Anche il borgomastro di Lannach a Nimis per festeggiare il sindaco neoeletto Fabrizio Mattiuzza e salutare il commissario Giuseppe Mareschi

di Giuseppe Longo

Nimis e Lannach, “gemelli” da quasi 36 anni, in queste settimane sono stati interessati entrambi dalle elezioni amministrative. Ma mentre il Comune friulano ha eletto un nuovo sindaco, Fabrizio Mattiuzza, chiudendo l’anno commissariale, il Comune stiriano – con il quale la solida amicizia è nata nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli – ha confermato borgomastro Josef Niggas che è alla guida del Municipio, il Rathaus, da trent’anni! Ed entrambi sono stati eletti con un ottimo risultato, oltre il 60 per cento dei voti. Tanto che il sindaco austriaco ha voluto fare una breve puntata a Nimis per complimentarsi con il suo nuovo collega e rinsaldare i legami di amicizia e collaborazione, proiettandoli verso nuovi traguardi.
Il borgomastro di Lannach desiderava, nel contempo, salutare il dottor Giuseppe Mareschi che, nella sua qualità di commissario straordinario, aveva sostenuto con entusiasmo le celebrazioni dei 35 anni del gemellaggio, dapprima con la cerimonia a Madonna delle Pianelle, l’8 settembre, e poi con la sua ripetizione a Lannach la prima domenica di ottobre in occasione della locale sagra.
Un bellissimo momento di festa, alla trattoria Friuli di Torlano, al quale ha partecipato anche l’ingegner Sergio Bonfini che pure concorreva alla guida del Comune di Nimis e che ora siederà in minoranza: una presenza che ha voluto rimarcare lo spirito di confronto costruttivo che caratterizzerà il quinquennio amministrativo appena cominciato, annunciato peraltro nei messaggi di saluto e ringraziamento che Bonfini e Mattiuzza, con i rispettivi schieramenti, hanno indirizzato agli elettori via social. Preziosa per la nuova visita del Bürgermeister la collaborazione di Angelika Pfister, responsabile della Biblioteca comunale di Nimis, anche per il suo ruolo di traduttrice dal tedesco.
Intanto, appena passate le festività pasquali, il sindaco Fabrizio Mattiuzza perfezionerà la composizione della Giunta municipale, con la nomina del suo vice e degli assessori, in attesa della prima seduta del consiglio comunale – quando sarà illustrato anche il programma amministrativo – che sarà convocata, a termini di legge, entro la fine del mese.

Mareschi alla festa di Lannach.

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In copertina, il sindaco Fabrizio Mattiuzza con il borgomastro Josef Niggas.

Amministrative a Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo: tutto regolare ai seggi dove si potrà votare oggi e domani fino alle 22

I seggi elettorali dei 4 Comuni del Friuli Venezia Giulia (Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo) nei quali si vota oggi e domani per le elezioni amministrative sono stati regolarmente costituiti. Lo ha comunicato il Servizio Elettorale della Regione Fvg.
I seggi saranno aperti oggi, domenica 13 aprile, dalle ore 7 alle ore 22 e nella giornata di domani, lunedì 14, sempre dalle ore 7 alle ore 22. Negli stessi orari di apertura dei seggi – informa ancora l’amministrazione regionale – saranno aperti anche gli Uffici comunali competenti per il rilascio delle tessere elettorali non consegnate o dei duplicati in caso di deterioramento, smarrimento o furto dell’originale.

Due ingegneri (ed ex amministratori) in campo per l’elezione a sindaco di Nimis: sono Sergio Bonfini e Fabrizio Mattiuzza

di Giuseppe Longo

NIMIS – Due ingegneri ed ex amministratori, come vicesindaco e come assessore: sono i candidati alla carica di sindaco di Nimis nelle elezioni amministrative del 13 aprile prossimo. Ieri è stata infatti presentata la candidatura di Sergio Bonfini, 69 anni, già vice di Giorgio Bertolla nella passata amministrazione, conclusasi bruscamente appena dopo due anni tanto che si era resa necessaria, da parte della Regione Fvg, la nomina di un commissario straordinario – il dottor Giuseppe Mareschi -; Bonfini avrà a suo supporto anche un’altra lista, depositata contestualmente alla propria. Stamane, invece, è stato presentato lo schieramento che propone come candidato sindaco Fabrizio Mattiuzza, 47 anni, in minoranza durante la Giunta Bertolla e assessore nel precedente mandato di Gloria Bressani. Le tre liste, tutte civiche, per essere ufficializzate, e quindi rese note, dovranno passare al vaglio dell’apposita commissione, cosa che – come ha riferito l’ufficiale d’anagrafe Claudio Ceschia – dovrebbe avvenire già nel pomeriggio odierno.

