“Scarpèts” della tradizione carnica al Politeama Rossetti di Trieste con debutto all’Estate del Castello di Miramare

«Il progetto degli “scarpèts” è un virtuoso esempio di come le competenze di ieri possano diventare le eccellenze di oggi. La capacità e la maestria artigianale vanno tramandate: queste calzature sono patrimonio della moda dei nostri giorni ed era giusto che chi le ha inventate venisse valorizzato, a partire da un’idea che diventa formazione e si concretizza in un prodotto di qualità straordinaria». Così l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, ha descritto il percorso che ha portato il Rossetti-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia a dotare le proprie maschere degli scarpetti della tradizione carnica, realizzati a mano dalle neoartigiane diplomatesi a marzo al termine del corso “Tecniche di confezionamento artigianale di calzature”. Nell’iniziativa, con il supporto dell’Erpac, si sono impegnati il Museo Gortani di Tolmezzo, presieduto da Aurelia Bubisutti, e l’Enaip Fvg, che ne ha curato l’organizzazione, con ventidue corsisti, di cui venti donne. «Un’azione di recupero e salvaguardia coerente con la volontà di coniugare passato e presente del nostro territorio», l’ha definita l’esponente della Giunta Fedriga.
Proprio a tale proposito, nell’incontro stampa che si è tenuto nella Sala Predonzani del Palazzo della Regione Fvg, l’assessore ha annunciato che dopo l’estate l’Amministrazione emetterà due bandi, uno di 4 milioni dedicato al rilancio dei vecchi mestieri e uno del valore di 1 milione di euro sul passaggio generazionale. Un breve documentario proiettato in sala ha ricostruito la tradizione degli “scarpèts” e delle sue tecniche centenarie legate al mondo povero della montagna. Ogni paio di calzature, realizzate interamente a mano e tutte rigorosamente su misura, ha richiesto una settimana di lavoro da parte delle corsiste; non si usano colle e vengono impiegati solo tessuti in fibre naturali, di scarto e di recupero, con suole che sono ricavate con una quindicina di strati di stoffa. E ora, finalmente, gli scarpetti sono stati consegnati al presidente del Rossetti, Francesco Granbassi, presente anche Serena Tonel, vicesindaco di Trieste. Sugli “scarpèts” del futuro – a riprova dell’attualità e della vitalità creativa di questo tipo di calzature – si erano concentrati anche i partecipanti all’edizione 2023-2024 di Its Contest, l’iniziativa legata alla moda e suoi geni emergenti sostenuta dalla Regione.

La presentazione dell’iniziativa.

“Scarpetti” e “Rossetti” insieme: la collaborazione – Il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha, dunque, dotato il proprio personale di sala e di biglietteria degli “scarpèts” realizzati dalle sapienti mani delle neo-artigiane di “Scarpetti”, calzature che faranno il loro debutto in occasione della stagione teatrale estiva al Castello di Miramare. Una sinergia che promuove la diffusione di una cura, conoscenza e valorizzazione della tradizione artigianale della nostra regione attraverso la prestigiosa vetrina dello Stabile regionale e l’uso concreto di queste calzature fatte a mano in Friuli Venezia Giulia. Per l’occasione gli “scarpèts” sono stati personalizzati con le stoffe, i colori e il logo del Teatro. Ogni paio è stato realizzato e cucito interamente a mano – con la sola eccezione dell’ausilio della macchina da cucire per il piccolo rinforzo della doppia cucitura sul tallone – senza l’utilizzo di colle o altri mezzi di assemblaggio e con tessuti in fibre naturali, di scarto o di recupero, come prevede il disciplinare di manifattura di “Scarpetti”. Gli scarpèts sono stati confezionati con cura, attenzione ai dettagli e soprattutto su misura per adattarsi perfettamente al piede della persona che lo avrebbe indossato.
«Il Rossetti è un teatro a vocazione internazionale – che richiama spettatori da tutto il mondo – ma fortemente e orgogliosamente radicato nel proprio territorio regionale di riferimento», ha spiegato il presidente Granbassi. «Sentiamo infatti forte la responsabilità di essere ‘il’ Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. E per questo ci impegniamo per la valorizzazione dei preziosi giacimenti culturali di cui è ricca la nostra regione. Giacimenti culturali spesso legati alla prosa; ma la sapienza artigianale e la bellezza di questo prodotto sono pura poesia. Appena abbiamo saputo dell’esistenza di questo corso di formazione ci siamo entusiasmati, offrendo la nostra collaborazione. E così le divise del personale di sala del Teatro Rossetti, per i servizi all’aperto, saranno completate dagli scarpèts, con la speranza di poter far conoscere a un pubblico sempre più ampio il valore delle tradizioni del Friuli Venezia Giulia».

