Nimis rende omaggio alla memoria di Bruno Fabretti. Domani uno spettacolo dedicato alle scuole e alla cittadinanza in ricordo dell’ex internato: i suoi diari dai Lager in una mostra di Luca d’Agostino

(g.l.) Nimis rende omaggio a Bruno Fabretti a due anni dalla morte. La civica amministrazione del paese pedemontano domani ricorderà, infatti, l’ex internato scomparso nell’estate 2023, sulla soglia dei cent’anni, attraverso un incontro e una mostra fotografica per le scuole e la cittadinanza. L’appuntamento è fissato per domani mattina, con inizio alle 10.30, al Teatro Juventus, nell’Oratorio parrocchiale, dove verrà proposto il progetto Parole e Musica per un domani “Memorie di Libertà: Bruno Fabretti” con uno spettacolo ed una mostra allestita dal fotografo Luca d’Agostino. Iniziativa presentata nel 2024 per la prima volta a Mortegliano e poi replicata, con lo stesso successo, a San Giorgio di Nogaro. E che ora, come è giusto avvenga, approda anche nel paese natale, nel quale il commendator Fabretti è sempre vissuto dopo il ritorno dalla prigionia nei campi di concentramento in Germania.

Il progetto, del quale è capofila la Domus Musicae di Mortegliano, grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e dello stesso Comune di Nimis, prosegue un percorso iniziato sul finire dello scorso anno con la mostra fotografica “La vita di Bruno Fabretti: un ponte generazionale e sociale per una comunità inclusiva” prodotta dal Circolo Culturale Chiarisacco con partner l’Associazione Culturale Le Colone Aps, già esposta appunto a Mortegliano e a San Giorgio di Nogaro. «La sua voce, i suoi disegni e il suo diario – ha sottolineato il sindaco Fabrizio Mattiuzza – hanno dato forma a una testimonianza preziosa, che oggi continuiamo a condividere per ricordare l’orrore della guerra e l’importanza dei valori di pace, democrazia e tolleranza».
Domani, 2 dicembre, alle ore 10.30, è programmato dunque un incontro/lezione/spettacolo al Teatro parrocchiale di Nimis nel quale sono invitate le secondarie di primo grado del Comune e tutta la cittadinanza. Con il coordinamento e le letture a cura di Giuliano Bonanni e i momenti musicali a cura del Domus Musicae Quartet diretto da Giuseppe Tirelli (Giovanni Di Lena violino – Andrea Valent fisarmonica – Nicola Tirelli tastiere – Giuseppe Tirelli contrabbasso), il progetto vede anche la proiezione del documentario raccolto proprio da Luca d’Agostino su idea dello stesso Giuseppe Tirelli e patrocinato dalla sezione Anpi di San Giorgio di Nogaro. Al termine, inaugurazione della mostra fotografica al Centro “Antonio Comelli” di piazza XXIX Settembre (sala fronte ufficio Iat; orari: giovedì e sabato 9-13, domenica 10-13).
Bruno Fabretti, testimone diretto dei campi di prigionia e dei Lager nazisti, si è spento il 13 luglio del 2023 a 99 anni: ne avrebbe compiuti cento appena due mesi dopo. Nato infatti a Nimis il 15 settembre 1923, Fabretti ha vissuto momenti terribili durante la Seconda Guerra Mondiale. Partigiano combattente, dopo essere stato catturato dai tedeschi nel settembre del 1943, affrontò la prigionia in diversi campi di concentramento tra cui Lodz, Dachau, Neuengamme, Bergen Belsen e Buchenwald. Nel suo libro, “Per non dimenticare. Diario di un deportato nei Lager nazisti di Dachau, Neuengamme, Buchenwald”, l’ex internato aveva raccontato la crudeltà e l’orrore dei campi di prigionia. Aveva compreso l’importanza di non lasciare che la memoria svanisse nel silenzio, tanto che si impegnò, instancabile, con grande dedizione anche nella promozione della memoria storica e nella diffusione dei valori di democrazia, tolleranza e pace. Raccontò, pertanto, le proprie esperienze di guerra in moltissime scuole, a migliaia di bambini e ragazzi, e organizzò eventi con lo scopo di educare le nuove generazioni sugli orrori del nazismo e sull’importanza di difendere i valori umani fondamentali. La mostra fotografica di Luca d’Agostino raccoglie le riproduzioni di alcune pagine dello straordinario diario che lo stesso Fabretti scrisse ed accompagnò con disegni propri subito dopo la liberazione. «La sua lotta per la libertà e la sua dedizione a un mondo migliore – osserva d’Agostino – rimarranno sempre un faro di speranza e una testimonianza della resilienza umana in tempi di oscurità e oppressione».

