A Casarsa il doposcuola compie 40 anni: settantasette minori trovano inclusione e un importante supporto educativo

Un traguardo significativo per la comunità di Casarsa della Delizia, reso possibile dal sostegno dell’amministrazione comunale: il Ssem – Servizio Socio Educativo per Minori – nell’anno scolastico 2025-2026 ne celebra ben 40 di attività. Attivo dal 1986 come primo progetto dell’associazione Il Noce, il Ssem meglio conosciuto come doposcuola, in carico al Servizio Sociale dell’Ambito territoriale “Tagliamento”, è affidato in gestione alla Cooperativa Sociale Il Piccolo Principe. Il progetto si avvale anche della collaborazione con l’Istituto Comprensivo Meduna Tagliamento Casarsa e dell’associazione di volontariato Il Noce, ed è sostenuto dal Comune di Casarsa della Delizia, che ne ha garantito la continuità nel tempo.
«Il Ssem rappresenta da quarant’anni un presidio educativo per l’intera comunità – ha sottolineato Il presidente della Cooperativa, Luigino Cesarin – La qualità del servizio è frutto della collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, cooperativa e volontariato. Persone come la nostra volontaria Milvia Cozzarini, che dal 2000 ha offerto tempo, competenze e passione a questo servizio. Ma ci piacerebbe far conoscere altre storie, come quella di una giovane volontaria oggi in Servizio Civile Solidale, ma un tempo utente del progetto. Lei rappresenta una testimonianza di quanto il Ssem riesca a generare relazioni significative e percorsi di restituzione alla comunità».

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Si ritorna al cinema

Sono sette le proiezioni della terza tranche della rassegna cinematografica al Teatro Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. Il nuovo cartellone, curato dalla Pro Loco con il sostegno dell’amministrazione comunale e di Banca 360 Fvg, propone una selezione che spazia dai successi internazionali alle pellicole d’autore italiane, con un’attenzione particolare ai temi civili e alle famiglie. La rassegna si apre giovedì 22 gennaio, alle ore 20.45, con la proiezione de “Il Maestro”. Protagonista del film è Pierfrancesco Favino, nei panni di un ex campione di tennis ritiratosi a vita privata, la cui routine viene sconvolta dall’incarico di allenare un giovane talento dal carattere ribelle.

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La domanda continua a essere alta: su oltre cento segnalazioni ricevute, sono attualmente 74 i minori inseriti nel progetto, destinati a diventare 77 da dicembre, di cui 40 appartenenti alla scuola primaria e 37 alla secondaria di primo grado. Circa l’80% proviene da famiglie di origine immigrata, ma quasi tutti sono nati in Italia e molti possiedono la cittadinanza: un dato che conferma il valore del doposcuola come luogo di integrazione, inclusione e crescita condivisa.
Le attività si svolgono per 20 ore settimanali nelle due sedi di Casarsa (Associazione Il Noce) e San Giovanni (Centro Sociale Comunale). A sostenere le attività del “doposcuola” ci sono 4 educatrici professionali e 1 coordinatore del Piccolo Principe: 28 volontari, tra cui molti ex docenti e cittadini attivi e comprendono 4 giovani del Servizio Civile Solidale; 1 del Servizio Civile Universale; 2 volontarie del Servizio di Volontariato Europeo oltre che i volontari dell’associazione Il Noce.
«Il doposcuola è un servizio importante – ha affermato Aurora Gregoris, assessore alle Politiche Sociali del Comune- che testimonia l’attenzione dell’amministrazione comunale verso il supporto educativo e l’inclusione sociale delle ragazze e ragazzi del nostro territorio». Il servizio non si limita al supporto scolastico ma propone anche uscite, esperienze culturali e attività ricreative, come la recente partecipazione allo spettacolo teatrale dedicato alla Giornata dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, momenti che ampliano gli orizzonti formativi dei ragazzi.

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In copertina, due studenti con l’assessore Aurora Gregoris, il coordinatore Luigino Cesarin e l’educatrice Sara De Biase.

