“Testimoni”, la collana editoriale Efasce presenta a Pordenone il primo libro 2026 dedicato a Vittorio Infanti e alla sua vita avventurosa nelle due Americhe

Pordenonesi nel Mondo dà il via al ciclo 2026 delle presentazioni letterarie della sua collana editoriale Testimoni. La linea – che raccoglie memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento – gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli. Il primo appuntamento del nuovo anno, in collaborazione con il Polo Tecnologico Alto Adriatico Andrea Galvani, sarà venerdì 27 febbraio alle 18 nella sede dello stesso istituto in via Roveredo 20b a Pordenone (preferibile prenotare il proprio posto scrivendo a info@efasce.it).

Angioletto Tubaro


Al centro della serata le memorie di Vittorio Infanti, nato nel 1930 a Vissignano di Bagnarola di Sesto al Reghena che, dopo i drammatici eventi legati al secondo conflitto mondiale, nel Dopoguerra visse una vita avventurosa e non priva di controversie tra Sud e Nord America, culminata con il successo imprenditoriale nel campo mobiliero (alla guida della Infanti chair manufacturing di Staten Island) e nel matrimonio con l’americana Betty. Infanti è scomparso il 1 gennaio 2025 a New York. La sua vita è stata raccolta dal professor Angelo Bertolo. Poi la professoressa Luisa Forte, vicepresidente di Efasce ha scelto questo racconto per la collana Testimoni e la professoressa Elena Marzotto, componente del Consiglio Direttivo dell’Ente, ha curato il libro che porta il titolo “Vittorio Infanti: un uomo, cento storie” (progetto grafico Giovanna Lunazzi, stampa tipografia Menini). Durante la presentazione Marzotto racconterà la storia dell’imprenditore dialogando con il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro e con l’ingegner Franco Scolari direttore del Polo tecnologico Alto Adriatico.
«Si tratta di vita vera, di esperienze reali vissute dal protagonista – spiega il presidente Angioletto Tubaro -: un testo pieno di colpi di scena, avvincente, non necessariamente con un lieto fine. Vittorio Infanti è stato indubbiamente figlio del suo tempo in molti ragionamenti e comportamenti e, dalla lettura delle sue considerazioni su vari argomenti, emerge uno spaccato fedele della società del Secondo Dopoguerra. Con questa testimonianza Efasce dimostra ancora una volta di saper cogliere gli aspetti più intimi e profondi dell’ emigrazione del secolo scorso, con protagonisti veri, messi a nudo non solo nei pregi ma anche nei difetti. Un’opera del genere non nasce per caso, ma da un lavoro di preparazione accurato e certosino che ha visto come protagoniste la professoressa Luisa Forte, vicepresidente di Efasce, e la professoressa Elena Marzotto, componente del consiglio direttivo, che ringrazio di cuore. Un ringraziamento particolare al professor Angelo Bertolo, che ha raccolto la testimonianza di Vittorio Infanti». L’incontro al Polo Tecnologico vedrà anche la partecipazione del Duo musicale AccorDòs e la lettura scenica di Michela Passatempo che reciterà alcuni brani scelti del libro. Seguirà brindisi.

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In copertina, il bellissimo libro di Efasce dedicato alla vita di Vittorio Infanti.

Si è spenta Nerina Mogentale Profizi friulana di Tolone rimasta sempre legata alla sua terra pordenonese. Il cordoglio di Efasce con Angioletto Tubaro

L’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel Mondo piange la dottoressa Nerina Mogentale Profizi, scienziata di fama internazionale, scomparsa a Tolone, in Francia, dove era presidente del locale Segretariato Efasce. Era nata a Pravisdomini il 20 giugno 1938 da Giuseppe Mogentale e Marcella Pitton: ancora bambina aveva seguito i genitori emigrati a Marsiglia, senza mai tuttavia perdere il rapporto e l’amore per il Friuli e la terra pordenonese.
«Una carriera la sua – commenta il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro – di grande importanza nel campo delle ricerche sul Dna. Per questo come Ente assieme alla Provincia di Pordenone nel luglio 2012 le avevamo conferito il Premio Odorico da Pordenone nel corso del nostro Incontro con i corregionali all’Estero a Fiume Veneto. Era una presenza attiva nella vita di Efasce a Tolone e in Francia, fiera delle sue origini italiane e friulane in particolare. Ai suoi familiari, in particolare al fratello René Mogentale e al nipote Jean-Marie, il nostro più sentito cordoglio».
Nerina Mogentale Profizi si era laureata in farmacia e medicina diventando poi docente universitaria e assistente degli ospedali di Marsiglia. Quindi fu a capo del Servizio di Laboratorio di Biologia Medica del Centro Ospedaliero di Toulon-La Seyne e professore di Ematologia all’Università di Tolone. Ha istituito un laboratorio di biologia molecolare competente nello studio del Dna e grazie al suo contributo questi laboratori sono diventati centri di ricerca e di riferimento per tutti gli ospedali di Francia per lo studio dell’Hiv, delle epatiti C e B e di molti altri virus. É stata autrice di libri, di molte pubblicazioni scientifiche e di numerosi interventi in congressi internazionali. Ha realizzato, inoltre, una ricerca sul Dna della popolazione del Friuli Venezia Giulia e del Veneto che è stata pubblicata sulla stampa specialistica internazionale, diventando studio di riferimento per la genetica delle popolazioni. Ha ottenuto molti riconoscimenti ed onorificenze e tra queste “Cavaliere dell’Ordine nazionale delle Palme Accademiche” rilasciata dal Ministro dell’Educazione Nazionale Francese e “Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana” concessa dal Presidente della Repubblica Italiana.

