Disabilità, da San Giovanni di Casarsa al mare con i giovani volontari europei

Anche in estate s’impara l’autonomia, oltre la disabilità: a Bibione vacanza con i volontari internazionali del progetto Help to Help di Aiesec Italia per l’associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa. Il sodalizio ha organizzato dal 7 al 14 agosto un soggiorno al mare per un gruppo di donne con disabilità, le quali vivranno l’esperienza della vacanza arricchita dalla presenza delle giovani volontarie da poco arrivate a San Giovanni da Grecia e Bulgaria per vivere un’esperienza di volontariato internazionale.

Francesco Osquino (il primo).


“Quest’anno ospitiamo, attraverso il progetto Help to Help – ha spiegato Erika Biasutti, direttrice de Laluna – due ragazze greche ed una bulgara che, arrivate il 5 luglio scorso, staranno con noi per sei settimane, fino al 15 agosto”. Le volontarie saranno coinvolte nelle attività di Cjasaluna, la comunità alloggio dell’associazione sangiovannese (che attualmente ospita otto utenti) e degli appartamenti di “Abitare sociale” in casa Facca a Fiume Veneto e del progetto di “Propedeutica all’abitare” a Sacile, entrambi ideati per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettive. “Inoltre – ha aggiunto – faranno anche esperienza della realtà del cohousing sociale “Lalunanuova” a San Giovanni, vivendo momenti di quotidianità e anche di intrattenimento informale. Ma soprattutto, verranno coinvolte nel progetto di vacanze a cui un gruppo di ragazze con disabilità parteciperà dal 7 al 14 agosto a Bibione”.

Il progetto Help to Help mira alla sensibilizzazione e allo svolgimento di attività concrete rispetto alle pari opportunità e al supporto per persone anziane e/o con disabilità. “La nostra associazione – ha concluso Francesco Osquino, presidente de Laluna – non si occupa solo di proporre attività per persone con disabilità, ma il suo obiettivo primario è quello di creare progetti di vita a forte spinta evolutiva con un’attenzione particolare al tema della vita indipendente, per questa ragione ci teniamo che gli utenti sperimentino ogni anno alcune settimane di vacanza sia come allenamento all’autonomia sia come momento di spensieratezza lontano dalla routine quotidiana e dagli ambienti a loro familiari. Siamo felici che quest’anno ad accompagnarli ci saranno anche le volontarie internazionali, volti giovani ed entusiasti che arricchiranno di novità questa bella esperienza”.
Oltre ai progetti di propedeutica all’autonomia abitativa, a Laluna è attivo “Coltivare l’autonomia”, progetto dedicato all’impiego diurno e alla valutazione e sperimentazione delle abilità di persone con fragilità nel contesto dello spazio verde di Ortoattivo e in particolare nella filiera che produce sostentamento per la Comunità Cjasaluna. Inoltre, l’associazione che è anche impresa sociale, si occupa di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi.

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In copertina la sede dell’associazione Laluna a San Giovanni di Casarsa e qui un gruppo di disabili con i giovani volontari europei.

Casarsa, Laluna di San Giovanni ora moltiplica le sue forze e… si fa in tre

Laluna di San Giovanni di Casarsa ora moltiplica le sue forze e… si fa in tre: l’associazione, che è anche impresa sociale, verrà infatti affiancata da un’organizzazione di volontariato “OltreLaluna – Odv”, che si dedicherà allo sviluppo e al supporto delle attività di volontariato, e da un’associazione sportiva dilettantistica “Attivamente”, che concentrerà le sue iniziative in ambito sportivo con particolare attenzione all’integrazione delle persone con disabilità. La decisione è stata presa in occasione dell’assemblea dei soci e dell’approvazione del bilancio 2020, quando è stato eletto alla guida di Oltrelaluna Angelo Fabris, mentre di Attivamente presidente è risultato Erminio Fabris.

