“Una splendida favella” in tv con l’Arlef per la Giornata Europea delle Lingue: la “marilenghe” questa sera su Telefriuli

“Una splendida favella – L’avventurosa storia della lingua friulana e della sua letteratura” sbarca in tv oggi, 26 settembre, proprio in occasione della Giornata Europea delle Lingue. Su Telefriuli (canale 11), alle 22, andrà in onda la performance che vede protagonisti Flavio Santi (docente all’Università dell’Insubria, di origini friulane) e William Cisilino (direttore dell’Arlef – Agenzia regionale per la lingua friulana).
Accettando la sfida di ricostruire più di mille anni di storia della lingua e della sua letteratura in meno di un’ora, Santi e Cisilino accompagneranno il pubblico in un viaggio inedito che dà risposta a domande come: “Quali popoli hanno contribuito a modellare la marilenghe?”; “Quali donne e quali uomini, a partire dal Medioevo, hanno scelto e rivendicato l’uso della lingua friulana per fare arte?”; “Perché il friulano è una lingua?”.


«È un itinerario che conduce fino all’oggi, per poi capire quale sarà il friulano di domani e in generale come funzionano le lingue», ha anticipato Cisilino. «Cerco di dimostrare quanto la letteratura friulana sia da sempre modernissima e si colleghi con le grandi letterature italiana ed europee, a cui non ha nulla da invidiare» sottolinea Santi, che nella performance legge alcune poesie che dimostrano appunto questa grandezza e l’originalità della “marilenghe”.
Aspettando “Una splendida favella”, alle 21, sempre su Telefriuli, è in programma uno speciale dedicato alla lingua friulana. Vi interverranno il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino; la tiktoker del canale Tic e Tac Furlan, Greta Fabbro; Michele Flaibani, direttore organizzativo dell’indagine sociolinguistica “Furlan Contât – Tire fûr la lenghe”, recentemente condotta da Ires Fvg; lo youtuber di YouPalTubo, Nicolas Fonzar; il già citato professore, Flavio Santi; e l’illustratore, “papà” dei Gnognosaurs, Andrea “Dree” Venier.

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In copertina, il professor Flavio Santi che all’interno è con il direttore William Cisilino.

Quasi la metà dei sindaci neoeletti ha giurato anche in lingua friulana: esulta l’Arlef con Eros Cisilino

Quarantuno, tanti sono i sindaci neoeletti, in occasione del recente rinnovo delle Amministrazioni comunali, che hanno scelto di prestare giuramento anche in lingua friulana. Un dato particolarmente rilevante, commentato con entusiasmo dal presidente dell’Arlef, Eros Cisilino: «È un fatto molto significativo che quasi la metà dei sindaci dei Comuni friulanofoni abbiano giurato in friulano. Le Amministrazioni hanno colto l’importanza dell’utilizzo della lingua friulana nella pubblica amministrazione, un elemento che peraltro è contemplato anche dal “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”. Ritengo che si tratti del positivo risultato di una politica linguistica che pone i diritti identitari dei cittadini al centro della pubblica amministrazione. È un dato che colloca la Regione Friuli Venezia Giulia in una ottima prospettiva europea per la salvaguardia delle lingue minoritarie. Ci tengo a ringraziare le Amministrazioni per la sensibilità dimostrata, che non potrà che crescere nel tempo, trovando nell’Agenzia regionale per la lingua friulana il partner sicuro e qualificato».
Qualche settimana fa, l’Arlef aveva inviato ai primi cittadini una nota contenente la formula del giuramento in lingua friulana per agevolare coloro che desiderassero prestarlo in doppia lingua. L’alto numero di sindaci (pari al 42% dei Comuni friulanofoni soggetti a elezioni amministrative) che hanno scelto di farlo va a unirsi ai ben 20 consiglieri regionali che hanno recitato anche in friulano la formula rituale in occasione della prima seduta della XIII legislatura del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, nell’aprile 2023; ai quali si era unito anche il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che aveva prestato giuramento in tutte e quattro le lingue del territorio: italiano, friulano, sloveno e tedesco.

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In copertina, la fascia tricolore del sindaco; qui sopra, il presidente dell’Arlef Eros Cisilino. (Foto Petrussi)

“Alfabet furlan” e Mappa del Friuli a tutte le scuole primarie, alle materne invece un utile poster con le attività quotidiane

È terminata la consegna, a oltre 600 classi della scuola dell’infanzia e a 1.250 di quella primaria, dei nuovi poster educativi dell’Agenzia regionale per la lingua friulana. Alle materne è stato recapitato il poster “La mê zornade” che aiuta i bambini a ricordare le fasi della giornata e le attività quotidiane, come i pasti, l’igiene, il gioco e così via. L'”Alfabet de lenghe furlane” sarà, invece, appeso nelle aule delle classi 1a e 2a elementare, aiutando i piccoli a imparare a leggere e scrivere l’alfabeto e i digrammi della lingua friulana. Per i più grandicelli, che frequentano già la 3a, 4a e 5a della primaria, ci sarà il poster “Friûl”, con una mappa che consentirà loro di apprendere l’estensione e i confini del Friuli, le sue principali città e i cinque siti del Patrimonio mondiale Unesco.


