Sulle tracce della Cornucopia nel nuovo libro del filosofo Emanuele Franz

Ecco un bel libro strenna per le feste di Natale! È appena uscito, infatti, per i tipi della Audax Editrice di Moggio Udinese, “Sulle tracce della Cornucopia. Il corno dell’abbondanza dalla preistoria ai giorni nostri” del saggista friulano Emanuele Franz. Firmano la prefazione a questo volume gli storici e studiosi italiani Franco Cardini, Massimo Introvigne, Diego Fusaro e Massimo Cultraro, archeologo e dirigente di ricerca al Consiglio Nazionale delle Ricerche.


Emanuele Franz è il filosofo moggese delle religioni persuaso che il mito non inventa ma parte sempre da qualcosa di autentico che affonda le sue radici nei popoli. Il libro è una relazione delle ricerche sul mito della Cornucopia che comprende un articolato saggio sul mito e il simbolo del corno dalle antiche veneri paleolitiche ai miti greci, da quelli indiani, norreni, celtici e nord-africani fino al simbolo cristiano dell’abbondanza, dove, secondo l’autore, confluiscono le tradizioni precedenti attraverso una continuità storica che porta alla Rivelazione. Il testo, corredato da 50 tavole a colori, ha un prezzo di copertina di 15 euro per 164 pagine e può essere reperito sul sito della casa editrice: www.audaxeditrice.com

—^—

In copertina, il filosofo e saggista moggese Emanuele Franz con il suo nuovo libro.

A Ravascletto domani la Carnia ricorda il suo poeta Arduino Della Pietra

Serata in ricordo di Arduino Della Pietra a Ravascletto. Si terrà, infatti, domani, alle 18, nella Biblioteca Comunale di via Roma, la serata-evento in ricordo del poeta carnico dal titolo “Nessuno bussa più alla mia porta”.  L’incontro è stato ideato e organizzato dagli scrittori Tobias Fior ed Emanuele Franz, con lo scopo di valorizzare la figura di un importante uomo di cultura che si distingueva per le tematiche legate alla montagna, alla solitudine, all’amore e a Dio.
L’evento, che beneficia del patrocinio della Comunità di montagna della Carnia, è realizzato con la collaborazione del Comune di Ravascletto e della Biblioteca Comunale, nonché della dell’Associazione culturale “Identitas Clara”, e prevede un’introduzione biografica dell’autore, delle letture e passi scelti dalle opere. La serata, introdotta dagli interventi di Fior e Franz, vedrà la moderazione e le letture della docente Lucia De Giorgio. In questa occasione chi ha conosciuto Arduino Della Pietra potrà intervenire portando la propria testimonianza. Seguirà un rinfresco a cura del Comune di Ravascletto.

 

—^—

In copertina, il poeta Arduino Della Pietra che sarà ricordato domani a Ravascletto.

Bendato contro la società ipertecnologica e delle immagini nel centro di Udine. La protesta di Emanuele Franz: siamo incapaci di ascoltare la sofferenza altrui

Emanuele Franz dice no alla società delle immagini e dell’apparire e, per protestare contro questo stile di vita che vuole contrastare, ieri mattina, come annunciato, ha dato vita alla sua nuova singolare protesta a Udine. In piazza Libertà, il “cuore” del capoluogo friulano, il filosofo e scrittore di Moggio è giunto bendato – avendo deciso di vivere una cecità assoluta per una settimana – mettendo in atto la sua disobbedienza civile appunto contro la società delle immagini. Bendato e aiutato da amici e collaboratori, infatti, Emanuele Franz ha scelto di togliersi volontariamente la vista per alcuni giorni allo scopo di denunciare una società che «ci ha resi tutti “ciechi” gli uni agli altri, una società in cui il culto delle immagini – ha sottolineato – ha sostituito il vero contatto umano».
Fermamente determinato a spiegare pubblicamente le motivazioni della sua protesta, ha organizzato un raduno pubblico in cui, alla presenza di una cinquantina di persone, ha spiegato come, secondo lui, il mondo è sempre più cieco alle istanze della solidarietà e dell’empatia reciproca, mentre, nello stesso tempo, aumenta una tecnologia multimediale che divide anziché unire i rapporti umani. Franz ha inoltre osservato come l’iperdigitalizzazione nella scuola rischi di essere dannosa e di far perdere di vista l’essenziale e ha sottolineato la necessità di una rinuncia a un piacere momentaneo per un bene superiore, in quanto il cambiamento può avvenire solo dai piccoli gesti come la riscoperta della visione interiore. «La vera cecità – ha concluso – è l’incapacità di ascoltare la sofferenza degli altri».

