Confartigianato Udine, a Battistutta il testimone dei Giovani imprenditori

Cambio al vertice del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato-Imprese Udine. Il testimone passa dalle mani di Enrico Todesco a quelle di Marco Battistutta, eletto presidente dei giovani artigiani per acclamazione dall’assemblea del movimento che si è riunita per il rinnovo del consiglio direttivo. Pasticcere di 32 anni, Battistutta ha abbracciato giovanissimo la sfida dell’autoimprenditorialità: «Avevo 22 anni quando ho aperto Charlotte, la mia pasticceria. Non sono figlio d’arte, ho fatto tutto da me. Dopo aver finito il Civiform -racconta – ho lavorato per alcuni anni come dipendente e poi ho aperto la mia attività. Nel 2019 ho ampliato il locale, oggi ho tre dipendenti e accosto pasticceria e gelateria». Una testimonianza, la sua, che promette di fare proseliti nel cuore e nelle aspirazioni dei più giovani, convincendoli che non c’è solo il lavoro dipendente, ma che il loro futuro possono costruirselo e ottenerne grandi soddisfazioni.

Il passaggio di consegne.


Come detto, Battistutta succede a Todesco alla presidenza del movimento e sarà affiancato da due vicepresidenti, Elena Buttazzoni della Blifase srl di Corno di Rosazzo (vicaria) ed Elisa Stella, della Tipografia Marioni di Udine.
«Il Movimento – assicura Battistutta – continuerà a sostenere l’avvio di impresa, vogliamo aiutare chi desidera aprire l’attività anche in un momento così difficile per l’aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi dell’energia. E vogliamo investire nella formazione e potenziare i rapporti con il mondo scolastico per l’orientamento all’imprenditorialità».
A lui il presidente provinciale di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, ha rivolto i suoi migliori auguri rivolgendo al contempo un ringraziamento a Todesco: «Grazie a chi ha passato il testimone e auguri di buon lavoro a chi lo raccoglie».
Un lavoro che sarà orientato soprattutto a incentivare i giovani ad avvicinarsi al mondo dell’autoimprenditorialità e a incrementare così l’incidenza delle imprese giovanili sul totale: in provincia di Udine, al 31 dicembre 2021, pesavano infatti solo il 7,1%, 3.043 sulle quasi 43mila complessive. A dirlo è l’ufficio studi di Confartigianato Imprese Udine che rileva pure l’incidenza significativa delle imprese giovanili artigiane della provincia di Udine che sono ben 1.139. Significa che più di un’impresa “under” su tre (37,4%) è artigiana.
Fortunatamente, rispetto al dato pre-pandemia (2019), in provincia le perdite tra le file delle giovani imprese nel biennio Covid si sono “fermate” a una media di 50 l’anno, meno di quelle registrate tra 2018 e 2019 (-119).

Il gruppo Giovani imprenditori.

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In copertina, Marco Battistutta riceve gli auguri del presidente Graziano Tilatti.

(Foto Petrussi)

Imprenditori friulani under 35: passa a Luca Rossi il testimone di Fabio Passon

Cambio al vertice per gli imprenditori friulani under 35.  Luca Rossi, dal 2018 alla guida del Gruppo giovani di Confapi Fvg, è infatti il nuovo presidente del Comitato imprenditoria giovanile della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Raccoglie il testimone da Fabio Passon (Confcommercio Fvg) che aveva presieduto il gruppo nell’ultimo triennio, gestendo anche la fase di rinnovamento del Comitato con l’estensione a entrambi i territori di Pordenone e Udine, in seguito all’accorpamento camerale.

