Arlef soddisfatta per i cartelli trilingui ritornati sulla ferrovia Udine-Cividale. Il progetto Anin e la polemica sulle mappe

Nelle stazioni ferroviarie della linea Udine-Cividale sono stati reinstallati i cartelli trilingui. La rimozione della segnaletica era stata determinata dai lavori di ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria, nel contesto del passaggio di gestione della linea da FUC – Ferrovie Udine-Cividale a RFI-Rete Ferroviaria Italiana, subentrata per legge nella gestione dell’infrastruttura e del servizio. «Questo importante successo è il risultato di un lavoro di gruppo portato avanti con costanza e puntualità e messo in opera in pochi mesi. RFI ha recepito rapidamente le richieste inviate da Arlef, attraverso una lettera formale, al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E la sua dirigenza ha rilanciato con idee anche per il futuro che contiamo di far diventare realtà», ha affermato Eros Cisilino, presidente dell’Agenzia regionale per la lingua friulana.
Con la posa dei nuovi cartelli, la stazione della città ducale – e con essa tutte le altre che fanno parte della linea – torna quindi a esprimere pienamente la propria identità linguistica e culturale. La presenza della segnaletica trilingue (friulano, italiano, sloveno) rappresenta infatti non solo un gesto di attenzione verso il patrimonio linguistico locale, ma anche uno strumento efficace di marketing territoriale. I cartelli trilingui tornano così a essere parte integrante del racconto del territorio: un elemento capace di accogliere viaggiatori e visitatori e di parlare loro, da subito, della cultura e dell’identità di quel luogo. Elementi, questi, che contribuiscono a valorizzare anche il patrimonio linguistico, da un lato, e la specificità del Friuli e della sua storia, dall’altro.

Intanto, il presidente Eros Cisilino, rispondendo all’intervento del consigliere regionale Enrico Bullian, ha ribadito la posizione dell’Arlef sulle mappe di Anìn, progetto pluriennale legato alla valorizzazione della lingua e dell’identità friulana. «Trovo che la polemica sollevata dal consigliere regionale del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, Enrico Bullian, non sia condivisibile perché la scelta di utilizzare proprio quella mappa, nell’ambito di un progetto pluriennale ampiamente voluto e condiviso, non è certo frutto di una libera interpretazione dell’Arlef ma di valutazioni collegiali approfondite», ha spiegato. Per fare chiarezza dopo quanto dichiarato da Bullian, l’Agenzia ha infatti diffuso un’immagine che pone, una accanto all’altra, con didascalie ben identificabili, due diverse mappe del Friuli. Come lo stesso Cisilino ha chiarito: «La mappa a sinistra, al momento sotto osservazione, è stata realizzata sulla base della definizione storico-geografica fornita da una fonte autorevole qual è la Treccani. A destra – ha proseguito il presidente dell’Arlef – è raffigurata la cartina che traccia i confini dell’area cosiddetta friulanofona. Come è facilmente apprezzabile, le due non coincidono perfettamente».
Approfondendo ulteriormente l’argomento, il presidente dell’Arlef ha ricordato ancora, citando la celebre e centenaria enciclopedia, che «il Friuli è descritto come il territorio che va dal fiume Livenza al Timavo. Un territorio (storico) in cui c’è chi parla italiano, friulano, sloveno, tedesco o veneto, bisiaco compreso. Detto ciò – ha rimarcato ancora Cisilino – c’è da dire che fra i Comuni di lingua friulana, c’è anche Monfalcone e pure Sagrado, che si trovano in Bisiacaria, ma chiesero specificamente di entrare in quella delimitazione in occasione della stesura della Legge 482 del 1999, anticipata dalla Legge regionale 15 del 1996. Non è, pertanto, un caso se anche dalla Bisiacaria arrivano domande per aderire alle celebrazioni annuali della Patria del Friuli, proprio perchè il Friuli non si limita all’area friulanofona ma a quella più ampia definita da criteri storici. Credo pertanto – ha chiuso – che Arlef nel realizzare le mappe di Anìn abbia agito con trasparenza e rigore, rispettando senza dubbio alcuno tutte le diversità che, come ricorda la norma, hanno pari dignità e non si escludono a vicenda».

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In copertina, il cartello trilingue ricomparso nella stazione dei treni a Cividale.

Il Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri per la quarta volta tradotto dall’Arlef in lingua friulana

Sono gli “Eroi quotidiani” i protagonisti del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri che, anche nel 2026, per il quarto anno, sarà disponibile in lingua friulana. Il “Calendari Storic de Arme dai Carabinîrs” intende essere un omaggio a coloro che, ogni giorno, sono al servizio del Paese, nelle città e nei piccoli Comuni, in Italia e all’estero. Donne e uomini dell’Arma silenziosamente a disposizione della comunità.
La quarta edizione della pubblicazione in versione lingua friulana (una delle dieci lingue in cui è stato tradotta, accanto all’inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, giapponese, cinese, arabo e sardo) è nata ancora una volta dalla collaborazione tra il Comando Legione Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”, la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e l’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, a cui si deve la traduzione. L’iniziativa è stata presentata nella sede della Legione, a Udine. Ad accogliere gli ospiti c’erano il generale di Brigata Gabriele Vitagliano e il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino. Molte le autorità presenti, tra cui il generale di Corpo d’Armata Luigi Federici, già Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il generale di Corpo d’Armata Maurizio Detalmo Mezzavilla, il presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, il prefetto di Udine Domenico Lione, la consigliera con delega alla lingua friulana del Comune di Udine, Stefania Garlatti-Costa, il presidente di Ente Friuli nel Mondo, Franco Jacop.


