Giornate Fai di Primavera, il Fvg mostra le sue bellezze cominciando nel “cuore” di Trieste dal Palazzo della Regione

«Un evento di grande rilevanza culturale, che offrirà al pubblico l’opportunità di scoprire luoghi straordinari, spesso inaccessibili, e di immergersi nella storia e nelle tradizioni del territorio». Queste le parole dell’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, in occasione della presentazione della 33ma edizione delle Giornate Fai di Primavera, in programma il 22 e il 23 marzo. «A primavera – ha affermato l’assessore – si risveglia, oltre alla natura, anche questa iniziativa e, grazie ad essa, avremo la possibilità di riscoprire le bellezze della nostra nazione e della nostra regione, comprese quelle realtà nascoste che solitamente non sono aperte al pubblico».

Scoccimarro alla presentazione.


Un’attenzione particolare è stata dedicata al Palazzo della Giunta regionale a Trieste, la cui storia rappresenta un importante tassello del patrimonio culturale locale. Come ha spiegato il rappresentante dell’Esecutivo Fedriga, oltre alla bellezza del luogo su cui si affaccia – piazza Unità d’Italia, il “cuore” pulsante della città -, il Palazzo ospita dipinti che raffigurano alcuni sovrani del passato e testimoniano, tra gli altri, il pensiero di Karl Ludwig von Bruck, scomparso tragicamente prima della costruzione del Palazzo, ma che, già cento anni prima del Trattato di Roma, immaginava un’unità doganale europea a guida degli Asburgo. «Questo è un esempio di come, raccontando la storia di un palazzo, raccontiamo anche la storia del nostro territorio», ha ricordato Scoccimarro.
L’assessore ha poi voluto esprimere il suo apprezzamento per il 50º anniversario del Fondo per l’ambiente italiano. «In un’epoca digitale, in cui il mondo appare sempre più piccolo, è fondamentale riscoprire i nostri borghi e le nostre bellezze. Anche per questo, le Giornate del Fai sono sostenute dal Governo e dalla Regione, che mette a disposizione tutte le competenze necessarie per valorizzare il nostro territorio, il quale – ha concluso Scoccimarro – non a caso venne definito da Ippolito Nievo ‘un piccolo compendio dell’universo’, a dimostrazione dell’unicità di una regione che merita di essere promossa e tutelata».

Tutti i luoghi da visitare su:
 https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/

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In copertina, il palazzo della Giunta regionale in piazza Unità d’Italia nel “cuore” della città di Trieste.

Grotte preistoriche patrimonio da valorizzare in Fvg: presentato un volume a Udine in occasione del “Darwin Day”

«Nel giorno del “Darwin Day” è importante dedicare un approfondimento alle grotte preistoriche del Friuli Venezia Giulia: nel 2023 sono state accatastate 231 nuove cavità e 755 aggiornamenti di cavità già conosciute. In termini di database, nel 2023, sono stati inseriti 25.177 nuovi dati: a questi numeri vanno aggiunti ulteriori inserimenti elaborati nel corso di progetti come quello che viene presentato oggi nel volume a cura della Regione. Lavori di questa natura sono preziosi e portano lustro alla nostra regione e alle sue meraviglie». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente, Fabio Scoccimarro, in un videomessaggio trasmesso in occasione della presentazione del volume “Grotte preistoriche del Friuli Venezia Giulia”, avvenuta ieri al Museo di Storia Naturale di Udine e parte del programma “Dall’acqua alla terra” che fino al 23 marzo onoreranno il Darwin Day.