Formazione artigianale per il recupero di un’antica tradizione – Il lavoro delle artigiane che li hanno creati testimonia concretamente quanto hanno potuto apprendere nel corso di formazione “Tecniche di confezionamento artigianale di calzature” curato da Enaip Fvg e dal Museo Gortani che si è concluso a marzo e che ha diplomato 22 persone (selezionate tra oltre 150 manifestazioni di interesse pervenute). Una formazione che ha impegnato i corsisti per 90 ore di cui più della metà sono state dedicate alle attività laboratoriali, accompagnati dalle capacità e dal sapere – tramandato di generazione in generazione – delle donne carniche che hanno fatto da insegnanti alla quale stata una ulteriore formazione offerta dal Museo per l’ulteriore perfezione della tecnica e del dettaglio sartoriale.

Una nuova visione di “Cultura”: motore di impresa e creatività – Ricordiamo che “Scarpetti. I Scarpèts de Cjargne” è l’ampio progetto di tutela del patrimonio culturale per la valorizzazione della tradizione artigianale e del territorio, la formazione e lo sviluppo di nuova imprenditorialità. Promosso dal Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani di Tolmezzo è realizzato in collaborazione con Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Erpac Fvg, Carnia Industrial Park, Enaip Friuli Venezia Giulia, Comunità di Montagna della Carnia e con il patrocinio del Comune di Tolmezzo.
Al centro di questo percorso – avviato più di un anno fa – è posta una nuova visione di “Cultura” che diventa motore di impresa e creatività, attraverso un “luogo della cultura”, il Museo Gortani di Tolmezzo, che ripensa la propria missione, non più solo di tutela e conservazione, ma anche di soggetto attivo e propositivo per il benessere e la crescita della propria comunità. Un progetto che per la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è modello al quale riferirsi per attivare altre iniziative di valorizzazione degli antichi mestieri del Friuli Venezia Giulia. «Con Scarpetti passato e futuro si compenetrano e convergono in un’unica dimensione, quella del patrimonio materiale e immateriale – lo Scarpèt e le centenarie tecniche di produzione tramandate di donna in donna – che va al di là di tempo e spazi. Una dimensione universale che unisce uomini e donne che guardano verso un universo interiore, legato alle proprie radici. Radici che non limitano, ma permettono al pensiero di esprimere la propria anima», ha sottolineato Aurelia Bubisutti, presidente della Fondazione “Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani” di Tolmezzo.

“Sullo “scarpèt” ha camminato per secoli e secoli l’anima carnica”, Domenico Zannier – Gli “scarpèts” rappresentano un elemento significativo della cultura e delle tradizioni della Carnia e di tutto il Friuli Venezia Giulia. Sono un simbolo di ingegnosità e autosufficienza, riflettendo lo spirito delle comunità montane che sapevano sfruttare al meglio le risorse limitate a loro disposizione. Gli scarpèts sono diventati anche un simbolo di moda sostenibile. Per la tutela dell’arte artigianale tradizionale nella realizzazione di questa particolare calzatura il Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani ha provveduto alla registrazione del marchio di certificazione nazionale “Scarpetti”.

Con il logo del “Rossetti” di Trieste.

Per tutte le informazioni sul progetto: www.scarpetti.it

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In copertina, due maschere con gli “scarpèts” carnici al Castello di Miramare.

