Medicina generale, diagnostica negli ambulatori: in Fvg stanziati 5 milioni

Esami diagnostici di primo livello (elettrocardiogrammi, ecografie e spirometrie) negli studi di medicina generale: in arrivo per il Friuli Venezia Giulia 5 milioni di euro dopo che il ministro della salute, Roberto Speranza, ha firmato il decreto attuativo delle misure già previste dalla Manovra 2020. Soddisfazione da parte della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), maggiore sindacato nazionale del settore che in Friuli Venezia Giulia conta più di 300 iscritti. Per il segretario regionale, dottor Fernando Agrusti, «si tratta di un passaggio importante che permetterà di essere ancora di più al fianco del paziente e che di fatto proietta il nostro ruolo verso il futuro, in cui sarà sempre più fondamentale poter realizzare questi esami presso gli studi dei medici di medicina generale, per una sanità di prossimità che saprà offrire risposte migliori alla domanda di salute dei cittadini. In tal senso, ora il passo ulteriore, oltre all’acquisto dei macchinari, è quello di dare vita a dei microteam, dove più medici condividono le strumentazioni per esami di primo livello, in modo da non lasciarli sottoutilizzati, supportati da personale infermieristico e amministrativo. Per quello amministrativo in Friuli Venezia Giulia è già stato firmato a marzo 2022 l’accordo che ha portato allo sblocco delle indennità per i collaboratori di studio. Ora confidiamo che un passo ulteriore si possa fare per il personale infermieristico».

Fernando Agrusti


«Una battaglia che Fimmg sostiene da anni – aggiunge il segretario nazionale, Silvestro Scotti – trovando anche grande sensibilità politica e impegno da parte del ministro Speranza”. Nel 2019, è bene ricordarlo, la Manovra di bilancio per il 2020 aveva stanziato per la diagnostica di primo livello negli studi dei medici di famiglia 235 milioni di euro. “Una prima versione del decreto era già stata firmata a gennaio 2020 dal ministro Speranza, che ringrazio – prosegue Scotti – e mostrava l’impegno suo e del Ministero con l’obiettivo di potenziare il territorio già in epoca pre Covid, senza poi trovare un ok in Conferenza Stato-Regioni. A maggio di quest’anno la ripresa dell’iter, interrotto dall’emergenza Covid, si è legata ad alcune modifiche minime e quindi ad una nuova versione del decreto che ora è arrivato al sì definitivo anche alla luce delle necessità derivate dal Pnrr e del rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale della medicina generale».

 

Udine, la pandemia pesa sul bilancio della Quiete ma non sul suo patrimonio

Il bilancio 2021 de La Quiete chiude con un segno meno di 1.029.478 di euro: si è passati, infatti, da un fatturato di 18.111.100 di euro nel 2020 ai 15.672.501 del 2021. Approvato all’unanimità dal consiglio di amministrazione, il bilancio fa segnare una perdita fisiologica dovuta all’impatto della pandemia che però non va ad intaccare il patrimonio della Asp che resta di 8.943.000 euro: per pareggiare il conto di esercizio, infatti, sono state utilizzate le riserve di utili degli esercizi precedenti, pari a 1.170.000 di euro.
«Il 2021 è stato indubbiamente un anno difficile – spiega il presidente Alberto Bertossi -, scontiamo i costi dovuti alla pandemia (dispositivi dpi, sanificazione, pulizie), ma soprattutto la diminuzione dell’occupazione dei posti letto della casa di riposo che, nel picco più basso, ha fatto registrare 280 posti occupati a fronte dei totali 408, con una flessione del 18,8% su base annua. A differenza di altre realtà del settore il cui personale è appaltato a ditte esterne, gran parte del nostro personale infermieristico è dipendente della Asp, mentre gli Oss dipendono nella quasi totalità alla Fondazione Morpurgo Hofmann: per non mettere in difficoltà i lavoratori in un periodo già faticoso, non abbiamo chiesto cassa integrazione per nessuno».
All’emergenza Covid si sono aggiunti gli effetti dei lavori di efficientamento energetico dell’edificio centrale che sia affaccia su via Sant’Agostino (rifacimento del cappotto, sostituzione degli infissi e allargamento degli spazi interni dedicati agli ospiti): appaltati a novembre 2020 dal precedente cda e iniziati a maggio 2021, hanno portato via ben 40 posti letto.
«I lavori dovrebbero terminare tra un mese e le prospettive per il 2022 sono positive – continua Bertossi –, già l’ultimo trimestre 2021 ha dato segnali incoraggianti e, ad oggi, registriamo nuovamente la piena occupazione dei posti letto con una piccola lista d’attesa: ci aspettiamo quindi una gestione in linea con gli anni pre-Covid. Dati gli ottimi rapporti con la Regione e con l’Azienda Sanitaria, sono fiducioso che ci sarà la medesima attenzione già dimostrata per i ristori degli oneri di gestione della pandemia e per i posti letto non occupati, come già successo per quelli 2020 ristorati durante esercizio 2021».

