Nuovo omaggio di Dino Persello al mito di Ottavio Bottecchia: lo ospiterà oggi la splendida cornice di Villa Manin

(g.l.) Avrà quale prestigiosa cornice niente meno che la splendida Villa Manin di Passariano lo spettacolo che oggi, 14 settembre, Dino Persello offrirà ancora una volta alla memoria del grande Ottavio Bottecchia, gloria del ciclismo italiano. L’appuntamento, con ingresso libero, è fissato infatti alle 17.30 nella Barchessa di Levante, nella sala riunioni del secondo piano. Il racconto emozionale, teatral-musicale del mito indiscusso di Bottecchia avviene nel contesto della mostra “Il ciclismo in Friuli Venezia Giulia”. Le parole dell’attore sandanielese, che sanno sempre toccare le corde del cuore, saranno intervallate dalle esibizione del tenore Andrea Binetti accompagnato dal pianoforte di Teo Luca Rossi, artisti che spesso impreziosiscono gli spettacoli di Persello. Il quale ha scritto: «Sono certo che a fine spettacolo avremo tutti amato di Ottavio Bottecchia la sua maglia gialla, la sua maschera di fango secco che si screpolava a ogni sorriso, le sue ciglia bianche, le sue labbra grigie, le sue mani nere, i suoi polpacci scorticati, i suoi muscoli che erano come il cordame corrosa dal sale di un galeone, di un museo del mare… la sua umanità e generosità fuori dal comune».

Dino Persello


Nuovo omaggio, dunque, di Dino Persello al ciclismo, sport che ha da sempre nel sangue. Una grande passione che ha assorbito dal padre e poi l’ha alimentata per tutta la vita. Un amore così grande che lo riversa ogni anno, anche nel suo fare teatro, quando in Friuli arriva, sempre attesissimo, il Giro d’Italia. E ora lo fa per onorare ancora una volta un grande del ciclismo tricolore, ma non il ciclismo d’oggi bensì quello degli albori, scritto con caratteri aurei nella storia dello sport sulle due ruote. Quello di un ciclista d’altri tempi divenuto leggenda e che quasi un secolo fa, a Peonis di Trasaghis, consumava l’ultimo atto della sua vita avventurosa, quella di un uomo che da qualche anno era il più forte ciclista del mondo!
«Ottavio di nome, ottavo di otto fratelli, chi dice muratore, chi dice carrettiere veneto-friulano, che esattamente un secolo fa (1924-1925) – racconta Persello -, si prese due Tour de France, comportandosi proprio come fa un contadino astuto, con la ragazza che vuole sposare, facendole una corte aspra e rude, dimenticando ogni cosa pur di conquistarla! Nel ’24, addirittura, corse in maglia gialla tutte le tappe, primo a domare le mulattiere di quel Tour. “Perseverai, resistetti, soprattutto… volli” disse dopo quelle vittorie. “Bottecchia Ottavio: A vae mi – O voi jo – Vado io” era il curioso avvertimento con cui il campione informava il gruppo, che sarebbe andato in fuga, e che rappresenta il titolo della mia rappresentazione».
«Raccontare di Ottavio Bottecchia – aggiunge l’attore – non sarà per niente semplice, tanti e profondi sono stati i momenti della sua pur breve esistenza. Ce l’ho messa tutta, la ricerca mi ha regalato enormi emozioni che non potranno fare altro che tradursi in un evento che contaminerà spiritualmente chi presenzierà a questo curioso e suggestivo racconto». Ancora Persello: «Ho volutamente evitato, costruendo questo lavoro, di entrare nelle vicissitudini e nei dettagli dell’incidente di Peonis del 3 giugno 1927, secondo me eccessivamente romanzato da alcuni addetti ai lavori. Ho la mia idea, me la tengo, perché mi dà serenità. Allo stesso tempo e, senza presunzione, sono certo che a fine serata avremo tutti amato Ottavio Bottecchia».