Il generale Vitagliano, sottolineando i molteplici significati racchiusi nelle pagine del Calendario 2026, ha rimarcato «come l’opera costituisca, pur nella sua semplicità, un simbolo tangibile della sintesi che si è realizzata, negli anni, tra l’Arma dei carabinieri, istituzione statale per antonomasia, e la cultura fr—^—iulana, patrimonio identitario di una comunità che è fiera, al tempo stesso, sia del proprio retaggio etico-morale, sia della sua integrazione nel più ampio contesto nazionale». Il presidente Cisilino ha voluto ricordare, invece, che «la collaborazione con l’Arma, giunta al quarto anno, rappresenta molto più di un progetto editoriale: è il riconoscimento di un legame profondo tra una delle più alte istituzioni e la comunità friulana. Tradurre nella nostra lingua i contenuti dell’iconico calendario dei Carabinieri, significa valorizzare profondamente il patrimonio culturale e identitario friulano. Come Arlef intendiamo dare un contributo tangibile affinché la vicinanza tra l’Arma e le nostre Comunità sia sempre più salda e si esprima nella lingua che da secoli connota il Friuli, testimoniando come il friulano sia un simbolo di unità territoriale e di appartenenza condivisa».
Il generale Federici ha, quindim voluto esprimere «l’apprezzamento a tutti coloro che si sono impegnati nel passato e nel presente per sostenere questa straordinaria iniziativa, che contribuirà a rendere sempre più forte il legame fra l’Arma e questo territorio eccezionale. Un territorio che è orgoglioso della propria cultura e della propria lingua. Ecco perché questo Calendario in lingua friulana è davvero importante».
Il presidente Bordin ha quindi rimarcato: «Il calendario può apparire una piccola cosa rispetto alle numerose attività dei Carabinieri, ma ha un forte valore simbolico: rafforza il senso di appartenenza all’Arma e la sua identità. Anche i piccoli gesti, giorno dopo giorno, contribuiscono a costruire legami importanti tra le istituzioni e la comunità. Il calendario dell’Arma dei Carabinieri in lingua friulana è qualcosa di straordinario, perché testimonia l’attenzione verso la nostra lingua e le nostre tradizioni. Proprio ieri abbiamo presentato lo stanziamento di 1,2 milioni di euro in manovra di bilancio per l’informazione televisiva e radiofonica in friulano: la lingua è fondamentale per conservare le nostre radici, soprattutto in una fase di profondo cambiamento. Alle Forze armate dobbiamo essere sempre grati e, in questo caso, simboli come il calendario contribuiscono a rafforzare ulteriormente il legame con la comunità regionale, rinsaldando una collaborazione istituzionale oggi più che mai necessaria. Dobbiamo continuare a fare squadra per difendere ciò che ci unisce».
Fabrizio Tomada, consigliere del Fogolâr Furlan di Roma, che assieme al generale Detalmo Mezzavilla ha contribuito alla nascita del Calendario in versione lingua friulana, ha poi aggiunto: «I Carabinieri, in oltre duecento anni di storia, hanno contribuito a mantenere la sicurezza del nostro Paese. Fanno parte di quell’elemento di pedagogia costituzionale che dà al nostro Paese la maturità per essere democrazia».
Impegno, professionalità e umanità delle donne e degli uomini dell’Arma vengono restituiti dal perfetto connubio tra arte e letteratura espresso dal Calendario. Un racconto di impegno e speranza realizzato dall’artista René (Luigi Valeno), considerato il maestro della nuova Pop Art italiana. Di tavola in tavola, l’artista è riuscito a raccontare il quotidiano dei Carabinieri evidenziando, attraverso le sue immagini – dal tratto unico e dai colori vivaci – la loro presenza costante fra la gente. Ogni tavola è associata a un momento di crescita personale e professionale, restituendo un’idea di dedizione e vicinanza al Paese: un salvataggio, un gesto di solidarietà, un’azione che riafferma la missione dei Carabinieri come presidio di legalità e vicinanza alla popolazione. Sullo sfondo, paesaggi naturali e luoghi simbolo della cultura italiana.
I testi che accompagnano le diciannove tavole sono affidati, anche per il 2026, alla penna di Maurizio De Giovanni (scrittore, drammaturgo e autore televisivo partenopeo noto per le collane di romanzi de “Il Commissario Ricciardi”, “I Bastardi di Pizzofalcone”, “Mina Settembre”). Il racconto si sviluppa attraverso la lettera che un giovane Carabiniere, da poco arruolato, spedisce ai suoi genitori, nella quale spiega le ragioni della sua scelta e l’esempio che ne trae. Accanto a De Giovanni la edizione 2026 del Calendario trova una prefazione firmata dal giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, che offre uno sguardo storico e valoriale sull’Arma. La postfazione è stata affidata a un altro importante scrittore e giornalista, Massimo Lugli, il quale racconta, attraverso un episodio vissuto in prima persona, la missione incarnata dai Carabinieri ogni giorno.
Il Calendario è una pubblicazione da sempre particolarmente ambita. Iniziata nel 1928, la sua pubblicazione, giunta alla 93^ edizione, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949, venne ripresa regolarmente nel 1950 e da allora è stata puntuale interprete delle vicende dell’Arma e, attraverso di essa, della Storia del Paese. La versione in lingua friulana del Calendario è acquistabile da tutti i Carabinieri dislocati in ogni luogo d’Italia, a partire da quest’anno.

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In copertina e all’interno due immagini della presentazione del Calendario a Udine.

È online il “SuperDizionari de lenghe furlane”: al via con l’Arlef la più potente piattaforma sulla lingua friulana

Ecco a voi il “SuperDizionari de lenghe furlane”, la nuova piattaforma digitale realizzata dall’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, che riunisce sul sito www.arlef.it i principali dizionari della lingua friulana. Uno strumento gratuito, moderno e accessibile a tutti, pensato per valorizzare e diffondere l’uso del friulano in ogni ambito. Un progetto realizzato in attuazione del Piano generale di politica linguistica per il friulano della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Il nuovo strumento linguistico e la relativa campagna di informazione sono stati presentati il 16 ottobre, nel corso di una conferenza stampa ospitata dalla sede udinese della Regione Fvg, alla quale sono intervenuti l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti; il presidente dell’Agenzia, Eros Cisilino e il direttore dell’Arlef, William Cisilino. Presente anche Giulio Pecorella di Ensoul, l’agenzia di web development che ha sviluppato il progetto.
Grazie a un’unica e semplice interfaccia, il SuperDizionari rende accessibili i contenuti e i risultati di tre preziose risorse digitali dedicate al friulano: il Grant Dizionari Bilengâl Talian-Furlan; il Dizionari de Lenghe Furlane (Monolingue); e il Dizionari dai Cognons. Quest’ultimo, in particolare, è una vera e propria enciclopedia dei cognomi del Friuli contenente nomi, riferimenti storici, spiegazioni etimologiche, studi geografici e altre informazioni e curiosità.


«Il Piano generale di politica linguistica vede fra i suoi punti cardine i giovani, i media e le nuove tecnologie. Il nuovo progetto dell’Arlef è capace di mettere insieme tutto questo in un unico strumento studiato, in più, per essere costantemente aggiornato. L’attenzione all’evoluzione tecnologica e alla rapidità con cui avviene sono infatti imprescindibili anche nella difesa delle lingue minoritarie. Il SuperDizionari rappresenta pertanto un importante nodo nella rete di azioni messe in campo per tutelare il friulano, un dispositivo tecnologico alla portata di tutti i cittadini che senz’altro riuscirà a coinvolgere le nuove generazioni, anche grazie a una campagna informativa dal linguaggio semplice ma accattivante e, soprattutto, disponibile nei “luoghi digitali” che abitualmente frequentano», ha affermato Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle Autonomie locali con delega alle lingue minoritarie.
«”Il potenziamento delle tecnologie rappresenta una tappa fondamentale anche per la lingua friulana come per altre lingue di minoranza d’Europa”. Così si sono espressi i componenti della commissione del Consiglio d’Europa che hanno fatto visita qualche mese fa ai diversi gruppi linguistici della Regione. Il SuperDizionari è pertanto un prodotto atteso, frutto di un lavoro affascinante e complesso, che saprà connettere l’utente con un ambiente sconfinato. Le parole sono come foglie di un antico albero: con le loro declinazioni, la loro etimologia, la loro antichissima genesi, offrono al Friuli una folta chioma linguistica che trae linfa dalle culture mediterranee, slave e germaniche», ha ricordato Eros Cisilino, presidente dell’Arlef.
«Con il SuperDizionari, la nostra comunità compie un passo decisivo verso il futuro. Studenti, insegnanti, ricercatori, traduttori, ma anche comuni cittadini e appassionati della lingua, potranno finalmente trovare in un unico portale le principali risorse lessicografiche sul friulano. In particolare, con l’importante gruppo di lavoro che per anni si è dedicato al progetto, ci siamo impegnati a rendere la navigazione intuitiva e immediata, nonostante la mole di dati che la piattaforma riesce a gestire. Parliamo infatti di 70.000 voci italiane e più di 68.000 friulane nel Dizionario Bilingue; 7.000 lemmi, 37.000 accezioni e 51.000 frasi in quello Monolingue; oltre 8.000 cognomi con spiegazioni etimologiche e storiche nel Dizionario dei Cognomi. E stiamo già lavorando all’integrazione di nuovi dizionari e di ulteriori funzionalità», ha aggiunto il direttore dell’Agenzia, William Cisilino.
«Portare la lingua friulana nel futuro significa rinnovare, completare e consolidare la presenza degli strumenti linguistici disponibili. Il SuperDizionari de lenghe furlane nasce dalle esigenze di crescita e rinnovamento: è “Super” perché fa da cappello a tre importanti strumenti lessicografici. Ma anche perché ottimizzato, razionalizzato e portato a dei linguaggi che ne permetteranno non solo una mantenibilità costante ma una integrazione con nuove tecnologie. E infine è “Super” perché è stato pensato con criteri di utilizzo su computer e smartphone e che ne semplifichino lettura, consultazione e uso. Uno strumento moderno, efficace e di facile consultazione può solo che contribuire alla crescita e alla diffusione di una lingua forte ed ambiziosa, di capitale importanza per la storia e il futuro del nostro territorio», ha precisato infine Giulio Pecorella di Ensoul.
Per far conoscere al pubblico il SuperDizionari, l’Arlef ha previsto anche un’articolata campagna di informazione affinché tutti possano imparare a conoscerlo per utilizzarlo in ogni occasione e contesto. “Se no ti ven sù la peraule juste… cirile tal puest just!” è il titolo della campagna che si struttura attorno a un divertente video con protagonista SuperD, un supereroe con poteri straordinari che interviene per suggerire la parola friulana corretta a quanti sono in difficoltà nel ricordarla. A tutti, regala proprio ciò che stavano cercando. Lo vedremo “soccorrere” tre studenti impegnati in un’aula studio di Abaud Accademia di Belle Arti di Udine, una signora intenta a fare la spesa in un negozio di ortofrutta e un nonno al parco con i nipoti. Il video sarà veicolato sui canali social come TikTok, Facebook, ma anche Instagram e, in modalità Shorts, sul canale Youtube, senza dimenticare WhatsApp. Si potrà “incontrare” SuperD pure sul web: sulle principali testate online del territorio friulanofono saranno presenti banner animati, dal design accattivante che faranno un uso strategico della call-to-action. Infine, ma non in ultimo, sarà diffuso anche uno spot radiofonico che invita a consultare il SuperDizionari ogni qual volta… “ci manca la parola!”, ma anche a interrogare il Dizionari dai Cognons per scoprire significato, origine e curiosità sul proprio cognome.

