A Rizzolo commosso addio a Edi Colaoni. Il celebrante: abbiamo perso un amico che voglio ricordare come un diamante

di Giuseppe Longo

REANA – Edi Colaoni, oltre al suo Rojale, amava tanto anche la montagna. E la morte, quasi fosse un segno del destino, lo ha colto improvvisa proprio a Ravascletto, in Alta Carnia, dove da qualche giorno l’ex sindaco di Reana era in vacanza. E prima del canto finale, con il quale si invocano gli Angeli e i Santi affinché assistano l’anima nel viaggio della speranza verso la meta finale, il coro ha intonato uno struggente “Signore delle cime”, nel quale, rivolgendosi al Dio del cielo, si canta “un nostro amico hai chiesto alla montagna. Ma ti preghiamo: su nel Paradiso lascialo andare per le tue montagne”. Parole che si ripetono anche nella seconda strofa musicata nel 1958 da Bepi De Marzi, dopo la preghiera a Maria, Signora della neve. Parole e musica così suggestive che hanno fatto scendere le lacrime a molti di coloro che hanno voluto partecipare all’ultimo saluto al cavaliere al merito della Repubblica, celebrato nella gremita Chiesa dei Santi Ilario e Taziano affrescata da Renzo Tubaro, a Rizzolo, che sorge accanto a quella casa in cui Edi era nato 63 anni fa e viveva con la moglie Marina, i figli Valentina e Thomas, vicino all’anziana mamma Lidia che era rimasta vedova in giovane età e che ora deve sopportare anche lo strazio della perdita prematura dell’unico figlio, scomparso a poche ore dal compleanno.

Ha celebrato la Messa di suffragio e le esequie don Federico Mosconi, che opera a Trieste e che da decenni era amico di Edi Colaoni, il quale aveva accanto il parroco del Rojale don Agostino Sogaro, padre Marco Bertoni, missionario saveriano in Africa e coetaneo del defunto, e altri due sacerdoti. «Fino a pochi minuti prima eravamo insieme, poi improvvisamente ci hai lasciato», ha detto don Mosconi, sottolineando il carattere aperto, solare, scherzoso e ironico di Colaoni, eclettico per dirla con una parola. «Mi piace immaginarlo – ha aggiunto – come un diamante, fatto di tante facce, ognuna delle quali rappresentava un modo di essere di Edi: nella famiglia, nel paese, nel suo lavoro in Autovie Venete, nel Comune, nelle Associazioni». Un volto amico di tutti che ha richiamato nelle sue parole anche lo stesso don Bertoni, classe 1960 come Edi, mentre Roberto Volpetti, presidente dei Partigiani Osoppo, ha sottolineato la preziosa presenza di Colaoni nel volontariato espresso in tante forme – nella stessa Apo Friuli, tra i Carabinieri in congedo, nella Pro Rojale e si potrebbe continuare ancora -, mentre Anna Zossi, sindaco di Reana da appena due mesi, ha rievocato quanto sia stato fecondo l’impegno di Edi Colaoni nella civica amministrazione, soprattutto durante i due mandati in cui è stato primo cittadino. Tutti interventi sottolineati da fragorosi applausi nei quali si sono associati anche quelli del vicepresidente della Regione Fvg, Riccardo Riccardi, intervenuto con il consigliere Edi Morandini, concittadino del defunto, molti sindaci friulani in carica o emeriti come lo era lo stesso Colaoni, gli onorevoli Angelo Compagnon e Ferruccio Saro.

Prima della benedizione della salma, impartita dallo stesso don Mosconi, è stata letta la preghiera del volontario della Protezione civile, corpo che ha sempre visto entusiasta partecipe Colaoni. Al termine, tra due ali di folla, il feretro è uscito di Chiesa e ha lasciato per l’ultima volta Rizzolo. Ma il grato ricordo di Edi rimane, quello non si cancella e continuerà a vivere oltre la morte, come ha sottolineato il celebrante. Per il credente, infatti, con la dipartita non tutto finisce, ma segna soltanto l’inizio di un’altra vita, in una nuova dimensione, quella dell’eternità. Mandi Edi!

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In copertina, il saluto al feretro all’uscita della Chiesa di Rizzolo; all’interno, immagini del rito presieduto da don Federico Mosconi e che ha visto gli interventi del sindaco Anna Zossi, di padre Marco Bertoni e di Roberto Volpetti per l’Apo Friuli.