—^—

In copertina, un’immagine della Quiete la principale casa di riposo di Udine.

 

Nimis, la Protezione civile ora affidata a Sergio Meinero cerca nuovi volontari

di Giuseppe Longo

Da alcune settimane il Gruppo comunale della Protezione civile di Nimis ha un nuovo coordinatore: è Sergio Meinero che ha preso il posto di Renato Zanatta. E venerdì prossimo, 10 dicembre, dopo le formalità richieste per l’avvicendamento e per il passaggio delle consegne, si terrà la prima riunione, alla quale sono invitati – l’appuntamento è alle 20.30 nella sala consiliare del Municipio – tutti i volontari e gli interessati a questo benemerito servizio, nato in Friuli all’indomani del terremoto del 1976: prima non esisteva in tutt’Italia, per cui la nostra regione si dimostrò veramente lungimirante. Nell’invito formulato dal Comune di Nimis si ricordava che «un volontario della Protezione Civile vuole aiutare la comunità, salvaguardare il territorio dove vive, far parte di un gruppo di persone normali che fanno cose eccezionali, essere formato e pronto ad aiutare in caso di emergenze». In altre parole, «ognuno collabora in base alle proprie esperienze, capacità e disponibilità” perché “sono tante le mansioni che si possono svolgere all’interno del Gruppo: per tutti sono previsti corsi di formazione. Dai corsi di fuoristrada a quelli di elicooperazione, uso in sicurezza di una motosega, a quelli per preservare i beni culturali in caso di emergenza o montaggio tende, sono tanti i modi per imparare a dare una mano». Inoltre, durante la riunione di venerdì saranno illustrate tutte le novità sul funzionamento del Gruppo la cui sede è in via Giacomo Matteotti, di fronte alla ex Latteria.

Volontari davanti alla sede.

Il nuovo coordinatore, Sergio Meinero appunto, era stato nominato ufficialmente con decreto del sindaco di Nimis il 17 novembre scorso, dopo la rinuncia di Renato Zanatta, al quale la civica amministrazione ha espresso riconoscenza per «l’impegno e la dedizione assicurate». Zanatta, «nominato ai tempi dell’amministrazione di Walter Tosolini – ha scritto di lui Gloria Bressani -, si è sempre prodigato al massimo delle sue forze e con grande spirito di servizio per far fronte ad ogni emergenza si presentasse nel territorio del nostro Comune. A lui vanno i nostri più grandi ringraziamenti per il lavoro svolto in questi anni, in particolare gli ultimi, in cui l’emergenza Covid ha colpito anche il nostro paese, creando situazioni nuove da affrontare: sia Renato Zanatta che il Gruppo di volontari da lui guidato non si sono mai tirati indietro per fare in modo che non mancasse ai nostri concittadini, specie anziani, una medicina o la spesa. Siamo sicuri però – ha aggiunto con belle e grate parole il primo cittadino – che la ricompensa più grande per il lavoro svolto per lui sia stata garantita, oltre che dai diversi ringraziamenti ricevuti, dal sorriso di qualche anziano a cui è stato dato aiuto e dal sollievo dei malati a cui è stato prestato soccorso, e anche dalla allegria con cui i bambini, durante il lungo e buio periodo di lockdown, hanno avuto le loro uova di Pasqua, distribuite casa per casa dai volontari. Renato Zanatta continuerà a fare parte, come volontario, della grande squadra della Protezione civile. Gli auguriamo un futuro sereno e un grande successo per le iniziative che vorrà prendere».