Fabio Passon

 

Le dichiarazioni. «Rinnovo il mio ringraziamento per la fiducia ai componenti del comitato – commenta Rossi – e rivolgo un sentito plauso a Passon per l’importante lavoro svolto e per aver saputo consolidare davvero un bel gruppo. Opererò senz’altro in continuità con l’azione promossa in questi anni. Proseguirò nel solco della stretta collaborazione fra tutte le categorie, confidando di poter tornare quanto prima a rafforzare la rete di relazioni internazionali che con Passon abbiamo avviato molto proficuamente, soprattutto con gli Stati vicini. Con questi è fondamentale condividere azioni comuni e idee che si trasformino in proposte concrete per la diffusione armonica della cultura d’impresa tra i giovani e in misure operative per lo sviluppo e la crescita dell’impresa giovanile”.
Da parte di Passon, «l’augurio di un buon lavoro al nuovo presidente: è un compito davvero interessante e importante per stimolare azioni positive e incidere sulle politiche regionali, incrementando il rapporto di fattiva collaborazione con le Direzioni e gli assessorati che riguardano le imprese guidate da giovani per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese. Il Fvg, come imprenditoria giovanile, è ormai sempre all’ultimo posto in Italia per percentuale di imprese under 35 sul totale e dunque è necessario lavorare con costanza, come il nostro gruppo si è impegnato a fare, in collaborazione con istituzioni e scuole per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro in proprio. Viviamo in un periodo straordinario come mai, ma proprio per questo la nostra azione positiva di impulso e coinvolgimento dei giovani deve essere sempre più decisa e diffusa».

Le attività realizzate. E la Cciaa, che con la riforma ha acquisito ufficialmente la competenza dell’orientamento al lavoro e all’impresa, potrà dunque proseguire sempre più incisivamente in questa direzione, approfondendo quanto fatto in questi anni «con diversi meeting internazionali – conclude Passon –, l’ultimo di grande successo realizzato proprio da noi qui a Udine, “Business meets future” alla presenza anche del presidente europeo dei giovani imprenditori (Jeune), eventi di networking tra giovani imprenditori, collaborazione con la Regione per le misure a favore dell’impresa giovanile, e l’ampia serie di attività, ormai consolidata, con le scuole, per il coinvolgimento degli studenti e la loro formazione alla cultura d’impresa».

Il comitato. Oltre a Rossi (Confapi Fvg) e Passon (Confcommercio Fvg), il comitato è composto da presidenti e rappresentanti di Gruppi giovani delle varie associazioni di categoria: Imo Bertolla (Confartigianato Pn), Valentina Cancellier (Confindustria Ud), Lia Correzzola (Confindustria Alto Adriatico), Mauro Germani (Cna Fvg), Federico Ingargiola (Confcommercio Pn), Francesco Nocente (Coldiretti Pn), Federico Mansutti (settore cooperativo, Confcooperative Ud), Enrico Todesco (Confartigianato Ud), Anna Turato (Coldiretti Ud).

I numeri. Secondo le rilevazioni del Centro studi della Cciaa Pn-Ud, in Friuli Venezia Giulia le imprese giovanili registrate, al 30 giugno 2020, sono 6.623 e rappresentano il 7% delle 101.110 imprese che costituiscono la base imprenditoriale della regione. Il Fvg con l’Emilia Romagna presenta la percentuale più bassa. Le regioni con la più alta percentuale sono la Campania e la Calabria con il 11,7% e 11,6%. Sia Emilia Romagna sia Veneto presentano valori simili alla nostra regione. Le imprese under 35 si concentrano soprattutto in tre comparti: commercio con 1.230 imprese attive (20%), costruzioni (922 imprese attive – 15%), servizi alle imprese (1.119 imprese attive – 18,2%). Le imprese under 35 sono maggiormente presenti tra quelle costituite da donne: quasi una impresa su tre under 35 è “donna”. Si tratta di 1.882 unità attive, pari al 31% del totale delle imprese giovani: una percentuale significativa considerando che le circa 20mila e 500 imprese femminili attive in Friuli Venezia Giulia rappresentano il 23% del totale delle imprese regionali.

L’ente camerale a Udine.

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In copertina, Luca Rossi nuovo presidente dei giovani imprenditori friulani.

