ovviamente, l’accogliente osteria storica di Cjase Cocèl a Fagagna. Con l’autrice dialogheranno Giuseppe Fiorica e Romano Vecchiet, e le letture di brani del libro saranno curate da Elisabetta Brunello Zanitti.
Il libro di Floriana Nativo si addentra nel mito. Il labirinto ha rappresentato, infatti, per millenni un luogo simbolo. Ha influenzato pittori, artisti e scrittori. Rappresenta un modo di dire, di pensare. Va ben oltre la figura geometrica e su di esso mille storie si intrecciano. Nel saggio, completo di quattro racconti, l’autrice analizza i componenti del mito, la trasformazione del labirinto nei secoli, le forme di riflessione e di parola a esso ispirate. La copertina è stata realizzata da Giulio De Vita.

Per informazioni cjasecocel@gmail.com e ilcavalir@gmail.com, telefono 0432.801887 e 351.9656319.

Il fiume che canta, Tagliamento oggi protagonista a Meduno e domani mattina alla casaforte di Fagagna

Si strutturerà in tre tappe la proposta novembrina del progetto “Il fiume che canta – Ricami d’anima”, con cui l’associazione Ava – Arte Vita Anima intende richiamare l’attenzione sulla splendida realtà del Tagliamento e che si avvale del sostegno di Regione Fvg, Fondazione Friuli e Consorzio Bim – Comuni del Bacino Imbrifero Montano del Tagliamento nelle province di Udine e Pordenone.


Per oggi, 9 novembre, è in programma un evento a Meduno (Pordenone), a palazzo Colossis, dove alle 18.30 si potranno ascoltare “I racconti di terra fiume – Ode per terra e acque del Friuli Venezia Giulia”, lettura-spettacolo con canti, storie, musiche e leggende del Friuli Venezia Giulia a cura di Mina Carfora e Giorgio Parisi. La partecipazione è libera, aperta a tutti gli interessati: la performance immergerà lo spettatore in un fitto bosco di melodie, fatti reali e leggendari, appunto, della nostra regione, che fanno da ponte tra due suoi importanti corsi d’acqua, Tagliamento e Judrio. Il primo sparo della Grande Guerra, l’ultimo traghettatore, santi e brani della tradizione popolare saranno gli ingredienti della serata.
Domani, invece, la rassegna toccherà Fagagna, nella casaforte La Brunelde, che ospiterà (dalle 9.30 alle 13.30) “La mia vita è leggenda”, atelier di scrittura creativa con Piera Giacconi, autrice e arte-terapeuta. Alle attività seguirà un aperi-pranzo a base di prodotti tipici del territorio (prenotazione a info@labrunelde.it).
Il 24 novembre, infine, si potrà partecipare alla suggestiva camminata storico-naturalistica “Le terre del conte”, tra i possedimenti del conte Ceconi: adatta a partire dai 10 anni di età, l’escursione partirà alle 9 e avrà una durata di circa quattro ore; accompagnerà i partecipanti la guida ambientale Tanja Beinat. Ritrovo al parcheggio di via Castello 1, a Pielungo di Vito d’Asio. Il castello Ceconi, sontuosa ed eclettica dimora del conte Giacomo, sarà il punto d’avvio di una passeggiata nelle sue amate terre, rimboschite con migliaia di piante autoctone e percorse da un acquedotto che riforniva il maniero e le sue pertinenze, i prati e i pascoli per greggi e armenti.

 

Tutti gli eventi sono a partecipazione libera: è sufficiente iscriversi inviando una mail a fiumechecanta@gmail.com

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In copertina e all’interno Mina Carfora e Giorgio Parisi protagonisti oggi a Meduno.