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In copertina, una pagina del SuperDizionari; all’interno, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti con gli animatori dell’importante iniziativa linguistica friulana.

Oggi Udine festeggia il suo “compleanno” ricordando gli 802 anni di storia e identità come città capoluogo del Friuli

Il 13 settembre 1223, tra le mura del Castello e la Villa di Udine (ovvero tra le mura castellane e il fossato), il patriarca di Aquileia Bertoldo di Andechs istituì il mercato che avrebbe dato vita al primo nucleo urbano della città di Udine: capitale del Friuli storico. A distanza di 802 anni da quell’atto fondativo, la ricorrenza viene ricordata e celebrata grazie all’iniziativa del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” e del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, guidati dal professor Alberto Travain, con il sostegno dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane che, in occasione del “compleanno”, oggi dedica idealmente ai friulani – e non solo – un breve richiamo alla ricorrenza anche grazie alla distribuzione di alcuni dépliant sul tema, realizzati dall’Agenzia con la collaborazione del Fogolâr Civic, e che saranno disponibili in occasione delle celebrazioni in programma. Ricordiamo che la manifestazione odierna avviene con l’adesione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.


Quella del 13 settembre non è, però, soltanto una data storica che vide la nascita di Udine come città-mercato, con governo autonomo e con un ruolo centrale nel Friuli patriarcale, «ma un momento chiave per l’identità di un intero popolo e di uno spazio di civiltà al crocevia dell’Europa», ha ricordato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino. Udine fu il più potente e intraprendente Comune urbano in una Patria del Friuli feudale, inquieta frontiera di civiltà, sistemi di governo e istanze sociali. Una vicenda appassionante cui senza dubbio il 13 settembre impresse una svolta significativa, assicurando ai friulani, nel bene e nel male, nuovo e disinvolto interlocutore nella loro storia, anche con precoci stagioni di democrazia e partecipazione che parlano all’oggi.
Dal 2001, il “Compleanno della Città” è ricordato ogni anno come manifestazione popolare spontanea. La celebrazione è un rito laico e popolare che riporta alla luce anche simboli evocativi: dalla “scraçule”, per richiamare i cittadini, al cuore con impresso lo stemma della città. È una ricorrenza che trova le sue radici nel popolo friulano. L’iniziativa è infatti partita da un piccolo gruppo di cittadini appassionati e ha saputo coinvolgere via via l’intera comunità udinese, costruendo un calendario di appuntamenti che anche quest’anno vengono riproposti da stamane, con partenza da piazza XX Settembre. Nel 2005, inoltre, il Comune ha issato per la prima volta la bandiera civica sul Castello in occasione della ricorrenza, una presenza oramai permanente. «Ritorniamo alle origini e al sogno che a ogni momento fondativo si associa. Quando nasce una città, in fondo, una piccola nuova speranza di umanità si accende nella Storia. Sogni e progetti di matrice antica affidati a popolo e istituzioni», ha ricordato il professor Travain, parlando dell’iniziativa.

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In copertina e all’interno il Castello di Udine simbolo della città e del Friuli storico.

“Rimossi in Stazione a Cividale i cartelli trilingui”. Arlef con Cisilino alza la voce e scrive al Capo dello Stato: atto gravissimo contro il friulano identità di un popolo

La rimozione dei cartelli trilingui dalla Stazione di Cividale del Friuli da parte di Rfi è un fatto gravissimo, compiuto senza alcun preavviso né confronto con Arlef, che da anni svolge una funzione di promozione della lingua friulana sul territorio. Togliere ciò che già esisteva è un gesto che va ben oltre la negligenza tecnica: è un atto di rifiuto culturale e istituzionale nei confronti di una lingua tutelata dalla Costituzione»: così Eros Cisilino, presidente dell’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, commenta con fermezza quanto accaduto.
«Non si tratta di una nuova installazione: quei cartelli c’erano già. Sono stati rimossi unilateralmente, senza interpellare l’Arlef, senza rispetto per il territorio e per le comunità che lo abitano. Un comportamento tanto più grave se si considera che Rfi è ben consapevole delle lingue minoritarie presenti sul territorio. Rientrano, infatti, come altri enti operanti in Friuli, nella rete di monitoraggio dell’ARLeF per l’attuazione del Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana, approvato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Sanno cos’è e dov’è l’Arlef, e ogni anno ci rispondono alle attività di monitoraggio, da cui già risulta che in vari anni non sono riusciti ad apporre nemmeno un cartello bilingue. Ora siamo al salto di qualità in negativo».
«Vorrei anche ricordare che ArlefF ha sottoscritto un protocollo di intesa con Fuc (Ferrovie Udine Cividale), dimostrando come la collaborazione istituzionale sia possibile e virtuosa. Ma con Rfi, purtroppo, assistiamo all’opposto, anche se non è una novità, soprattutto quando abbiamo a che fare con enti statali. Infatti, questo avviene non solo con Rfi, ma anche con altri enti statali, come la RAI nazionale, al contrario della sede regionale, che invece collabora in modo costruttivo».
«Lo ribadiamo con forza: l’articolo 6 della Costituzione Italiana garantisce la tutela delle minoranze linguistiche. Questo è un principio di rango superiore. E quando si ignorano questi principi, si viola il patto democratico alla base del nostro Stato.” Per questo motivo, Arlef ha indirizzato una lettera formale al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché si faccia garante dell’applicazione effettiva dei principi costituzionali in materia di tutela linguistica. “La lingua friulana – conclude Cisilino – non è un orpello decorativo né una concessione simbolica: è parte integrante dell’identità di questa terra ed è tutelata dalla nostra Costituzione. Chiediamo con forza che si ponga fine a questi comportamenti, che ledono non solo la dignità dei friulani, ma la credibilità delle istituzioni. Pretendiamo rispetto. E continueremo, con determinazione, a far valere i diritti linguistici della nostra comunità».

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In copertina, il presidente dell’Arlef Eros Cisilino protesta per l’episodio di Cividale.

