A Udine domani nello studio Celiberti innovativo evento dedicato a Pasolini

Il prestigioso studio udinese del maestro Giorgio Celiberti, gloria dell’arte regionale – e non solo – contemporanea, diventa palcoscenico di un appassionante e innovativo evento su Pier Paolo Pasolini, “PPP: doppia prospettiva”: l’appuntamento è per domani 31 ottobre, alle 18, con ingresso libero (ma previa prenotazione a federicasansevero@gmail.com: 70 i posti disponibili). Lo spettacolo chiude il progetto “Dos Doi Due in Uno”, proposto nell’ambito della rassegna udinese “Estate in città” e finanziato dal Comune di Udine; “PPP: doppia prospettiva” sarà poi replicato a Pasian di Prato il 4 novembre (alle ore 21, in auditorium), con il finanziamento del Comune, e a Remanzacco il 6 novembre (alle 21, nell’auditorium De Cesare), nel caso nell’ambito del progetto “Avamposto – We are standing on the edge”, finanziato dal bando regionale per le iniziative culturali dei giovani 2025 e finalizzato a reinventare il modo di raccontare la storia del Friuli Venezia Giulia nel secondo dopoguerra, trasformando eventi complessi come l’eccidio di Porzûs e la strage di Peteano in un’esperienza teatrale immersiva e interattiva. Allo scopo è stato reclutato un gruppo di ragazzi che seguiranno una formazione storica e teatrale su argomenti che collocano il Friuli al centro della storia nazionale e internazionale.

LO SPETTACOLO. C’è la questione irrisolta della morte di uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento al centro dello spettacolo-conferenza con musica dal vivo firmato da Federica Sansevero (sul palco insieme alla musicista Cristina Spadotto) e Valentina del Toso, che mettono a confronto due ipotesi nettamente diverse ma complementari: quella espressa dal pittore Giuseppe Zigaina nel saggio “Pasolini e la morte” (dove si sostiene che il letterato avrebbe pianificato la propria fine, “costruendola” come il suo ultimo capolavoro e lasciando, nelle proprie opere, indizi al riguardo, da interpretare) e quella, invece, di un omicidio legato a questioni politiche. La prima – tesi quasi esoterica, significativa anche perché immerge nel mondo sperimentale e simbolico di Pier Paolo Pasolini, documentando nel contempo come soffrisse per molteplici traumi subiti – sarà appoggiata e sviluppata da Sansevero, la seconda da Valentina del Toso.

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In copertina e all’interno due immagini dello spettacolo in programma domani.

A Udine il “Teatro del Silenzio” cerca nuovi talenti per raccontare la nostra storia con le stragi di Porzûs e Peteano