Il progetto inerente le grotte preistoriche ha visto la collaborazione fra Servizio geologico della Regione Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Trieste, i Musei scientifici e archeologici di Trieste e di Udine, la Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, gruppi ed associazioni speleologiche della regione e ha portato all’implementazione del Catasto speleologico regionale (Csr) con i dati sulle grotte di interesse archeologico e paleontologico della nostra regione.
«L’incontro con la ricca banca dati del Catasto ragionato informatico delle grotte archeologiche (Criga) ha permesso di avere a disposizione un patrimonio di dati archeologici che fondano le loro radici nel lavoro di generazioni di appassionati, esploratori e studiosi», ha notato l’esponente della Giunta Fedriga. Scoccimarro ha evidenziato l’importanza della ricerca speleologica in regione, ricordando anche il suo aspetto divulgativo visto che «il progetto include itinerari di facile accesso per guidare i visitatori alla scoperta delle grotte preistoriche e dei musei che conservano i reperti, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione di questo straordinario patrimonio regionale».
Il volume a cura di Franco Cucchi, Manuela Montagnari Kokelj, Giuseppe Muscio, Paola Visentini e Luca Zini è stato presentato alla presenza degli autori, tra cui appunto la responsabile del Museo, Paola Visentini, con interventi di Massimo Zanetti per il Servizio geologico della Direzione centrale Difesa dell’ambiente della Regione Fvg, di Andrea Pessina, segretario regionale del MiC per il Friuli Venezia Giulia e di Franco Bernardini, ricercatore dell’Università di Venezia attualmente impegnato in uno studio sul Carso triestino.

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In copertina, l’interno dell’Abisso di Vigant sopra Nimis; all’interno, due immagini della Buse dai Corvaz (e la maestosa apertura dell’Abisso) nello stesso Comune e il Foran di Landri nel territorio di Torreano.

Le dolcissime note di “Madonnina del mare” hanno fatto da sfondo in Vaticano all’inaugurazione del grande Presepe realizzato da Grado in due anni di lavoro

di Giuseppe Longo

Le dolcissime note di “Madonnina del mare”, quelle che a Grado ogni domenica chiudono con un fragoroso applauso la Messa solenne nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, sono risuonate ieri sera, per la prima volta, anche in Piazza San Pietro, concludendo la cerimonia di inaugurazione del grande Presepe che l’Isola d’oro ha offerto alla Città del Vaticano allestendolo, con una decina di giorni di frenetico lavoro, sotto l’obelisco e accanto al gigantesco Albero di Natale donato dalla trentina Ledro. La cerimonia è stata presieduta dal cardinale Fernando Vérgez Alzaga, responsabile del Governatorato del piccolo Stato, alla presenza di suor Raffaella Petrini, segretario generale. Erano presenti le delegazioni provenienti dalla due città donatrici, dal Friuli Venezia Giulia e dalla Provincia autonoma di Trento, oltre all’arcivescovo di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, e quello di Trento, monsignor Lauro Tisi, tutti ricevuti nella mattinata in udienza dal Papa. Della folta delegazione isolana – arrivata nella Capitale con tre pullman – facevano parte anche l’arciprete Paolo Nutarelli, il sindaco Giuseppe Corbatto e il cavalier ufficiale Antonio Boemo, ideatore della riuscitissima iniziativa che ha anche coordinato la quarantina di volontari. Per la Regione Fvg c’erano il presidente del Consiglio Mauro Bordin, il vicegovernatore Mario Anzil e l’assessore Fabio Scoccimarro.

L’ambiente lagunare – Il Presepe di Grado è ambientato nella grande nella Laguna ricca di oltre un centinaio di “mote”, cioè di piccoli isolotti, con la Natività che trova spazio all’interno di un “casón”, la caratteristica costruzione di canne palustri che un tempo era abitata dai pescatori. L’ambientazione che è stata scelta è, appunto, quella dei primi anni del secolo scorso quando in Laguna abitavano ancora diverse centinaia di gradesi. L’ambiente proposto è ricco di tanti dettagli, anche con la vegetazione autoctona e l’avifauna locale. Tutto è stato costruito pazientemente a mano in mesi e mesi di certosino lavoro da parte dei tantissimi e generosi volontari: tutti professionisti, artigiani, maestri d’ascia, pescatori e naturalmente artisti per la realizzazione delle statue. Volontari in buona parte appartenenti a diverse associazioni isolane con capofila i Portatori della Madonna di Barbana. In mondovisione, è stata svelata la grande struttura di quattordici metri per trenta che, per la prima volta nella piazza più importante della Cristianità riproduce l’ambiente lagunare con tanto di bacino contenente ben 35 metri cubi di acqua, isolotti, spiagge, casoni, tra cui quello che ospita la Sacra Famiglia. Fanno da sfondo fauna e flora tipici gradesi e imbarcazioni come la batela, a fondo piatto, che all’Epifania porterà i Re Magi a destinazione.

