Casarsa, Servizio civile solidale: ecco due posti per i giovani al Piccolo Principe

Dare valore ai propri sogni prestando servizio all’interno della propria comunità: è aperto il bando 2024 per partecipare al nuovo progetto di Servizio civile solidale proposto ai giovani dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Il progetto è rivolto a 2 giovani con un’età compresa tra i 16 e i 17 anni e avrà una durata di 9 mesi per un totale di 360 ore di servizio. Per candidarsi c’è tempo fino al 31 maggio prossimo: chi volesse ricevere maggiori informazioni, può partecipare ad un incontro di presentazione in calendario per domani, 23 maggio, alle ore 17.30 nella sede del Progetto Giovani. A ciascun volontario verrà anche corrisposto un contributo e potrà mettersi alla prova nei diversi servizi gestiti dalla cooperativa sociale casarsese.
“Questo bando dal nome “Dai valore ai tuoi sogni” – spiega Elisa Paiero, responsabile dei servizi per i giovani della cooperativa Il Piccolo Principe – si pone l’obiettivo di dare ai giovani volontari un’occasione attraverso la quale acquisire competenze e conoscenze importanti per costruire il proprio futuro, sia a livello personale e allo stesso tempo per contribuire a “sognare” e a realizzare il mondo che vorrebbero. Vorremmo che – ha specificato – attraverso questo periodo di volontariato i giovani accrescessero il senso di cittadinanza e partecipazione attiva alla collettività, imparassero a conoscere meglio i servizi locali presenti sul nostro territorio e si mettessero in gioco in prima persona nei servizi gestiti dalla nostra cooperativa. Inoltre, sono previsti anche momenti di scambio tra i volontari partecipanti per arricchire la propria esperienza e stimolare la socializzazione”.
Il “Servizio Civile Solidale” è promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia per stimolare la partecipazione dei giovani in esperienze di solidarietà e di cittadinanza attiva. L’obiettivo è quello di promuovere tra i ragazzi una cultura della pace, della solidarietà e della non violenza attraverso progetti che veicolano messaggi di impegno civile e favorendone l’ingresso nel mondo del lavoro con un’accresciuta consapevolezza delle tematiche sociali e del proprio ruolo nella società. I ragazzi saranno impiegati per il periodo da ottobre 2024 a luglio 2025 per un totale di 360 ore. “Invitiamo i giovani interessati o curiosi a capire meglio le modalità del servizio civile solidale a partecipare all’incontro informativo – ha aggiunto Elisa Paiero – che si terrà il 23 maggio dalle ore 17.30 alle 19 al Progetto Giovani. Perché si tratta di un’esperienza davvero significativa che ci piacerebbe raggiungesse tutte le ragazze e ragazzi interessati a mettersi in gioco”.
I volontari si impegneranno in servizi per minori, giovani e per persone con disabilità. Durante l’anno scolastico nel “doposcuola” fornendo aiuto nell’esecuzione dei compiti, poi saranno chiamati a prestare servizio ai “Progetto Giovani” comunali nel supporto in attività ludiche, educative e di partecipazione attiva per il bene comune e al Cso in attività socializzanti e laboratori creativi, rivolti a persone con disabilità. Durante l’estate, continueranno a collaborare con i “Progetti Giovani” e con il Cso e si impegneranno nella gestione dei centri estivi gestiti dalla cooperativa, affiancando il personale in laboratori, nel gioco e in attività sportive rivolte a minori dai 6 ai 14 anni.
Ai volontari in Servizio Civile solidale spetta un contributo complessivo, al termine dell’esperienza e al raggiungimento delle ore di servizio, pari a 1.116 euro per la partecipazione ai progetti da 360 ore: c’è tempo fino al 31 maggio prossimo entro le ore 14 per presentare la domanda. Per avere un supporto alla compilazione si può prendere appuntamento con l’Ufficio Politiche Giovanili telefonando al 333.6190906 o al 340.3421265. Si possono scaricare i moduli on line sul sito www.ilpiccoloprincipe.pn.it ed inviarli tramite Pec a: ilpiccoloprincipe.pn@pec.confcooperative.it o portandola di persona presso la sede della cooperativa Il Piccolo Principe in via Vittorio Veneto, 45.

Intelligenza artificiale:
ecco il secondo incontro

A Casarsa domani, 23 maggio, si terrà il secondo appuntamento del ciclo di incontri sull’intelligenza artificiale che permette di capire meglio questa nuova forma di tecnologia che simula i processi dell’intelligenza umana. All’incontro, fissato alle ore 20.30 al Ridotto del Teatro Pier Paolo Pasolini, interverrà Gabriele Giacomini sul tema “Intelligenza artificiale e crisi della democrazia”. Durante la serata si parlerà di natura filosofica dell’intelligenza artificiale e del potenziamento della sorveglianza. Le tre serate informative sono organizzate da Forum Democratico con la collaborazione di Pro Casarsa della Delizia Aps, Città di Casarsa della Delizia, Progetto Giovani, Coogito Consulta Giovani e con il sostegno di Banca 360 Fvg.
L’ultimo appuntamento è in calendario per il 30 maggio alle 20.30, stesso luogo, con Federico Costantini e Cecilia Severoni che introdurranno il pubblico al tema “Intelligenza artificiale: sfide etiche e responsabilità giuridiche”. Durante l’incontro verranno toccate le tematiche dei dati personali e della sorveglianza biometrica e della connessione tra intelligenza artificiale e sanità o della possibilità di veicoli a guida autonoma. Per maggiori informazioni: forumdemocraticocasarsa@gmail.com

Gioco d’azzardo fra i minori, a Gorizia questa sera una nuova riflessione con Il Piccolo Principe di Casarsa

