Cave del Predil ricorda i minatori e lancia una sfida per il futuro

di Giancarlo Martina

TARVISIO – Santa Barbara, patrona dei minatori, è stata onorata, come è tradizione, a Cave del Predil, la località dove per secoli i suoi abitanti sono stati legati, nel bene e nel male, alla secolare Miniera dove fino al 1991 venivano estratti i minerali di piombo e zinco. Affollato da circa 200 convenuti – di più non avrebbero potuto avere accesso -, il “camerone” nelle viscere della montagna, dedicato alla patrona, dove sull’altare dei minatori don Stefano, parroco di Tambre d’Alpago, ha concelebrato la Messa con il nuovo parroco di Tarvisio, don Alan Iacoponi, e con due sacertodi sloveni. Alla suggestiva cerimonia religiosa, accompagnata dal coro maschile “Sot le piargule” di Percoto, è seguita, all’esterno, al monumento al Minatore, un’ artistica opera in bronzo collocata all’ingresso storico, la deposizione di una corona d’alloro a ricordo dei lavoratori defunti.

Immagini del rito in miniera.

Ringraziati i convenuti per la partecipazione, il sindaco Renzo Zanette ha rivolto un caloroso saluto al collega di Bovec, Walter Mlekuz, e a tutte le autorità civili, militari e religiose giunte anche da Austria e Slovenia. “La loro presenza ci onora – ha affermato il primo cittadino tarvisiano – e dimostra la grande sensibilità, vicinanza e rispetto che gli amici d’oltre confine riservano alla nostra comunità, in particolare a quella cavese. Una storia d’altri tempi – ha aggiunto -, quella della località mineraria, dove vivevano famiglie nelle quali il nonno, il papà e il figlio erano stati tutti minatori. Frammenti di un passato, ai più, poco conosciuto, ma denso di mille significati. Cave del Predil è stato, grazie alla Miniera, un paese dove si stava bene. Ricco di maestranze provenienti da tutta Italia, ricco di abitanti, ricco di tantissime attività economiche, ricco di vita e di tante speranze. Tutto questo ora non c’è più – ha ricordato Zanette, facendo il quadro della deficitaria situazione -. Chi era venuto a lavorare da altre zone d’Italia, non avendo più il lavoro, è tornato nella terra d’origine, e tanti giovani purtroppo se ne sono andati via. Tutto questo da quel maledetto anno 1991, quando la Miniera è stata chiusa”.

Il sindaco Renzo Zanette.

E rincarando la dose il primo cittadino ha poi continuato, dicendo: “E’ successo nonostante fosse ancora attiva, dato che c’era abbastanza minerale per garantire estrazioni per diversi anni. E’ successo nonostante la fortissima opposizione degli ultimi minatori e delle loro famiglie, che hanno lottato fino alla fine per difendere, non solo la loro Miniera dalla chiusura, ma anche il proprio posto di lavoro, la storia e il futuro di una comunità. Minatori che hanno rinsaldato in quei terribili giorni la solidarietà e l’amicizia, sentimenti che diventavano più forti man mano che trascorrevano i giorni. Tanta voglia di lottare uniti per il proprio bene e per quello delle loro famiglie. Ma quei minatori sono risaliti in superficie con la promessa che, se chiusura doveva essere, si sarebbe comunque avviato un percorso di riconversione che prevedeva il recupero ambientale, la messa in sicurezza delle strutture, la realizzazione di un museo che sfruttasse parte delle gallerie della miniera ed il reinserimento di parte della forza lavoro in attività complementari. Tante di queste promesse non si sono, purtroppo, realizzate e per tutta Cave del Predil l’intera vicenda è stata ricondotta ad un tradimento. Compito della politica, compito nostro, ora – ha aggiunto il sindaco – è non tradire nuovamente. Vogliamo dare un futuro certo alla vostra comunità. L’amministrazione comunale tutta si sta impegnando a fondo e crede fortemente a quella riconversione economica e sociale della frazione. Una riconversione basata sulla storia, unica ed importante, del compendio minerario, e sulle bellezze naturali ed ambientali. Una riconversione che ha come obiettivo lo sviluppo turistico di Cave del Predil, per creare nuove opportunità di crescita, di lavoro, di occupazione, di un futuro, soprattutto a favore dei più giovani”.
In conclusione, il primo cittadino ha espresso un auspicio: “Ci auguriamo che l’esperienza degli ex minatori, che hanno contribuito negli anni a rendere ‘viva’ la frazione e hanno lottato fino alla fine per difendere, non solo la loro Miniera dalla chiusura, ma anche il proprio posto di lavoro, la storia e il futuro di una Comunità, possa essere messa a disposizione per stimolare ed aiutare i giovani di Cave del Predil a crearsi un futuro con le grandi opportunità che la località mineraria può offrire, dalla gestione delle centraline a quella dell’impianto di riscaldamento, dalla gestione del Parco Internazionale Geominerario, al lago di Raibl, fino alla gestione del nuovo impianto sportivo”.

