Il valore del volontario e delle Pro Loco (nei piccoli paesi) oggi a Ragogna: sulla scena Dino Persello e Pasqualino Petris

(g.l.) E ora Dino Persello dà appuntamento a due passi da casa. L’attore, ma anche scrittore e narratore, di San Daniele (nativo però della vicinissima Dignano) questa sera sarà impegnato nella contermine Ragogna dove proporrà uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti: il valore, il significato e l’importanza del volontariato in una comunità, davvero vitale se questa è piccola e con poche risorse finanziarie. S’intitola, infatti, “Ragogna Pro Loco’s” il racconto emozionale teatral-musiciale in programma alle 17.30 tra generosità, profilo civico, aggregazione, volontariato appunto e cultura del bello. L’incontro con le parole, sempre coinvolgenti, di Dino Persello accompagnate dalla fisarmonica di Pasqualino Petris si terrà nella sala della Biblioteca comunale, Lo spettacolo, come sempre a ingresso libero, è sostenuto dalla civica amministrazione di Ragogna e della Comunità Collinare del Friuli e viene proposto nell’ambito della bella manifestazione culturale “Racconti di comunità… in collina”.

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In copertina, l’attore sandanielese Dino Persello atteso oggi a Ragogna.

Ragogna e le sue due Pro Loco nei racconti di Dino Persello tra le note della fisarmonica di Pasqualino Petris

(g.l.) Dino Persello, come sanno tutti i suoi estimatori, ha una grossa passione per il ciclismo, sport che pratica personalmente e che interpreta nei suoi lavori teatrali, soprattutto in occasione dell’arrivo in Friuli del Giro d’Italia. O anche attraverso i recenti omaggi al grande Ottavio Bottecchia. Ma grandi sono la passione e l’attaccamento anche alla vita dei nostri paesi, animata spesso, e lodevolmente, dal lavoro di tante Pro Loco che si prodigano per il bene delle proprie comunità. E del lavoro di queste benemerite associazioni ha anche una notevole conoscenza professionale, avendo ricoperto per anni il ruolo di segretario del Comitato regionale Pro Loco d’Italia che ha sede a Villa Manin di Passariano. Ma che ha trattato anni fa anche in un suo bel libro dal titolo “Jo i soi di paîs”.
Un settore importantissimo, dunque, e sul quale il nostro attore e regista “indagherà” con lo spettacolo in programma oggi, 5 ottobre, alle 18.30, nella sede della Biblioteca comunale “Luca Petris” di Ragogna. A pochi chilometri da casa – vive a San Daniele, ma è originario della vicina Dignano – Dino Persello proporrà infatti “Ragogna Pro Loco’s”, un “racconto emozionale teatral-musicale tra generosità, profilo civico, aggregazione, volontariato e cultura del bello”. Come spesso avviene, sarà accompagnato dalle note calde e gioiose della fisarmonica di Pasqualino Petris. “Si tratta – anticipa lo stesso protagonista – del secondo appuntamento dell’importante progetto “Racconti di Comunità in… Collina”. Il soggetto peculiare sarà l’associazionismo, con centrali le due Pro Loco operanti all’interno della dinamica Comunità di Ragogna. Ne sentirete delle belle!”.
Ricordiamo, infine, che lo spettacolo rientra tra le iniziative della Comunità Collinare del Friuli ed è stato organizzato con la collaborazione del Comune di Ragogna. Per cui non resta che accogliere l’invito dei due enti locali e partecipare alla serata che si annuncia davvero promettente. Dino Persello, come sempre, non deluderà le attese!

EVENTO RINVIATO PER INDISPOSIZIONE

San Daniele, stasera Dino Persello “gioca in casa” riportando all’epoca del grande sacerdote-umanista Guarnerio d’Artegna

(g.l.) Dopo avere reso nuovamente omaggio al mito di Ottavio Bottecchia nella magica cornice di Villa Manin – davvero un pienone a Passariano! -, per Dino Persello è arrivata l’ora di “giocare in casa”. L’attore dà infatti appuntamento per questa sera, 25 settembre, nella “sua” San Daniele – ma è nativo della vicina Dignano, tra i sassi del Tagliamento – per dare vita a “Piacevolmente… intrappolati – Da Guarnerio ai giorni nostri storia del Loco-Osteria romantica La Trappola”.