Gioco d’azzardo tra i minorenni: una problematica da tenere d’occhio anche a Gorizia, dove questa sera è in programma l’ultima “tappa” del progetto regionale “Ci puoi scommettere – il gioco d’azzardo oggi, fra nuove norme, spazi online e rischi in adolescenza” realizzato dalla cooperativa casarsese (da anni impegnata in progetti a contrasto del gioco d’azzardo) Il Piccolo Principe. Un progetto che vede la co-progettazione della Regione Friuli Venezia Giulia e del Dipartimento delle Dipendenze e della salute mentale dell’Asugi, assieme agli omologhi di Asfo e Asufc. L’incontro, in collaborazione con il Comune di Gorizia, si terrà alle 20.30, in Sala Dora Bassi (via Garibaldi, 7). Relatori della serata – dal titolo “È possibile prevenire i danni del gioco d’azzardo problematico? Esperienze e buone prassi a confronto” – Graziano Bello, medico psichiatra, già direttore del Dipartimento per le Dipendenze di Castelfranco Veneto, ed Elisa Paiero, educatrice socio-pedagogica, responsabile Servizio Giovani Cooperativa Il Piccolo Principe.

Due degli incontri programmati.

«Questo a Gorizia – spiega la Paiero stessa – è il sesto e ultimo incontro di sensibilizzazione al contrasto al gioco d’azzardo. La serata sarà dedicata alle buone prassi di contrasto e di prevenzione al disturbo da gioco d’azzardo, sperimentate anche nel nostro territorio per esempio a Monfalcone, dove abbiamo attivato un laboratorio esponenziale. Invitiamo la cittadinanza, gli amministratori pubblici, i genitori, le figure educative e gli addetti ai lavori a partecipare».
All’incontro interverrà Chiara Gatta, vicesindaco di Gorizia con delega alle Politiche giovanili, che spiegherà come sia forte l’interesse del Comune per la tematica: «Nell’ambito del progetto Let’s Go gamers abbiamo affrontato la questione della dipendenza da gioco anche con l’aiuto di Asugi. Dopo la pandemia si è registrato un notevole incremento di adolescenti che si sono chiusi in casa e si sono isolati con giochi online. Noi, invece, riteniamo che i videogames possano essere uno strumento per aumentare la socialità e favorire il rapporto con gli altri, come dimostrato dalle attività proposte dal Punto Giovani. L’incontro promosso da Il Piccolo Principe sarà quindi un’occasione preziosa per portare la testimonianza su quanto si può fare per contrastare un fenomeno tanto preoccupante».
L’intento del progetto, a valenza regionale (gli incontri precedenti si sono svolti a Pordenone, Spilimbergo, Palmanova, Udine e Trieste) è sensibilizzare rispetto al tema del gioco d’azzardo, per imparare a distinguerlo dal gioco “sano” e prevenire e contrastare i comportamenti a rischio, specialmente quelli tra adolescenti. Si stima, infatti, che siano quasi due milioni in Italia gli adolescenti che soffrono di una dipendenza comportamentale (cibo, videogiochi, social network e paura dei rapporti sociali) e che il 52% dei minorenni (nella fascia 14-17 anni) riferisce di aver giocato almeno una volta nella vita d’azzardo. Molti di questi giovanissimi giocan0 d’azzardo online, anche in Friuli Venezia Giulia. Al riguardo, fra le diverse azioni del progetto, la cooperativa ha anche attivato a Pordenone, Udine e Monfalcone un laboratorio esperienziale, denominato “L’altra faccia del gioco” e rivolto in contesti extrascolastici a ragazzi dai 15 ai 20 anni, con l’obiettivo di far sperimentare le dinamiche del gioco sia fisico che online, per distinguerlo dall’azzardo e far riconoscere ai ragazzi quei meccanismi, in particolare nel mondo del gaming, che ammiccano a logiche vicine all’azzardo.
«Il nostro Servizio – spiega Elisa Paiero, del Piccolo Principe-, si è impegnato nel realizzare in tutto il territorio regionale iniziative di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo. La cooperativa dal 2014 gestisce progetti di sensibilizzazione rispetto alle problematiche collegate ai comportamenti conseguenti al gioco d’azzardo, sia nelle scuole superiori con percorsi validati rivolti ai ragazzi e agli insegnanti, che nel territorio, con azioni di sensibilizzazione per gli adulti e per i ragazzi appartenenti ad associazioni o gruppi o frequentanti centri di aggregazione giovanile».

Per informazioni, scrivere
a formazionedga@ilpiccoloprincipe.pn.it
oppure telefonare a 340.3421265

Gli adolescenti e il gioco d’azzardo oggi in un incontro organizzato a Trieste dai giovani del Piccolo Principe di Casarsa

Capire cosa succede nel cervello degli adolescenti e contrastare le dipendenze, come quelle da gioco d’azzardo, sarà il tema della serata organizzata per oggi a Trieste dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia, in co-organizzazione con il Comune di Trieste, assessorato Politiche dell’Educazione e della Famiglia. L’incontro, che avrà luogo alle ore 20.30 in Sala Bazlen in via Gioacchino Rossini 4, fa parte del progetto “Ci puoi scommettere – il gioco d’azzardo oggi, fra nuove norme, spazi on -line e rischi in adolescenza” realizzato dalla cooperativa casarsese (da anni impegnata in progetti a contrasto del gioco d’azzardo), in co-progettazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e con i Dipartimenti delle Dipendenze e della salute mentale delle tre aziende sanitarie Asfo, Asufc e Asugi.

Il Servizio giovani del Piccolo Principe.