—^—

In copertina, Emanuele Franz mentre viene aiutato a scendere i gradini della Loggia del Lionello; all’interno, altre immagini della protesta del filosofo friulano a Udine.

“Cieco” per una settimana contro la società delle immagini: oggi a Udine Emanuele Franz spiegherà la sua nuova clamorosa protesta civile

Dopo essersi fatto murare vivo, ecco un’altra, clamorosa protesta civile di Emanuele Franz, il filosofo di Moggio Udinese, contro la società delle immagini. Un gesto estremo di ribellione che vuole risvegliare le coscienze addormentate: Franz ha, infatti, deciso di togliersi volontariamente la vista per una settimana intera. Bendato e assistito da un team di collaboratori, intende infatti denunciare «una società che ci ha resi tutti “ciechi” gli uni agli altri, una società in cui il culto delle immagini ha sostituito il vero contatto umano».

Le proteste del filosofo di Moggio.


Da giovedì, e per almeno sette giorni, il filosofo friulano vivrà immerso nell’oscurità, richiamandosi alla vista interiore e ispirato da figure storiche e letterarie come Tiresia, il veggente cieco che raggiunge la saggezza, e dai Salmi, che invitano a chiudere gli occhi per fuggire all’ingiustizia e rivolgere lo sguardo solo a Dio. Anche il Vangelo è fonte di ispirazione per il filosofo, in particolare Giovanni 9, 39: “Sono venuto perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi”. Questa iniziativa non è solo una provocazione, ma un progetto sociale e filosofico che invita alla riflessione sui limiti di una società dominata dalle immagini. «Ogni cosa passa per un display – afferma Emanuele Franz -, ma nello stesso tempo non abbiamo più la capacità di vedere i nostri simili». Il filosofo intende portare all’attenzione il paradosso di una società iperconnessa, ma profondamente disconnessa a livello umano. Il gesto non vuole in alcun modo mancare di rispetto agli ipovedenti e ai veri ciechi, ma essere una rappresentazione simbolica di una umanità ormai cieca a ogni empatia anche a causa di una iper-tecnologia che ha compromesso i rapporti umani.
Durante la sua settimana di “buio”, Franz sarà seguito da un gruppo di assistenti che lo aiuteranno nelle attività quotidiane, permettendogli di concentrare tutte le sue energie sulla riflessione e sulla meditazione. Sarà un periodo di introspezione profonda, durante il quale il filosofo cercherà di dimostrare che la vera visione non dipende dagli occhi, ma dal cuore e dalla mente. Con questo gesto estremo, Emanuele Franz spera di stimolare un dibattito pubblico sulla necessità di recuperare la capacità di “vedere” realmente l’altro, al di là delle apparenze e delle immagini filtrate dai media. È un invito a riscoprire l’importanza della vista interiore, dell’empatia e del contatto umano diretto. Il filosofo “cieco” per scelta intende spiegare le ragioni del suo gesto con una serie di incontri aperti al pubblico. In particolare, stamane, alle 11, sarà in piazzetta Belloni adiacente a Piazza Libertà a Udine per invitare tutti a uno sguardo all’interno di noi stessi. Si discuterà delle motivazioni profonde della sua protesta, offrendo un’opportunità unica di riflessione condivisa.
Con il suo gesto simbolico e provocatorio, Emanuele Franz ci pone di fronte a una domanda cruciale: in una società dove tutto è immagine, siamo ancora capaci di vedere l’essenziale? La sua protesta civile ci ricorda che per costruire una società più giusta e umana, dobbiamo imparare a guardare oltre le superfici e riscoprire la profondità dei rapporti umani.

—^—

In copertina, Emanuele Franz da giovedì è bendato contro la società delle immagini.