Dino Persello e Pasqualino Petris.

Lo spettacolo si terrà infatti, alle 20, con ingresso libero proprio nella rinomata osteria enoteca di piazza Vittorio Emanuele II, nel centro storico della cittadina del prosciutto. Il monologo di Persello sarà intercalato dagli interventi musicali di Pasqualino Petris, il fisarmonicista che quasi sempre accompagna l’attore sandanielese nei suoi lavori teatral-emozionali.
L’odierna rappresentazione riporta all’epoca del grande sacerdote umanista Guarnerio d’Artegna (Pordenone 1410-San Daniele del Friuli 1466) il cui nome, come è noto, è “incardinato” nella storica Biblioteca Guarneriana che si affaccia su piazza del Duomo e che lui stesso fondò. Per cui sarà molto interessante ascoltare dalla voce di Dino Persello l’evoluzione della vita cittadina dall’epoca in cui Guarnerio era pievano di San Daniele, metà del Quattrocento, a oggi. Prendendo come punto di riferimento proprio La Trappola, i cui muri pare che siano stati edficati addirittura precedentemente, almeno un secolo prima dell’arrivo del grande prelato e uomo di cultura friulano.

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In copertina e qui sopra la Biblioteca Guarneriana di San Daniele con il ritratto del suo illustre fondatore.

“Patrie dal Friûl”, per la Festa Dignano riapre la vecchia latteria e Dino Persello torna nel paese che l’ha visto bambino

(g.l.) Dino Persello vive da tanti anni a San Daniele, ma il suo cuore è rimasto a Dignano. Nel vicino paese in riva al Tagliamento è infatti nato e cresciuto, giocando tra i ciottoli del grande fiume alpino. E più volte gli ha dedicato i suoi spettacoli che ci parlano con tanto affetto e trasporto della storia e delle tradizioni del nostro Friuli, e quindi anche del “suo” Dignano. E lo farà anche domani, 5 aprile, quando alle 20.45, in occasione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, nella ex latteria proporrà uno dei suoi monologhi più belli, “Jo i soi di paîs”, con il quale l’attore e regista, ma appunto anche scrittore, aveva qualche anno fa realizzato pure un bellissimo libro. Per l’occasione riaprirà la storica turnaria, oggetto di un recente e ben riuscito restauro che il Comune ha deciso di destinare a tutt’altro scopo, visto che la lavorazione del latte è ormai soltanto un ricordo, come è avvenuto purtroppo per la stragrande maggioranza delle latterie friulane, dalle quali uscivano formaggi indimenticabili.