Sergio Bonfini

Fabrizio Mattiuzza


Comunque, anche se i nomi delle compagini in corsa non sono ancora pubblicabili, la competizione elettorale ora si presenta in tutta chiarezza, dopo le voci e supposizioni che hanno abbondato in queste settimane, tanto da ipotizzare addirittura la presenza di una quarta lista. I candidati sindaco sono pertanto due – appunto Sergio Bonfini e Fabrizio Mattiuzza – per cui si profila la classica corsa che quasi sempre ha contraddistinto  il Comune di Nimis. Pertanto, ora può scattare quel mese di campagna elettorale che porterà al voto di Domenica delle Palme. L’amministrazione che uscirà dalle urne avrà l’onere di raccogliere l’eredità dell’Esecutivo guidato dal sindaco Bertolla e di un anno di gestione commissariale, peraltro molto apprezzata, da parte del dottor Mareschi.
Come è noto, Nimis è uno dei quattro Comuni del Friuli Venezia Giulia che partecipano a questa mini-competizione elettorale, per  cui si aggiunge a Monfalcone, Pordenone e San Pier d’Isonzo. Due in provincia di Gorizia, uno in quella della Destra Tagliamento e uno appunto in quella di Udine.

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In copertina, ecco il palazzo municipale di Nimis in piazza 29 Settembre.

Nimis è in attesa del commissario: i motivi della crisi in una lettera al paese dei cinque consiglieri usciti dalla maggioranza che sosteneva Bertolla

di Giuseppe Longo

Nimis è in attesa della nomina, da parte della Regione Fvg, del commissario straordinario che dovrà guidare il Comune fino alle prossime elezioni amministrative, dopo la caduta del Consiglio, e quindi della Giunta, con le dimissioni in massa di nove esponenti (cinque della ex maggioranza del sindaco Giorgio Bertolla e quattro dell’opposizione). Ma oggi a calamitare l’interesse della popolazione – rimasta comprensibilmente scioccata dal dissolvimento della civica amministrazione dopo neanche due anni dal voto del 2022, con il conseguente ricorso a una nuova esperienza commissariale – è una lunga e circostanziata lettera diffusa alla cittadinanza da parte del gruppo “Nimis s’è Desta” che si era costituito ancora il 3 gennaio scorso con l’adesione di cinque consiglieri: Mariacristina Del Fabbro, Stefano Doraconti (ex assessori), Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto.