Simbolicamente, il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, ha consegnato di persona i materiali all’Istituto Comprensivo di Tricesimo, incontrando gli alunni della prima e della quinta elementare, con le loro insegnanti di lingua friulana Sonia Cargnelutti e Anna Zossi. I poster educativi sono stati pensati in supporto all’attività di insegnamento del friulano: consentiranno ai docenti di stimolare e coinvolgere gli alunni in maniera dinamica e divertente. Proprio per questo ne sono state realizzate tre differenti versioni, personalizzate in base al ciclo scolastico di destinazione.
Non è tutto, perché i poster, in formato A3, sono disponibili, e liberamente scaricabili, anche dal sito www.arlef.it. Sempre sul portale dell’Agenzia sono fruibili ulteriori supporti a disposizione di insegnanti e famiglie: a integrazione dell'”Alfabet de lenghe furlane” ci sono gli audio di ogni lettera, con esempi di parole che iniziano con la stessa; presenti e scaricabili pure i pdf con le singole lettere, affinché i bimbi possano ritagliarle per comporre nuove parole, sotto la guida degli insegnanti o dei genitori, e altre schede didattiche.
I poster sono la naturale implementazione dell’ampio progetto che, a partire dalla fine del 2022, ha visto distribuire gratuitamente, dall’Agenzia, il Manuale per l’insegnamento della lingua friulana nelle scuole primarie. “Anìn!” è infatti il primo manuale pensato per accompagnare gli alunni alla scoperta del friulano, delle particolarità del territorio del Friuli, della sua storia e della sua cultura. Il progetto è promosso dall’Arlef in attuazione del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025 della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. È donato a tutti gli allievi della scuola primaria i cui genitori hanno aderito all’insegnamento della lingua friulana come previsto dalla legge 482/99 e dalla legge regionale 29/2007.

Per ogni informazione, i docenti possono contattare lo Sportello Regionale per la Lingua Friulana chiamando lo 0432.1743400, oppure scrivendo una e-mail a scuele@sportelfurlan.eu

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In copertina, Anna Zossi e Sonia Cargnelutti; all’interno, le insegnanti con il presidente dell’Arlef Eros Cisilino.

“Fieste de Patrie dal Friûl”, Tarcento è pronta ad accogliere la giornata dedicata al ricordo dello Stato patriarcale

Sarà Tarcento a ospitare, il 7 aprile, la 47ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, con cui si celebreranno i 947 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato il 3 aprile 1077. Il ricco programma della festa – organizzata quest’anno da Comune di Tarcento, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” – è stato presentato ieri nella sede di Udine della Regione Fvg, alla presenza dell’assessore alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, del sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, e del presidente dell’Istitût Ladin Furlan, Geremia Gomboso.

Gli intervenuti alla presentazione.

LA BANDIERA NELLO SPAZIO – La presentazione della Fieste nella “Perla del Friuli” è stata anche l’occasione per lanciare il nuovo video del canale YouTube in lingua friulana, “YouPalTubo”, La bandiere furlane tal spazi in cui si racconta l’incredibile storia dell’astronauta di origini friulane Gregory Thomas Linteris, che ha portato la bandiera del Friuli nello Spazio. Linteris, oggi ingegnere meccanico all’Istituto per gli standard e la tecnologia degli Stati Uniti, informato dell’iniziativa, ha accettato di intervenire alla presentazione inviando un video in cui ha raccontato di come, nel 1997, è riuscito a portare in orbita sullo Shuttle l’aquila friulana, sottolineando il suo grande legame col Friuli.

LA REGIONE FVG – «Sono particolarmente soddisfatto – ha sottolineato l’assessore Pierpaolo Roberti, ringraziando l’Arlef per l’importante lavoro che sta svolgendo -. La Regione ha investito molto in questi ultimi anni nella promozione della lingua friulana e per il rafforzamento dell’identità friulana lungo tutto l’arco dell’anno: oggi veniamo a premiati anche dal territorio che ha scelto di portare avanti numerose iniziative di valorizzazione proprio in concomitanza con la nascita dello Stato Patriarcale, il 3 aprile del 1077. Sono 70 i Comuni del Friuli Venezia Giulia che ospiteranno gli eventi calendarizzati per il 2024 con ben 122 appuntamenti. Un’edizione da record, quindi, che si preannuncia già molto partecipata e apprezzata. Se il Friuli Venezia Giulia è una ragione così ricca e poliedrica dal punto di vista culturale e delle tradizioni – ha proseguito – lo è anche grazie alle sue peculiarità linguistiche, partendo dal friulano per arrivare fino allo sloveno e al tedesco». L’esponente dell’Esecutivo Fedriga si è soffermato anche sull’importanza di mantenere l’asticella alta sulla qualità: «Solo due anni fa abbiamo presentato con l’Arlef il nuovo canale YouTube dedicato ai giovani e alla lingua friulana. Oggi quel canale ha raggiunto quasi 2 milioni di visualizzazioni, raggiungendo e unendo friulani che risiedono non solamente nella nostra regione, ma anche nel resto del mondo. Un canale che parla alle nuove generazioni, nella loro lingua madre e attraverso la loro modalità di espressione: un ulteriore successo, un passo avanti importante per il rafforzamento della nostra identità con uno sguardo imprescindibile al futuro».

L’ARLEF – Ringraziando tutti i presenti il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, ha sottolineato come quest’anno «il cuore delle celebrazioni per i 947 anni dalla nascita della Patria del Friuli sarà proprio Tarcento, uno dei luoghi simbolo dell’identità friulana, avendo dato natali al geniale Chino Ermacora e avendo abbracciato la lodevole attività di don Duilio Corgnali: saranno in molti a celebrare assieme a noi i valori culturali e linguistici in cui il popolo friulano si riconosce pienamente». Cisilino ha inoltre ricordato, con soddisfazione la varietà di eventi in programma in tutto il Friuli: «Superare quota 100 eventi collaterali è un grande successo e testimonia il forte interesse delle amministrazioni comunali, con le associazioni, verso la cultura friulana celebrata nella Fieste. Si tratta di un dato significativo, tanto quanto il fatto che siano omogeneamente distribuiti su tutto il territorio friulano, sia nella nostra Regione che in Veneto, dove i Comuni del mandamento di Portogruaro hanno impreziosito il calendario con interessanti attività. Elemento altrettanto indicativo è che tutti questi eventi sono connotati da una grande freschezza e da uno sguardo rivolto verso il futuro. Ciò è ben percepibile nella tipologia delle iniziative, spesso attente al coinvolgimento e alla partecipazione attiva delle nuove generazioni».