Francesco Osquino e Angelo Fabris

«Laluna è quel satellite sempre in movimento attorno alla terra – ha spiegato Francesco Osquino, presidente de Laluna -. Così anche l’associazione Laluna è sempre in movimento, è insito nel suo Dna: non riesce a stare ferma! Infatti, dopo Lalunanuova2.0, l’avvio del progetto di Cohousing e di nuove attività di propedeutica all’abitare come quello di “Casa Facca” a Fiume Veneto, ora prende avvio questa nuova fase. Un sistema che guarda al futuro cercando di abbinare le evoluzioni normative che hanno imposto un ripensamento della nostra struttura, con le mutate esigenze associative con le quali dobbiamo fare i conti per proiettarci con fiducia, passione e professionalità verso il domani». «Questa nuova organizzazione di volontariato – ha fatto quindi sapere il neo presidente di OltrelaLuna, Angelo Fabris – rappresenta un momento importante per il nostro sistema e sono convinto che saprà valorizzare la forza ed il ruolo di tutti i volontari oltre a coinvolgere altre persone desiderose di dedicare il loro tempo a favore degli altri».

Tre anime che avranno, dunque, ognuna il proprio consiglio di amministrazione per permettere una gestione autonoma, ma che condivideranno gli stessi principi e valori fondanti. «Dentro Laluna, dal 2011 hanno convissuto due anime ed in questi anni si sono sviluppate – ha aggiunto Osquino -. Da un lato l’impresa sociale che necessita per crescere di professionalità, organizzazione e struttura, al fine di costruire progetti sempre più articolati, innovativi e con un respiro territoriale sempre più ampio. Dall’altro, quella del volontariato che necessita, per non essere fagocitato delle problematiche legate all’impresa sociale, di maggiore attenzione, dedicando nuove energie e risorse umane alle proprie attività tipiche, coinvolgendo il maggior numero di persone possibile». «Il lancio di Oltrelaluna vuole essere un segnale di speranza – ha concluso Erika Biasutti, direttrice de Laluna -, dopo questo duro periodo di Covid, per cercare di recuperare un legame più diretto e stretto con i volontari, ma ad un livello più informale e spontaneo. Noi speriamo che questo sistema possa essere da stimolo per coinvolgere un maggior numero di persone. Siamo convinti che in molti, se correttamente coinvolti, possano essere disponibili e dedicare il proprio tempo a favore degli altri, vedendo che il proprio impegno sociale, sia una risorsa preziosa e fonte di gioia e benessere».

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In copertina, ecco la sede de Laluna a San Giovanni di Casarsa.

 

Laluna insegna i valori del volontariato agli studenti del liceo Le Filandiere

Insegnare i valori del volontariato: l’associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia apre le porte agli studenti del liceo Le Filandiere di San Vito al Tagliamento per insegnare l’inclusività e il valore del rendersi utile senza aspettarsi nulla in cambio. Il progetto, denominato “Discovering volunteering – Giornate d’incontro con le realtà del territorio”, è inserito nel Piano Estate per la scuola e ha visto due giornate (il 21 e il 24 giugno) in cui gli studenti frequentanti tre classi di tutti gli indirizzi del liceo (scientifico, linguistico e delle scienze applicate), su base volontaria, hanno potuto partecipare ad attività interattive e laboratoriali, giochi di ruolo con l’assistenza dell’insegnante Liviana Bortolussi e del personale de Laluna: Alessandra Presicce (terapista occupazionale), di Lucia Mancini e Edoardo Macuz (che si occupano del verde e della gestione di Ortoattivo) e di un gruppo di giovani volontari dell’associazione. Al gruppo si è aggiunta anche la collaborazione dell’Unità Educativa Territoriale (Transition Team), ovvero di un gruppo di ragazzi con disabilità che partecipano ad alcune attività de Laluna con gli educatori della cooperativa Itaca.