Pellegrino in Anatolia alle origini del sacro: i racconti di viaggio del filosofo Emanuele Franz nel suo nuovo libro

(g.l.) Proprio in questi giorni è uscito per i tipi della Audax Editrice il nuovo libro del saggista, filosofo e poeta friulano Emanuele Franz, dal titolo “L’acqua della vita. Pellegrino in Anatolia alle origini del Sacro”. L’autore in questo volume racconta il suo viaggio nella penisola in cui oggi c’è la Turchia e nella quale ha percorso via terra ben 1076 chilometri. Un pellegrinaggio alla ricerca dei fondamenti della Fede che ha toccato la Chiesa di Paolo a Tarso, la Chiesa di Pietro e Paolo ad Antiochia, il mausoleo dei profeti Daniele, Giobbe, Eliseo, la grotta natale di Abramo a Edessa e il tempio più antico del mondo a Göbekli Tepe e Karahan Tepe.


Il tema è l’acqua che dà la vita e la salvezza, per cui le acque del Cidno, il fiume sacro dove pregava San Paolo e frequentato da Alessandro Magno, il fiume Harbiye dove Apollo sedusse Dafne e infine il pozzo di Giobbe, dove i locali portano a curare i malati e gli infermi fanno parte del racconto del filosofo di Moggio Udinese. Il viaggio prosegue fino a Mardin, al confine con la Siria, dove ancora si parla l’aramaico antico. Emanuele Franz è convinto, dopo le sue ricerche in Medio Oriente, che l’acqua della vita di cui parla la Genesi non sia un’allegoria, ma si collochi proprio in un luogo preciso nell’attuale Anatolia. Firma la prefazione del libro il vescovo di Terme Athenagoras.
«Come gli antichi Pellegrini, Emanuele Franz, ha incarnato in questo – scrive il presule – il messaggio evangelico delle Beatitudini: Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Possiamo percorre idealmente, attraverso questo testo, le antiche terre della Anatolia, dove ancora sono presenti monumenti che ricordano la grandezza del Cristianesimo che in quelle terre, come in Cappadocia, in Palestina e in tutto l’Oriente sono state testimoni della fioritura di grandi Santi e Padri della Chiesa Indivisa e del pensiero teologico che forgia ancora le nostre Chiese oggi».
Emanuele Franz è nato il 14 agosto 1981 a Gemona e vive a Moggio. È saggista, filosofo, attore e poeta. Si occupa di filosofia e storia delle religioni e ha al suo attivo più di 30 pubblicazioni, nelle quali spazia dai romanzi alla saggistica, dai dialoghi alle opere drammatiche, dalla letteratura di montagna all‘ermetismo. Il suo nuovo libro ha 132 pagine, presenta all’interno 30 fotografie di viaggio, ed ha un prezzo di copertina di 15 euro, può essere reperito sul canale della casa editrice www.audaxeditrice.com

—^—

In copertina, il filosofo friulano Emanuele Franz con il suo nuovo libro.

Pellegrinaggio in Medio Oriente di Franz per implorare la pace e l’unità fra i popoli

(g.l.) I venti di guerra, purtroppo, soffiano sempre più minacciosi, non solo per il conflitto Russia-Ucraina che non accenna ancora a placarsi, ma anche per la gravissima crisi mediorientale acuita dalle ultime preoccupanti tensioni fra Israele e Iran. Ma Emanuele Franz, filosofo e mistico di Moggio Udinese – spesso al centro di clamorose proteste contro i mali di questa nostra società -, non si dà per vinto. Anzi, spinto dal suo inarrestabile ottimismo, che lo porta a intravvedere quello che di buono comunque c’è nel cuore dell’Uomo, ha intrapreso da diverse settimane uno dei suoi avventurosi viaggi proprio nei Paesi del Medio Oriente, che da sempre lo affascinano per il loro messaggio antico e trascendentale.