«Una condizione spirituale e sociale che me la sento sempre più forte e ben modellata addosso. E ne vado fiero, perché tutto ciò mi regala ancora, energia, senso di appartenenza e di pulizia, coerenza, parole date e… mantenute. Non ho detto nostalgia, di cui diffido, perché non porta né alla conoscenza né alla crescita!», scrive Dino Persello in una riflessione buttata giù proprio in vista della serata di domani. Aggiungendo: «E la voglia di raccontare, questo mio dapprima costante sentire, è cresciuta nel tempo, a tal punto che il desiderio è diventato felicemente incalzante, fino a… “non poterne più”. E così ho deciso di descriverlo e da umile artigiano e manutentore della passione di narrare storie… di raccontarlo questo mio “Sei di paîs”».
«In questo spettacolo – anticipa l’autore – mi trasferisco dagli improbabili campetti di calcio ai cortili delle canoniche, agli alberi di ciliegio, alla latteria, ai misteriosi angoli del Tagliamento, alle buie e gelide, ma affascinanti sale teatrali, ai crocicchi dei borghi, alle piazzette e contrade del mio paese, Dignano (che sono poi quelle di tutti i nostri paesi), attraverso lo sguardo di un gruppo di amici nati e cresciuti nelle Comunità della provincia Friulana». E ancora: «Racconto memoria, non retorica, dopo aver imparato molte cose e prendendomi l’autorità e la soddisfazione di illustrarle come un bambino di oggi, senza concedermi facili ipocrisie, ma mettendomi nei panni di un osservatore che, all’interno della sua consapevolezza, ormai da tempo adulto, desidera mostrare al pubblico ciò che era ed è il bambino Friulano, coi passaggi di crescita, le difficoltà che subisce e gli incanti che prova di fronte al nuovo mondo che gli si spalanca davanti, quello del gioco sì, ma anche quello castissimo dei primi amori. Racconto di infanzia – conclude Dino Persello – non protetta da cordoni sanitari di adulti, racconto di un bambino di 12-13 anni e della sua fretta di crescere, racconto per divertimento, per chi c’era già e si ricorda le sfumature e per chi è nato dopo e si diverte alle circostanze!».

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In copertina e all’interno, Dino Persello adulto e bambino. E la restaurata latteria.

Trasaghis, l’omaggio di Dino Persello a Ottavio Bottecchia asso del ciclismo che quasi un secolo fa incontrò la morte su una polverosa strada di Peonis

(g.l.) Dino Persello ha la passione del ciclismo nel sangue. L’ha assorbita dal padre e poi l’ha alimentata per tutta la vita. Un amore così grande che lo riversa ogni anno, anche nel suo fare teatro, quando in Friuli arriva, sempre attesissimo, il Giro d’Italia. E ora lo fa per onorare un grande del ciclismo tricolore, ma non il ciclismo d’oggi bensì quello degli albori, scritto con caratteri aurei nella storia dello sport con la bicicletta. Lo fa per rendere omaggio a Ottavio Bottecchia, in una località rimasta emblematica nella vita – ma in questo caso della morte – del campione.

Ottavio Bottecchia ciclista nella leggenda.

Sarà così una “prima assoluta” quella voluta dal sindaco di Trasaghis, Stefania Pisu, per la serata di domani, 26 ottobre, nella sala consiliare del Comune della Val del Lago, dove alle 20.30 sarà protagonista proprio l’artista sandanielese, originario di Dignano in riva a quel Tagliamento che lambisce anche questo territorio. Infatti, quasi un secolo fa (1927), a Peonis a poca distanza dal capoluogo, si consumava l’ultimo atto della vita di Bottecchia, da qualche anno il più forte ciclista del mondo!
«Ottavio di nome, ottavo di otto fratelli, chi dice muratore, chi dice carrettiere veneto-friulano, che esattamente un secolo fa (1924-1925) – racconta Persello -, si prese due Tour de France, comportandosi proprio come fa un contadino astuto, con la ragazza che vuole sposare, facendole una corte aspra e rude, dimenticando ogni cosa pur di conquistarla! Nel ’24, addirittura, corse in maglia gialla tutte le tappe, primo a domare le mulattiere di quel Tour. “Perseverai, resistetti, soprattutto… volli” disse dopo quelle vittorie. “Bottecchia Ottavio: A vae mi – O voi jo – Vado io” era il curioso avvertimento con cui il campione informava il gruppo, che sarebbe andato in fuga, e che rappresenta il titolo della mia rappresentazione».
Sarà, dunque, l’attore-autore e regista friulano, con la grande passione per il ciclismo, a presentare questo racconto emozionale teatral-musicale, accompagnato al pianoforte dal maestro Teo Luca Rossi e dal tenore, sempre applauditissimo nelle operette che interpreta, Andrea Binetti. «Raccontare di Ottavio Bottecchia – spiega Dino Persello – non sarà per niente semplice, tanti e profondi sono stati i momenti della sua pur breve esistenza. Ce l’ho messa tutta, la ricerca mi ha regalato enormi emozioni che non potranno fare altro che tradursi in un evento che contaminerà spiritualmente chi presenzierà a questo curioso e suggestivo racconto».
Ancora Persello: «Ho volutamente evitato, costruendo questo lavoro, di entrare nelle vicissitudini e nei dettagli dell’incidente di Peonis del 3 giugno 1927, secondo me eccessivamente romanzato da alcuni addetti ai lavori. Ho la mia idea, me la tengo, perché mi dà serenità. Allo stesso tempo e, senza presunzione, sono certo che a fine serata avremo tutti amato, di Ottavio Bottecchia, la sua maglia gialla, la sua maschera di fango secco, che si screpolava ad ogni sorriso, le sue ciglia bianche, le sue labbra grigie, le sue mani nere, i suoi polpacci scorticati, i suoi muscoli che erano come un cordame corroso dal sale di un galeone, di un museo del mare… la sua umanità e generosità fuori dal comune».