Giorgio Bertolla


Con toni molto fermi e severi nel giudicare negativamente la loro esperienza politica-amministrativa nell’ambito della maggioranza in cui erano stati eletti, i cinque consiglieri – che in queste settimane abbiamo definito “dissidenti” rispetto alla linea della Giunta Bertolla e che hanno nominato quale loro capogruppo l’avvocato Stefano Doraconti – si sono rivolti ai concittadini assicurando loro che «certamente nessuno di noi avrebbe voluto giungere a questa conclusione ma, purtroppo, ci sono azioni che si compiono perché piacciono e altre perché si devono fare». Anche perché quando si erano candidati, appunto due anni fa, ognuno di loro «aveva un sogno in cui credeva: dare a Nimis una nuova stagione di innovazione, di ammodernamento e di centralità. Questo sogno, però, con il passare del tempo si è trasformato prima in disincanto e poi in delusione. E questo perché sin da subito abbiamo rilevato molte criticità e altrettante incapacità a programmare tutti insieme il futuro di Nimis con l’obiettivo di portare avanti congiuntamente progetti innovativi e di slancio del nostro paese». Una situazione, quindi, divenuta ben presto precaria e molto delicata, tanto che «le scelte prese sono state politicamente e umanamente difficili e sofferte, certamente non prese a cuor leggero, ma vista la situazione politico-amministrativa venutasi a creare sono risultate, purtroppo, inevitabili», come si legge nelle ultime righe del Gruppo consiliare “Nimis s’è Desta”.
Ma andiamo con ordine. Messo l’accento sulla crescente mancanza di dialogo e di collegialità, nonostante le reiterate richieste soprattutto da parte degli ex assessori Del Fabbro e Doraconti, si rileva che «tutto questo ha portato alla mancanza di un programma di interventi condiviso sia a breve che a lungo termine, facendo sì che gli assessori lavorassero senza coordinazione e che l’amministrazione si ritrovasse più a rincorrere i problemi da risolvere che a programmare le azioni per prevenirli. Circostanza che ha comportato purtroppo – e qui il tono si fa molto duro – la perdita di numerosi contributi e il mancato decollo delle opere già in programma: ponte della Motta rimasto fermo per un anno e mezzo nonostante tutti i solleciti ad agire, Parco delle Pianelle rimasto privo degli interventi alle cucine da inizio mandato, contributo Pnrr dell’asilo nido revocato, interventi di messa in sicurezza del ponte di Cergneu mai attivati, ecc.».
Ecco, allora, la decisione di differenziarsi, da parte dei cinque consiglieri, dalla maggioranza originaria dando origine a un gruppo nuovo, pur senza negare l’appoggio al sindaco Bertolla e alla sua Giunta. Infatti, «per cercare di dare uno stimolo costruttivo alla maggioranza, dopo quasi due anni di richieste e riunioni infruttuose», nel già ricordato 3 gennaio veniva costituito il nuovo gruppo consiliare «con lo scopo dichiarato di continuare a sostenere il sindaco e la maggioranza attivando una dialettica interna ed esterna più dinamica, propositiva e dialogante. L’idea alla base era quella di proporre una nuova progettualità alla maggioranza, dopo averla condivisa e discussa anche con l’intera popolazione. Questa semplice e banale azione democratica, attivata a fin di bene, ha scatenato una reazione incomprensibile e spropositata degli altri componenti della maggioranza». Per cui: «A risposta della creazione del gruppo, sono state messe in atto le peggiori azioni complottiste e denigratorie sui componenti dello stesso», tanto che fin da subito «il sindaco e i suoi fedelissimi hanno intavolato proposte e corteggiamenti alla minoranza offrendo ben due assessorati». E che in un secondo momento sono diventati addirittura tre.
Tuttavia, il nuovo gruppo si è impegnato a garantire «un comportamento dignitoso e riservato cercando sempre di dialogare e mantenere in vita la nostra maggioranza uscita dalle urne, credendo e sperando ancora di poter dare continuità all’azione amministrativa migliorando gli aspetti critici». La sollecitazione di giungere a una riunione chiarificatrice ha avuto, però, come risposta soltanto un allungamento dei tempi. «Durante l’incontro con gli assessori, avvenuto solamente il primo marzo – prosegue la nota dei “Destati” -, il sindaco chiedeva di ripartire alle medesime condizioni dell’inizio come se nulla fosse successo. Nonostante la campagna delegittimante posta in essere nei nostri confronti e gli ulteriori tentativi di sostituzione portati avanti anche dopo l’accordo di proseguire congiuntamente, comunicavamo nuovamente al sindaco la nostra disponibilità a continuare a patto che venissero apportate delle modifiche alla composizione della Giunta al fine di permettere, a coloro che ne avessero fatto parte, uno svolgimento sereno e profittevole dell’incarico. A tali richieste il sindaco non dava cenno di volerne sapere, anzi, chiedeva agli assessori se fossero interessati a valutare le dimissioni». «Preso atto di un tanto e non riuscendo più a comprendere la reale situazione politica interna all’amministrazione – proseguono i cinque ex consiglieri – è sorto spontaneo sentire direttamente la minoranza per capire cosa stesse effettivamente succedendo. Quanto è emerso è stato veramente deludente. Ci siamo sentiti traditi e accoltellati alle spalle dalle persone che avevamo e volevamo continuare a sostenere con le quali eravamo pronti a collaborare. Non solo continuavano i contatti con l’opposizione ma addirittura vi erano con gli stessi tentativi di richiesta di collaborazione per la stesura del bilancio di previsione, all’oscuro dei consiglieri di maggioranza. Visto il comportamento contrario a ogni etica politica e di collaborazione i due assessori del gruppo “Nimis s’è Desta”, per coerenza, presentavano le dimissioni da assessori».