“Grazie al Piano Estate per la scuola – ha spiegato Erika Biasutti, direttrice dell’associazione – un piccolo gruppo di quattro studenti del liceo sanvitese hanno potuto visitare la nostra sede e fare conoscenza degli utenti ospitati alla Cjasaluna Paola Fabris. Hanno partecipato alla raccolta della lavanda che poi hanno insacchettato e dei piselli coltivati nei nostri orti. Hanno conosciuto gli asinelli del progetto di pet therapy Ortoattivo e fatto merenda insieme ad un gruppo di utenti. È stato davvero un bel momento di condivisione e di conoscenza reciproca che speriamo si possa ripetere anche in futuro, ringraziamo il Liceo Le Filandiere e le insegnanti Liviana Bortolussi e Luisa Forte per la sensibilità e per l’attenzione a sensibilizzare i più giovani sulla tematica del volontariato. Noi crediamo infatti – ha concluso Biasutti – che aiutare gli altri sia una preziosa dote umana che va insegnata e sostenuta ed è bello che la scuola parli di solidarietà ai propri studenti facendola diventare una parte importante dello stile di vita d’ogni cittadino”.

Laluna è attiva come associazione di volontariato dal 1994 a San Giovanni di Casarsa. Fondata da un gruppo di giovani volontari, con l’obiettivo iniziale di proporre una serie di attività per le persone con disabilità, negli anni l’associazione si è trasformata fino a diventare un riferimento sul territorio per i progetti di vita a forte spinta evolutiva con un’attenzione particolare al tema della vita indipendente. Ad oggi, Laluna gestisce: la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita 8 persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna, il progetto di cohousing “Lalunanuova” sempre a San Giovanni, il progetto “Gravitiamo a casa nostra” che si propone di sviluppare un’autonomia possibile per persone per persone con disabilità gravi, i progetti di propedeutica all’autonomia abitativa di Fiume Veneto e di Sacile, ideati per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva. Vi è poi il progetto “Coltivare l’autonomia”, dedicato all’impiego diurno e alla valutazione e sperimentazione delle abilità di persone con fragilità nel contesto dello spazio verde di Ortoattivo, e in particolare nella filiera che produce sostentamento per la Comunità Cjasaluna. Oltre a questi, ha all’attivo un progetto di cohousing sociale con sette appartamenti abitati sia da persone con disabilità che da persone estranee a Laluna che hanno sposato il progetto che ha come principi ispiratori la solidarietà, il vicinato attivo e il sostegno reciproco. Inoltre, si occupa di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi.

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In copertina e all’interno alcuni ragazzi del liceo sanvitese durante l’interessante esperienza all’associazione Laluna.

 

Laluna, piena intesa con Fondazione Friuli. E ora serve un nuovo furgone

Inclusione, sostenibilità, multidisciplinarietà: tre parole orientate al futuro, anche per la ripartenza post Covid-19, su cui si stanno sviluppando altrettanti progetti dell’onlus Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia. Progetti che per la loro innovazione, e per le ricadute sociali che hanno, sono stati sostenuti dalla Fondazione Friuli attraverso il suo bando Welfare. Un aiuto, quello della Istituzione, prezioso e che Laluna ha deciso di raccontare nel nuovo numero del suo notiziario “Oltre L’Ostacolo”. «All’interno delle iniziative di Lalunanuova 2.0, nostro “contenitore” progettuale di tutte queste iniziative, in questi anni abbiamo lavorato – spiega Francesco Osquino, presidente de Laluna -, grazie al sostegno di Fondazione Friuli e del presidente Giuseppe Morandini, ad una nuova frontiera del welfare». «L’associazione Laluna rappresenta un’eccellenza per quanto riguarda lo sviluppo di progetti a favore di tutta la comunità e in particolare delle persone con fragilità – ha affermato Morandini -: ci auguriamo che iniziative come queste portate avanti a San Giovanni, possano diventare un punto di riferimento per l’intero territorio friulano. Ci piace sostenere una realtà capace di garantire alle persone con disabilità indipendenza e qualità della vita non solo attraverso un supporto assistenziale, ma lavorando anche sul benessere psicologico e spirituale».


