A Udine il punto sulla lingua friulana che oggi interessa 600 mila persone

«La terza Conferenza regionale sulla lingua friulana è una tappa importante per le lingue minoritarie. Si tratta di un appuntamento in cui l’Amministrazione regionale si mette in ascolto per fare il punto sulle azioni messe in campo in questi anni e quelle che potremo adottare nei prossimi per migliorare lo stato dell’arte». Lo ha detto, come riferisce Arc, l’assessore regionale delle Lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti, durante la terza Conferenza regionale sulla lingua friulana, che oggi interessa circa 600 mila persone e che si è tenuta nella sede della Regione Fvg, a Udine, all’auditorium Antonio Comelli.


Ora l’obiettivo, secondo l’esponente della Giunta Fedriga, è quindi l’ascolto: «La legge di tutela del friulano impone che vi sia una Conferenza regionale organizzata dal Consiglio del Friuli Venezia Giulia con la motivazione che sia un altro soggetto diverso dall’Esecutivo ad organizzare un evento di verifica su quanto abbiamo fatto nella prima parte del mandato, un’analisi di tutte le attività e le misure adottate. La ratio della Conferenza sta quindi nella logica del controllo: da una parte, c’è l’Esecutivo che compie le azioni e, dall’altra, l’Assemblea legislativa che monitora. Oggi ascoltiamo per capire quali azioni future potranno essere effettuate per migliorare e promuovere le lingue minoritarie, per comprendere cosa va migliorato e per darci una prospettiva volta a valorizzare tutte le lingue minoritarie».
Roberti ha poi rilevato la positività di queste Conferenze ravvicinate, l’altra settimana quella dedicata al tedesco e questa quella allo sloveno: «La pandemia ha fatto slittare gli incontri, ma questo permette meglio di cogliere i tratti comuni e di vicinanza delle lingue minoritarie, quali ad esempio l’educazione, la scuola la programmazione televisiva. Ci sono poi anche esperienze positive da condividere per promuovere l’utilizzo della lingua».
Durante l’evento, si è discusso del nuovo Piano regionale di politica linguistica 2021-2025 che fra le finalità prevede di favorire il ripristino della trasmissione intergenerazionale, di migliorare la qualità della competenza della lingua e l’aumento della stessa nell’uso sociale. Il Piano che ha un approccio trasparente, secondo Roberti, mostra un’impostazione diversa rispetto al passato: «Il documento illustra delle azioni puntuali con relative risorse da spendere nel quinquennio attraverso delle linee specifiche di indirizzo. Una caratteristica importante anche per il monitoraggio. Chiunque potrà verificare se quelle cifre sono state spese e quelle azioni compiute. E’ un approccio importante su cui l’Esecutivo si mette alla prova e rimarca la convinzione dell’Amministrazione regionale nel proseguire a valorizzare tutte le lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia».
Il Piano, che vale circa 22 milioni di euro sul quinquennio, per l’esponente della Giunta Fedriga ha un altro aspetto rilevante. «Il documento va a cavallo di più legislature e comprende un periodo più lungo della mera scadenza elettorale del 2023. E’ un segnale preciso perché a prescindere da chi governerà, non possiamo perdere il plurilinguismo che va preservato, ci caratterizza e garantisce la specialità».
La Conferenza ha rappresentato quindi un vero e proprio stato dell’arte, organizzata dall’Agenzia regionale per la lingua friulana, e dalla Regione con il coinvolgimento di istituzioni, docenti ed esperti che si occupano a vario titolo dello sviluppo della “marilenghe”. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Udine, Pietro Fontanini, di Enrico Peterlunger, delegato dell’Università di Udine per la lingua friulana, di Eros Cisilino, presidente dell’Arlef, moderati dal consigliere regionale delegato al coordinamento della Conferenza Emanuele Zanon, si è dato il via al confronto attraverso una serie di interventi.
Fra questi, Salvatore Campo, direttore del Servizio lingue minoritarie, ha fornito alcuni spunti per una nuova strategia di sviluppo della lingua friulana, mentre Michele Gazzola, docente dell’Università dell’Ulster ha parlato del piano generale di politica linguistica per il friulano e Linda Picco, dello Sportello regionale per la “marilenghe”, ha esposto l’attuale situazione sociolinguistica rilevando come secondo una ricerca del 2014 siano 600 mila i friulanofoni: 420 mila parlano regolarmente il friulano e 180 mila in modo occasionale. Quanto alla comprensione della lingua, i dati indicano che è compresa da 9 persone su 10 in Friuli. Infine, per quanto concerne i giovani, se da un lato non esiste più l’idea della lingua carica di uno stigma sociale, una lingua considerata “dei vecchi”, dall’altro manca la carica ideologica ed emotiva presente nelle generazioni precedenti.

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In copertina, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti; all’interno, il tavolo dei relatori alla Conferenza.