L’ISTITUT LADIN FURLAN – «Siamo onorati e orgogliosi di ospitare a Tarcento questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Anche la nostra “Perla del Friuli” sarà finalmente, per un giorno, la capitale del Friuli, accogliendo, il prossimo sette aprile, il popolo friulano per ricordare i 947 anni dalla nascita della Patria nei cui principi e valori anche la nostra comunità si riconosce tutt’oggi», ha ricordato il sindaco Steccati. Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” ha ricordato, invece, che «assistiamo a un recupero delle relazioni tra le minoranze linguistiche friulana, slovena e tedesca, che stanno lavorando assieme e facendo squadra. Ritengo che questo sia un dato significativo e da sottolineare proprio in questo frangente di celebrazioni. Una nota sicuramente positiva, a fronte di altre che lo sono meno. Come la mancata approvazione del messale romano in una lingua friulana. Ma anche il molto lavoro, ancora da fare, nelle scuole e all’Università, luoghi deputati a insegnare la nostra storia ai giovani. Senza ciò le ragazze e i ragazzi non sapranno mai il ruolo che abbiamo avuto e abbiamo in Europa, sia dal punto di vista politico che religioso».

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA – Le celebrazioni partiranno da piazza Libertà, alle 9.30, dove è previsto il ritrovo dei partecipanti e il tradizionale alzabandiera della bandiera del Friuli, che per l’occasione sarà accompagnato dalla Banda musicale ex alpini di Coia. Alle 9.45 il corteo si muoverà verso il Duomo (attraverso via Roma) dove alle 10 avrà inizio la Messa in friulano, celebrata dai rappresentanti delle tre diocesi del Friuli e con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco. La funzione sarà accompagnata dal Coro San Pietro Apostolo di Tarcento. Proprio dalle 10 andrà in onda lo speciale “Fieste de Patrie” su Telefriuli (canale 11) che trasmetterà in diretta la liturgia e, a seguire, la cerimonia civile nella trasmissione “Il campanile della domenica”. Terminato il rito, alle 11, in piazza Roma, ci sarà l’esibizione del gruppo folcloristico “Chino Ermacora”. Alle 11.30, in sala Margherita (viale Olinto Marinelli), prenderanno avvio le celebrazioni civili: sarà eseguito l’Inno del Friuli e data lettura della Bolla imperiale. Dopo il tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco del Comune che ha ospitato la manifestazione l’anno precedente (Capriva del Friuli) e quello ospitante, seguiranno i saluti delle molte autorità partecipanti. Nel pomeriggio, dalle 15.30, palazzo Frangipane si aprirà agli itinerari culturali: sono previste le visite guidate alla mostra e laboratorio permanente dei Mascarârs; al Museo del Gruppo Folcloristico “Chino Ermacora”; alla Mostra “Universo Donna”, del Circolo Fotografico Grandangolo. Chi vorrà pranzare a Tarcento, potrà farlo con menu a prezzo concordato e previa prenotazione, al Ristorante “Costantini” (a Collalto, 0432.792372), alla pizzeria ristorante “Al Sole 2” (a Tarcento, 0432.785056), e al ristorante pizzeria “Al Tarcentino” (a Tarcento, 0432.785354).

Steccati e Persello ricordano  don Corgnali.

GLI EVENTI COLLATERALI – Ad anticipare le celebrazioni del 7 aprile, il Comune di Tarcento ha programmato una serie di eventi collaterali. Ieri, nella sala Diamante di Palazzo Frangipane, si è tenuto l’interessante convegno “Fantats, infants e zovinutis. Teatro per nuove generazioni e lingue minorizzate”, organizzato in collaborazione con Teatri Stabil Furlan. Mentre, in serata, nella sala Margherita, è andato in scena con grande successo lo spettacolo teatrale e musicale di e con Dino Persello: “Il trio nus vuardi”, dedicato a Otmar Muzzolini (“Meni Ucel”), Aurelio Cantoni (“Lelo Cjanton”) e Riedo Puppo (“Il Pup”). La serata è cominciata con un omaggio a monsignor Duilio Corgnali, mancato nello scorso gennaio, che molto si impegnò per la difesa e la valorizzazione della linga friulana, della cultura, della storia e delle tradizioni di questa terra. Domani, alle 11, l’auditorium della scuola primaria “Olinto Marinelli” ospiterà un incontro con gli allievi delle classi quarte, a cura dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, con la presentazione del fumetto “3 di Avrîl 1077”. Sempre domani, alle 18, alla Biblioteca Civica “Pierluigi Cappello” è invece in programma la presentazione del libro “Quando le montagne si colorano di rosso”, di Stefania P. Nosnan.

Come ogni anno, la celebrazione della Festa della Patria del Friuli sarà arricchita, su tutto il territorio friulano, da un nutrito calendario di eventi culturali collaterali, quali spettacoli teatrali, eventi musicali, presentazione di libri, etc. Saranno più di cento gli eventi promossi da oltre 60 Comuni che hanno aderito al bando per il sostegno delle manifestazioni che accompagnano la ricorrenza, promosso dall’Arlef in attuazione alla Legge n. 6/2015.

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In copertina, uno scorcio di Tarcento che accoglierà la grande manifestazione.

Midollo osseo, Arlef e Regione insieme a servizio della sanità e del sociale Fvg

La lingua friulana quale veicolo di comunicazione per essere sempre più vicini ai cittadini in ambito sanitario e sociale. Questo il tema della conferenza stampa indetta da Regione Fvg e Arlef per presentare due importanti progetti: la versione in friulano del sito istituzionale Asu Fc e il video “Salve une vite”, realizzato per Admo Fvg, con cui i ragazzi di YoupalTubo invitano i coetanei a iscriversi al Registro nazionale italiano donatori di midollo osseo. All’incontro, ospitato al palazzo della Regione, a Udine, sono intervenuti Riccardo Riccardi, vicepresidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e assessore alla salute; Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle autonomie locali; il presidente dell’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, Eros Cisilino; il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, Denis Caporale, e Paola Rugo, presidente dell’Associazione Donatori Midollo Osseo – Admo Fvg.

