L’addio di Nimis a Livia Valent che lascia una preziosa testimonianza sul valore del volontariato in una piccola comunità

(g.l.) Il prezioso ruolo del volontariato in un piccolo paese è emerso in tutta la sua evidenza, nel Duomo di Santo Stefano, a Nimis, durante il funerale di Livia Valent, spentasi a 82 anni, dopo una lunga malattia. La defunta si era, infatti, molto impegnata in parrocchia, fino a quando le forze l’hanno sostenuta, come catechista e per questa sua dedizione monsignor De Tina ha avuto parole di grande riconoscenza, anche a nome della comunità, tanto da indicarla come un luminoso esempio.
Traendo spunto dalle parole del Vangelo di Matteo, scelte appositamente per l’ultimo saluto, don Rizieri ha infatti incentrato tutta la sua omelia proprio sul valore del volontariato e della nostra disponibilità verso gli altri, e ha sottolineato quanto sia importante «dare senza nulla ricevere», sapendo di aver fatto qualcosa di utile a favore della società in cui si vive. Nel 2024, Livia Valent era rimasta vedova del bancario in pensione Giuseppe Cuffolo ed era madre di Matteo, già assessore comunale durante l’amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Bertolla.

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In copertina, Livia Valent vedova Cuffolo che si è spenta a Nimis a 82 anni.

Nimis, addio a Mauro Domenicone ricordando il suo arrivo negli anni Sessanta con Mazzetti e la nascita dell’impresa

di Giuseppe Longo

Chi oggi ha una certa età ricorda sicuramente che a Nimis, agli inizi degli anni Sessanta, le strade, ancora bianche, erano tutte sottosopra. L’allora civica amministrazione guidata dal sindaco Guido Barchiesi aveva, infatti, avviato la realizzazione dell’impianto fognario, affidandone l’incarico all’impresa Mazzetti. E con la ditta laziale, in un ruolo di primissimo piano, lavorava il giovane Mauro Domenicone. Anche lui proveniva dalla regione del Centro Italia, esattamente dalla Provincia di Frosinone, terra che amava tanto, ma nella quale non sarebbe più ritornato perché ben presto avrebbe imparato ad amare anche il Friuli e soprattutto Nimis che l’aveva accolto e dove poi è  sempre vissuto, fino al raggiungimento di una bella età. La sua vita di grande lavoratore si è, infatti, chiusa a 91 anni e ieri pomeriggio ha ricevuto l’ultimo saluto, durante il funerale celebrato nel Duomo di Santo Stefano, dove la sera precedente era stato recitato il Rosario in suo suffragio.
Nel paese pedemontano, il laziale Mauro Domenicone si era dunque fermato e, con la sua Teresa, aveva formato una numerosa famiglia – quatto i figli: Liana, Claudio, Anna e Maria -, dando vita dopo l’esperienza Mazzetti anche a una impresa stradale ed edile tutta sua, nella quale ha beneficiato a lungo anche della collaborazione del fratello Vincenzo, mancato un paio di anni fa. Un’impresa che, con impegno e sacrifici, ben presto sarebbe cresciuta soprattutto durante i frenetici anni della ricostruzione post-sismica, affermandosi sempre più grazie alle intuizioni lungimiranti, allo spirito di intraprendenza e alla tempra di un uomo davvero instancabile. Oggi si tratta di una importante realtà guidata dai figli che Mauro ha seguito assiduamente fino a quando le forze glielo hanno consentito. Trentacinque anni fa è nata, infatti, per iniziativa dei fratelli Claudio, Liana e Anna la “Domenicone Costruzioni”, nella quale era confluita anche la ditta fondata dal padre, assumendo una struttura che le ha consentito di affrontare importanti progetti in tutto il Friuli Venezia Giulia. Una grande avventura che Mauro rievocava sempre con orgoglio ed emozione, come anche l’ultima volta che l’ho incontrato. Quando mi aveva nuovamente ricordato proprio gli anni del suo arrivo a Nimis con l’impresa Mazzetti. E da lì tutto era cominciato!