 

Tutela della lingua friulana, oggi a Udine si presenta il piano generale per 5 anni

di Mariarosa Rigotti

Attenzione focalizzata sulla “marilenghe” quest’oggi, 5 novembre, a Udine, grazie alla “Conference regionâl su la lenghe furlane”. Questo grazie alla terza Conferenza regionale di verifica e di proposta per la lingua friulana che si animerà, dalle 14.30 alle 19.30, a Udine, nel palazzo della Regione Fvg, in via Sabbadini, trovando spazio all’auditorium “Antonio Comelli”. Da sottolineare che, nell’ambito della conferenza, sarà presentato il nuovo Piano generale di politica linguistica 2021-2025, assieme alle strategie future per lo sviluppo della lingua friulana, con particolare riferimento ai settori: corpus della lingua, amministrazione pubblica, istruzione, nuove tecnologie, mass media e promozione sociale. Un appuntamento che si rifà alla legge regionale 29/2007 (norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana), convocata dal dal presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin.

Piero Mauro Zanin


Quanto agli obiettivi: la conferenza ha il compito di valutare le attività di tutela e promozione svolte negli ultimi cinque anni e, come detto, di proporre nuove azioni utili allo sviluppo della lingua friulana. Nell’ambito della Conferenza, saranno presentati, appunto, il nuovo Piano Generale di Politica Linguistica 2021-2025, e le strategie future per lo sviluppo della lingua friulana, con particolare riferimento ai settori: corpus della lingua, pubblica amministrazione, istruzione, tecnologie, mass media e promozione sociale.
Va ricordato che per realizzare la conferenza è stata costituita una cabina di regia, presieduta dal consigliere regionale Emanuele Zanon, su mandato dell’ufficio di presidenza, che ha seguito le fasi di ideazione e coordinamento necessarie alla realizzazione della conferenza stessa. La “cabina” è composta da Consiglio regionale Fvg, Arlef, Assessorato regionale alle autonomie locali, Assemblea di comunità linguistica friulana, Università degli studi di Udine, Direzione centrale autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche dell’immigrazione e il Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero, Direzione centrale lavoro e il Servizio istruzione, Ufficio scolastico regionale. La Conferenza è organizzata dall’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe furlane e dalla Segreteria generale del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia.
Così, ricordando il programma nel dettaglio, alle 14.30 si aprirà l’incontro con il saluto delle autorità: Pietro Fontanini, sindaco di Udine; Enrico Peterlunger, delegato lingua friulana dell’Università di Udine; Eros Cisilino, presidente Arlef; Pierpaolo Roberti, assessore regionale lingue minoritarie; Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale. Modera Emanuele Zanon, consigliere regionale delegato al coordinamento della Conferenza.

Pierpaolo Roberti


Quindi, alle 15, l’introduzione con Salvatore Campo, vicedirettore centrale autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche dell’immigrazione e direttore Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero, che interverrà su “Spunti per una nuova strategia regionale per lo sviluppo della lingua friulana”; quindi Michele Gazzola, professore di amministrazione e politiche pubbliche dell’Università dell’Ulster, relazionerà su “La progettazione del sistema informativo del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”, mentre Linda Picco, dello Sportello regionale per la lingua friulana, parlerà di “Lingua friulana: la situazione sociolinguistica”.
Invece, alle 16, il tema affrontato sarà “Il nuovo piano regionale di politica linguistica 2021-2025 (prima parte). Allora si conteranno gli interventi di Donato Toffoli del Comitato tecnico scientifico dell’Arlef con “Il corpus della lingua friulana”; Gerardo Tolentino, titolare posizione organizzativa coordinamento lingue minoritarie parlerà de “La Pubblica amministrazione”. A questo punto, si arriverà alle 17, ci saranno 20 minuti di pausa. Quindi, alle 17.20, inizierà la seconda parte del tema “Il nuovo piano regionale di politica linguistica 2021-2025. Previsti gli interventi di: Marco Torresin, Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane con “I media e la promozione sociale”, Alberto Masini, Consulente innovazione digitale e tecnologie per le lingue con “Le tecnologie”, Ketty Segatti, vicedirettore centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia e Direttore Servizio Istruzione che relzionerà su “Il sistema di istruzione”. Modera William Cisilino, direttore Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane.
Infine, alle 18.50, le conclusioni con Markus Maurmair, presidente Assemblea della comunità linguistica friulana, Eros Cisilino, presidente Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, Pierpaolo Roberti, assessore regionale lingue minoritarie e Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale.
Va ricordato che, nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti, l’accesso all’auditorium sarà consentito soltanto alle persone in possesso della certificazione verde (Green Pass) e ci sarà l’obbligo di utilizzare la mascherina chirurgica. Mentre, per coloro i quali non potranno intervenire in presenza, c’è la possibilità di seguire l’incontro in diretta streaming. Ciò sarà possibile andando sul profilo Facebook e su YouTube Arlef dove l’audio sarà disponibile nella versione in lingua originale (italiano e friulano) e poi c’è la diretta Tv sul sito del consiglio regionale www.consiglio.regione.fvg.it e webTV regionale www.fvg.tv

Eros Cisilino

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In copertina, il palazzo della Regione Fvg in via Sabbadini a Udine.