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In copertina, la dottoressa Nerina Mogentale Profizi in occasione della sua premiazione a Fiume Veneto nel 2012.

Pordenone, Efasce scrive un messaggio di solidarietà ai friulani del Venezuela: “Auspichiamo democrazia e prosperità”

Attenzione alta sulla situazione in Venezuela: Efasce-Pordenonesi nel mondo continua, infatti, a monitorare la condizione dei corregionali che vivono nel Paese sudamericano a dieci giorni dall’arresto del presidente Maduro da parte degli Usa. Il presidente Angioletto Tubaro ha scritto loro per esprimere la vicinanza propria e del direttivo.
«Cari corregionali del Venezuela – ha scritto Tubaro -, è con grande attenzione (ed anche qualche preoccupazione per la vostra incolumità) che Efasce segue quanto sta avvenendo. Svolgiamo questo lavoro in stretto contatto con il vostro rappresentante nella Consulta dei Segretariati Gianluca Leonarduzzi, che quotidianamente ci tiene informati. Sono ore di speranza e trepidazione che ci vedono coinvolti e vogliamo farvi sentire la nostra vicinanza».
Come è noto, la situazione è incerta e a notizie positive come quella della liberazione dei detenuti italiani nella carceri – Alberto Trentini, dopo oltre 400 giorni di prigionia, e Mario Burlò – si aggiungono altre allarmanti in un clima di forti preoccupazioni per la popolazione civile. «Restiamo a disposizione – ha concluso, pertanto, il presidente Efasce – per quanto possa essere nelle nostre disponibilità per aiutarvi e vi invito a restare collegati con noi, nella speranza che il Venezuela quanto prima possa ritrovare la strada della democrazia e della prosperità».

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In copertina, il presidente di Efasce-Pordenonesi nel mondo Angioletto Tubaro.

Da Prata di Pordenone al Brasile, in un film la storia della famiglia Cereser: sullo schermo venerdì sera al Teatro Pileo

Prata di Pordenone e Jundiaí avevano formalizzato nel settembre del 2022 nella sede del Teatro Polytheama della città brasiliana un Patto di amicizia che rappresenta non solo un riconoscimento della memoria storica, ma un impegno per futuri scambi culturali, sociali ed economici. Un legame che affonda le sue radici storiche nei legami migratori della famiglia Cereser, che proprio da Prata a fine Ottocento partì (passando per Noventa di Piave) per cercare – e trovare grazie a impegno e passione nel settore vitivinicolo – fortuna in Sudamerica. A raccontare questa formidabile storia il film “Onde há vida, há esperança – Dove c’è vita c’è speranza” del regista brasiliano Rodrigo Rodrigues che verrà presentato in prima italiana assoluta al Teatro Pileo venerdì 10 ottobre. alle 20.30, grazie all’Amministrazione comunale di Prata di Pordenone e di Efasce – Pordenonesi nel Mondo.

La cantina Cereser.


«Siamo onorati – ha affermato il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro – di poter ospitare questa importante iniziativa cinematografica che attraverso la storia della famiglia Cereser racconta idealmente anche quella di migliaia di famiglie di emigranti partite dall’Italia, e dal Friuli Venezia Giulia in particolare, per iniziare una nuova vita senza però dimenticare la propria terra d’origine. Grazie al sindaco di Prata di Pordenone Katia Cescon e alla sua Amministrazione comunale per l’accoglienza e al nostro socio Gianni Cereser che ha curato gli aspetti organizzativi della serata insieme alla nostra Segreteria».
La figura di Santo Cereser (nato nel 1838) — protagonista del film — incarna le speranze e le difficoltà che spinsero tanti italiani, nei decenni centrali del XIX secolo, a cercare un futuro oltre oceano. Il racconto della sua partenza da Genova nel luglio 1887, il lungo viaggio e il successivo ricongiungimento con la famiglia in Brasile sono simboli vicini alla storia di molte comunità italo-brasiliane. Il film assume qui un duplice valore: da un lato, veicolo narrativo per far conoscere una vicenda individuale; dall’altro, strumento di dialogo culturale tra le comunità italiane e brasiliane legate da quella migrazione. Nel contesto del gemellaggio, la proiezione del film, l’organizzazione di dibattiti e il coinvolgimento delle famiglie discendenti potranno contribuire ad alimentare memoria condivisa. La sceneggiatura, come è stato evidenziato, combina biografia, flashback, simboli e dialoghi sottili, rendendo la vicenda di Santo una metafora collettiva. L’arco narrativo, con il viaggio transoceanico, l’attesa, la speranza e il ricongiungimento, diventa elemento catalizzatore di un’identità italo-brasiliana che trascende generazioni.
«Santo Cereser, – racconta il regista Rodrigo Rodrigues – è un simbolo di resilienza e amore incrollabile, il cui viaggio risuona attraverso i secoli come testimonianza della forza dello spirito umano e dell’eterna ricerca di una casa. La sua storia è un’ode alla speranza, al coraggio e alla redenzione, un’eredità che ispira le generazioni future a inseguire i propri sogni, non importa quanto lontani possano sembrare».

