A Gradisca l’arte del selfie nel Medioevo, il murale di Pocenia e il Progetto Danza

GRADISCA D’ISONZO – In\Visible Cities – il festival multidisciplinari e diffuso che pone al centro dell’attenzione il dialogo tra le arti performative, i linguaggi digitali e gli spazi urbani – prosegue la sua tappa conclusiva a Gradisca d’Isonzo nel segno di importanti collaborazioni come quella con l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.
Monday (al Teatro Comunale, alle 20), parte del progetto “ARS. Arti Relazioni Scienze”, è il nuovo spettacolo che la compagnia Dynamis, ormai ospite affezionato, ha realizzato in proprio in collaborazione con Enea. Un lavoro ironico, divertente e surreale sulla necessità della riduzione del consumo di plastica. Una narrazione che in qualche modo proseguirà anche domenica con il laboratorio Autodafè, in cui i partecipanti, assieme ai Dynamis e a dei rappresentanti dell’Agenzia, elaboreranno delle narrazioni-opere d’arte donando una voce, una nuova identità, un nuovo significato agli oggetti di plastica presi in analisi. Altro appuntamento da non perdere sarà quello con “L’Arte del Selfie nel Medioevo. Le Rime Petrose, Giovanni Succi racconta il Dante che non ti aspetti” (alle 18 nel giardino della famiglia Rizzo, in viale Regina Elena 3). Un progetto di Giovanni Succi, frontman della band “Bachi da Pietra” e volto noto del rock più underground made in Italy, primo di due capitoli, il secondo, “La vendetta”, andrà in scena domenica. La sua è una proposta molto originale: un racconto-concerto rock su Dante e le sue “Rime Petrose”. Una narrazione a tratti spiazzante che condurrà il pubblico a incontrare un Sommo Poeta al di là di ogni stereotipo. Un Dante calato nel proprio tempo, e non nel nostro, come spesso si tende a fare, incredibilmente alle prese con l’amore carnale in un contesto del tutto terreno.
La serata si chiuderà alle 21.30 in largo Porta Nuova con la danza urbana di Arearea e la nuova produzione Cosmic Dancer, secondo capitolo della trilogia sulla musica della contestazione avviata nel 2020 con “Noi siamo il Tricheco…”, ospitata nel 2020 sempre da In\Visible Cities. Sempre oggi da segnalare anche il workshop a cura di Kaleidoscienza, Elektron lapis (alle 17.30 nel Cortile di Palazzo Torriani). Alle 18 in piazza Unità ci sarà invece la replica di Lapsus Urbano // Il primo giorno possibile, perfomance audioguidata in cuffia a cura di Kepler 452. Mentre dalle dalle 20.30 alle 23 sarà possibile vivere l’installazione di Katja Heitmann, For iTernity.

POCENIA – “Il mondo non è altro che una tela per la nostra immaginazione“. Prendendo spunto da questo aforisma del filosofo, scrittore e poeta dell’Ottocento statunitense, Henry David Thoreau, a Pocenia, per iniziativa dell’artista locale Valentina Bott, con il concorso di Manuela Burlina e il patrocinio del Comune, è stato progettato un Laboratorio di Street Art rivolto a famiglie o gruppi di amici che desiderano migliorare, con il proprio apporto, l’aspetto del muro di recinzione della scuola primaria del paese. Verrà colorato un murale già disegnato, su una parte del muro di Via Duca d’Aosta. Chi parteciperà dovrà armarsi di pennelli, secchi e quant’altro possa servire per dipingere e presentarsi, dopo la prenotazione obbligatoria, oggi 11 settembre, in fasce orarie che vanno dalle 8 alle 19, con turni di circa due ore. L’opera collettiva darà così un volto colorito ad un muro rovinato dal tempo e farà contenti sicuramente anche gli alunni della scuola elementare. Per concludere la giornata si potrà ordinare la propria cena solidale da asporto, preparata dall’associazione Insieme per un Sorriso. Il ricavato dell’iniziativa andrà completamente a favore di progetti benefici nel campo delle malattie oncologiche infantili. La manifestazione sarà in regola con la normativa anti Covid-19 (s.b.).