«Sto compiendo un pellegrinaggio – ci ha detto in un messaggio inviato ieri assieme ad alcune belle e significative immagini – per scoprire i fondamenti della Fede e ringraziare i Profeti per il loro esempio e chiedere Unità dei popoli. Mi trovo – ha aggiunto – a soli dieci chilometri dal confine anatolico con la Siria e ho appena scattato questa foto nella zona di Harran che mi sembra pregna di significato». Ritrae, infatti, tre bambini che giocano davanti a un carrarmato, segno dell’atmosfera surriscaldata che c’è in quel quadrante del Pianeta.
In queste intense giornate di viaggio, Emanuele Franz è stato in numerose località ammirando i loro storici monumenti. «Ho visitato Tarso – ha raccontato concludendo il racconto, breve ma che ci fa capire quanto sia interessante quanto sta vedendo laggiù -, la grotta di Pietro e Paolo ad Antiochia, e il mausoleo dei profeti Eliseo e Giobbe per una preghiera di unità fra i popoli». Molto nobile, quindi, l’intento del filosofo e scrittore friulano che al rientro, sicuramente, racconterà queste esperienze in un suo nuovo libro. Buon viaggio!

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini del pellegrinaggio di Emanuele Franz nelle regioni del Medio Oriente.

Unità dei cristiani, mercoledì a Udine “Voi siete Uno”, l’ultimo libro del filosofo friulano Emanuele Franz

(g.l.) “Voi siete Uno. Diario di un pellegrino convertito all’ortodossia, fra Monte Athos, Sinai e Samarcanda per l’Unità dei cristiani”: è questo il titolo dell’ultimo libro del filosofo friulano Emanuele Franz che sarà presentato mercoledì 28 febbraio, alle ore 18, nella sede della Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi” di Udine (via Marconi 8, in fondo Mercatovecchio). Il volume (Audax Editrice 2023) è incentrato sulla testimonianza di fede dell’autore e su una proposta di unità fra tutti i cristiani. Durante l’incontro sono annunciati gli interventi, oltre che dello stesso autore, del padre serbo-ortodosso Dušan Djukanovič, del vescovo della Chiesa ecumenica di Costantinopoli padre Athenagoras Fasiolo, del monaco ortodosso padre Massimo Fabris e del biblista Tobias Fior. «L’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato – riferisce Franz -, ha mandato la sua benedizione all’incontro, fonte di importante incoraggiamento».
Il testo, nella sua proposta di dialogo sull’unità dei cristiani, è tradotto anche in russo e in inglese, ed ha avuto degli apprezzamenti – riferisce ancora con orgoglio e soddisfazione il filosofo di Moggio Udinese, autore in questi ultimi anni di singolari e clamorose proteste contro i mali della società moderna – dai patriarchi di Bucarest, Costantinopoli e Mosca, nonché da Filippo VI re di Spagna che hanno scritto all’autore parole di vicinanza su questo progetto. L’invito alla presentazione del libro è rivolto a tutti, per cui la partecipazione è libera fino all’esaurimento dei posti disponibili.

—^—

In copertina, il filosofo Emanuele Franz con il suo libro che sarà presentato a Udine.

La protesta di Franz contro la superbia tra curiosità e interesse anche a Udine

(g.l.) La singolare protesta di Emanuele Franz contro la superbia degli uomini è arrivata anche a Udine. Suscitando curiosità e interesse, il filosofo e mistico di Moggio si è presentato in piazza Libertà con quella stessa pietra alla quale era già incatenato da una settimana, appunto, quale significativa forma di condanna della superbia che contraddistingue la vita nella civiltà moderna.
Trascinando a fatica la pietra di quasi venti chili – sulla quale ha scritto in rosso il nome di quello che per la fede cattolica è il primo dei sette vizi capitali -, lo scrittore e pensatore friulano ha sottolineato, dinanzi a decine di passanti sorpresi dal suo gesto clamoroso, la necessità di una riflessione su quanto l’orgoglio umano oggi calpesti la natura, pretendendo di riscrivere le leggi biologiche, ma anche la società, alienando il senso della comunità attraverso la tecnologia e il distanziamento sociale, non da ultimo ha accusato il governo di superbia per il fatto di «inviare armi destinate a offendere quando nel Paese ci sono milioni di poveri». Il filosofo si è richiamato a San Francesco e a un modello di vita basato sul perdono reciproco e sull’unità fra i popoli.
Come è noto, Emanuele Franz, non nuovo ad iniziative sociali di grande clamore, è autore anche del libro “Voi siete Uno” (Audax Editrice) che ha avuto il plauso del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo.

—^—

In copertina, il filosofo friulano Emanuele Franz incatenato in piazza Libertà a Udine.