Pro Loco Fvg e servizio civile per 30 giovani

Completato il percorso di formazione dei 30 giovani volontari dei Servizio Civile Universale (istituito con il Decreto Legislativo 40/2017) che stanno operando in Pro Loco e Consorzi Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. Il tutto all’interno del progetto “Il Patrimonio culturale materiale e immateriale del Friuli Venezia Giulia in immagini, suoni e parole online&offline” del Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, che punta principalmente a salvare, digitalizzandola, la tradizione orale delle leggende e delle storie che ruotano attorno a determinati eventi o luoghi, dalla letteratura alla poesia, dalla musica alle forme artistiche più varie. Finalità che si uniscono a quella di promozione turistica del territorio regionale, come sottolineato nel corso degli appuntamenti formativi insieme al personale della segreteria del Comitato stesso. Gli incontri si sono svolti con diverse modalità, tra lezioni frontali, lavori di gruppo, brain storming, test, formazione a distanza e visite sul territorio.

Accompagnati dai responsabili Matteo Trigatti e Sabrina Peressini i giovani, tra i 18 e i 28 anni di età, hanno vissuto una serie di giornate formative tra Villa Manin, San Daniele del Friuli e Ragogna, San Pietro al Natisone e Palmanova, per affrontare diverse tematiche suddivise tra formazione generale (che consiste in una presentazione del Servizio Civile e dei principi che ne sono alla base e che devono accompagnare il partecipante durante l’intero servizio) e in formazione specifica, che entra nel dettaglio degli argomenti trattati dal progetto definendo e fornendo informazioni, metodi e supporti per lo svolgimento delle attività del servizio.
Ha seguito l’iter formativo Valter Pezzarini, presidente del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia: “I nostri progetti di Servizio Civile – ha dichiarato – con continuità in questi anni si sono sempre classificati ai primi posti a livello nazionale tra quelli presentati dai Comitati regionali Unpli, segno di una proposta qualitativa costante, che dal 2003 ha formato circa 500 giovani, diversi dei quali poi sono rimasti attivi nelle nostro Pro Loco come volontari: adesso ci stiamo preparando al nuovo progetto annuale le cui selezioni saranno avviate in autunno”.

Visita a San Pietro al Natisone…

Questi i temi affrontati: la comunicazione interpersonale e la gestione dei conflitti con Ivo Povinelli, formatore e consulente organizzativo della Federazione Trentina Pro Loco; la normativa vigente del Servizio Civile Universale e la Carta di Impegno Etico; la formazione civica con i docenti onorevoli Giorgio Zanin e Isabella De Monte; le forme di cittadinanza con Daniela Briz sindaco del Comune di Remanzacco; il marketing territoriale e turistico a cura di PromoturismoFVG, i beni culturali a cura di Erpac, la sicurezza sui posti di lavoro. Novità introdotta da quest’anno è stato l’appuntamento con il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Udine: il Nucleo ha lo scopo di tutelare il patrimonio culturale ed artistico dell’Italia e dipende funzionalmente dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibac). Dalle Pro Loco nazionali – Unpli sede di Roma, è intervenuto Lorenzo Fanfoni, formatore accreditato e responsabile della segreteria nazionale del Servizio Civile in Pro Loco, per un corso approfondito sull’obiezione di coscienza e su tutti gli aspetti legislativi del Servizio Civile.
Molto apprezzate dagli operatori volontari le visite sul territorio: allo SMO (Slovensko Multimedialno Okno – Finestra Multimediale Slovena), grazie alla collaborazione della Pro Loco Nediške Doline-Valli del Natisone, museo realizzato a San Pietro al Natisone con un’esposizione moderna su questo territorio di confine, situato in Italia e abitato da Comunità di Lingua Slovena, dedicato alla sua storia e cultura; alla Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli, con la guida della Pro Loco San Daniele; allo Scriptorium e al Museo della Grande Guerra di Ragogna; alla sede della Protezione Civile di Palmanova per una mattinata full immersion con il responsabile Paolo Band.

… e a Ragogna.

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In copertina, giovani del servizio civile in Friuli con le Pro Loco.