Marco di Moruzzo, l’ultimo Portabandiera del Patriarcato di Aquileia stasera in un docufilm su Rai Storia

Una vicenda che arriva dal Friuli e potrà essere conosciuta a livello nazionale, e non solo, grazie a una co-produzione Arlef e Artevideo. “Marcho. L’ultima bandiera”, in onda oggi, 31 ottobre, alle 21.10 su Rai Storia (canale 54 dt), all’interno della trasmissione “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, porterà nelle case degli italiani un evento rimasto celato per 500 anni e tornato alla luce solo nel recente passato, nel 1986, durante un restauro, grazie a una lettera rinvenuta tra le pagine di un libro, conservato su uno scaffale della casa-forte Brunelde, a Fagagna. La storia è quella di Marco di Moruzzo, l’ultimo Portabandiera dello Stato patriarcale di Aquileia, l’unico nobile che si è opposto all’invasione di Venezia, attorno al 1420.
L’annuncio è stato dato nella sede udinese della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, presenti Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle Autonomie locali; Giorgio Zanchini, conduttore della trasmissione Rai Storia nel cui ambito è programmato il film; Eros Cisilino, presidente dell’Agenzia regionale per la lingua friulana; William Cisilino, direttore dell’Arlef; Claudio Zorzenon, amministratore delegato di Arte Video; e Marco Fabbro, regista.


La produzione Arlef e Arte Video, realizzata con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Fondo per l’audiovisivo del Fvg, si distingue per l’accuratezza nella ricerca filologica di ogni dettaglio, dai costumi ai luoghi, passando per il contesto storico. Un elemento che restituisce al pubblico un prodotto di grande qualità anche grazie agli approfondimenti storici del professor Franco Cardini, volto noto del piccolo schermo, medievalista di fama oltre che prolifico saggista, e di Alberto Travain, autore e curatore di vari saggi sulla figura di Marcho; Flavia Maria De Vitt, docente di Storia medioevale all’Università degli Studi di Udine; William Cisilino, direttore dell’Arlef; Gianfranco Ellero, autore di numerose monografie sulla storia del Friuli.
Protagonista della pellicola è un bravissimo Paolo Mutti nel ruolo di Marcho, affiancato da Aida Talliente nel ruolo della moglie Caterina Arcoloniani, Fabiano Fantini che interpreta Pileo, padre di Marcho, Alessandro Mistichelli nel ruolo di Rizzardo d’Arcano, Lorenzo Acquaviva nel ruolo del Doge Mocenigo e Paolo Fagiolo nel ruolo del Capitano veneziano.
L’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, impossibilitato a essere presente, è intervenuto in un video, ricordando la ricca storia del Friuli e sottolineando come «questo docufilm rappresenta un altro pezzo importante della nostra storia, quella con la “s” maiuscola, quella che crea spirito e identità di un popolo e in questo caso di una regione importante come il Friuli Venezia Giulia. Quindi vi ringrazio per questa iniziativa, che non soltanto promuove la lingua friulana – come è giusto che sia, e già questo è un fatto lodevole – ma anche perché racconta quelle che sono le radici di una regione composita, formata da diverse esperienze, da diversi tratti identitari, uno dei quali, fondamentale e importantissimo per il nostro territorio, è proprio quello raccontato in questo docufilm».
«Il docufilm è stata l’occasione per scoprire aspetti poco conosciuti e molto affascinanti della storia del Friuli. Ci ha colpito in particolare la vicenda di Marco di Moruzzo, un nobile che da solo ha provato a opporsi a Venezia e a conservare l’autonomia. Così come molto ci hanno colpito l’accuratezza delle ricostruzioni e anche la qualità degli studiosi interpellati. Tra questi, un amico di Rai Storia come Franco Cardini. Grazie per l’occasione che ci avete offerto», ha sottolineato in un videomessaggio Giorgio Zanchini, conduttore, su Rai Storia, di “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”.