Friulano a scuola, dall’Arlef nuovi testi agli insegnanti degli oltre 330 istituti

Il friulano a scuola è scelto da oltre il 76% dei genitori. Parliamo di circa 40 mila alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado che, ogni anno, apprendono la lingua e la cultura friulane, molto spesso con metodologie didattiche all’avanguardia, come il Clil. Le famiglie si dimostrano dunque sempre più sensibili alla tematica, grazie anche alla maggiore consapevolezza di quanti siano i vantaggi cognitivi, sociali e culturali di un’educazione plurilingue.
Proprio a sostegno della valorizzazione della lingua friulana in ambito scolastico, prosegue senza sosta l’attività dell’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, che in queste settimane ha consegnato del materiale didattico a supporto dell’attività dei docenti negli oltre 330 plessi scolastici in cui si insegna friulano (scuole primarie, secondarie e dell’infanzia). «La distribuzione dei materiali a tutti gli Istituti del territorio friulano – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – intende offrire un importante supporto all’offerta formativa dei docenti e quindi stimolare la creatività, l’interesse e l’uso attivo della lingua friulana degli allievi».
L’iniziativa fa seguito alla creazione, lo scorso marzo, della “Rete dei referenti per l’insegnamento della lingua friulana” – attualmente 55 – promossa proprio dall’Agenzia nell’ottica di facilitare la distribuzione mirata di materiale ludico-didattico alle scuole. Non l’unico obiettivo della Rete, però, attraverso la quale sarà possibile anche ricevere consulenze linguistiche e didattiche, agevolare lo scambio di informazioni, il confronto e la condivisione di progetti legati alla lingua friulana.
Il materiale didattico consegnato, diversificato per ciclo scolastico, è stato predisposto per ogni insegnante di friulano, sulla base del numero dei dati trasmessi, nei mesi scorsi, dagli Istituti stessi. Inoltre, è stato messo a disposizione ulteriore materiale dedicato per ogni classe della Scuola dell’Infanzia.

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In copertina, la dirigente dell’Istituto Comprensivo di Fagagna, Renata Chiappino, con il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino.

 

La Bandiera del Friuli, simbolo d’identità: i valori riaffermati nella “Fieste” di Udine

Mentre l’Inno ufficiale del Friuli risuonava in piazza Libertà, cantato da ArteVoce Ensemble, una bandiera lunga 9 metri e larga oltre 4 è stata srotolata lungo la Torre dei Due Mori che sovrasta la loggia di San Giovanni. È cominciata così, ieri mattina a Udine, la cerimonia civile per la 44a edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Per sistemare sulla torre il grande drappo celeste con l’Aquila d’oro araldica, simbolo per Friulani di tutto il mondo, il Comune di Udine, che ha voluto l’iniziativa, ha fatto intervenire una squadra specializzata.


Organizzata quest’anno dal Capoluogo friulano, con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia e dell’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la manifestazione è cominciata di buon mattino con l’esposizione della bandiera del Friuli sulla specola del Castello, a cui è seguita la celebrazione della messa in friulano, nella Cattedrale. In piazza Libertà, concluso l’Inno ed esposto il grande drappo celeste, è stata letta la Bolla dell’Imperatore Enrico IV, l’atto fondativo della Patria. A seguire, Stefano Ceretta, vicesindaco di Gorizia, città che aveva ospitato la Fieste nel 2019, ha simbolicamente consegnato la bandiera del Friuli nelle mani del primo cittadino di Udine, Pietro Fontanini, che parlando della manifestazione ha precisato: «Il fatto che questa edizione della Fieste de Patrie dal Friûl si tenga a settembre, anziché il 3 aprile, data della fondazione dello stato Patriarcale del 1077, dimostra chiaramente la determinazione del popolo friulano e la volontà di non arrendersi alla pandemia che ancora, seppur vedendo la luce in fondo al tunnel, stiamo attraversando. Anzi, l’idea di far confluire questa celebrazione all’interno di Friuli Doc rappresenta la nostra capacità di trasformare le difficoltà in opportunità, come fatto all’indomani del terremoto del Settantasei. Oggi la situazione è certamente diversa, non fosse altro per il fatto che la crisi è globale, ma credo che il popolo friulano possa ancora una volta fare la sua parte, insegnando al mondo come uscirne e dando ancora una volta una lezione di organizzazione, serietà ed efficienza attraverso la definizione di un nuovo modello Friuli. Con questa immagine rivolgo a tutti il mio più sincero augurio: buine Fieste de Patrie dal Friûl!».
Con questa edizione della Fieste gli organizzatori hanno voluto porre l’attenzione proprio sull’importanza della Bandiera del Friuli. E con l’obiettivo di valorizzare questo «simbolo di una condivisione di valori», come ha spiegato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, proprio nella mattinata di celebrazioni, è stata inaugurata, nel Museo del Duomo, una riproduzione tattile del vessillo di Bertrando, il più antico conservato proprio nella struttura museale adiacente alla Cattedrale, ulteriormente valorizzata anche grazie a un testo descrittivo in Braille e a un nuovo allestimento, interno ed esterno. «La bandiera è un simbolo in cui tutti i friulani si riconoscono, ovunque si trovino nel mondo. La sua importanza, così come l’importanza che riveste la nostra lingua, devono essere quotidianamente preservati e certamente i sindaci, gli amministratori regionali, i componenti delle associazioni culturali, e soprattutto dei nostri insegnanti stanno facendo molto in tal senso. Ma la tutela arriva dall’iniziativa del singolo. Perché finché parleremo in friulano, potremo sentirci sempre più friulani. Il friulano è, metaforicamente, quel paio di occhiali, che ci permette di vedere la realtà a nostro modo, che è sicuramente prezioso, tanto quanto lo è quello degli altri, perché ci arricchisce, ci rende unici».