L’illustrazione di Antonio Boemo – Il cardinale Vergez Alzaga ha osservato che Presepe e Albero «aiutano a introdurci al Natale, a quella Nascita che ha sconvolto il mondo. Il Presepe racconta anche quanto accade nell’Isola del Sole dove, nel periodo natalizio, oltre cento presepi sono esposti. Conosco molto bene il Santuario di Barbana nel quale tante volte ci sono stato con amici». Al porporato, ha fatto eco l’arcivescovo Redaelli: «Questa è la fede di Grado che, con Aquileia, è antichissima sede patriarcale. Un Gesù che nasce in un casone povero come tante abitazioni oggi di poveri in tanti luoghi del mondo». Antonio Boemo ha quindi illustrato l’opera al folto pubblico, esprimendo un grazie ai numerosi volontari, agli artisti Lorenzo e Francesca Boemo, oltre che all’architetto Andrea de Walderstein. «La laguna riprodotta in questa Natività – ha spiegato il giornalista – riporta uno spaccato della vita del primo Novecento, quando gli isolotti erano abitati da centinaia di persone che vivevano in povertà soltanto di pesca. Anche le statue riprendono i colori della Laguna, della terra e della vegetazione. Sono stati due anni di lavoro con una squadra di quaranta persone, tutti professionisti e volontari. Questo è il Presepe della comunità di Grado». E ha concluso: «Questo è un Presepe che rappresenta la Laguna agli inizi del Novecento, ma anche la nostra comunità integralmente perché è stata un’opera di circa quaranta volontari di diverse associazioni. Questo è un sogno che è stato condiviso dai volontari e dalle proprie famiglie diventando il sogno della comunità di Grado e dell’intera regione». Festosi gli interventi della Banda cittadina di Grado, diretta dal maestro Nevio Listuzzi, che ha eseguito anche la tanto amata “Madonnina del mare”, integrandoli con quelli dei gruppi musicali di Ledro.

Il presidente del Consiglio Fvg – «Nel giro di pochi anni, il Friuli Venezia Giulia torna ad essere protagonista in Piazza San Pietro: prima con il presepe di Sutrio, ora con quello di Grado. I visitatori provenienti da ogni angolo del mondo avranno l’opportunità di ammirare una Natività che incarna la maestria e il talento degli artisti della nostra terra, autentici ambasciatori delle peculiarità del Friuli Venezia Giulia. Questo straordinario legame con la comunità regionale esprime sempre il principio ispiratore che guida i nostri artisti, capaci di distinguersi ovunque», ha detto il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.

E il vicegovernatore – «L’intero Friuli Venezia Giulia è orgoglioso per il meraviglioso presepe di Grado allestito in piazza San Pietro. Un’opera di grande bellezza che riesce a coniugare perfettamente la Natività con l’ambiente naturale della Laguna gradese e, attraverso un’attenta ricostruzione ricca di dettagli, trasporta idealmente una porzione della nostra regione nel cuore di Roma. Un lavoro impressionante per il quale dobbiamo ringraziare gli artisti, le associazioni coinvolte e tutti i volontari che hanno partecipato alla realizzazione del progetto e, ovviamente, il suo curatore Antonio Boemo», ha detto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, intervenuto in rappresentanza del presidente Massimiliano Fedriga. E ha aggiunto: «La Regione è fiera di aver sostenuto questa magnifica iniziativa che dà lustro all’intero Friuli Venezia Giulia replicando il successo del presepe ligneo di Sutrio del 2022 e facendo conoscere in tutto il mondo la bravura degli artisti e degli artigiani del nostro territorio. Un successo che rappresenta il punto più alto del percorso avviato nell’Isola del sole con l’organizzazione di una delle più importanti rassegne presepiali della regione, che calamita ogni anno l’attenzione di moltissimi visitatori e appassionati. Oltre a essere motivo d’orgoglio per la nostra regione, il presepe di Grado in Vaticano è quindi anche una importante occasione di promozione della cultura e delle tradizioni del Friuli Venezia Giulia. L’impegno, la tenacia, la professionalità, la maestria e la bravura di tutti coloro che hanno preso parte a questa straordinaria avventura provano tutta la forza di una comunità coesa e legata alle proprie tradizioni e ancora una volta dimostrano quanto poliedrica e ricca di particolarità ed eccellenze sia la nostra regione».