«Per la seconda volta, dopo quello realizzato fra il 2021 e il 2022 – spiega Elisa Paiero, responsabile del Servizio per i Giovani della cooperativa sociale Il Piccolo Principe-, il nostro Servizio si è impegnato nel realizzare in tutto il territorio regionale iniziative di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo. La cooperativa dal 2014 gestisce progetti di sensibilizzazione rispetto alle problematiche collegate ai comportamenti conseguenti al gioco d’azzardo, sia nelle scuole superiori con percorsi validati rivolti ai ragazzi e agli insegnanti, che nel territorio, con azioni di sensibilizzazione per gli adulti e per i ragazzi appartenenti ad associazioni o gruppi o frequentanti centri di aggregazione giovanile».
L’intento del progetto a valenza regionale (gli incontri si sono svolti a Pordenone, Spilimbergo, Palmanova, Udine, Trieste e termineranno a Gorizia) è sensibilizzare rispetto al tema del gioco d’azzardo, per imparare a distinguerlo dal gioco “sano” e prevenire e contrastare i comportamenti a rischio, specialmente quelli tra adolescenti. Si stima, infatti, che siano quasi 2 milioni in Italia gli adolescenti che soffrono di una dipendenza comportamentale (cibo, videogiochi, social network e paura dei rapporti sociali) e che il 52% dei minorenni (nella fascia 14-17 anni) riferisce di aver giocato almeno una volta nella vita d’azzardo. Molti di questi giovanissimi, gioca d’azzardo online. Anche in Friuli Venezia Giulia. Al riguardo, fra le diverse azioni del progetto, la cooperativa ha anche attivato a Pordenone, Udine e Monfalcone un laboratorio esperienziale, denominato “L’altra faccia del gioco” e rivolto in contesti extrascolastici a ragazzi dai 15 ai 20 anni, con l’obiettivo di far sperimentare le dinamiche del gioco sia fisico che online, per distinguerlo dall’azzardo e far riconoscere ai ragazzi quei meccanismi, in particolare nel mondo del gaming, che ammiccano a logiche vicine all’azzardo.
Come detto, il tema dell’incontro in programma stasera, a Trieste, è: “Il cervello adolescente e le dipendenze. Capire i comportamenti d’abuso grazie alle neuroscienze”. Relatore della serata, Francesco Zanuttin, biologo e infermiere.
«Questa a Trieste – ha specificato Paiero – è la quinta serata che toccherà un tema centrale come quello del funzionamento del cervello degli adolescenti. Negli incontri precedenti, condotti da prestigiosi esperti in materia di comportamento da gioco d’azzardo, abbiamo approfondito la tematica da diverse prospettive, per metterne in luce i fattori che possono portare ad una dipendenza, le conseguenze sociali, le nuove norme di contrasto e i servizi pubblici territoriali che si occupano di dipendenza da gioco d’azzardo. L’ultimo appuntamento, il 9 aprile a Gorizia, sarà dedicato alle buone prassi di contrasto e di prevenzione al disturbo da gioco d’azzardo, sperimentate anche nel nostro territorio. Invitiamo la cittadinanza, gli amministratori pubblici, i genitori, le figure educative e gli addetti ai lavori a partecipare».

Per informazioni, scrivere a
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telefono 340.3421265

Gioco d’azzardo online, al via una strategia a difesa degli under 18: il primo incontro a Pordenone

Sono quasi 2 milioni in Italia gli adolescenti che soffrono di una dipendenza comportamentale (cibo, videogiochi, social network e paura dei rapporti sociali). Molti di questi giovanissimi (dai 14 ai 18 anni) giocano d’azzardo online. Anche in Friuli Venezia Giulia. Con “Ci puoi scommettere” la cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia in co-progettazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e con i Dipartimenti delle Dipendenze e della salute mentale delle tre aziende sanitarie Asfo, Asufc e Asugi vuole contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo con un progetto regionale rivolto ad adulti e giovani, che ha l’obiettivo di sensibilizzare rispetto al tema del gioco d’azzardo, per riconoscerlo e distinguerlo dal gioco “sano” e di prevenire e contrastare i comportamenti a rischio. Si parte con gli incontri in presenza il 30 gennaio a Pordenone (alle 20.30 in Biblioteca Civica).

Servizio Giovani del Piccolo Principe.