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LA STORIA DI SANTO CERESER E DELLA SUA FAMIGLIA

Dopo un viaggio lungo e difficile, Santo Cereser arrivò nella regione di São Paulo, lavorando nelle fazendas, piantando viti, affrontando solitudine e nostalgia. Dopo qualche anno portò con sé la moglie Maria Piacentini e i sette figli (Carolina, Luigia, Giulia, Humberto Massimiliano, Antônio, Emma e Sofia). Stabilitosi a Jundiaí, acquistò un terreno (il Sítio Três Marias, nel quartiere Caxambu), impostando un vigneto. Esportando uve, costruì la sua attività imprenditoriale: dalle uve per altri produttori al vino proprio, fino, in tempi più recenti, al sidro, agli spumanti, alle bevande più moderne.
Il film chiude con uno sguardo verso il presente: la famiglia Cereser ormai radicata in Brasile, con una grande azienda (CRS Brands / Cereser), che porta avanti non solo un’attività economica di successo, ma anche un’eredità culturale, migratoria e simbolica fra Italia e Brasile. Nelle generazioni più recenti gli eredi continuano a gestire la CRS Brands / Cereser, sia sul piano imprenditoriale che su quello della responsabilità sociale e della rappresentanza industriale locale. Ad esempio, un discendente, Humberto Cereser, è dirigente municipale per lo sviluppo economico, scienza e tecnologia a Jundiaí.

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In copertina, l’intervento di Humberto Cereser discendente di Santo.

“Quando i figli partono”, il diario negli Usa di Daniela Francescutto: venerdì il libro Efasce a San Vito al Tagliamento

Nuova uscita per la collana “Testimoni – Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento”, realizzata dall’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti Pordenonesi nel Mondo. Il libro “Quando i figli partono”, di Daniela Francescutto e curato da Elena Marzotto, sarà presentato venerdì 5 settembre, alle 18, nella Casa Santa Caterina di San Vito al Tagliamento. L’incontro sarà accompagnato dalle musiche di Daniele Venier. La collana Testimoni è sostenuta da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli. Progetto grafico di Giovanna Lunazzi e stampa della Tipografia Menini di Spilimbergo.


Con questa uscita la collana cambia prospettiva nel suo racconto dell’emigrazione dal Friuli occidentale. Questa volta, infatti, la voce non è quella di chi è partito ma quella di una mamma che va a trovare il figlio emigratallao. Daniela Francescutto, sanvitese doc, è stata responsabile di Servizi Sociali Territoriali in Provincia sia a Udine che a Pordenone e direttrice di una Struttura Residenziale per Anziani. Grande appassionata di cucina, argomento su cui ha scritto libri e tenuto un fortunato videoblog, nel 2019 al momento di andare in pensione ha deciso di fare visita al figlio Andrea e a sua nuora Colleen a Boston, negli Stati Uniti d’America. E una volta là ha tenuto un diario della sua esperienza Oltreoceano dal 20 dicembre 2019 al 9 febbraio 2020, periodo in cui, tra l’altro, si addensavano le prime nubi della pandemia del Covid-19.
Un diario, arricchito dal racconto delle pietanze friulane e italiane da lei preparate durante il soggiorno in terra americana, che Daniela Francescutto ha consegnato ad Elena Marzotto, professoressa del Liceo Le Filandiere di San Vito al Tagliamento, la quale ne ha curato l’edizione e ha inserito la narrazione all’interno di un’ampia visuale sulla vita nell’America di oggigiorno, con tanto di riferimenti letterari, e altre memorie di genitori dell’emigrazione storica e contemporanea.
«Grazie a Daniela Francescutto ed Elena Marzotto – sottolinea il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro -, che sono anche consiglieri nel direttivo del nostre Ente, per questo racconto che allarga il punto di vista della nostra collana Testimoni non solo a chi parte ma anche a chi resta. Attraverso questo libro si possono scoprire le emozioni, gli stati d’animo e in generale la “curiosità” di Daniela che si trova catapultata a Boston in una realtà che non conosce ma che vuole scoprire anche attraverso gli occhi del figlio. Sono le impressioni di una mamma in terra straniera, nelle quali si possono ritrovare e riconoscere tanti genitori di giovani che soprattutto nell’ultimo decennio hanno lasciato la Destra Tagliamento per lavorare e vivere all’Estero. Molto bello anche il messaggio sulla conservazione della propria identità attraverso la cucina, visto che Daniela negli Usa non perde l’occasione di “friulanizzare” i prodotti locali che trova nei negozi e nelle bancarelle per trasformarli in manicaretti molto apprezzati dai suoi commensali. Assieme alla vicepresidente Luisa Forte che cura la collana, come Efasce siamo stati lieti di dare voce anche a questo aspetto dell’emigrazione, che non è solo una questione di lavoro ma anche di affetti».

