Ecco “Reintrecci”: coop sociali e Leonardo in un Natale di solidarietà

Natale è nell’aria e mai come quest’anno, segnato dall’emergenza Coronavirus, c’è bisogno di regali che abbiano valore sociale e che aiutino il territorio in cui si vive. A dare concretezza a questo “sentimento” il progetto denominato “Reintrecci” che mette in rete il Consorzio Leonardo con le cooperative sociali Il Colore del Grano Onlus e Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, la fattoria sociale Il Ponte di Prata, la cooperativa sociale Karpòs di Porcia e Laboratorio Scuola Onlus di Pordenone (aderenti come il Consorzio a Confcooperative Pordenone). Una rete incentrata sul fundraising per sostenersi a vicenda e aiutare chi, in questo momento di crisi, ha più bisogno: bambini e ragazzi supportati nei loro percorsi scolastici, persone con disabilità, famiglie con difficoltà economiche e sociali, lavoratori sottoposti a rischio sanitario. Ogni somma donata diventerà un aiuto concreto, passando, solo per fare un esempio, dalle mascherine per proteggersi ai digiquaderni, e-book molto utili per l’insegnamento.

“Nel 2020 le persone all’interno e all’esterno delle nostre organizzazioni cooperative – spiegano la vicepresidente del Consorzio Leonardo, Federica Barabas, assieme a Nicole Colussi, responsabile del progetto “Reintrecci” – hanno sperimentato una situazione di difficoltà diffusa che ha portato alla luce gli aspetti più fragili delle loro esistenze. Questa esperienza ha segnato profondamente le vite di ognuno. Per questo il progetto è rivolto alle persone di cui ci prendiamo cura quotidianamente e che incrociamo sia durante il nostro lavoro che nella vita di tutti i giorni. Con una donazione potremo sentirci tutti parte di un naturale percorso di comunità”
Le realtà promotrici sono impegnate in diversi ambiti sociali per i quali sono previste diverse forme di sostegno, tutte improntate sulle concretezza. Chi vorrà contribuire, potrà scegliere, per esempio, di sostenere il percorso denominato “socializzare in sicurezza” e fare una donazione finalizzata all’acquisto di dispositivi per la sicurezza (mascherine, termoscanner) e alla sanificazione (gel e prodotti disinfettanti, lavapavimenti, macchine per la sanificazione). Un’altra forma di sostegno è dedicata agli strumenti tecnologici. “Le persone con disabilità e i minori delle famiglie più svantaggiate – specificano Barabas e Colussi – hanno subito pesanti conseguenze durante e dopo il lockdown soprattutto per mancanza di relazioni e difficoltà di apprendimento”. Si potrà donare denaro per l’acquisto di pc, tablet, stampanti e digiquaderni.

Un altro tipo di donazione è quello per corsi e laboratori per famiglie in difficoltà nell’utilizzo di strumenti tecnologici, nella didattica a distanza e nel disbrigo di pratiche burocratiche online, seminari informativi per le comunità sui rischi dell’utilizzo di tecnologie e accompagnamento all’utilizzo delle tecnologie alle persone con disabilità, incontri di alfabetizzazione informatica per genitori con svantaggio e corsi su igiene personale e uso dispositivi di protezione e sanificazione.  È possibile fare una donazione online tramite carta di credito o paypal sul sito www.reintrecci.it nella sezione “dona ora” oppure attraverso bonifico bancario all’iban IT85I0835612500000000066424 – Banca BCC Pordenonese Monsile, causale Donazione per Reintrecci Leonardo Consorzio di Cooperative Sociali onlus. “Ricordiamo che si possono ottenere benefici fiscali per le donazioni – hanno concluso le due responsabili – quindi donare fa bene non solo agli altri, ma anche a chi dona”.
Il progetto è stato presentato a livello nazionale come esempio di progetti capaci di andare incontro alle comunità e ai bisogni emergenti all’interno del workshop sull’impresa sociale organizzato da Iris Network Istituti di Ricerca sull’Impresa sociale che potete vedere a questo link https://www.youtube.com/watch?v=uGoiw5c_QNM. Inoltre, il Consorzio Leonardo è attualmente impegnato nella presentazione di Reintrecci anche alle pubbliche amministrazioni per aumentarne la condivisione.

Un incontro per “Reintrecci”.

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In copertina, il logo della bella iniziativa in programma a Pordenone.

Coronavirus, all’Airone di Porcia il digitale diventa strumento di solidarietà

Chiusi i centri diurni per disabili causa emergenza Coronavirus, ma l’assistenza non si ferma sul territorio del Friuli Occidentale nelle cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone. Come alla Cooperativa Sociale di Solidarietà Familiare onlus di Porcia dove è stato studiato un servizio alternativo in digitale.
“La cooperativa gestisce il centro semiresidenziale diurno Airone, rivolto a persone con disabilità che è aperto dal lunedì al venerdì. In questo momento difficile – spiegano – , ci è sembrato importante dare un supporto alle famiglie istituendo un servizio alternativo per mantenere una continuità con le persone che frequentano il ceod attraverso la relazione a distanza con gli operatori”. Nello specifico, è stato istituito il servizio smart #AironeaCasaconTe attraverso l’utilizzo di strumenti informatici come Skype, Whatsapp, mail, Facebook e telefonate per raggiungere tutte le persone che sono inserite e frequentano il centro semiresidenziale Airone.

“Dopo un primo sondaggio con le famiglie – proseguono dalla cooperativa -, analizzate le situazioni e gli strumenti a loro disposizione, abbiamo definito una programmazione quotidiana che copre tutta la settimana per questo servizio on-line. Tutte le famiglie hanno accolto e aderito alla proposta offerta. La fase sperimentale è partita lunedì 23 marzo e dopo una settimana di prova siamo rimasti piacevolmente sorpresi del successo e dell’entusiasmo da parte di tutti, operatori, persone interessate e famiglie.
Abbiamo definito una vera e propria programmazione settimanale; la giornata è scandita con laboratori al mattino e al pomeriggio, che prevedono lavori in piccoli gruppi. Operatori e ragazzi sono coinvolti ed impegnati in diverse iniziative come ad esempio attività motoria, laboratorio espressivo, lettura di un libro, lettura di attualità, laboratorio di cucina, arte-terapia, laboratorio di musica, giochi e altro ancora. Familiari e ragazzi hanno imparato ad utilizzare nuove tecnologie! Questi strumenti consentono di aprire una finestra sul mondo, permettendo e facilitando lo sviluppo i rapporti di amicizia anche al di fuori della frequenza quotidiana del centro diurno. Quando abbiamo iniziato le difficoltà sono state diverse, ma grazie alla forte motivazione degli operatori che hanno trovato nuove strategie di intervento e il grande entusiasmo dei ragazzi e dei loro familiari siamo riusciti a far decollare qualcosa che poteva sembrare impossibile”.

“La cooperativa Solidarietà Familiare di Porcia – ha concluso Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone -, come altre del territorio che hanno attivato servizi simili, confermano di esere sempre al fianco delle famiglie delle persone con disabilità anche in questo momento così difficile, segno di come i valori cooperativi non vengono meno neanche nelle situazioni di emergenza. Come Confcooperative Pordenone stiamo anche inserendo tutte queste buone pratiche nell’Operazione “Solidarietà Cooperativa”, con la quale puntiamo a fornire strumenti utili per il presente e per il futuro”.

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In copertina, il laboratorio di cucina; qui sopra, quello espressivo.