I relatori mentre parla Cisilino.

«Sono valori fondanti quelli che vogliamo comunicare con questa nuova iniziativa che vede coinvolta la Regione, l’Agenzia regionale per la lingua friulana, l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale e l’Associazione donatori midollo osseo del Friuli Venezia Giulia: il poter raggiungere tutti anche attraverso la lingua friulana nei buoni percorsi di salute e il dono, con le sue importanti connotazioni, dell’essere gratuito e anonimo», ha affermato Riccardi. «L’obiettivo è, in senso generale, quello di fare capire e far comprendere un messaggio di fondo che riteniamo fondamentale: quello che il friulano e le lingue minoritarie tutte non sono lingue che vanno parlate soltanto in alcuni contesti, ed evitate in altri; devono essere utilizzate in tutti i contesti, ovvero familiari, amicali, nei contesti lavorativi e anche nel confronto con le istituzioni. Solo in questo modo riusciremo a salvare una lingua e a promuoverla, a farla sviluppare, a farla crescere ancora di più con il primo obiettivo di garantire ai nostri cittadini il diritto, costituzionalmente riconosciuto, di potersi esprimere usando la propria lingua, preservandola e preservando di conseguenza le proprie origini», ha ricordato poi Roberti.

IL SITO – La versione in friulano del sito dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale è una novità importante e in linea con le indicazioni del “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025″. Si tratta di un fondamentale strumento per dialogare e fornire informazioni utili all’utenza friulanofona (sono oltre 500 mila i cittadini che fanno capo ai Distretti sanitari di Udine, Cividale, Codroipo, Gemona, Latisana, Palmanova, San Daniele, Tarcento e Tolmezzo) e che si aggiunge ad altre importanti azioni di comunicazione plurilingue messe in atto dalla Regione, si pensi ad esempio, alle campagne di vaccinazione antinfluenzale. La collaborazione tra ASU FC e ARLeF ha reso possibile la traduzione friulana delle sezioni maggiormente consultate dall’utenza (analoghi contenuti sono offerti in lingua slovena e tedesca) e prevede ulteriori implementazioni dopo il restyling del sito che l’Azienda sanitaria ha in programma. La collaborazione con l’Agenzia ha portato anche ad un’altra significativa azione di comunicazione plurilingue: da qualche mese, infatti, i maxi schermi del padiglione di ingresso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine mettono a disposizione dell’utenza informazioni sanitarie e di servizio anche in lingua friulana.
«Era doveroso per l’Azienda che rappresenta il territorio dell’ex provincia di Udine avere il sito istituzionale anche nella lingua del contatto quotidiano e delle persone di questa terra – ha affermato il direttore generale Asu Fc, Caporale – sappiamo quanto sia importante trovare in un servizio, specialmente se si tratta di salute, un legame identitario. Ringrazio Arlef per la collaborazione che non si esaurisce nel solo portale web, ma ci fornisce strumenti per avvicinare le persone ai nostri servizi, favorendo ancora di più un’anima friulana all’interno del servizio sanitario regionale».
«L’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, adottando la lingua friulana anche all’interno del proprio sito, si rende ancora più vicina ai cittadini e per noi è stato un piacere contribuire a questo progetto che, ricordo, va nella direzione tracciata attraverso la stesura del Pgpl – ha affermato Cisilino -. Si tratta di un importante risultato, reso possibile grazie al costante sostegno da parte della Regione Autonomia Friuli-Venezia Giulia e per questo ringrazio il vicepresidente Riccardi, che si è da subito dimostrato sensibile alla tematica, e l’assessore Roberti che ci segue costantemente nelle nostre attività; oltre al direttore di Asu Fc, Caporale, per la grande disponibilità».

IL DONO – YoupalTubo è il canale YouTube che vede protagonisti un gruppo di ragazzi friulani. Attraverso il canale, apprezzatissimo dai loro coetanei (si contano oltre 9.500 iscritti e oltre 20 mila ore di visualizzazione), raccontano le loro passioni, offrendo contenuti e curiosità sul Friuli. Nel video presentato quest’oggi in Regione gli 8 youtuber friulani hanno voluto mettersi in gioco su un tema importante: trasmettere ai loro coetanei l’importanza di salvare una vita attraverso la donazione di midollo osseo. Come è nel loro stile, il tono è leggero, ma la tematica assolutamente seria e affrontata dai ragazzi con grande sensibilità: per l’Admo è fondamentale raggiungere i ragazzi e le ragazze fra i 18 e i 35 anni, in buona salute e con un peso superiore ai 50kg. La scelta di farlo in collaborazione con ARLeF e i ragazzi di YoupalTubo «è legata alla possibilità di aprire un ulteriore canale di dialogo con i giovani che parte proprio dai ragazzi – ha spiegato Paola Rugo, presidente Admo Fvg che si spende sul territorio in moltissime attività, fra cui le conferenze all’interno degli istituti scolastici -. Il canale YouTube ci è da subito apparso uno strumento efficace per raggiungere i possibili donatori di midollo osseo. I ragazzi di YoupalTubo hanno realizzato una clip che arriverà al cuore dei loro coetanei, facendo comprendere loro che non c’è nulla da temere, ma che anzi, l’iscrizione al registro dei donatori rappresenta un atto di generosità e una grande possibilità, quella di salvare una vita. Ringrazio l’ARLeF e i ragazzi per questa opportunità e invito tutti a guardare il video per saperne di più».
«Quella con Admo Fvg è una collaborazione nata da un po’ di tempo – ha ricordato infine il presidente Cisilino -. Si tratta di un’associazione che parla ai giovani, per questo credo che il video realizzato dai ragazzi di YoupalTubo possa rappresentare un valido contributo nel diffondere il messaggio sull’importanza della donazione di midollo osseo e aiutare ad accrescere ulteriormente la consapevolezza su questo tema».