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In copertina, l’impresario Mauro Domenicone che è scomparso a 91 anni.

“Carnevâl a Nimis” pronto al debutto: anteprima a Città Fiera e Trenino del Gusto in attesa della grande sfilata che sarà aperta dalla Banda di Vergnacco

(g.l.) «Non c’è Carnevale senza la “sfilata di Nimis”. Non vediamo l’ora!». Le parole, comparse sui social, della Banda Filarmonica di Vergnacco “fotografano” con efficacia il clima di attesa della grande festa in maschera che la Pro Nimis ha messo in calendario dal 28 febbraio al 4 marzo. E ora che il maxi-tendone è stato innalzato a tempo di record in piazza 29 Settembre, siamo entrati a pieno titolo nell’atmosfera che precede il “Carnevâl a Nimis”, quello che ormai è diventato l’appuntamento per eccellenza dell’anno e che aveva preso le mosse dalla liberazione del Pust avvenuta a Cergneu nella vigilia epifanica.

Il maxi-tendone in piazza 29 Settembre.


Una manifestazione piena di entusiasmo e con tanta voglia di crescere ancora, tanto che quest’anno ora si presenta all’insegna anche di due importanti novità, come l’anteprima di “giovedì grasso” a Città Fiera grazie all’intesa che il centro commerciale alle porte di Udine, il più importante di tutto il Friuli Venezia Giulia, ha raggiunto con gli organizzatori nimensi e il Trenino del Gusto che partirà sabato mattina proponendo un invitante viaggio alla scoperta dei sapori nel paese pedemontano.
E saranno proprio gli “ottoni” del Rojale – storica presenza anche sul prato di Madonna delle Pianelle in occasione dei tradizionali festeggiamenti settembrini – ad aprire l’allegra sfilata dei gruppi allegorici di domenica prossima, ultima di Carnevale. Sfilata che sarà resa ancora più “frizzante” dal ritorno anche degli Splumatz. Ma la manifestazione comincerà già venerdì con l’inaugurazione fissata, appunto sotto il maxi-tendone, alle 20.30. Quindi spazio alla musica con il live show degli Absolutes. L’indomani, sabato, oltre al debutto del citato Trenino del Gusto (il via alle 10.30), nel pomeriggio ci sarà un intrattenimento per bambini in maschera con il gruppo OraNimis seguito da uno spettacolo di magia con Gasp. Al termine, alle 18.30, camminata notturna in maschera per le vie Nimis – una sorta di anticipazione della sfilata del giorno successivo – con la premiazione dei tre gruppi più numerosi e delle tre maschere più belle e originali. Quindi, dalle 21.30, seguirà l’evento “Nimis On Fire – 3° Carneval Edition” con Radio Piterpan.
La giornata domenicale comincerà già alle 10.30 con animazione per i bambini, seguita dalla premiazione del concorso scolastico L’arte del creare. Nel pomeriggio invece, in attesa del via alla sfilata (ore 14), spettacolo di bolle di sapone con i Manola e gonfiabili per bambini Free. Lunedì poi la consueta pausa di riposo, più che opportuna per ricaricare le batterie in attesa del gran finale di “martedì grasso”, il giorno di “Carnevalon”. Grande attesa per l’estrazione dei premi della ricca lotteria (ore 20.30) che pure quest’anno pone al suo vertice una fiammante autovettura, esposta da alcuni giorni sul sagrato del Duomo di Santo Stefano. Al termine via alla musica sfrenata nella festa in maschera con gli le più grandi hit degli anni 2000. Sono annunciati premi per la maschera più bella e per il miglior gruppo mascherato. A tarda notte il gran finale del “Carnevâl a Nimis” con l’arrivederci al 2026, mentre il Pust tornerà a rintanarsi nel suo Cantun fino al prossimo 5 gennaio.