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In copertina, il grande Ottavio Bottecchia nei suoi tempi d’oro; qui sopra, il cippo che lo ricorda in Comune di Trasaghis.

Associazionismo e volontariato nel Dna di Dino Persello. E oggi saranno al centro dello spettacolo con I Petris a Goricizza

Dino Persello ha, da sempre, l’associazionismo e il volontariato nel suo Dna e ne offrirà una chiara testimonianza durante lo spettacolo che presenterà questa sera, 11 luglio, a Goricizza. Prosegue, infatti, con successo di pubblico, visti anche i sempre alti gradimenti, l’attività artistica programmata dal “Centro culturale Corte Bazàn” nella frazione di Codroipo. Suggestivo e accogliente il “loco” al centro del paese del Medio Friuli, che aggrega ad ogni appuntamento spettatori provenienti non solo dalle zone contermini, particolarmente interessati alle scelte socio-culturali da parte di questa preziosa e lungimirante associazione. E sarà proprio il tema dell’associazionismo che, come detto, verrà analizzato nel corso di questo nuovo incontro fissato per le ore 20.45. “Par vivi, bisugna stâ cun chei atris” il titolo della rappresentazione teatrale di e con Dino Persello, apprezzato regista, attore e narratore friulano, con importanti conoscenze e professionalità nell’ambiente delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, quelle associazioni animate appunto dal volontariato che sono il “sale” delle nostre comunità.

I Petris


«Appartenere ad una Associazione – afferma l’artista sandanielese -, è secondo me come stare all’interno di una bella macchina, anche se abbastanza delicata, che ha bisogno di essere sempre alimentata con l’energia di quelli che la guidano e di quelli che le vogliono bene. E proprio per la sua delicatezza ha bisogno di una costante manutenzione e dei giusti ricambi, anche perché resiste a tante pressioni, sia dall’esterno che …dall’interno, spesso e volentieri al limite della sopportazione, però va sempre avanti!».
«Questi e altri – aggiunge il protagonista della serata – saranno i contenuti della rappresentazione, temi importantissimi di questi tempi, in cui il “profilo civico” di troppe nostre comunità sta soffrendo, come verrà analizzato nel corso dell’odierno appuntamento, impreziosito da una emozionante colonna sonora da parte delle fisarmoniche e dei violini de “I Petris”». Gli ingredienti del lavoro teatrale trasmetteranno comunque messaggi di reale speranza, tra sfumature sociali, costume, energia, ironia, autoironia, riflessioni, ricerca e… goliardia! «Le Associazioni cari miei, donano un’anima ai paesi, non vi fan sentire soli, e vi rendon più…cortesi!», conclude Dino Persello, invitando tutti al suo spettacolo di questa sera a Goricizza.

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In copertina, l’attore Dino Persello protagonista dello spettacolo odierno.

San Daniele, il ricordo di Bottecchia e dello storico ciclismo tricolore oggi con Dino Persello e Andrea Binetti

(g.l.) Dopo le entusiasmanti serate dedicate al Giro d’Italia, che ovunque hanno fatto il “pieno”, oggi Dino Persello gioca in casa per ricordare un grande del ciclismo tricolore. Questo pomeriggio, alle 18, nel Palazzo del Monte di Pietà, in piazza Vittorio Emanuele II a San Daniele, presenta infatti “Bottecchia Ottavio A vae mi – O voi jo – Vado io”. Uno spettacolo già presentato in altre località, ovunque ripagato da un vero e proprio successo.