Il progetto prevede un percorso formativo rivolto in particolare agli insegnanti (con lezioni on-demand) e un ciclo di incontri in presenza e su diretta Youtube con esperti. In più, il progetto prevede la realizzazione di un percorso esperienziale rivolto ai giovani alla scoperta del gioco, in tutte le sue sfumature: da quello fisico a quello online.
«Per la seconda volta, dopo quello realizzato fra il 2021 e il 2022 – spiega Elisa Paiero, responsabile del Servizio per i Giovani della cooperativa sociale casarsese -, il nostro Servizio è impegnato nel realizzare in tutto il territorio regionale iniziative di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo. La cooperativa dal 2014 gestisce progetti di sensibilizzazione rispetto alle problematiche collegate ai comportamenti conseguenti al gioco d’azzardo, sia nelle scuole superiori con percorsi validati rivolti ai ragazzi e agli insegnanti, che nel territorio, con azioni di sensibilizzazione per gli adulti e per i ragazzi appartenenti ad associazioni o gruppi o frequentanti centri di aggregazione giovanile».
Il percorso formativo on-demand è rivolto in particolare agli insegnanti. Partito a dicembre 2023, prevede quattro incontri in video lezione. Al momento sta coinvolgendo ben 130 insegnanti del Friuli Venezia Giulia provenienti da 38 Istituti superiori, con possibilità di aumentare ancora i numeri visto l’interesse che sta riscuotendo. Oltre a questa formazione, partirà anche un ciclo di incontri dal titolo “Ci puoi S.comMettere – il gioco d’azzardo oggi fra nuove norme, spazi on line e i rischi in adolescenza” che prevede 6 lezioni con esperti.
La prima, come detto, si terrà martedì 30 gennaio, alle ore 20.30, in Biblioteca civica a Pordenone. Interverranno Cristina Meneguzzi, referente regionale Dipendenze, e Paolo Tomasin, sociologo, consulente e ricercatore, membro di Libera Fvg. Sarà possibile seguire gli incontri anche online collegandosi al canale Youtube del Piccolo Principe.
Gli incontri toccheranno un po’ tutto il territorio regionale grazie anche alla collaborazione con le cooperative sociali Aracon di Udine e Thiel di Fiumicello. Gli appuntamenti, tutti con orario 20.30, sono i seguenti: il 6 febbraio si parlerà delle caratteristiche delle dipendenze comportamentali a Spilimbergo, il 20 febbraio “Il gioco: possibilità di vincere o rischio di perdere?” a Palmanova, il 5 marzo “Giocare per scommettere su di sé” a Udine, il 19 marzo “Il cervello adolescente e le dipendenze” a Trieste e il 9 aprile “È possibile prevenire i danni del gioco d’azzardo problematico?” a Gorizia.
«Si tratta di 6 serate – ha specificato Elisa Paiero – realizzate su tutto il territorio regionale e condotte da prestigiosi esperti in materia di comportamento da gioco d’azzardo, con l’obiettivo di approfondire la tematica da diverse prospettive per metterne in luce le conseguenze sociali, le nuove norme di contrasto, la diffusione online, i rischi in adolescenza e le buone prassi di prevenzione validate. Un evento di pregio, ricco di spunti di approfondimento e rivolto alla cittadinanza, agli amministratori pubblici, a genitori, figure educative e addetti ai lavori».
Infine, l’ultima azione del progetto a contrasto dalla dipendenza da gioco d’azzardo riguarderà direttamente i giovani. Attraverso l’approccio della peer education (educazione tra pari), si cercherà di coinvolgere giovani dai 15 ai 20 anni in un percorso sul tema del mondo digitale. I ragazzi saranno formati sulle dinamiche degli spazi virtuali, le responsabilità on line anche rispetto agli aspetti legali e si rafforzeranno le life skills (pensiero critico, autostima, resilienza) in relazione agli aspetti di web reputation, rischi e abusi on line, comportamenti abituali e problematici che creano dipendenza.

Per informazioni scrivere a formazionedga@ilpiccoloprincipe.pn.it oppure contattare il numero 340.3421265.

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In copertina, immagine della Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze.

Violenza di genere ormai un grave problema: il Piccolo Principe di Casarsa vuol coinvolgere sempre più le scuole

Violenza di genere: anche in Friuli Venezia Giulia un problema d’attualità. Per contrastare il fenomeno, la lotta alle violenze deve iniziare già a scuola. Da questo spunto prosegue l’attività del progetto educativo “La differenza fra me e te” realizzato dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia in collaborazione con l’associazione “In prima persona – Uomini contro la violenza sulle donne”. Partito lo scorso anno con il coinvolgimento di cinque scuole secondarie del Pordenonese, il progetto formativo punta ad aumentare il numero degli studenti coinvolti in questo anno scolastico 2023-24. Il percorso è sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia. La fase di adesioni degli Istituti scolastici è partita. Per informazioni è possibile contattare la cooperativa all’e-mail e.paiero@ilpiccoloprincipe.pn.it oppure al telefono 340 3421265.
“Di violenza di genere è importante parlare soprattutto alle giovani generazioni – ha spiegato Elisa Paiero, responsabile dei Servizi per i Giovani della cooperativa casarsese e referente del progetto -. È per questo siamo partiti con il progetto dedicato alle scuole. Ciò a cui miriamo è offrire ai ragazzi occasioni in cui confrontarsi fra loro su aspetti relazionali, di gestione delle emozioni e di stereotipi di genere”. Nell’attesa delle nuove adesioni, si stanno analizzando i risultati emersi dallo scorso anno scolastico. A conclusione del percorso, era emersa la necessità di lavorare in prevenzione su ragazzi dai 15 ai 17 anni perchè gli stereotipi di genere sono ancora molto presenti. “Ciononostante alla fine del progetto – ha sottolineato la responsabile -, nelle classi in cui abbiamo svolto gli incontri abbiamo registrato un significativo cambiamento nella consapevolezza rispetto agli stereotipi di genere, alle aspettative sociali e culturali e alle diseguaglianze conseguenti”.
“Abbiamo inoltre riscontrato – ha concluso Elisa Paiero – che gli stereotipi che riguardano i ruoli di genere e l’immagine subalterna della donna nella società sono ancora radicati, ma che in generale i ragazzi credono e sono favorevoli a un’uguale libertà fra uomini e donne. La forma di violenza meno tollerata da tutti, indipendentemente dal genere, sembra essere quella fisica, in particolare da parte di un ragazzo verso la propria compagna e il tema della gelosia sembra molto presente nei giovani, come emerge anche dalle altre ricerche italiane. Viene addirittura individuata tra i primi motivi che giustificano la violenza. Per questo riteniamo sia importante agire in prevenzione con finalità educativa per mettere in discussione gli stereotipi e prevenire i fattori di rischio. Il nostro auspicio – ha concluso – è che questo progetto possa coinvolgere un numero sempre maggiore di scuole e studenti. La scuola può e deve diventare un luogo di prevenzione rispetto alla violenza e capace di sostenere i ragazzi nella ricerca della propria identità”.