Un reclutamento di giovani attori, per una formazione teatrale ma anche storica (a titolo gratuito) che sfocerà nella stesura e nell’interpretazione di un testo scenico: a lanciarlo è il “Teatro del Silenzio” di Udine, che sta cercando nuovi talenti – di età compresa fra i 18 e i 35 anni – per il progetto “Avamposto. We are standing on the edge”, inedita iniziativa che punta a trarre da eventi storici complessi una proposta teatrale immersiva e coinvolgente. Finanziata dalla Regione Fvg, l’esperienza è ben distante dal “solito” spettacolo teatrale: «Reinventeremo – spiega la presidente del “Teatro del Silenzio”, Federica Sansevero – il modo di raccontare la storia del Friuli Venezia Giulia nel dopoguerra, prendendo spunto da eventi quali l’Eccidio di Porzûs e la Strage di Peteano e trasformandoli in un dispositivo di analisi storica attraverso il teatro. L’idea è quella di convertire il format della “cena con delitto” in uno strumento di riflessione storica profonda. La drammaturgia presenterà simultaneamente punti di vista diversi, rifiutando interpretazioni definitive e invitando il pubblico a confrontarsi con la complessità del passato».
“Avamposto” diventerà metafora di un territorio ricco di potenzialità geopolitiche inespresse. Il testo che verrà scritto con il contributo dei giovani attori esplorerà l’idea di un’Italia post-bellica strategicamente posizionata tra Oriente e Sud petrolifero, che avrebbe potuto svolgere un ruolo chiave nelle relazioni internazionali ma che, invece, è stata bloccata da un clima di insicurezza costruito ad arte. Il Friuli “raddoppia” questa condizione nazionale: una regione-avamposto ostacolata nella sua crescita. Italia, Friuli e nuove generazioni, dunque, condividono lo stesso destino di grandi potenzialità congelate.
Sotto la guida della regista Federica Sansevero e con il supporto drammaturgico di Valentina Del Toso, i partecipanti produrranno due corti teatrali da 35 minuti ciascuno: uno sarà dedicato a Porzus, il secondo a Peteano. Non si tratterà, come detto, di semplici spettacoli, ma di “dispositivi teatrali” adattabili, che potranno trasformarsi in coinvolgenti cene con delitto, aperitivi culturali, momenti di teatro-documento nei luoghi della memoria. Il progetto integrerà teatro e musica dal vivo, offrendo un’esperienza formativa completa e multidisciplinare. Il percorso formativo si aprirà in autunno, per chiudersi a luglio con la presentazione del lavoro. Per candidarsi basta inviare una mail a federicasansevero@gmail.com

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In copertina, l’attrice Federica Sansevero preesidente del Teatro del Silenzio.

“Sangue sulla Resistenza”, domani a Casarsa Tommaso Piffer presenta il libro su Porzûs: morì anche Guido Pasolini

La sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich, a Casarsa della Delizia, ospiterà domani, alle ore 18.30, la presentazione del libro “Sangue sulla Resistenza” di Tommaso Piffer, illustre professore di storia contemporanea all’Università di Udine e direttore scientifico di Friuli Storia. Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di storia, che avranno l’opportunità di approfondire la conoscenza di uno degli episodi più controversi della Resistenza italiana: l’Eccidio di Porzûs. Il tragico evento nel cui contesto trovò la morte anche il giovanissimo casarsese Guido Pasolini, fratello del poeta Pier Paolo.

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Tragedia sulla Marmolada

Prosegue la rassegna Cinema Casarsa, ospitata al Teatro Pier Paolo Pasolini. Domani, alle ore 20,45, verrà proposto “Marmolada 03.07.22” in collaborazione con Amici della Montagna San Giovanni e Sezione Cai San Vito al Tagliamento. Il docufilm racconta la tragedia e fonde interviste, materiale di repertorio inedito e nuove riprese, in un unico linguaggio narrativo capace di restituire l’impotenza dell’uomo di fronte alla forza della natura. Una dedica a chi quel giorno perse la vita nella tragedia e a tutti coloro che si prodigarono per aiutare e recuperare sopravvissuti e non.

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«Siamo lieti di ospitare la presentazione di questo importante libro – hanno spiegato Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa, e Pierluigi Rosa, presidente di Forum Democratico – che contribuisce a fare luce su un capitolo controverso della nostra storia. Con questo evento, vogliamo offrire un’occasione di confronto, per comprendere meglio le dinamiche di un periodo storico complesso e promuovendo un dialogo costruttivo e una riflessione sul passato». Attraverso un imponente e accurato lavoro di archivio, che incrocia per la prima volta documenti inediti italiani e sloveni, Tommaso Piffer getta nuova luce su uno degli episodi più dolorosi della resistenza italiana, dando un nome e un volto ai mandanti dell’eccidio e mostrando come i fatti di Porzûs non siano soltanto una storia di frontiera, ma uno «straordinario crocevia di tutta la storia del Novecento europeo». L’autore dialogherà con la giornalista Silvia Giacomini. Ingresso libero e gratuito. L’evento è organizzato dalla Pro Casarsa in collaborazione con Forum Democratico, Comune di Casarsa della Delizia e con il sostegno del Centro Studi Pier Paolo Pasolini e Banca 360 Fvg.