Dino Persello con Andrea Binetti

Protagonista, ovviamente, lo stesso Persello che è anche autore, come sempre, dei testi. Ma ci saranno anche due presenze conosciute, e apprezzate, nella cittadina collinare: il tenore Andrea Binetti (sempre molto applaudito al Politeama Rossetti di Trieste) e il pianista Teo Luca Rossi che intercaleranno le parole con cui l’attore friulano ricorderà il grande corridore nato a San Martino di Colle Umberto nel 1894 e morto nel Gemonese nel 1927. Il 3 giugno di 98 anni fa, Bottecchia fu trovato a terra agonizzante sulla strada tra Cornino e Peonis, piccola frazione di Trasaghis in riva al Tagliamento, nella zona dove lo sportivo veneto era solito allenarsi. Soccorso, fu portato all’ospedale di Gemona dove si spense alcuni giorni dopo. Era poco più che trentenne. Come molti sportivi ricorderanno, Ottavio Bottecchia fu il primo ciclista italiano a vincere il Tour de France, nel 1924. Che poi riconquistò anche un anno dopo.

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In copertina, Ottavio Bottecchia al Tour de France e qui sopra il cippo che lo ricorda a Peonis  di Trasaghis nel Gemonese.

Go!2025, il Giro d’Italia è in arrivo nell’Isontino: stasera Manzano vivrà il clima d’attesa con Dino Persello

(g.l.) Il Giro d’Italia, finalmente, sta per arrivare in Friuli Venezia Giulia con la mitica tappa che sabato 24 maggio si concluderà a Nova Gorica e Gorizia, quale omaggio degli sportivi del pedale alla Capitale europea della Cultura, la prima a carattere transfrontaliero contraddistinta dal logo Go!2025. Un clima d’attesa non da poco, davvero elettrizzante, e che sarà bello poterlo vivere questa sera con Dino Persello, il quale a Manzano – località, appunto, di passaggio dei “girini” – propone la sua terza puntata di “Aspettando il Giro…”, dopo le riuscitissime serate di Clauiano e Talmassons. L’appuntamento, con ingresso libero, è alle 20.30 all’antico Foledor Boschetti della Torre di via Natisone ed è sostenuto dal Comune di Manzano. «La catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi», afferma Dino Persello che, come è noto, propone anche lo spettacolo odierno nell’ambito dell’ormai collaudato programma “Ciclismo è poesia”. L’ultima serata sarà sabato a Sacile a commento dell’arrivo della carovano rosa nell’Isontino italo-sloveno, ma anche in vista della tappa che il giorno successivo, domenica 25 maggio, andrà da Fiume Veneto ad Asiago, quindi dal Pordenonese al Vicentino.

# Oggi 22 maggio, ore 20.30 – Antico Foledôr Boschetti-della Torre, Manzano
# Sabato 24 maggio, ore 20.30 – Ex Chiesa di San Gregorio, Sacile
Gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

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In copertina, l’attore e regista sandanielese Dino Persello atteso stasera a Manzano.

Ciclismo è poesia, questa sera Persello invita al suo spettacolo a Talmassons

(g.l.) Secondo appuntamento con “Aspettando il Giro”, protagonista Dino Persello. L’attore di San Daniele, e dignanese di nascita, invita tutti allo spettacolo teatrale-musicale “Ciclismo è poesia” che si terrà, questa sera alle 20.30, nell’auditorium comunale di Talmassons. La scorsa settimana, come si ricorderà, il ciclo di quattro spettacoli dedicati al Giro d’Italia che ritorna in Friuli Venezia Giulia, aveva preso avvio con successo a Clauiano di Trivignano Udinese. Mentre il prossimo appuntamento, dopo quello odierno, sarà a Manzano.

# Oggi 17 maggio, ore 20.30 – auditorium Tomadini, Talmassons
# Giovedì 22 maggio, ore 20.30 – Antico Foledôr Boschetti-della Torre, Manzano
# Sabato 24 maggio, ore 20.30 – Ex Chiesa di San Gregorio, Sacile
Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

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In copertina, l’attore Dino Persello protagonista questa sera a Talmasssons.