Nel segno dell’Aquila, il Friuli ricorda il Patriarca Bertrando a 675 anni dalla morte: eventi al via a Udine, Martignacco e San Giorgio della Richinvelda

A 675 anni dalla sua tragica morte, avvenuta il 6 giugno 1350 a San Giorgio della Richinvelda per mano di una congiura orchestrata da alcuni nobili friulani, si rinnova la memoria di uno dei più illustri e amati protagonisti del Patriarcato di Aquileia: Bertrando di Saint Geniès. Per celebrare la figura del riformatore ecclesiastico, diplomatico e uomo di cultura, tanto caro al popolo friulano, da oggi a domenica, tra Martignacco, San Giorgio della Richinvelda e Udine, sono in programma una serie di eventi commemorativi realizzati dal Comune di Martignacco, dal Comune di San Giorgio della Richinvelda e dal Fogolâr Civic di Udin, con la collaborazione dell’Agenzia regionale per la lingua friulana. Il cartellone congiunto “In memoria di Bertrando” è stato presentato nella sede udinese della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, alla presenza del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino; del sindaco del Comune di Martignacco, Mauro Delendi; e del sindaco del Comune di San Giorgio della Richinvelda, Michele Leon. A intervenire, con un video messaggio, anche l’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti.

Cisilino tra i sindaci Delendi e Leon.


«Il Patriarca Bertrando è forse il più amato e il più riconosciuto dai friulani – ha ricordato il presidente Cisilino -. Della sua figura colpiscono la tenacia, l’energia (nonostante l’età), la laboriosità e la capacità di saper dialogare tra le diverse classi sociali. Sotto la sua guida, il Patriarcato di Aquileia raggiunse livelli al tempo molto alti sia di rappresentanza sociale, tramite riforme istituzionali innovative, che di autorevolezza internazionale, grazie alle sue spiccate doti diplomatiche e militari. Una delle caratteristiche salienti di Bertrando fu la carità verso i meno fortunati, che permeò tutto il suo mandato anche nei periodi meno facili. Promotore delle arti, è grazie a lui che ora identifichiamo l’aquila dorata nel cielo azzurro come nostra bandiera. Desidero ringraziare i Comuni di Martignacco e di San Giorgio della Richinvelda, oltre a tante altre realtà come il Fogolâr Civic di Udin, Glesie Furlane, il Circolo Culturale Beato Bertrando, il Comitato Unesco di Udine, e tanti altri, per il grande lavoro di valorizzazione che oggi segna un ulteriore punto di partenza, anche sotto l’egida di Go!2025».
Alla conferenza stampa è intervenuto anche l’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti che, impossibilitato a essere presente per impegni istituzionali improrogabili, ha voluto portare i suoi saluti con un video messaggio nel quale si è congratulato per questa nuova iniziativa, ricordando come il movimento a tutela e valorizzazione del friulano sia sempre più presente e più importante sul territorio. «La serie di eventi programmata dal 6 all’8 giugno, che vedono al centro la figura di Bertrando, sono ancora più significativi, non solamente perché è un patriarca simbolo e una figura fortemente riconosciuta, che contribuisce allo spirito identitario del popolo friulano», ma perché in programma in un anno particolarmente significativo per il friulano. Proprio il 9 giugno è in programma la IV Conferenza regionale sul friulano.
«Le celebrazioni in programma affondano le radici in una intuizione del consigliere Stefano Buongiorno che già lo scorso anno si era impegnato ad attivarla. Un’iniziativa che l’Amministrazione comunale ha voluto sostenere e valorizzare fin da subito – ha rimarcato il sindaco del Comune di Martignacco, Mauro Delendi -, riconoscendone il profondo valore storico e culturale che ha per Martignacco e non solo. Proprio nel parco comunale di Nogaredo di Prato sorge da secoli una croce che la tradizione locale (leggenda fusa con la storia) indica come luogo in cui il Patriarca Bertrando spirò dopo essere stato ferito a San Giorgio della Richinvelda: un segno tangibile e silenzioso di un legame antico e significativo tra il nostro territorio e questa figura di grande rilevanza per il Friuli tutto e non solo. Consolidare questa memoria contribuisce a mantenere viva una storia che già in passato ha rischiato di perdersi. Un valore riconosciuto anche da studiosi come il professor Travain, che da tempo segue e sostiene con attenzione questi percorsi di riscoperta culturale».
«Ricordare la memoria di Bertrando significa onorare le nostre radici e rinnovare la nostra identità – ha sottolineato il sindaco Leon -. Nell’occasione di queste celebrazioni per i 675 anni dalla morte del Beato, noi cittadini di San Giorgio della Richinvelda possiamo definirci come custodi della sua memoria e testimoni della sua eredità. Così, oltre agli eventi in programma, non lontano dal luogo in cui sventola la bandiera del Friuli, installeremo stabilmente un cartello trilingue nel quale si ricorda quanto è accaduto ma, in particolare, che in queste terre Bertrando ha mosso gli ultimi passi di una vita che viene ancora ricordata, a significare quanto sia stato uomo di coraggio. Una guida per la gente di quel tempo, ma anche un riferimento per il Friuli, dove ha lasciato un’impronta indelebile, pur non essendo friulano».

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Ecco la sua grande spada

Si intitola “Medioevo scoperto/Medioevo pellegrino” la diciannovesima edizione del ciclo di “Incontri di musica arte e storia”, promossi dalla Parrocchia di Santa Maria Annunziata e dal Museo del Duomo di Udine. Il calendario, che gode del patrocinio del Comune di Udine, è ricco di eventi e momenti di approfondimento, inseriti nel programma di Udine Estate. Nel corso dei mesi di giugno e luglio saranno proposte conferenze, concerti, esposizioni, visite guidate in preparazione alla festività dei Santi patroni Ermagora e Fortunato, al fine di dedicare attenzione alle realtà storiche e artistiche conservate nella Cattedrale, nelle chiese della Parrocchia e nel museo del Duomo, imprescindibili fonti per la conoscenza degli stessi Patroni e della storia della chiesa friulana. “Incontri di musica arte e storia” si protrarrà poi con ulteriori iniziative fino al prossimo ottobre.
E sarà la giornata di oggi, 6 giugno, ad aprire il calendario delle iniziative di spicco della manifestazione, data in cui ricorre la morte del Beato Bertrando, Patriarca di Aquileia a cui il Museo del Duomo è dedicato. L’evento d’eccezione è senza dubbio la visita guidata alla spada del Patriarca Bertrando (secolo XIV) che verrà esposta in esclusiva fuori dalla sua vetrina. Durante la visita al Museo del Duomo, alle ore 16, saranno illustrate le caratteristiche di questo esemplare unico al mondo e di eccezionale manifattura, permettendo al pubblico di osservarla da vicino prima del restauro a cui sarà sottoposto nei prossimi mesi. La visita è a numero chiuso e la prenotazione è obbligatoria scrivendo a: museo@cattedraleudine.it; la visita sarà proposta anche domani, negli orari 10.30, 16.30 e 17.30, sempre con prenotazione obbligatoria. Gli appuntamenti odierni prevedono, alle ore 11, al Museo del Duomo, la presentazione di Cammini inclusivi: dal Museo del Duomo alla Cappella della Purità, gli itinerari inclusivi realizzati dagli allievi dell’indirizzo Turismo dell’IT “A. Zanon”, in collaborazione con la direzione del Museo del Duomo e Willeasy srl. Fruibili tramite QRcode, sono stati realizzati nell’ambito del progetto didattico ArteWeb in Tour – “Turismo Accessibile e Inclusivo: Creare Esperienze Culturali per Tutti” e arricchiscono l’offerta del portale percorsiinclusivi.it. Grazie ad una comunicazione “easy to read”, vengono veicolati con semplicità ed efficacia le informazioni necessarie per pianificare una visita ed immergersi nella storia e nell’arte di uno dei luoghi più interessanti della città di Udine. Interverranno la dirigente dell’IT “A. Zanon”, Elena Venturini, e la coordinatrice del progetto Laura Chinellato.
Alle ore 17.30, nella Chiesa della Beata Vergine della Purità seguirà invece l’importante conferenza “Sulla spada del Beato Bertrando”. Dopo l’introduzione a cura di monsignor Luciano Nobile e Maria Beatrice Bertone, Tommaso Vidal, docente di storia medioevale all’Università di Bergamo, interverrà sul tema “Per far la spada, ci vuole il ferro. La produzione siderurgica nel Friuli medievale”. Seguiranno poi gli interventi di Giovanni Sartori, ricercatore nei settori dell’archeologia sperimentale, dell’archeometallurgia e delle armi antiche, e di Florian Messner, dell’Università di Innsbruck, sul tema “La spada del patriarca Bertrando: indagini e studio”.