Fino al 12 gennaio – La meravigliosa opera realizzata dai volontari di Grado resterà in visione, assieme al grande abete del Trentino, fino a domenica 12 gennaio, dopo la solennità epifanica che conclude il lungo ciclo delle feste natalizie. E in questo mese saranno centinaia di migliaia le persone che potranno ammirarla giungendo alla Basilica di San Pietro, anche perché la Notte di Natale Papa Francesco aprirà la “Porta Santa” dando il via alle celebrazioni del Giubileo che si protrarranno per tutto il 2025.

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In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia inaugurale di ieri sera in piazza San Pietro a Roma; tra i presenti, il presidente Mauro Bordin, il sindaco Giuseppe Corbatto, la Banda cittadina di Grado con il direttore Nevio Listuzzi, Antonio Boemo ideatore e coordinatore del grande Presepe.

(Foto Ottica Marocco Grado)

(Vatican Media)

Giornata storica per la regione la visita del Papa a Trieste al quale Fedriga dona una preziosa copia della Bibbia di Gutenberg stampata a San Daniele

(g.l.) «La visita del Santo Padre a Trieste riempie d’orgoglio l’intera comunità del Friuli Venezia Giulia. In ricordo di questo importante evento abbiamo voluto omaggiare il Pontefice con un’opera che simboleggia perfettamente lo spirito della nostra regione: una copia della Bibbia di Gutenberg, realizzata dallo Scriptorium Foroiuliense, stampata su carta fatta a mano. Un oggetto che rappresenta perfettamente la continua ricerca dell’innovazione e allo stesso tempo ci ricorda i valori cristiani alla base della nostra società». È quanto ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine della Messa celebrata ieri mattina da Papa Francesco in piazza dell’Unità d’Italia in chiusura degli eventi della cinquantesima edizione delle Settimane sociali dei cattolici italiani. Per la Giunta regionale erano presenti anche il vicegovernatore Mario Anzil e gli assessori Sebastiano Callari, Pierpaolo Roberti e Fabio Scoccimarro. Il Pontefice ha concelebrato il rito assieme al vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, al presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Matteo Maria Zuppi, e ad altri prelati e sacerdoti in rappresentanza delle quattro Diocesi della regione.

«Oggi è una giornata storica per la nostra regione, grazie alla presenza, per la prima volta da quando è assurto al Soglio Pontificio, del Santo Padre a Trieste – ha detto il presidente della Giunta regionale -. Un evento che conclude due settimane durante le quali il Friuli Venezia Giulia è stato al centro dell’attenzione mondiale, con il G7 Istruzione e la presenza del Presidente della Repubblica Mattarella e la Settimana sociale dei cattolici».
A margine dell’intervento del Pontefice – che ha molto apprezzato il dono della preziosa Bibbia stampata a San Daniele del Friuli – il governatore ha sottolineato che «dobbiamo tutti interrogarci, anche come istituzioni, sui concetti di democrazia e partecipazione, perché la scarsa partecipazione al voto è un segnale di indebolimento della democrazia. Dobbiamo quindi cogliere l’appello del Santo Padre a lavorare insieme, nel rispetto di posizioni differenti, per favorire il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica. Se da una parte la scelta dei propri rappresentanti è fondamentale per la democrazia, dall’altra l’obbligo di rappresentanza comporta serietà e lealtà verso il mandato ricevuto».