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In copertina, un ritratto di Bruno Fabretti (1923-2023); all’interno, pochi mesi dopo il ritorno a Nimis dal Lager di Buchenwald.

Bruno Fabretti e il suo triste diario di deportato: dopo Mortegliano la mostra di Luca d’Agostino a San Giorgio di Nogaro

(g.l.) «Quello che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo», scrisse Anna Frank, simbolo con il suo famoso “Diario” della Shoah, che opportunamente ricordiamo nell’odierno Giorno della Memoria. E proprio oggi torniamo a rievocare anche la drammatica esperienza di Bruno Fabretti, l’ex internato di Nimis scomparso nel 2023 alle soglie del secolo, del quale si è appena conclusa la molto apprezzata mostra allestita nel Municipio di Mortegliano dal fotografo Luca d’Agostino, con l’organizzazione del Circolo culturale Chiarisacco.


E ora la triste vicenda umana dell’ex deportato più famoso del Friuli, che parlò dei Lager nazisti a migliaia di studenti – proprio per creare nelle giovani generazioni una coscienza affinché tutto questo non possa accadere di nuovo -, rivivrà anche a San Giorgio di Nogaro, nell’attesa che possa essere proposta anche a Nimis, il paese dov’era nato nel 2023 e dove aveva avuto la fortuna di ritornare vivendovi poi fino alla morte.
“La vita di Bruno Fabretti: un ponte generazionale e sociale per una comunità inclusiva” è, dunque, la proposta che verrà presentata venerdì 31 gennaio, a San Giorgio di Nogaro, nella cornice di Villa Dora, storico edificio che fu testimone del passaggio delle due guerre mondiali anche nella Bassa Friulana. L’appuntamento è alle 11.30, nella sala conferenze, dove ci sarà l’incontro con le classi terze della Scuola secondaria di Primo grado “Nazario Sauro”. Ma la mostra sarà allestita all’Infopoint sangiorgino già dal 29 gennaio e potrà essere visitata fino al 7 febbraio. La esposizione proporrà le riproduzioni del diario che Fabretti scrisse dopo la Liberazione – corredandolo anche di incisive illustrazioni -, quando decise di affidare alla carta, affinché ne rimanesse traccia, la sua testimonianza su quanto vissuto a Lodz, Dachau, Neuengamme, Bergen Belsen e Buchenwald.


Ecco, allora, tutti i protagonisti della importante iniziativa assieme al ricordato Luca d’Agostino, peraltro cittadino di San Giorgio: coordinamento e lettura di Giuliano Bonanni, momenti musicali a cura della Domus Musicae di Mortegliano curati da Giuseppe Tirelli che era legato da un lungo vincolo di amicizia con lo stesso Fabretti: Giovanni Di Lena violino, Andrea Valent fisarmonica, Nicola Tirelli tastiere e Giuseppe Tirelli contrabbasso. Il tutto avviene in collaborazione con l’assessorato all’istruzione e all’inclusione sociale del Comune di San Giorgio di Nogaro. Parole e musica, dunque, per non dimenticare, ma per far sì, come scrisse Anna Frank e perorò per decenni Bruno Fabretti, che quanto accaduto non accada di nuovo. Guai, infatti, fosse così. Perché si potrebbe amaramente concludere che la storia non ha insegnato nulla!

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In copertina, una espressiva immagine di Bruno Fabretti morto quasi centenario; all’interno, i familiari all’inaugurazione della mostra di Mortegliano e il suo curatore Luca d’Agostino.