Il Municipio


Uno stato di cose – si parla di «caos creato dal sindaco e dai suoi accoliti» – per cui «era diventato incomprensibile agli occhi esterni chi fosse maggioranza e chi opposizione», tanto che «constatata l’inadeguatezza del sindaco al ruolo istituzionale, tutti insieme abbiamo deciso di presentare la mozione di sfiducia». E a una ulteriore proposta di un incontro chiarificatore, «il residuo gruppo di maggioranza ha mostrato tutti i suoi limiti… invece di cogliere la mano tesa offertagli, ha posto le condizioni indicibili ed inaccettabili che inevitabilmente hanno posto fine alla trattativa». Per cui ecco l’affondo finale: «La stessa organizzazione del Consiglio con un ordine del giorno predisposto ad arte per sminuire e rendere superflua la discussione della mozione di sfiducia, relegata all’ultimo punto dopo le comunicazioni del sindaco e la presentazione delle dimissioni dello stesso, ha evidenziato l’intenzione di svilire il dibattito e ingenerare attorno al sindaco un’aureola da martire, considerato anche il fatto che avrebbe avuto in precedenza tutto il tempo per formalizzare la propria decisione. Queste le circostanze che hanno indotto tutti i consiglieri firmatari della mozione a decidere di presentare le proprie dimissioni congiunte al fine di interrompere quello che ormai sembrava essere divenuto quasi un inutile teatrino». Per cui ora non resta che attendere la nomina del commissario e andare alle prossime elezioni amministrative che è molto verosimile prevedere nella tarda primavera 2025, quindi fra oltre un anno. Nel frattempo, particolare positivo, ci saranno tutte le condizioni temporali per confezionare liste adeguate in grado di garantire, se sostenute dal voto popolare, un governo stabile al Comune di Nimis.

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In copertina, il capogruppo di “Nimis s’è Desta” avvocato Stefano Doraconti.

Presentazione Candidati : Gianfranco DELLA NEGRA

Elezioni Amministrative Udine 29/4/2018#: LISTA “IDENTITA’ CIVICA”
a sostegno del CANDIDATO SINDACO “PIETRO FONTANINI”
Gianfranco DELLA NEGRA
Nato a Udine il 10 marzo 1947

Residente a Udine Via Lombardia, 196

Stato civile, coniugato con un figlio.

Titolo di studio, diploma di Geometra.

LAVORO

Attualmente pensionato

dal 1965 al 1969 volontario nell’Aeronautica Militare;

dal 1970 al 1991 impiegato amministrazione Ospedale Civile di Udine;

escluso il periodo militare, dal 1958 ha sempre collaborato con i genitori nella conduzione di una delle rivendite di giornali e riviste più vecchie della città di Udine, la stessa è stata gestita in proprio dal 1991 al 2004;

IMPEGNI SOCIALI

Negli anni 70 impegnato con le ACLI della città di Udine e Consigliere nell’Esecutivo dell’Unione Sportiva ACLI;

Dal 1991 ad oggi nel Direttivo del Sindacato di categoria dei Giornalai a livello provinciale, regionale, nazionale.

A tutt’oggi ha sempre operato nel settore socio-culturale con impegno costante nei comitati di quartiere.

PROPOSITI PER IL COMUNE DI UDINE

Riportare UDINE al CENTRO del FRIULI collaborando con i Comuni vicini.

Dobbiamo essere ORGOGLIOSI di sentirci ITALIANI e soprattutto FRIULANI sia nativi che immigrati da altre regioni, casa, chiesa, lavoro.

Portare le PERIFERIE al CENTRO di UDINE, con un rappresentante per ogni quartiere eletto dai cittadini del quartiere stesso, nominato e istituzionalizzato dall’Amministrazione Comunale.

Far rivivere la città coinvolgendo le periferie con locali iniziative culturali, enogastronomiche, artigianali e ludiche.

MAGGIOR SICUREZZA e relativo controllo sull’immigrazione, nel rispetto delle quote nazionali previste, ad esempio facendo un censimento delle abitazioni occupate dagli stranieri e relativo numero di inquilini.

Maggior illuminazione, videocamere, presidi delle forze dell’ordine, nelle zone maggiormente a rischio.

Fare di UDINE una città non solo ACCOGLIENTE, ma ancor prima a misura di diversamente abili, strade, marciapiedi, accesso a enti pubblici e attività commerciali. Avere un occhio di riguardo per le piccole attività commerciali, basta con mega-centricommerciali che svenano la città per poi dissolversi al vento lasciando famiglie disperate senza lavoro.

ASCOLTARE L’OPPOSIZIONE,

se una proposta è di buon senso, deve essere accolta, dovremmo discutendola, lavorare in accordo per la sua realizzazione, non scartata a priori come purtroppo accade normalmente. In tal senso vorrei enfatizzare due versetti biblici : “Nella moltitudine dei consiglieri ci sta la saggezza” e “Con il metro che giudichi sarai giudicato”.