«Il Friuli è una vera e propria “terra d’Europa”, una Heimat dai caratteri socio-antropostorici molto vari, ma al tempo stesso ben delineati all’interno del Grossvaterland europeo: il fatto che il Friuli, come alcuni sostengano, “non sia mai stato propriamente e totalmente italiano” (e che nella sua cultura sopravvivano aspetti anche prelatini e pregermanici se non addirittura preindoeuropei) è a mio avviso un preziosissimo “valore aggiunto”. Le “terre di confine” sono sovente caratterizzate da una storia turbolenta, ma proprio questo le rende più vive e più affascinanti. A chi giudica ciò un fattore di “pericolo per l’identità” bisogna rispondere che le identità dispongono di una dinamica propria a ciascuna di esse: e proprio questo le rende più ricche e flessibili» è il commento giunto dal professor Franco Cardini.
«È un’opera cinematografica che sottolinea l’importanza della nostra identità millenaria, mettendo in evidenza un periodo storico complesso e cruciale per il nostro Friuli. La lingua friulana, con la quale si esprimono i protagonisti della vicenda narrata, sottolinea una connotazione geopolitica di evidente singolarità nel panorama europeo. Il film è un importante veicolo di conoscenza, non solo per i friulani, ma anche per quanti hanno l’interesse e la curiosità di approfondire queste vicende. Un’opera come questa, nata da una scoperta fortuita quanto eccezionale, è essenziale per comprendere la storia del Friuli e l’evoluzione del popolo friulano che pervicacemente ha tramandato la sua identità nei secoli», ha affermato Eros Cisilino, presidente dell’Arlef.
«In uno degli esergo del suo libro “Storia dei Friulani”, Pier Silverio Leicht osserva che la storia del Friuli raramente assume i tratti di una storia esclusivamente locale, risultando invece quasi sempre intrecciata con eventi significativi della storia europea. Ciò, poiché il Friuli è una terra di confine addirittura su tre lati: a ovest col mondo tosco-veneto, a nord con i popoli germanici, e a est con gli slavi. Non sorprende, quindi, sia stata oggetto di contesa, come ai tempi di Marco, per la sua posizione geografica. In ogni caso, la vicenda del Portabandiera di Moruzzo, stagliata sul finire del potere temporale del Patriarcato di Aquileia, è un unicum nella nostra storia, ed ha una grande valenza insieme civile e umana. Ma è quest’ultimo aspetto che fa diventare Marco un “eroe sconfitto” di carattere universale», ha aggiunto infine William Cisilino, direttore dell’Arlef.
Particolare soddisfazione è stata espressa da Claudio Zorzenon, amministratore delegato di Arte Video: «Siamo entusiasti di annunciare il nostro primo docufilm storico, una pagina affascinante della storia friulana che grazie anche all’aiuto degli storici cerchiamo di portare alla luce. Questa esperienza è stata straordinaria e ci ha riempito di soddisfazione vedere come la nostra visione sia diventata realtà. Un riconoscimento speciale va ai nostri partner produttivi dell’Arlef e ai sostenitori del progetto come Film Commission Fvg e Fondo Audiovisivo Fvg, la cui fiducia è stata fondamentale». Un sogno che prende forma per il regista Marco Fabbro: «Realizzare un docufilm ambientato nel Medioevo è sempre stato uno dei miei sogni nel cassetto. Da bambino, il primo film di finzione che ho visto è stato Braveheart, e l’impatto che ha avuto su di me è stato straordinario. In fondo, il nostro Marcho ricorda un po’ la figura di William Wallace. Desidero esprimere un sincero ringraziamento ai produttori, al mio co-sceneggiatore, al team di storici, al cast, ai rievocatori medievali e alla troupe: ognuno ha dato il massimo, mettendo cuore, talento e professionalità in questo progetto».
Dopo la messa in onda su Rai Storia, “Marcho. L’ultima bandiera” sarà disponibile anche su Rai Play. Il film è stato girato in otto diverse location del Friuli e sono state oltre duecento le persone coinvolte nella sua realizzazione: quattro storici, trentatré gli attori, cui si sommano una sessantina di comparse, tra cui anche due neonati, e altrettanti rievocatori. Lo staff, di troupe e post-produzione, era composto da 40 persone. La pellicola gode della certificazione Green Film, a garanzia della sostenibilità ambientale della produzione.