Ecco “Anìn!”, primo manuale scolastico per far imparare la lingua del Friuli

Si chiama “Anìn!” ed è il primo manuale per l’insegnamento della lingua e della cultura friulane nelle scuole primarie. Un progetto promosso dall’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in attuazione della legge 482/99 e della legge regionale 29/2007. “Anìn!” – presentato nella sede della Regione a Udine, dall’assessore regionale all’istruzione Alessia Rosolen, dal presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, dal direttore dell’Agenzia, William Cisilino, da Paola Cencini, referente per la lingua friulana dell’Ufficio scolastico regionale e dalla curatrice del manuale, Rosalba Perini – già dal suo titolo (“Andiamo!”, in italiano) è un invito a esplorare la lingua friulana, ma anche il territorio, la geografia, la storia, la cultura del Friuli.

«Il manuale per l’insegnamento della lingua e della cultura friulana nella scuola primaria, presentato oggi, – ha affermato l’assessore Alessia Rosolen – racconta bene cos’è il Friuli Venezia Giulia: una regione che, prima in Italia, partendo da una norma del 2007, ha saputo valorizzare un contesto multilingue capace di dare forza a quella scuola plurilingue che ne testimonia la realtà territoriale ma che resta aperta all’Europa. I progetti sul friulano che stiamo portando avanti danno il senso di una comunità e del suo radicamento. Non si tratta solo di una lingua ma della cultura di un territorio.»
«Sono trascorsi undici anni dal Regolamento che ha dato attuazione alla Legge regionale sull’insegnamento della lingua friulana nel territorio della Regione Friuli-Venezia Giulia – ha sottolineato Paola Cencini, dell’Ufficio scolastico regionale -. All’epoca si era guardato più alla quantità di alunni da coinvolgere che alla qualità; ora invece è importante realizzare azioni volte a migliorare e perfezionare l’apprendimento della lingua friulana nelle scuole. Il progetto dei libri di testo in lingua friulana, che oggi viene presentato, va proprio in questa direzione».
«L’80% dei genitori friulani ha chiesto l’insegnamento della lingua friulana per i propri figli, una istanza a cui noi istituzioni siamo chiamate a dare risposte concrete con azioni a sostegno degli alunni e degli insegnanti. Ecco perché l’ARLeF ha lavorato con passione e dedizione a questo progetto che segna una svolta importantissima per l’insegnamento del friulano alle nuove generazioni – ha affermato il presidente Eros Cisilino –. Si tratta di un vero e proprio investimento per il futuro della “marilenghe” e dei nostri bambini, che ci pone all’avanguardia fra le comunità linguistiche riconosciute in Italia. Una novità che consentirà a tutti gli studenti della scuola primaria, che hanno aderito all’insegnamento del friulano, di ricevere gratuitamente il manuale su cui studiare, dalla prima alla quinta classe, la lingua friulana ma anche il territorio del Friuli, la sua storia e la sua cultura».
«Sono due i volumi realizzati e donati agli alunni – ha spiegato il direttore William Cisilino, che ha coordinato il progetto –: “Anìn! 1” per la prima e la seconda classe, e “Anìn! 2” per la terza, quarta e quinta. I manuali introducono il curricolo di/in lingua friulana all’interno del percorso didattico tradizionale: il primo volume con un avvicinamento graduale alla lingua friulana, il secondo con approfondimenti sulla storia e sulla geografia friulane, oltre che sulla lingua e la letteratura. Ciò, senza dimenticare la dimensione plurilingue, grazie all’inserimento della lingua inglese, dell’italiano e delle altre lingue parlate sul nostro territorio regionale. I volumi sono forniti gratuitamente e pertanto, alla fine dei rispettivi cicli, resteranno di proprietà delle famiglie degli alunni».

La distribuzione. Nei giorni scorsi ha preso avvio la distribuzione dei manuali a ciascuno dei 247 plessi che afferiscono a 61 Istituti comprensivi e Scuole paritarie delle ex province di Gorizia, Pordenone e Udine. Entro novembre saranno consegnati oltre 20.000 volumi, ovvero ad ogni alunno i cui genitori hanno aderito all’insegnamento della lingua friulana. Ai dirigenti scolastici, ai referenti per l’insegnamento della lingua friulana e a tutti i docenti impegnati nell’insegnamento del friulano, i due manuali saranno consegnati unitamente al volume “Linee guida per i docenti”. Per i prossimi anni scolastici, Arlef ha già previsto la distribuzione dei manuali a tutti i nuovi iscritti di ciascun ciclo impegnati nello studio del friulano.
Le caratteristiche del progetto editoriale. “Anìn! 1 e 2” sono stati realizzati dall’Arlef in collaborazione con le Edizioni didattiche Gulliver e grazie ad un gruppo di esperti e docenti, coordinati dalla professoressa Rosalba Perini. Rispettano appieno il Piano applicativo di sistema per l’insegnamento della lingua friulana della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e seguono le Linee guida dei materiali didattici per l’insegnamento del friulano a scuola approvate dall’Arlef.
Complessivamente, vi hanno lavorato a vario titolo oltre 40 persone e la loro realizzazione ha richiesto oltre tre anni di lavoro. Le moltissime immagini che arricchiscono i due volumi sono state messe generosamente a disposizione da istituzioni, musei, enti locali e privati di tutta la regione. La fase di sperimentazione delle unità didattiche che compongono i due volumi è stata svolta con alcune classi dell’Istituto Comprensivo “Tina Modotti” di Premariacco.

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In copertina, i due volumi di “Anin!” per le scuole; all’interno, immagini della loro presentazione alla Regione Fvg a Udine.