Teo Luca Rossi e Andrea Binetti

Dino Persello

«Un forte sostegno – conclude Dino Persello – mi verrà dato dall’elegante accompagnamento musicale dal maestro di pianoforte Teo Luca Rossi e dal tenore Andrea Binetti che, con le loro appropriate e suggestive interpretazioni, consentiranno al mio respiro delle preziose pause rigeneratrici». Che cosa aspettarsi, dunque? Senza dubbio un evento originale, profondo, intimo. La riscoperta di un grande personaggio che ha scritto la storia del ciclismo italiano. Proprio a Trasaghis, nella terra che ha pianto la sua prematura scomparsa.

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In copertina, Ottavio Bottecchia su una polverosa e dissestata strada di montagna. Alla sua epoca l’asfalto non esisteva…

Anche in Fvg domani la Giornata nazionale delle Pro Loco d’Italia: sono 24 gli appuntamenti in programma

Sarà celebrata anche in Friuli Venezia Giulia la Giornata nazionale delle Pro Loco d’Italia, evento in programma domani, 14 luglio, e al quale le Pro Loco regionali parteciperanno con 24 appuntamenti ufficiali che hanno aderito alla Giornata.
«Gli appuntamenti proposti dalle nostre associate – afferma Pietro De Marchi, presidente del Comitato regionale dell’Unione tra le Pro Loco d’Italia – allo stesso tempo preservano il passato, raccontano il presente e ci aiutano a dare uno sguardo pieno di fiducia al futuro. Sono feste con le quali le comunità rinsaldano i legami all’interno di esse e allo stesso tempo si aprono ai visitatori. Per questo sono così importanti, svolgendo un fondamentale ruolo sociale unito a quello di promozione del turismo locale e di sostegno all’economia dei territori. Tanti volontari sono già all’opera tra cucine, chioschi e programmi da allestire, per questa Giornata nazionale delle Pro Loco d’Italia, un momento di orgoglio e di festa tutti insieme».
Gli eventi saranno ad Aiello, Buja, Campeglio di Faedis, Castelnovo del Friuli, Cimolais, Colloredo di Pasian di Prato, Bueriis di Magnano in Riviera, Dignano, Forgaria nel Friuli, Brazzacco di Moruzzo, Moggio Udinese, Montegnacco di Cassacco, San Pietro al Natisone, Pontebba, Fiumicello Villa Vicentina, Torviscosa, Visinale di Pasiano di Pordenone, Reana del Rojale, San Lorenzo di Sedegliano, Prata di Pordenone, Sauris, Servola di Trieste, Valle di Soffumbergo e Venzone.

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In copertina, il presidente delle Pro Loco Fvg Pietro De Marchi.