L’artigianato piace solo ai giovani della montagna: sono leader a Cercivento

Maglia nera al Friuli Venezia Giulia per incidenza percentuale di imprese giovanili. La nostra è l’ultima regione in Italia con una percentuale del 7,6% di imprese under 35 sul totale. Sono appena 6.806 le imprese che vantano una partecipazione di giovani superiore al 50% (tra quote e cariche) sulle 89.817 attive. A fare il punto sulle imprese giovanili in regione è un report dell’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine. Istantanea che vede il Fvg fanalino di coda, dietro alla media nordestina, che fa tuttavia poco meglio (il 7,7%), e di gran lunga dietro a quella nazionale (9,7%) per non parlare del Sud dove molte regioni centrano la doppia cifra, spinte dalla disoccupazione giovanile che in questo caso funziona da leva per l’auto-imprenditorialità.

Nelle regioni italiane, la relazione tra tasso di disoccupazione giovanile (25-35 anni) e percentuale di imprese giovanili è infatti molto forte: dove è più alta la disoccupazione è più elevata la quota di “auto-impiego” dei giovani che aprono una propria attività. “Per molti di loro la decisione di diventare imprenditori, più che una libera scelta, pare dettata dalla necessità di crearsi un lavoro in mancanza di alternative – commenta il presidente del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato-Imprese Udine, Enrico Todesco -. Al contrario, nelle regioni del centro-nord con più bassa disoccupazione, la quota di giovani che fanno impresa è minore, molti trovano più agevole percorrere la strada del lavoro dipendente senza mettersi direttamente in gioco come imprenditori”. “Abbiamo bisogno di una nuova cultura del fare impresa e di una forte azione volta ad agevolare l’autoimprenditorialità – dichiara il leader dei giovani artigiani -. Sappiamo bene che fare impresa in Italia è difficile, ma è tempo di invertire la rotta. La crisi economica ha falcidiato un gran numero di aziende ed è necessario, oggi più che mai, garantire nuova natalità. Bisogna che smettiamo di lagnarci e ci impegniamo ai vari livelli istituzionali affinché ai ragazzi sia data una chance”.

La scuola resta lo snodo fondamentale per avvicinare i giovani al mondo del fare. “E’ lì che dobbiamo riuscire ad intercettarli – continua Todesco – per far passare l’idea che non c’è solo il lavoro dipendente, che ci si può realizzare anche mettendosi in proprio, rischiando certamente un po’ di più per inseguire le proprie aspirazioni”. “Le poche imprese giovanili ci preoccupano. Dobbiamo garantire un futuro ai nostri giovani con azioni che aiutino lo sviluppo delle imprese – dichiara dal canto suo il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -. Bisogna puntare sull’istruzione e sulla formazione dei giovani. Il lavoro ha bisogno di competenze e di forze fresche che non possiamo poi, una volta formate, permetterci di mandarle in giro per il mondo a cercar fortuna, privandoci così della futura classe dirigente”.

In regione ad aver raccolto maggiormente la sfida dell’auto-imprenditorialità sono i giovani isontini. La provincia con maggior peso di giovani imprese è infatti quella di Gorizia (8,5%), seguita da Trieste (8,1%), mentre in Friuli si scende rispettivamente al 7,5% e al 7% a Udine e Pordenone. I settori in cui i giovani si cimentano di più (vedi fig.2) sono il turismo, che vede impegnate il 14,2% delle imprese giovanili contro il 9% di quelle totali, e i servizi alla persona, con l’11,9%  di under 35 contro il 7,8% del totale. Più bassa la percentuale di presenza giovanile nel settore primario (11,6% contro il 15,2%) e nel manifatturiero (6,9% contro il 10,6%).

A livello territoriale c’è una sorpresa. I Comuni che spiccano per incidenza percentuale delle imprese giovanili sul totale delle imprese nei 210 comuni del Friuli Venezia Giulia (fig. 3, esclusi 5 comuni con meno di 15 imprese attive) sono montani, delle due province friulane di Udine e Pordenone. Al primo posto c’è il comune carnico di Cercivento (UD) con il 20,5% di imprese giovanili, al secondo il comune delle Valli del Natisone – Slavia Friulana di San Leonardo, con il 17,4% di imprese junior, al terzo un altro comune carnico della valle del But, Arta Terme, con il 15,6%. Plaude al podio Todesco pur guardando al dato con realismo: “L’analogia con i comuni del Sud è evidente. Nei comuni montani più lontani dai maggiori centri e dalla viabilità principale, in cui di norma è più difficile trovare un lavoro dipendente, è più alta la quota di giovani che si creano o sono costretti a crearsi un lavoro – rileva -. Insomma, il fatto che in cima a questa particolare classifica ci siano Comuni di zone disagiate ci dice che i ragazzi, in mancanza di alternative di lavoro, valutano la possibilità di mettersi in proprio”.