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In copertina, l’autovettura primo premio della lotteria del Carnevale di Nimis che aspetta il suo fortunato vincitore.

Affettuoso grazie a don Rizieri De Tina: festa per la Cittadinanza benemerita attribuitagli dal Comune di Nimis per quasi mezzo secolo di impegno pastorale

di Giuseppe Longo

NIMIS – «La Comunità di Nimis ritiene di esprimere il proprio riconoscimento per l’attività pastorale, la guida e il sostegno spirituale svolti per oltre 40 anni da don Rizieri; e quindi, con i poteri del consiglio comunale, ho conferito a monsignor Rizieri De Tina la Cittadinanza benemerita del Comune di Nimis per il suo servizio pastorale proteso quotidianamente alla guida e sostegno spirituale dei parrocchiani e dell’intera Comunità». Sono le parole con cui il commissario straordinario, Giuseppe Mareschi, ha pronunciato a mezzogiorno nel Duomo di Santo Stefano, quando, appena conclusa la Messa domenicale, ha annunciato l’importante riconoscimento al pievano, a Nimis dal lontano 1978 e che il primo gennaio ha compiuto 80 anni, peraltro portati splendidamente. Un annuncio accolto da tutti con un calorosissimo applauso e con emozione da parte dell’interessato, per il quale si è trattato di un’autentica, e quindi ancora più gradita, sorpresa. Bocche cucite, infatti, da parte di tutti coloro che sapevano dell’iniziativa fino all’ultimo. E la cosa è riuscita perfettamente.
«Avevo avvertito strani movimenti stamattina – ha detto don Rizieri, visibilmente commosso -, ma non mi sarei aspettato questa festa bellissima. Grazie di cuore a tutti voi e in particolare al Comune e al suo commissario. Ho compiuto 80 anni e oltre 46 ne ho passati qui con voi, per cui vorrò rimanere qui anche quando il Signore mi chiamerà. E sulla mia lapide – ha aggiunto – desidero che, sotto nome e cognome, venga scritto “Fêi di Diu, come te”».

Si è trattato di una Messa molto bella e partecipata perché, ricorrendo la festa post-natalizia della “Parola di Dio”, era stata organizzata proprio per oggi la cerimonia con la quale i genitori hanno consegnato ai loro bambini, che quest’anno si accosteranno alla Prima Comunione, una copia del Vangelo. E proprio da una significativa pagina di Luca monsignor De Tina ha attinto per approfondire il tema, sottolineando come ognuno di noi, con la propria sensibilità, possa sintonizzarsi con la Voce del Signore. Al termine del rito, quindi, il conferimento all’arciprete della Cittadinaza benemerita, introdotta da un breve intervento del presidente del consiglio pastorale, Pietro Nocera, il quale – interpretando i sentimenti della popolazione di Nimis, Chialminis, Ramandolo e Torlano -, ha sottolineato quanto sia grato il paese per quanto ha fatto e sta ancora facendo don Rizieri. Ed è proprio questo senso di gratitudine che ha spinto il consiglio stesso a proporre il riconoscimento comunale per il parroco. «Una proposta – ha detto il dottor Mareschi – a cui non potevo e non volevo dire di no. Io, però, sono qui come commissario straordinario e quindi ho un ruolo prettamente tecnico. Ma ci sono questioni che, una volta aperte devono essere risolte, e così ho pensato di chiedere a chi, nel tempo, ha rappresentato l’intera Comunità di Nimis, gli ex sindaci. La risposta è stata immediata, sincera e unanime, e quindi ho ritenuto di poter accogliere la proposta del consiglio pastorale».