Partito il Giro d’Italia. E oggi parte a Clauiano anche il “tour” di Dino Persello con il suo collaudato Ciclismo è poesia

Il Giro d’Italia è appena partito e con l’arrivo in Friuli Venezia Giulia della 108a edizione della carovana rosa mediante le due tappe Treviso-Gorizia e Fiume Veneto-Altopiano di Asiago, rispettivamente di sabato e domenica 24 e 25 maggio, anche il lavoro teatrale di e con Dino Persello “Ciclismo è Poesia”, annualmente in evoluzione e aggiornamento, verrà presentato a partire da oggi in quattro località regionali (sempre con ingresso libero) attraversate da questo speciale ed stupendo territorio, alla storia popolare, all’anedottistica, con curiose sfumature goliardiche, e momenti di importanti riflessioni.
“Il ciclismo, un magnifico, crudele, avvincente simbolo di vita – afferma Persello -. Un grande grandissimo quadro popolare, all’interno di questa nostra società, che oggi macina tutto alla velocità della luce, ma che nello sport della bicicletta, la memoria è un insieme di passato e…futuro. E allora l’evento Giro d’Italia diventa veramente un teatro viaggiate, dove tutti i protagonisti, gregari compresi, hanno la stessa dignità”. E ancora: “Vi farò vivere la volata che è un attimo; la salita un’eternità, una sofferenza senza tempo; la discesa un brivido; il rifornimento una resurrezione. E ancora, la borraccia è acqua, l’acqua è vita, è amicizia come dimostra la magica, storica e poetica borraccia fra Fausto Coppi e Gino Bartali (in questi giorni il 25° anniversario della sua scomparsa). La catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi!”. Ecco, dunque, i quattro appuntamenti di “Ciclismo è poesia”:

# Oggi 11 maggio, ore 18 – Azienda agricola Borgo Claudius – Clauiano di Trivignano Udinese
# Sabato 17 maggio, ore 20.30 – auditorium Tomadini, Talmassons
# Giovedì 22 maggio, ore 20.30 – Antico Foledôr Boschetti-della Torre, Manzano
# Sabato 24 maggio, ore 20.30 – Ex Chiesa di San Gregorio, Sacile
Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero

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In copertina, Dino Persello impareggiabile animatore di Ciclismo è poesia.

Pedalare per vincere il Parkinson: stasera Dino Persello (in attesa del Giro d’Italia) invita tutti a Flaibano con Simone Masotti

(g.l.) Mentre si prepara, affinando gli ultimi dettagli, all’ormai tradizionale ciclo denominato “Ciclismo è poesia”, nell’ambito del sempre tanto atteso Giro d’Italia – l’appuntamento è fissato per l’11 maggio a Clauiano di Trivignano Udinese -, Dino Persello propone proprio per questa sera, 2 maggio, un altro sicuramente gradito appuntamento dedicato allo sport delle due ruote al quale è da sempre appassionato, tanto da anche praticarlo abitualmente.

Dino Persello


Alle 20.45, al centro sociale di Flaibano, l’attore sandanielese e originario della vicina Dignano presenterà, infatti, “Moviti e pedale! In bicicletta per vincere il Parkinson”. Durante la serata saranno presentate le poesie di Francesca Ciani assieme al libro “In bicicletta sono libero. In Viaggio con il Parkinson” di Simone Masotti che dialogherà con lo stesso Persello.
«Un libro autobiografico – si legge in una breve recensione di Bikeitalia – che è anche un inno alla libertà di continuare a fare le cose che ci rendono felici, come viaggiare in bici in giro per il mondo, nonostante le avversità della vita. “In bicicletta sono libero” è la storia di Simone Masotti (scritta a quattro mani con Max Mauro) e dell’evoluzione del suo rapporto con le due ruote a pedali. Soprattutto quando, a trent’anni, sul sellino della bici deve fare spazio a un ingombrante compagno di viaggio: il morbo di Parkinson, ovvero “Mr. Pk” come viene chiamato nel libro. “Con i miei racconti voglio incoraggiare le persone che soffrono di una malattia come la mia, ma anche quelli che non hanno nessun problema di salute, eppure si sentono infelici o inadatti. Credete nelle vostre passioni, in quello che vi fa stare bene. I sogni, in fondo, non sono altro che pensieri che ci fanno stare bene”, scrive Simone». Lo spettacolo beneficia del patrocinio del Comune di Flaibano.