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In copertina, Papa Francesco accolto dal governatore Massimiliano Fedriga al suo arrivo in elicottero a Trieste; all’interno, la Messa in piazza Unità d’Italia, il dono della copia della Bibbia di Gutenberg e altri momenti della visita del Pontefice.

Nuova ondata di maltempo in Friuli, ieri devastazioni a Tricesimo e nel Rojale. Fedriga: al più presto la stima dei danni

(g.l.) «La Regione è vicina ai cittadini e alle comunità messe a dura prova dal maltempo che anche oggi ha flagellato il Friuli Venezia Giulia e in particolare Tricesimo, Reana del Rojale e le aree limitrofe. I danni causati dagli allagamenti e dalla grandine, che si sommano a quelli registrati nelle scorse settimane in altre località, sono sicuramente ingenti e al più presto avvieremo una stima per capire quali strumenti mettere in campo per dare risposte concrete e rapide ai cittadini». Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, in seguito all’ondata di maltempo che ieri pomeriggio ha colpito varie zone della regione e in particolare i Comuni di Tricesimo e Reana dal Rojale. «Ringrazio a nome della Regione – ha aggiunto – tutti coloro che, anche a rischio della propria incolumità, si sono immediatamente attivati per prestare aiuto alle persone in difficoltà e in particole i Vigili del fuoco, le Forze dell’ordine, il personale di soccorso e gli uomini e le donne della Protezione civile».

Il governatore Massimiliano Fedriga.

Gravissimi i danni che si lamentano in entrambi i Comuni a nord di Udine a tante case e attività economiche rimaste allagate, ma soprattutto alle aziende agricole i cui terreni coltivati (mais, soia e vite) sono stati completamente devastati dalla grandine, che ha imbiancato tutto come si fosse trattato di un’abbondante nevicata, con pesanti ripercussioni produttive, nel caso dei vigneti, anche in futuro.
Intanto, è sorto il problema della gestione del materiale legnoso derivato dai numerosissimi abbattimenti causati dalle ondate di maltempo che hanno colpito soprattuto il Medio Friuli durante il mese scorso. «I sindaci dei 125 Comuni colpiti dal maltempo di luglio – ha infatti ancora affermato il presidente Fedriga – devono individuare dei punti di raccolta per gli alberi abbattuti e il materiale vegetale caduto in seguito alle forti precipitazioni e alla grandine al fine di conferirli in impianti di produzione energetica alimentati a biomasse. In questo modo sarà possibile accelerare la rimozione delle piante e del materiale caduti, che rappresentano una delle criticità che stiamo affrontando nell’ambito dell’emergenza maltempo per consentire il ripristino delle strutture danneggiate». Come stabilito dall’ordinanza contingibile e urgente numero 1/2023/AMB siglata in accordo con l’assessore delegato alla Protezione civile Riccardo Riccardi e l’assessore alla Difesa dell’ambiente ed energia Fabio Scoccimarro.
Il documento prevede che i sindaci dei 125 Comuni del Friuli Venezia Giulia colpiti dagli eventi meteorici del 12-13 luglio, del 18-22 luglio e del 24-25 luglio 2023, a parziale deroga dell’articolo 183, comma 1, lettera n), del D.Lgs. 152/2006, debbano individuare idonei punti di raccolta del materiale vegetale ed arboreo derivante da tali eventi atmosferici al fine di agevolare il ripristino degli immobili e delle infrastrutture danneggiate. L’ordinanza prevede, inoltre, la possibilità di derogare alla parte IV del decreto legislativo 152/2006, non considerando “rifiuti” gli alberi abbattuti e il materiale vegetale caduto per effetto degli eventi atmosferici occorsi a partire dal 13 luglio scorso, se conferiti ad impianti di produzione energetica alimentati a biomasse.

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In copertina, strade come fiumi piene di acqua e grandine a Zompitta, nel Rojale, come testimonia questa foto pubblicata su Facebook da Vale Collavino.