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In copertina, Marco di Moruzzo nel docufilm in programma oggi (Foto C. Zorzenon); all’interno, tutti i protagonisti.

Con l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine.

Oggi la Festa della zucca a Cjase Cocel museo della vita contadina di Fagagna

Oggi, 20 ottobre, a Fagagna c’è la Festa della Zucca, con tante attività per le famiglie e soprattutto per i più piccoli. L’evento è organizzato dall’Ecomuseo Il Cavalîr e andrà in scena negli accoglienti spazi del Museo della vita contadina Cjase Cocèl, come da tradizione. L’apertura del museo è prevista per le 14 e alle 14.30 si darà il via all’attività di intaglio delle zucche nel cortile. Sono in programma anche il Laboratorio “Fiorintesta” con Michela Bratta e le visite guidate al museo e alla mostra di Pinocchio che ancora anima le sale. Sempre alle 14.30 parte anche il concorso “Quanto pesa questa zucca”. Alle 16 è in programma lo spettacolo di magia con il mago Robert Rounder e a seguire le premiazioni ai vincitori del concorso.

Per informazioni 0432.801887, cjasecocel@gmail.com o ilcavalir@gmail.com.
La manifestazione è organizzata con il supporto della Comunità collinare del Friuli e il patrocinio del Comune di Fagagna.

Cjase di Catine, oggi a Fagagna si conclude Capovolgere all’infinito

Nel conto alla rovescia per l’inaugurazione di Cjase di Catine Casa delle culture bambine, il prossimo 17 novembre, si moltiplicano a Fagagna le iniziative promosse da Damatrà: la 2a edizione del progetto Capovolgere all’infinito, sostenuto da Fondazione Friuli, si conclude oggi, alle 18, con un incontro d’eccezione, quello che vedrà protagonista Cristian Fabbi, direttore generale della Fondazione Reggio Children, psicoterapeuta relazionale certificato ed esperto internazionale di educazione della prima infanzia con incarichi all’Unicef e nell’Unità per la cura e l’educazione della prima infanzia presso l’Ufficio internazionale dell’educazione dell’Unesco, dove ha sviluppato programmi e iniziative per migliorare la qualità dell’educazione della prima infanzia in Africa e in Asia. La Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi è eccellenza italiana e riferimento internazionale in ambito educativo: dal secondo dopoguerra il Reggio Emilia Approach si fonda, per l’educazione dell’infanzia, su un’idea di bambino e di essere umano portatori di diritti e di potenzialità, una filosofia innovativa, capace di valorizzare quel patrimonio risorse che si esplica nei “cento linguaggi dei bambini”.

Cristian Fabbi

L’incontro con Cristian Fabbi sarà incentrato sui presupposti dell’Obiettivo 4 dell’Agenda delle Nazioni Unite, il diretto a un’educazione di qualità come strumento di relazione e di crescita, e a una riflessione sulla comunità intesa come luogo e realtà per la costruzione di legami. Cristian Fabbi ha maturato una grande esperienza a livello internazionale, con incarichi che lo hanno visto al lavoro in Azerbaigian, Camerun, Ciad, Eswatini, Guinea Conakry, Laos, Ruanda e Seychelles, in Kosovo con diverse Ong (Caritas, Rtm). In Palestina, per conto della Fondazione Reggio Children, ha coordinato il lavoro per la Licenza delle scuole dell’infanzia private in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.
Una perfetta comunione di intenti con il progetto Capovolgere all’infinito, che parla di infanzie e comunità a partire dal riconoscimento dell’Obiettivo 4 dell’Agenda Onu, affinchè lo sviluppo e l’innovazione delle nostre società vadano di pari passo con la promozione di una cultura capace di riconoscere le potenzialità di ogni infanzia. In queste prime due edizioni relatori di riferimento sono stati coinvolti su tematiche legate alle relazioni educative di comunità: si sono avvicendati fra gli altri il media educator Matteo Maria Giordano, l’esperto informatico Manuel Cacitti. La pedagogista e ricercatrice Alice Di Leva, insieme a educatori, ricercatori, antropologi, ma anche scrittori e illustratori. A tutti è stato chiesto di declinare a proprio modo il senso della comunità che educa. Non sono mancati workshop, che hanno coinvolto anche i più giovani in sessioni laboratoriali gestiti dagli operatori della Cooperativa.