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In copertina, il giovanissimo Guidalberto Pasolini, per tutti Guido, morto nel contesto dell’Eccidio di Porzûs.

Casarsa ricorda Guidalberto Pasolini il giovane partigiano vittima nel 1945 dell’eccidio di Porzûs al Bosco Romagno

Nel cimitero di Casarsa della Delizia, il sindaco Claudio Colussi, il presidente della Pro Loco Antonio Tesolin e il presidente del Forum Democratico Pierluigi Rosa ieri hanno deposto un mazzo di fiori con tricolore sulla tomba dei partigiani a ricordo di Guidalberto Pasolini – nome di battaglia “Ermes” -, il fratello di Pierpaolo ucciso appena diciannovenne il 12 febbraio 1945, nel contesto dell’eccidio di Porzûs, in località Bosco Romagno nei pressi di Cividale.

La tomba dei partigiani casarsesi.


Ma il giovane partigiano casarsese sarà commemorato anche in un incontro di approfondimento. L’appuntamento – che fa parte del ciclo “Incontri con la storia” organizzato da Pro Casarsa e Forum Democratico in collaborazione con il Comune – è in programma per giovedì 15 febbraio, alle ore 18.30, nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zmajevich.
Come già annunciato, sarà presentato il libro “L’eccidio di Porzûs – Le testimonianze dei partigiani azionisti al processo di Lucca” di Gianni A. Cisotto, edito da Biblion nel settembre scorso: l’autore sarà presente in sala e dialogherà con Paolo Strazzolini, docente dell’Università di Udine e ricercatore storico. Il libro propone una rilettura dei drammatici avvenimenti del febbraio 1945 attraverso le testimonianze dei partigiani azionisti al processo di Lucca. Ingresso libero.

Per info: via Whatsapp al numero 338.874972 via mail all’indirizzo segreteria@procasarsa.org

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In copertina, il sindaco Colussi con Tesolin e Rosa all’omaggio nel cimitero di Casarsa.

Faedis, rievocata la tragedia di Porzus. “Onore a chi la lottato per la libertà”

«Il sacrificio delle persone che hanno reso libera l’Italia e che ci hanno fatto conquistare questa democrazia è un sacrificio che va rispettato e va ricordato». Lo ha evidenziato ieri mattina il vicegovernatore della Regione FVg, Riccardo Riccardi, intervenendo, nella parrocchiale di Canebola, nel corso delle celebrazioni in ricordo dell’eccidio dei partigiani della Brigata Osoppo avvenuto alle Malghe di Porzus settantasette anni fa.

Il vicegovernatore Riccardi a Canebola.

«La verità della storia – ha precisato, come informa Arc, l’esponente della Giunta Fedriga – è un passaggio ineludibile per costruire il futuro, in particolare in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo uscendo dalla pandemia e con le preoccupazioni dei venti di guerra che soffiano non molto lontano dal nostro Paese. Per questo – ha affermato Riccardi – essere qui, oggi, è un dovere delle istituzioni». «Il concetto di Patria – ha proseguito – e di identità italiana che non vuole dire nazionalismo, è la radice dell’Europa, ed è la spiegazione delle ragioni e della storia che per troppo tempo in questo confine orientale sono state tenute nascosta: è quindi un dovere essere qui oggi a onorare e a ricordare. Il patriottismo – ha concluso il vicegovernatore – è un grande valore che deve essere coniugato con intelligenza ed equilibrio e soprattutto deve’essere spiegato alle nuove generazioni».
Riccardi ha preso la parola a conclusione della cerimonia religiosa nella Chiesa di Canebola, dopo la deposizione delle corone d’alloro in ricordo dei Caduti della Seconda guerra mondiale, in piazza a Faedis, e nella stessa frazione montana, nel 77° anniversario dell’Eccidio di Porzus avvenuto mentre si stava concludendo la Seconda Guerra mondiale.

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In copertina e all’interno due immagini delle commemorazioni a Canebola e a Faedis.