In un’epoca caratterizzata da elevate quote di giovani NEET, persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione, i giovani dei comuni montani stanno indicando una possibile via di uscita. Un invito ai coetanei perché non rimangano inermi o disoccupati, ma si creino da soli un lavoro, diventando imprenditori. Nelle realtà urbane e nei comuni dove è più facile trovare lavoro viceversa la percentuale di giovani che fa impresa è più bassa: i comuni capoluogo che, vista la dimensione demografica, primeggiano per numeri assoluti di imprese giovanili, sono lontani dalle prime posizioni per incidenza percentuale: 58° Gorizia (201 imprese giovanili, incidenza 8,6%); 64° il comune di Udine (717, 8,5%), 65° Trieste (1.026, 8,4%), 97° Pordenone (322, 7,4%). Nella “top 20” l’unico grosso comune è Monfalcone (GO), al 17° posto con 198 imprese guidate da giovani (10,8%). Ci sono infine Comuni che imprese giovanili non ne hanno nemmeno una. E’ il caso di Cimolais (PN) e Montenars (UD) dove, su 28 e 22 imprese, nessuna è under 35.

Graziano Tilatti

 

Fig. 1. Incidenza percentuale di imprese giovanili sul totale delle imprese di tutti i settori nelle province e nella regione FVG al 31/12/2018

Fig. 2. Confronto tra l’incidenza percentuale nei settori di attività delle imprese giovanili e del totale delle imprese, regione FVG, 31/12/2018

Macrosettore % imprese giovanili % imprese totali Differenza
Agricoltura e attività connesse 11,6% 15,2% -3,6%
Attività manifatturiere, energia, minerarie 6,9% 10,6% -3,7%
Costruzioni 16,2% 15,4% +0,8%
Commercio 21,3% 22,5% -1,2%
Turismo 14,2% 9,0% +5,2%
Trasporti e Spedizioni 1,7% 2,6% -0,9%
Assicurazioni e Credito 3,3% 2,3% +1,0%
Servizi alle imprese 12,9% 14,5% -1,6%
Servizi alla persona e altre attività di servizi 11,9% 7,8% +4,1%
Totale Imprese attive 100,0% 100,0% 0,0%

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati Unioncamere-Infocamere

 

Fig. 3. Top 20 dei comuni del FVG per incidenza percentuale di imprese giovanili sul totale delle imprese di tutti i settori, al 31/12/2018

Rank % imprese giovanili Prov. Comune del FVG % imprese giovanili Numero imprese giovanili Numero totale imprese
1 UD CERCIVENTO 20,51% 8 39
2 UD SAN LEONARDO 17,44% 15 86
3 UD ARTA TERME 15,63% 20 128
4 UD PRATO CARNICO 15,15% 10 66
4 PN BARCIS 15,15% 5 33
6 PN CASTELNOVO DEL FRIULI 15,09% 8 53
7 PN CLAUZETTO 14,81% 4 27
8 UD PULFERO 14,29% 11 77
9 UD LUSEVERA 13,95% 6 43
10 PN PINZANO AL TAGLIAMENTO 13,68% 13 95
11 GO DOBERDO’ DEL LAGO 13,46% 7 52
12 UD ZUGLIO 12,90% 4 31
13 UD MALBORGHETTO VALBRUNA 12,63% 12 95
14 UD PAULARO 12,59% 17 135
15 UD RIGOLATO 11,11% 3 27
16 UD TRICESIMO 10,87% 61 561
17 GO MONFALCONE 10,81% 198 1.831
18 PN TRAVESIO 10,81% 12 111
19 PN FRISANCO 10,71% 3 28
20 PN SEQUALS 10,69% 17 159

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati Unioncamere-Infocamere

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In copertina, il presidente del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato-Imprese Udine, Enrico Todesco.