Scuola, dal Piccolo Principe un aiuto a 500 bambini di sei Comuni pordenonesi

Prosegue l’impegno della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia a favore dei minori, con un contributo e un supporto alla loro esperienza scolastica quotidiana. Ogni giorno a 500 di essi, anche durante l’attuale emergenza sanitaria, viene fornito un servizio suddiviso in sei Comuni. Da ottobre, con le dovute precauzioni dettate dal Covid-19, sono riprese tutte le attività socio educative come il doposcuola, i servizi accoglienza pre e post scuola e il servizio di accompagnamento dei minori che optano per il trasporto scolastico (scuolabus). Ad essere coinvolti sono sei Comuni della Destra Tagliamento con cui la cooperativa sociale collabora da anni – Casarsa, Valvasone Arzene, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, Zoppola e Sesto al Reghena – per un totale di oltre 500 bambini serviti.

“Grazie a tutti questi Comuni – ha informato Luigi Cesarin, presidente della cooperativa – siamo riusciti a garantire con l’inizio del nuovo anno scolastico i nostri servizi rivolti ai minori in totale sicurezza grazie all’attenzione che poniamo a tutti i presidi per contrastare la diffusione del Coronavirus come il distanziamento, l’utilizzo delle mascherine e la suddivisione dei bambini in piccoli gruppi, ad esempio. Tutti i bambini si sono dimostrati molto rispettosi delle disposizioni e desiderosi di riprendere le attività con i coetanei – ha specificato Cesarin -, per poter garantire tutti i servizi ai Comuni che ne hanno fatto richiesta contiamo su una trentina di operatori oltre a diversi volontari che hanno continuato a svolgere le loro attività in presenza”.

A Casarsa, il Piccolo Principe gestisce il Servizio socio educativo comunale (detto anche “doposcuola”) che vede la collaborazione anche di altri partner quali i Servizi sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto comprensivo Pier Paolo Pasolini e l’associazione di volontariato Il Noce. Sono stati attivati due centri (uno a Casarsa e uno a San Giovanni) per un totale di 80 minori che frequentano il servizio, suddivisi in piccoli gruppi tracciabili. A Zoppola, la cooperativa casarsese è impegnata nella gestione del “doposcuola” comunale che prevede attività educative per tre pomeriggi a settimana (dalle 12.30 alle 16, con vigilanza durante la pausa mensa). Anche qui i bambini coinvolti sono circa un’ottantina. Oltre a questo apprezzato servizio per le famiglie, Il Piccolo Principe gestisce anche il momento della pre accoglienza scolastica e l’accompagnamento dei minori negli scuolabus.
Per quanto riguarda poi Valvasone Arzene, Il Piccolo Principe organizza per conto del Comune il servizio di pre accoglienza nelle primarie. Attività anche alla scuola dell’infanzia comunale di San Martino al Tagliamento e in quella di San Giorgio della Richinvelda, dove la cooperativa sociale si occupa della preaccoglienza e del “prolungamento d’orario” per le famiglie che ne fanno richiesta.
Il Comune di Sesto al Reghena ha invece affidato al Piccolo Principe i servizi di pre-scuola per le primarie e le secondarie di primo grado, come anche il servizio di accompagnamento per chi sceglie il trasporto con scuolabus.

“Ringraziamo tutti i Comuni con cui collaboriamo – ha concluso Cesarin – per la fiducia nei nostri confronti e per questa attenzione costante ai minori che, spesso a causa del Covid-19, hanno dovuto affrontare molte rinunce: noi crediamo che dare continuità a questi servizi sia davvero importante per sostenere le famiglie che sempre più in questa situazione stanno vivendo delle difficoltà, è importante garantire ai genitori servizi come il doposcuola oppure di pre-accoglienza scolastica o di prolungamento dell’orario, per aiutarli a conciliare il lavoro e la scuola come anche tutti quei servizi che aiutano a promuovere l’integrazione sociale e contribuiscono a dare sostegno alle famiglie nell’accompagnamento scolastico, specie di chi si trova più in difficoltà”.

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In copertina e qui sopra attività di doposcuola con il Piccolo Principe.