Hanno, poi, posto l’accento sull’importanza della lingua anche Markus Maurmair, presidente dell’Aclif, Assemblea delle comunità linguistiche friulane, e Roberto Pinton, rettore dell’Università di Udine, mentre Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, ha posto l’accento sull’importanza della bandiera, che vediamo sventolare ovunque, anche alle recenti Olimpiadi di Tokyo. Accorati anche gli interventi del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, e dell’Assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli.

Il presidente Zanin ha ringraziato il sindaco di Udine per la scelta di issare la bandiera friulana sul Castello della città capoluogo, ricordando come quella del Friuli sia una storia da conoscere e insegnare, sulle orme di don Francesco Placereani, e un’identità culturale da trasmettere, nelle aule dell’Università ma anche a teatro. L’assessore regionale alle finanze, invece, ha invitato con forza le famiglie a riappropriarsi della lingua friulana, insegnandola ai bambini, perché mantenere in vita il friulano significa dare valore a ciò che c’è stato nella storia e nella tradizione di questa terra, ma soprattutto potergli dare una certezza del futuro.
La cerimonia si è conclusa con la premiazione del concorso “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale e dall’Arlef, e rivolto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, seguito dalla proiezione dei video “Lamps di Friûl”, realizzati dai bambini che hanno preso parte ai Centri estivi del Comune di Udine.

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In copertina, la sistemazione della Bandiera del Friuli sulla Torre dei Due Mori; all’interno, due immagini della cerimonia in piazza Libertà a Udine.

Riecco la “Fieste de Patrie dal Friûl” che domani a Udine ritrova il suo splendore

La “Fieste de Patrie dal Friûl” torna finalmente in presenza, domani 12 settembre, nell’ambito di Friuli Doc. Sarà una festa nella festa, lungamente attesa, poiché lo scorso aprile era stato possibile organizzare solo una cerimonia simbolica e nel 2020 i festeggiamenti erano stati soltanto virtuali. Un’occasione per celebrare, in comunità, i valori culturali e linguistici in cui il popolo friulano si riconosce quotidianamente e attraverso i quali afferma la propria identità. Perché la Fieste, oltre a ricordare le origini del Patriarcato di Aquileia e della Patria del Friuli (istituita il 3 aprile 1077), fa proprio questo, sin dalla sua prima edizione, festeggiata ad Aquileia nel 1977 su iniziativa di don Francesco Placereani, da tutti conosciuto come “Pre Checo”. Organizzata quest’anno dal Comune di Udine, con il sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia e dell’Arlef – Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la manifestazione dal 2015 è riconosciuta ufficialmente dalla Regione Fvg, con Legge regionale 6, per ricordare e valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano.

Eros Cisilino

«La Fieste – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – quest’anno si terrà nel cuore della capitale del Friuli, che racchiude due importanti simboli per il popolo friulano. Il primo è l’esemplare più celebre della Bandiera del Friuli, settimo vessillo più antico d’Europa, ufficialmente riconosciuto con la legge regionale nel 2001 e conservato nel Museo del Duomo. Il secondo è il Castello, con il Salone del Parlamento, in cui si riuniva il parlamento della Patria del Friuli, uno dei primi esempi al mondo. L’iniziativa celebra il concetto di autonomia che tutt’oggi è un valore per il nostro territorio e i suoi cittadini. E la festa in cui i friulani di tutto il mondo si riconoscono, è un momento di confronto e di arricchimento».
«Il fatto che questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl” venga svolta di nuovo in presenza, dopo l’edizione virtuale dello scorso anno, rappresenta non solo una ripartenza, ma una vera e propria rivincita del popolo friulano nella sua battaglia per il ritorno alla normalità – ha aggiunto Pietro Fontanini, sindaco di Udine –. Ma c’è di più, perché quest’anno la Fieste si svolgerà, arricchendolo, nell’ambito di uno degli appuntamenti più sentiti da parte della nostra comunità e maggiormente attrattivi nei confronti delle altre Regioni e dei Paesi a noi vicini: Friuli Doc. In questo modo, si creerà un binomio capace di unire due simboli del nostro territorio e di gettare un ponte ideale tra l’epoca d’oro del Patriarcato e un presente nel quale il Friuli sia sempre più proiettato nel futuro e centrale, non solo geograficamente, a livello europeo».