Il commissario comunale ha quindi proposto un breve profilo del festeggiato. «Don Rizieri De Tina, nativo di Zompicchia di Codroipo e che il primo gennaio scorso ha compiuto 80 anni, è stato ordinato sacerdote – ha ricordato Mareschi – il 26 settembre 1970. E, dopo esperienze pastorali nella vicina Tarcento, in particolare a Coia e Sammardenchia, nel 1978 è giunto in questo paese assieme al nuovo arciprete Luigi Murador, a don Luigi Gloazzo e a don Flaviano Veronesi: negli anni dell’immediato post-terremoto, l’allora arcivescovo Alfredo Battisti aveva infatti voluto dare vita a una nuova esperienza pastorale proprio a Nimis che nel frattempo era rimasto senza parroco. Nel 1984, dopo la prematura scomparsa di monsignor Murador, don Rizieri, che nel frattempo si era occupato anche di Monteaperta, è stato scelto quale nuovo pievano, Da allora ha ininterrottamente svolto il suo servizio pastorale a Nimis, desiderando rimanere a offrire il proprio impegno sacerdotale anche al compimento dei 75 anni, quando ha rinunciato, come prescritto, alla responsabilità materiale della Pieve, che è stata invece affidata al parroco di Faedis che ne è divenuto amministratore». Il dottor Mareschi, annunciata infine la nomina, ha concluso citando una battuta dello stesso don Rizieri che dice di essere «un predi di pais, robe di curtil». «Ma è proprio in questo “curtil” – ha aggiunto – che il parroco ha scritto, assieme a voi e e al Padre Eterno, il libro più bello: quello della vita». E alla fine, in fondo alla Chiesa – visto il maltempo -, non poteva mancare un brindisi con tanti manicaretti preparati da persone generose, sempre pronte a collaborare con la Parrocchia.

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In copertina, monsignor Rizieri De Tina riceve l’attestato di Cittadino benemerito del Comune di Nimis dal dottor Giuseppe Mareschi; all’interno, gli interventi del direttore del consiglio pastorale Pietro Nocera, dello stesso commissario e del parroco che ringrazia per l’importante riconoscimento. Infine, due momenti della cerimonia della consegna del Vangelo da parte dei genitori ai bambini della Prima Comunione e il Duomo pieno di fedeli.

Epifania, stasera Cergneu libera il Pust e dà il via al Carnevale. E a Nimis si lavora per la grande sfilata: sono in vendita i biglietti della ricca lotteria della Pro Loco

(g.l.) È arrivato finalmente il giorno del Pust, il mitico personaggio che a Cergneu dà il via al Carnevale con un giorno di anticipo rispetto alla data tradizionale che vuole cominci al termine delle celebrazioni epifaniche. L’appuntamento nella frazione di Nimis è fissato alle 17 quando ci sarà l’apertura dei chioschi, mentre alle 18.30 seguirà la Messa. Al termine del rito, alle 19, partenza della fiaccolata al suono dei tamburini alla volta del Cantun dove il Pust è imprigionato dalla scorsa Quaresima. Liberato il Pust, alle 20 ci sarà l’accensione del Palavin – così viene chiamato nel paese del Lagna il “pignarûl” – in un momento di grande festa.

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Benedizione dei bambini  e falò

E domani, a conclusione del lungo ciclo delle feste natalizie, Messa dell’Epifania anche a Nimis. La celebrazione si terrà alle 11, nel Duomo di Santo Stefano, con la tradizionale Benedizione dei bambini davanti al bellissimo Presepe allestito ai piedi dell’altare. Poi, in serata l’accensione dei tradizionali falò epifanici (sperando nel clemenza del tempo!).