Un modo di tracciare il primo bilancio dei progetti, mettendo in luce la positività di alcune esperienze. Il progetto “Gravitiamo a casa nostra”, sul tema dell’abitare indipendente delle persone con disabilità gravi, che raccoglie la sfida del “dopo di noi” declinandola in una proposta alternativa alle Comunità alloggio. Esempio positivo è l’indipendenza abitativa acquisita da Giovanna che, da circa un anno, convive con Sonia, la sua assistente personale, capace di sostenerla non solo nel suo bisogno di supporto fisico ma nella totalità della sua persona.
«L’idea di fondo di questo progetto – spiega Erika Biasutti, direttrice de Laluna – è che anche chi ha una disabilità grave possa portare avanti il proprio progetto di vita indipendente, contando su risorse mirate e in linea con le proprie aspirazioni. I bisogni assistenziali diventano inter-dipendenze scelte, volute, organizzate secondo le proprie abitudini e necessità». Nel caso di Giovanna e Sonia, due ragazze con cui è stato avviato il progetto Gravitiamo a casa nostra, inserito tra l’altro nel progetto di cohousing sociale, si tratta di una convivenza mirata: Sonia riveste per alcune ore al giorno (nei momenti quotidiani in cui Giovanna necessita di aiuto) il ruolo di “assistente personale” (guidata e “preparata” dagli educatori a interpretare e comprendere i bisogni di Giovanna, senza diventare una figura meramente assistenziale ma di supporto trasversale), mentre per il resto del tempo è la coinquilina di Giovanna, con cui avviene un interscambio che va a sostegno di entrambe visto che hanno aderito a un progetto di vita su basi comuni.


Vi è poi il progetto “Coltivare l’autonomia” con cui la onlus ha cercato di costruire una “filiera domestica” che parte dall’orto e dal pollaio e arriva alla tavola de Laluna. «Questo specifico progetto – ha continuato Biasutti – è dedicato all’impiego diurno e alla valutazione e sperimentazione delle abilità nel contesto dello spazio verde di Ortoattivo, e in particolare nella filiera che produce sostentamento per la Comunità Cjasaluna. Il lavoro negli orti, anche rialzati da terra per rendere più agevole l’opera, nel pollaio e nella cucina industriale ha appunto la funzione di valutare e sviluppare le abilità delle persone coinvolte, anche in vista di un futuro impiego, sempre nella cornice dell’autonomia che è l’obiettivo trasversale dei progetti de Laluna».
In fase di realizzazione, vi è poi “I Progetti personalizzati e il sistema di intervento multidisciplinare”, un progetto che riguarda lo sviluppo degli strumenti e delle metodologie a supporto del comparto “professionale” de Lalunanuova 2.0. «Con questo si prevede ad esempio – aggiunge Daniele Ferraresso, progettista educativo per Laluna – l’introduzione di nuove figure, come la terapista occupazionale e psicologa, che sono così entrate a far parte di un’equipe sempre più multidisciplinare, arricchita cioè di competenze specifiche, diversificate e flessibili. L’altra grossa novità è l’acquisizione di un software gestionale chiamato Atl@ante che consentirà l’aggiornamento quotidiano dei contenuti relativi agli utenti come il registro educativo, le schede personali, dati e rilevazioni, supportando così l’equipe di professionisti nell’obiettivo della flessibilità delle metodologie e dell’uso simultaneo di strumenti condivisi».