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In copertina, Simone Masotti che nel libro racconta la sua toccante storia.

“Patrie dal Friûl”, per la Festa Dignano riapre la vecchia latteria e Dino Persello torna nel paese che l’ha visto bambino

(g.l.) Dino Persello vive da tanti anni a San Daniele, ma il suo cuore è rimasto a Dignano. Nel vicino paese in riva al Tagliamento è infatti nato e cresciuto, giocando tra i ciottoli del grande fiume alpino. E più volte gli ha dedicato i suoi spettacoli che ci parlano con tanto affetto e trasporto della storia e delle tradizioni del nostro Friuli, e quindi anche del “suo” Dignano. E lo farà anche domani, 5 aprile, quando alle 20.45, in occasione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, nella ex latteria proporrà uno dei suoi monologhi più belli, “Jo i soi di paîs”, con il quale l’attore e regista, ma appunto anche scrittore, aveva qualche anno fa realizzato pure un bellissimo libro. Per l’occasione riaprirà la storica turnaria, oggetto di un recente e ben riuscito restauro che il Comune ha deciso di destinare a tutt’altro scopo, visto che la lavorazione del latte è ormai soltanto un ricordo, come è avvenuto purtroppo per la stragrande maggioranza delle latterie friulane, dalle quali uscivano formaggi indimenticabili.

«Una condizione spirituale e sociale che me la sento sempre più forte e ben modellata addosso. E ne vado fiero, perché tutto ciò mi regala ancora, energia, senso di appartenenza e di pulizia, coerenza, parole date e… mantenute. Non ho detto nostalgia, di cui diffido, perché non porta né alla conoscenza né alla crescita!», scrive Dino Persello in una riflessione buttata giù proprio in vista della serata di domani. Aggiungendo: «E la voglia di raccontare, questo mio dapprima costante sentire, è cresciuta nel tempo, a tal punto che il desiderio è diventato felicemente incalzante, fino a… “non poterne più”. E così ho deciso di descriverlo e da umile artigiano e manutentore della passione di narrare storie… di raccontarlo questo mio “Sei di paîs”».
«In questo spettacolo – anticipa l’autore – mi trasferisco dagli improbabili campetti di calcio ai cortili delle canoniche, agli alberi di ciliegio, alla latteria, ai misteriosi angoli del Tagliamento, alle buie e gelide, ma affascinanti sale teatrali, ai crocicchi dei borghi, alle piazzette e contrade del mio paese, Dignano (che sono poi quelle di tutti i nostri paesi), attraverso lo sguardo di un gruppo di amici nati e cresciuti nelle Comunità della provincia Friulana». E ancora: «Racconto memoria, non retorica, dopo aver imparato molte cose e prendendomi l’autorità e la soddisfazione di illustrarle come un bambino di oggi, senza concedermi facili ipocrisie, ma mettendomi nei panni di un osservatore che, all’interno della sua consapevolezza, ormai da tempo adulto, desidera mostrare al pubblico ciò che era ed è il bambino Friulano, coi passaggi di crescita, le difficoltà che subisce e gli incanti che prova di fronte al nuovo mondo che gli si spalanca davanti, quello del gioco sì, ma anche quello castissimo dei primi amori. Racconto di infanzia – conclude Dino Persello – non protetta da cordoni sanitari di adulti, racconto di un bambino di 12-13 anni e della sua fretta di crescere, racconto per divertimento, per chi c’era già e si ricorda le sfumature e per chi è nato dopo e si diverte alle circostanze!».

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In copertina e all’interno, Dino Persello adulto e bambino. E la restaurata latteria.