 

Tutor videocollegati per il doposcuola: è il “modello Casarsa”

A Casarsa della Delizia i ragazzi del doposcuola non vengono lasciati soli, ma possono beneficiare per i compiti a casa di tutor in videocollegamento. Il Servizio di Sostegno Socio Educativo del Comune, infatti, non si ferma per l’emergenza Covid-19 e, pur cambiando modalità, prosegue la sua attività di sostegno ai minori, in particolare a quelli in difficoltà diventando un modello di riferimento. Sono 74 quelli seguiti nella gestione dei compiti e non solo, anche garantendo un sostegno dal punto di vista emotivo, e 55 le rispettive famiglie coinvolte.

La didattica a distanza.

La cooperativa Il Piccolo Principe che gestisce il servizio comunale, oltre all’impegno dei propri educatori, ha ideato un nuovo progetto chiamato “Adotta un alunno” di sostegno a distanza. Al fianco degli educatori professionali, che in queste settimane non hanno mancato di seguire i frequentanti il servizio, ora si sono uniti anche i volontari dell’Associazione “Il Noce” che potranno aiutare uno degli alunni in videochiamata da casa, monitorati comunque dagli educatori del servizio. Un “modello Casarsa” che sta facendo scuola.
“Già a metà marzo – ha spiegato Luigi Cesarin, presidente de Il Piccolo Principe e coordinatore del Ssep -, dopo una prima ricognizione dei bisogni e delle criticità presentate dalla didattica a distanza, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo casarsese, i nostri educatori hanno cercato di trovare delle soluzioni per continuare a stare vicino e supportare gli alunni in difficoltà che con la sospensione delle scuole avrebbero rischiato di incrementare le criticità e le lacune. Inoltre, molti dei nostri volontari ci hanno rimandato la tristezza di non poter svolgere l’attività e la preoccupazione verso i ragazzi di cui conoscevano le difficoltà scolastiche. Allora abbiamo pensato di proporre loro questa iniziativa, ‘Adotta un alunno’, con cui potranno continuare a seguire un alunno che già seguivano nel corso della normale attività, telefonandogli e videochiamandolo, proprio come farebbe un tutor personale. Potranno così mettere a disposizione i propri strumenti personali (pc o tablet, smartphone) e aiutare lo studente nello svolgimento dei compiti ma anche facendogli sentire tutta la vicinanza di cui ha bisogno fornendo un senso di ‘normalità’ in questa situazione anomala. Tutto questo sempre in collaborazione con i nostri educatori che in queste settimane – ha fatto sapere il presidente – hanno continuato la loro attività, mantenendo i contatti con le famiglie e i minori, aiutandoli nello svolgimento dei compiti a distanza, aiutandoli nell’iscrizione alle piattaforme proposte dalla scuola o all’uso intelligente e utile degli strumenti che avevano a disposizione per cercare di sostenere le famiglie e non farle sentire sole in questo momento così delicato di emergenza”. Il nuovo servizio utilizzerà diversi strumenti social quali videochiamate di gruppo, chiamate telefoniche, messaggi e videochiamate con WhatsApp, e-mail. Ma anche registrazioni audio a seconda della disponibilità e capacità d’uso che ogni alunno e famiglia possiede. La scuola si è attivata fornendo ad alcune famiglie pc o tablet in comodato d’uso gratuito.
“Siamo molto fieri di tutto quello che stiamo facendo – ha affermato Cesarin – e anche di questa nuova iniziativa ‘Adotta un alunno’ che denota grande collaborazione e l’esistenza di una vera e propria rete di sostegno verso i minori presenti a Casarsa. Ringraziamo di cuore la scuola per tutto il lavoro che stanno facendo gli insegnanti, l’assistente sociale del Comune che ci supporta per i casi più critici e che presentano anche altre difficoltà, e l’amministrazione comunale sempre al nostro fianco”. Parole confermate dalla stessa amministrazione comunale. “Rende orgogliosi vedere come la straordinarietà di questa situazione – ha affermato Claudia Tomba, assessore alle Politiche sociali -, anziché scoraggiare chi è abituato ad aiutare gli altri, abbia incentivato la ricerca di nuove soluzioni anche più impegnative. Ciò dimostra la volontà di ognuno di voler supportare il prossimo per il bene comune ed è solo così che riusciremo a superare questa emergenza. Il ‘modello Casarsa’ è sicuramente un esempio per tutti i Comuni del nostro ambito”.