LE SCUOLE COINVOLTE – L’anno scorso il progetto è stato accolto da 5 istituti scolastici di istruzione superiore del pordenonese: Istituto Flora, Isis di Sacile Brugnera, Liceo Galvani e Ipsia Zanussi per un totale di 10 classi coinvolte e 201 ragazzi e ragazze in totale.

IL PROGETTO – Il percorso fa riferimento al progetto transnazionale “Youth4Youth: promuovere la sensibilizzazione nella prevenzione della violenza di genere tramite l’educazione tra pari” cofinanziato dal Programma Daphne III della Commissione Europea e coordinato dall’Istituto mediterraneo di studi di genere e ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza delle diverse forme di violenza di genere e riconoscerle, di rafforzare la conoscenza sui ruoli di genere e su come influenzano la vita, di stimolare una maggiore fiducia nel poter esprimere la propria individualità, di incrementare il rispetto per sé e per gli altri, di offrire strumenti per contrastare gli episodi di violenza di genere e favorire strategie di assunzione di responsabilità per migliorare la qualità etica nelle relazione all’interno del gruppo, della comunità scolastica e del territorio.

I DATI RACCOLTI – In tutte le classi sono stati introdotti dei questionari anonimi pre e post percorso, per raccogliere una fotografia rispetto agli atteggiamenti sugli stereotipi di genere, ai vissuti riconducibili a comportamenti di violenza di genere e infine ai cambiamenti avvenuti a fine percorso. “Alla fine del progetto – fa sapere Paiero -, nelle classi in cui abbiamo svolte le lezioni, abbiamo registrato un significativo cambiamento nella consapevolezza rispetto agli stereotipi di genere, alle aspettative sociali e culturali e alle diseguaglianze conseguenti. In particolare si registra un cambiamento in positivo nel riconoscere i campanelli d’allarme in una relazione o di un comportamento violento, basato sul genere, segno della positività del progetto”.

Sportello scolastico di ascolto tutto ok a Valvasone e San Giorgio della Richilvelda

Si è conclusa positivamente la sperimentazione dello sportello scolastico di ascolto Kalipè rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado, frequentanti i plessi di Valvasone Arzene e San Giorgio della Richinvelda dell’Istituto comprensivo Meduna Tagliamento. Attivato dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe, con la finalità di offrire uno spazio di ascolto riguardo ai cambiamenti in adolescenza e un supporto al ruolo, lo sportello ha aiutato, da febbraio a maggio, oltre una trentina di ragazze e ragazzi ad affrontare i piccoli e grandi cambiamenti che l’adolescenza porta con sé, oltre che supportato il corpo docente e i genitori. Lo sportello infatti è rivolto anche ad insegnanti, personale scolastico e genitori, in un’ottica di alleanza educativa e di condivisione di prospettive. Un servizio molto utile soprattutto dopo le difficoltà, anche psicologiche, dettate dalla pandemia.
«In entrambi i plessi i ragazzi hanno accolto con entusiasmo lo sportello, dimostrando da subito un atteggiamento accogliente e rispettoso – hanno raccontato le educatrici dello sportello di ascolto scolastico Kalipè, Giorgia Cattaruzza ed Elisa Paiero -. Riguardo al coinvolgimento del corpo docente e del personale scolastico, entrambi i plessi si sono rivelati e confermati un ambiente scuola sereno, collaborante e molto attento alle esigenze dei ragazzi. Ora stiamo già programmando il servizio per il prossimo anno scolastico: visti i risultati positivi raggiunti, ci auguriamo possa proseguire e crescere e che possa essere attivato anche in altre scuole per il benessere dei nostri giovani e delle loro famiglie».

Nella scuola secondaria di primo grado di Valvasone Arzene, lo sportello ha coinvolto 14 studenti e in totale sono state fatte 14 mattine di apertura dello sportello di ascolto. Alla pari grado di San Giorgio della Richinvelda si sono realizzate 13 mattine di apertura dello sportello e due incontri online a giugno nell’ultima settimana di scuola. Qui, complessivamente, si sono rivolti allo sportello 18 ragazzi.
«Nei giorni scorsi – hanno poi riferito Cattaruzza e Paiero – abbiamo avuto un incontro di restituzione della sperimentazione con gli insegnanti di entrambi i plessi scolastici e siamo felici che abbiano espresso una generale soddisfazione rispetto allo sportello che, a loro dire, ha contribuito a favorire un clima sereno all’interno della scuola e fra i ragazzi. Ci hanno addirittura raccontato il caso di due alunni che, nel tema dell’esame di terza media, hanno parlato delle educatrici dello sportello in quanto figure importanti che assieme ad alcuni docenti hanno favorito il loro percorso scolastico». Il modello di ascolto e supporto psico-pedagogico offerto dallo Sportello punta da un lato a supportare i ragazzi nell’affrontare i piccoli e grandi cambiamenti che vivono in questa fase della vita e che possono interferire con il loro ruolo di studenti e nel darne un significato e dall’altro a condividere con gli insegnanti e con i genitori gli strumenti più utili con cui affrontare le trasformazioni adolescenziali e a sostenerli nel loro ruolo di guida e di ascolto verso i ragazzi.