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In copertina, la sanvitese Daniela Francescutto durante il suo soggiorno americano ospite del figlio.

“Pordenonesi nel mondo”, conclusa la Consulta dei Segretariati Efasce. Visite fino a domani da Spilimbergo a Grado, poi il ritorno dei delegati ai loro Paesi

Conclusa a Pordenone la prima edizione della Consulta dei Segretariati dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo. I rappresentanti di Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Romania, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Usa, Uruguay e Sudafrica hanno discusso assieme al direttivo Efasce lungo tutto il weekend del 12-13 luglio su quali azioni intraprendere per il futuro nel coinvolgimento e supporto ai corregionali all’Estero. Sostegno all’iniziativa da parte di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone, senza dimenticare il supporto della Diocesi di Concordia Pordenone.
Il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro, ha consegnato i diplomi di partecipazione a “La Consulta a convegno – Proposte per il futuro” (questo il titolo del progetto) ad Andrea Rambaldini (Spagna), Luca Pascotto (Francia), Roberto Ortolan (Regno Unito), Claudia Girardo (Uruguay, presente con il marito), Roberto Gregoris (Canada, presente con la moglie), Cynthia Paveglio (Usa), Alejandro Vivian (Argentina), Attilio Dalpiaz (Sudafrica), Giulio Armanaschi (Romania), Antonello Colussi (Russia), Argel Rigo (Brasile, presente con la moglie). Durante i lavoro si sono video collegati inoltre Ilario Bagnariol (Svizzera) e Ingrid Culos (Australia).


La giornata finale di domenica scorsa, ha visto la Messa nella Chiesa del Beato Odorico celebrata dal parroco (e delegato del vescovo Giuseppe Pellegrini per Efasce) don Alessandro Tracanelli, che nella sua omelia ha parlato del religioso presente nello stemma Efasce proprio perché, con il suo essere missionario, è stato aperto al mondo e all’accoglienza dell’altro. Poi la conclusione dei lavori della Consulta nelle sale della Parrocchia con la presenza anche dell’assessore comunale di Pordenone Walter De Bortoli che ha ricordato come condivida con i corregionali un vissuto da emigrante rientrato dalla Libia e ha pure rinnovato l’invito del sindaco Alessandro Basso a rivisitare Pordenone anche in occasione della Capitale della cultura 2027. Presenti pure i consiglieri del direttivo Efasce Pordenone con la vicepresidente Luisa Forte, il past president Gino Gregoris e il segretario Claudia Viol. Infine pranzo comunitario.
«Sono stati lavori proficui – commenta il presidente Tubaro – in cui siamo partiti dalla situazione presente in ogni singolo Stato per poi elaborare delle strategie per il futuro partendo dall’esempio delle realtà dove alcune iniziative hanno funzionato meglio. In tal senso, i prossimi mesi saranno improntati su una più ampia collaborazione con le altre associazioni che si occupano dei corregionali all’estero, dall’Ente Friuli nel Mondo ai Giuliani del Mondo e altre sigle, e a un sempre maggiore coinvolgimento dei giovani partendo dai corsi di lingua italiana e cultura friulana che proponiamo online. Risulta, infatti, evidente la necessità di questo passaggio tra generazioni dell’orgoglio di avere radici italiane e friulane, evitando che si disperda con il passare del tempo. I progetti di ogni singola realtà poi andranno calati nelle specifiche esigenze del proprio territorio, visto che differenti sono le esigenze nei Paesi dove ci sono i discendenti dell’emigrazione friulana storica e quelli dove ci sono invece gli expat più recenti. Detto questo, sono però emerse tre vie progettuali comuni: eventi legati alla cultura, all’enogastronomia e all’economia del Friuli Venezia Giulia da proporre sia in loco che in modalità online. Infine, abbiamo analizzato come sviluppare il rapporto con chi partecipa ai soggiorni estivi sul territorio regionale, come quelli in corso in questi giorni per famiglie e giovani, in modo da far proseguire l’esperienza e il dialogo anche una volta che le persone sono rientrate nei rispettivi Paesi. Tanti spunti che corrispondono ad altrettante sfide che siamo pronti ad affrontare, sempre con il sostegno di Regione, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone, come anche della Diocesi di Concordia Pordenone sempre al nostro fianco».
Precedentemente, sabato, i rappresentanti erano stati invece accolti dalle autorità. L’assessore comunale di Pordenone Walter De Bortoli, portando i saluti del sindaco Alessandro Basso, ha ringraziato i corregionali per essere voce e volto di Pordenone e del territorio provinciale nel mondo, mentre don Roberto Tondato vicario della Diocesi di Concordia Pordenone portando il saluto del vescovo Pellegrini ha ricordato come Efasce sia un ente benemerito nel sostegno agli emigrati, sia nel 1907, quando fu fondato su spinta anche di diversi sacerdoti, che ora. Michael Mastrolia, capo di gabinetto del Prefetto di Pordenone, portando i saluti del Prefetto di Pordenone Michele Lastella ha evidenziato l’importanza dell’azione di prospettiva di Efasce su un tema sempre d’attualità come quello della migrazione. Il consigliere regionale Markus Maurmair ha sottolineato, infine, come grazie ai corregionali esiste un Friuli al di fuori dei confini regionali e di come questo legame importante sia stato fondamentale anche nella ricostruzione dopo il terremoto del 1976.
Con l’occasione è stato ricordato don Vitaliano Papais, recentemente scomparso, per anni assistente spirituale Efasce in Canada e di supporto a molti emigranti. Presenti anche i consiglieri del direttivo Efasce Pordenone con la vicepresidente Forte, il past president Gregoris e la segretaria Viol. Poi i delegati si sono spostati nella sala giunta del Municipio di Pordenone per l’avvio dei lavori della Consulta dei Segretariati. Qui l’assessore De Bortoli ha donato al presidente Tubaro e a tutti gli ospiti una pubblicazione sulla città.