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Ecco, dunque, il programma delle celebrazioni che si terranno da oggi a domenica a Martignacco,  San Giorgio della Richinvelda e Udine:

MARTIGNACCO – Oggi, alle ore 18.30, nella suggestiva cornice della Chiesa di Faugnacco, lo storico e scrittore Angelo Floramo condurrà il pubblico in un “Viaggio nel Medioevo”, attraverso la narrazione della storia dei Patriarchi d’Aquileia. A seguire, Daniele Bertossio presenterà “La natura che ci circonda”, un approfondimento dedicato alla biodiversità del Parco del Beato Bertrando. L’intervento illustrerà il monitoraggio della fauna locale e le iniziative di tutela ambientale che si stanno portando avanti sul suo territorio. L’ingresso è libero.
Domani 7 giugno: a Nogaredo di Prato, a partire dalle 16.00, è in programma una passeggiata naturalistica nel Parco del Beato Bertrando guidata da Daniele Bertossio (ritrovo presso l’ingresso del Parco). Alle 17.30, alla Croce del Beato Bertrando, il professor Alberto Travain proporrà una riflessione su “Vita e mito del Beato Bertrando”, seguita alle 18.30 dalla celebrazione della Santa Messa, nello stesso luogo. Gli eventi saranno accessibili senza necessità di prenotazione.

SAN GIORGIO DELLA RICHINVELDA – Domani 7 giugno: alle ore 20.30, nella Chiesetta di San Nicolò si terrà la presentazione del libro “Fantasticant” di Pre Antoni Beline. All’evento interverrà pre Romano Michelotti, presidente di Glesie Furlane, che patrocina l’evento, con letture a cura delle poetesse Luigina Lorenzini e Alida Pevere. Anche questo appuntamento sarà a ingresso libero.
Domenica 8 giugno: sarà celebrata la Messa nei Prati del Bertrando, alle ore 9 in italiano e alle 10.30 in friulano, quest’ultima con successiva processione al cippo commemorativo. In caso di maltempo, le Messe saranno celebrate nella chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, in piazza Beato Bertrando.

UDINE – Oggi: alle ore 19, nel Duomo di Udine, sarà celebrata la Messa cantata dal coro dell’Associazione musicale Bertrando di Aquileia di San Giorgio della Richinvelda, in collaborazione con il Comune di San Giorgio della Richinvelda.
Domani 7 giugno: alle ore 11, nel Museo del Duomo si terrà la visita guidata “Alla scoperta delle opere d’arte del Beato Bertrando”. L’iniziativa è organizzata dal Circolo Culturale Beato Bertrando di Martignacco in collaborazione con il Comune di San Giorgio della Richinvelda. Info e prenotazioni al nr. 338 4051342.
Domenica 8 giugno: alle ore 18, ai piedi della storica Loggia del Lionello, ci sarà il Palio delle rose o del Beato Bertrando, a cura del Fogolâr Civic di Udin. Si tratta di un palio di tiro al bersaglio con arco e balestra, che riporterà in vita lo spirito medioevale e comunitario del tempo del Patriarca.
Una serie importante di iniziative, dunque, nel capoluogo friulano ma anche a Martignacco e a San Giorgio della Richinvelda, che rappresentano un’occasione preziosa per riscoprire le radici e per rendere omaggio a una figura che ha segnato in modo profondo la storia del Friuli.

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In copertina, il ritratto del Patriarca Bertrando; all’interno, le sue spoglie nella Cattedrale di Udine e la bandiera del Friuli.

Sacile nell’abbraccio del Livenza ospiterà la “Fieste de Patrie dal Friûl” ricordando la Costituzione del Patriarca Marquardo

Nell’abbraccio delle calme e limpide acque del fiume Livenza e circondati dai suoi splendidi palazzi, sarà Sacile, il prossimo 6 aprile, a ospitare la 48ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. La cerimonia religiosa e quella civile, nel 2025, ricorderanno i 948 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato il 3 aprile 1077, come è stato sottolineato durante la presentazione del sempre ricco programma. L’iniziativa è organizzata quest’anno da Comune di Sacile, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”.
Alla presenza dell’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, del sindaco Carlo Spagnol, intervenuto con l’assessore alla cultura Ruggero Spagnol, e del presidente dell’Istitût Ladin Furlan, Geremia Gomboso, è stato ricordato come la scelta di Sacile per celebrare il Friuli sia particolarmente simbolica in quanto, l’8 novembre 1366, il Patriarca Marquardo von Randeck – lo stesso che si ricorda con la Messa dello Spadone e la successiva rievocazione storica nell’Epifania di Cividale – scelse proprio la città del Friuli Occidentale per promulgare la Constitutiones Patriae Fori Iulii, ovvero il “codice” del diritto friulano, rimasto in vigore fino al 1797.

«Con Arlef, durante tutto l’anno, lavoriamo intensamente per la tutela e la promozione della lingua friulana – ha detto Roberti – obiettivo su cui la Regione investe con convinzione e continuità. Lo facciamo con progetti che spaziano dalla scuola al cinema, come dimostra anche il recente contributo alla realizzazione di un film in friulano. Ma ci sono momenti, come quello della Festa della Patria del Friuli, in cui ci si concentra anche sull’identità, non solo linguistica, bensì culturale e storica». L’assessore ha, infine, ribadito l’importanza di sostenere questo tipo di celebrazioni: «Il Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto – è una regione composita, per geografia e per cultura, ma capace di trovare valori comuni e condivisi. La Festa della Patria del Friuli celebra proprio questo: l’unità di un popolo che ha radici profonde. Il 6 aprile la bandiera del Friuli sventolerà su tutti gli edifici dell’Amministrazione regionale, da Trieste a Sacile, in un gesto simbolico ma potentemente identitario. La Regione continuerà a sostenere con convinzione questa ricorrenza, non per autocelebrazione, ma perché sono gli stessi Comuni e i cittadini a chiederci di farlo, con entusiasmo e partecipazione».
«Il fulcro delle celebrazioni per la Fieste si terrà a Sacile: città in cui il dualismo friulano e veneziano si sono scontrati, ma hanno anche collaborato, permettendo alla cittadina sul Livenza, di prosperare nel rispetto delle identità, ancora ben vive e radicate. Il programma è ricchissimo di eventi anche di notevole spessore e di questo ringrazio la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia per il costante supporto, le tante Amministrazioni comunali e le associazioni, ma soprattutto i tanti friulani, che pervicacemente valorizzano la nostra identità e la nostra lingua con idee e iniziative di impareggiabile valore che si estendono lungo tutto il corso dell’anno», ha ricordato il presidente Cisilino, ponendo l’accento sui moltissimi eventi collaterali in programma quest’anno: «È con viva soddisfazione che l’Agenzia regionale per la lingua friulana conta circa 200 eventi sul territorio regionale in occasione delle celebrazioni per la Patria del Friuli: si tratta di un dato che sottolinea il crescente interesse verso la nostra identità da parte delle Amministrazioni locali, delle associazioni e della cittadinanza».
«La città di Sacile è onorata di accogliere questa edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, evento che assume un particolare significato, un passaggio importante per la storia di tutti noi: era il 1366, precisamente l’8 novembre, quando proprio a Sacile furono promulgate le Constitutiones Patriae Foriiuli. Una iniziativa molto importante in quanto Sacile sarà, per un giorno, la capitale del Friuli, richiamando il popolo friulano per celebrare i 948 anni dalla nascita della Patria, offrendo l’occasione per coinvolgere tutti nella promozione di quei valori che la Fieste porta con sé: ricordare e valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano», ha sottolineato il sindaco Spagnol.
Entrando nel dettaglio del programma della giornata di celebrazioni, l’assessore Spagnol ha quindi ricordato che “Sacile ha messo, in questa “scommessa”, tutte le sue risorse, in primis quelle umane, in particolar modo il personale della Biblioteca civica, che ha trovato in Arlef un prezioso supporto”. L’assessore ha anche fatto sapere che per la giornata del 6 aprile tutti i presenti saranno omaggiati con dei piccoli gadget realizzati dall’associazione “I Petali Onlus”, una realtà storica della città che si occupa di disabilità.