Renato Zanatta

Dunque, ora si apre nuova nuova fase, quella appunto con la guida di Sergio Meinero – attivo anche nell’ambito della Croce rossa italiana -, per la nomina del quale «il 15 novembre scorso, i volontari hanno espresso il loro nullaosta». Meinero assume quindi «il ruolo di responsabile e principale referente delle attività dei volontari del Gruppo sia in tempo ordinario che durante le emergenze”. La nota municipale ricorda che il “Gruppo comunale volontari Protezione civile non ha scopo di lucro, è apolitico e persegue finalità esclusivamente connesse alla solidarietà, alla diffusione della cultura della prevenzione ed alla tutela della popolazione e del territorio. Coadiuva il sindaco nelle attività di previsione, prevenzione, soccorso e superamento dell’emergenza. Possono aderire al Gruppo comunale volontari le persone dai 16 anni – quando però minorenni previa assunzione di responsabilità da parte dell’esercente la potestà genitoriale e comunque mai impiegate in attività di emergenza – ed anche coloro che sono iscritti ad altre associazioni di volontariato. Per potersi iscrivere occorre presentare apposita domanda. Ai volontari sono assicurati formazione, addestramento, anche attraverso esercitazioni periodiche, nonché adeguato equipaggiamento, dispositivi di protezione individuale compresi». A Sergio Meinero e a tutti i volontari il sindaco e la sua giunta esprimono «un ringraziamento e l’augurio di buon proseguimento». Con la speranza, è appena il caso di aggiungere, di non aver mai bisogno del loro aiuto in momenti di gravi difficoltà ed emergenza. La loro attività infatti è preziosa già nella vita ordinaria, tante sono le occasioni in cui possono esprimere la loro professionalità e dedizione. E allora tanti auguri di buon lavoro, ma che pure nuove forze, giovani, si avvicinino al Gruppo al fine di renderlo sempre più disponibile ed efficiente a beneficio della comunità. Lo possono fare proprio durante la riunione del 10 dicembre.

L’appello di Comune e Pc di Nimis.

—^—I

In copertina, Sergio Meinero mentre riceve un riconoscimento dal sindaco di Lignano Sabbiadoro Luca Fanotto.

Anche l’economia Fvg sta ripartendo: da Pordenone un messaggio di fiducia

(g.l.) Ricostruire, ripartire, rinascere. Come dire, una premiazione all’insegna della ripartenza, della ricostruzione e della rinascita affinché anche il Friuli Venezia Giulia possa guardare con rinnovata speranza ai prossimi mesi e anni, dopo la durissima esperienza del Coronavirus e i gravi danni che l’emergenza sanitaria ha inferto al tessuto economico: finalmente si comincia a intravvedere la luce in fondo al lungo e insidioso tunnel pandemico, per cui si può guardare con maggiore fiducia al futuro, appunto sulla base delle tre R enunciate dal giornalista Federico Rampini. In quest’ottica e con questo spirito è avvenuta l’edizione 2021 della Premiazione dell’Economia e dello Sviluppo, cerimonia storica dell’ente camerale udinese, entrata ora a pieno diritto nel patrimonio comune della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

Giovanni Da Pozzo

Massimiliano Fedriga

Carlo Cottarelli

Come già annunciato, si è partiti con una novità, dopo questa lunga pandemia che aveva fatto saltare anche l’edizione 2020 della cerimonia. Per la prima volta, la Premiazione si è infatti tenuta a Pordenone, al Teatro Verdi, dove sono stati ospitati i 36 premiati di quest’anno simbolico, assieme al pubblico formato dai principali rappresentanti delle istituzioni, delle categorie produttive e dell’economia, nonché di parenti, amici e sostenitori dei premiati raccolti per festeggiarli. Per la prima volta, inoltre, la cerimonia è stata anche trasmessa in diretta streaming, sul sito (inaugurato nuovo proprio a inizio 2021) della Camera di Commercio www.pnud.camcom.it e sui canali social dell’ente, consentendo così anche a chi non è potuto intervenire in presenza, visto anche il contingentamento degli ingressi per le disposizioni anti-Covid, di partecipare a questo “abbraccio” virtuale al saper fare e al talento imprenditoriale del Friuli.