Fagagna Dance Festival, oggi anteprima in attesa poi del ricco weekend di luglio

Nasce Fagagna Dance Festival e oggi, 10 marzo, nella cittadina collinare c’è la prima giornata di eventi dedicati alla danza contemporanea che poi, dal 12 al 14 luglio, sarà seguita da un ricco weekend di eventi con artisti locali, nazionale e internazionali. L’obiettivo è infatti quello di creare un festival dedicato interamente alla danza moderna che coinvolga Fagagna, la comunità, il territorio circostante e tutti gli amanti dell’arte coreutica provenienti dalla regione e oltre, con l’obiettivo di celebrare la diversità e la bellezza della danza in tutte le sue forme.


Da questa idea nasce il Fagagna Dance Festival, ideato da Pablo Girolami che ne è direttore artistico e che ha fondato nel 2019, sempre a Fagagna, Ivona, compagnia di danza contemporanea e associazione culturale che promuove questa disciplina come ricerca artistica ed espressiva a tutto tondo. Il Fagagna Dance Festival vuole essere una piattaforma inclusiva per artisti emergenti e affermati, consentendo loro di condividere le loro creazioni e di esplorare nuove forme di espressione attraverso la danza. Inoltre, il festival mira a coinvolgere attivamente la comunità locale, offrendo opportunità di partecipazione e coinvolgimento attraverso workshop, laboratori e performance interattive. Come detto, l’evento sarà diviso in due momenti: una prima giornata di avvicinamento al festival, oggi, e poi i giorni dal 12 al 14 luglio.
Il programma del festival è stato concepito con un approccio incentrato sulla diversificazione della danza contemporanea, un’arte che abbraccia un ampio spettro di stili e pratiche, e con l’obiettivo di creare un ponte tra artisti locali, nazionali e internazionali, un legame significativo tra Fagagna e l’Italia, nonché tra Fagagna e il resto del mondo. Anche gli spazi scelti per il festival sono un modo per dare valore al territorio e ai suoi luoghi più significativi: spettacoli e laboratori, infatti, non andranno in scena solo nel Teatro Sala Vittoria, ma anche a Palazzo Pico, Museo Cjase Cocèl, Casaforte La Brunelde. Fagagna Dance Festival è organizzato grazie al sostegno della Regione Fvg attraverso il Bando Cultura.
La giornata odierna si apre con un laboratorio rivolto a danzatori amatoriali e professionisti dai 14 anni in su per scoprire il linguaggio unico di Roni Chadash, coreografa, performer e insegnante con esperienza internazionale. Prosegue alle 17 “Fu stella”, l’assolo ispirato all’omonimo libro di filastrocche di Matteo Corradini in cui la coreografa Alice Beatrice Carrino si addentra, con una performance toccante e stimolante, in temi profondi come l’assenza, la memoria e il vuoto lasciato da coloro che non sono più con noi. La giornata si conclude, poi, alle 20.30 in Sala Vittoria, con uno spettacolo composto da una trilogia: Goofydi e con Roni Chadash, la coreografia pluripremiata Tripofobia firmata Ivona e Brothers del Collettivo monfalconese TheLab, selezionato attraverso un apposito bando dedicato ad artisti under35 con sede in regione.
Goofy è un tentativo di capire come un corpo possa perdere la sua innocenza e come possa trasformarsi nella creatura conosciuta e comune chiamata donna. Nell’assolo c’è un intricato registro di danza, cinetica e corporea strategie con cui l’artista affronta il tema.Tripofobia indaga la paura dei buchi e di tutte quelle piccole figure geometriche che avvicinandosi creano ammassi di piccole cavità: ansia, angoscia, paura di perdere il controllo sul mondo, sul nostro corpo, sull’altro. Infine, Brothers mette in scena il ciclo evolutivo che ogni essere sperimenta, caratterizzato da un climax ascendente, dalla genesi all’incontro con le proprie sembianze e con gli altri, spinti dal bisogno innato di creare legami di fratellanza e sorellanza, non necessariamente di sangue.

