Endometriosi, quattro giorni in Vespa attraverso cinque regioni italiane per diffondere un importante messaggio: il via giovedì mattina a Pravisdomini e il ritorno in Friuli domenica a Latisana

È stato battezzato “Endo-Respect”: è un progetto nazionale di sensibilizzazione ideato dall’Associazione Endometriosi Fvg OdV, che da oltre 26 anni supporta le donne che convivono con l’invalidante patologia. Fra il 29 gennaio e il 1° febbraio prossimi due appassionati vespisti – Alberto Rorato e Andrea Battistel, noti per i loro tour a fini sociali, raccontati dalla pagina Fb “In Viaggio con Andrea ed Alberto” – percorreranno un lungo itinerario fra il Nord e il Centro Italia in sella alle loro Vespe, appunto, per comunicare l’importanza della prevenzione e della conoscenza.
La partenza è in programma giovedì da Pravisdomini, in provincia di Pordenone; nello stesso giorno Alberto e Andrea arriveranno a San Giorgio di Piano (Bologna), mentre il 30 gennaio saranno a Lucca e il 31 a Savona. Il primo febbraio, infine, raggiungeranno Monselice, nel Padovano, e da ultimo Latisana, in Friuli, dove il tour si chiuderà domenica con un incontro di sensibilizzazione aperto alla cittadinanza.
«Entreranno in contatto con associazioni, enti locali, società sportive, rappresentanti di istituti scolastici», spiega Sonia Manente, presidente del sodalizio promotore del tour, che rispecchia la mission dell’Associazione Endometriosi FVG OdV, da quasi tre decenni impegnata costantemente per informare e formare la popolazione in relazione ad una patologia complessa, dalle molteplici conseguenze, e per spiegare come affrontarla. «Per i due vespisti – aggiunge la presidente – il viaggio rappresenta una sfida e una missione insieme: un percorso lungo e intenso, fatto di chilometri e incontri, con l’impegno di portare il messaggio “EndoRespect” nei territori attraversati». Cinque, come accennato, le Regioni coinvolte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Veneto: tutte hanno concesso il proprio patrocinio a EndoRespect, insieme alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ai Comuni toccati dall’itinerario, a Federsanità Anci Nazionale e Federsanità Anci Fvg, Distretti e varie sezioni di FIDAPA BPW e a numerose altre realtà che hanno riconosciuto l’importanza del messaggio trasmesso del progetto.
Durante il tour i vespisti consegneranno ai rappresentanti di enti e associazioni una copia del racconto “La Fenice Sgangherata”, di Sara Segat: «Nasce – spiega l’autrice – per dare parole a ciò che spesso resta invisibile. Distribuirlo nel corso del viaggio è un modo semplice per dire che il dolore esiste e merita rispetto».
«Il tour – aggiunge Manente – si prefigge lo scopo di rompere il silenzio che ancora avvolge malattie come l’endometriosi e l’adenomiosi, diffondendo la cultura del rispetto, della gentilezza e dell’educazione alla salute e all’affettività. Obiettivo è raggiungere più luoghi, anche quelli vissuti dai ragazzi, come scuole e associazioni sportive, per far sì che le tematiche in questione non restino confinate negli spazi sanitari e per diffondere una consapevolezza che possa crescere nei gesti e nelle parole di ogni giorno. L’auspicio, poi, è che i Comuni aderenti prendano in considerazione la possibilità di collocare sul proprio territorio una panchina rinnovata di colore giallo, il colore dell’endometriosi, posizionandovi una targa con un messaggio dedicato, come forma di sensibilizzazione sulla patologia».

Per info, contatti e indicazioni si può inviare una mail a info@endometriosifvg.it o consultare il sito e le pagine social dell’Associazione Endometriosi.

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In copertina, i vespisti Alberto Rorato e Andrea Battistel protagonisti del viaggio in Italia da giovedì a domenica.

Sanità, al Policlinico Città di Udine il “bollino rosa” per il bienno 2026-2027. L’impegno per la salute della donna

Il Policlinico Città di Udine ha ottenuto per la prima volta il Bollino Rosa della Fondazione Onda Ets per il biennio 2026-2027: viene assegnato alle strutture sanitarie che offrono servizi di prevenzione, diagnosi e cura, non solo delle specifiche problematiche di salute femminile, ma anche di quelle patologie trasversali a uomini e donne, per cui vengono realizzati percorsi ospedalieri “in ottica di genere”. I 370 ospedali premiati con il Bollino acquisiscono un valore distintivo e differenziante nel panorama sanitario nazionale: Policlinico Città di Udine entra così in una rete virtuosa, istituzionalmente riconosciuta, contraddistinta per l’impegno e l’attenzione alle esigenze di salute femminile e il supporto offerto alle donne nell’identificazione consapevole del luogo di cura più appropriato.

Una mamma in attesa.

