“Udine Città della Pace”, il Premio del Club per l’Unesco compie 25 anni e andrà a Ritorno all’Essere Umani: mercoledì a Palazzo D’Aronco festa per la consegna

(g.l.) Compie un quarto di secolo il Premio “Udine Città della Pace” promosso e organizzato dal Club per l’Unesco di Udine che, invece, sta vivendo il 40° anno di attività. Il prestigioso riconoscimento quest’anno è stato assegnato all’associazione culturale e scientifica Ritorno all’Essere Umani (Reu), fondata da Luca Fontanini ed Emanuela Sozio. La sua consegna avverrà durante una pubblica cerimonia che si terrà mercoledì prossimo, 17 dicembre, alle 17, nel Salone del Popolo nel Municipio nel capoluogo friulano. «La popolazione – afferma Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine – è invitata a partecipare e a condividere questo momento di riconoscimento, che non è soltanto un atto formale, ma un’occasione per ritrovarsi. Sarà un incontro aperto e inclusivo, in cui ciascuno potrà sentirsi parte di un percorso comune verso una cultura della pace e della cura. Un invito a esserci, insieme, come fili di una stessa trama che nel rispetto continua a tessere il futuro della nostra terra».

Renata Capria D’Aronco


Da sempre impegnato nella costruzione di ponti con gli attori della società civile, il Club per l’Unesco di Udine conferisce, dunque, il Premio 2025 all’associazione Reu per il valore del suo lavoro di sensibilizzazione e formazione rivolto a professionisti e cittadini. «L’associazione premiata – spiega Renata D’Aronco – promuove una cultura della cura autentica della persona, attraverso percorsi che integrano i contesti tecnico-sanitari con il dialogo multiculturale tra medicina, scienze umane e filosofia. Il motto “con cura e per la cura” esprime la visione filosofica, culturale e sociale che guida tutte le attività dell’associazione».
La presidente D’Aronco, assieme al direttivo del Club per l’Unesco di Udine, rivolge pertanto un sentito ringraziamento alla Giuria che lei stessa presiede e che è composta da Alberto Felice De Toni, sindaco di Udine; Dorino Favot, presidente Anci Fvg; Bruno Malattia, presidente Fondazione Friuli e Angelo Montanari, magnifico rettore dell’Università di Udine per «il qualificato contributo valutativo e l’autorevole impegno profuso nella selezione dei candidati». La decisione della Giuria riconosce, infatti, il valore del lavoro svolto da Reu, messo in luce anche dalla terza edizione del convegno “Al di qua”, che ha visto la partecipazione di Carmela De Fusco (direttore Soc Cure Palliative ASUFC) e di Paola Ponton (presidente Nucleo Etico per la Pratica Clinica Asufc). Nel corso dell’evento è stato evidenziato un interrogativo tanto necessario quanto attuale: la necessità di tornare a essere, come una costellazione, autenticamente umani in ogni fase della vita nel prendersi cura di se stessi e degli altri.
«Questa venticinquesima edizione del Premio – sottolinea infine la presidente – assume un significato particolare poiché coincide con il 947º anniversario dell’atto di nascita della Patria del Friuli e con il 40º anniversario del Club per l’Unesco di Udine, che fa parte della Ficlu (ente accreditato al Miur). Una doppia ricorrenza per il Friuli che celebra nell’eccellenza multidisciplinare la continuità di un impegno costante nella promozione della scienza, della cultura della pace e del dialogo». Come detto, la cerimonia di premiazione, aperta a tutta la cittadinanza, si terrà nel Salone del Popolo di Palazzo D’Aronco, a Udine, mercoledì pomeriggio.

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In copertina,  Luca Fontanini ed Emanuela Sozio fondatori dell’associazione culturale e scientifica Ritorno all’Essere Umani.