La prima parte dei lavori aveva visto ogni rappresentante illustrare la situazione del suo Paese. Andrea Rambaldini dalla Spagna ha delineato un quadro vivace della presenza regionale nel Paese iberico, con diversi arrivi recenti provenienti dal Regno Unito in seguito alla Brexit e con una netta prevalenza di giovani con diversi eventi organizzati dal Segretariato. Stessa vivacità in Francia dove Luca Pascotto ha detto come il Segretariato sia molto attivo con proposte culturali e con supporto ad adempimenti burocratici per i nuovi arrivati. Roberto Ortolan ha concordato con questo quadro positivo per Londra, ma ha evidenziato come invece fuori dalla capitale (lui si è trasferito a Coventry) sia più complicato coinvolgere italiani e corregionali.
Nei Paesi dell’emigrazione storica di fine Ottocento-Novecento la sfida è invece quella di interessare alle proprie origini italiane e friulane i più giovani, insegnando anche a loro la lingua. In Uruguay, come ha spiegato Claudia Girardo, sono moltissime le persone di origine friulana, ma molti di loro con il passare dei decenni hanno dimenticato queste radici. Un’altra sfida, ha aggiunto Roberto Gregoris dal Canada, è tenere aperti i vari club, sedi in cui gli emigranti si riunivano per momenti insieme tra compaesani, come a Toronto che è la città più friulana del mondo con oltre 500 mila persone di origine regionale. Situazione simile negli Stati Uniti d’America, dove Cynthia Paveglio ha portato l’esempio del Segretariato di Philadelphia che organizza serate gastronomiche dedicate al Friuli. In Argentina si riesce a tenere aperta la Casa della Provincia di Pordenone a Buenos Aires, punto di riferimento per la comunità friulana locale, come raccontato da Alejandro Vivian. In Sudafrica si sta perdendo il lascito dei tanti friulani rimasti laggiù dopo essere stati prigionieri durante la Seconda guerra mondiale: i nipoti non parlano più italiano, ha dichiarato Attilio Dalpiaz.
La Romania dal canto suo, come raccontato da Giulio Armanaschi, ha una condizione particolare: è terra sia di un’emigrazione storica che di una più recente, i cui esponenti si vogliono ora coinvolgere. Stessa situazione, anche se con numeri più ridotti, in Russia, dove da marzo di quest’anno è attivo il Segretariato Efasce più giovane, guidato da Antonello Colussi, che è intervenuto anche lui alla Consulta. Diverso il caso del Brasile: nell’area dello Stato del Rio Grande do Sul la storia dell’emigrazione è insegnata a livello curriculare a scuola e il dialetto derivato da veneto e friulano, chiamato “Talian”, è tutelato come lingua insieme al portoghese. Ci sono anche radio che trasmettono in Talian e tanti giovani coinvolti, come raccontato da Argel Rigo che ha anche ringraziato Efasce per il sostegno dopo l’alluvione che ha colpito lo scorso anno lo Stato e per l’interessamento sulla questione della cittadinanza recentemente discussa in Italia.
In videocollegamento Ilario Bagnariol, storico rappresentante dell’emigrazione friulana in Svizzera e tra i pochi superstiti della tragedia di Mattmark di cui tra pochi giorni ricorreranno i 60 anni e Ingrid Culos dall’Australia, che a Sydney sta dando supporto ai tanti giovani che scelgono di arrivare dall’Italia. Il presidente Tubaro, la vicepresidente Forte, il past presidente Gregoris e la segretaria Viol hanno ascoltato e condiviso le riflessione.
Salutati i rappresentanti della Consulta dei Segretariati, proseguono fino a domani le visite dei partecipanti ai citati progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” che, curati da Efasce e sostenuti dalla Regione Fvg, stanno visitando con la guida Simonetta De Paoli e il direttivo e segreteria Efasce il territorio regionale e i borghi da cui sono partiti i propri avi. Prossime tappe Spilimbergo, Maniago, San Vito, Valvasone, Aquileia e Grado, prima del commiato finale con consegna dei diplomi e le partenze del 18 luglio.