San Daniele, Dino Persello stasera conclude il suo… Giro regalando nuove emozioni della magica tappa di ieri tra Mortegliano e Sappada

(g.l.) Il Giro d’Italia ha, dunque, attraversato le strade del Friuli – magica la tappa Mortegliano-Sappada di ieri – e anche Dino Persello conclude il suo esaltante… Giro in vari paesi, dove ha portato con successo la nuova edizione di “Ciclismo è poesia”, il lavoro che dedica a ogni ritorno della “carovana rosa” ovviamente adattandolo alle novità del momento. E stasera sarà il gran finale nella sua San Daniele (anche se è nato nella vicina Dignano, tra i sassi del Tagliamento). Alle 21 ci sarà, pertanto, l’ultimo appuntamento della serie, con ritrovo alle 20.45 all’ex Monte di Pietà, nei locali dove è allestita la bellissima mostra dedicata al grande Ottavio Bottecchia “el furlan de fero”,

Persello con le donne della Carnia.


Sarà una occasione per gustare ancora “a caldo” le emozioni regalate ieri dal Giro d’Italia, ponendo quindi un suggello artistico alla grande manifestazione sportiva. Con Persello ci saranno ovviamente I Petris, con fisarmoniche e violini, che hanno accompagnato tutte queste riuscitissime uscite nei paesi del Friuli toccati dal tracciato, da Mortegliano alla Carnia e alla Val del Lago, per arrivare alle bellissime serate, in quest’ultima settimana, di Cussignacco e Barazzetto. Poi scenderà il sipario su edizione di “Ciclismo è poesia”, dando appuntamento al prossimo anno con sicuramente nuovi spunti, visto che i “girini” nel 2025 dovrebbero partire da Trieste, il capoluogo regionale. Ma c’è ovviamente tutto il tempo per pensarci. Per ora gustiamo ancora una volta le emozioni della magnifica corsa di ieri. E Dino Persello sa come toccare le corde del cuore degli sportivi, per cui la serata si annuncia di sicuro promettente. E divertente!

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In copertina, l’attore e regista sandanielese Dino Persello autore di “Ciclismo è poesia”.

A San Daniele l’omaggio di Dino Persello al “centenario” Ponte sul Tagliamento

di Giuseppe Longo

L’omaggio che Dino Persello ha deciso, con una felicissima intuizione, di dedicare al “centenario” della costruzione del Ponte sul Tagliamento tra Dignano, suo paese d’origine, e Spilimbergo, ora approda a San Daniele, dove l’attore-regista risiede. Giocando “in casa”, Persello presenterà, infatti, il suo super-applaudito racconto teatral-musicale “Auguri signor Ponte 100” domani, 28 ottobre, alle 20.30, nella meravigliosa cornice della Chiesa di Sant’Antonio Abate in via Garibaldi – non a caso definita la “Sistina del Friuli” per gli splendidi affreschi di Pellegrino da San Daniele -, con la straordinaria partecipazione del “Grop Coral Vidules”, diretto da Mauro Vidoni. Persello ha infatti un forte legame con il coro di Vidulis, frazione dignanese, con il quale ha una attiva collaborazione. «Si tratta – dice lui stesso – di una realtà di alto profilo artistico e organizzativo, diretta da un bravo maestro, energico, estroso e innovativo, che ha saputo dar vita proprio a un “coro colto”».
La serata, con ingresso libero, è sostenuta e patrocinata dai Comuni di San Daniele, Dignano e Spilimbergo, dalla Comunità Collinare del Friuli e dalla Comunità di Montagna delle Prealpi Friulane Orientali.