I biglietti sono acquistabili online su Eventbrite fino ad esaurimento posti, oppure direttamente in loco prima dell’evento (secondo disponibilità). Il costo del biglietto dello spettacolo serale è di 10 euro, ridotto a 8 euro per under30 e over65. Per “Fu Stella” 2 euro e 5 euro per il laboratorio con Roni Chadash.
Per tutte le informazioni: https://ivonaofficial.com/festival-day-1-it/

La Passione di Ciconicco da oggi in una mostra fotografica al Teatro di Fagagna

(g.l.) La famosa Passione di Ciconicco, che da tanti anni caratterizza le feste pasquali nella zona collinare friulana, sarà in mostra da oggi a Fagagna. L’associazione culturale “Un Grup di Amis”, alle 18.45, nella Sala Vittoria di piazza Marconi, inaugurerà infatti un ricco percorso fotografico sulla sacra rappresentazione vivente del Venerdì Santo nell’ambito della rassegna “Collinarte” organizzata dai Comuni della Comunità Collinare del Friuli. Le gigantografie, realizzate in collaborazione con il Circolo Fotografico Friulano, rimarranno esposte nella hall del Teatro comunale in via permanente.
«Si tratta per noi – ha detto il presidente del sodalizio ciconicchese, Andrea Schiffo – di un’occasione per far conoscere ancora una volta la nostra Sacra rappresentazione del Venerdì Santo, trasmettendo sensazioni e punti di osservazione inconsueti e privilegiati, che il Circolo Fotografico Friulano ha avuto la bravura di ritrarre. Non si tratta solo di promozione, ma anche di un’azione di salvaguardia per tenere vivo il desiderio di portare avanti quella che per il nostro paese è ormai un’importante tradizione che si unisce in Europassion ed in Europassione Italia ad una vasta rete di Sacre rappresentazioni sul territorio nazionale ed europeo. Ringrazio il Comune di Fagagna per la collaborazione ed il supporto a questa iniziativa».
Alla cerimonia inaugurale interverranno Patrizia Nardi, responsabile scientifica del progetto Unesco di Europassione Italia, Flavio Sialino, presidente di Europassione Italia, Fausto Onori, presidente della Passione di Nettuno gemellata con quella di Ciconicco, e Thomas Hummel, presidente di Europassion. L’importante iniziativa beneficia anche della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, uno scorcio della bella mostra fotografica sulla Passione di Ciconicco allestita nella hall di Sala Vittoria.

Art tal Ort ritorna questa sera a Fagagna con un doppio divertentissimo spettacolo

Art tal Ort torna “a casa”, nel Comune che ha ospitato tutte le precedenti edizioni: Fagagna. E lo fa con un doppio appuntamento in programma oggi, 12 luglio, a partire dalle 21. In piazza Unità d’Italia lo spettacolo “Car Wash” (con Agro the Clown) trascinerà il pubblico inun’ardente ondata di divertimento, fino ad addomesticarlo… a colpi di spugna. Uno spettacolo di circo e teatro, intriso di allegria, spumeggiante… con brividi e schiuma per tutti, che andrà in replica a Moruzzo, in piazzale del Municipio, venerdì 14 luglio, alle 21.
Ma a Fagagna, tappa principale di questa nuova e rinnovata edizione di Art tal Ort, ci sarà un altro spettacolo, quello con Microband (Luca Domenicali e Danilo Maggio) che ritorna nel Comune collinare con le sue esilaranti sinfonie, con sorprendenti interpretazioni delle musiche più varie. I violini saranno suonati con archetti invisibili, le chitarre si trasformeranno, i flauti compariranno dal nulla in un diluvio di note. Uno spettacolo gioioso, vivace, sensazionale, fatto di irresistibili gag, magiche invenzioni e una vena di comica follia. La XIV edizione di Art tal Ort, con la sua nuova formula itinerante, proseguirà poi il suo tour fino al 27 luglio.