L’omaggio al monumento ai Caduti.

In precedenza, alla cappella del cimitero della località, era stato reso omaggio ai Caduti della Grande Guerra alla presenza delle rappresentanze dei comandi locali dell’Esercito e delle Forze dell’ordine e di Polizia, nonché dell‘8° reggimento alpini e del 7° reggimento trasmissioni di Sacile che ha intrapreso un rapporto di gemellaggio con il Comune di Tarvisio essendo un suo reparto intitolato al Passo Predil. Presenti anche i rappresentanti del 7° reparto militare Khevenhuller nr. 7 di Klagenfurt, dei Freiwillengenschutzen, della Croce Nera carinziana e dei figuranti di Plezzo, Caporetto e Tolmino.

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In copertina e qui sopra il corteo a Cave del Predil per Santa Barbara.

(Foto di Pietro Fabian)

L’abbraccio della Valcanale al nuovo parroco arrivato da Gemona

di Giancarlo Martina

TARVISIO – Solennità dell’Immacolata Concezione, la prima grande festa che a Tarvisio vede protagonista il nuovo parroco, don Alan Iacoponi, che succede a don Claudio Bevilacqua. La Valcanale gli aveva dato, alcuni giorni fa, un caloroso benvenuto in un’affollata Chiesa dei Santi Pietro e Paolo affollata. Il sacerdote, accompagnato dall’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato, si era presentato ai fedeli annunciando tutto il suo impegno a favore della sua nuova comunità. «La mia speranza – aveva detto – è quella di potere comunicare con tutti voi per crescere assieme. La voglia di imparare il tedesco e lo sloveno ce l’ho, spero che voi mi aiutiate anche in questa mia nuova esperienza. Per me – aveva sottolineato don Alan – questa è la Terra Santa e sono a disposizione di tutte le etnie che compongono la comunità multietnica che mi accoglie». Parole che evidenziano l’umiltà con cui il nuovo parroco si è messo a disposizione delle comunità di Tarvisio e di Malborghetto-Valbruna. Infatti, don Iacoponi sarà la guida delle sei parrocchie di riferimento della Valcanale e del santuario della Madonna del Monte Lussari.

L’ingresso del nuovo parroco…

Molto partecipata la cerimonia religiosa alla quale sono intervenute tutte le autorità e le rappresentanze civili e militari del territorio, anch’esse per sottolineare il benvenuto a don Alan Iacoponi arrivato da Gemona per sostituire, appunto, don Bevilacqua che per motivi d’età si è ritirato nella sua Flaibano. Dalla città pedemontana è anche salita una numerosa rappresentanza con il sindaco Roberto Revelant. E rivolgendosi loro, don Alan aveva espresso parole di gratitudine per la grande collaborazione avuta ed ha tenuto a precisare che il legame con Gemona non si interrompe, “ma si amplia – aveva ricordato – a nuove realtà che spero di servire adeguatamente”.

… e il  suo saluto alla comunità. 


Durante il rito, al sacerdote alcuni ragazzi avevano rivolto un benvenuto in italiano, friulano, sloveno, tedesco e anche in spagnolo – vista l’origine sudamericana del parroco -, un particolare molto gradito da don Alan, che ha avuto in omaggio il pane, i frutti della terra e i quadri di tutte le parrocchie e del Santuario della Madonna di Monte Lussari dipinti dal pittore Carlo Faleschini. Il parroco aveva infine ricevuto il benvenuto da Dario Di Vora, in rappresentanza delle parrocchie, e dal sindaco di Tarvisio Renzo Zanette che ha parlato anche a nome del primo cittadino di Malborghetto-Valbruna, Boris Preschern. “Siamo molto contenti e felici, pieni di fiducia e speranza, pronti ad accoglierlo fra noi – il saluto del sindaco -; siamo aperti e disponibili all’ascolto e alla partecipazione. Totale sarà la nostra collaborazione e il nostro impegno alla sua importante attività pastorale che aspettiamo con gioia di potere condividere assieme”. Un benvenuto molto apprezzato che aveva portato don Alan ad abbracciare il sindaco con grande spontaneità.  E poi non è sfuggito il suo tocco di saluto sulla guancia di ogni fedele al momento della comunione.
Il nuovo parroco, don Gueijman (Alan) Iacoponi, 42 anni, è nato a Quillacollo, in Bolivia, il 28 agosto 1977 ed è stato ordinato sacerdote il 2 agosto 2003 a Cochabamba, la diocesi che ha avuto per vescovo il friulano monsignor Tito Solari. Inserito nella diocesi di Udine il 28 agosto 1018, è stato vicario parrocchiale a Gemona dal dicembre 2013. Ha studiato alla Gregoriana ed ha antenati italiani. Nella sua opera in Valcanale sarà coaudiuvato da altri sacerdoti che operano già nelle comunità e da un diacono. Come detto, prende il ruolo già ricoperto da don Claudio Bevilacqua, 75 anni, che ha lasciato la parrocchia dopo avere servito per 17 anni la comunità cristiana di Tarvisio, facendosi carico anche di tutte le altre realtà della Valcanale a causa della scomparsa, negli anni recenti, di don Dionisio Mateucig, di don Giuseppe Morandini e di don Mario Gariup. L’arcivescovo Mazzocato aveva, appunto, ricordato la grande disponibilità di don Claudio che ha sempre avuto nei suoi confronti e soprattutto l’impegno con cui si è speso a favore delle comunità in cui si è inserito.