Dino Persello


Il Ponte di Dignano, dunque. Un’opera davvero ciclopica per i tempi in cui venne realizzata. Erano gli anni alla fine della Grande Guerra, anni difficili ma animati dalla speranza in una rapida ripresa dai disastri provocati dal conflitto che segnò una svolta epocale anche per il Friuli. Un’opera che oggi, però, dimostra tutto il peso della sua veneranda età, tanto da contrastare enormemente con un traffico che non ha nulla a che vedere con quello degli anni Venti del secolo scorso, quando ad andare da una parte o dall’altra del grande fiume alpino – l’ultimo rimasto in Europa con il suo “letto” completamente al naturale, e speriamo duri così a lungo, sempre! – erano soprattutto carriaggi trainati da cavalli o buoi.
Ricordavamo nei mesi scorsi, quando stava appunto per debuttare questo spettacolo celebrativo – l’anniversario ricorreva il 19 agosto -, che Dino Persello è nato a Dignano, paese al quale è rimasto sempre molto legato. E proprio in omaggio al Ponte che compie un secolo ha realizzato, non è esagerato dire “con affetto”, uno dei suoi apprezzatissimi lavori. Per cui lo spettacolo ha, ovviamente, debuttato nel vicino Comune in riva al Tagliamento. «Il progetto teatral-musicale – ci aveva allora spiegato Persello – è nato dopo un’importante e profonda ricerca sull’affascinante storia di questa grandiosa opera relativamente ai primi difficili Anni 20 del secolo scorso. Nel racconto teatral-musicale, prendo in considerazione diversi aspetti della realizzazione dell’opera, dalle primissime idee risalenti, pensate alla metà dell’800, fino ad arrivare al progetto definitivo, con vicende ed aneddoti curiosi ed emozionanti. I tempi erano difficili e intricati, si usciva dalla Grande Guerra, miseria e disoccupazione la facevano da padrone. Ma la tenacia, la concretezza e competenza di un popolo come quello friulano che non si ferma “cuant ca le stràc, ma sôl cuant ca la finît”, hanno permesso la realizzazione di questa importante impresa, che sarebbe andata a risolvere l’aggregazione e le comunicazioni dei territori del Medio Tagliamento».
L’iniziativa di Dino Persello ha colto subito nel segno, tanto da suscitare largo interesse nella zona e in Friuli. E dopo l’appuntamento di domani a San Daniele, il 5 novembre sarà già la volta di Spilimbergo – parimenti interessato al ponte come Dignano -, ma di questa seconda rappresentazione avremo modo di riparlarne. E poi ci saranno di sicuro altre repliche. Pensando di far cosa gradita al lettore, riproponiamo l’interessante aneddotica legata allo storico manufatto.

Aneddotica

# Verso la fine della seconda guerra mondiale, i partigiani avevano deciso di far saltare il ponte! Si oppose il Parroco di Dignano, Don Giovanni Lucis, evitando una sicura cruenta ritorsione sugli abitanti e sul paese da parte dei tedeschi. I partigiani…ubbidirono!

# Ricca pesca di beneficenza in occasione dei festeggiamenti per l’inaugurazione del ponte quella domenica del 19 agosto 1923. I premi: magnifica camera da letto per due persone, in mogano, un salotto in malacca e vimini… un aratro!

# Autunno 1923, a due mesi dall’inaugurazione del ponte, una imponente piena danneggiò e fece vacillare i primi tre piloni dalla riva di Dignano. Due mesi dopo, a Natale, è tutto messo a posto, come prima. Non succederà più!

# Inizio lavori per la costruzione del ponte: 18 gennaio 1920. Trentadue mesi dopo, agosto 1923 l’imponente opera era completata in ogni sua parte!

# È la serata di domenica 19 agosto 1923, giornata dell’inaugurazione; dall’inviato della “Patria del Friuli”. “E mentre la luna sorrideva in cielo, velandosi di qualche fiocco di nube, una fresca brezza viene dai monti (a menava in jù!?!), seguendo l’ampio corso del fiume!”.

# Anni ’60 del secolo scorso, Scuola di Avviamento Commerciale a Spilimbergo. Si andava da Dignano in bicicletta ogni giorno con ogni tempo! Passavo alle sette di mattina a prendere un mio compagno, Elio Cantarùt. Anastasia, la mamma, usciva per salutarci con il termometro in mano. Meno 14° gradi… vait puers fruts, e no steit a rivâ tart! Sotto il ponte, dal gelo, l’acqua friggeva come l’olio nelle patatine. A Dignano le giacche a vento non erano ancora… arrivate.