IL 13 LUGLIO – La rassegna tornerà a Udine, al Giangio Garden, domani 13 luglio, dalle 18.30, con Improlocura: uno spettacolo esilarante e imprevedibile che spezza il ritmo della vita quotidiana, ogni giorno più̀ banale e noiosa. Agro the Clown proporrà uno show provocatorio, divertente, stravagante, completamente improvvisato, che unisce mimo, clownerie ed effetti sonori e che sta girando da anni per i festival e le rassegne di tutto il mondo. Agro the Clown, alle 21, si sposterà poi a Villaorba di Basiliano (piazza della Chiesa) per uno nuovo spettacolo.

IL 20 LUGLIO – La settimana successiva, il 20 luglio, alle 21, la stessa location ospiterà Duel (the best of Microband), con Luca Domenicali e Danilo Maggio. Microband elabora esilaranti sinfonie con sorprendenti interpretazioni delle musiche più varie.

IL 27 LUGLIO – Gran finale, ancora nel capoluogo friulano giovedì 27 luglio, dalle 18.30, sempre al Giangio Garden, con “Baci, abbracci e bastonate”, teatro di burattini con Michele Polo di Teatro della Sete che porterà in scena la storia di un burattinaio che non riesce a dormire, perché tormentato dai suoi burattini, infaticabili pezzi di legno con mani piccole e grandi desideri. Perché ne possiamo essere sicuri: l’idea di ficcare il naso nelle faccende altrui non morirà mai.

Art tal Ort 2023 è organizzato da Felici ma Furlans Associazione culturale, in collaborazione con Giangio Garden, Comune di Fagagna, Comune di Moruzzo, Civica Biblioteca Guarneriana, Comune di Rive d’Arcano, Pro Loco Villaorba, Travesio Tuttoteatro, Amici del Teatro – Artegna, Scuola Sperimentale dell’Attore, con il contributo del Comune di Udine (che lo ha inserito nella programmazione di UdinEstate), Fondazione Friuli, Comunità Collinare del Friuli, PrimaCassa Credito Cooperativo FVG.

Per info su artisti e programma: www.artalort.it

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In copertina, la Microband con Luca Domenicali e Danilo Maggio attesa questa sera in piazza Unità d’Italia a Fagagna.

Capovolgere all’infinito ed Epicentrico: ultimi incontri a Fagagna e a San Giorgio

A Fagagna e a San Giorgio di Nogaro sono giunte alle battute finali due significative manifestazioni: “Capovolgere all’infinito” ed “Epicentrico”. Ecco in dettaglio cosa verrà proposto nella zona Collinare e della Bassa Friulana.

FAGAGNA – Si sta per chiudere il cerchio di “Capovolgere all’infinito”, un progetto ambizioso e importante che è stato finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia (presidenza del Consiglio dei Ministri) nell’ambito del bando “Educare insieme”, e che ha ricevuto anche il sostegno di Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini, il patrocinio del Comune di Fagagna e che vede Damatrà come capofila di una lunga cordata di partner e collaboratori. Il ciclo di incontri, ultima tappa di una progettualità a dir poco articolata – che ha maturato 10 mesi di attività, coinvolto attivamente oltre tremila persone su sei territori della regione Friuli Venezia Giulia, con un calendario di 60 iniziative – è infatti arrivato al suo ultimo incontro oggi, 2 dicembre, a Cjase di Catine, a Fagagna, alle 18: “Comunità educante è Pensieri per il futuro”. Marco Aime (che sostituirà Roberto Papetti, impossibilitato a esserci per cause di forza maggiore) cercherà di raccontare come, tristemente, la comunità abbia smesso di essere il nostro orizzonte sociale e psicologico. Dapprima per il passaggio a una società urbano-industriale e, più di recente, con l’avvento della rete, che ha sostituito qualità, conversazione e amicizia con velocità, community virtuali, tweet e like. Ma poiché il bisogno di comunità resta, perché non provare a ricostruire un “noi” fondato su autentici legami di prossimità? Capovolgere all’Infinito ha lavorato proprio per questo e il confronto con Aime, docente di antropologia culturale all’Università di Genova, offrirà senz’altro punti interessanti e non scontati.