IL PROGRAMMA – L’edizione 2021 della Fieste de Patrie prenderà avvio in Piazza Libertà, alle 9.45, con l’esposizione della bandiera del Friuli sulla specola del Castello di Udine. Il Gruppo bandistico “Società Filarmonica di Pozzuolo del Friuli”, diretto dal maestro Paolo Frizzarin, accompagnerà poi il corteo verso la Cattedrale. Le Autorità renderanno quindi omaggio all’antica Bandiera del Friuli, esposta nel Museo del Duomo. Alle 10.30, sarà poi celebrata la messa in friulano dai delegati delle diocesi di Gorizia, Pordenone e Udine, con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco. La celebrazione sarà accompagnata dal coro della “Cappella Musicale”, diretta da Davide Basaldella. Alle 11.45, sul terrapieno di piazza Libertà, la cerimonia civile sarà aperta dall’Inno del Friuli “Incontro al domani”, eseguito da ArteVoce Ensemble. Seguirà lo scambio della bandiera del Friuli, consegnata al sindaco di Udine da un rappresentante del Comune di Gorizia, che aveva ospitato la “Fieste de Patrie dal Friûl” nel 2019. Verrà quindi data lettura della Bolla dell’Imperatore Enrico IV, l’atto fondativo della Patria del Friuli. Dopo gli interventi delle autorità, la cerimonia si concluderà con la premiazione del concorso “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, promosso dall’Ufficio scolastico regionale e dall’Arlef, e rivolto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, seguito dalla proiezione dei video “Lamps di Friûl”, realizzati dai bambini che hanno preso parte ai Centri estivi del Comune di Udine.

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Dal 2015, in occasione dell’anniversario del 3 Aprile, Festa della Patria del Friuli, l’Ufficio scolastico regionale, assieme all’Arlef e – in origine anche alla ex Provincia di Udine -, indice il concorso a premi “Emozions furlanis in viaç pal teritori”, per valorizzare e promuovere il patrimonio storico-artistico-culturale-naturale del Friuli. Il concorso è aperto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado delle ex province di Gorizia, Pordenone e Udine. Le scuole vincitrici ricevono in premio dei buoni per l’acquisto di materiale didattico, messi a disposizione dall’Arlef, e diversi strumenti e sussidi didattici in lingua friulana. Queste le scuole vincitrici e segnalate della X edizione del concorso, che saranno premiate nel corso della cerimonia civile della “Fieste de Patrie dal Friûl 2021”, in programma domani a Udine:

Vincitori
Primo premio – sezione Scuola dell’Infanzia: Scuola dell’Infanzia di Lignano Sabbiadoro
Primo premio – sezione Scuola Primaria: Scuola “Cristoforo Colombo” di Pantianicco
Primo premio – sezione Scuola Secondaria di primo grado: Rete di scuole “Collinrete”

Segnalati
Sezione Scuola dell’Infanzia: Scuola “Monsignor Beniamino Alessio” di Nimis
Sezione Scuola Primaria: Scuola “Maria Forte” di Avilla di Buja e Scuola “Collegio della Provvidenza” di Udine
Sezione Scuola Secondaria di primo grado: Scuola “Jacopo Pirona” di Faedis e Scuola “Pellegrini da San Daniele” di San Daniele

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In copertina, la bandiera storica del Friuli conservata nel museo del Duomo di Udine.

La “Fiêste de Patrie” ridotta a Udine. Poi a Friuli Doc tutte le celebrazioni ufficiali

Quest’anno la “Fiêste de Patrie dal Friûl”, giunta alla sua 44a edizione, si sarebbe dovuta tenere a Udine con numerose iniziative culturali. Ma l’emergenza pandemica, per il secondo anno consecutivo, ha imposto un rinvio delle iniziative in programma a settembre, in occasione di Friuli Doc. Il Comune di Udine e l’Arlef hanno tuttavia convenuto sull’importanza di organizzare un incontro breve, ma simbolico, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin; dell’assessore regionale alle finanze, Barbara Zilli, di Markus Maurmair, presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana; oltre che del sindaco di Udine, Pietro Fontanini; e del presidente dell’Agenzia Regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino.

Eros Cisilino, presidente Arlef.


Le autorità si sono incontrate prima sul piazzale del Castello di Udine, dove hanno assistito all’alzabandiera sulla specola, poi si sono spostate al salone del Parlamento, «uno dei primi d’Europa, quello del Friuli, anche se questi aspetti della storia locale restanto sconosciuti a troppi friulani, non venendo insegnati a scuola – ha detto Cisilino -. Ciò su cui vorrei porre l’accento è il grande senso di identità del popolo friulano. Un sentimento che quest’anno abbiamo cercato di raccontare con un video che ha già superato un milione e 200 mila visualizzazioni. Voglio però ricordare il valore fondamentale della trasmissione intergenerazionale, perché “dipende da noi”, come abbiamo detto in una campagna di qualche tempo fa. Oltre alle istituzioni sta a noi, singoli friulani, impegnarci, ogni giorno, a far crescere e vivere la nostra lingua. Per fare questo, dobbiamo insegnarla ai nostri figli. Sono i bambini e i ragazzi il nostro futuro. È a loro che dobbiamo guardare».

La bandiera del Friuli.