«È stato un anno e mezzo durissimo, puntellato di “stop” forzati a tante attività economiche, linfa vitale della nostra società, nonché ai tanti eventi e manifestazioni che arricchiscono e vivacizzano le nostre vite», ha ricordato il presidente camerale Giovanni Da Pozzo nel suo intervento introduttivo, dopo il saluto del sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani. «Questo nuovo avvio, a Pordenone, vuole essere anche un segno dell’ottima armonizzazione tra le precedenti realtà camerali dei due capoluoghi – ha continuato Da Pozzo –: a distanza di tre anni dall’accorpamento, siamo ora una Camera unita, che sa però mantenere, valorizzare e potenziare le singolarità e le eccellenze specifiche di ciascuno dei territori che rappresenta. Il lavoro che abbiamo compiuto insieme sta dando i suoi frutti e ci permette di presentarci ora come un ente coeso e al passo con i tempi, un ente che rappresenta oltre il 90% del territorio e quasi l’80% dell’economia di tutta la regione e che opera con l’obiettivo di aiutare le imprese e il territorio a crescere. Siamo una realtà importante che si pone come interlocutore primario della Regione, con il suo ruolo di rappresentanza delle imprese e la sua visione strategica e di relazione, garantita anche dalla nostra presenza in una trentina di partecipate di tutti i comparti economici». Concetti rimarcati anche dal vicepresidente Michelangelo Agrusti, che nel consegnare all’assessore competente, Riccardo Riccardi, la Targa dell’Eccellenza in encomio al Sistema sanitario Fvg nella gestione Covid, ha ricordato come durante l’emergenza Covid l’industria abbia «tenuto in piedi il Paese», sottolineando il raccordo costante e completo con la Regione Fvg. Per la quale è intervenuto il presidente Massimiliano Fedriga che ha evidenziato l’importanza di riproporre un evento come la Premiazione, possibile in questo momento grazie a strumenti come i vaccini e il green pass.

Il palco durante le premiazioni.

Fedriga ha evidenziato l’importanza di spiegare ai cittadini che solo insieme la battaglia si vince, al di là di ogni complottismo. È necessario – ha sottolineato – continuare a lavorare con forza insieme per sconfiggere la pandemia fuori da ogni disinformazione. Non alimentiamo scontri ma raccontiamo, spieghiamo e accompagniamo i cittadini a fare le scelte corrette. Il governatore ha ricordato le scelte effettuate dall’Amministrazione regionale in pandemia, non facili in un contesto inedito ma orientate a tutelare la salute dei cittadini e l’economia, preservando i posti di lavoro. Ha poi rilevato le misure strutturali messe in campo dalla Regione a favore delle imprese, ma ha dato a queste ultime il merito per i dati positivi che raccogliamo oggi. Il capo dell’esecutivo regionale ha poi passato in rassegna le principali sfide cha abbiamo davanti tra cui quella della occupazione. Un fenomeno che mostra una richiesta delle imprese di professionalità che non si riesce a colmare con la disoccupazione esistente, da qui la necessità di rafforzare i percorsi formativi specifici sulle esigenze delle aziende così da dare risposte alle persone e al mondo del lavoro. La seconda sfida riguarda l’approvvigionamento di materie prime. Su questo tema il governatore ha espresso l’importanza di un intervento dell’Ue per difendere la filiera produttiva europea. In prospettiva, serve una politica europea capace di riportare in Europa le produzioni essenziali.
Infine, la sfida del Pnrr, le cui risorse vanno spese con la consapevolezza che non sono regalate; quindi c’è una doppia responsabilità. Per utilizzarle al meglio serve una forte alleanza istituzionale e in quest’ottica il presidente Fvg ha auspicato che il Governo nazionale coinvolga i territori e ha rilevato come buona parte del Pnrr sia incentrato sulla sostenibilità che tuttavia non deve essere solo ambientale, ma anche economica e sociale. Infine, ha esortato il mondo economico e produttivo a continuare a scrivere assieme il percorso per la crescita e lo sviluppo della nostra regione.