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In copertina, il gruppo di ospiti davanti alla Chiesa del Beato Odorico da Pordenone; all’interno immagini del lavoro della Consulta, presente per un saluto l’assessore comunale Walter De Bortoli.

Pordenonesi nel mondo, si riunisce la Consulta dei Segretariati Efasce. Domani Messa al Beato Odorico prima dei saluti

Oggi, 12 luglio, inizia a Pordenone la due giorni di lavori de “La Consulta a convegno – Proposte per il futuro”. Si tratta della prima Consulta dei Segretariati dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo. Attesi rappresentanti dell’Ente da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Germania, Romania, Svizzera, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Usa, Uruguay, Sudafrica e Venezuela.

Angioletto Tubaro


«Avremo – spiega il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro – un rappresentante per ogni Stato il quale ci illustrerà quale sia la situazione attuale dei corregionali nelle varie parti del Mondo. Da questo stato dell’arte partiremo poi per un’analisi per definire le azioni future riguardo al mantenimento dei rapporti con l’Italia e il Friuli Venezia Giulia e promuovere il ruolo di Efasce nelle varie realtà. La Consulta, prevista nel nuovo Statuto dell’Ente, è un momento davvero fondamentale nella vita di Efasce che, lo ricordiamo, esiste per mantenere il rapporto con i nostri emigranti vivo e fecondo. Grazie, a nome del direttivo, alla Regione Fvg, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone che ci sostengono in questo cammino».
Questo in sintesi il programma. Stamane un primo momento con il saluto delle Istituzioni aperto al pubblico all’Hotel Santin e l’incontro con gli altri corregionali che in questi giorni sono presenti in città partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” sostenuti dalla Regione. Il resto della giornata sarà dedicato ai lavori a porte chiuse nella sala giunta del Municipio di Pordenone, con focus su passato, presente e futuro dell’emigrazione dal Friuli occidentale. Infine, domani la Messa nella Chiesa del Beato Odorico e le conclusioni prima del commiato.

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In copertina, corregionali alla scoperta del centro storico di Pordenone.

Pordenone, i discendenti dei protagonisti dell’emigrazione storica alla scoperta del Friuli Venezia Giulia terra degli antenati

Pordenone accoglie in questi giorni i discendenti dei protagonisti dell’emigrazione storica (quella sviluppatasi tra Ottocento e Novecento) e i moderni expat partiti dagli anni Duemila in poi. Ad accoglierli l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel mondo che fino al 17 luglio organizzerà per loro due momenti significativi, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e del Comune di Pordenone e in collaborazione con la Diocesi di Concordia Pordenone. Si tratta delle visite dei progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” e della prima Consulta dei Segretariati di Efasce. Ieri incontro in Municipio, a Pordenone, con il sindaco Alessandro Basso e l’assessore Walter De Bortoli. Presenti, accompagnati dal presidente di Efasce Angioletto Tubaro, una quarantina di partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici” sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.


