Conto alla rovescia per il Giro in Friuli: sei gli appuntamenti con Dino Persello

(g.l.) Conto alla rovescia, ormai, per l’arrivo del Giro d’Italia in Friuli. E ben sei saranno gli appuntamenti con “Ciclismo è poesia” inerenti l’attesissimo passaggio della “carovana rosa” che il regista, attore e scrittore Dino Persello si appresta a presentare nelle località attraversate dai ciclisti. Il tutto avverrà in prossimità con la 19ma tappa Marano Lagunare-Castelmonte (Madone di Mont) di venerdì 27 maggio. Ecco come Persello racconta la sua passione per questo sport, il ciclismo, «dove chi cade non è per finta».
«Era l’estate del 1958 – rievoca -, avevo 9 anni… e mio padre Pompeo da grande appassionato di ciclismo mi porta con lui alla storica osteria “da Egle” a Dignano, il mio paese, a vedere in televisione (una delle prime in “loco”!) il Campionato del mondo di ciclismo professionisti su strada. Il televisore era lassù, su un alto supporto come era solito ai tempi, e a me ancora piccolo sembrava ancora più in alto!. Si correva a Reims, in Francia, e vinse per distacco Ercole Baldini, detto il “treno di Forlì”, ed i fotogrammi in bianco e nero di quelle immagini li ho ancora a fuoco nella mia mente, al pari della grande scritta: “Abbasso Coppi – Viva Bartali” che campeggiava su una parete del pollaio di casa nostra. Con un padre così, “bartaliano” risoluto, la contaminazione in merito alla passione per il ciclismo si è materializzata fin da subito, rinforzandosi nel tempo fino ai giorni nostri».
«E allora – prosegue Dino Persello – ecco qualche timida apparizione in gare amatoriali, o in memorabili “gite” spesso fuori porta alla ricerca di fantastici percorsi, ma soprattutto le annuali scorribande dolomitiche al seguito dei vari Giri d’Italia… Moser, Saronni, Argentin, Delle Case…, con mogli e amici al seguito. Tutto ciò nel secolo scorso, fin che il “Giro” non approda in modo forte e deciso sulle strade della nostra regione. Enzo Cainero è il “capitano” che porta questo evento ben 16 volte in Friuli Venezia Giulia, negli ultimi 19 anni e a cui va infinito riconoscimento. Lui è quello della transenna umana, unica al mondo: Volontari, Alpini e Protezione civile per mano a difesa degli affascinanti arrivi sulle nostre montagne. Cainero dice spesso: “A questo mondo, tutto si può copiare, tranne un territorio!”. Ecco allora che, “scarabocchiando” qualcosa sulla mia vita e sulle mie passioni, nasce questo “Ciclismo è poesia”, una combinazione di ricordi, emozioni, costume popolare, passioni, affetti per uno sport, il ciclismo, di enorme e storica valenza socioculturale. Il lavoro teatrale per tutto ciò si presenta curioso, peculiare, intimo, divertente, da non perdere». Ecco, dunque, i sei appuntamenti:

Pradielis (Lusevera)  Centro Lemgo, venerdì 20 maggio, ore 20.30
Majano Auditorium comunale, martedì 24 maggio, ore 20.30
Colloredo di Monte Albano  Castello, mercoledì 25 maggio, ore 20.30
Mortegliano piazza Verdi, giovedì 26 maggio, ore 20.30
Carlino piazza San Rocco, venerdì 27 maggio, ore 10.45
Lonzano di Dolegna del Collio Cantina Zorutti, sabato 28 maggio, ore 18

Tutti gli intrattenimenti saranno ad ingresso libero. “Ciclismo è poesia” si avvale anche degli interventi musicali alla fisarmonica del maestro Pasqualino Petris; Bellezza in bicicletta, Bartali, Come sono felice, Pedala…, ecco alcuni brani che lo spettacolo di ulteriore fascino ed eleganza artistica. Buon divertimento!

—^—

In copertina e qui sopra (con Pasqualino Petris) l’attore Dino Persello che si prepara ai sei spettacoli programmati per l’arrivo del Giro d’Italia.

 

 