«Come equipe di professionisti della cooperativa Il Piccolo Principe – ha spiegato Elisa Paiero, responsabile del progetto – abbiamo scelto di basare lo sportello scolastico su un approccio educativo perché riteniamo ci sia sempre più l’esigenza di accogliere precocemente i bisogni e le difficoltà dei ragazzi e di accompagnarli in un percorso di cambiamento, affinchè riescano ad esprimere il meglio di sé. Il servizio lavora in rete con specialisti sia interni alla cooperativa, che in rete con i servizi in particolare del pubblico e questo ci permette di dare un supporto competente anche alle situazioni più complesse».
Questo sportello si integra all’interno del nuovo servizio Kalipè, uno sportello di ascolto e consulenza psico-pedagogica, rivolto a ragazze e ragazzi dai 13 ai 21 anni e ai loro genitori, realizzato grazie al supporto e al finanziamento della Fondazione Pittini e del Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo. Il servizio ha la sua sede in via Vittorio Veneto a Casarsa della Delizia, ma grazie alla partnership con le cooperative Aracon e Thiel, è stato avviato anche nei territori di Udine e Monfalcone, sia nella forma di spazio di ascolto per genitori e ragazzi, che nella modalità di sportello scolastico. Nel servizio è impegnato personale de Il Piccolo Principe specializzato in particolare riguardo allo sviluppo adolescenziale: educatori professionali e socio-pedagogici, professionisti con specifiche competenze nelle problematiche che ostacolano il percorso di crescita dei giovani. A sostegno di questa iniziativa, è stata lanciata anche una lanciata una campagna di crowdfunding online.

 

Servizio civile solidale, a Casarsa aperto fino al 10 giugno il bando per sei giovani

A Casarsa della Delizia una occasione importante per i giovani al fine di aiutarli a costruire il mondo che desiderano mettendosi al servizio della comunità. Sono, infatti, ancora pochi i giorni disponibili (una settimana) per partecipare al bando riguardante il nuovo progetto di Servizio civile solidale proposto dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe. Quest’anno il nome scelto è “Il mondo che vorrei” e infatti, obiettivo del progetto, è dare ai giovani volontari un’occasione attraverso la quale acquisire competenze e conoscenze importanti per costruire il proprio futuro, a livello personale e allo stesso tempo per contribuire a “sognare” e a realizzare il mondo desiderato. Il progetto è rivolto a sei giovani con un’età compresa tra i 16 e i 17 anni e avrà una durata di nove mesi per un totale di 360 ore di servizio. Per candidarsi, c’è dunque tempo fino al 10 giugno prossimo. A ciascun volontario verrà anche corrisposto un contributo e potrà, in base alle proprie scelte, mettersi alla prova nei diversi servizi gestiti dalla cooperativa sociale casarsese.

«Il mondo che vorrei – spiega Elisa Paiero, responsabile dei servizi per i giovani della cooperativa – vuole essere anche un monito e un impegno per noi adulti nel saper lasciare ai giovani il loro spazio nella vita della comunità. Tra gli obiettivi: accrescere nei volontari il senso di cittadinanza e partecipazione attiva alla collettività, favorire la conoscenza e l’inserimento dei giovani in servizi locali, attività e azioni in cui è prevista la partecipazione di personale volontario nel territorio. Inoltre, sono previsti anche momenti di scambio tra i volontari partecipanti per arricchire la propria esperienza. Tutte attività che si rendono ancora più importanti in questo periodo post-pandemico che stiamo vivendo e che ha tolto molte possibilità di confronto, di relazione ai nostri giovani; ecco perché la dimensione relazionale è il canale principale attraverso cui i ragazzi sperimenteranno il loro impegno nelle diverse attività e servizi».

Il “Servizio civile solidale” è promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia per stimolare la partecipazione dei giovani in esperienze di solidarietà e di cittadinanza attiva. L’obiettivo è quello di promuovere tra i ragazzi una cultura della pace, della solidarietà e della non violenza attraverso progetti che veicolano messaggi di impegno civile e favorendone l’ingresso nel mondo del lavoro con un’accresciuta consapevolezza delle tematiche sociali e del proprio ruolo nella società. I ragazzi saranno impiegati nel periodo da ottobre 2022 a luglio 2023 per un totale di 360 ore.
A Casarsa i ragazzi potranno essere impegnati nelle attività del Servizio Socio educativo pomeridiano (il doposcuola), dei Progetti Giovani e del Centro socio- occupazionale per disabili, affiancando gli operatori in attività specifiche. Poi nel periodo estivo, potranno partecipare come animatori ai due centri estivi organizzati dal Piccolo Principe ovvero il “Punto Verde” e il centro estivo alla fattoria sociale La Volpe sotto i gelsi.
«La solidarietà e il dono – aggiunge Elisa Paiero – sono così espressione libera di impegno che lascia il segno tanto nella comunità di riferimento, quanto nella vita del giovane volontario. Ringraziamo i ragazzi che stanno terminando questo percorso e quelli che li hanno preceduti negli anni passati, perché in ogni servizio hanno fatto germogliare nuove idee, dando valore aggiunto ai servizi della cooperativa».

Come si diceva, ai volontari in Servizio civile solidale spetta un contributo complessivo, al termine dell’esperienza e al raggiungimento delle ore di servizio, pari a 1.116 euro per la partecipazione ai progetti da 360 ore. Ricordiamo che c’è tempo fino al 10 giugno, entro le ore 14, per presentare la domanda. Si possono scaricare i moduli online dal sito www.ilpiccoloprincipe.pn.it ed inviarli a e.paiero@ilpiccoloprincipe.pn.it oppure consegnarli di persona all’Ufficio Politiche giovanili del Comune di Casarsa, che sostiene e diffonde le diverse esperienze di volontariato dei giovani. Seguirà una selezione di tutti coloro che hanno presentato la domanda per arrivare a scegliere i sei giovani volontari per l’anno 2022/2023.

 

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In copertina, ragazzi di Casarsa della Delizia al Punto verde e all’interno l’attività di doposcuola.