«Per noi – ha affermato il presidente Tubaro, ringraziando il sindaco Basso per l’accoglienza – è importante avere i nostri corregionali ogni anno ospiti in questi soggiorni, perché il rapporto con loro è fondamentale: sono i nostri ambasciatori nel mondo e siamo orgogliosi di poterli aiutare nel tenere vive le radici friulane e italiane, facendo visitare i paesi da cui sono partiti i loro avi e il resto della regione. A nome del direttivo Efasce ringrazio, oltre al Comune di Pordenone, la Regione e la Fondazione Friuli per il prezioso sostegno. Insieme ai partecipanti ai progetti per giovani e famiglie accoglieremo anche i rappresentanti dei Segretariati per la Consulta loro dedicata: ci attendono una decina di giorni intensi e ricchi di spunti, non solo a livello umano ma anche culturale».
«È un grande onore avervi a Pordenone – ha sottolineato il sindaco Basso -. I vostri avi sono andati all’estero portando con sé la grande etica del lavoro e del sacrificio propria del Friuli e di questa nostra terra, che è diventata grande nel mondo anche grazie a pionieri dell’Industria come Savio, Zanussi e Locatelli, persone illuminate che hanno saputo far nascere proprio nel pordenonese un grosso tessuto imprenditoriale. Oggi Pordenone si appresta ad essere Capitale italiana della cultura 2027, una cultura che non è fatta soltanto d’opere d’arte e monumenti, ma che è costituita anche da un patrimonio basato su lavoro, identità, tradizioni e radici. Invito tutti voi e i vostri cari a visitare la nostra città proprio in occasione di Capitale 2027, sentendovi benvenuti a Pordenone, una città che vi saprà sorprendere se non addirittura sbalordire». Nel palazzo municipale presenti anche il segretario di Efasce, Claudia Viol, e i consiglieri Daniela Francescutto e Giuseppe Gaiarin, oltre al delegato del vescovo per Efasce don Alessandro Tracanelli.


I corregionali (tra nuclei familiari e giovani) provengono da Argentina, Brasile, Canada, Francia, Usa ed Uruguay. Questi i paesi friulani di provenienza dei loro avi: Arzene di Valvasone Arzene, Bannia di Fiume Veneto, Caneva, Casarsa della Delizia, Cordenons, Gradisca di Spilimbergo, Orcenico Superiore di Zoppola, Pasiano di Pordenone, Poffabro, Prata di Pordenone, Rivarotta di Pasiano di Pordenone, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo e Tramonti di Sotto. Gli anni di espatrio vanno dal 1887 al 1964 (qualcuno ha avuto i trisnonni e oltre, altri i genitori o i nonni quali emigranti).
La visita nel capoluogo del Friuli occidentale ha fatto seguito a quella del giorno prima a Trieste in Consiglio regionale. Partendo dalla città in riva al Noncello ora vivranno un’intera settimana alla scoperta del territorio regionale e dei suoi costumi e tradizioni, visitando anche i borghi da cui partirono i loro antenati. Tappe successive – fino alla partenza del 18 luglio – a Sacile, Polcenigo, Gorizia, Villa Manin, Vajont-Barcis-Andreis, Spilimbergo, Maniago, San Vito, Valvasone, Aquileia e Grado. Con loro la vicepresidente Efasce Luisa Forte assieme alla consigliera Elena Marzotto e alla guida Simonetta De Paoli.
Nel fine settimana questi partecipanti incroceranno i rappresentanti del centinaio di Segretariati (articolazione dell’Efasce all’Estero) che si danno appuntamento a Pordenone dall’11 al 13 luglio per il secondo momento in programma: la prima storica riunione della Consulta dei Segretariati di Efasce, organismo nato con l’ultima revisione dello statuto dell’Ente. Qui ci saranno anche i rappresentanti dell’emigrazione più recente. Attesi delegati da Argentina, Australia, Brasile, Canada, Russia, Francia, Germania, Romania, Svizzera, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Usa, Uruguay, Sudafrica e Venezuela. Dopo l’accoglienza il venerdì e il sabato – con il titolo “La Consulta a confronto” – saranno dedicati ai lavori nella sala giunta del Municipio di Pordenone, con focus su passato, presente e futuro dell’emigrazione dal Friuli occidentale. Infine, domenica la Messa nella Chiesa del Beato Odorico e le conclusioni prima del commiato.

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In copertina e all’interno alcune immagini dell’incontro avvenuto sotto la Loggia del Municipio di Pordenone.