IL PROGRAMMA – Le celebrazioni avranno inizio in Piazza Sant’Odorico, antistante la Chiesa di Sant’Ulderico, alle 9.30. Qui è previsto il ritrovo dei partecipanti e, alle 9.45, il tradizionale alzabandiera della bandiera del Friuli, con l’accompagnamento del Gruppo Alpini di Sacile e dell’Istituto Filarmonico Città di Sacile. Seguirà, alle 10, la Santa Messa celebrata dai rappresentanti delle tre diocesi del Friuli, con letture e preghiere in friulano, sloveno, tedesco e veneto. La funzione sarà accompagnata dal Gruppo Corale Spengenberg di Spilimbergo. Terminata la messa, alle 11, partirà il corteo con l’accompagnamento dell’Istituto Filarmonico Città di Sacile. Si dirigerà verso la Loggia del Municipio, in piazza del Popolo, dove, alle 11.15, è previsto il saluto di benvenuto agli ospiti e alla cittadinanza, con l’accompagnamento del Coro Livenza. Alle 11.45, al Teatro Ruffo (Piazzetta Antonio Pasqual 22), avranno inizio le celebrazioni civili: sarà eseguito l’Inno del Friuli, cantato dalla talentuosa mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza, e sarà data lettura della Bolla imperiale, a cura della Pro Castello di Caneva e con la partecipazione della Schola Tamburi storici di Conegliano. Dopo il tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco del Comune che ha ospitato la manifestazione l’anno precedente (Tarcento) e quello ospitante, seguiranno i saluti delle molte autorità presenti. Chi vorrà seguire l’evento da casa, potrà farlo grazie allo speciale “Fieste de Patrie” di Telefriuli (canale 11), che dalle 9.45 trasmetterà in diretta sia la liturgia che, a seguire, la cerimonia civile. Dopo il pranzo, proposto nei ristoranti del centro storico con menù a prezzo concordato, sarà possibile prendere parte alle visite guidate a cura dell’Associazione Guide Nord-Est. Dalle 15.00, con ritrovo alla Loggia del Municipio (in Piazza del Popolo), partiranno gli itinerari alla scoperta di Palazzo Ragazzoni, del Duomo di San Nicola, della Chiesetta della Pietà, dell’Antico Ospitale e della Ex Chiesa di San Gregorio. Sarà inoltre possibile visitare in autonomia l’importante mostra d’arte “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, ospitata a Palazzo Ragazzoni (aperta dalle 15 alle 19). Per maggiori informazioni sul programma della Fieste de Patrie è possibile contattare la Biblioteca Civica di Sacile, chiamando lo 0434.787235, o consultare il sito www.arlef.it

EVENTI SUL TERRITORIO – Come di consueto, nell’occasione della Fieste è previsto un fitto programma di eventi collaterali su tutto il territorio friulano. Spettacoli teatrali, eventi musicali, presentazione di libri, laboratori per i più piccoli e molto altro. Quest’anno sono tantissimi, ben il doppio rispetto alla passata edizione. Sono promossi da oltre 100 Comuni, anche grazie al bando per il sostegno delle manifestazioni che accompagnano la ricorrenza, promosso dall’ARLeF in attuazione alla Legge n. 6/2015. Il calendario degli eventi sul territorio è consultabile sul sito www.arlef.it

EVENTI COLLATERALI – A Sacile, nel percorso di avvicinamento al 6 aprile, sono previsti anche una serie di eventi collaterali. Giovedì 3 aprile, nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni, alle 18, ci sarà la conferenza “Gli antichi Statuti di Sacile”, con il prof. Ludovico Mazzarolli dell’Università degli Studi di Udine e i ricercatori Stefania Miotto e Alessandro Fadelli. Gli Statuta Comunis Sacili attestano l’ampia autonomia e l’elaborata struttura amministrativa che hanno favorito il rilevante sviluppo economico e culturale della città nel tardo Medioevo.
Venerdì 4 aprile, a Palazzo Ragazzoni, alle 18, sarà inaugurata la mostra “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, curata da Magalì Cappellaro e Alberto Vidissoni dell’Università degli Studi di Udine. Un “viaggio” che offre uno sguardo d’insieme sulla ricchezza e la diversità dell’arte friulana, attraverso le opere di 8 diversi artisti, ciascuno con il proprio peculiare linguaggio espressivo.
Quello stesso giorno, sempre nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni, alle 20.45, andrà in scena “Poesie di confine: tra Friuli e Veneto, tra ieri e oggi”, rime sparse di G. Battista Donato, letterato del Cinquecento, e Fabio Franzin, poeta di oggi, interpretate da Caterina Comingio e Serena Ervas, con improvvisazioni musicali alla fisarmonica di Romano Todesco, su ideazione del Piccolo Teatro Città di Sacile.
Sabato 5 aprile, sarà invece la piazza della chiesa di Sant’Ulderico, alle 15.30, a ospitare “Sacile e la Patria del Friuli”, laboratorio creativo per bambini con l’associazione Playground APS.
Per maggiori informazioni è possibile contattare la Biblioteca Civica di Sacile, chiamando lo 0434.787235.

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In copertina, una bella immagine di Sacile bagnata dal Livenza; all’interno, gli intervenuti alla presentazione: da sinistra, Geremia Gomboso, Ruggero Spagnol, Carlo Spagnol, Pierpaolo Roberti, Eros Cisilino e William Cisilino.

Certificazione del friulano, consegnati i primi dieci attestati dopo gli esami

Sono stati consegnati i primi attestati di certificazione della conoscenza della lingua friulana. La cerimonia è stata ospitata dalla sede dell’Agenzia regionale per la lingua friulana e ha visto la partecipazione del suo presidente, Eros Cisilino, del direttore dell’Agenzia, William Cisilino, e di Massimo Duca, presidente della commissione d’esame.

I diplomati con i dirigenti Arlef.


«Cogliamo i primi importanti frutti di un ambizioso percorso iniziato alcuni anni fa e che era particolarmente atteso dal territorio: la certificazione linguistica per il livello B, ovvero il livello che maggiormente si interfaccia con il mondo del lavoro, con l’amministrazione pubblica e con la scuola. La certificazione è uno degli obiettivi principali ed essenziali delle leggi cardine su cui si fonda la promozione e la tutela della lingua friulana. Per questo primo successo desidero ringraziare la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, con la brillante operosità dell’Assessorato guidato da Alessia Rosolen, e l’Università del Friuli, con il rettore Roberto Pinton che, in prima persona, ha messo in campo tutte le alte capacità del nostro ateneo. Non di meno vanno ringraziati i docenti e i partecipanti che hanno dimostrato una grande dedizione e un grande desiderio di conoscenza della nostra lingua. Con questo primo traguardo, si consolida la prospettiva verso la fascia alta delle migliori politiche linguistiche europee», ha sottolineato Eros Cisilino, in occasione della cerimonia di consegna degli attestati di certificazione.
I dieci candidati che hanno superato l’esame – svoltosi lo scorso 27 novembre all’Università degli Studi di Udine – hanno affrontato quattro prove: innanzitutto la comprensione orale, fatta dall’ascolto di un audio a cui è seguito un test a risposta multipla; quindi è stata la volta della comprensione scritta, composta da tre diversi esercizi in cui i candidati hanno dovuto completare frasi con la parola corretta o fare dei collegamenti; in seguito si sono misurati con la produzione scritta di un tema di 500 parole su un argomento estratto a sorte; in conclusione hanno sostenuto un breve colloquio orale con i certificatori. Il buon esito dei test ha consentito loro di ricevere la certificazione per il livello B, ovvero “intermedio” secondo il Qcer, il quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue, scritta e parlata, adottato con Risoluzione del Consiglio d’Europa del novembre 2001, e che viene riconosciuto a livello internazionale per la valutazione delle competenze e capacità linguistiche. I livelli per la lingua friulana sono quattro: A, elementare; il già citato B; C1, avanzato; C2 padronanza in situazioni complesse.