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«Anche quest’anno, come ogni sera del 5 gennaio, Cergneu – si legge in una breve presentazione del tradizionale avvenimento – diventa protagonista del Rsveglio del Pust (Carnevale, nel dialetto sloveno), che dopo il lungo anno di letargo viene liberato e dà inizio al Carnevale. L’usanza del Risveglio vede un gruppo di persone in vestiti d’epoca recarsi al Cantun (grotta) e liberare il Pust dalle catene. Ha poi inizio il rumoroso corteo, illuminati dalle torce infuocate dei partecipanti, che raggiungerà il punto in cui è stato allestito il Palavin (falò), ritualmente acceso dal Pust stesso. L’accensione, seguita da balli e canti e accompagnata da prodotti gastronomici locali, dà inizio al Carnevale, al termine del quale il Pust ritornerà ad essere rinchiuso nel suo Cantun fino all’anno successivo».
E a proposito di Carnevale, a Nimis gira a pieno regime la macchina organizzativa della Pro Loco per la prossima sfilata che, tradizionalmente, si snoda per le vie del paese l’ultima domenica di Carnevale, quella che precede il Mercoledì delle Ceneri. In vista del grande evento, conosciuto in tutto il Friuli, sono in vendita da diversi giorni nei negozi i biglietti della ricchissima Lotteria che, come l’anno scorso, porrà in palio anche una vettura.

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In copertina, il grande Palavin preparato a Cergneu per l’accensione di questa sera.

Oggi a Nimis Dj Tubet conclude il programma natalizio del Comune

(g.l.) E oggi Dj Tubet gioca in casa. Il rapper di Nimis sarà, infatti, il protagonista della parte conclusiva dello spettacolo in programma alle 17.30 nella sala dell’Oratorio parrocchiale, il Teatro Juventus, dove la Compagnia dei Riservati presenterà “Il Natale di Rebecca” con Sonia Cossettini ed Elena Genio. Lo spettacolo corona il bel programma natalizio proposto dal Comune di Nimis, con il sostegno della Regione Fvg, che si era aperto con l’accensione dell’Albero in piazza 29 Settembre proponendo poi, tra le altre iniziative, il riuscitissimo concerto gospel di sabato scorso che aveva riempito il Duomo di Santo Stefano.
Quello di oggi è, dunqe, il quarto appuntamento con “Il Natale di Rebecca”, il magico spettacolo proposto dalla Compagnia dei Riservati che accompagna il pubblico in una bellissima avventura a tema natalizio che piace a grandi e piccoli: Rebecca è, infatti, una bambina che la notte di Natale viaggia in un mondo fantastico popolato da creature colorate e divertenti. Tre gli allestimenti in provincia di Udine, dopo il via a Fanna nel Pordenonese, e cioè a Feletto Umberto, a Venzone e ora, appunto, a Nimis. Dove ci sarà il gran finale, con sorpresa, assieme al Dj Tubet e al suo rap reggae friulano.
Lo spettacolo della Compagnia dei Riservati beneficia di varie collaborazioni, tra le quali ricordiamo quella del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, il Dj Tubet che oggi sarà protagonista al Teatro Juventus a Nimis.

Natale in musica a Nimis, Tarcento e Monteprato tra gospel, fisarmoniche e canti nella Notte dei “Madins”

(g.l.) Bella musica, tutta intonata allo spirito del Natale, tra oggi e domani a Nimis, Tarcento e Monteprato, con gospel, auguri tra le festose note delle fisarmoniche e canti per la Natività di Nostro Signore. Ma ecco, in dettaglio, le proposte nelle tre località.

NIMIS – Questa sera, alle 20.30, nel Duomo di Santo Stefano grande concerto di musica gospel con la straordinaria voce della cantante panamense Emely Myles che, in anteprima nazionale, sarà accompagnata al pianoforte dal maestro Rudy Fantin. Ingreso libero e ambiente riscaldato.

TARCENTO – “Auguri i musica” oggi, alle 18, nella ex scuola di via Pascoli, con il Gruppo Fisarmonicisti Tarcento – Ensemble Flocco Fiori, diretto da Massimo Pividori. La notissima compagine, molto applaudita qualche giorno fa a Strassoldo di Cervignano, conta diversi musicisti di Nimis, a cominciare dallo stesso maestro. Ingresso libero.

MONTEPRATO – Nella piccola frazione montana di Nimis tradizionale Notte di Natale. Domani, alle 22, nella Chiesa di San Giorgio, Messa dei “Madins” – come è da sempre chiamato in lingua friulana il rito della Natività – cantata dal coro “Vôs de Mont” di Tricesimo, diretto dal maestro Marco Maiero.