“La grande linea”, questa sera a Corva il docufilm su Bartolomeo da Panigai

Approda al Centro sociale di Corva di Azzano Decimo “La grande linea”, docufilm che racconta la vita dello studioso e religioso Bartolomeo da Panigai. Appuntamento questa sera, alle 21. L’opera audiovisiva è stata ideata da Diego Comuzzi, Mara Gobbo e Loris Tesolin. Gli autori hanno voluto riportare alla luce questo personaggio oggi quasi dimenticato, le cui idee e azioni hanno avuto influenze sulla storia dell’Europa, dell’America Latina e in generale della civiltà occidentale.
La serata è organizzata grazie alla collaborazione tra Comune di Azzano Decimo, Accademia San Marco di Pordenone, Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti e Circolo culturale di Corva, con l’importante sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni, Unsic Fvg, Villa Maria Spumanti e Unipromos Ets. La prima proiezione era avvenuta a Pravisdomini, Comune in cui si trova Panigai, lo scorso ottobre.
«Siamo lieti – ha affermato il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro, ringraziando anche tutti gli altri partner della serata – di essere parte di questo progetto anche in questa fase successiva che dopo la prima si apre al territorio provinciale con una serie di successive proiezioni. Il docufilm non si limita a raccontare la storia di Bartolomeo da Panigai, ma offre anche uno spaccato del contesto storico e culturale in cui ha vissuto, valorizzando le sue radici friulane. È un patrimonio inestimabile che in questo modo possiamo custodire e tramandare alle nuove generazioni».
«Un progetto – aveva sottolineato al momento della prima Alvaro Cardin, presidente dell’Accademia San Marco – di vasto respiro che abbiamo sostenuto con piacere e che ripercorre avvenimenti di un periodo fondamentale nella costruzione della civiltà occidentale. La vita di padre Bartolomeo fu anche un primo contatto tra le nostre terre e il Sudamerica, poi punto di arrivo per molti nostri corregionali i cui discendenti ancora oggi vivono laggiù».
Originario dell’omonima località di Pravisdomini – caratterizzata dal celebre palazzo della nobile famiglia e dove la piazzetta è a lui dedicata (con il nome di Bortolo) -, Bartolomeo è stato una personalità poliedrica del 18mo secolo. Fu infatti gesuita, matematico, fisico, cartografo, geografo, astronomo, naturalista, diplomatico, giurista, retore, filosofo e teologo. Il suo massimo incarico nel 1750, quando tracciò in Sudamerica i confini (la grande linea per l’appunto) tra Impero spagnolo e Impero portoghese.

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In copertina, la chiesetta di Panigai località di Pravisdomini della quale era originario padre Bartolomeo.

Chievolis oggi si illumina per Natale abbracciando gli emigranti pordenonesi con presepi, storie e musica gospel

Chievolis di Tramonti di Sopra, piccolo borgo immerso nelle Dolomiti Friulane, si prepara a vivere un Natale davvero speciale che unisce le generazioni e riduce le distanze. Oggi, 15 dicembre, si terrà infatti un evento dedicato ai suoi abitanti, vicini e lontani, con un focus particolare sull’emigrazione e sulle tradizioni locali. Perché per Chievolis l’emigrazione è stata una parte fondamentale della sua storia: molti abitanti hanno lasciato il borgo alla ricerca di una vita migliore, portandolo però con sé in un pezzo del cuore. L’iniziativa, promossa da Efasce Pordenonesi nel mondo e dalla Società Operaia di Chievolis, prevede una giornata ricca di appuntamenti: dalla Messa animata dal coro “InCanto” alla passeggiata tra i vicoli adornati dai presepi artigianali, fino alla videoconferenza con gli emigranti all’estero e al concerto gospel conclusivo. Un evento sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
«Quest’anno vogliamo celebrare il Natale come un momento di incontro e di condivisione, unendo le nostre radici con lo sguardo rivolto al futuro – spiega il presidente di Efasce, Gino Gregoris -. L’emigrazione è stata ed è ancora una parte importante della nostra storia regionale e vogliamo onorare coloro che hanno lasciato la propria terra per cercare fortuna altrove, mantenendo però vivo il legame con la loro terra d’origine. Sarà molto emozionante il concerto del coro gospel perché molti dei brani che canteranno sono dedicati anche ai nostri emigranti, per celebrare l’universalità del Natale e il valore di sentirsi a casa, ovunque ci si trovi».
Il programma prevede alle ore 15.30 la Messa allietata dalle voci del coro “InCanto” di Fiume Veneto. A seguire, una passeggiata tra i vicoli di Chievolis per ammirare i presepi artigianali che si concluderà con la benedizione nella piazzetta del paese. Alcuni presepi sono un richiamo al tema dell’emigrazione e al legame con la terra natia. Alle ore 17.30, la breve lezione “Storie di Emigrazione e Radici” nella sede della Società Operaia. Maria Grazia Toneatti racconterà al pubblico i sacrifici e la speranza degli emigranti che hanno portato il Friuli nel mondo. Alle 18, la videoconferenza con gli Emigranti corregionali che vivono all’Estero. Grazie all’Efasce Pordenonesi nel mondo e alla Società Operaia di Chievolis con la collaborazione dell’associazione “Amici di Tamarat”, sarà possibile interagire con chi vive lontano, condividendo racconti di vita e il forte legame con il borgo.
A seguire, Davide Ermacora, studioso del folclore friulano, accompagnerà il pubblico in un viaggio tra folclore e credenze popolari friulane: un tuffo affascinante nelle storie degli esseri soprannaturali che abitano l’immaginario del Friuli. Alle 19.30, un momento conviviale con un brindisi natalizio e di seguito alle 20.45, il coro gospel “Revelation Gospel Project” di Casarsa della Delizia si esibirà nella Chiesa parrocchiale di Chievolis. Le loro voci potenti e coinvolgenti accompagneranno in un viaggio musicale attraverso le tradizioni afroamericane.