 

 

Oggi a Friuli Doc arriva “Frico-Man”, è la versione friulana di Pac-Man

Si chiama Frico-Man l’esclusiva versione in friulano di Pac-Man che sarà presentata per la prima volta in occasione della nuova edizione di Friuli Doc, oggi, 9 settembre, alle 17, in Corte Morpurgo, dove resterà a disposizione di piccoli e grandi fino alla fine della kermesse.
Assieme al protagonista del famoso videogioco vintage – con cui si potrà giocare grazie a un “cabinato” originale anni ’80 – ci saranno anche i suoi acerrimi nemici: i fantasmini Blinky, Inky, Pinky, Clyde che in marilenghe prenderanno il nome di Vigjut sedon, Bepi çondar, Catine peteç e Meni gneur. La simpatica iniziativa, promossa dall’ARLeF e realizzata da Ensoul, nasce per promuovere il sito www.ghiti.it, portale bilingue (friulano-italiano) per l’infanzia, capace di portare bambini e genitori alla scoperta della marilenghe grazie a giochi, cartoni animati, video e tanti altri contenuti divertenti.

Per un giorno, quindi, a Udine sarà possibile fare un vero e proprio viaggio nel tempo con un classico dei videogiochi con il quale genitori e figli potranno sfidarsi gratuitamente. Se i primi torneranno bambini, i più piccoli conosceranno il “nonno” dei game con cui giocano oggi. «Spero che si divertano tanto», ha commentato e Fulvio Romanin, titolare di Ensoul, che per l’occasione ha rimesso a nuovo un Pac-Man, modificandone la componentistica e le schede, affinché potesse “parlare” in friulano, facendolo diventare così Frico-Man!

Ma questa non sarà la sola iniziativa dell’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana in occasione di Friuli Doc. Grazie all’ARLeF, anche quest’anno, il friulano sarà protagonista della manifestazione. Dopo l’incontro di ieri dedicato a Pier Paolo Pasolini, sempre oggi, nella stessa location, alle 16 ci sarà “Zuìn e imparìn cun Daria Miani de trasmission “Maman!”, un laboratorio per i più piccoli curato dall’ARLeF e guidato dalla conduttrice della trasmissione televisiva per l’infanzia in lingua friulana, risultato di una co-produzione fra l’Agenzia e Telefriuli (canale 11 dtt). Amatissima dai baby telespettatori, in ogni puntata vengono proposte esperienze ludiche ed educative adatte ai bimbi della scuola materna e primaria. Lo stesso format, fatto di gioco e didattica, che sarà proposto in occasione di Friuli Doc.

Ma parla in “marilenghe” anche sul sito internet della kermesse enogastronomica, grazie al servizio di traduzione messo a disposizione dallo Sportello regionale per la lingua friulana dell’Agenzia, così come i menù di “Friuli Doc in Osteria”, iniziativa promossa da Confesercenti e il Comitato Difesa Osterie Friulane. «La presenza dell’Arlef a Friuli Doc è ormai consolidata – ha precisato il presidente dell’Agenzia, Eros Cisilino – grazie alla stabile sinergia con partner istituzionali come PromoturismoFVG, che ci ospiterà nello stand di Corte Morpurgo. Anno dopo anno stiamo puntando sempre di più sulla cultura non limitandoci solo alla distribuzione di materiali, ma coinvolgendo chi ha deciso di trascorrere del tempo in città nei giorni della kermesse con diversi appuntamenti capaci di raggiungere bacini di utenza differenti».

 

Aclif in assemblea: “La bandiera del Friuli sventoli più spesso sui nostri Municipi”

(s.b.) Oltre al 3 aprile, in numerose altre occasioni la bandiera del Friuli, con l’aquila patriarcale, dovrebbe sventolare sui nostri Municipi. E’ una delle richieste emerse dall’affollata assemblea – l’altra sera a Palazzo Belgrado, a Udine – della Comunità Linguistica Friulana, l’ente che rappresenta i Comuni friulanofoni. Una realtà in crescita, che con le ultime adesioni (Castions di Strada, Gonars, Pagnacco, Reana del Rojale, Fanna e Claut) è arrivata a ben 138 amministrazioni comunali associate in virtù della volontà di tutelare l’identità friulana delle loro comunità.

Alla presenza dell’assessore regionale Pierpaolo Roberti, del presidente del consiglio regionale Piero Mauro Zanin e del presidente dell’Arlef Eros Cisilino, che hanno tutti riconosciuto il ruolo attivo e propositivo dell’organismo, l’assemblea ha visto il suo presidente Markus Maurmair tracciare il bilancio di un’estesa attività che ha portato a sviluppare nel 2021 una serie di iniziative volte ad un uso più esteso del friulano nell’informazione e nella pubblica amministrazione. Dalla campagna “Più friulano in Rai” al progetto di un telegiornale in friulano (Gnovis) su Telefriuli, dalla partnership con molte realtà istituzionali, editoriali e associative al convegno realizzato a Villa Russiz sull’impiego del friulano e delle altre lingue minoritarie nella pubblica amministrazione, molte sono state le attività che l’assemblea ha portato avanti. La visibilità è cresciuta e in questo nuovo esercizio l’ente ha già iniziato a sviluppare le nuove azioni di promozione dell’uso e della tutela del friulano come opportunità per le nostre comunità che caratterizzeranno il suo 2022.
In tal senso, va inteso l’appello che Maurmair ha rivolto nei giorni scorsi ai sindaci per sensibilizzare i dirigenti scolastici ad avvalersi delle norme che offrono agli Istituti scolastici dei territori dei Comuni friulanofoni la possibilità di derogare dai numeri minimi di allievi iscritti per formare delle classi: «Un esempio concreto – ha detto il presidente – di come l’esercizio della tutela della “marilenghe” può salvaguardare gli organici delle scuole e talora gli stessi plessi scolastici. L’attenzione che a questa possibilità hanno riservato alcuni Comuni veneti è eloquente della necessità di affrontare un tema dirimente come quello del mantenimento della presenza di istituti scolastici nelle piccole comunità. E se la tutela della lingua aiuta a superare la rigida applicazione di tetti numerici stabiliti a tavolino in maniera che non considera la specificità dei territori, vale la pena avvalersene».