In chiesa autorità e folla per accogliere il sacerdote.

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In copertina, don Iacoponi riceve dall’arcivescovo Mazzocato l’incarico ufficiale di parroco della Valcanale.

Don Claudio Bevilacqua lascia Tarvisio, arriverà da Gemona don Iacoponi

di Giancarlo Martina

TARVISIO – Don Claudio Bevilacqua lascia la Parrocchia di Tarvisio e gli altri incarichi: al suo posto arriverà da Gemona don Alan Iacoponi. E’ stato lo stesso sacerdote ad annunciare la sua rinuncia domenica mattina ai fedeli intervenuti alla celebrazione della Messa dando lettura, a conclusione del rito, della lettera ufficiale dell’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato. Nella missiva il presule afferma che: “Don Claudio Bevilacqua ha rassegnato le dimissioni da parroco di Tarvisio e, di conseguenza, conclude anche il suo compito di amministratore parrocchiale di Camporosso, Fusine in Valromana, Cave del Predil, Ugovizza e Malborghetto-Valbruna”.
Annunciando quella che è stata una novità davvero inattesa in questo momento per il Tarvisiano e la Valcanale, monsignor Mazzocato nella missiva aggiunge: “E’ una decisione frutto di un dialogo fraterno fra me e don Claudio, durante il quale egli mi ha fatto presente il peso e la fatica che da tempo sentiva gravare su di se”.
A 75 anni, dunque, don Claudio ha deciso di ritirarsi. “Per ben 17 anni – sottolinea ancora l’arcivescovo – si è dedicato al ministero di parroco di Tarvisio al quale si è progressivamente aggiunta la responsabilità di amministratore delegato di tutte le altre parrocchie della Valcanale per la scomparsa, in questi ultimi anni, di don Dionisio Mateucig, di don Giuseppe Morandini ed infine di don Mario Gariup”.

Don Claudio con l’arcivescovo. 

Espressa la personale riconoscenza a don Claudio Bevilacqua “per la sua grande disponibilità che ha sempre avuto nei miei confronti e per la generosità pastorale con cui si è speso a favore della comunità di Tarvisio e della altre comunità”, l’arcivescovo Mazzocato ha anche annunciato che il successore sarà don Alan Iacoponi, un sacerdote di 42 anni nativo della Bolivia ma che opera nella nostra Arcidiocesi, attualmente vicario parrocchiale a Gemona. Don Iacoponi avrà la responsabilità di parroco di Tarvisio, Camporosso, Fusine in Valromana, Cave del predil, Ugovizza e Malborghetto-Valbruna. “A don Alan – ha spiegato infine l’arcivescovo che verrà a Tarvisio per l’ingresso del nuovo parroco – ho chiesto un compito pastorale alquanto impegnativo e lo ringrazio di cuore per avermi dato immediatamente e con serenità la sua disponibilità. Sarà coaudiuvato dagli altri sacerdoti che operano nelle comunità della Valcanale e dal diacono”.

L’annuncio della partenza di don Claudio Bevilacqua, giunto a Tarvisio nel 2002 proveniente dalle parrocchie di Sedegliano e Coderno dove aveva operato fin dal 1990, non è stata del tutto una sorpresa in quanto il parroco già nel luglio dell’anno scorso aveva comunicato che per problemi di salute non avrebbe potuto proseguire nell’impegnativo incarico ancora a lungo. Il sacerdote si ritirerà, quindi, a Flaibano suo paese di origine.

Il parroco uscente alla benedizione degli autoveicoli a Tarvisio.

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In copertina, don Bevilacqua riceve a Tarvisio monsignor Mazzocato.