Nuova protesta di Emanuele Franz che s’incatena a una grossa pietra contro la superbia dell’uomo

(g.l.) Nuovo clamoroso gesto di protesta di Emanuele Franz, stavolta contro la superbia dell’uomo moderno. Il filosofo di Moggio Udinese, già noto per le sue provocazioni di stampo filosofico-sociale, come quella di essere andato a vivere in un bidone dell’immondizia nell’estate 2022 ed essersi fatto murare vivo la scorsa primavera, ha lanciato infatti una nuovo “esperimento” sociale.
Assistito da collaboratori e amici, il mistico ha deciso di farsi incatenare il polso a una pietra del peso di 17 chili, legata a sua volta da una catena (il peso totale si aggira attorno ai 20). L’obiettivo? Vivere la sua quotidianità trascinando a fatica questo sasso sul quale ha scritto, in un rosso sgargiante, la parola “superbia”.
Con questa nuova iniziativa, Franz ha voluto invitare a riflettere su quanto «la superbia e l’arroganza umana – sono le sue parole – siano oggi diventate un peso insostenibile, dividendo le persone e devastando i rapporti umani, oltre che il pianeta e la comunità».
Per tutta la durata dell’esperimento, il filosofo incatenato si è prefisso di trascinare appresso la pesante pietra, pur assolvendo le sue incombenze quotidiane e lanciando un messaggio di riflessione sul male della tracotanza e della superbia le cui radici sono ormai ben salde nella società attuale. «Nella società di oggi – afferma infatti Emanuele Franz – si è perso il significato del peccato, e il peccato più grande è la superbia, io stesso ne sono vittima, come tutti, e la porto appresso legata a me con una catena affinché tutti vedano che ci portiamo dietro, anche se invisibile, il peso della nostra arroganza. Sono convinto che solo il perdono può liberare dalle catene della superbia e voglio lanciare un messaggio di perdono reciproco e universale: perdonatevi gli uni con gli altri».  Come si ricorderà, Emanuele Franz ha da poco pubblicato il suo nuovo libro “Voi siete uno”, il cui testo rivendica l’unità perduta.

—^—

In copertina, il filosofo di Moggio Udinese incatenato per protesta a una grossa pietra.

Ferrovie, Stazione Carnia senza bagno. Appello di Franz a Regione e Governo

(g.l.) “Pochi passeggeri, Ferrovie chiude i bagni nelle stazioni di Carnia, Cormons, Gemona, San Giorgio, Tarvisio Bosco Verde e Villa Opicina che sono sotto la soglia dei 500 viaggiatori al giorno: niente servizi igienici dal 1° gennaio”. Così Il Piccolo di Trieste titolava un articolo di Elena Placitelli il 9 gennaio 2012. Da oltre undici anni esiste, dunque, una situazione di disagio per i viaggiatori, seppure in numero ridotto, che frequentano queste stazioni, tanto da indurre Emanuele Franz – il filosofo di Moggio Udinese noto per le sue singolari, anche recenti, proteste – ad alzare la voce.
«Voglio denunciare – scrive pertanto Franz in una nota – la seguente situazione, facendo presente che ho mandato due reclami: alla società che gestisce il trasporto pubblico locale e a Trenitalia ottenendo zero risposte. Faccio appello al governatore della Regione e al Ministro dei trasporti. Mi avevano detto tempo fa che i bagni erano chiusi perché costava troppo pagare il personale per la pulizia, però per aumentarsi gli stipendi quello non è un problema, mentre anziani e utenze disagiate rimangono senza alcuna dignità, gente che da Roma e Trieste non sa nemmeno dove si trovi Carnia. Ultimo treno per Carnia per soli due minuti non è in coincidenza con ultima corriera da Carnia a Tarvisio lasciando utenze nel deserto senza alcun servizio essenziale. Una vergogna della società civile. Una stazione dei treni senza servizi igienici in Friuli. Un degrado inconcepibile in Alto Friuli: utenze lasciate nel degrado più assoluto. Mentre il mondo lavora all’intelligenza artificiale e al “biglietto digitale” si sacrifica la dignità umana».

—^—

In copertina, la stazione ferroviaria di Carnia in Comune di Venzone; qui sopra, il filosofo Emanuele Franz di Moggio.