Arlef, assegnata la borsa di studio sul friulano e le sue lingue “sorelle” (romancio e ladino) a Sophie Mangutsch grazie all’intesa con Bolzano

È Sophie Mangutsch la vincitrice della borsa di studio per un dottorato di ricerca in Linguistica, promossa dalla Libera Università di Bolzano e dall’Agenzia regionale per la lingua friulana, in cooperazione con l’Università degli Studi di Verona. “Analisi comparata delle misure di tutela della lingua romancia grigionese, ladina brissino-tirolese e friulana” è il titolo della borsa. L’area tematica è dunque quella della sociolinguistica, con focus sulla tutela giuridica e le politiche linguistiche pubbliche inerenti alle tre lingue di minoranza prese in esame dal progetto: il romancio grigionese, il ladino dolomitico e il friulano. Il corso di dottorato si articolerà sui tre anni accademici 2024/25-2026/27 e comprenderà una specifica attività di ricerca che Sophie Mangutsch svolgerà all’Arlef per un periodo di almeno due mesi.
L’annuncio ufficiale è stato dato nella sede udinese della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, alla presenza dell’assessore regionale alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti, del presidente dell’Arlef, Eros Cisilino; di Paul Videsott, professore ordinario di filologia romanza e direttore della Sezione ladina della Libera Università di Bolzano, nonché responsabile scientifico dell’Istituto Sudtirolese dei Gruppi Etnici (SVI) e della stessa Sophie Mangutsch.
«La presentazione odierna del dottorato è la dimostrazione che dietro le iniziative che la Regione porta avanti con Arlef, per la promozione e la tutela della lingua friulana, ci sono tanto studio e importanti collaborazioni, in questo caso specifico con il Trentino Alto Adige – ha chiarito l’assessore Roberti -. Sappiamo quanto bene si è lavorato in quel territorio per la salvaguardia della lingua di minoranza ladina e siamo convinti che importando buone pratiche che hanno permesso a loro di mantenere vivo il ladino sul territorio potremmo fare un ottimo lavoro anche in Friuli Venezia Giulia. Vogliamo continuare e anzi implementare sempre di più queste collaborazioni, soprattutto in vista della costruzione del nuovo Piano generale di politica linguistica che dovrà entrare in vigore il prossimo anno».

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“Marcho” premiato negli Usa

Il docufilm “Marcho. L’ultima bandiera”, presentato recentemente su RaiStoria in prima serata, ha già conquistato due riconoscimenti internazionali. Nell’ambito del “New York International Film Awards” ha ricevuto il premio come “Best Historical Film”. Sempre negli Usa, ma a San Diego, in occasione del XX “Accolade Global Film Competition”, gli è stato assegnato l’“Award of Excellence Special Mention”, al pari di documentari che vedono protagonisti attori hollywoodiani del calibro di Hugh Jackman ed Eric Roberts. “Un documentario creativo, realizzato ad arte, con ricostruzioni coinvolgenti ed esperti moderni che si muovono attraverso le scene. Nel 1400, Rizzardo nasconde la tragica storia di Marcho di Moruzzo, un ribelle che sfidò la conquista di Venezia. La storia di tradimento e sfida rimase nascosta per 500 anni fino alla sua scoperta, nel 1986”, questa la motivazione della giuria. Due ottimi risultati per questa pellicola che narra una pagina importante della storia friulana, un unicum di grande valenza civile e umana. Girato interamente in Friuli, il docufilm è il frutto della co-produzione Arlef e Arte Video, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Fondo per l’audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.

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«La collaborazione con la Libera Università di Bolzano ci offre l’opportunità di comprendere e indagare il profondo rapporto che lega le lingue retoromanze. Rappresentando una delle fondamentali componenti identitarie e culturali dei nostri popoli, le nostre lingue identificano un patrimonio immateriale di eccezionale valore sia di livello locale che, soprattutto, internazionale. Il ceppo linguistico retoromanzo si estende su un ampio territorio che collega due Stati e la collaborazione tra l’Università di Bolzano e l’Arlef si colloca tra i lavori di ricerca sociolinguistica con maggior valore scientifico in Europa», ha precisato il presidente dell’Agenzia regionale per la lingua friulana, Eros Cisilino ringraziando tutte le realtà coinvolte nel progetto.
Con una certificazione trilingue (ladino, italiano e tedesco), livello C1, la dottoressa Mangutsch parla anche inglese e conosce il russo. Nel suo curriculum si legge che è già stata assegnista di ricerca, sempre nella Libera Università di Bolzano, per un progetto che si proponeva di indagare l’insegnamento delle lingue minoritarie storiche in Italia con particolare attenzione al friulano, al ladino dolomitico e al sardo. «Sono molto soddisfatto per l’interesse che il bando ha suscitato e per la qualità del progetto vincitore. La dottoressa Mangutsch intende affrontare la questione del rapporto tra la politica linguistica e la sua efficacia in un contesto di minoranza, come lo sono le tre aree ladine dei Grigioni, della Ladinia dolomitica e del Friuli. Un approccio che considera anche l’efficacia delle misure è di grande attualità e la sua utilità non si limiterà alle realtà investigate. Sono grato all’Arlef che, mediante la sua collaborazione con Unibz, ha reso possibile questa borsa», ha sottolineato il professor Paul Videsott, sotto la cui supervisione sarà condotto il progetto di ricerca.
A entrare più nel dettaglio è stata la stessa dottoressa Mangutsch, la quale ha chiarito come si articolerà il suo progetto: «Esso prevede di censire e confrontare la politica linguistica e i regolamenti di pianificazione linguistica in vigore nelle tre regioni, valutandone l’efficacia ex post. La stima del loro impatto si concentrerà quindi principalmente sui criteri di efficienza, efficacia ed equità, grazie a dati quali-quantitativi. È inoltre prevista un’analisi della percezione di queste norme da parte dei parlanti e il grado di influenza che essi stessi possono esercitare sulla politica linguistica. Il tutto sarà suddiviso in tre fasi: nel primo anno di dottorato condurrò un’indagine con la raccolta e l’interpretazione delle disposizioni in materia di politica linguistica, con soggiorni in Friuli e nei Grigioni; il confronto e l’interpretazione dei dati qualitativi e quantitativi rilevanti e la raccolta di dati empirici mediante interviste e osservazione sul campo sono previste per il secondo anno; il terzo, infine, sarà dedicato all’elaborazione della tesi di dottorato». Nel corso della sua ricerca la dottoranda potrà usufruire di metodologie, strumenti e risultati sviluppati in importanti progetti di ricerca (Prin, Dfg, Snf, Pnrr).

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In copertina e all’interno, la dottoressa Sophie Mangutsch con i vertici dell’Arlef, il professor Paul Videsott e l’assessore regionale Pierpaolo Roberti.

