Don Claudio Bevilacqua lascia Tarvisio, arriverà da Gemona don Iacoponi

di Giancarlo Martina

TARVISIO – Don Claudio Bevilacqua lascia la Parrocchia di Tarvisio e gli altri incarichi: al suo posto arriverà da Gemona don Alan Iacoponi. E’ stato lo stesso sacerdote ad annunciare la sua rinuncia domenica mattina ai fedeli intervenuti alla celebrazione della Messa dando lettura, a conclusione del rito, della lettera ufficiale dell’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato. Nella missiva il presule afferma che: “Don Claudio Bevilacqua ha rassegnato le dimissioni da parroco di Tarvisio e, di conseguenza, conclude anche il suo compito di amministratore parrocchiale di Camporosso, Fusine in Valromana, Cave del Predil, Ugovizza e Malborghetto-Valbruna”.
Annunciando quella che è stata una novità davvero inattesa in questo momento per il Tarvisiano e la Valcanale, monsignor Mazzocato nella missiva aggiunge: “E’ una decisione frutto di un dialogo fraterno fra me e don Claudio, durante il quale egli mi ha fatto presente il peso e la fatica che da tempo sentiva gravare su di se”.
A 75 anni, dunque, don Claudio ha deciso di ritirarsi. “Per ben 17 anni – sottolinea ancora l’arcivescovo – si è dedicato al ministero di parroco di Tarvisio al quale si è progressivamente aggiunta la responsabilità di amministratore delegato di tutte le altre parrocchie della Valcanale per la scomparsa, in questi ultimi anni, di don Dionisio Mateucig, di don Giuseppe Morandini ed infine di don Mario Gariup”.

Don Claudio con l’arcivescovo. 

Espressa la personale riconoscenza a don Claudio Bevilacqua “per la sua grande disponibilità che ha sempre avuto nei miei confronti e per la generosità pastorale con cui si è speso a favore della comunità di Tarvisio e della altre comunità”, l’arcivescovo Mazzocato ha anche annunciato che il successore sarà don Alan Iacoponi, un sacerdote di 42 anni nativo della Bolivia ma che opera nella nostra Arcidiocesi, attualmente vicario parrocchiale a Gemona. Don Iacoponi avrà la responsabilità di parroco di Tarvisio, Camporosso, Fusine in Valromana, Cave del predil, Ugovizza e Malborghetto-Valbruna. “A don Alan – ha spiegato infine l’arcivescovo che verrà a Tarvisio per l’ingresso del nuovo parroco – ho chiesto un compito pastorale alquanto impegnativo e lo ringrazio di cuore per avermi dato immediatamente e con serenità la sua disponibilità. Sarà coaudiuvato dagli altri sacerdoti che operano nelle comunità della Valcanale e dal diacono”.

L’annuncio della partenza di don Claudio Bevilacqua, giunto a Tarvisio nel 2002 proveniente dalle parrocchie di Sedegliano e Coderno dove aveva operato fin dal 1990, non è stata del tutto una sorpresa in quanto il parroco già nel luglio dell’anno scorso aveva comunicato che per problemi di salute non avrebbe potuto proseguire nell’impegnativo incarico ancora a lungo. Il sacerdote si ritirerà, quindi, a Flaibano suo paese di origine.

Il parroco uscente alla benedizione degli autoveicoli a Tarvisio.

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In copertina, don Bevilacqua riceve a Tarvisio monsignor Mazzocato.

Affettuoso ricordo a Fusine del parroco don Bepi Morandini

di Giancarlo Martina

Una targa posta sul muro di cinta del cimitero di Fusine in Valromana, di fronte all’ingresso della Chiesa di San Leonardo, sarà perenne testimonianza della riconoscenza dei parrocchiani per don Giuseppe Morandini, morto il 31 agosto del 2018 all’età di 73 anni. Il benvoluto sacerdote, che tutti chiamavano semplicemente don Bepi, era stato oltre che parroco della piccola frazione di Tarvisio anche cappellano dei lavoratori del Catenificio Weissenfels.
Nell’affollata Chiesa ha celebrato la messa don Claudio Bevilacqua; quindi, al termine del rito, alla presenza del sindaco Renzo Zanette, delle altre autorità, fra le quali anche Robert Charles Franklin, e delle rappresentanze delle associazioni, è seguita la benedizione della targa. Significativa la preghiera a lui rivolta: “Come in vita hai guidato questa comunità il tuo ricordo ci aiuti a rimanere uniti”.

La targa di marmo dedicata a Fusine a don Bepi Morandini.

Fra tanta commozione, l’intervento di Zanette che ha ricordato l’operato di don Morandini in 44 anni di sacerdozio e soprattutto “l’importante servizio, svolto con impegno e disponibilità in favore delle comunità di Coccau, Cave del Predil e Fusine – ha sottolineato il primo cittadino –, dalle quali è stato contraccambiato con amore e rispetto, i sentimenti che i parrocchiani provavano per una persona tanto disponibile e schietta”. In precedenza, ricordiamo, anche le comunità di Coccau e di Cave avevano reso omaggio al loro parroco prematuramente scomparso.
Quindi, il sindaco ha rivolto “un plauso e un ringraziamento a tutte le persone del gruppo Progetto “Ricordando Don Bepi”, di Fusine, impegnate per organizzare la semplice ma sentita cerimonia, dimostrazione di affetto per una grande persona, per un grande Sacerdote”.

La benedizione di don Bevilacqua.

Nato nel 1945 a Qualso di Reana, don Bepi era stato ordinato prete nel 1969. Gran parte parte della sua vita (dal 1975) l’aveva spesa tra le Alpi Giulie, guidando le comunità di Coccau, Cave del Predil e Fusine dove è stato parroco dal 1990.
La cerimonia, durante la quale è stato ricordato anche Carlo Melzi – nel 19° anno della scomparsa dello stimato imprenditore, che ha legato la sua esistenza alle Acciaierie Weissenfels –, si è conclusa con la consegna  alle sorelle del compianto parroco, da parte del sindaco ad honorem di Weissenfels, Raffaello Leskovec – promotore dell’iniziativa “Ricordando Don Bepi” -, della targa con la chiave della cittadinanza onoraria di Weissenfels che sarà posta sulla sua tomba nel paese natio. Nell’occasione, il pittore Carlo Faleschini ha donato alle sorelle Morandini un dipinto ad acquerello con raffigurate le tre Chiese parrocchiali care a don Bepi.

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In copertina e qui sopra la consegna della chiave e del quadro alle sorelle del parroco scomparso.