Una visione del Teatro.

Ospite d’onore della Cerimonia 2021 è stato l’economista Carlo Cottarelli, che ha offerto un’analisi economica dopo quest’anno e mezzo di pandemia, con le possibili direttrici per il futuro. «La spinta all’economia data dai Paesi di tutto il mondo è stata enorme, per questo è stata in grado di riprendersi rapidamente in questi ultimi mesi. L’impressione è che si sia anche andati oltre con queste politiche espansionistiche, ma la ripresa, per Cottarelli, è in corso e anche a velocità più elevata del previsto. «Se non ci sono sorprese – ha ribadito – il Pil nel primo trimestre del 2022 dovrebbe aver recuperato il livello pre-Covid». E per sorprese, Cottarelli ha citato l’eventuale rischio di un ritorno alle chiusure, ma «fortunatamente – ha chiosato – ora ci sono vaccini e green pass a contrastarle». Per l’Italia cominciano allora le vere sfide. Cosa succede dopo politiche così espansive? «Non possiamo semplicemente tornare al 2019 – ha ribadito l’economista –, perché il 2019 concludeva il peggiore ventennio economico del Paese, con crescita zero, cosa che non era mai successa dall’Unità d’Italia». Per Cottarelli, per portare l’Italia sul terreno della crescita c’è bisogno di mettere in campo il piano di riforme che è nel Pnrr. Funzionerà? La strategia è quella giusta? Secondo Cottarelli sì. Ma serve semplificare, non solo per ciò che è inserito nel Pnrr: le semplificazioni, sottolinea il professore, vanno fatte sistematicamente. Riformare la Pa e digitalizzarla è inoltre necessario e fondamentale e lo Stato deve creare le condizioni perché le imprese trovino conveniente investire in Italia, riducendo e semplificando la burocrazia e realizzando migliori infrastrutture, oltre che lavorando sulla grande area degli investimenti in conoscenza e capitale umano. «Il futuro rimane nelle nostre mani – ha concluso Cottarelli –. Cerchiamo di sfruttare un’occasione che non si ripresenterà».

 

I PREMIATI

Targhe dell’Eccellenza

Sistema sanitario della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Bryan Cristante
Bernardino Ceccarelli (alla memoria)
Stefano Miani

Riconoscimenti speciali

Planet Automation srl
Altur srl
Cooperative Riunite di Ziracco e Remanzacco Società Cooperativa a r.l.
Antonella Colutta
Dina Della Schiava

Riconoscimenti

“Falegnameria Rizzotti” di Orlando Paolo
Trattoria Da Nando di Buran Isolina & C. snc
Aerotecnica srl
Marian Enache
Caterina Clochiatti
Anna Acremoni

Iniziativa imprenditoriale

Industria

Bortolin Kemo spa
Bouvard Italia spa
Mabi International spa
Pettarini srl
Rimorchi Bertoja spa

Commercio e turismo

Bertanza & C. srl
Comelstile snc di Scarabelli Cristian & C
Gestioni Vicky srl Pettarini srl
Latep. di Luccon Vallì
Prade Tecla Erboristeria
Otto srl
Shop-O-Rama srl
So.f.i.s. – Società Fashion Italiana Servizi srl
Cooperazione
Friul-Clean Soc. Coop. a r.l
Agricoltura
Corte Tomasin di Tomasin Ellis
Gelisi Sergio
Artigianato
Coltellerie Maserin snc di Maserin Gianfranco & C.
De Nardo Ilarlo
Grindtec srl
Nuova Contec srl
Segnoprogetto srl

È stata inoltre presentata una targa in onore alle vittime del Covid che sarà esposta nelle due sedi camerali, di Udine e Pordenone.