UDINE – Professionisti di fama nazionale e internazionale, insieme, per aiutare giovani danzatrici e danzatori a realizzare il proprio sogno: fare della loro passione una professione! Guarda lontano, la Compagnia Arearea, e lo fa credendo sempre più fermamente nel potenziale delle nuove generazioni a cui ha deciso di destinare il bando del nuovo corso di Alta Formazione in programma fra novembre 2021 e aprile 2022, a Udine. «Siamo partiti nel 2019 mettendoci in gioco in questo nuovo percorso che da subito si è dimostrato stimolante e bellissimo – hanno fatto sapere -. Il corso di Alta Formazione pone le premesse per un approccio professionale alla danza, ed è per questo che saranno necessarie delle solide basi da cui partire. Siamo certi che questo progetto non solo saprà stupirci ancora una volta, ma riuscirà a coinvolgere alcuni fra i migliori talenti del nostro Paese. Oggi più che mai, loro, noi, tutti, abbiamo bisogno di spazi adeguati per coltivare la passione per la danza». I candidati dovranno inviare, entro domani 12 settembre, via e-mail ad altaformazione.arearea@gmail.com, con oggetto della mail “Candidatura Alta Formazione”, tutta la documentazione richiesta dal bando, consultabile in forma integrale sul sito www.arearea.it. Entro lunedì 13 settembre saranno comunicati i nominativi degli ammessi alle selezioni in programma il 19 e il 26 settembre a Lo Studio, sede della Compagnia Arearea, a Udine in via Fabio di Maniago, 15. Entro sabato 2 ottobre saranno comunicati i nomi di coloro che hanno superato la selezione e che saranno ammessi al corso di Alta Formazione.
Il corso offrirà ai partecipanti un programma di studio, da novembre 2021 ad aprile 2022, suddiviso in 6 settimane di lavoro con cadenza mensile, per un totale di 175 ore. Al termine di ciascuna settimana è prevista anche una prova aperta: uno spazio di incontro con il pubblico, grazie al quale maestri e allievi avranno modo di mostrare il proprio percorso di crescita. A conclusione della formazione è anche in programma una settimana di autogestione durante la quale il gruppo realizzerà una performance autoriale che nei mesi successivi sarà programmata nell’ambito dell’AreaDanza_urban dance festival, organizzato da Arearea nei Borghi più belli d’Italia, in Friuli Venezia Giulia.
I maestri saranno artisti di palcoscenico che si distinguono, tra gli altri, per chiarezza linguistica e riconosciute esperienze pedagogiche in Italia e all’estero e, non ultimo, per una spiccata fiducia in una “danza danzata” e generosa: Marta Bevilacqua della Compagnia Arearea; Alessio Maria Romano della Compagnia AMR; Antonio Montanile; Antonella Bertoni della Compagnia Abbondanza/Bertoni; Marta Ciappina. A supportarli nel lavoro di coaching per il perfezionamento della tecnica ci saranno anche la Compagnia Arearea, Riccardo Meneghini, Irene Russolillo, Martina La Ragione. L’obiettivo è valorizzare la danza di ricerca, senza dimenticare i fondamenti della storia della danza e le basi tecnico/organizzative necessarie ai lavoratori dello spettacolo dal vivo. Il piano di studi prevedrà un programma che guarda la danza nel suo aspetto tecnico, teatrale, performativo e poetico, con percorsi d’improvvisazione con musicisti dal vivo, esplorazioni di Musei, visite a centri di produzione e di residenza della regione e un incontro conferenza con Silvia Poletti, giornalista e critica che collabora con le maggiori testate nazionali.

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In copertina la Compagnia Arearea; all’interno, Selfie nel Medioevo, la scuola di Pocenia e un esempio di street art, e Monday.

A Porzus il ricordo dell’Eccidio con omaggio a Marzona e Toros

di Gi Elle

“Quello di Porzus non fu un triste episodio che si svolse tra gente incattivita dagli eventi, in un angolo periferico della storia italiana e europea: fu un assassinio perpetrato con determinazione in un luogo cruciale dove andavano a scaricarsi le tensioni che l’Europa del Novecento stava vivendo, e che vide Bolla, Enea e i loro uomini eroici protagonisti”. E ancora: “La Giunta regionale proseguirà l’attenzione e l’impegno nella valorizzazione di Porzus, anzitutto perché lo merita l’Osoppo e lo meritano Paola Del Din, Cesare Marzona, Mario Toros e tutti gli altri che hanno fatto parte delle Brigate Osoppo, e perché qui passa la nostra storia, una storia che ha un significato molto più ampio di quanto possiamo pensare”.
Sono queste le parole del vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, durante la commemorazione ufficiale di quanto avvenne nelle malghe sopra Faedis, negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, con un impegno chiaro da parte dell’amministrazione regionale “a tenere d’occhio quello che accade qui intorno a Porzus, luogo dove si sono incrociate tante fratture della storia europea”.

L’omaggio ai Caduti, l’intervento del vicepresidente Riccardi e la chiesa gremita a Canebola.