# Meraviglioso sarà poter presto ammirare un nuovo e moderno ponte sul Tagliamento, dalla sella di una bicicletta, in totale serenità e sicurezza, attraversando questo storico e suggestivo… ultracentenario!

# 4 milioni di lire – 2.000 euro, il preventivo iniziale di spesa per la sua costruzione. 7,8 milioni di lire il costo finale! A quel tempo il pane costava 0,85 lire al Kg. Lo stipendio di un manovale, era di circa 200 lire al mese!

# Il ponte costruito esclusivamente in getto di calcestruzzo di cemento Portland, è composto da 35 arcate, che hanno una luce di 25 mt. La lunghezza totale è di mt 1.002, ed il piano carreggiabile trovasi a mt.7.20 sul livello medio delle ghiaie.

# Il numero degli operai impiegati, variò da un minimo di 150 ad un massimo di 500, appartenenti quasi totalmente alle Comunità di Spilimbergo e Dignano.

# Si ebbe un movimento terra di 280.000 mc, si gettarono 38.000 mc di calcestruzzo, con l’impiego di circa 90.000 qli di cemento, dando così una larghezza al ponte tra i 2 parapetti, di mt. 7.60!

# Le affacinanti suggestioni di luce che ti avvolgono all’attraversamento del ponte ad ogni ora del giorno e della notte, sono lì ad annunciarti… un anticipo di Paradiso!

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In copertina e all’interno due immagini dello storico ponte sul Tagliamento.

San Daniele, oggi l’omaggio di Persello al preside Alberto Luchini e ai suoi disegni

(g.l.) Niente vacanze agostane per Dino Persello, il quale, in barba a questo caldo opprimente, continua a proporre sul palcoscenico i suoi apprezzati lavori. Così, dopo il recentissimo successo che ha meritato nell’incontro dedicato, nella sua Dignano, ai cent’anni del ponte sul Tagliamento e mentre si prepara a un altro spettacolo in programma lunedì a Osoppo, quando ricorderà Enzo Cainero, l’indimenticabile promotore del Giro d’Italia in Friuli Venezia Giulia, il nostro attore-regista ha trovato il modo per ritagliare un po’ di tempo anche per la “sua” San Daniele, il capoluogo collinare dove da molti anni risiede, per rendere omaggio alla figura del preside Alberto Luchini, la cui memoria è sempre viva nella cittadinanza, presentando i suoi espressivi disegni a matita e pastelli.

Dino Persello


Organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di San Daniele con il sostegno della Comunità collinare del Friuli, l’incontro si terrà questa sera, alle 20.45, nella sala consiliare della Biblioteca Guarneriana, con ingresso libero. Si tratterà di un incontro animato dallo stesso Persello, accompagnato dalle fisarmoniche e dai violini de “I Petris”.


«Dopo l’accattivante e considerato lavoro dell’estate 2022, con importanti riscontri da parte del numeroso pubblico, a fronte del racconto teatral-musicale “Alberto
Luchini, l’uomo, l’artista, la (Sua) scuola”, sono ora a proporre una nuova elaborazione teatrale in merito all’arte del disegno del preside», anticipa Dino Persello, che poi continua: «Durante gli incontri con la gentile moglie Silvana, per la preparazione del primo lavoro, avevo avuto modo di vedere le sue pregiate raccolte di disegni, schizzi, illustrazioni, dipinti, che mi hanno letteralmente incantato. Così, come nelle sue composizioni letterarie, Alberto e i suoi disegni comunicano vitalità, fascino, grazia, energia, bellezza, determinazione… A mio modesto parere, ritengo che queste opere non possano non essere “regalate” soltanto a chi ha conosciuto l’Uomo, il Prof, il Preside Alberto Luchini, moderno educatore di migliaia di ragazzi nell’ambito della “sua Scuola”. Chi, invece, non ha avuto la fortuna di averlo conosciuto e frequentato, avrà in questa circostanza l’opportunità di avvicinarsi a questo raffinato e profondo comunicatore, che ha fatto della “cultura del bello” l’intero tragitto della sua vita». Come già detto, l’accompagnamento musicale, come nel precedente appuntamento è affidato ai “Petris”, fisarmoniche e violini, che offriranno momenti di alto profilo artistico.