A tempo di record a Lignano le barriere frangiflutti a protezione della spiaggia

A tempo di record la posa in opera delle barriere frangiflutti a protezione della spiaggia di Lignano. Come ha spiegato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, l’intervento realizzato in collaborazione con i concessionari principali dell’arenile, si estende da Sabbiadoro verso Pineta giungendo a Riviera per un’estensione di circa 3 chilometri. «L’idea – ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga – è quella di inserire una barriera fisica nell’arenile utilizzando direttamente la sabbia presente, che viene avvolta in grandi teli di “tessuto non tessuto” (prodotto industriale realizzato con procedimenti diversi dalla tessitura) ed infissi nel bagnasciuga per due terzi. Il terzo che resta emerso dalla sabbia ha la funzione di rompere le onde assorbendone l’energia e consentire che durante le mareggiate nella parte posta verso monte si accumuli sabbia invece che essere portata via».
«L’obiettivo finale è quindi – ha continuato – quello di ridurre l’erosione della costa che spesso viene danneggiata con le sciroccate autunnali e invernali. Quest’anno, quindi, invece di realizzare un intervento mediante posa di sacconi riempiti di sabbia che negli anni passati sono stati parzialmente divelti o si sono affondati, abbiamo deciso di effettuare questa sperimentazione con un telo unico che dovrebbe dare maggior garanzia di resistenza e di durata». Come ha, infine, rimarcato Scoccimarro, è stato anche predisposto un attento piano di monitoraggio per verificare l’efficacia dell’intervento. «I frangiflutti realizzati con la sabbia locale (quindi a km zero) verranno rimossi ad aprile per consentire – ha concluso l’assessore all’Ambiente – il normale uso dell’arenile». L’opera realizzata dal Servizio Difesa del Suolo “a tempo di record” (28 giorni) ha avuto un costo complessivo di circa 250 mila euro.
Intanto, Regione Fvg ha assegnato 250 mila euro per il 2022 a favore dei Comuni costieri a sostegno delle operazioni di smaltimento in discarica del materiale spiaggiato. Lo ha deciso l’esecutivo nel corso dell’ultima seduta approvando, su proposta dell’assessore alle Attività Produttive, Sergio Emidio Bini, la graduatoria delle domande ammesse ed ha determinato il riparto dei fondi disponibili. «Il provvedimento – ha spiegato Bini – fa riferimento ai fondi stanziati dalla legge regionale 15 febbraio 1999, che prevede la concessione di un contributo straordinario a favore delle amministrazioni comunali costiere del Friuli Venezia Giulia. I fondi a loro destinati verranno utilizzati per concorrere all’abbattimento del costo connesso alla raccolta, trasporto e smaltimento in discarica, oneri fiscali connessi, del materiale spiaggiato».
Per l’anno 2022 sono pervenute complessivamente quattro domande. Utilizzando i medesimi criteri già adottati nella precedente annualità, al Comune di Grado sono stati assegnati 118.602,13 euro, al Comune di Monfalcone 67.037,21 euro, al Comune di Staranzano 25.810,35 euro e al Comune di Trieste 38.550,30 euro.

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In copertina e all’interno due immagini dei lavori anti-erosione sulla spiaggia.