A Casarsa il Coronavirus non ferma l’impegno sociale dei giovani

Sono sei i giovani che da ottobre, a Casarsa della Delizia, hanno iniziato il servizio civile solidale alla cooperativa sociale Il Piccolo Principe. Si tratta di Rachele Calderan, Alessia Moro, Marco Francescutti, Sara Rorato, Lorenzo Sabot e Linda Susan. I sei ragazzi, con un’età tra i 16 e i 17 anni compiuti, saranno impegnati per 360 ore fino a luglio 2021 nei vari servizi offerti dalla cooperativa sociale, la quale è conscia che proprio in questa fase di emergenza Coronavirus il mantenimento delle azioni sociali a vantaggio della comunità, svolgendole in sicurezza, sono fondamentali.
“La disponibilità dei volontari è lodevole – ha spiegato Elisa Paiero, responsabile dei servizi per i giovani del Piccolo Principe – ed evidenzia un grande senso di responsabilità verso gli altri e di attenzione verso la comunità e verso chi è più fragile, aspetti che ci fanno guardare ai giovani adolescenti con occhi diversi rispetto alle immagini di irresponsabilità e menefreghismo con cui spesso vengono descritti in modo generalizzato”.
A Casarsa i sei giovani volontari si stanno già impegnando nelle attività del Servizio Socio-educativo pomeridiano (il doposcuola) e del Progetto giovani, affiancando gli operatori in attività specifiche. Poi, nel periodo estivo, potranno partecipare alle attività del Centro socio-occupazionale per disabili e, come animatori, ai due centri estivi organizzati dal Piccolo Principe ovvero il “Punto Verde” e il centro estivo “Estate in Fattoria” organizzato dalla Volpe sotto i gelsi. Tutte le attività si svolgeranno nel rispetto delle direttive ministeriali e delle conseguenti disposizioni regionali, in riferimento all’emergenza Covid-19.
“Questi ragazzi – ha concluso Paiero – sono una ricchezza per la nostra cooperativa, ma anche per tutta la comunità; a loro va la nostra gratitudine perché ci permettono di rafforzare i servizi del Piccolo Principe e nello stesso tempo ci aiutano anche a diffondere fra i più giovani il valore del volontariato e dell’impegno sociale. Grazie al servizio civile solidale possiamo, infatti, far conoscere le potenzialità dei nostri giovani e contribuire a costruire una comunità accogliente e solidale”. Come detto, il servizio civile solidale è un progetto che ha l’obiettivo di promuovere tra i ragazzi la cultura della pace, della solidarietà e di cittadinanza attiva. L’obiettivo è anche quello di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei ragazzi con un’accresciuta consapevolezza delle tematiche sociali e del proprio ruolo nella società.

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In copertina, i sei ragazzi del servizio sociale di Casarsa della Delizia.

Casarsa, Cesarin resta alla guida del Piccolo Principe

La cooperativa sociale “Il Piccolo Principe” di Casarsa della Delizia ha rinnovato le cariche sociali tracciando il bilancio del 2019, guardando al futuro con l’obiettivo di rimanere sempre accanto alle persone per rispondere ai loro bisogni. Riconfermato presidente Luigi Agostino Cesarin che avrà al suo fianco Paola Ferracin in qualità di vicepresidente, Chiara Muccin, Elisa Paiero e Giacomo Trevisan come consiglieri. Come annunciato durante l’assemblea, il nuovo consiglio di amministrazione passa così da 7 a 5 amministratori, nel quadro di un nuovo assetto organizzativo generale che verrà realizzato nei prossimi mesi. Al Cda si affiancherà una direzione con il compito di tradurre le strategie e gli obiettivi individuati dal consiglio d’amministrazione in obiettivi operativi per i diversi servizi, rafforzando l’autonomia dei responsabili di servizio oltre che di ogni singolo socio lavoratore.
“Il 2019 è stato un anno ricco di sfide impegnative, trend proseguito nel 2020 a causa della crisi accentuata dall’emergenza Coronavirus che tutti stiamo affrontando – afferma il presidente Cesarin –. Alcuni settori della nostra realtà hanno sofferto maggiormente, come ad esempio il settore B di “servizio alle aziende e produzione lavoro” finalizzato all’inserimento lavorativo: il fatturato si è dimezzato rispetto all’anno precedente, anche a causa della crisi del settore manifatturiero/tessile e per questo abbiamo dovuto fare domanda di cassa integrazione. Ciò che più conta, però, è che il bilancio globale della cooperativa si chiude in positivo. Nonostante le difficoltà, abbiamo una base di riferimento valoriale e patrimoniale sufficientemente solida da consentirci di affrontare i mesi rimanenti del 2020, ma anche di strutturarci per gli anni futuri, che si prospettano già impegnativi”.
La fotografia della cooperativa sociale Il Piccolo Principe vede 87 soci con 8 nuovi arrivi, di questi 50 sono i soci lavoratori, 20 i volontari, 15 i lavoratori svantaggiati e 2 i beneficiari. Le persone sono al centro della mission della cooperativa che nel 2019 ha potuto contare anche sul supporto di 290 volontari. Sono stati 2.819 i beneficiari dei servizi socio-educativi (minori, giovani, disabili eccetera), di cui il 47% sono persone residenti nel Comune di Casarsa. Infine, sono state 74 le persone coinvolte in percorsi di integrazione socio-lavorativa, di cui 43 i lavoratori svantaggiati e 6 lavoratori di pubblica utilità.