E ora una doppia campagna di raccolta fondi per raggiungere i 15 mila euro necessari per acquistare un nuovo furgone attrezzato per persone con disabilità: non un semplice automezzo, ma un vero e proprio “motore” di socialità e relazioni con il territorio, fondamentale per i suoi utenti, che andrà a sostituire il vecchio mezzo di trasporto ormai datato e non adatto allo spostamento di persone con esigenze di mobilità specifiche. Questa l’iniziativa appena lanciata dall’associazione di volontariato Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia. Per aiutare la Onlus a raggiungere l’obiettivo è possibile donare il proprio 5 per mille con la dichiarazione dei redditi oppure accedere alla piattaforma di fundraising benefico Wishraiser. Per fare la propria donazione è sufficiente cliccare su www.wishraiser.com/en/memberships/associazione-di-volontariato-laluna-onlus-impresa-sociale e oltre a donare, si potrà addirittura partecipare ad un’estrazione che ha come premio un viaggio da sogno. Mentre per devolvere il 5 per mille a Laluna è sufficiente firmare nell’apposito spazio sulla dichiarazione dei redditi indicando il codice fiscale 91036070935. Entrambe le campagne andranno a finanziare l’acquisto di un furgone attrezzato che aiuterà nei loro spostamenti gli utenti della Comunità Cjasaluna.

«Acquistare un nuovo furgone – fa poi sapere Francesco Osquino – è diventata una necessità perché l’attuale mezzo, oltre ad essere datato, non è adatto allo spostamento di persone arrivate da poco in Cjasaluna, con esigenze specifiche. Ma non si tratta solo di un bisogno, il nuovo furgone è qualcosa in più di un mezzo di trasporto che permette ad utenti e operatori di spostarsi, è anche un importante strumento che permette alle persone con ridotte capacità motorie, di sentirsi parte della comunità e delle iniziative che la animano. Infatti, per Laluna la vera inclusione delle persone con disabilità è fatta anche di relazioni quotidiane col territorio». «Quest’anno – aggiunge Erika Biasutti, direttrice della Onlus – abbiamo pensato di affiancare alla tradizionale campagna del 5 per mille la nuova raccolta fondi benefica attraverso la piattaforma Wishraiser, che garantisce visibilità e dà la possibilità a chi dona di vincere dei premi. Il nostro obiettivo è l’acquisto di un automezzo attrezzato, una necessità concreta che chi sceglie di aiutarci potrà poi “toccare” con mano una volta raggiunto l’obiettivo».

Laluna è attiva come associazione di volontariato dal 1994 a San Giovanni di Casarsa della Delizia. Fondata da un gruppo di giovani volontari, con l’obiettivo iniziale di proporre una serie di attività per le persone con disabilità, negli anni l’Associazione si è trasformata fino a diventare un riferimento sul territorio per i progetti di vita a forte spinta evolutiva con un’attenzione particolare al tema della vita indipendente. Ad oggi, Laluna gestisce: la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris” a San Giovanni che ospita 8 persone con disabilità, l’appartamento per l’autonomia abitativa di Cjasaluna, il progetto di cohousing “Lalunanuova” sempre a San Giovanni, il progetto “Gravitiamo a casa nostra” che si propone di sviluppare un’autonomia possibile per persone per persone con disabilità gravi, il progetto di “Abitare sociale” in casa Facca a Fiume Veneto e il progetto di “Propedeutica all’abitare” a Sacile, ideato per allenare alla vita indipendente ragazzi con una disabilità intellettiva. Vi è poi il progetto “Coltivare l’autonomia”, dedicato all’impiego diurno e alla valutazione e sperimentazione delle abilità di persone con fragilità nel contesto dello spazio verde di Ortoattivo, e in particolare nella filiera che produce sostentamento per la Comunità Cjasaluna.
Oltre a questi, ha all’attivo, come si diceva, un progetto di cohousing sociale con sette appartamenti abitati sia da persone con disabilità che da persone estranee a Laluna che hanno sposato il progetto che ha come principi ispiratori la solidarietà, il vicinato attivo e il sostegno reciproco. Inoltre, si occupa di progetti di autonomia individualizzati e di gruppo, nonché di percorsi formativi.

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In copertina, il leader di Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, con il presidente Francesco Osquino.