“I fùrlans dal Frìul” che Dino Persello racconta oggi online con Treppo Grande

di Giuseppe Longo

«Un popolo non muore con il crollo delle case, e il Friuli è vivo, perché sono ancora vivi i valori che ne costituiscono… l’anima». Lo disse Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario per la ricostruzione di questa terra devastata dai terremoti del 1976. E, proprio con questo spirito, Dino Persello darà vita all’odierno incontro-spettacolo online (ovviamente, a causa della perdurante emergenza sanitaria) dal titolo “I fùrlans dal Frìul”, organizzato dal Comune di Treppo Grande in collaborazione con l’Arlef nell’ambito delle celebrazioni per la “Fieste de Patrie dal Friûl” che ricorreva sabato scorso, 3 aprile. L’evento si terrà proprio questa sera, alle ore 20.30, sulla piattaforma GoToMeeting, alla quale ci si può collegare dal proprio smartphone, tablet o Pc (sotto il link).
“I Fùrlans dal Frìul”, dunque. «Ovvero: esperienze, osservazioni, costumi, riflessioni, ironia, autoironia, ricerche… risate! Il Teatro – anticipa l’attore-regista di San Daniele, ma originario della vicina Dignano – è un fantasma in carne ed ossa, l’ultima barriera di una esperienza umana dove si incrocia il respiro degli attori a quello degli spettatori. Un monologo teatrale quando è interessante cattura l’attenzione del pubblico, diversamente diventa barboso. Se il monologo “funziona” si caratterizza soprattutto per la sconfinata libertà di raccontare, di rendere vivi e presenti i fantasmi dell’immaginazione. “…Il monologo teatrale è il regno dell’incontro, di quella seducente e non facilmente inimitabile intercettazione del senso, di quel senso che al di là dei significati che pure produce, aleggia per la scena, sul pubblico, e nel carisma dell’interprete, che assume su di sé il non comune compito di esprimere viva energia!”, diceva Pier Paolo Pasolini».
«Massima attenzione e rispetto – prosegue Persello – di fronte a questa elevata dimensione pasoliniana, ma non timore, nell’avventurarmi a scrivere questo “I Fùrlans dal Frìul”. Una serie di osservazioni sul nostro popolo, con i suoi difetti e le sue qualità, alla pari degli altri popoli di questo mondo. Da ultrasettantenne che ha visto abbastanza acqua passare sotto i ponti del Friuli sono andato a sfruculiare colori e sfumature, interpretando le radiografie di questa nostra gente. Non mi sono avventurato in ecografie, tac o risonanze magnetiche, non ne sarei stato all’altezza nel… “leggerle”. Non per questo l’analisi sarà superficiale (non amo per niente il pressapochismo), ma l’obiettivo è stato quello di bramare nello stesso tempo, di poter continuare a vivere la nostra vita di friulani possibilmente con dignitoso profilo, e perché no, anche con leale e genuina… ironia!”. Proprio perché, appunto come disse l’indimenticabile Zamberletti, il Friuli è vivo «perché sono ancora vivi i valori che ne costituiscono… l’anima».

di Dino Persello

Eco ca il popul Furlàn: ancjemô uè, no sin ne piês ne miôr dai tanç atris popui di chistu mont.
Nô Furlàns , i sin nô cu la nestra storia, cu la nestra cultura , la nestra lenga, i nestris difiets e les nestres cualitats!
Sôl che sciaguratamenti ancjemô massa spess, a samea chi si vergognini di chel chi sin, fin al punto di sintisi inferiôrs, debui e puers devant dal mont e a les atres cultures.
Chistu a me modest parê, parceche ancjemò no si conoscìn avonda: i savìn cuasi dùt riguart al mont, ma pôc o nuja da la nestra storia e da la nestra cjera.
E cussì cuant chi si confrontìn cun chei atris, i vin simpri puntos di riferiment, ca no son i nestris, e ca no fevelin mai di nò!
A lè cussì che par chei atris massa dispèss i deventìn i: “Fùrlans dal Frìul!?!”.
Il grant e periculosisim riscjo a lè chel che se i no cambìn di corsa diresiòn, la nestra cultura, la butin una volta par dutes tal fossâl, pierdint tal stess timp, ancja la nestra personâl identitât ca appartèn a duta l’umanitât, parceche ancja no, tant che duç i popui da la cjera, i sin part impuartant da la storia dal omp!
Pobèn a e ora di finila cul nestri orgoglio smisurât, cu la nestra stravagant agressivitât, e il nestri sei massa spess incomprensibilmenti…permalôs.
Ma ancja silensiôs, modesc, dignitos, in positîv chista volta.
No i sin chei dal’understaitment – low profile, profîl bass…una vora spess ancja massa!
No, no sin mai stâs boins di sglonfâ la nestra “bufula”, dulâ che a diferensa di atres bufules plenes di fun, la nestra a contèn ta la magjoransa dai câs, un arost squisît e profumât!
I ai scrìt chistu lavôr “Il Frìul dai Fùrlans”, cul gust di provâ a fa i ragios, no una tac o una risonança magnetica (no mi soi sintût al’alteça, al moment di interpretales) a chistu nestri popul, analizant i sie colors e les sfumadures, cirint tal stess timp di no cjapassi massa sul serio (e chi a nol sarà par nuja facil!), e fa in môt di podè continuà a vivi la nestra vita cul just profil e parcè no ancja cun tuna inteligjent…ironia!

Ci si può collegare dal proprio smartphone, tablet o Pc utilizzando il seguente link: https://global.gotomeeting.com/join/414215509

—^—

In copertina e qui sopra Dino Persello durante uno spettacolo dedicato, come oggi, all’identità friulana.