Quella di ieri è stata «una cerimonia molto contenuta», come sottolineato da Fontanini. Il sindaco ha ricordato l’importanza di celebrare la giornata del 3 aprile, che nel 1077 decretò la nascita dello Stato Patriarcale friulano, l’istituzione che riunì fino al 1420 il Friuli e molti altri territori in un unico organismo statuale, che per l’epoca raggiunse forme di organizzazione civile molto avanzate. «Per noi friulani questa data è significativa – ha precisato -. Rappresenta l’inizio di una storia e l’identità di un popolo, che ha mantenuto, per tanti secoli, i tratti distintivi della sua identità che sono in primis la lingua friulana – che è ancora, parlata, tutelata, insegnata e, io dico, anche amata – e poi la storia».
Un sentimento identitario che supera anche i confini del Friuli e che si ritrova anche nei Comuni, come Sappada, che hanno chiesto di entrare a far parte della Regione Fvg, come ricordato da Maurmair. Il presidente dell’Assemblea di Comunità linguistica friulana ha fatto sapere che «con Arlef stiamo lavorando affinché tutte le risorse che la Regione mette a disposizione della nostra Comunità vengano utilizzate per far crescere sempre più la coesione economica e sociale dei friulani».
Anche Zanin ha ricordato che «questa lingua va tutelata, essa ci unisce dentro il Friuli, ma anche in giro per il mondo perché è veicolo di identità, di valori e di sentirsi una cosa sola. Non c’è Friuli senza friulano». Ricordando la complessa fase che stiamo attraversando, l’assessore Zilli ha poi concluso invitando tutta la popolazione «a superare assieme questo difficile momento sotto questa bandiera che è fatta di solidarietà, lavoro e impegno. Ed è con questo spirito che dobbiamo dare insegnamento ai nostri ragazzi continuando a parlare friulano e, come istituzioni pubbliche, sostenendone la sua divulgazione e la sua conoscenza, a partire dalle scuole».

Le autorità intervenute in Castello.

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In copertina, un momento della semplice cerimonia presenti Zanin, Zilli e Fontanini.

Dalla Giornata friulana dei diritti alla Bandiera dell’Arlef ai Comuni

Quella di domani, 27 febbraio, è una data importante nella storia del Friuli. In quel giorno del 1511, giovedì grasso, prese avvio la più grande rivolta popolare friulana, il “riviel de Joibe Grasse”. Quella sollevazione, soprattutto nelle campagne, assunse un carattere di rivendicazione degli “antichi diritti” delle comunità rurali friulane. Per questa ragione, ormai da un po’ di anni, Radio Onde Furlane ha scelto di celebrare il 27 febbraio come “Zornade Furlane dai Dirits” (Giornata friulana dei diritti). Anche nel 2021 per la “radio libare dai furlans” quell’anniversario sarà l’occasione per ricordare quei fatti e per stimolare la riflessione sui diritti fondamentali e sulle battaglie in atto per difenderli, in Friuli e altrove nel mondo, con una programmazione speciale, tra selezioni musicali a tema e rubriche di approfondimento. In particolare, per quest’anno, la programmazione dell’intera giornata sarà dedicata al rapporto tra pandemia e diritti e al modo in cui la diffusione del Covid-19, la sua gestione e il suo contrasto hanno influito sull’esercizio dei diritti fondamentali, in Friuli ed altrove in Europa e nel mondo. La giornata sarà introdotta alle 9 dal direttore responsabile dell’emittente, Mauro Missana, e dal caporedattore, Carli Pup.

La rivolta friulana del 1511.

A partire dalle 9.30 l’attenzione sarà puntata in primo luogo su diritti, lavoro e pandemia, questione affrontata in uno speciale curato e condotto da Mauro Missana, in cui è previsto un confronto a più voci su questo tema particolarmente complesso e articolato. A seguire, dalle 10.30 saranno affrontati altri temi chiave e saranno dedicati spazi specifici alle diverse declinazioni del rapporto tra diritti fondamentali e pandemia, a partire dallo speciale a cura di Paolo Cantarutti dedicato a diritti, pandemia, istruzione ed educazione. Seguirà, alle 11, lo speciale condotto da Giorgia Zamparo riguardante diritti, pandemia e salute, che a sua volta lascerà spazio alle 11.30 all’impatto della pandemia su giovani e anziani, argomento affrontato nello speciale dedicato a diritti, pandemia e società curato e condotto da Margherita Cogoi.
Tra le 12 e le 13 ci saranno altri due approfondimenti, dedicati rispettivamente ai diritti civili e ai diritti linguistici ai tempi del Covid-19. il primo è affidato alla conduzione di Carli Pup, mentre il secondo, con inizio alle 12.30, è curato da Marco Stolfo. Seguirà, alle 13, lo speciale curato e condotto da Marta Savorgnan, in cui il tema generale del rapporto tra pandemia e diritti sarà declinato in relazione con l’ambiente.
Dalle 13.30 alle 14 sarà lasciato spazio alla musica e nella mezz’ora successiva sarà protagonista la storia, con la voce di Barbara Minen che rievocherà la rivolta della Joibe Grasse del 1511, mentre dalle 15 alle 16 è prevista una puntata speciale di Tunnel, la rubrica curata e condotta da Giorgio Cantoni, per l’occasione dedicata ai diritti in musica.
Dalle 16 alle 19 saranno riproposti gli speciali già presentati durante la mattinata, con un ordine diverso: si comincerà dal programma di Mara Savorgnan sull’ambiente, seguito da quelli di Marco Stolfo e Carli Pup, rispettivamente dedicati ai diritti linguistici e ai diritti civili, e quindi dagli approfondimenti su società, salute e istruzione, a cura di Margherita Cogoi, Giorgia Zamparo e Paolo Cantarutti. Dalle 19 alle 20 il tema dei diritti in musica sarà affrontato da Gabriella Mattioli all’interno di una puntata speciale de La Gabi teRAPia, al quale farà seguito al replica dello speciale dedicato al lavoro, a cura di Mauro Missana. Dalle 21 alle 23,la Zornade Furlane dai Dirits si chiuderà in musica con le selezioni a tema di Adrianus e Checo Tam, all’interno di una puntata speciale di Indigo/Symphony of Silence. Il tutto sarà proposto sulle frequenze di Radio Onde Furlane – i 90 Mhz in gran parte del Friuli e i 90.200 Mhz in Carnia – e sarà diffuso in tutto il mondo in streaming (www.ondefurlane.it/player). La programmazione della Zornade Furlane dai Dirits potrà essere seguita anche su tablet, smartphone, iPad e iPod attraverso la App, che permette a chiunque e dovunque di ascoltare la “radio libare dai furlans”.