Un incontro di “Epicentrico”.

SAN GIORGIO DI NOGARO – Saranno due gli imperdibili spettacoli con cui si chiuderà, all’auditorium San Zorz, a San Giorgio di Nogaro, la prima entusiasmante edizione del festival teatrale “Epicentrico”: progetto socio-culturale per il territorio della Bassa friulana ideato dalla compagnia Brat e realizzato con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Pietro Pittini, Fondazione Friuli, i Comuni di San Giorgio di Nogaro, Gonars, Porpetto, Torviscosa, Kemira Italy spa; e in partenariato con Teatro e Critica, Artisti Associati, Css Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Slovensko narodno gledališče Nova Gorica, Comune di Castions di Strada, cooperativa PuntoZero, Università della Terza Età ‘Paolo Naliato’. Oggi, 2 dicembre, alle 20.30, il cartellone prevede la pièce dedicata a un pubblico di adulti: “(Quale) Inferno _ Instrumental” un viaggio senza cinture di sicurezza nell’Inferno dantesco con musica dal vivo composta ad hoc, a cui seguirà, domani, l’incontro con Angela Forti di Teatro e Critica. Sarà invece “Antonton”, spettacolo per l’infanzia del teatro nazionale sloveno di Nova Gorica, a chiudere, domenica, alle 16, Epicentrico: Antonton (l’attore Peter Harl) è un cuore puro che guarda il mondo con occhi da bambino, spingendo grandi e piccoli a usare di più la fantasia.
«Volevamo portare un terremoto culturale, creare connessioni, incontri, dialogo, attivare e stimolare, attraverso il teatro, chiunque, senza confini d’età, di genere, culturali o fisici. E siamo felici di esserci riusciti», hanno spiegato i direttori artistici della rassegna, Agata Garbuio e Claudio Colombo della compagnia Brat, che hanno proseguito precisando come si tratti «del primo passo verso un teatro che è parte della vita delle persone, per farle divertire e riflettere, per incontrarsi e stimolare una vita culturale e sociale sempre più viva».
Agli spettacoli (su 9 ben 7 erano prime regionali!) hanno partecipato oltre 600 persone. Numeri importanti per il territorio di San Giorgio di Nogaro che ha ospitato gli appuntamenti in occasione del mercato del sabato mattina e all’Auditorium San Zorz. «Grazie all’associazione Brat siamo riusciti ad avere una nuova e fresca rassegna teatrale – ha spiegato l’assessore alla cultura del Comune di San Giorgio di Nogaro, Alessio Cristin -. Partendo dalle scuole, passando per le strade e arrivando in auditorium l’intento era proprio quello di coinvolgere più persone possibili. Sono quindi riusciti a trasmettere il messaggio che il teatro può essere per tutti e di tutti». «Esprimo soddisfazione e apprezzamento per la felice riuscita del progetto teatrale Epicentro, che l’Amministrazione ha accolto da subito con interesse – gli ha fatto eco la collega Antonella Xodo -. Un progetto innovativo e originale nelle modalità delle varie rappresentazioni, recitate per strada e in teatro e che hanno riscosso una partecipazione entusiasmante soprattutto tra il pubblico dell’infanzia, confermando la valenza educativa e socializzante per tutta la Comunità, perseguita dal progetto». Un’attenzione particolare è stata rivolta ai più piccoli e all’attività laboratoriale (in collaborazione con Teatro e Critica) con il coinvolgimento oltre cento fra bambini e adulti residenti in diversi i Comuni della Bassa friulana.