Dino Persello domani a Mortegliano ricorderà Ottavio Bottecchia fra i “misteri paralleli” con Marco Pantani

(g.l.) Mentre si riparla di Giro d’Italia, con riferimento soprattutto alla sicuramente storica tappa Treviso-Gorizia Nova Gorica che, passando per Cormons, sarà dedicata al ricordo di Bruno Pizzul, il grande giornalista sportivo da poco scomparso, a Mortegliano Dino Persello, da sempre innamorato dello sport con le due ruote, aprirà una pagina sul ciclismo del Novecento per ricordare Ottavio Bottecchia. Con il suggestivo titolo “A vae mi – O voi jo – Vado io”, l’attore sandanielese dà appuntamento domani, alle 20.45, al ristorante Da Nando, dove proporrà un “Racconto emozionale-teatrale di un mito indiscusso!”.


«Sono certo – anticipa Persello – che a fine spettacolo avremo tutti amato di Ottavio Bottecchia la sua maglia gialla, la sua maschera di fango secco che si screpolava a ogni sorriso, le sue ciglia bianche, le sue labbra grigie, le sue mani nere, i suoi polpacci scorticati, i suoi muscoli che erano come il cordame corroso dal sale di un museo del mare. La sua umanità e generosità fuori dal comune». A conclusione del racconto, Dino Persello modererà un’analisi di Renato Bulfon e Alessandro Gallici sui “misteri paralleli” fra Ottavio Bottecchia e Marco Pantani.
Ricordiamo che quasi un secolo fa, era il 1927, a Peonis a poca distanza dal capoluogo di Trasaghis, si consumava l’ultimo atto della vita di Bottecchia, da qualche anno il più forte ciclista del mondo. «Ottavio di nome, ottavo di otto fratelli, chi dice muratore, chi dice carrettiere veneto-friulano, che esattamente un secolo fa (1924-1925) – ha sottolineato Persello -, si prese due Tour de France, comportandosi proprio come fa un contadino astuto, con la ragazza che vuole sposare, facendole una corte aspra e rude, dimenticando ogni cosa pur di conquistarla! Nel ’24, addirittura, corse in maglia gialla tutte le tappe, primo a domare le mulattiere di quel Tour. “Perseverai, resistetti, soprattutto… volli” disse dopo quelle vittorie. “Bottecchia Ottavio: A vae mi – O voi jo – Vado io” era il curioso avvertimento con cui il campione informava il gruppo, che sarebbe andato in fuga, e che rappresenta il titolo della mia rappresentazione».
«Raccontare di Ottavio Bottecchia – aveva osservato Persello proprio in occasione della “prima” del suo spettacolo presentata, giustamente, a Trasaghis lo scorso ottobre – non sarà per niente semplice, tanti e profondi sono stati i momenti della sua pur breve esistenza. Ce l’ho messa tutta, la ricerca mi ha regalato enormi emozioni che non potranno fare altro che tradursi in un evento che contaminerà spiritualmente chi presenzierà a questo curioso e suggestivo racconto». E aveva aggiunto: «Ho volutamente evitato, costruendo questo lavoro, di entrare nelle vicissitudini e nei dettagli dell’incidente di Peonis del 3 giugno 1927, secondo me eccessivamente romanzato da alcuni addetti ai lavori. Ho la mia idea, me la tengo, perché mi dà serenità».

Dino Persello

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In copertina e all’interno il grande Ottavio Bottecchia in due mitiche tappe.

La Banda di Reana del Rojale ha 50 anni: stasera al via delle celebrazioni a Remugnano Dino Persello rievocherà la ricca storia dell’associazione musicale