“Durante il lockdown siamo riusciti a non chiudere completamente – aggiunge Cesarin – e siamo stati in grado di rispondere con nuove proposte e nuove modalità di intervento, in particolare alla fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi dove abbiamo rinforzato il servizio, molto apprezzato, della consegna a domicilio di cassette di frutta e verdura coltivate biologicamente. Poi, le attività di supporto a distanza fatte dagli educatori del Centro Socio-occupazionale per persone con disabilità, sia verso gli utenti che le loro famiglie, supplendo alla sospensione del servizio in presenza che ha riaperto solo a metà giugno. Il sostegno socio-educativo pomeridiano (il doposcuola) e i Progetti Giovani hanno avuto la necessità di reinventarsi nel modo di operare per supportare la didattica a distanza e le relazioni con i ragazzi, soprattutto con quelli più in difficoltà. La rete attivata da anni con scuole, servizi sociali e realtà del territorio ha avuto la sua importanza nel sostenere le azioni degli educatori e nel garantire buoni risultati e un profondo riconoscimento sociale. Dando uno sguardo ai diversi servizi della cooperativa, il Laboratorio verde, La cucina delle Fratte ed Equosolda Fvg hanno evidenziato una riduzione della loro attività, pur continuando ad operare per l’intero periodo di lockdown (salvo pochi giorni), così come il Servizio di accoglienza richiedenti asilo che ha continuato ad assistere i due nuclei ancora presenti. Infine, ha dovuto subire uno stop La Bottega Il Piccolo Principe che aveva predisposto un piano di rilancio a seguito del trasferimento della sede avvenuto lo scorso anno, ma ora è pronta a ricominciare con nuovi prodotti e iniziative”.

“Il nuovo consiglio d’amministrazione – conclude Cesarin – si prefigge anche di accompagnare la cooperativa in una costruttiva fase di passaggio intergenerazionale, in grado di mantenere e rinnovare i sogni e l’idealità originaria, adattandoli alle necessità e alle caratteristiche sociali e imprenditoriali dello spirito cooperativistico. In un periodo di crisi come questo, oltre a trovare nuovi canali lavorativi, è importante anche curare e motivare “vecchi” e nuovi soci, rinsaldando gli apprendimenti cooperativi, in modo tale da costruire basi solide per il futuro, caratterizzato da cambiamenti rapidi, necessità di flessibilità, continua lettura della realtà e dei bisogni, senza perdere di vista l’attenzione alle persone e alle comunità di appartenenza. Sicuramente una sfida, forse utopica; ma l’utopia fa parte dei valori fondanti della nostra cooperativa ed è quel motore che spinge a sognare con i piedi per terra e la mente aperta ai cambiamenti e ad avventure nuove”.

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In copertina il presidente Luigi Cesarin e qui sopra il nuovo consiglio di amministrazione.

Opportunità per i ragazzi volontari di Casarsa col Servizio civile solidale

Nuova occasione di crescita per i giovani di Casarsa della Delizia proposta dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe che sta cercando sei nuovi volontari da impiegare nel progetto di Servizio civile solidale “Lascia il segno”. Il “Servizio civile solidale” è promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia per stimolare la partecipazione dei giovani dai 16 ai 17 anni compiuti in esperienze di volontariato e di cittadinanza attiva. L’obiettivo è quello di promuovere tra i ragazzi una cultura della pace, della solidarietà e della non violenza attraverso progetti che veicolano messaggi di impegno civile e favorendone l’ingresso nel mondo del lavoro con un’accresciuta consapevolezza delle tematiche sociali e del proprio ruolo nella società. I ragazzi saranno impiegati per il periodo da ottobre 2020 a luglio 2021 per un totale di 360 ore.
A Casarsa i ragazzi potranno essere impegnati nelle attività del Servizio socio-educativo pomeridiano (il doposcuola), del Progetto Giovani e del Centro socio-occupazionale per disabili, affiancando gli operatori in attività specifiche. Poi nel periodo estivo, potranno partecipare come animatori ai due centri estivi organizzati dal Piccolo Principe ovvero il “Punto Verde” e il centro estivo alla fattoria sociale La Volpe sotto i gelsi. Tutte le attività si svolgeranno nel rispetto delle direttive ministeriali e delle conseguenti disposizioni regionali, in riferimento all’emergenza Coronavirus.
“Questa emergenza Covid-19 ha messo a dura prova i ragazzi – spiega Elisa Paiero, responsabile dei servizi per i giovani della cooperativa Il Piccolo Principe – che, nonostante il lungo periodo di isolamento, non hanno smesso di credere nella solidarietà e nel loro futuro. Per questo, oggi ancora di più, invitiamo le famiglie a considerare questa opportunità di crescita e di responsabilità nei confronti degli altri che può dare il Servizio civile solidale: ciascun ragazzo potrà dare il proprio apporto, in base alle sue inclinazioni, in uno spazio anche di autonomia progettuale. Si tratta di un progetto capace di promuovere tra i ragazzi la cultura della pace, della solidarietà e di cittadinanza attiva. L’obiettivo è anche quello di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei ragazzi con un’accresciuta consapevolezza delle tematiche sociali e del proprio ruolo nella società. Ringraziamo i ragazzi che stanno terminando questo percorso – aggiunge Paiero – e quelli che li hanno preceduti negli anni passati, perché in ogni servizio hanno fatto germogliare nuove idee, dando valore aggiunto ai servizi della cooperativa”.
Ai volontari in Servizio civile spetta un contributo complessivo pari a 892,38 euro per la partecipazione ai progetti da 360 ore: c’è tempo fino al 26 giugno prossimo entro le ore 14 per presentare la domanda.
Si possono scaricare i moduli on line sul sito www.ilpiccoloprincipe.pn.it ed inviarli a e.paiero@ilpiccoloprincipe.pn.it oppure consegnarli di persona all’Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Casarsa, previo appuntamento telefonando al numero 3403421265. Seguirà una selezione di tutti coloro che hanno presentato la domanda per arrivare a scegliere i 6 giovani volontari per l’anno 2020/2021.

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In copertina il casale della Volpe sotto i gelsi e qui sopra volontari del Servizio civile.