Golf Club Udine, sul “green” di Fagagna festeggiato il mezzo secolo di vita

Cinquant’anni e non sentirli, puntando a un ulteriore sviluppo e al potenziamento dei servizi e delle opportunità per i soci e gli ospiti. È questo, in sintesi, il pensiero del presidente del Golf Club Udine, Gabriele Lualdi, ribadito nella sede di Villaverde, a Fagagna, alla grande festa organizzata per celebrare il mezzo secolo del sodalizio friulano, presenti autorità sportive e istituzionali, dirigenti, campioni, praticanti e appassionati, riuniti proprio per ricordare i traguardi raggiunti in questi decenni. Anni, nei quali lo sport del “tappeto verde” è cresciuto assieme alle altre discipline in una terra, il Friuli Venezia Giulia, che è una delle “più sportive d’Italia”. Lualdi ha ricevuto targhe celebrative dal presidente della Federazione italiana golf (Fig), Franco Chimenti, dall’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, e dal presidente del Coni Fvg, Giorgio Brandolin, e ha ricordato che il sodalizio collinare, guidato fin dalla fondazione da imprenditori e professionisti udinesi, alcuni presenti alla serata, si è sviluppato in questi anni e ora attrae giocatori anche dai Paesi vicini e del Centro e Nord Europa. Molte sono ancora le cose da fare, ha aggiunto, con l’obiettivo di consegnare ai giovani una realtà sempre al passo con i tempi e le attese del mondo sportivo. Senza trascurare il fatto che la struttura di Villaverde, ampliata, come ha ricordato il presidente Franco Chimenti, dallo stesso Lualdi con la creazione del centro wellness e della sezione clinica assieme al resort, svolge una importante funzione attrattiva per quel segmento del turismo di qualità che scende sui colli morenici friulani per esplorare da lì le numerose attrattive del Friuli Venezia Giulia.


Questo è il risultato, aveva detto l’assessore Bini, della capacità manageriale e dirigenziale del presidente Lualdi, e della capacità del suo staff: un mix che ha consentito al Golf Club Udine di fare parte dell’articolato mosaico dell’offerta turistica della nostra terra. Bini ha ringraziato anche tutte le società sportive del Friuli Venezia Giulia perché hanno saputo mantenere acceso l’interesse per il movimento sportivo svolgendo una funzione importante anche sotto il profilo sociale e della salute e benessere dei cittadini, soprattutto nel periodo attraversato dagli effetti della pandemia. Un impegno, quello mantenuto dal mondo sportivo anche a fronte delle restrizioni sanitarie, che è stato perseguito, aveva commentato il presidente Brandolin, grazie all’attenzione della Regione Fvg, che è sempre stata accanto ai sodalizi sportivi anche nei momenti più difficili.
La sede del Club, realizzata su disegno dell’architetto inglese appassionato di golf, John Dering Harris, come aveva ricordato Lualdi “secondo lo stile britannico”, divenendo club house con l’ampliamento operato nel 1995 e curato dall’architetto Croze, si trova calata in un ambiente naturale fantastico, aveva commentato l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Fabio Scoccimarro. Un ambiente di pregio, vicino all’Oasi naturalistica dei Quadri o delle cicogne, che secondo l’esponente regionale è stato valorizzato proprio dal Golf Club Udine a Villaverde nel programma di crescita della società, ed è per favorire la tenuta e l’affermazione delle società sportive più dinamiche e vicine alle aspettative degli atleti e del mondo sportivo che la Regione ha predisposto contributi finalizzati a sostenere l’adeguamento delle strutture ai progetti di adeguamento energetico.
A coronamento dell’evento celebrativo, che è proseguito con la serata di gala sul terrazzo della club house, rivolto verso il “green” e lo splendido scenario dei Colli morenici e delle Prealpi, sono avvenute le premiazioni dei vincitori delle gare disputate, dei campioni friulani del Golf, del Grande slam, ovvero la sommatoria dei successi nei tornei e nei campionati sociali. Oltre ai premi tradizionali, sono stati sorteggiati soggiorni premio in altre realtà golfistiche tra i soci agonisti, per favorire l’acquisizione di nuove esperienze. La manifestazione è stata organizzata in occasione dell’annuale Coppa del Presidente, che si è conclusa l’indomani. Hanno preso parte alla cerimonia del cinquantennale, assieme al presidente e al segretario nazionale della Fgi, Franco Chimenti e Marta Maestroni, anche i sindaci di Udine, Pietro Fontanini, di Fagagna, Daniele Chiarvesio, e di San Daniele, Pietro Valent, oltre ai già presidenti del Golf Club Udine, Franco Marzona e Alberto Malignani, al delegato regionale della Fgi, Dario Scotto, ai soci storici Sandro Termini, Giuseppe Patriarca, Emilio Insacco, Giampaolo Gnesutta, Ivano Fanzutto e Franco Asquini, e a numerosi campioni del “green”.