Confcooperative Federsolidarietà Fvg: Luca Fontana riconfermato alla guida

Luca Fontana è stato riconfermato, per un nuovo quadriennio, alla presidenza di Confcooperative Federsolidarietà Fvg. La nomina è stata approvata all’unanimità dall’assemblea delle cooperative della Federazione di settore, riunitasi a Zugliano, che rappresenta le cooperative sociali del Fvg, associate alla centrale Confcooperative. Un comparto rappresentato da 154 imprese con 7.800 soci e 8.439 addetti.
«La cooperazione sociale di Federsolidarietà è diffusamente presente sull’intero territorio regionale – ha detto Fontana che è anche il presidente della cooperativa sociale Thiel di Fiumicello -. Il numero di cooperative, quasi raddoppiato in dieci anni, si è consolidato nell’ultimo triennio durante i quali hanno ripreso a crescere i dati relativi a fatturato e addetti. Dal 2005 a oggi siamo passati da 109 cooperative a 154 cooperative e da un fatturato aggregato di 97,2 milioni di euro ai 263 milioni attuali, organizzandoci per rispondere ai bisogni presenti ed emergenti. Abbiamo saputo resistere alle diverse crisi, non abbiamo delocalizzato, abbiamo mantenuto i posti di lavoro, in particolare quelli delle persone svantaggiate e abbiamo investito in termini tecnologici, sociali, intellettuali nelle nostre comunità».
«Dopo la ricostruzione materiale seguita al terremoto, si pone oggi un’altra domanda: quella di una ricostruzione immateriale e di una ricomposizione complessiva di cui la Regione si fa promotrice e che deve trovare grandi luoghi di elaborazione, uno dei quali è la cooperazione sociale che deve assolutamente essere ringraziata per non essersi tirata indietro negli ultimi due durissimi anni – ha aggiunto il vicegovernatore del Fvg, Riccardo Riccardi, intervenendo all’Assemblea -. Perciò, per rafforzare la cooperazione sociale e il suo impatto anche economico occorre insistere su tre priorità: sviluppare il mutualismo e l’inclusione; proseguire nella forte collaborazione tra pubblico e privato e assicurare la sostenibilità delle scelte».
Durante i lavori sono anche intervenuti, oltre al presidente regionale di Confcooperative, Daniele Castagnaviz; al segretario generale dell’organizzazione, Nicola Galluà; anche il presidente nazionale di Confcooperative Federsolidarietà, Stefano Granata; il professor Paolo Venturi, dell’Università di Bologna, direttore di Aicoon; il presidente di Anci Fvg, Dorino Favot e quello di Federsanità Anci Fvg, Giuseppe Napoli.

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In copertina, Luca Fontana riconfermato alla presidenza e qui sopra un momento dell’assemblea riunitasi a Zugliano.

Fvg, oggi le Poste chiuse per sciopero: i sindaci dalla parte dei lavoratori

(s.b.) Poste oggi chiuse per sciopero. E a tale riguardo, Dorino Favot, sindaco di Prata di Pordenone e presidente di Anci Fvg, e Markus Maurmair, sindaco di Valvasone Arzene e delegato Anci per rapporti con Poste Italiane, hanno sottolineato i problemi del settore recapito corrispondenza e altri servizi collegati.

Dorino Favot

«I sindaci hanno chiesto con forza in questi anni – scrivono in una nota – che Poste Italiane mantenesse i servizi che ne avevano da sempre caratterizzato la presenza in regione. Invece oggi le Poste escono dalla pandemia con una oggettiva riduzione dei servizi, che non può lasciare indifferenti, soprattutto a fronte di un consistente aumento degli utili.
In questi anni ci sono territori, come la provincia di Pordenone, dove oltre 1.000 dipendenti (come di recente dichiarato dai sindacati) non sono stati sostituiti, per comprimere i costi e massimizzare i profitti. Rispetto alla fase prepandemica gli sportelli, che nei principali Comuni come nei capoluoghi di distretto erano operativi anche il pomeriggio, hanno visto ridursi drasticamente gli orari di apertura. Ad esempio, in tutta la provincia di Gorizia ci sono solo gli sportelli di Gorizia e Monfalcone che oggi garantiscono apertura pomeridiana.
Ovviamente, a fare le spese di questa situazione sono tutti i cittadini (ad esempio chi lavora non può accedere agli uffici postali di mattina senza prendersi un permesso), ma specialmente gli anziani, che spesso non hanno familiarità con i servizi online e che negli ultimi due anni di pandemia sono stati costretti a lunghe code a causa dello scaglionamento degli ingressi negli uffici. Ma il problema pare non avere una soluzione e dopo un inverno al freddo ci sarà di nuovo un’estate calda con le code sotto il sole, con immaginabili disagi. Il motivo? La mancata sostituzione di chi va in pensione come confermano i sindacati con la loro protesta che si tiene dopo tanti anni di pace sociale in Poste Italiane.
Non si dimentichi, poi, che appena dichiarata la fine dell’emergenza sanitaria alcuni servizi anti-coda e molto apprezzati sono stati prontamente cancellati. Ad esempio, la possibilità di ritirare la pensione con anticipo e per scaglioni in ordine alfabetico per iniziale del cognome con giornate diverse dedicate a gruppi di lettere… ora non più.

Markus Maurmair


Non parliamo poi degli sportelli automatici che erano stati promessi in sontuose convention a Roma a favore in particolare dei Comuni dove non sono presenti altri operatori del mondo bancario: sono ancora tanti i Comuni in Friuli Venezia Giulia che aspettano eppure l’utile netto di Poste Italiane nel 2021 ha superato i 1.600 milioni di euro.
Per tutti questi motivi i sindaci, anche per tramite dell’Anci regionale, comprendono le ragioni del disagio di chi lavora in un’azienda che tutti ritengono essenziale per la Comunità. Il personale di Poste Italiane è costretto, a fronte di organici sempre più ridotti, a mantenere livelli di produttività sempre più elevati lavorando su più fronti e creando senza alcuna colpa inevitabili disagi alla popolazione più fragile.
Siamo tutti dalla stessa parte, auspicando che questi servizi necessari alla comunità siano al più presto erogati di nuovo in maniera capillare garantendo maggiori assunzioni: il profitto e l’utile sono sacrosanti, ma non vanno ottenuti a scapito di chi ha bisogno».