Per offrire un percorso completo di prevenzione, diagnosi e cura dedicato alle specifiche esigenze di salute della donna in ogni fase della vita, il Policlinico ha recentemente aperto il Centro Menopausa. Si tratta di un ambulatorio multidisciplinare che affronta questo delicato momento della vita femminile con un approccio strutturato e completo che comprende ginecologi specializzati, medici esperti nel metabolismo dell’osso ed endocrinologi e prende in carico la salute della paziente a 360 gradi. Si parte da un’approfondita visita ginecologica in base alla quale lo specialista stabilisce le ulteriori eventuali indagini da fare (ecografia, isteroscopia, mammografia, esami del sangue, densitometria ossea) che possono coinvolgere, a seconda dei casi, una serie di altre specialità: oltre all’endocrinologia, anche reumatologia, cardiologia e radiologia per una valutazione complessiva della salute, diversa per ogni donna.
Completamente nuovi anche gli ambulatori dedicati alla Senologia: sono stati spostati allo stesso piano della diagnostica per immagini e quindi accanto alle stanze dedicate alla mammografia con una nuova sala d’attesa dedicata. In questo modo le pazienti possono eseguire con comodità mammografia, ecografia al seno e ricevere il referto finale senza spostarsi all’interno della struttura.
Policlinico dedica particolare attenzione anche alle patologie del pavimento pelvico, alla prevenzione, diagnosi e cura dell’osteoporosi e alle patologie che riguardano donne in età fertile come endometriosi o lesioni (miomi, fibromi, polipi, ecc.) che vengono trattate con procedure endoscopiche avanzate sia con un approccio chirurgico ambulatoriale mininvasivo sia con un approccio laparoscopico. Tale approccio chirurgico ha un ulteriore fondamentale obiettivo: preservare la fertilità della donna in modo da garantirle la possibilità di portare avanti una gravidanza nell’immediato o nel futuro. Il reparto di ginecologia, infatti, lavora in stretta sinergia con quello di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) del Policlinico. Da segnalare, infine, che la struttura di viale Venezia è l’unico centro in Friuli Venezia Giulia ad offrire alle coppie la diagnosi preimpianto sull’embrione, un test genetico effettuato sulle blastocisti prima di trasferirle in utero.

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In copertina e qui sopra due immagini del Policlinico Città di Udine.

Endometriosi e crioconservazione: focus sulla salute della donna mercoledì a Visco

Focus sulla salute della donna e sulla crioconservazione, mercoledì 4 giugno, a Visco, dove l’Associazione Endometriosi Fvg Odv (in collaborazione con il Comune, nella figura del sindaco Elena Cecotti) proporrà una serata informativa cui parteciperanno anche l’assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi e il presidente del Consiglio Fvg Mauro Bordin: patrocinato dalla Federsanità del Friuli Venezia Giulia, dall’Ordine dei medici di Udine, dal Comune di Visco, dal Club Unesco di Udine e dalla sezione di Visco e Palmanova dell’Associazione friulana donatori di sangue, il convegno “Il tuo dolore ha un nome” traccerà una panoramica sugli sviluppi nelle cure di patologie croniche femminili estremamente diffuse e fortemente invalidanti quali endometriosi, vulvodinia e adenomiosi, spiegando quali siano le strategie di contrasto, e riserverà un’attenzione speciale alla crioconservazione degli ovociti, appunto, ribadendo la richiesta di renderla possibile – in Friuli Venezia Giulia – anche per le donne affette da endometriosi.
«E’ fondamentale – afferma la presidente dell’Associazione Endometriosi, Sonia Manente – che venga riconosciuto tale diritto, come già avviene in altre regioni italiane, il Veneto per esempio. La recente modifica della legge nazionale 40 ha reso possibile questa importante opportunità, garantita da tempo alle donne che devono affrontare patologie oncologiche. L’endometriosi è una malattia cronica e invalidante che può compromettere seriamente la fertilità: per questo è fondamentale poter agire in anticipo». I lavori si apriranno alle 20.30, nella sala conferenze del Museo sul Confine, in via Borgo Piave 22.
«È un evento di grande importanza – aggiunge il sindaco Elena Cecotti -, non solo per il territorio comunale, che ben volentieri ha accolto la proposta di ospitare questa serata, ma per l’intera regione. L’endometriosi è una patologia di cui purtroppo si sa ancora troppo poco e occasioni di sensibilizzazione sono indispensabili per far conoscere ed approfondire una tematica sempre più rilevante. Un ringraziamento alla presidente Manente per l’impegno costante ed instancabile».
All’intervento introduttivo della presidente Manente e ai saluti delle autorità ospiti seguiranno i contributi delle ginecologhe Simona Melazzini ed Elena Perin (entrambe in forza alla Soc di Ostetricia e Ginecologia degli ospedali di Latisana e Palmanova), dei fisiatri Andrea Celia (direttore Soc Riabilitazione intensiva precoce Gervasutta – Asufc) e Valeria Dialti, della stessa unità, e di Gabriella Zito, dirigente SCR fisiopatologia e della riproduzione umana all’ Irccs Burlo Garofolo di Trieste: “Crioconservazione: gameti femminili: a chi e per quale motivo” il titolo del suo intervento.