 

L’Arlef punta ai giovani (anche di Trieste) grazie agli youtuber. E a Tavagnacco l’intelligenza artificiale impara il friulano

“No stâ a fâti contâ la storie dal ors: ven su YoupalTubo!”. È questo il claim scelto dall’Agenzia regionale per la lingua friulana per la nuova campagna di promozione, che prenderà il via a partire da oggi, 18 ottobre. Una detule che campeggerà su tutti i media, ma soprattutto sui social network, strumento di comunicazione privilegiato dai giovani. L’iniziativa è stata presentata dall’Arlef, ieri, nel corso di una conferenza stampa ospitata dalla sede udinese della Regione Autonoma FriuliVenezia Giulia, alla quale sono intervenuti l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, in videoconferenza, il presidente dell’Agenzia, Eros Cisilino, e il direttore dell’Arlef, William Cisilino. Erano presenti Chei di Udin (alias Mattia Cantarutti e Federico Iob), due dei giovani protagonisti della campagna, in rappresentanza dei ragazzi e delle ragazze di YoupalTubo e Max Sganga, noto youtuber triestino.

Attraverso un’importante iniziativa promozionale, l’Arlef si rivolge ancora una volta ai giovani. Un legame su cui sta lavorando da tempo, anche in base al Piano generale di politica linguistica approvato dalla Regione Fvg. Le Generazioni Z e Alpha rappresentano infatti un “pubblico” significativo, a cui dedicare attenzione e progetti di comunicazione digitale. Ecco allora che i testimonial più adatti sono proprio gli youtuber friulani, che con successo propongono contenuti creativi capaci di coinvolgere i loro coetanei, ma non solo.
«Viene presentata oggi un’iniziativa che continua nel solco di quello che è stato stabilito dall’Amministrazione regionale, di concerto con l’Arlef, nel “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”, per l’implementazione del friulano nel nostro territorio. Un Piano che prevede lo sviluppo della comunicazione attraverso i nuovi mezzi, in particolare quelli digitali. L’obiettivo è quello di riuscire a parlare alle nuove generazioni attraverso gli strumenti che quotidianamente utilizzano, ma anche di poter raggiungere i friulani sparsi nel mondo, nei vari fogolârs presenti nei diversi Continenti.», ha sottolineato in un video messaggio Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle Autonomie locali con delega alle lingue minoritarie.
«Con piacere presentiamo al pubblico questa nuova campagna pubblicitaria che si distingue per il suo carattere accattivante. Siamo certi saprà catturare l’attenzione di tutta la popolazione, ma specialmente quella dei giovani, grazie alla scelta grafica e alla partecipazione dei ragazzi di YoupalTubo che, in questi anni, hanno saputo trattare temi non solo linguistici ma anche culturali, geografici e storici utilizzando in modo simpatico e dinamico la marilenghe. Con questo nuovo messaggio ci rivolgiamo quindi agli adulti di domani, sottolineando l’importanza della lingua e dell’identità, con un linguaggio e un visual a loro vicino, per una comprensione del nostro bel Friuli da una prospettiva inedita», ha sottolineato Eros Cisilino, presidente dell’Arlef. «L’obiettivo dei ragazzi di YPT è coinvolgere i loro coetanei mettendosi in gioco proprio a partire dagli interessi di ogni componente del gruppo. La storia, la natura, il cibo e il nostro territorio sono raccontati attraverso codici comunicativi che sono propri dei giovani. La loro freschezza e ironia sono contagiose, piace sia a chi il friulano lo parla quotidianamente che a quanti non lo parlano o lo parlano poco. Con i loro video lanciano un messaggio chiaro: il friulano è parte della loro identità ed è una lingua con cui si può parlare di qualsiasi argomento», ha aggiunto il direttore dell’Agenzia, William Cisilino.
La strategia comunicativa della campagna Arlef parte appunto proprio dai social: da TikTok a Facebook, passando per Instagram e Youtube, senza dimenticare WhatsApp. E proprio sui social farà sicuramente parlare di sé il video di Mattia Cantarutti e Federico Iob (“Chei di Udin”): “Parlare friulano a Trieste”. Prendendo spunto proprio da un format YoupalTubo di grande successo, “Chei di Udin” hanno chiesto ai triestini, tra cui anche il noto “collega” Max Sganga, di cimentarsi con la marilenghe. Il risultato è un “Quiz Mortale” decisamente surreale, che strappa risate e sorrisi.
In tv, invece, è previsto uno spot di 30 secondi, un concentrato di clip di YoupalTubo che ben descrive la ricchezza del canale. Anche lo spot radiofonico, coerentemente con quello televisivo e la campagna Adv, invita il pubblico a seguire il canale. Mentre sulla stampa il protagonista è un orso fuori dal comune: grandi cuffie stereo alle orecchie e abbigliamento stile rap. Richiama l’attenzione dei lettori, rifacendosi al proverbio friulano No stâ a fâti contâ la storie dal ors: ven su YoupalTubo!. A completare la campagna un dépliant che sottolinea le peculiarità del canale.

Contribuire con la propria voce ad “allenare” il software che in un futuro condurrà alla creazione di un sistema di sintesi vocale per il friulano, ciò che è alla base di ogni “assistente vocale” quale Alexa, Siri, etc… È quanto succederà al Forum per l’intelligenza artificiale organizzato da Ditedi e Comune di Tavagnacco da oggi al 20 ottobre, dove l’Arlef inviterà tutti i partecipanti a registrare un brevissimo audio. Per l’addestramento del modello per il friulano, così come per qualsiasi lingua, è infatti fondamentale raccogliere un ampio numero di registrazioni e in un’ampia varietà di tonalità e pronuncia.
Agenzia regionale per la lingua friulana e Ditedi, il Distretto delle Tecnologie Digitali, stanno lavorando da circa un anno alla realizzazione di un prototipo di riconoscimento vocale (STT speech to text) e di sintesi vocale (TTS text to speech) per la lingua friulana con l’impiego di tecnologie all’avanguardia nel settore dell’intelligenza artificiale generativa. Si tratta di un progetto di assoluta rilevanza, previsto dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso il “Piano generale di politica linguistica per la lingua friulana 2021-2025”.
Al Forum, i partecipanti saranno invitati a leggere un breve testo che sarà automaticamente registrato e riversato in un software appositamente realizzato. L’obiettivo è “allenare e affinare la macchina” a riconoscere le varianti della lingua friulana, quindi la partecipazione di persone da tutto il territorio friulanofono favorirà la raccolta di materiale audio prezioso per questo progetto, che evidenzia il ruolo dell’AI nella promozione delle lingue minoritarie e nella preservazione del patrimonio linguistico. La postazione sarà allestita nel foyer del Teatro di Tavagnacco che ospita il Forum, gli audio saranno raccolti in forma anonima e basteranno solo pochi minuti per contribuire al progetto in occasione di un evento che si preannuncia quale il fulcro del dibattito sull’IA e vedrà la partecipazione di illustri protagonisti del mondo scientifico, tecnologico e accademico.
Fino a qualche anno fa considerata una tecnologia di nicchia e con un risultato audio eccessivamente artificiale, oggi la sintesi vocale ha raggiunto nuovi livelli di precisione e di qualità e viene utilizzata in tanti ambiti della vita quotidiana: dagli annunci nelle stazioni dei mezzi pubblici agli assistenti personali, dal controllo dei dispositivi personali all’aiuto alle persone con disabilità. Inoltre, tali tecnologie permetteranno di implementare i dizionari online con la dimensione audio per una corretta pronuncia dei contenuti, migliorando l’accessibilità e l’esperienza dell’utente. Quello che succederà a Tavagnacco è quindi un altro tassello del percorso che renderà fruibile la lingua friulana in molti nuovi contesti.

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In copertina e all’interno, il presidente e il direttore dell’Arlef Eros e William Cisilino durante la conferenza stampa di ieri alla quale ha partecipato in videoconferenza l’assessore regionale Roberti.