(g.l.) Ci sarà anche Dino Persello alla festa per i 50 anni della Banda musicale di Reana del Rojale, in programma questa sera, alle 20.45 nell’auditorium comunale “Monsignor Giovanni Pigani”, a Remugnano. La serata, con ingresso libero, beneficia del sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e dell’Anbima Fvg, oltre che della civica amministrazione. Lo spettacolo-concerto viene proposto in occasione dell’apertura delle celebrazioni per il mezzo secolo dalla rifondazione del complesso di ottoni, come dire che ci saranno nel corso dell’anno altre iniziative e invitanti proposte per sottolineare questo speciale anniversario che ci riporta al 1975, appena un anno prima del disastroso terremoto che devastò mezzo Friuli. Cinquant’anni di storia locale, con tantissimi ragazzi che negli anni si sono avvicinati alla musica, cogliendo gli inviti lanciati dai dirigenti dell’associazione guidata da Manolo Bon, facendo crescere e affermare la Banda, oggi formata da una cinquantina di musicisti che suonano sotto la direzione del maestro Flavio Luchitta. Mezzo secolo nel quale “indagherà” proprio Dino Persello, attore sandaniele innamorato del Friuli e riconosciuto specialista in queste ricostruzioni storiche che ci riportano all’essenza della nostra terra.

La Banda di Reana del Rojale oggi.

Il maestro Flavio Luchitta

L’attore Dino Persello

Ecco, dunque, qualche informazione storica, come ci viene proposta dallo stesso sodalizio musicale. «Correvano gli anni della grave crisi economica mondiale e della mancanza di libertà dovuta agli sviluppi politici del tempo. Di certo, anche Reana non si sottraeva alle influenze di questa situazione storica e la popolazione locale sentiva l’esigenza di ritrovarsi per trascorrere momenti di convivialità e per tentare di lenire le sofferenze provocate da quel particolare contesto. Fu proprio in questa situazione che nel 1931 si manifestò l’esigenza di creare un gruppo musicale che fungesse da centro di aggregazione e nello stesso tempo allietasse non solo le festività civili ma anche le ricorrenze religiose. Perché allora non creare una banda musicale? Per cercare di dare vita ad un complesso bandistico venne quindi costituito un comitato promotore formato da una quindicina di reanesi e presieduto da don Luigi Morgante. Successivamente, venne legalmente redatto lo statuto della banda musicale alla quale diedero la loro adesione, contribuendo anche finanziariamente, molti compaesani. Ben presto il neonato sodalizio, sotto la guida dei maestri Armando Molino e Ottelio Camellini, si consolidò fino a diventare una vera banda musicale. Essa funzionò molto bene fino allo scoppio della Seconda Guerra mondiale; questo evento infatti causò gravi difficoltà all’organico provocate dalla chiamata alle armi di numerosi suonatori. Negli anni Cinquanta la banda ridusse la sua attività e nel 1958 si sciolse lasciando un vuoto incolmabile nel paese fino al 1975, anno in cui venne rifondata tenendo conto di tre obiettivi fondamentali: promuovere la cultura musicale, poggiare su basi cristiane la sua presenza e aprirsi dal punto di vista sociale e civile all’interno del territorio rojalese. Da allora, la Banda musicale di Reana ha svolto la sua attività ininterrottamente ed oggi, grazie al lavoro del maestro Flavio Luchitta, del consiglio direttivo presieduto da Manolo Bon e dei musicisti, si attesta come una delle realtà musicali più vivaci e prestigiose a livello regionale».
Gli impegni affrontati in questi dieci lustri non si contano in regione, in Italia e all’estero, peraltro più volte gratificati da brillanti riconoscimenti anche internazionali, come il primo premio ottenuto nel 2014 a Riva del Garda. E pure attualmente la Banda rojalese mantiene un ricco calendario, dai concerti (tra i quali si ricorda quello annuale di Santa Cecilia, patrona della musica) all’accompagnamento delle celebrazioni civili e religiose. Inoltre, collabora costantemente con le realtà culturali circostanti, creando appuntamenti sempre molto apprezzati. Una bellissima realtà, dunque, tanto che pure l’odierno spettacolo-evento si annuncia molto promettente, per cui la proposta della Banda di Reana è proprio da cogliere al volo. Anche perché la presenza di Dino Persello, grande conoscitore di queste preziosissime presenze di paese, darà il valore aggiunto alla serata.