 

Fvg, 2 miliardi per appalti pubblici: da oggi si parla anche del Recovery fund

Oltre 2 miliardi di euro di appalti pubblici per lavori o servizi in un anno nel Friuli Venezia Giulia, solo considerando le gare sopra i 40 mila euro, registrate dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, nelle sue relazioni annuali: un dato notevole, ma in calo. Lo rivela Confcooperative Fvg, che per oggi e il 14 maggio ha organizzato il convegno in materia di contratti pubblici che, da alcuni anni, è diventato punto di riferimento per operatori pubblici e professionisti: “Il Codice dei contratti pubblici a cinque anni dall’approvazione: lo stato dell’arte e le prospettive future”. Un appuntamento saltato nel 2020 causa pandemìa e quest’anno proposto in versione “virtuale”.
Nei dodici mesi, da settembre 2019 ad agosto 2020, sono state effettuate 3.795 gare di importo pari o superiore ai 40 mila euro, per un importo complessivo di poco superiore ai 2 miliardi di euro. Dati in calo rispetto ai dodici mesi precedenti (settembre 2018-agosto 2019) quando le gare erano state 4.077 (-7 per cento) e l’importo 2.198 milioni di euro (-7,7 per cento) ed ancora meno del 2017-2018 quando l’importo aveva superato i 2,3 miliardi di euro. Più di metà delle gare riguarda la fornitura di servizi: in attesa dei dati 2020, nel 2019 le gare per servizi sono state 1.594, per 1,2 miliardi di euro e un importo medio di 780 mila euro.
«Il sistema delle gare pubbliche va semplificato: è questa una richiesta ricorrente di Confcooperative – sottolinea il presidente regionale, Daniele Castagnaviz – ed è positivo che il Pnrr presentato dal governo Draghi preveda di fare un passo avanti sulla strada della semplificazione: serve una disciplina più snella, con regole semplici e chiare, eliminando tutto ciò che non è richiesto dalla normativa europea». «Il progetto di Recovery Fund introduce alcune ipotesi di riforma che dovranno prendere la forma di una legge delega da presentare al Parlamento entro il 2021: il nostro auspicio è che questa tempistica sia rispettata perché la riduzione e razionalizzazione delle norme in materia di appalti pubblici è assolutamente necessaria, così come la riduzione degli oneri documentali ed economici a carico di chi partecipa alle gare», gli fa eco il segretario generale, Nicola Galluà.
Interverranno al convegno, organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Udine, quattro relatori altamente qualificati: i presidenti di sezione del Consiglio di Stato, Marco Lipari, Michele Corradino, Claudio Contessa e Fabio Taormina. Ospiti istituzionali, il vicepresidente della Regione Fvg, Riccardo Riccardi, oggi, e il presidente Anci Fvg, Dorino Favot, il 14 maggio.

Le gare pubbliche in Friuli Venezia Giulia (dati Anac)

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In copertina, il presidente di Confcooperative Fvg Daniele Castagnaviz.

Efasce, domani l’incontro web con una coppia di Prata che ha successo a Parigi

Avverrà in collegamento con Parigi il secondo incontro del mese di marzo nell’ambito del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero. Appuntamento quindi domani, 8 marzo, alle 18 sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube, dove la puntata sarà dedicata alla coppia Federica Coran e Luca Nardo originari di Prata di Pordenone, che nella capitale francese lavorano negli uffici di due grandi compagnie internazionali, lei nel settore del car sharing e lui in quello degli alimenti per animali da compagnia (pet food). La coppia dialogherà in diretta con Michele Morassut della segreteria Efasce e la vicepresidente Luisa Forte. Sarà presente al collegamento anche il sindaco di Prata, Dorino Favot.
Luca è laureato in Ingegneria gestionale a Pordenone (corso dell’Università di Udine) e dopo un primo impiego in Italia per la stessa compagnia di pet food si è trasferito a Parigi nel 2015. Nel suo gruppo di lavoro si occupa della definizione e del controllo degli standard di costruzione delle macchine di confezionamento utilizzate in azienda. Sempre in relazione con aziende, fornitori e manager, prima della pandemia, pur viaggiando moltissimo in tutta Europa, già aveva due giorni dedicati al telelavoro, modalità che ora è prevalente.
Federica è invece laureata in giurisprudenza all’Università di Ferrara e ha superato l’esame di Stato come avvocato. Dopo i primi anni di relazione a distanza, facendo la pendolare, ha deciso anche lei, tre anni fa, di trasferirsi in Francia. Dal 2019 lavora in un’azienda francese di car sharing dalla vocazione internazionale: si occupa di Customer Service Italia sia per la parte Car che Bus, curando anche i contenuti del sito web per la parte italiana.
Racconteranno la loro vita parigina, tra apprezzamento delle condizioni di lavoro garantite, visto il grande rispetto per i dipendenti, e il desiderio di una vita più in mezzo alla natura, come avveniva in Friuli Venezia Giulia, regione nella quale mantengono i contatti con la famiglia e gli amici.

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In copertina, Luca Nardo e Federica Coran originari di Prata.