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In copertina e all’interno immagini delle premiazioni e del “green” di Villaverde.

 

Varata la Giunta Fedriga ma occhi tutti sul premier

di Giuseppe Longo

Occhi tutti puntati dunque sul Quirinale: domani sarà finalmente la volta buona per conoscere il nome del candidato premier che dovrebbe guidare il governo giallo-verde?

Così, mentre Massiliamo Fedriga ha già varato (ci sta, visto che a Trieste siamo in riva al mare) la nuova giunta, pur tra tensioni e polemiche che hanno incrinato i rapporti tra Lega e Forza Italia, sul Colle più alto di Roma domani dovrebbe andare in scena l’ultimo atto di questa estenuante fase post-elettorale.
Sono infatti due mesi e mezzo esatti che si conoscono i risultati delle politiche del 4 marzo che hanno premiato Centrodestra e Cinque stelle bocciando l’azione di governo del Partito democratico, ora peraltro impegnato nei lavori dell’assemblea nazionale per affrontare il dopo-Renzi.
Il programma di governo messo a punto da Luigi Di Maio e Matteo Salvini è ormai chiuso ed è stato tradotto nero su bianco su quell’originale strumento voluto dai grillini che è il “contratto” tra le due forze candidate a guidare il Paese.
Oggi i due leader si torneranno a vedere per definire proprio la questione premier: dovrebbe essere una persona di alto profilo, si fanno i nomi di un giurista, Giuseppe Conte, e di un economista, Andrea  Roventini.
Quindi, ancora una volta un tecnico e non un politico uscito dalle urne.
Comunque, basta che si chiuda qui perché il tira e molla di queste settimane non può continuare.
E il Paese ne soffre.
Quindi, tutti con lo sguardo verso il Colle da dove è atteso il via libera del capo dello Stato se giudicherà positivamente quanto gli verrà proposto dal duo Di Maio – Salvini.
Ma in attesa che si sblocchi la questione romana, rientriamo a casa nostra dove, come dicevo, è nata non senza fatica la giunta regionale di Max Fedriga che il 29 aprile aveva raccolto oltre il 57 per cento di preferenze.
L’esecutivo è composto da dieci assessori: cinque sono andati alla Lega che esprime anche il nuovo governatore.
La vicepresidenza è stata attribuita a Forza Italia e tre sono le rappresentanti del mondo femminile.
Questo comunque il quadro completo:
Massimiliano Fedriga (Lega) presidente della Regione Fvg con deleghe ad Affari internazionali e Montagna, oltre che commissario straordinario al dissesto idrogeologico, alla terza corsia autostradale e alla Ferriera di Servola;
Riccardo Riccardi (Forza Italia) vicepresidente con deleghe a Salute, Politiche sociali, Disabilità e Protezione civile; Sergio Bini (Progetto Fvg) Attività produttive;
Sebastiano Callari (Lega) Funzione pubblica e Semplificazione;
Pierpaolo Roberti (Lega) Autonomie locali, Sicurezza e Politiche comunitarie;
Fabio Scoccimarro (Fratelli d’Italia) Ambiente ed Energie;
Graziano Pizzimenti (Lega) Infrastrutture e Territorio;
Stefano Zannier (Lega) Risorse agroalimentari e forestali;
Barbara Zilli (Lega) Finanze e Patrimonio;
Tiziana Gibelli (Forza Italia) Cultura e Sport;
Alessia Rosolen (indipendente) Lavoro, Istruzione, Ricerca, Formazione e Famiglia.
Proprio la scelta di quest’ultima, come hanno riferito le cronache, ha creato non pochi malumori all’interno degli azzurri a causa di vecchie ruggini che risalgono alle precedenti elezioni regionali quando vinse Debora Serracchiani contro Renzo Tondo.
La Giunta Fedriga, dunque, scalda i motori per mettersi al lavoro.
Al Governo Di Maio – Salvini manca invece ancora un bel po’ di carburante, quello appunto che riguarda il premier.
E non è poco!