Radio Onde Furlane.

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La bandiera del Friuli storico.

Sta per cominciare la consegna delle bandiere del Friuli ai Comuni che ne hanno fatto richiesta. L’iniziativa promossa dall’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane è stata accolta con entusiasmo dalle amministrazioni locali che in occasione del prossimo 3 aprile, giornata in cui si celebra la “Fieste de Patrie dal Friûl”, potranno così vestire a festa i propri Comuni. L’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, nei mesi scorsi, ha contattato tutti i Comuni friulani mettendosi a loro disposizione per la distribuzione del vessillo – ufficialmente riconosciuto con legge regionale – che riporta, in campo azzurro, la celebre aquila araldica d’oro con le ali spiegate. «La risposta dei sindaci è stata molto positiva – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino -. La macchina organizzativa è già in moto da un po’ e a breve cominceremo con la distribuzione, che terminerà in tempo per poter celebrare tutti insieme il prossimo 3 aprile, colorando di azzurro i luoghi simbolo della Patria». La bandiera del Friuli è il settimo vessillo più antico d’Europa (1334). La sua origine risale ai tempi del Principato patriarcale di Aquileia, detto anche Patria del Friuli o Stato patriarcale friulano, il quale dal 1077 al 1420 governò come Stato sovrano il Friuli e a periodi alterni altri territori. L’esemplare più celebre e antico del vessillo patriarcale è esposto nel Museo del Duomo di Udine. L’iniziativa dell’Arlef arriva un anno dopo i festeggiamenti “virtuali” del 2020: «Quella passata è stata una festa diversa dal solito – ha spiegato infine Cisilino -, ma che ci ha mostrato tutta la straordinaria passione, il sentimento di unione e identità dei friulani». Seppur nel segno di #iorestoacasa, così come richiedeva il momento che stavamo vivendo, in moltissimi hanno risposto all’appello lanciato dall’Arlef, tanto che sono state ben oltre 500 le foto di bandiere giunte all’Agenzia da ogni angolo del Friuli, ma anche dai friulani fuori regione e dall’estero».

Eros Cisilino presidente Arlef.

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In copertina, la Joibe Grasse del 1511 illustrata da Luigino Peressini.

 

Lingua friulana online con Arlef e Filologica: i corsi dall’8 febbraio

Nuova versione per i corsi pratici di lingua friulana realizzati dalla Società Filologica Friulana e sostenuti dall’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana. L’attività formativa gratuita, quest’anno, sarà caratterizzata da un’importante novità: le lezioni di alfabetizzazione (al via l’8 febbraio), destinate a un massimo di 90 partecipanti, si terranno interamente online, sulle piattaforme Moodle e Zoom, come chiarito in occasione della conferenza stampa di presentazione alla quale sono intervenuti l’assessore alle autonomie locali della Regione Autonoma Fvg, Pierpaolo Roberti, Eros Cisilino, presidente dell’Arlef e Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana.
«Rafforzare l’uso della lingua friulana è importante: il corso che Arlef e Filologica organizzano insieme per garantire continuità alla formazione in marilenghe, anche in tempi di pandemia, darà il suo valido aiuto per fornire prime basi di grammatica per incrementare la conoscenza e uso della lingua e per continuare a coltivare l’orgoglio di essere friulani», ha sottolineato l’assessore Roberti, ricordando come «mentre stiamo vivendo una crisi sanitaria ed economica che influisce direttamente sulle casse della Regione, chiunque avrebbe potuto giustificare dei tagli: noi non li abbiamo fatti e non c’è nessuna intenzione di applicarli al settore delle lingue minoritarie che, ribadiamo, sono essenziali per la natura stessa della Regione Fvg».