Gruppo Fisarmonicisti Tarcento

Rudy Fantin

Vôs de Mont

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In copertina, la cantante panamense Emely Myles che stasera canterà in anteprima nazionale nel Duomo di Nimis.

Nimis, l’ultimo saluto a Edoardo Sodano “campione di pazienza e generosità” tra i ricordi di quella vecchia Chiesa di Centa

di Giuseppe Longo

NIMIS – Mentre don Rizieri De Tina ieri pomeriggio, nel Duomo di Santo Stefano, incensava la salma con quel «profumo che sale fino a Dio», il feretro di Edoardo Sodano – morto a 77 anni dopo una vita di gravi difficoltà fisiche -, con sullo sfondo il maestoso altare di Heinrich Meyring, mi ha fatto riandare con la memoria a una sessantina di anni fa, quando quella magnifica opera d’arte fatta arrivare da Venezia con i barconi fino a Porto Nogaro e poi con buoi e cavalli fino a Nimis, anziché essere nella nuova Comparrocchiale (dove è stata trasferita nel 1968), faceva meravigliosa mostra di sé nella vecchia Chiesa di Centa, pure dedicata al Protomartire.

Edoardo Sodano


Ai piedi di quel prezioso monumento in marmo di Carrara – fatto di grandi statue che ci raccontano la Pietà verso il Cristo morto, la Fede e la Carità, gli Apostoli Pietro e Paolo – negli anni delle elementari eravamo un vero nugolo di chierichetti (nelle festività anche una trentina!) che all’invocazione “Introibo ad altare Dei” – dei pievani Beniamino Alessio, prima, ed Eugenio Lovo, poi – rispondevamo in coro “Ad Deum qui laetificat juventutem meam”, come recitava il rituale della indimenticabile Messa in latino. E assieme a noi bambini c’era, un po’ più grande, perché aveva sette anni più di me, proprio Edoardo. Disabile dalla nascita, aveva difficoltà nel parlare, nel camminare ma soprattutto nell’usare le mani, tuttavia era sempre presente e si dava da fare per aiutare “el muini” – il sacrestano -, preparando tutto quello di cui aveva bisogno il celebrante. Ma poi questa sua disponibilità è continuata anche in Duomo e con l’arrivo dei parroci del dopo-terremoto, come Luigi Murador e il suo attuale successore, fino a quando le forze l’hanno sostenuto e la disabilità non si è ulteriormente aggravata, tanto da obbligarlo su una sedia a rotelle, spinta fin quando è mancata da mamma Norina.
«Quando arrivavo a San Mauro – ha ricordato, in modo toccante, monsignor De Tina, nella sua bellissima predica in friulano – trovavo tutto pronto, tutto preparato da Edoardo. Perfino il Messale, non solo impostato sulla celebrazione del giorno, ma anche con le pagine già individuate». Perché, ha ricordato l’arciprete, Edoardo aveva le sue disabilità, ma era molto intelligente e sapeva sopportare tutto con grande forza e coraggio: «Era un campione di pazienza, bontà e generosità. E oggi è sicuramente fra le braccia di Dio, per cui noi ora siamo qui a fare festa con lui». Da molti anni ormai, non lo vedevo più, ma fino a quando l’ho potuto incontrare per strada con la sua carrozzina mi salutava con larghi sorrisi, evidentemente ricordando anche lui anni lontani. E quei suoi sorrisi erano ricambiati, perché tutti gli volevamo bene. Mandi Edoardo!

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In copertina, l’altare del Meyring nella vecchia Chiesa di Centa in una storica foto di Bruno Fabretti: l’addio a Edoardo Sodano ha accesso i ricordi degli anni Sessanta.