Il Ssep è un servizio comunale che vede la collaborazione, oltre che de Il Piccolo Principe anche di altri partner quali i Servizi Sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto Comprensivo Pier Paolo Pasolini e l’associazione di volontariato Il Noce insieme ad altri sodalizi locali. Vi partecipano 38 minori frequentanti le scuole primarie e 36 le scuole secondarie di primo grado. Attivato dall’associazione Il Noce più di 30 anni fa, ha l’obiettivo di sostenere e supportare i bambini e ragazzi in un percorso verso l’autonomia nello studio e nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali. Gli studenti sono supportati da 4 operatori qualificati più un coordinatore del Piccolo Principe e sono affiancati da una trentina di volontari. Dal 1986 ad oggi, del doposcuola hanno fruito più di 800 minori.

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In copertina, l’educatrice Sara De Biase al lavoro a Casarsa.

Casarsa, il doposcuola è tutto ok ma porte aperte ad altri volontari

Con l’arrivo delle tanto sospirate vacanze natalizie, si è conclusa a Casarsa della Delizia la prima parte del doposcuola, importante e molto apprezzato servizio rivolto anche quest’anno a una settantina di bambini e ragazzi di un’età compresa tra i 6 e i 14 anni. Il servizio, denominato Sostegno socio-educativo pomeridiano (Ssep), è promosso e sostenuto dal Comune e ha come partner la cooperativa Il Piccolo Principe, i Servizi sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto comprensivo Pier Paolo Pasolini  e l’associazione di volontariato Il Noce assieme ad altri sodalizi locali. Tra i partecipanti, 37 minori sono frequentanti le scuole primarie e 33 le secondarie di primo grado.
“Attivato dall’associazione Il Noce più di 30 anni fa – ha spiegato Luigi Cesarin, presidente della cooperativa sociale Il Piccolo Principe che gestisce il doposcuola -, è un servizio molto importante per tutta la comunità perché ha l’obiettivo di sostenere e supportare i nostri bambini e ragazzi in un percorso verso l’autonomia nello studio e nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali. Ringraziamo i tanti volontari che prestano il loro indispensabile servizio all’interno del doposcuola e facciamo appello a chi volesse dedicare del tempo ai bambini di Casarsa e San Giovanni di farsi avanti: abbiamo sempre bisogno di nuovi volontari. Assicuriamo che l’esperienza può davvero essere gratificante e arricchente”. “Noi che abbiamo a cuore il futuro dei nostri bambini di Casarsa e San Giovanni – ha aggiunto Claudia Tomba, assessore comunale alle Politiche sociali -, siamo orgogliosi come amministrazione comunale di dare continuità e sostenere il doposcuola. Il nostro grazie va anche agli insegnanti dell’istituto comprensivo di Casarsa, per la loro collaborazione e a tutti coloro che hanno reso possibile il funzionamento del Ssep a partire dal Piccolo Principe, i volontari e le associazioni e il Servizio Sociale Uti Tagliamento”.
Il servizio di doposcuola viene svolto in due sedi: in quella dell’associazione Il Noce a Casarsa e al centro sociale di San Giovanni e propone percorsi di educazione e socializzazione tra i minori, mira a favorire l’acquisizione di competenze per lo studio e promuove l’integrazione sociale. Nel Comune di Casarsa il servizio viene svolto in due turni dal lunedì al venerdì e il sabato mattina. Gli studenti sono supportati da tre operatori qualificati più un coordinatore del Piccolo Principe e sono affiancati da una trentina di volontari: 17 provengono dall’associazione Il Noce, 6 giovani dal servizio civile solidale, 2 volontarie del servizio di volontariato europeo (Albania e Spagna), 5 studenti in alternanza scuola lavoro, 3 ragazzi dell’Agesci di Casarsa e San Giovanni e 2 ragazzi dell’Azione cattolica locale. Dal 1986 ad oggi, il doposcuola ha coinvolto più di 800 minori.

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In copertina e qui sopra immagini del doposcuola a Casarsa della Delizia.