Rojale addolorato e incredulo per la scomparsa dell’ex sindaco Edi Colaoni: ieri avrebbe compiuto 64 anni. Martedì l’addio nella Chiesa della sua Rizzolo

di Giuseppe Longo

Il Rojale è addolorato e incredulo per la morte improvvisa e prematura di Edi Colaoni, sindaco per due mandati amministrativi fino al 2014. Aveva, infatti, appena 63 anni. Sessantaquattro li avrebbe compiuti ieri, tanto che appena mi ha avvertito Facebook della ricorrenza gli avevo inviato gli auguri ignaro di quanto fosse accaduto la sera prima a Ravascletto, in Carnia, dove era in vacanza da alcuni giorni. Ben presto, però, sui social ha cominciato a circolare la triste notizia del grave malore che lo aveva colpito, suscitando grande cordoglio e sentita partecipazione al dolore della famiglia: lascia la moglie Marina e i figli Valentina e Thomas, oltre alla mamma Lidia. È stato appena stabilito che i funerali saranno celebrati martedì prossimo, alle 17, nella Chiesa parrocchiale di Rizzolo, che sorge proprio accanto alla casa dell’ex primo cittadino, mentre lunedì alle 19 sarà recitato il Rosario in suo suffragio nello stesso luogo.
Edi Colaoni, cavaliere al merito della Repubblica, sarà ricordato certamente per la lunga esperienza politico-amministrava spesa a favore del Rojale che tanto amava, ma soprattutto per il suo carattere solare, diretto, cordiale, sempre pronto alla battuta, ironico anche sulle sue condizioni di salute, già messe a dura prova parecchi anni addietro. Una persona davvero esemplare e che suscitava immediata simpatia, tanto che diventava ben presto amico di tutti. «Ci lascia un amministratore competente, profondamente impegnato per il territorio e la sua gente. Alla famiglia e ai suoi cari un sincero messaggio di vicinanza in questo doloroso momento», ha scritto in un messaggio il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, appena appresa la triste notizia. Gli ha fatto eco Anna Zossi, primo cittadino di Reana dallo scorso 9 giugno, sottolineando le sue qualità di «stimato sindaco dal 2004 al 2014, sempre presente, preparato, dedito ai cittadini e al territorio del Rojale». Ma sono numerose le attestazioni di cordoglio e di partecipazione al lutto della famiglia e della comunità  soprattutto da parte di esponenti politici. Colaoni si era, infatti, formato alla scuola cattolico-centrista, ma poi aveva maturato simpatie autonomiste tanto che attualmente era responsabile locale della Lega guidata dal ministro Salvini.


Dopo il Classico Stellini a Udine, si era laureato a Trieste in giurisprudenza – ma non l’ho mai sentito chiamare “dottore”, per tutti era semplicemente Edi -, quindi dipendente di Autovie Venete (commissario per l’emergenza della mobilità- terza corsia). Colaoni era stato per molti anni uomo-chiave nell’amministrazione comunale di Reana del Rojale, iniziando il suo impegno politico da consigliere e assessore nell’ormai lontano 1999, per poi assumere la carica di sindaco nel 2004 ottenendo la sua conferma per un altro quinquennio nel 2009, tanta era la stima che circondava la sua persona. Aveva poi ricoperto la carica di consigliere di amministrazione in diverse realtà del territorio dal Cato (Consulta d’ambito ambientale) al Ditedi (Distretto delle tecnologie digitali) e all’A&T( servizi di igiene ambientale), nonché al Cafc (Consorzio acquedotto Friuli Centrale, ente gestore del servizio idrico integrato) di cui era stato anche vicepresidente. Ha avuto parte attiva in tanti sodalizi cittadini, dalla Pro Loco del Rojale, per la quale è stato uno dei promotori più convinti e appassionati, alle Acli e all’Anac. Edi Colaoni era iscritto anche all’albo dei “Sindaci emeriti del Friuli Venezia Giulia”, ma il suo impegno è ricordato pure dalla Protezione civile locale, dalla sezione dell’Associazione partigiani di Osoppo – era facile incontrarlo, per esempio, alle vicine commemorazioni di Torlano, il 25 agosto, e di Nimis, il 29 settembre -, dai Carabinieri in congedo e dagli Alpini.
Con la così prematura e dolorosa dipartita di Edi Colaoni scompare anche un importante punto di riferimento per la vita della sua Rizzolo e e di Reana in generale. Per cui saranno sicuramente in tanti coloro che, martedì, vorranno dargli l’ultimo saluto ed esprimergli riconoscenza per quanto ha fatto in tanti anni di dedizione alla comunità, nella consapevolezza che il Rojale con lui ha perso indubbiamente uno dei suoi figli migliori.

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In copertina, Edi Colaoni morto improvvisamente a 63 anni; all’interno, con la fascia tricolore quando era sindaco di Reana e infine con la centenaria Paola Del Din e l’onorevole Elena Lizzi.