Nimis, dal rap del Dj Tubet in Biblioteca al teatro con “La Beorcje”. Domani Cantavvento con gli Archi a Chialminis e calendari dell’Associazione Luca

(g.l.) Un invitante fine settimana a Nimis e frazioni, con proposte in biblioteca, teatro in friulano, concerto e solidarietà. Ma vediamo, in dettaglio, di che cosa si tratta.

CULTURA IN FESTA – Oggi seconda e ultima giornata con il corso di graffiti e murales, nell’ambito del programma autunnale di “Cultura in festa”: l’appuntamento nella sede della Biblioteca comunale di Nimis, in via Giacomo Matteotti, è dalle 14.30 alle 19, quando comincerà una serata in musica che vedrà protagonista il concittadino Dj Tubet, il quale, con i ritmi del rap, illustrerà i contenuti della mostra con le opere appena realizzate.

IL MALATO IMMAGINARIO – Questa sera, alle 20.45, nella sala dell’Oratorio parrocchiale – conosciuta anche come Teatro Juventus – ultimo appuntamento con la stagione teatrale. Sarà protagonista la compagnia locale “La Beorcje” che, con la regia di Carla Monai, riporterà in scena “Il malato immaginario” tratto dalla famosa opera del grande Molière, che già alla prima rappresentazione della scorsa primavera aveva ottenuto grande successo. Ingresso libero.

GLI ARCHI IN CONCERTO – Concerto di buon mattino domani, 1 dicembre, a Chialminis dove alle 9.30 ci sarà il concerto “Cantavvento” protagonista il Complesso d’archi del Friuli e del Veneto. Nell’occasione, si potrà anche visitare la mostra dal titolo La magia dell’attesa.

MATTINA DI SOLIDARIETÀ – Sempre domani, dalle 11 alle 12.30, davanti al Duomo di Santo Stefano, a Nimis, l’Associazione friulana di oncologia pediatrica “Luca” sarà presente con i Calendari 2025. Sarà gradita un’offerta libera.

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In copertina, il rapper Dj Tubet che questa sera si esibirà nella Biblioteca di Nimis.

Questa sera a Nimis arriva la comicità pordenonese di Eta Beta Teatro. Poi il gran finale con la compagnia di casa

(g.l.) E questa sera Nimis ritorna a teatro. Dopo una pausa di qualche settimana, riprende, infatti, la XX rassegna organizzata dalla Compagnia “La Beorcje”. Alle 20.45, nella sala dell’Oratorio parrocchiale (nota anche come Teatro Juventus), che si trova nel centro del paese di fronte al Duomo di Santo Stefano, sarà infatti ospite la Compagnia Eta Beta Teatro di Pordenone che presenterà “Money, la felicità non fa i soldi”, uno spettacolo di grande successo del quale nella trasferta friulana viene presentata la 130ma (!) replica. Sabato prossimo, 30 novembre, invece, chiusura della stagione autunnale con gli attori di casa che, con la direzione di Carla Monai, riporteranno sul palco “Il malato immaginario” presentato già con grande successo la scorsa primavera. Come sempre, l’ingresso è libero.
Ricordiamo che Etabeta Teatro Associazione Culturale nasce nel 2003 per volontà di Andrea Chiappori, direttore artistico della compagnia, e dei soci che «condividevano – informa una scheda della compagnia – già un percorso, desiderosi di ricercare una nuova dimensione del “comico” attraverso la comicità, il linguaggio del clown e i testi comici e brillanti. Gli attori e i collaboratori, anche esterni, si sono formati nelle realtà storiche del teatro popolare pordenonese, friulano e veneto. Alcuni di loro possono vantare esperienza ultratrentennale e ricchi repertori artistici. Dalla sua fondazione Ebt ha sempre cercato forti collaborazioni, alcune divenute storiche, convinta così di scoprire nuove potenzialità soprattutto nella ricerca dei linguaggi espressivi, confermando scelte sempre fresche per il territorio di attività».

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In copertina, gli attori Andrea Chiappori e Daniele Chiarotto in scena stasera a Nimis.