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In copertina, autoritratto del professor Alberto Luchini e all’interno alcuni disegni.

“Jo i soi di Paîs”, un omaggio al Friuli più autentico nel primo libro di Dino Persello

di Giuseppe Longo

“Jo i soi di Paîs” è il titolo del libro del debutto di Dino Persello, attore friulano tra i più noti e apprezzati, che sarà presentato domani, 25 novembre, ricorrenza di Santa Caterina, la festa di Udine. L’appuntamento è, alle 18.30, in quel Palazzo Belgrado di piazza Patriarcato che fino a pochi anni fa ospitava la storica, ma purtroppo soppressa, Provincia del Friuli. Un volume intitolato come una serie di spettacoli, molto riusciti, che il regista sandanielese – originario però della vicina Dignano, tra i sassi del Tagliamento – ha presentato in questi ultimi anni, quando non era impegnato nei vari e seguitissimi incontri dedicati al Giro d’Italia o ad altri “filoni”. Un libro che dimostra il suo “sentire” friulano e il suo attaccamento alla propria terra, della quale è instancabile alfiere della storia e delle tradizioni più genuine. Si tratta, insomma, come lui stesso annuncia, di «frammenti di vita vissuta tra… impegno, profilo civico, passioni, ironia, autoironia». Sei i capitoli in cui si sviluppa la fatica letteraria, opera prima, di Persello: Pro Loco’s, Friulane teatralità, Curiose vicende, Io sono di paese, Quelli che…, I friulani: pregi e difetti.
Monica Tallone ha curato l’introduzione del volume, osservando che gli occhi di Dino Persello sono «limpidi, vivaci, acuti, che osservano, registrano e non mentono, riflettono in modo immediato il suo pensiero, lo rendono trasparente davanti agli altri e rivelano in anticipo impressioni ed emozioni che poi, da abile uomo di teatro prima ancora che di penna, Dino è capace di comunicare in modo semplice e schietto con le parole». E ancora: «Con i suoi racconti, Dino scoperchia quello che lui stesso definisce “Il magnifico contenitore della mia vita”. Filo conduttore delle storie è il suo amato Friuli e il suo essere orgogliosamente di nobili origini contadine, come si intuisce fino al titolo della raccolta, “Jo i soi di Paîs”: una rivendicazione che è al contempo un’autentica dichiarazione d’amore per le proprie radici».
«Le memorie della sua lunga attività professionale, appassionante  e ricca di soddisfazioni, nel settore dell’associazionismo – entra quindi nel merito del libro Monica Tallone -, nel variegato mondo delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, fanno da apripista alla raccolta, seguite immediatamente da quelle legate all’altrettanto lunga, divertente, a tratti rocambolesca attività teatrale. Si alternano poi vicende curiose, ricordi di luoghi e personaggi originali, esperienze di vita vissuta, considerazioni serie e/o semiserie sulle stranezze dei nostri tempi e del nostro prossimo e, soprattutto, sui friulani, a volte ritratti con i loro pregi, altre volte bonariamente bacchettati peri loro innegabili difetti». Insomma, una «estroversa narrazione«» introdotta, peraltro, «con grande dolcezza» attraverso il ricordo della madre che Dino non ha purtroppo conosciuto e alla quale ha dedicato questa sua prima opera letteraria: “Alla mia mamma Maria, alla quale non ha potuto dare un bacio e dalla quale non ho potuto riceverne”. «Parole che commuovono», annota giustamente Monica Tallone e che testimoniano la grande sensibilità d’animo che ha sempre contraddistinto, e che continua contraddistinguere, Dino Persello nella vita e sulle scene che lo vedono appassionato protagonista.

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In copertina, l’attore e regista Dino Persello con la sua amata bandiera del Friuli storico.