—^—

In copertina, un momento della cerimonia dei premi dell’economia tenutasi ieri al Teatro Verdi di Pordenone.

CiviBank supera la prova Covid: volano gli utili sostenendo famiglie e imprese

(g.l.) «Ci siamo trovati tutti ad affrontare una situazione che non potevamo prevedere: quello di marzo 2020 e del lockdown è stato un periodo che ha segnato profondamente tutto il Paese, a livello sociale ed economico»: sono le parole con cui Michela Del Piero, presidente di CiviBank, commenta il bilancio dello storico Istituto di credito di Cividale, maturato in un anno straordinario – in senso negativo, s’intende – ma che registra, nonostante tutto, solidità e redditività in espansione.
CiviBank, unica banca cooperativa indipendente, conferma dunque un trend di crescita anche nel 2020, nonostante le difficoltà generate dalla crisi economica derivante dalla pandemia. Il consiglio di amministrazione dell’Istituto cividalese ha approvato, infatti, gli schemi di bilancio al 31 dicembre 2020, con dati molto positivi: l’utile netto ha preso letteralmente il volo registrando un incremento del +148,2% rispetto al 2019, passando da 2,7 milioni di euro a 6,8 milioni. Ulteriore rafforzamento degli indici di solidità della banca che sorge alle porte della città longobarda: confermato il trend di crescita registrato negli ultimi anni rispetto alla solidità patrimoniale, con il Cet1 2020 che si attesta al 15%. Anche la qualità degli attivi migliora, con i crediti deteriorati che registrano una forte riduzione (-22,4% rispetto a dicembre 2019).
«C’è grande soddisfazione – afferma pertanto la presidente Del Piero – nel vedere dei trend positivi confermati perfino in questo contesto, nel quale CiviBank ha continuato a fornire sostegno alla clientela, fatta di famiglie e imprese. Grazie al grande impegno delle nostre persone, attraverso tutte le nostre filiali ed i collaboratori, siamo riusciti a rendere sempre più visibile il nostro supporto per il territorio».

Il direttore generale Mario Crosta.

Sostegno per famiglie e imprese – Il contesto del 2020 è stato eccezionale e imprevedibile, con necessità radicalmente mutate per famiglie e imprese. CiviBank ha confermato il proprio sostegno per territorio, con un +8,4% di finanziamenti erogati rispetto al 2019, per un totale di 661 milioni. In particolare le aziende del Nordest hanno trovato nella banca cividalese un valido sostegno per affrontare la pandemia: +19,3% di nuovi finanziamenti per le Pmi, per un valore totale di 485 milioni di euro. Il trend di supporto alle famiglie non è stato lineare nei dodici mesi: a fronte di una contrazione dei consumi e dei relativi finanziamenti per le famiglie nella prima parte dell’anno, il quarto trimestre 2020 segna una forte crescita, pari a 14,3% trainata in particolare dai mutui.

Vicinanza al territorio in tempi di pandemia – Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, CiviBank ha accolto 5350 richieste di moratoria su mutui e finanziamenti, per un importo complessivo di 723 milioni di euro. Di questi, 574 milioni sono relativi a richieste giunte dalle imprese, mentre il valore delle moratorie concesse alle famiglie si attesta a 149 milioni. Il “congelamento” di questi finanziamenti è una boccata d’ossigeno per tutto il tessuto sociale e produttivo, colpito duramente dal lockdown e dalle chiusure causate dal Coronavirus.

Fiducia dei clienti – Il patrimonio totale affidato alla Banca di Cividale (raccolta complessiva) si attesta a 4.232 milioni di euro, con una crescita del +10,7% rispetto al 2019 – un trend che conferma la fiducia dei clienti nell’Istituto e nella sua capacità di preservare e investire il risparmio. La liquidità su conti correnti e conti deposito (raccolta diretta) è incrementata del 13,8%, per un totale di 3.070 milioni di euro.