«Crediamo molto in questa nuova proposta formativa, che aderisce perfettamente al contesto in cui attualmente ci troviamo – ha precisato il presidente dell’Arlef -. La pandemia ha radicalmente modificato molte nostre abitudini, comprese le tradizionali modalità della didattica. Con la scelta di portare sul web i corsi di friulano stiamo cogliendo l’occasione di rivolgerci a un pubblico sempre più ampio, a coloro che per le più svariate ragioni non sarebbero stati in grado di partecipare alle lezioni in presenza, ma che potranno invece cogliere questa opportunità grazie alla possibilità di fruirne dei contenuti delle lezioni secondo le loro esigenze di tempo».
«Queste azioni rappresentano il comune impegno e la continuità d’azione che da sempre anima tanto la Società Filologica Friulana, quanto l’Arlef – ha sottolineato il presidente di Sff-. Una collaborazione che negli ultimi anni ha trovato strade sempre nuove e migliori per ottenere comuni risultati. In questo senso, dobbiamo leggere con grande favore l’impegno comune per la promozione del friulano anche attraverso i nuovi strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione e che il momento ci impone di adottare. Per le lezioni abbiamo scelto una piattaforma che dà assoluta garanzia, e già ampiamente sperimentata, con ottimi risultati, per la didattica universitaria, ma facilmente fruibile anche dagli utenti meno esperti».

Una scelta dovuta, quella dei corsi online, visto il contesto in cui versa il Paese, e già adottata, parzialmente, alla fine del 2020. Dopo la sospensione delle attività in presenza a fine febbraio, a seguito di una breve ripresa e un secondo stop, i 12 corsi, organizzati anche grazie alla collaborazione delle Amministrazioni comunali, sono proseguiti in modalità online e si sono conclusi a dicembre.
I corsi pratici di lingua friulana ritornano nel 2021, dunque, con una nuova veste e una struttura ancor più articolata e votata a fornire strumenti sempre più pratici e utili agli iscritti, che se frequenteranno almeno il 70% delle lezioni, riceveranno un attestato di partecipazione: un titolo culturale per accedere alla lista regionale degli insegnanti con competenze in lingua friulana.
La nuova opportunità formativa si basa sui contenuti del primo volume della Collana “Lenghe e culture” dedicato alla formazione degli adulti. Il piano dell’opera prevede la realizzazione di 3 fascicoli di 112 pagine ciascuno: ognuno corrisponde a un’annualità del corso (I, II e III) ed è suddiviso in 12 unità didattiche. Ciascuna unità presenta una lettura con i relativi esercizi di comprensione del testo, focus grammaticali e relativi esercizi, con difficoltà graduali sia nel lessico che nella morfologia verbale. Il manuale si basa dunque sulla progressione e sulla gradualità nello sviluppo delle abilità linguistiche. Il volume, in forma cartacea, è disponibile gratuitamente nelle sedi dell’ARLeF e SFF; in versione digitale su www.arlef.it e www.filologicafriulana.it

In quanto al corso in partenza in questi primi giorni di febbraio, sono in programma 10 lezioni asincrone, su Moodle (ogni settimana sarà pubblicato del materiale nuovo, che resterà sempre fruibile), che privilegiano la riflessione, lo studio autonomo e rimandano ai tre incontri sincroni per chiarimenti e confronti, su Zoom, ciascuno della durata di un’ora circa. Per le iscrizioni è possibile rivolgersi a Elena De Sanctis telefonando allo 0432.501598, o scrivendo a formazione@filologicafriulana.it

 

Arlef, scuole e salute: una rana e una mosca contro il Coronavirus

Il progetto educativo ”Free&Ulli e lis besteatis”, realizzato dall’Arlef in collaborazione con la Protezione civile, cresce ancora e raggiunge le scuole friulane. Dopo il cartone animato (pubblicato sui social e disponibile sul canale YouTube dell’Arlef) e la scheda a fumetti (distribuita nei centri estivi comunali), è ora la volta del poster, che proprio in questi giorni è stato recapitato a tutte le scuole primarie e dell’infanzia, affinché venga affisso in ogni aula e nei corridoi dell’istituto. In questo modo, seguendo l’esempio della rana Free e della mosca Ulli, che si lavano le mani al ritmo della nota filastrocca “Ursule parussule”, i bambini impareranno a scacciare in modo sicuro e divertente le “bestiacce”. E quindi anche il Coronavirus.
«Abbiamo voluto mettere il poster a disposizione di tutte le classi di lingua friulana del territorio – spiega il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – nella certezza che una volta appeso in aula, e grazie alla collaborazione degli insegnanti, esso possa rappresentare un utile supporto ludico e didattico nell’educazione alla salute dei più piccoli. Abbiamo già ricevuto molti riscontri positivi a questa campagna educativa, perché rappresenta uno strumento efficace nell’incoraggiare i bambini ad assimilare molte abitudini corrette. La promozione della salute per mezzo della lingua friulana è uno degli interventi specifici su cui Arlef si sta adoperando attivamente fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, in stretta collaborazione con la Protezione civile e la Direzione Salute della Regione».
Free & Ulli – che i bambini hanno imparato ad amare anche attraverso la trasmissione televisiva “Maman!” (in onda ogni venerdì alle 18.30 su Telefriuli) – nascono dalla fantasia dell’illustratrice Patrizia Geremia e animano le vicende della collana di libri edita da Futura Edizioni di San Vito al Tagliamento.

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In copertina e qui sopra una scolaresca friulana con il poster distribuito dall’Arlef.