La tutela delle lingue minoritarie è essa stessa tutela dell’autonomia regionale, per questo il Friuli Venezia Giulia sta puntando progressivamente al modello Alto Adige: questo il concetto espresso dall’assessore regionale alle Autonomie locali e Lingue minoritarie nel suo saluto di apertura all’Assemblea. Ripercorrendo l’attività svolta in questi anni sono stati ricordati i principali traguardi raggiunti nella tutela del friulano a cominciare dalla revisione delle convenzioni con la Rai per la programmazione di trasmissioni in lingua sulla rete regionale, indicata come il primo passo verso il modello altoatesino.
A questa si aggiungono le modifiche alla struttura dell’assemblea della Comunità linguistica friulana e all’assetto e competenze riconosciute all’Agenzia regionale per la lingua friulana. All’Aclif la Regione Fvg riconosce un peso politico importante accanto ad attori dell’associazionismo privato che si occupano della valorizzazione del friulano. Da qui lo sprone agli amministratori locali a perseguire assieme l’obiettivo della massima tutela. L’Aclif conta oggi 138 Comuni soci, una decina in più degli ultimi anni, impegnati in un programma di attività sul territorio che hanno consolidato l’uso consapevole della lingua minoritaria. Ne sono espressione, oltre che la convenzione Rai, i diversi accordi con le realtà editoriali e i numerosi convegni ed iniziative di approfondimento e ricerca.

Le giovani generazioni saranno al centro del programma Aclif 2022 anche con un’azione di sensibilizzazione delle amministrazioni al fine di stimolare la formazione dei Consigli comunali dei Ragazzi, come forma di educazione alla partecipazione attiva dei cittadini in erba. Quest’importante esperienza, dove viene attuata, forgia persone che diventano sensibili alla cittadinanza attiva e domani saranno volontari, membri di associazioni e forse amministratori, ma in ogni caso sarà più probabile che si facciano carico della loro comunità. Nelle intenzioni dell’Aclif, come ha spiegato l’assessora di Tavagnacco Ornella Comuzzo, c’è la volontà di creare una giornata di confronto tra i Ccr sui temi dell’identità, con un approccio laboratoriale, per iniziare un percorso di condivisione anche fra le istituzioni che rappresentano i più giovani cittadini.


Altra iniziativa particolare è stata la distribuzione a tutti i sindaci delle fasce tricolori “griffate” con il simbolo dell’Aclif: un modo concreto ed evidente di mettere insieme il ruolo istituzionale all’interno dello Stato italiano con la rappresentanza di una comunità che si ritiene friulana con orgoglio. E che continuerà a sostenere la necessità della presenza del friulano nell’informazione Rai e nell’intero assetto informativo regionale, dando continuità ai partenariati già in atto e sviluppandone se possibile degli altri. In più, la collaborazione con il Cirf (Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla cultura Friulana) dell’Università di Udine, si predisporrà un corso di formazione per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Infine, la discussione ha aperto un interessante dibattito rispetto alla necessità di individuare le date per la predisposizione di un regolamento che disciplini l’esposizione della bandiera del Friuli. Oltre al 3 aprile (nascita della Patria del Friuli nel 1077) le altre principali ricorrenze legate all’identità friulana “papabili” di essere ricordate su ogni pennone dei nostri municipi sono il 27 febbraio (la “crudêl joibe grasse”), il 6 maggio (sisma del 1976), il 6 giugno (assassinio del Beato Bertrando nel 1350), il 7 giugno (fine dello Stato patriarcale nel 1420), il 12 luglio (Santi Ermacora e Fortunato, patroni della Regione) e il 9 ottobre (disastro del Vajont, 1963). Anche se – ha osservato il sindaco di Udine, Pietro Fontanini – nulla impedisce l’esposizione della bandiera friulana al pari di quella italiana, regionale, ed europea, l’Aclif lavorerà per la stesura di un regolamento da sottoporre ai Comuni per impegnare le amministrazioni a provvedere all’esposizione del vessillo in queste occasioni significative per la storia dell’identità friulana.

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In copertina e all’interno alcune immagini dell’assemblea Aclif riunita a Udine.

“Friulano a scuola? Diversi i vantaggi”. Arlef: le adesioni fino al 28 gennaio

La decisione di aderire all’insegnamento della lingua e della cultura friulane – già adottata da oltre il 76% delle famiglie – rappresenta una vera e propria opportunità per i più piccoli. Una scelta – spiega l’Arlef – che i genitori possono prendere fino al 28 gennaio prossimo entrando sul portale www.istruzione.it o informandosi alla segreteria della scuola. L’insegnamento della “marilenghe”, alla scuola dell’infanzia, alla primaria e alla secondaria di primo grado, è di almeno 30 ore all’anno, senza sottrarre nulla ad altre materie. La metodologia didattica è quella più efficace e all’avanguardia a livello europeo: l’Insegnamento Integrato di Lingua e Contenuto.