Riccardi ha parlato nella parrocchiale di Canebola al momento conclusivo della commemorazione del 74° anniversario dell’Eccidio a Porzus. Tutto si consumò, infatti, fra il 7 e il 18 febbraio 1945 quando furono uccisi diciassette partigiani della Brigata Osoppo da parte di un gruppo di partigiani gappisti e comunisti: uno degli episodi più dolorosi e controversi della Resistenza.
L’intervento del vicegovernatore – come informa una nota Arc – ha preso avvio appunto con l’omaggio a Marzona e a Toros, che “ci hanno lasciato la scorsa primavera a poche settimane di distanza l’uno dall’altro, due personalità assai diverse ma verso cui i friulani hanno un grande debito di riconoscenza” ed è proseguito nel ricordo della visita in forma privata del presidente della Repubblica Francesco Cossiga e di quella ufficiale e definitiva del suo successore Giorgio Napolitano.
“Forse – ha osservato Riccardi – non abbiamo ancora compreso bene il significato di quel gesto: dopo decine di anni in cui si volle pervicacemente negare ciò che era avvenuto, la Repubblica in quel maggio del 2012 rese finalmente omaggio ai valorosi uomini di Bolla e Enea”. Valorosi, ha aggiunto il vicepresidente, “perché potevano cavarsela e scampare in qualche modo, invece decisero di mantenere fede al loro ideale e al loro impegno”.

Nel ricordare il sigillo conclusivo apposto dal presidente Napolitano su ciò che l’Osoppo prima e gli storici poi avevano sostenuto, “ovvero che gli osovani combatterono perché fosse preservata la Patria e la libertà per tutti”, Riccardi ha voluto fare cenno però anche ai lunghi anni del cono d’ombra. “Ancora nel 2008 Wikipedia dedicava poche righe alla voce ‘Eccidio malghe di Porzus’ ed erano righe che lanciavano un messaggio inquietante: dicevano che la Brigata Osoppo aveva tenuto un atteggiamento quantomeno equivoco verso fascisti e nazisti, in pratica dicevano che l’Osoppo se l’era andata a cercare”, ha ricordato il vicegovernatore aggiungendo che oggi la stessa Wikipedia dedica decine di pagine a questa pagina di storia incancellabile.
Citando i predecessori illuminati che hanno attribuito a Porzus il complesso ruolo e il profondo significato nella Storia – i presidenti della Regione come Alfredo Berzanti, testimone silenzioso, o come Antonio Comelli, che negli anni ’80 aveva autorizzato la Provincia di Udine ad acquisire le malghe, fino a Debora Serracchiani, che nel 2017 decise di affidare alla Osoppo la loro gestione -, il vicegovernatore Riccardi ha rinnovato l’impegno della Giunta Fedriga a continuare sulla strada della doverosa valorizzazione e della ricerca storica.

Le celebrazioni per il 74° anniversario avevano preso avvio a Faedis con il tributo ai Caduti delle associazioni combattentistiche e dei rappresentanti delle istituzioni – tra cui il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin che ha preso parte alla cerimonia con i consiglieri Cristiano Shaurli, Franco Iacop ed Elia Miani – a cui sono seguiti gli interventi del sindaco di Faedis, Claudio Zani, e del presidente dell’Associazione Partigiana Osoppo, Roberto Volpetti. Quest’ultimo, nel suo discorso – presente alla cerimonia il presidente provinciale dell’Anpi Dino Spanghero -, ha ricordato don Emilio De Roia, “gigante del Friuli di cui ricorre oggi il 27°anniversario della scomparsa” e l’arcivescovo Giuseppe Nogara, “l’uomo che era riuscito a parlare con tutti, che aveva salvato la vita a centinaia di persone, fra le quali anche Cesare Marzona”, ma che, ha sottolineato Volpetti, è “sempre dimenticato, quando non oggetto di accuse ingiuste”.
Rivolgendo a Riccardi il grazie per il sostegno che la Regione ha dato e continuerà mantenere per il Monumento nazionale di Topli Uorch, Volpetti ha quindi ringraziato anche l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli, “presente alla cerimonia certo per dovere istituzionale ma anche per un doveroso atto di ricordo e omaggio alla mamma Rita, partigiana osovana di Polcenigo”.

A Canebola, dopo la messa concelebrata da don Gianni Arduini, ha preso la parola a nome dell’Apo la Medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din; al suo commosso contributo sono seguiti gli interventi del sindaco di Udine Pietro Fontanini, di Francesco Tessarolo per la Federazione dei Volontari per la libertà, dell’onorevole Roberto Novelli e infine la relazione dello storico Tommaso Piffer.

L’assessore regionale Gibelli con Miani e Volpetti.

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In copertina, l’omaggio al monumento.

(Foto Regione Fvg)