L’Istituto di credito – CiviBank è nata nel 1886 come Banca Cooperativa di Cividale. I suoi fondatori, visto lo spirito laborioso dei cividalesi e le necessità oggettive di un territorio che aveva bisogno di sostegno, hanno fondato l’Istituto ispirati dai principi del mutualismo e della cooperazione. Nel 2018 la Banca di Cividale diventa CiviBank, per celebrare le sue radici che affondano nella città di Cividale, ma anche per celebrare la centralità della comunità, tramite il suffisso “Civi”. “Bank” rafforza la mission aziendale e comunica modernità, futuro e apertura all’era digitale, prospettando un contatto con gli utenti sempre più diretto e trasparente. Oggi CiviBank è una società cooperativa per azioni con 16 mila soci-azionisti, oltre 600 dipendenti e con sportelli operativi in 8 province del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.

La sede centrale a Cividale.

—^—

In copertina, Michela Del Piero presidente di CiviBank.

 

Alzheimer e assistenza domiciliare: la De Banfield si appella alla Regione

E’ sempre più necessaria una legge regionale che riconosca l’importanza dell’assistenza domiciliare alle persone gravemente ammalate. E’ quanto sollecita anche la onlus triestina Goffredo De Banfield-Casa Viola, una delle quattro realtà a livello nazionale a fare parte di Eurocarers, Associazione non governativa incentrata sulla figura del caregiver, ovvero chiunque si prenda stabilmente cura, in maniera non retribuita, di una persona con disturbo cronico, disabilità e non-autosufficienza: nel caso della De Banfield principalmente le persone affette da demenza e malattia di Alzheimer. Creare una rappresentanza di questa figura a livello europeo, promuoverne gli interessi nella legislazione europea e nazionale, così come migliorare la situazione personale, economia e sociale dei caregiver sono gli obiettivi che rientrano tra quelli portanti dell’istituzione Eurocarers che ha tenuto la sua assemblea annuale internazionale e alla quale ha partecipato la coordinatrice di Casa Viola Antonella Deponte: un’assise che ha riunito 46 organizzazioni da 20 differenti Paesi.

L’attualità dell’emergenza da Covid – che ha particolarmente interessato gli anziani, le persone non autosufficienti e i loro caregiver – è stato tra gli argomenti di punta dell’assemblea che ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’assistenza familiare nel sostegno alla salute pubblica: ogni giorno, infatti, milioni di “assistenti informali” in tutta Europa svolgono un ruolo centrale nell’assistenza a lungo termine. Riflessione di punta le difficoltà in cui i caregiver si sono trovati durante la crisi Covid-19 avendo pagato un prezzo elevato in termini di salute, rapporti sociali e occupazionali, come ha anche rilevato anche la ricerca per tracciare il profilo di “caregiver” e le loro necessità realizzata da Casa Viola, una delle più imponenti sull’argomento a livello nazionale.
La pandemia ha reso i caregiver più isolati, vulnerabili e invisibili che mai. Molti, anche nel capoluogo regionale, forniscono assistenza a membri di gruppi a rischio col pericolo di contrarre il virus: proteggersi dalle infezioni e impedire la trasmissione alla persona di cui si prendono cura è stata la preoccupazione maggiore, affrontata spesso senza guida o dispositivi di protezione individuale.

E proprio dalla 17a Assemblea internazionale i membri della rete Eurocarers – compresa l’Associazione De Banfield – hanno lanciato un appello alle istituzioni dell’Unione Europea e agli Stati membri per intraprendere azioni immediate per il riconoscimento e il supporto ai caregiver, chiedendo un chiaro impegno politico nei confronti dell’assistenza informale da loro fornita e il loro riconoscimento come partner essenziali nelle cure, soprattutto domiciliari, con maggiore formazione e fornitura di servizi di supporto professionale. Si tratta di un documento che ben rappresenta e ingloba le richieste che l’Associazione De Banfield persegue da tempo, costantemente impegnata in questi anni nell’ottenimento a livello di governo regionale della legge che, appunto, regoli il riconoscimento della figura del caregiver e del prezioso ruolo che svolge.

—^—

In copertina, gli effetti della malattia di Alzheimer in una mostra.