Eros Cisilino


L’apprendimento della lingua friulana – prosegue l’Arlef – non comporta solo vantaggi di tipo linguistico e culturale, ma facilita anche l’apprendimento di altre materie, come la matematica. Infatti, secondo uno studio dell’Istituto di Sviluppo e Ricerca per l’Insegnamento della matematica dell’Università di Dortmund, i bambini plurilingui (che parlano ad esempio italiano e friulano) sono facilitati nell’apprendimento dell’aritmetica. L’utilizzo di più lingue dentro le mura di casa e la scelta di un percorso plurilingue anche a scuola rappresentano, dunque, un’opportunità molto importante per le nuove generazioni. I vantaggi sono moltissimi. Un bambino che studia il friulano, per esempio, impara meglio anche altri idiomi. Aumenta la capacità di apprendimento e la velocità di comprensione, oltre alla creatività, all’adattamento e all’apertura verso l’altro.
«Quello friulano è un patrimonio culturale unico che dobbiamo preservare – ha ricordato Eros Cisilino, presidente dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane -. Uno dei più importanti strumenti per farlo è rappresentato proprio dall’insegnamento della “marilenghe” ai bambini. Sono loro il nostro futuro e di quello della lingua. È per questa ragione che la scuola, e la formazione in generale, sono uno dei nodi centrali del “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”. Ma, accanto a ciò, e non smetterò mai di ribadirlo, serve l’impegno di ognuno di noi, nelle nostre case, con i nostri figli».
Come precisato dal presidente dell’Arlef, infatti, presa la decisione di aderire all’insegnamento del friulano a scuola, è di fondamentale importanza sostenere la trasmissione della lingua anche in famiglia, come spiegato nella guida “Crescere con più lingue”, realizzata per i neogenitori dall’Agenzia e scaricabile gratuitamente dal sito arlef.it. Al suo interno sono indicati utili consigli sulle strategie linguistiche più idonee da usare, quale il metodo “una persona-una lingua” (quando un solo genitore conosce il friulano, ciascun genitore parlerà al figlio sempre e solo nella lingua che conosce) e il metodo “lingua della famiglia” (quando tutti e due i genitori lo conoscono, parleranno al figlio sempre in friulano, passando all’italiano solo quando necessario).

Lenghis.me, entro domani le iscrizioni al corso di Arlef e Usr per insegnanti

“Lenghis – Ladint Laboratori di didatiche” (lenghis.me), innovativo strumento informatico per la didattica della lingua friulana, italiana e inglese, realizzato dal Claap – Centri di Linguistiche Aplicade “Agnul Pitane”, è stato ulteriormente potenziato e arricchito di contenuti. Un progetto che offre un ulteriore contributo alla domanda espressa dagli insegnanti di poter utilizzare strumenti didattici moderni e interattivi. Per questa ragione l’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, che finanzia il progetto, in accordo con l’Ufficio Scolastico Regionale, per consentire agli insegnanti della scuola primaria di conoscere appieno tutte le potenzialità di utilizzo dello strumento, promuovono il corso di formazione e sperimentazione online “L’uso della biblioteca didattica digitale di Lenghis – Ladint”. Le iscrizioni dovranno avvenire entro domani, 10 novembre.
L’aggiornamento sarà articolato in tre incontri – mercoledì 17, 24 novembre e 1 dicembre, dalle 17 alle 18.30 – tenuti dal professor Adriano Ceschia, assieme ad alcuni membri della Commissione Didattica Lenghis – Ladint, e attivato sulla piattaforma GoToMeeting. In particolare, saranno illustrati la struttura e i contenuti della Biblioteca didattica digitale, ovvero i sussidiari didattici per le diverse discipline di insegnamento che la compongono, e le modalità di utilizzo delle attività proposte dalle diverse schede di apprendimento.
«Nelle scorse settimane abbiamo distribuito i materiali didattici a tutti gli Istituti del territorio friulano. La nostra attività a sostegno della valorizzazione della lingua friulana in ambito scolastico prosegue senza sosta – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino –. Il Claap ha provveduto ad ampliare e migliorare i contenuti di lenghis.me, uno strumento informatico prezioso, di facile utilizzo e dal grande potenziale in una prospettiva plurilinguistica. Ora, con questo corso destinato ai docenti della scuola primaria, l’obiettivo è quello di far conoscere ai primi utilizzatori del mezzo, tutte le potenzialità del portale che sono certo sarà sempre più un importante supporto all’offerta formativa».
Durante i primi due appuntamenti saranno illustrati, anche con apposite simulazioni, le modalità di utilizzo dei sussidiari della Biblioteca di Lenghis per avviare percorsi didattici su argomenti di natura letteraria e scientifica. Il terzo, invece, sarà strutturato come focus group, con l’obiettivo di avviare un confronto sulle esperienze di uso di Lenghis-Ladint.

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E ieri la Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Università Alessia Rosolen, ha approvato lo schema di convenzione tra la Regione Fvg e l’Università di Udine relativamente alle attività di formazione degli insegnanti di lingua friulana e dei docenti iscritti all’elenco per l’insegnamento del friulano. Per quel che riguarda la parte economica del provvedimento, la spesa trova a bilancio una copertura finanziaria di 360mila euro per il triennio 2021-2023.  Sul piano dei riferimenti normativi viene richiamata la deliberazione dello scorso mese di ottobre afferente l’approvazione definitiva del Piano generale di politica linguistica per il friulano 2021-2025 proposta dall’Arlef (Agenzia regionale per la lingua friulana). Nel dettaglio, l’accordo deliberato tra l’Amministrazione regionale e l’Ateneo friulano prevede il sostegno economico dei seguenti progetti: la formazione in entrata degli insegnanti di lingua friulana, con il reclutamento di due ricercatori a tempo determinato con durata triennale per l’attività didattica e di ricerca; la formazione in servizio, attraverso dei corsi di aggiornamento, dei docenti iscritti all’elenco per l’insegnamento del friulano. 

Eros Cisilino

L’iscrizione dovrà essere effettuata – entro mercoledì 10 novembre – registrandosi al link https://forms.office.com/r/nQABZMSfq2 . Conclusa l’iscrizione, ciascun partecipante riceverà il link per accedere agli incontri. A quanti parteciperanno integralmente, verrà rilasciato un attestato di frequenza.
Il programma del corso è disponibile sul sito www.arlef.it
Per qualsiasi informazione è possibile scrivere a scuele@sportelfurlan.eu

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In copertina, il professor Adriano Ceschia che terrà il corso linguistico.